I baci mai dati di Roberta Torre

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locandina I baci mai dati
 
Regista: Roberta Torre
Titolo originale: I baci mai dati
Durata: 80'
Genere: Drammatico
Nazione: Italia
Rapporto:

Anno: 2010
Uscita prevista: Venezia 2010,29 Aprile 2011 (cinema)

Attori: Beppe Fiorello, Donatella Finocchiaro, Piera Degli Esposti, Carla Marchese, Pino Micol
Soggetto: Roberta Torre
Sceneggiatura: Roberta Torre, Laura Nuccilli

Trama, Giudizi ed Opinioni per I baci mai dati (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
 
Fotografia: Fabio Zamarion
Montaggio: Osvaldo Bargero
Scenografia: Biagio Fersini
Costumi: Loredana Buscemi
Trucco: Franz Aguglia,Rinaldo Romani

Produzione: Nuvola Film, Rosetta Film
Distribuzione: VIDEA CDE

La recensione di Dr. Film. di I baci mai dati
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Colonna sonora / Soundtrack di I baci mai dati
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Informazioni e curiosità su I baci mai dati

Prodotto in collaborazione con Regione Siciliana, Dipartimento Regionale dei Beni Culturali, Ambientali e della Educazione Permanente; Dipartimento Politiche di Sviluppo e di Coesione; Sicilia Film Commission e Cinesicilia.
Questa Produzione è parte del programma Sensi Contemporanei Cinema e Audiovisivo
con il contributo di Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Direzione Generale per il Cinema.
Prodotto in collaborazione con Adriana Chiesa Enterprises.


Note dalla produzione:
NOTE DI REGIA
Uno straordinario viaggio di formazione, quello della tredicenne Manuela che passa dall’adolescenza all’essere una piccola donna e non più una donna piccola.
Il suo percorso, fatto in motorino zigzagando tra i vialoni della popolosa periferia di Librino, la conduce verso l’incredibile: avrà per maestra niente di meno che la Madonna, che dopo averla guardata per caso in una festa di paese decide di prenderla sotto la sua protezione.
E lei che vorrebbe solo ritagliare donne di carta per i suoi collage e andare al mare con il fidanzato si ritrova così in men che non si dica quasi santa.
Tutto in questa storia è frullato attraverso il suo sguardo, le donne megere che vivono nel rosso negozio di parrucchiera in fondo alla piazza, la madre maitresse che mette su in fretta una compravendita di miracoli, le orde di povera e ricca gente che si riversa nel suo studiolo da santa allestito nella palestra del padre per chiederle di tutto: un posto di lavoro, un sogno mai realizzato, un cambio di personalità e chissà di vita.
Manuela osserva, sgrana gli occhi, li sbatte incredula mentre tutti le sfilano davanti come marionette impazzite…
La cosa che lei vuole davvero è solo andare al mare. In quest’estate calda piena di domande lei non trova altra risposta. Mette il casco con le orecchie da orsetto e fila via. Ancora una volta i vialoni di Librino, palme e strade di cemento
come in un videogame futurista.
E poi una spiaggia per sognare sogni dove vivono donne con capelli di zucchero filato che finalmente si lasciano pettinare, madri accoglienti e rotonde che sorridono sempre. Sua madre non è così e lei lo sa bene. La conosce fin troppo
quella inquietante donna bionda finta da cui si può solo scappare.
Ancora una volta le strade di quella città fantasma, ora percorse a piedi, di corsa, in fuga, lo zainetto pieno di niente. Via da tutto questo, via da quella storia e da tutta quella follia.
Arriva l’autobus alla fermata e arriva anche sua madre Rita, ma ha uno sguardo buono forse questa volta ha paura. Paura di perderla. E così la bacia. Per la prima volta dopo tredici anni. Baci mai dati e Manuela capisce ora che sapore hanno.
Un buon sapore si direbbe. Ne vuole ancora.
Quel che avviene dopo è solo un miracolo, semplice come solo i miracoli possono essere.
Roberta Torre


NOTE DI PRODUZIONE
Diventa sempre più complicato immaginare di fare un film oggi in Italia.
Io sono partita dalla mia esperienza di regista e negli anni ho compreso che quello tra regista e produttore è un matrimonio delicatissimo. E di matrimonio parlo proprio perché fare un film oggi più che mai è un atto d’amore e di passione, oltre che un’impresa commerciale a tutti gli effetti. Come ogni matrimonio se si sbaglia partner si è destinati al fallimento e credo che la storia di molti film non riusciti dipenda oggi esattamente da questa ragione.
Ecco perché ho deciso, dopo diverse esperienze e diversi film realizzati, di cominciare anche a produrre oltre che a dirigere i miei film. L’ho fatto con entusiasmo, attratta da una nuova possibilità e con l’intenzione di crescere professionalmente in una direzione che mi potrà dare nel tempo la possibilità di produrre anche altri autori che immagino abbiano il desiderio di trovare il giusto produttore sul loro cammino.

La storia produttiva de “I baci mai dati” deve anche la sua riuscita all’incontro determinante con il produttore Amedeo Bacigalupo, Nuvola Film, che ha creduto nel film e ha condiviso costantemente tutte le fasi del progetto con un’attenzione importante e preziosa.
Adriana Chiesa Enterprises per la prima volta ha deciso con la passione e la professionalità che da sempre la contraddistinguono di entrare a far parte della produzione di un film e la sua partecipazione è stata fondamentale. La Regione Sicilia ha dato la possibilità di mettere in moto inizialmente tutta la macchina produttiva e il Ministero dei Beni Culturali ha supportato adeguatamente l’operazione.

Detto questo e felice di poter constatare oggi la qualità, la passione e la professionalità di chi ho avuto accanto, devo ricordare anche chi invece non c’è stato. I no sono giunti proprio da chi ha la precisa mission di farsi garante dello sviluppo del cinema in Italia e sono stati spesso i modi e le modalità di questi interlocutori a destare perplessità, a farmi constatare che la professionalità e le competenze di chi opera in questo settore non sono spesso all’altezza dell’importanza del ruolo ricoperto. Manca soprattutto il desiderio di ricerca e di sviluppo e la capacità di esplorare territori nuovi, il che mi ha confermato più che mai nell’idea che ci sia la necessità di figure innovative, giovani soprattutto nello sguardo e nella preparazione tecnica nel settore della produzione e finanziamento per immaginare il cinema del nostro paese come un’industria che punti al futuro.

Abbiamo girato per sei settimane a Librino, il quartiere satellite alla periferia sud ovest di Catania costruito negli anni 60 come città satellite modello, una sorta di New Town che ha poi disatteso le aspettative progettuali, su progetto dell’architetto giapponese Kenzo Tange. Questo è un luogo come molte periferie del sud, ricco di potenzialità umane ed estetiche, un mondo a sé che pullula di energie vitali. È stato il primo film interamente girato in quel quartiere.
Inizialmente l’accoglienza è stata complicata, poi la convivenza si è costruita giorno per giorno e alla fine anche la troupe del film è stata accettata, così come l’idea che non si stesse facendo, incredibilmente, un film di mafia. Tutti ci chiedevano infatti come mai non ci fossero morti ammazzati, killer e inseguimenti, tanto abituati a questo immaginario da non poter credere che nel loro quartiere qualcuno venisse per raccontare altro.

Un episodio curioso avvenuto dopo qualche mese dalla fine delle riprese ci ha fatto capire come si fa in fretta a cambiare l’immaginario di un intero quartiere. Da alcuni alberi del viale Bummacaro, l’enorme vialone che si snoda all’interno del quartiere, ha iniziato a sgorgare acqua limpida. Subito sono accorsi i Librinesi con recipienti per raccogliere il liquido e hanno decretato che si trattava di una sostanza dai poteri miracolosi e curativi, chi lo utilizzava per sanare piccole ferite e sbucciature, chi per far regredire la febbre. Le televisioni locali hanno registrato l’accaduto e per qualche giorno non si è parlato d’altro. Insomma il collegamento tra il film e l’evento è stato immediato e quello registrato come il primo miracolo avvenuto nel quartiere dopo le riprese del film che parlava appunto di miracoli a Librino.
Roberta Torre


L’ avventura di “I baci mai dati” è iniziata più o meno un anno e mezzo fa. Ho imparato a conoscere Librino, l’esterno del film che mi veniva proposto, soprattutto ascoltando le suggestive descrizioni di Roberta Torre. Abbiamo passato del tempo a sviluppare il progetto e poi finalmente il primo sopralluogo per le location.
Una delle impressioni più forti che mi rimarrà di questa esperienza è stato l’impatto visivo ed emotivo con questa realtà. Una torrida giornata di luglio. Lo scenario di una periferia metafisica e strisce di colore pop sulle facciate dei palazzi.

Tre o quattro esseri umani si aggirano per le piazze immense insieme ai cani randagi.
Questa sarebbe stata la location del film. Su questi vialoni il personaggio di Manuela avrebbe guidato il suo motorino, piccola ma già adulta, e su questi marciapiedi Rita avrebbe marciato inesorabile sui tacchi vertiginosi. Se avessi avuto ancora dei dubbi le emozioni riportate a casa da questo primo viaggio avrebbero spazzato via qualsiasi incertezza.
Librino sarebbe stato un personaggio del film con la sua “skyline” che nasconde grande umanità e grandi pericoli.

Dopo un’iniziale diffidenza, la collettività ci ha accompagnato e difeso. Una volta, paradossalmente ed equivocando in buona fede, qualcuno ha voluto“difenderci” anche da un esponente delle forze dell’ordine in borghese che chiedevasolo i permessi per girare in esterni. Il mio ricordo va con affetto e riconoscenza a tutte le persone incontrate là che hanno messo a nostra disposizione molta pazienza e più prosaicamente case e cibo.

Ora che il film è pronto per iniziare il suo cammino la mia gratitudine va a tutta la troupe che ha sostenuto il film, alla Direzione Generale per il Cinema del Ministero per i Beni e le Attività Culturali che ha contribuito in maniera determinante alla realizzazione, a Adriana Chiesa Di Palma che ha creduto da subito in questo progetto senza reticenze, a Sicilia Film Commission, alla Regione Siciliana e alla Catania Film Commission.
A Roberta Torre la mia rinnovata stima ed ammirazione per aver creato una straordinaria e delicata favola postmoderna.
Amedeo Bacigalupo
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