Avatar di James Cameron

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locandina Avatar
 
Regista: James Cameron
Titolo originale: Avatar
Durata: 162'
Genere: Azione, Fantascienza, Thriller
Nazione: U.S.A.
Lingua originale: inglese
Rapporto: 2,35:1 (1,78:1 nei cinema IMAX)

Anno: 2009
Uscita prevista: 15 gennaio 2010

Attori: Sam Worthington, Zoe Saldana, Laz Alonso, Sigourney Weaver, Michael Biehn, Wes Studi, Joel Moore, CCH Pounder
Sceneggiatura: James Cameron

Trama, Giudizi ed Opinioni per Avatar (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
 
Fotografia: Mauro Fiore
Montaggio: John Refoua, Stephen E. Rivkin
Musiche: James Horner
Effetti speciali: Damian Fisher, Iain Hutton, Phil McLaren, Philip Sharpe
Scenografia: Rick Carter, Martin Laing, Robert Stromberg
Costumi: Mayes C. Rubeo
Trucco: Corinna Liebel

Produttore: James Cameron, Jon Landau
Produttore esecutivo: Colin Wilson
Produzione: Twentieth Century-Fox Film Corporation, Giant Studios Inc., Lightstorm Entertainment
Distribuzione: 20th Century-Fox

La recensione di Dr. Film. di Avatar
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Colonna sonora / Soundtrack di Avatar
Potrebbe essere disponibile sotto, nei dati aggiuntivi (clic qui).

Voci / Doppiatori italiani:
Francesco Pezzulli: Jake Sully
Ada Maria Serra Zanetti: Dr. Grace Augustine
Domitilla D'Amico: Neytiri
Francesco Venditti: Selfridge
Adriano Giannini: Tsu 'Tey
Lorenzo Accolla: Norm Spellman
Luca Biagini: Col. Quaritch
Cristiana Lionello: Moha

Personaggi:
Sam Worthington: Jake Sully
Sigourney Weaver: Dr. Grace Augustine
Zoë Saldaña: Neytiri
Giovanni Ribisi: Selfridge
Laz Alonso: Tsu 'Tey
Michelle Rodríguez: Trudy Chacon
Joel Moore: Norm Spellman
Stephen Lang: Col. Quaritch
CCH Pounder: Moha
Matt Gerald: Lyle Wainfleet
Sean Anthony Moran: Fike

Informazioni e curiosità su Avatar

Uno dei film più costosi della storia con un budget di $400M.
E' stato girato a Los Angeles e in Nuova Zelanda, e fa massiccio uso di animazione e grafica digitale.

Sul film è uscito un libro, intitolato L'universo di Avatar. Genesi del capolavoro di James Cameron, pubblicato in Italia il 25 novembre 2009 dall'editore il Castoro. Il volume, scritto da Lisa Fitzpatrick e corredato da numerosi disegni e bozze, parla principalmente del lavoro artistico che ha preceduto la realizzazione del film.


Note dalla produzione:
GLI INIZI
"AVATAR è il film più difficile che abbia mai realizzato", dichiara l’autore regista James Cameron. Questa è un’affermazione che colpisce, considerata la fama internazionale di Cameron di maestro della narrazione: i suoi "Titanic", "Terminator" (The Terminator), "Terminator 2 - Il giorno del giudizio" (Terminator 2: Judgment Day), "Aliens", "True Lies" e "The abyss" sono stati film innovativi, caratterizzati da una commistione di spettacolo, vicende incredibili, personaggi irresistibili e una maestria tecnica posta al servizio della storia e delle emozioni.

Il personaggio centrale di AVATAR, Jake Sully (Sam Worthington), è un uomo qualsiasi in cui chiunque può identificarsi e che, inaspettatamente, diventa un eroe, quando gli eventi lo trascinano sempre più addentro a uno scontro tra civiltà,
con le multinazionali della Terra decise a "sviluppare" Pandora, da un lato, e gli indigeni Na’vi, dall’altro. Jake è un ex Marine per il quale l’onore e il dovere vengono prima di tutto ma che, alla fine, deve scegliere tra l’onore personale, in difesa di ciò che è giusto, e il dovere che ha nei confronti di coloro che gli hanno affidato la
missione.

"Volevo creare una tipica avventura in un paesaggio poco familiare", spiega Cameron, "ambientando su un pianeta alieno la classica storia di un nuovo arrivato in una terra e una cultura straniere. In linea di massima, la struttura della storia è
tradizionale, ma abbiamo molti colpi di scena in serbo per il pubblico. Ho sognato di realizzare un film come questo, in un mondo lontano, pieno di pericoli e di bellezza, fin dai tempi in cui, da ragazzino, leggevo libri di fantascienza a buon mercato e fumetti in gran quantità e, mentre frequentavo le lezioni di matematica, disegnavo creature e alieni nascondendomi dietro al libro. Con AVATAR ho finalmente avuto la mia occasione".

DOVE E QUANDO
AVATAR si svolge su Pandora, una luna con un ambiente simile a quello terrestre, che orbita intorno a un pianeta gassoso gigante, chiamato Polyphemus, nel sistema stellare Alpha Centauri-A. Distante 4,4 anni luce, Alpha Centauri è il sistema
a noi più vicino e, quando si scopre che Pandora è ricca di un minerale molto raro sulla Terra, l’Unobtainium, inizia la corsa allo sfruttamento delle risorse sul nuovo pianeta. L’Unobtainium non esiste nel nostro sistema solare, ma è fondamentale per risolvere la crisi energetica che ha colpito la Terra nel XXII secolo, quindi l’ente responsabile dello sviluppo delle risorse, la Resources Development Administration (RDA), è disposta a spendere centinaia di miliardi di dollari per avviare le attività estrattive in quel mondo lontano.

La storia si svolge nel 2154, trent’anni dopo la fondazione della prima colonia mineraria su Pandora. Lo sconfinamento delle attività umane nel territorio degli indigeni Na’vi ha provocato crescenti tensioni tra le due razze, con tutti i presupposti per scatenare un conflitto.
A causa di un evento accidentale, la morte del fratello gemello, Jake Sully viene catapultato in questa situazione difficile e confusa. Si trova su Pandora per diventare la "guida" più innovativa sviluppata dagli scienziati umani del
Programma Avatar, nel tentativo di guadagnarsi la fiducia dei Na’vi attraverso l’uso di corpi geneticamente modificati somiglianti alla popolazione indigena e in grado di muoversi liberamente nel mondo alieno.

Ma Jake viene assoldato dal Colonnello Miles Quaritch, responsabile della sicurezza della colonia umana, per infiltrarsi nella popolazione locale e imparare come controllarla o sconfiggerla. Quaritch è a capo dei Secops, i servizi di vigilanza che difendono Hell’s Gate dai feroci predatori di Pandora e dai fieri Na’vi. Si tratta di un esercito di mercenari non troppo disciplinati ma ben equipaggiati, dotati di velivoli simili ad elicotteri pesantemente armati e di
giganteschi "AMP Suit", esoscheletri da combattimento.
Jake è la persona sbagliata in un ruolo tanto delicato. E nel conflitto fra i Na’vi e l’esercito della RDA, deciso a distruggere la dimora ancestrale dei Na’vi, vecchia di 10.000 anni, Jake prende posizione e scatena il finimondo.

COME È STATO REALIZZATO
A Cameron non interessava usare il trucco per creare la sua specie aliena. Gli alieni umanoidi sono stati interpretati per anni dagli attori grazie al trucco, fin dai tempi dei film a basso costo degli anni ’50 e, nei successivi quattro decenni, negli spin-off di "Star Trek", nei film e programmi TV di fantascienza. Ad oggi, sono praticamente stati studiati e sperimentati tutti i metodi per applicare gomma sui volti degli attori, senza trascurare il fatto che, in sé, la tecnica pone dei limiti. La grandezza e la distanza tra gli occhi non può essere cambiata. Le proporzioni del corpo non
possono essere modificate, né può esserlo nel complesso la dimensione del personaggio. Da ultimo, il trucco fino ad oggi utilizzato limita l’interpretazione dell’attore, perché frappone una barriera tra lui e la macchina da presa.

Con il processo di "performance capture" tutti questi limiti vengono superati. Sebbene i personaggi realizzati per AVATAR con la computer grafica (CG) somiglino agli attori che li interpretano, le loro proporzioni sono fondamentalmente diverse. Gli occhi dei Na’vi hanno un diametro doppio rispetto a quelli umani e sono più distanziati tra loro. Come corporatura gli alieni sono più longilinei degli umani, hanno il collo più lungo e strutture muscolari e ossee differenti, ad esempio le mani hanno solo quattro dita. Con la CG i Na’vi e gli avatar possono avere dimensioni molto maggiori rispetto agli umani.

Mentre il trucco blu avrebbe reso la pelle opaca, la CG dona ai personaggi una pelle traslucida che si comporta proprio come quella vera, la cui pigmentazione superficiale non maschera il bagliore sottostante del sangue, come ad esempio quando la forte luce del sole colpisce la parte posteriore delle orecchie. Tutte queste sfumature si mescolano permettendo di ottenere delle creature che sembrano vive.

Cameron era da tempo in cerca di un modo per trasportare la creazione di figure aliene nel XXI secolo. Nel 1995 ha assistito ai rapidi progressi compiuti dalla CG nella realizzazione di creature e ha pensato che il progetto dei suoi sogni, ambientato in un altro mondo, avrebbe forse potuto vedere la luce. Avendo già creato alcuni personaggi che possono considerarsi delle pietre miliari della CG in "Abyss" (The Abyss) e "Terminator 2: Il giorno del giudizio" (Terminator 2: Judgment Day), Cameron voleva spingere l’arte della CG verso nuovi traguardi e così ha scritto il visivamente ambizioso AVATAR.

Ma quando le sue idee sono state analizzate e poi bocciate dagli esperti CG, Cameron ha capito che le tecnologie necessarie per avere il fotorealismo a cui ambiva erano ancora lontane, quindi ha accantonato il progetto.
Quando il regista lo ha ripreso in mano nel 2005, sembrava che le tecnologie richieste fossero a portata di mano. All’epoca, c’era ancora qualche perplessità riguardo al fatto che i personaggi potessero apparire totalmente reali, perché
avrebbero sofferto dello sgradevole effetto "dead eye", cioè la mancanza di luminosità osservata in alcuni dei primi film realizzati con la tecnica del performance capture.

Il team di Cameron ha provato ad andare oltre e migliorare questi primi tentativi, in modo da assicurare la totale realtà dei personaggi. Per fare ciò, ha messo a punto un nuovo sistema di performance capture delle espressioni del viso basato
sulle immagini, usando un dispositivo da far indossare agli attori sulla testa, munito di una piccola telecamera, che ha permesso di catturare anche le sfumature più impercettibili dei loro volti. Invece di ricorrere alla tecnica della motion capture, basata su marcatori riflettenti sul volto per cogliere le espressioni, gli attori hanno indossato una sorta di casco a cui era collegata una piccola telecamera. Questa era rivolta verso il viso degli attori, in modo da registrare le loro espressioni e i movimenti dei muscoli con un livello di dettaglio mai ottenuto fino ad allora ma, soprattutto, ha registrato il movimento degli occhi, cosa che non era mai stata fatta con i sistemi utilizzati in precedenza.

Questo dispositivo a casco ha permesso di catturare le espressioni del viso con una chiarezza e una precisione senza precedenti. Inoltre, non utilizzando le vecchie macchine del motion capture per il viso, queste ultime sono state usate solo per catturare i movimenti del corpo, quindi sono state posizionate a una maggiore distanza dagli attori. In questo modo, il team di AVATAR ha potuto disporre nel capture environment di uno spazio, anche detto "Volume", molto più ampio di quanto non si sia mai avuto in precedenza.

Il capture environment sei volte più grande rispetto al passato di AVATAR è stato usato per cogliere dal vivo il movimento di cavalli al galoppo, per sequenze acrobatiche piuttosto complesse e perfino per i combattimenti tra apparecchi aerei e creature volanti. Quindi, la rivoluzionaria tecnica adoperata è stato la chiave non solo per ottenere le sfumature più sottili delle emozioni espresse dai personaggi, ma anche per amplificare la grandiosità dello spettacolo
cinematografico.

Un’altra innovazione creata appositamente per AVATAR è stata la "virtual camera", che ha permesso a Cameron di girare scene all’interno del mondo generato al computer, proprio come se stesse effettuando le riprese in un teatro di posa a
Hollywood. Attraverso la virtual camera, il regista vedeva, al posto di Zoë Saldana, il suo personaggio, Neytiri, alta tre metri e dalla pelle blu. Invece di Sam Worthington e Sigourney Weaver, vedeva i loro enormi avatar blu, completi di coda ed enormi occhi dorati. Invece dell’austero spazio grigio tipico del "Volume", vedeva la lussureggiante foresta pluviale di Pandora o le montagne fluttuanti Hallelujah oppure la colonia umana a Hell’s Gate.

Dopo avere definito i dettagli su come esattamente "catturare" le performance degli attori, il passo successivo per Cameron è stato di assicurarsi la collaborazione di Peter Jackson e della sua società neozelandese WETA Digital, vincitrice di un Academy Award per gli effetti speciali. Gli innovativi e realistici personaggi creati dalla WETA, come Gollum ne "Il Signore degli anelli" (Lord of the Rings) o King Kong, hanno convinto il regista che la società avrebbe potuto infondere la vita nei suoi personaggi Na’vi.

Per Cameron era indispensabile, fin dall’inizio, che ogni dettaglio delle interpretazioni degli attori fosse mantenuto nei personaggi definitivi realizzati con la CG. La WETA ha assicurato che la missione del suo team di animatori di classe
mondiale sarebbe stata di trasferire al 100% la performance degli attori nei personaggi Na’vi o avatar. Per fare ciò, è stato necessario registrare dati molto accurati nel momento in cui la scena veniva girata, ma c’è anche voluto più di un
anno di lavoro del team dell’animazione per creare gli strumenti che hanno permesso di rendere l’espressività dei personaggi CG identica a quella degli attori la cui interpretazione essi rispecchiavano.

È ANIMAZIONE?
Se chiedete agli animatori della WETA, vi diranno che gli avatar e i Na’vi sono personaggi animati. Se fate la stessa domanda a Jim Cameron, lui risponderà che i personaggi sono stati interpretati dagli attori. La verità è che entrambe le risposte sono corrette. Ci sono volute competenze eccezionali nel campo dell’animazione per assicurare che i personaggi CG recitassero esattamente come gli attori. Ma, al tempo stesso, le interpretazioni non sono state alterate, né abbellite né esagerate. Gli animatori si sono impegnati a rappresentare in modo autentico il lavoro degli attori, senza nulla aggiungere e nulla togliere a quanto Sam, Zoë o Sigourney avevano fatto nel "Volume".

Ovviamente, gli animatori hanno apportato qualche modifica, ad esempio nel movimento della coda o delle orecchie, laddove gli attori non potevano compiere queste azioni. Anche in questo caso, comunque, l’obiettivo era di essere coerenti con le emozioni manifestate dagli attori durante le riprese originali. Così, quando Neytiri sferza l’aria con la coda o abbassa le orecchie per la rabbia, gli animatori si limitano ad accentuare l’espressione collerica manifestata da Zoë Saldana durante la ripresa della scena.

"Gli attori mi domandano se stiamo cercando di rimpiazzarli", dichiara Cameron, "Niente affatto, stiamo anzi cercando di dare loro maggiori opportunità, offrendo nuove modalità per esprimersi e creare personaggi, senza limitazioni. Non
voglio sostituire gli attori, mi piace lavorare con loro. Come regista, è questo che faccio. Quello che stiamo cercando di eliminare sono le cinque ore di trucco, che è il modo in cui venivano creati personaggi quali gli alieni, i lupi mannari, le streghe, i demoni e così via. Ora è possibile essere chiunque o qualunque cosa si voglia, a qualunque età, si può perfino cambiare sesso, senza le lungaggini e il fastidio di un trucco complicato".

Zoë Saldana si è esercitata a lungo per creare una realtà fisica per il suo personaggio, in modo da poter rappresentare al meglio la naturale grazia atletica di Neytiri. Sapeva che non si trattava di una semplice interpretazione vocale per un
classico film d’animazione, quanto piuttosto di una "interpretazione totale", in cui sarebbe stata catturata ogni sfumatura delle sue espressioni e dei suoi movimenti. Cameron e gli attori hanno lavorato insieme nel "Volume" per oltre un anno, per quanto in modo discontinuo. Il rapporto di lavoro è stato intenso come quello che si instaura tradizionalmente su un set cinematografico, tranne che mancavano le luci, le macchine da presa e i carrelli Dolly. Era recitazione pura.

Ciò ha permesso a tutti di focalizzarsi sull’interpretazione e sulle verità emotive di ogni momento, senza le distrazioni associate alla fotografia. Sia il regista sia gli attori sono rimasti affascinati dal processo, apprezzando il rapporto che si è creato e la concentrazione che il performance capture ha reso possibile. Ma solo quando hanno visto le prime scene
ultimate dalla WETA, Cameron e il cast si sono resi veramente conto di quanto sarebbe stato rivoluzionario il film. Neytiri, Jake e Grace erano vivi.

Con AVATAR era indispensabile raggiungere un'autenticità assoluta per tutti i numerosi personaggi. Quelli realizzati con la CG dovevano essere, come afferma Landau, "reali, pieni di sentimento ed emozionanti". Aggiunge Cameron: "Ogni
sfumatura e sequenza di recitazione e stata creata dagli attori, che compiono tutte le azioni che voi vedete fare ai loro personaggi CG nel film, fino al piu impercettibile gesto della mano. I personaggi SONO precisamente ed esclusivamente cio che gli attori hanno creato".

AVATAR va un passo oltre, collocando questi personaggi fotorealistici in un mondo anch'esso generato al computer, ma che sembra totalmente reale. Ogni pianta, ogni roccia e ogni albero sono stati creati e integrati nei computer della WETA
Digital, in Nuova Zelanda. Alcune significative innovazioni nell'illuminazione, nell'ombreggiatura e nel rendering hanno permesso alla WETA di creare un mondo fotorealistico che nei dettagli e alieno, ma che appare del tutto naturale. La WETA ha utilizzato un petabyte (mille terabyte) di memoria digitale per tutti gli "asset" del film realizzati con la CGI dalla miriade di piante, animali e insetti alle rocce, montagne e nuvole. Per rendere l'idea, "Titanic" ha richiesto due terabyte di memoria per creare (e affondare) la nave e le migliaia di passeggeri, circa 1/500 della memoria utilizzata per AVATAR.

In aggiunta a questa complessità, AVATAR e stato realizzato in 3D stereoscopico. Da un lato, quindi, la WETA ha dovuto lavorare in 3D per creare le scene CG (cosi come hanno fatto gli altri fornitori di effetti visivi, quali la ILM) e,
dall'altro, anche le scene live action hanno dovuto essere girate in 3D. Per questa ragione, Cameron si e avvalso del Fusion Camera System, il sistema stereoscopico di ripresa da lui stesso co-sviluppato insieme a Vince Pace. Ci sono voluti sette anni di lavoro per mettere a punto il Fusion Camera System, che è oggi il sistema più avanzato del mondo per le riprese 3D. Le macchine da presa hanno funzionato in modo impeccabile sul set di AVATAR, permettendo di mescolare le scene live action e quelle in CG in un connubio omogeneo.

Date le diverse tecnologie sviluppate specificamente per questo progetto, AVATAR è stato di gran lunga il film più complesso fra tutti quelli firmati da Cameron. I realizzatori si sono avventurati in un territorio inesplorato, in cui hanno dovuto trovare le risposte man mano che procedevano lungo il cammino. Sono stati necessari diciotto mesi per identificare i vari passaggi e mettere a punto le modalità di performance capture, prima di catturare una sola scena con il cast. "Ho sempre cercato di ampliare i confini della scienza", sottolinea Cameron. "Ma questa volta sembravano invalicabili, così abbiamo dovuto impegnarci molto di più per superarli.

Per fare un paragone, realizzare AVATAR è stato come saltare da un dirupo e cucirti il paracadute mentre precipiti".
Ma queste tecnologie rivoluzionarie sono solo strumenti nella "borsa degli attrezzi" del regista e sono sempre al servizio della storia, delle emozioni e dei personaggi. Come afferma il produttore Jon Landau: "In definitiva, la reazione del pubblico ad AVATAR non riguarderà la tecnologia, ma i personaggi e la storia che Jim ha creato. La tecnologia gli permette di rappresentare una storia che, altrimenti, non avrebbe potuto essere narrata". Aggiunge Cameron: "Alla fine, tutto si riduce alla domanda: ‘La storia è buona?’. Dopo tutto, la discussione riguarderà i
personaggi – alieni e umani – e i loro percorsi".

Landau paragona l’uso che Cameron fa di dispositivi e strumenti innovativi in AVATAR al modo in cui ha utilizzato le tecnologie più all’avanguardia all’epoca in cui ha realizzato "Titanic", vincitore dell’Oscar come miglior film. "In ‘Titanic’ Jim ha usato gli effetti visivi per far sentire le persone parte della storia; in AVATAR si avvale di una nuova tecnologia per trasportare il pubblico nel futuro, in un altro mondo". Cameron osserva: "La tecnologia ha raggiunto un tale livello di perfezione da scomparire, lasciando solo la magia… la sensazione di essere veramente dentro la storia, con personaggi ed emozioni reali".

GLI ATTORI, I PERSONAGGI E I LORO VIAGGI
AVATAR segue il percorso dell'eroe Jake Sully, un ex Marine costretto a vivere su una sedia a rotelle, il cui coraggio contribuira a determinare il destino di un mondo di cui ignorava l'esistenza. Quando Jake viene ingaggiato per recarsi sulla luna Pandora e affrontare una sfida formidabile, dei cui dettagli e inizialmente all'oscuro, non ha quasi esitazioni. "Jake era diventato un Marine per il lavoro duro e per mettersi alla prova", afferma Cameron. "Quindi, quando gli chiedono di andare su Pandora, raccoglie armi e bagagli e parte senza fare troppe domande".

La disabilita, la testardaggine e il coraggio di Jake lo rendono una figura immediatamente riconoscibile e familiare. "E un uomo qualunque con una risonanza emotiva in cui il pubblico puo immedesimarsi", dichiara Landau.
Jake e stato assoldato dalla RDA per recarsi su Pandora e prendere il posto del fratello gemello, un giovane scienziato addestrato per una missione ma che e morto poco prima di lasciare la Terra. Jake non e uno scienziato, ma il suo DNA, identico a quello del gemello scomparso, lo rende adatto allo scopo. Infatti, il DNA del fratello era stato utilizzato, insieme a quello di un indigeno Na'vi di Pandora, per creare un ibrido umano-Na'vi... o avatar.

Ora, solo Jake puo "guidare", cioe far funzionare telepaticamente, quello che una volta era stato l'avatar del fratello. Con il corpo di avatar, Jake ha davanti a se un nuovo scopo, nuovi obiettivi e un'avventura che lo portera a raggiungere i suoi limiti e a superarli. "Pandora da a Jake l'opportunita di trovare se stesso, far emergere il suo potenziale e capire che, attraverso le sue scelte, potra diventare un uomo migliore", dichiara l'attore Sam Worthington.
Jake è un personaggio ricco e complesso, con una rara commistione di passione, forza, astuzia e sentimento. E' un ruolo difficile, cosa di cui Cameron era consapevole quando lui, Landau e la responsabile del casting Margery Simkin hanno
iniziato la ricerca dell'attore a cui affidare la parte. "Il 'trucco' riguardo a Jake è stato di non mettere per iscritto il personaggio", spiega Cameron, "ma di trovare la persona adatta per interpretarlo".

Dopo mesi trascorsi ad esaminare attori negli Stati Uniti e in Europa, la Simkin ha segnalato a Cameron di aver trovato un candidato… in Australia. Sam Worthington, come la Simkin disse al regista, "ha in sé qualcosa di viscerale, il
pubblico lo troverà credibile e carismatico, i suoi occhi sprigionano un’intelligenza e un’intensità che non hanno mai vacillato".
Colpiti da questa descrizione, i realizzatori hanno proposto a Worthington un’audizione. L’attore sulle prime è stato piuttosto scettico, data la segretezza che circondava il progetto e gli scarni dettagli sul personaggio di Jake che gli erano stati forniti. "Mi hanno telefonato per questa audizione, ma non mi hanno detto nulla della sceneggiatura e neanche chi fosse il regista", ricorda Worthington. "Così ho pensato: ‘Beh, è solo una perdita di tempo’. Poi, una settimana dopo, mi hanno telefonato nuovamente… ’Ascolta, Jim Cameron vuole che tu venga a Los Angeles a fare un provino’. E io ho risposto: ‘D’accordo, ma per cosa?’".

Ovviamente, l’audizione era per AVATAR e il ruolo quello che Worthington ha poi interpretato. Ma anche dopo che Cameron lo ha messo al corrente della storia e del personaggio di Jake, completando il discorso con la stuzzicante domanda: "Sei
pronto per quest’avventura?", Worthington aveva ancora una priorità molto concreta da soddisfare prima di partire per Pandora. "Ho detto a Jim che sì, ovviamente avrei partecipato all’avventura, ma prima dovevo far aggiustare i freni dell’auto".
Per Cameron e Landau è valsa la pena aspettare Worthington. "Penso che una delle cose più difficili da trovare in un attore dell’età di Sam sia la giusta combinazione di sensibilità, vulnerabilità e forza, e Sam ce l’ha", afferma Landau.

L’innato coraggio di Worthington non solo lo ha aiutato a catturare lo spirito impavido di Jake, ma si è anche rivelato utile nel rapporto con il regista, personaggio autorevole e carismatico. "Prendo il lavoro molto sul serio, proprio come fa Jim", dichiara Worthington. "Entrambi vogliamo dare tutto ciò che possiamo e che abbiamo".
Mentre molti degli attori, incluso Worthington, hanno ricevuto uno speciale addestramento fisico e all’uso delle armi, Worthington era più interessato a prepararsi mentalmente per il ruolo di Jake. "Non volevo che la mia preparazione si
limitasse a una sorta di allenamento militare", egli spiega. "Chiunque può fare flessioni. Ho trascorso un po’ di tempo con il fratello di Jim, John David, un ex Marine. Per me la cosa importante era capire la visione del mondo dei Marine e che cosa li porti a pensare di essere inarrestabili".

Il primo incontro di Jake con la popolazione indigena di Pandora, i Na’vi, è fatidico, scatena emozioni inaspettate e dà origine a un susseguirsi di azioni e avventure la cui posta in gioco è molto alta. Mentre esplora la lussureggiante foresta
pluviale di Pandora, Jake viene attaccato da alcuni animali feroci. È certo di morire, ma viene salvato da Neytiri, un’impavida e bellissima cacciatrice, nonché membro del vicino Clan Omaticaya. Il loro incontro è carico di forti emozioni, sia negative sia positive, e crea un legame che nessuno dei due si aspetta. "La prima cosa che Jake nota di Neytiri è il temperamento focoso", osserva ridendo Sam Worthington. "Poi, inizia a rendersi conto che è una donna forte e indipendente, e che può aiutarlo a diventare un uomo migliore".

L’atteggiamento iniziale che Neytiri ha di Jake non è favorevole, anzi è sprezzante. Anche nei panni di un avatar, Jake rappresenta per Neytiri la mentalità distruttiva degli umani, che minaccia la stessa esistenza dei Na’vi. Per salvare la vita di Jake, Neytiri ha dovuto uccidere alcuni Viperwolf, feroci animali che, nonostante la loro malvagità, sono tuttavia parte integrante dell’ecosistema del pianeta, con il quale i Na’vi hanno un forte legame. "Neytiri, come tutta la sua gente, non capisce i modi e i metodi degli umani, né la loro ‘missione di crudeltà’", dichiara Zoë Saldana,
che interpreta Neytiri. "Un’altra cosa che i Na’vi non capiscono è come gli umani possano maltrattare l’ambiente, che per loro è sacro".

"Dal mio punto di vista, Neytiri e il suo popolo rappresentano la parte migliore di noi stessi, per il modo in cui vivono nel loro mondo: in simbiosi e armonia e con empatia", aggiunge Cameron. "È qualcosa a cui tutti dovremmo aspirare. In questo senso, penso che la storia celebri il legame con l’ambiente, in un momento in cui abbiamo forse perso contatto con la natura che ci circonda".
L’istinto di cui è dotata Neytiri le permette di vedere oltre la rozzezza di Jake. "La donna vede in Jake qualcosa che la attrae", spiega Zoë Saldana. "Certo, sulle prime prova per lui un odio assoluto, ma i suoi sentimenti diventano più complessi, la confondono e la costringono a prendere le decisioni più importanti della sua vita".

Il personaggio di Neytiri sottolinea la propensione di Cameron ai ruoli femminili forti e la donna Na’vi si unisce ad altre icone eroiche nate dalla mente del regista: Ellen Ripley di "Aliens – Scontro finale", interpretata da Sigourney Weaver, che è diventata un modello per le eroine dei film d’azione e che torna a lavorare con Cameron in AVATAR, dopo oltre vent’anni dalla loro indimenticabile collaborazione; Sarah Connor di "Terminator" (The Terminator) e "Terminator 2 - Il giorno del giudizio" (Terminator 2: Judgment Day); Rose DeWitt Bukater di "Titanic"; Lindsay
Brigman di "The abyss" (Abyss); Helen Tasker di "True Lies". Nessuno di questi personaggi può essere riduttivamente definito come ‘oggetto d’interesse amoroso’ e Neytiri segue la tradizione, racchiudendo in sé forza, grazia, atleticità, bellezza, sensualità, vulnerabilità e un’emotività cristallina.

"Zoë ha colto tutti gli aspetti del personaggio come lo avevo immaginato", osserva Cameron, ammirando in particolar
modo "il connubio di delicatezza e fierezza e una fisicità incredibile", che l’attrice ha sviluppato nel corso di anni dedicati alla danza professionale.
"Neytiri è stato il ruolo fisicamente più complesso che abbia mai interpretato. Mi sono esercitata per mesi prima dell’inizio della produzione per poter catturare la grazia e la potenza del personaggio", afferma l’attrice. "Sognavo un’occasione per poter incorporare la mia fisicità in un personaggio e AVATAR è stata un’opportunità straordinaria per realizzare questo mio desiderio".

Qual è stata la reazione dell'attrice ai rendering di Neytiri realizzati con la CG? "Ho ringraziato Jim. Neytiri
era sexy, bella e longilinea, ma l'interprete ero solo e soltanto io!". L'allenamento pre-produzione di Zoe Saldana comprendeva equitazione, arti marziali, tiro con l'arco, studio e pratica di movimenti. Oltre a ciò, lei e gli altri
membri del cast principale si sono recati con Cameron alle Hawaii, che esemplificano l'ambiente che lui aveva immaginato per Pandora. "Abbiamo vissuto senza tecnologie e apparecchi sofisticati e senza comfort", ricorda la Saldana. "Sono rimasta
quasi completamente nuda per tre giorni, scavando, arrampicandomi, coperta di fango come un topo morto", racconta ridendo l'attrice. "Mi mancavano le comodita a cui siamo abituati e pensavo di non riuscire a cavarmela. E Jim mi ha detto:
'Coraggio, Neytiri, ce la puoi fare!'".

Quando il cast e i realizzatori sono arrivati a Los Angeles, al teatro di performance capture, l'attrice e stata grata dell'esperienza avventurosa vissuta alle Hawaii. "In questo teatro di posa spoglio, senza scenari, abbiamo dovuto recitare
come se ci trovassimo su Pandora nel fango, in acqua, nell'umidita, tra gli alberi, a grandi altezze . tutto", spiega Zoe Saldana. "Il viaggio alle Hawaii ci ha dato un'impronta mentale su cui basarci quando dovevamo simulare un'azione sul set
virtuale".

Un'altra donna nella nuova vita di Jake su Pandora è Grace Augustine, scienziato responsabile del Programma Avatar. Esperta di botanica, Grace vive su Pandora da quindici anni, dopo avere abbandonato la Terra, pianeta sovraffollato,
devastato dall'inquinamento e privo di una biodiversita che meriti di essere studiata. Su Pandora Grace alterna il lavoro di scienziato nella base degli umani, Hell's Gate, con quello di biologa sul campo, nella foresta pluviale di Pandora, nel corpo di un avatar. "Grace sta cercando di creare un ponte, un legame di fiducia con i Na'vi, ma continua a subire atti di sabotaggio da parte dei soldati della base", afferma Sigourney Weaver, che interpreta Grace. "Grace ama Pandora e i Na'vi con tutto il cuore e spera di riuscire in qualche modo a proteggerli dalle forze industriali della
Terra".

Grace non è contenta dell’arrivo di Jake su Pandora per partecipare al Programma Avatar. Lo vede scarsamente preparato, se non del tutto privo delle qualifiche necessarie per entrare in un team scientifico d’élite. "Grace è furibonda
all’idea che Jake diventi un avatar", spiega la Weaver. "Pensa che sia lì unicamente perché è fisicamente adatto, avendo lo stesso DNA del fratello scienziato che, prima di lui, "guidava" l’avatar.

Grace ha poi un ripensamento riguardo a Jake, che la colpisce per il crescente interesse e rispetto per i Na’vi. Alla Weaver è piaciuto interpretare le dinamiche tra Jake e Grace al fianco di Sam Worthington, che lei vede con un nuovo eroe d’azione – e non solo. La Weaver, da sempre amata per il ruolo di Ellen Ripley nei film della serie "Alien", ovviamente ha qualche cognizione sulle icone dei film d’azione. "È difficile interpretare l’eroe nei film d’azione", ella spiega. "Occorre adottare un approccio molto specifico. La gente pensa che i film d’azione coinvolgano unicamente la fisicità dell’attore, ma non è così. Le altre ‘vite’ continuano il loro corso, nel frattempo. Devi dotare il personaggio di una specificità molto accentuata. Ho visto Sam fare tutto questo in AVATAR".

La bête noir della Augustine è il Colonnello Miles Quaritch, responsabile della sicurezza sulla base degli umani. La missione di Quaritch è di agevolare le attività estrattive della RDA su Pandora, non di conquistare il cuore e la mente dei Na’vi. Prova disprezzo per il Programma Avatar perché ha scopi opposti alla sua missione, che è di proteggere le persone che vivono e lavorano su Pandora.

Quaritch possiede qualità tutt’altro che ammirevoli, ma l’attore Stephen Lang afferma di avere trovato nel personaggio molti aspetti da apprezzare e altri da compatire. "Quaritch ha un forte senso della missione e della disciplina, e questo mi è piaciuto", spiega Lang, che all’inizio dell’anno ha recitato il ruolo di un agente dell’FBI negli anni della Depressione in "Nemico pubblico" (Public Enemies). "È perfetto come leader sulla linea del fronte, nessuno dubita della sua abilità". Ma è un uomo cattivo? "Beh, di sicuro non è un ipocrita, è esattamente come lo vedi".
"In un certo senso, Quaritch mi fa ‘pena’ per le sue mancanze, per il fatto che la sua emotività sia logorata e in pieno caos. È un peccato che si trovi in un vero e proprio Eden e sia incapace di rendersene conto. Penso che molte persone che hanno vissuto i tormenti e le difficoltà della guerra possano capirlo", conclude Lang.

Un’altra persona in gamba e forte che si trova a Hell’s Gate è Trudy Chacon, una pilota di velivoli a rotore con il compito di trasportare umani e avatar dalla base ai siti scientifici nella foresta selvaggia. Ma, a differenza di Quaritch, Trudy è competente, tranquilla e decisamente diversa dagli altri soldati. "In sostanza, Trudy ha a cuore gli scienziati del Programma Avatar e li trasporta avanti e indietro dal laboratorio ai luoghi in cui operano su Pandora", spiega Michelle Rodriguez, che interpreta il ruolo – un’altra grande eroina di James Cameron.

La Rodriguez, che ha suscitato un grande interesse fin dal suo esordio nell’acclamato film indipendente "Girlfight", apprezza l’abilità di Cameron di ideare grandi personaggi femminili, oltre alla sua sensibilità per la recitazione e gli attori.
"Penso che Jim abbia la capacità di guardare attraverso le persone", afferma la Rodriguez. "Riesce veramente a capirle per ciò che sono". Norm Spellman, un altro scienziato/avatar del Programma, è anch’egli un veterano del progetto, avendo lavorato e studiato per il viaggio su Pandora per cinque anni. Ma la situazione cambia quando arriva Jake. "Norm è un bravo
studioso, ma non ha nulla che possa uguagliare l’innato carisma di Jake", afferma Joel David Moore, che interpreta Norm e la cui ricca filmografia comprende la commedia di successo "Dodgeball – Palle al balzo" (Dodgeball: A True Underdog
Story). "Norm è pieno di risentimento e geloso di Jake ma, come molti altri personaggi che vivono su Pandora, impara ad ammirarlo e ne viene ispirato". Infatti, l’arrivo di Jake dà il via a un nuovo e drammatico viaggio per Norm.

A vigilare sulle attività minerarie, sugli scienziati e su tutto ciò che accade a Hell’s Gate troviamo Parker Selfridge, il brillante, vigoroso e carismatico amministratore della stazione, il cui compito è di assicurare il successo delle attività della RDA su Pandora. Giovanni Ribisi ("Nemico pubblico" [Public Enemies], "Lost in Translation – L’amore tradotto") afferma che Selfridge è "flemmatico e spietato nel perseguire i suoi obiettivi. È un amministratore, ma è arrogante e presuntuoso, e vede se stesso più come un presidente o direttore generale di una grande azienda".
Tuttavia, anche un tipo distaccato come Selfridge, che sottolinea come "una cosa che gli azionisti della RDA odiano più della stampa ostile è un rendiconto trimestrale negativo", può subire alcuni importanti cambiamenti su Pandora.

Altri personaggi chiave di AVATAR sono interpretati da CCH Pounder ("The Shield") nel ruolo di Mo’at, l’autorevole e rispettata matriarca dei Na’vi; Wes Studi ("L’ultimo dei Mohicani" [The Last of the Mohicans]) è Eytukan, leader di un Clan Na’vi, severa e autorevole presenza che si prende cura della sua gente e la protegge dai pericoli; Laz Alonso è Tsu’tey, il miglior cacciatore del Clan, che sfida costantemente Jake; Dileep Rao ("Drag Me to Hell") è il Dottor Max Patel, uno scienziato nel Programma Avatar; infine, Matt Gerald ("Terminator 3 – Le macchine
ribelli]" [Terminator 3: Rise of the Machines]) interpreta il Caporale Lyle Wainfleet, un crudele poliziotto dei Secops, che esemplifica il disprezzo degli umani per i Na’vi.

LA LINGUA
A dare spessore ad alcuni aspetti specifici delle interpretazioni degli attori hanno contribuito il linguista Paul Frommer, Ph.D., che ha collaborato con Cameron per ideare un linguaggio Na’vi, l’ex artista del Cirque du Soleil Terry Notary e la celebre coreografa Lula Washington. Gli ultimi due hanno curato e creato, rispettivamente, i movimenti dei Na’vi e le coreografie delle loro danze.

Analogamente a molti altri aspetti di AVATAR, la lingua Na’vi integra elementi originali con altri familiari e identificabili. Frommer, Professore all’Università della California meridionale, spiega: "I Na’vi hanno limitazioni sonore simili a quelle degli umani e ciò permette agli scienziati del Programma Avatar di imparare a parlare la loro lingua".

Nelle fasi iniziali del processo, Cameron ha fornito a Frommer i tipi di suoni che aveva in mente per i Na’vi. Frommer ha poi ideato una struttura linguistica di base. "Si è trattato di dare a Jim diverse possibilità e opzioni", afferma Frommer.
"Alcuni suoni gli sono piaciuti, altri no. Poi abbiamo definito le proprietà strutturali della lingua, le regole di pronuncia e il modo in cui le parole sono costruite".

Questo complesso lavoro ha prodotto un vocabolario di più di mille parole, oltre a una struttura linguistica e una grammatica specifiche, che gli attori hanno imparato con grande abilità e velocemente. Il cast ha anche lavorato a stretto contatto con la dialoghista Carla Meyer per affinare cadenze e inflessioni della lingua inventata.

Le difficoltà linguistiche per Sam Worthington sono state accentuate dal fatto che l’attore australiano ha dovuto non solo imparare a parlare una nuova lingua, ma ha anche dovuto acquisire l’accento americano. "È stato come imparare due lingue", dichiara Worthington. "E ve lo devo proprio dire: imparare il linguaggio Na’vi è stato più facile che prendere l’accento americano!".
"Ho passato almeno due ore al giorno ad esercitarmi con l’accento americano e con la lingua Na’vi", prosegue Worthington. "Ho imparato a fare la scomposizione fonetica della lingua, in modo da non dare l’impressione di recitare con una voce
ovattata". Worthington osserva che la comprensione di Jake della lingua Na’vi è un processo progressivo che accompagna tutta la storia, e ciò ha permesso o perfino richiesto qualche occasionale errore linguistico.

Zoë Saldana e Laz Alonso, che conoscono entrambi lo spagnolo, hanno trovato più semplice imparare il linguaggio Na’vi, ultimando le riprese di AVATAR come probabilmente i soli attori trilingue in tutto il mondo a conoscere il… Na’vi. Ma forse
chi si è divertito di più con la lingua inventata sono stati i membri del cast tecnico, che hanno adottato alcune specifiche parole Na’vi: ad esempio, skowng, che significa "stupido", era una delle preferite per prendersi in giro tra loro.

Lo studio della danza e del movimento ha aiutato gli attori ad approfondire ulteriormente i personaggi. Lula Washington, direttore artistico del Lula Washington Dance Theater e coreografa delle danze Na’vi, osserva che i nativi di Pandora
celebrano se stessi attraverso la danza. "Sono un popolo elegante e orgoglioso che ama la propria terra. Sotto questo aspetto, sono vicini alle nostre culture aborigene". I ballerini della compagnia di Lula sono diventati parte del cast, come membri del Clan Omaticaya, e i loro movimenti selvaggi e aggraziati sono ben visibili nel film.
Terry Notary ha creato i movimenti ispirandosi alle culture indigene e agli animali, come i grandi felini e i primati. Notary spiega: "Abbiamo lavorato cercando di rispondere a una serie di domande sui Na’vi, ad esempio: in che modo si
toccherebbero? In che modo si allungherebbero? Come si muoverebbero se fossero felici? Come userebbero la coda?".

CATTURARE LE EMOZIONI
Mentre gli attori erano impegnati instancabilmente a incamerare le sfumature fisiche, linguistiche ed emotive, indispensabili per i loro personaggi e per la visione di Cameron, il regista era determinato a catturare e incorporare il tutto nelle incarnazioni degli attori generate al computer.
Worthington e gli altri attori hanno apprezzato il fatto di lavorare in un teatro di posa vuoto, il cosiddetto "Volume", indossando tute e caschi speciali per il performance capture. "Ci siamo imbarcati in questo processo e ci siamo divertiti
moltissimo", afferma l’attore. "Anche se l’avatar di Jake è alto tre metri ed è blu, ha la mia personalità e la mia anima. È straordinario che Jim sia riuscito a realizzare tutto ciò".

"Il processo di performance capture è liberatorio", aggiunge Worthington. "Non puoi nasconderti e ogni ripresa deve essere credibile. All’inizio può creare un po’ di nervosismo, ma poi dimentichi di indossare un casco e di avere alcune
centinaia di puntini sulla faccia".
"Ti domandi se avrai la capacità mentale di guardare il palcoscenico grigio e desolato e vedere un serpente gigantesco o una foresta lussureggiante", aggiunge Laz Alonso. "Il "Volume" è il posto più spoglio che si possa immaginare. Ma, grazie
alla regia di Jim, al performance capture e alla virtual camera, succede qualcosa di straordinario, perché inizi a vedere realmente gli animali e l’ambiente circostante.

Entri così profondamente in quel mondo che inizi a vedere, odorare, ascoltare e sentire Pandora".
Per Joel David Moore, il modo in cui il "Volume" ha acceso la sua immaginazione gli ha ricordato una delle prime tecniche di recitazione che si imparano. "Lavorare sul palcoscenico del performance capture ti riporta ai vecchi
tempi del teatro", egli spiega. "Tutto ciò che c’era sul palcoscenico erano un fondale, un tavolo e qualche sedia. Tutto il resto lo dovevi immaginare".

Un altro progresso tecnologico rivoluzionario è stato la virtual camera, che non solo ha coinvolto direttamente il regista e gli interpreti nel lavoro di CG, ma ha anche fissato un nuovo paradigma nella produzione, dando a Cameron la possibilità senza precedenti di vedere effettivamente la versione CG dei personaggi interpretati dagli attori e l’ambiente creato con la CG attraverso la macchina da presa, mentre lavorava con gli attori nel "Volume". "La virtual camera ha permesso a Jim di dirigere gli attori con un’immediatezza che non era mai stata possibile fino a quel
momento. Al tempo stesso, gli attori hanno avuto una migliore percezione dei loro personaggi CG perché hanno visto la scena e l’ambiente quasi immediatamente, senza dover aspettare mesi per la consegna del prodotto finito dalla società degli
effetti speciali", spiega Landau.

Le immagini CG visibili nella macchina da presa avevano la risoluzione solo di un videogioco ma, dopo che Cameron aveva completato le riprese e il montaggio di una specifica sequenza, la WETA aveva tutto il tempo per creare le immagini cinematografiche finali ad alta risoluzione. In effetti, ogni ripresa e stata creata due volte: una da Cameron nel "Volume" e una in seguito, dopo mesi, quando la WETA ha rifinito e completato il lavoro.
La virtual camera, che somiglia a una consolle per videogiochi a cui è collegato un monitor, non è veramente una macchina da presa, dal momento che non ha neanche una lente. Si comporta come una macchina da presa grazie alle immagini
CG inviate dai numerosissimi computer all'avanguardia che circondano il "Volume" e che la 'alimentano'. Un piccolo schermo sulla consolle visualizza l'immagine CG prodotta dai computer.

Questo modo di lavorare ha permesso a Cameron di girare l'azione da qualunque angolo o vicinanza, offrendogli una spontaneità e flessibilità senza precedenti e un'infinita di opzioni sul set virtuale. "Ad esempio, Jim poteva chiederci
di creare una scala in verticale di cinque a uno", spiega Stephen Rosenbaum della WETA. "E cosi, quando muoveva la macchina da presa, lo spostamento, invece di essere poco meno di un metro, raggiungeva abbondantemente i 4,5 metri, come
quello che si otterrebbe con il movimento di una gru, il tutto in tempo reale. In effetti, Jim avrebbe potuto trasformare il team addetto alle macchine da presa in un gruppo di Na'vi alti 3 metri".

"Molto tempo dopo che gli attori avevano lasciato il "Volume", io ero ancora lì con la virtual camera, effettuando inquadrature alternative della scena", ricorda Cameron. "Riportando la ripresa all'inizio, potevo osservarla da angoli differenti, illuminarla nuovamente, fare qualunque cosa".
"Questo è cinema a un livello differente, è come paragonare la scuola elementare con un dottorato al MIT", commenta Laz Alonso.

Un altro strumento all'avanguardia che Cameron aveva nella sua "borsa degli attrezzi" è la Simul-Cam, che gli ha permesso di integrare in tempo reale i personaggi e gli ambienti CG con le sequenze live action e di vedere il risultato nell'oculare della Fusion Camera. Fondamentalmente, la tecnologia consente di sovrapporre le immagini CG alle riprese live action. "La possibilità di girare in un set live action e di vedere nell'oculare della macchina da presa i personaggi e gli ambienti CG che non si trovano li ha permesso a Jim di riprendere quella scena con la stessa sensibilità che avrebbe adottato in una scena live action", spiega Landau.

CREARE PANDORA
Poiché tutta l'azione di Avatar si svolge su Pandora, nella base degli umani di Hell's Gate o fuori nella selvaggia foresta pluviale, ogni singola cosa che si sarebbe trovata sotto la macchina da presa o che sarebbe stata realizzata con la CG doveva essere ideata a partire da zero. Parallelamente allo sviluppo tecnologico, la progettazione ha richiesto due anni, prima dell'inizio delle riprese. I realizzatori hanno ingaggiato un team di artisti di livello mondiale per progettare ogni personaggio, creatura, pianta, costume, arma, veicolo e ambiente di AVATAR. Gli artisti si sono dedicati alla creazione non di una ma di due culture: quella umana altamente tecnologica, con tutto il corredo di veicoli e armi, da un lato, e la società Na'vi, dall'altro.

Così come ha fatto per i personaggi, Cameron ha creato Pandora in modo che fosse riconoscibile, senza perdere le qualita di un'area diversa, incontaminata ed esotica. E un mondo in cui si fondono caratteristiche classiche e familiari. "Non
volevamo che la fauna e la flora fossero identiche a quelle terrestri, solo quanto bastava per ricordare che ci troviamo in un altro mondo ma, al tempo stesso, volevamo che il pubblico le trovasse plausibili", afferma Cameron. Gli alberi alti più di 300 metri e le montagne che fluttuano nell'aria sono tra gli elementi che ispirano maggiormente un senso di stupore e ammirazione per l'immaginazione da cui sono scaturiti e per la loro grandiosità, ma il disegno nasce da forme che sono note a tutti. "James Cameron non si è limitato a ideare e realizzare un film ambientato in un pianeta lontano; è come se fosse veramente stato in quel mondo, prendendo appunti minuziosi e trasponendoli prima su carta e poi nel film", dichiara lo scenografo Rick Carter.

Questa è l'impressione che il celebre registra internazionale ha dato all'equipe tecnica, al cast e praticamente a tutti coloro che hanno lavorato in AVATAR.
Collaborando con molti dei maggiori artisti nei rispettivi settori, Cameron ha supervisionato l'arte concettuale, i set virtuali e quelli reali. Ha vagliato attentamente tutti i dettagli nel design di AVATAR: ogni creatura, filo d'erba, albero, montagna, nuvola, veicolo e costume.
"Penso che Jim abbia ultimato AVATAR molto tempo fa nella sua mente", dichiara il co-scenografo Robert Stromberg, che ha curato la supervisione di gran parte del design di Pandora. "Poi ce l'ha spiegato in modo che potessimo ricrearlo".

Rick Carter aggiunge: "E' stata dura stare al passo con Jim, perché ci presentava un mondo che lui aveva visto, non solo inventato. Lo aveva visto e ce lo stava illustrando. Jim spiegava le sue idee con tale minuziosità da far pensare che gli
animali immaginari fossero esistiti davvero. E il suo livello di dettaglio era tale che sapeva che cosa mangiano, come dormono e come interagiscono tra loro la flora e la fauna di Pandora".

Cameron, Stromberg, Carter e i loro team hanno continuato a porsi una domanda di fondo: "Il progetto è plausibile?". Il loro obiettivo era la sospensione del giudizio degli spettatori e l'identificazione con cio che vedevano sullo schermo.
Jake arriva alla base militare e scientifica degli umani, Hell's Gate, che appare come una cicatrice scavata dall'uomo nel mezzo di un mondo vergine. Presto scopre che la foresta pluviale al di fuori di Hell's Gate e ricca di flora e fauna esotica, ma anche di animali feroci e violenti. Pandora è, nelle parole di Cameron, "il giardino dell'Eden con fauci e artigli".

Pandora è abitata da molti Clan Na'vi, ma quello che Jake conosce e il Clan Omaticaya, che vive da 10.000 anni in un Albero Casa (Hometree) alto piu di 300 metri. Gli Omaticaya hanno trasformato i diversi livelli della struttura interna
dell'albero nel loro villaggio. La gerarchia sociale degli Omaticaya e chiaramente definita e al vertice si trova Eytukan, capo del Clan o "Olo'eyctan". Eytukan è il padre di Neytiri e la madre, Mo'at, condivide con lui il potere in qualita di sciamana o "Tsahik" del Clan. Tus'tey, un forte e orgoglioso giovane cacciatore, è il primo nella linea gerarchica per il ruolo di Olo'eyctan ed è stabilito che sposi Neytiri.

Tra le molte meraviglie di Pandora spicca la rete neurale, che interconnette la vita di tutta la flora e fauna. Simile al sistema nervoso umano, questa rete permette a tutte le forme di vita su Pandora di funzionare come un unico sistema armonioso. Il centro della rete, che e anche il cuore e il cervello della luna, è un antico salice enorme e nodoso che rappresenta l'epicentro dei Na'vi, un'estensione della loro linfa vitale, un luogo di rigenerazione e conoscenza. Questo "Albero delle Anime" (Tree of Souls) si trova al centro del piu potente campo magnetico di Pandora, il "Vortice dei
Flussi" (Flux Vortex). In un'epoca remota il campo invisibile ha dato origine alle insolite formazioni geologiche ad archi che formano arcobaleni di pietra, al di sopra di un profondo cratere, al centro del quale si trova l'Albero delle Anime.

In questi ambienti incredibili vive una miriade di creature, alcune delle quali sono state progettate dal team della produzione addetto alle creature, guidato da Neville Page, mentre altre sono state create dal team di John Rosengrant degli Stan Winston Studios. La piu temibile fra le creature di Pandora e il Thanator. "Il Thanator potrebbe mangiarsi un T-Rex e completare il pasto con un Alien", spiega il regista. "E' una pantera infernale". Poi ci sono i Viperwolf, che Cameron descrive come "privi di pelliccia, con la pelle lucida che sembra una corazza. Particolarmente
impressionanti sono le zampe, che sembrano mani in cuoio".

Una figura fondamentale nel viaggio di Jake e una creatura alata chiamata Banshee; in uno dei riti dei Na'vi, Jake deve dominare e cavalcare una Banshee per assumere una posizione legittima nella comunita. La posta in gioco e peraltro
accresciuta dal fatto che la Banshee scelta per Jake e quella piu decisa a ucciderlo.
I Direhorse di Pandora, come suggerisce il nome, somigliano in qualche misura ai cavalli terrestri, ma con alcuni importanti abbellimenti, ideati e disegnati dagli Stan Winston Studios e da Cameron, che ha descritto l'animale come un
"destriero alieno con sei zampe e antenne simili a quelle di una falena".

La variegata fauna di Pandora comprende anche l'Hexapede, simile a un cervo; il feroce Hammerhead Titanothere, un erbivoro che ricorda un rinoceronte con un cattivo carattere e una testa a martello; e il Leonopteryx, re dei predatori del cielo, con striature scarlatte, gialle e nere e un'apertura alare di quasi 25 metri. Vi è poi un'altra specie che vive su Pandora, piu piccola e delicata: i Woodsprite, simili a meduse, che fluttuano con grazia nell'aria notturna muovendo seriche appendici filiformi. Chiamati Atokirina dai Na'vi, essi sono in effetti semi del sacro "Albero
delle Voci", Utraya Mokri, e quindi rappresentano un elemento fondamentale dell'"anima" della foresta pluviale. Quando si posano su Jake, Neytiri interpreta l'evento come un segnale importante, e da li la vicenda prende una piega inaspettata.

Il vincitore di un Academy Award Richard Taylor e il suo team della WETA Workshop hanno progettato accessori e armi sia per i Na'vi sia per la RDA, mentre il noto artista TyRuben Ellingson ha ideato molti dei veicoli usati dalle forze militari di stanza a Hell's Gate, visibili in prevalenza in un'epica battaglia che vede contrapposte macchine e Banshee, soldati umani irriducibili e guerrieri Na'vi.
L'AMP Suit (AMP e l'acronimo di Amplified Mobility Platform) e un imponente dispositivo per la deambulazione, che permette di "amplificare" i movimenti dell'operatore umano che lo guida. Gli AMP Suit e i soldati che li
occupano sono trasportati da quello che è forse l'apparecchio piu letale della RDA, il velivolo da guerra Dragon C-21.

Questo enorme aeromobile a rotore somiglia a un insetto predatore ed è dotato di diverse cabine con tettuccio. Con una capacita distruttiva quasi altrettanto letale, c'e lo Scorpion AT-99, un velivolo militare d'attacco ultraveloce e molto maneggevole. In un mondo senza piste di atterraggio, questi apparecchi muniti di rotore hanno la capacita di decollare e atterrare in verticale. Sebbene i velivoli militari di AVATAR siano apparecchi futuristici a rotore, l'intento era di dare loro una connotazione familiare, facendoli somigliare agli elicotteri Huey utilizzati all'epoca del Vietnam, per accentuare nel pubblico un forte senso di realtà.

L'apparecchio piu grande presente in AVATAR, lungo piu di un chilometro, è l'ISV Venture Star, nave interstellare che trasporta su Pandora il personale della RDA, incluso Jake. I suoi motori ad antimateria lo fanno viaggiare a 7/10 della
velocita della luce ma, poiche per raggiungere Pandora occorrono circa sei anni, i passeggeri vengono posti in uno stato di animazione sospesa in capsule criogeniche.
Per raggiungere la superficie del pianeta dall'orbita, i nuovi arrivati vengono trasferiti sul Valkyrie TAV (Trans-Atmospheric Vehicle), velivolo che puo essere paragonato a un lontano discendente dello space shuttle.

I costumi ideati da Mayes C. Rubeo e Deborah L. Scott offrono un'altra chiave di lettura della cultura Na'vi. Sebbene molti costumi e accessori siano indossati da creature realizzate con la CG, le creazioni sono state realizzate realmente, per comunicare al meglio i dettagli sulla consistenza e la trama dei tessuti, e le qualita traslucide dei gioielli. La praticita e il comfort caratterizzano l'abbigliamento Na'vi, riflettendo la grazia e la bellezza del popolo indigeno di Pandora.

FOTOGRAFIA LIVE ACTION
Il lavoro del direttore della fotografia Mauro Fiore, ASC si è focalizzato sulla creazione del look polveroso e desolato del complesso industriale di Hell's Gate.
"Ciò che Jim coglieva con il performance capture e cio che io creavo nelle sequenze live action dovevano essere coerenti", spiega Fiore, che ha anche girato "The Kingdom" e "Smokin' Aces". Fiore ha adottato il 3D Fusion Camera System e, dopo lunghe prove e sperimentazioni, si è dedicato alle riprese live action con stile e precisione. Le immagini che ne sono scaturite si mescolano fluidamente con la CG creata dalla WETA Digital e dalla ILM.

La maggior parte delle scene live action di AVATAR è stata girata a Wellington, in Nuova Zelanda, dove sono stati costruiti dei set enormi. Il lavoro da realizzare era immane e la produzione ha creato un'apposita struttura che ha
coordinato il lavoro dato in subappalto a piu di 150 ditte. I set comprendevano la Sala di Collegamento, con le unita di collegamento simili a sarcofagi usate per trasportare la coscienza umana nel corpo degli avatar; il Bio-Lab, struttura in cui si trovano le capsule amniotiche contenenti i corpi degli avatar che hanno completato lo sviluppo raggiungendo l'eta adulta durante i sei anni di viaggio dalla Terra a Pandora; l'Ops Center, il centro operativo che rappresenta il sistema nervoso centrale della base di Hell's Gate; infine, la roccaforte militare di Armor Bay, dove sono custoditi gli AMP Suit e gli elicotteri.

In tutti gli ambienti di AVATAR, Cameron crea un'esperienza di coinvolgimento pieno, in cui gli spettatori provano la sensazione di trovarsi accanto ai personaggi mentre vivono le loro avventure. Il regista e Landau sono da tempo
sostenitori del cinema 3D e hanno lavorato instancabilmente per utilizzare questo formato e potenziare le qualita del film, e questo formato sarà infatti molto diffuso quando il film uscirà nelle sale. Ma entrambi sottolineano che AVATAR e un'esperienza coinvolgente anche con la tradizionale visione 2D.

"Jim e io abbiamo condiviso la nostra passione per il 3D con i distributori e gli spettatori in tutto il mondo", dichiara Landau. "Pensiamo che il rinascimento del 3D sia finalmente arrivato. Viviamo la vita in 3D, perciò perche non trasferire
l'esperienza anche al mondo del cinema? Ciò premesso, sia nel formato 2D sia in quello 3D, il pubblico proverà la sensazione di essere andato su un mondo lontano e di avere camminato tra i suoi abitanti".

Molti film 3D realizzati in passato si avvalevano di questo formato come un "di più" o come un effetto fine a se stesso: ad esempio, lancio di oggetti verso il pubblico, personaggi o oggetti che uscivano dallo schermo. Per Cameron il 3D è una
finestra su un mondo dove il formato, invece di richiamare su di se l'attenzione, si dissolve nella narrazione.

Mentre sviluppava AVATAR, Cameron ha iniziato a lavorare a un nuovo 3D Camera System, che ha messo a punto insieme al socio Vince Pace della Pace Technologies, avvalendosi di tecnologia Sony HD e Fujinon HD. Ma prima che AVATAR diventasse una realtà, l'obiettivo di Cameron con il nuovo sistema 3D digitale era di ricreare per il pubblico l'esperienza dell'esplorazione delle profondità oceaniche con una chiarezza senza precedenti. La sua celebre perlustrazione
all'interno del Titanic e poi diventata il film IMAX 3D "Ghosts of the Abyss", seguito da "Aliens of the Deep".

Le esperienze maturate da Cameron con questi film hanno non solo dato impulso alla sua visione tridimensionale di AVATAR, ma hanno anche ispirato uno degli elementi che caratterizzano il design e l'illuminazione del film. Nei fondali oceanici, Cameron ha assistito al fenomeno di alcune forme di vita che, nella totale oscurità, emanano bagliori e brillano di una luce quasi sovrannaturale. Cameron ha applicato questa "bioluminescenza" all'ambiente di Pandora, che di notte prende vita
attraverso una radianza diffusa.

IL COMPLETAMENTO
Il processo di post-produzione di AVATAR, come quasi tutto cio che ha riguardato il film, e stato decisamente atipico. Nella maggior parte dei film, il montaggio inizia durante la post-produzione, ma in AVATAR Cameron e i colleghi
coinvolti nel montaggio, Stephen Rivkin, A.C.E. e John Refoua, A.C.E., hanno iniziato a tagliare le sequenze catturate all'inizio durante la pre-produzione. I responsabili del montaggio e gli addetti al montaggio AVID sono stati una presenza regolare sul set durante la produzione, facendo in modo che la WETA ricevesse le sequenze con cadenza mensile.
"Prima di girare anche un solo fotogramma di film live action, avevamo gia consegnato circa settanta minuti di sequenze montate alla WETA", afferma Landau.

Un elemento importante della post-produzione e stato la colonna sonora del compositore James Horner, in cui si mescolano elementi sinfonici classici che accompagnano l'azione epica del film con sonorità che ci trasportano in un altro
mondo, fatto di voci e canti in lingua Na'vi, insoliti strumenti acustici ed elettronici.
I fan del film e gli amanti della musica hanno atteso con trepidazione questa nuova collaborazione tra Cameron e Horner. La colonna sonora realizzata da Horner nel 1986 per "Aliens - Scontro finale" è stata una delle migliori mai realizzate per un film d'azione, mentre nel 1997 "Titanic" ha rappresentato una pietra miliare nella storia del cinema e delle colonne sonore.

Per AVATAR Horner ha ripreso la collaborazione con Simon Franglen, co-autore del tema musicale di "Titanic" My Heart Will Go On, per scrivere una nuova canzone. I See You e cantata dall'artista di fama internazionale Leona Lewis e accompagna i titoli di coda del film. La canzone esprime cio che i Na'vi intendono per "vedere", che per loro significa capire con il
cuore e lo spirito e non solo con la mente.

Mentre si avviava verso le fasi conclusive di AVATAR, Cameron era ansioso di condividere la sua visione con il mondo. Ha perciò organizzato la proiezione in anteprima di alcune sequenze del film in varie sale a livello nazionale e
internazionale, nonche in occasione dell'annuale evento Comic-Con. Lieto della reazione positiva riscontrata, Cameron ha proseguito la messa a punto del montaggio e la verifica degli effetti visivi ultimati o quasi che riceveva quotidianamente dalla WETA Digital e dalle altre societa di effetti coinvolte nel progetto (tra cui la ILM, la Framestore, la Prime Focus, la Hybride e la hy*drau"lx), il tutto per trasformare AVATAR in un'esperienza per il pubblico unica nel suo genere.
"Jim non fa film per se stesso", spiega Jon Landau, "ma per il pubblico". Aggiunge Cameron: "Voglio veramente che gli spettatori vivano un'esperienza cinematografica di totale coinvolgimento e soddisfazione. E spero che, uscendo dalle sale, dicano: 'Non ho visto questo film, l'ho vissuto'".


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