Il Cacciatore di Giganti di Bryan Singer

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locandina Il Cacciatore di Giganti
 
Regista: Bryan Singer
Titolo originale: Jack the Giant Slayer
Durata: 114'
Genere: Azione
Nazione: U.S.A.
Rapporto:

Anno: 2013
Uscita prevista: 28 Marzo 2013 (cinema)

Attori: Nicholas Hoult, Ewan McGregor, Bill Nighy, Warwick Davis, Ian McShane, Stanley Tucci, Raine McCormack, Ewen Bremner, Eleanor Tomlinson, Eddie Marsan, Ralph Brown, John Kassir, Ben Daniels
Soggetto: Darren Lemke,David Dobkin
Sceneggiatura: Darren Lemke, Christopher McQuarrie, Dan Studney

Trama, Giudizi ed Opinioni per Il Cacciatore di Giganti (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
 
Fotografia: Newton Thomas Sigel
Montaggio: John Ottman,Bob Ducsay
Musiche: John Ottman
Scenografia: Gavin Bocquet,Elli Griff

Produttore: Neal H. Moritz,David Dobkin,Ori Marmur,Patrick McCormick,Bryan Singer
Produttore esecutivo: Thomas Tull,Jon Jashni,Alex Garcia,Toby Emmerich,Richard Brener,Michael Disco,John Rickard
Produzione: Bad Hat Harry Productions, Big Kid Pictures, Legendary Pictures, New Line Cinema, Original Film, Warner Bros. Pictures
Distribuzione: Warner Bros. Pictures Italia

La recensione di Dr. Film. di Il Cacciatore di Giganti
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Colonna sonora / Soundtrack di Il Cacciatore di Giganti
Potrebbe essere disponibile sotto, nei dati aggiuntivi (clic qui).

Informazioni e curiosità su Il Cacciatore di Giganti


Note dalla produzione:
Fee… Fye… Foe… Fumm.
Non chiedere da dove provenga il tuono.
Tra il cielo e la terra vi è un luogo pericoloso,
casa di una spaventosa razza di giganti.

Come tutte le persone di tutte le età, in tutto il mondo, anche il regista/produttore Bryan Singer è cresciuto ascoltando storie di terrore e di avventura, del bene e del male e di viaggiatori temerari che si imbarcavano in imprese spaventose alla ricerca della fortuna o che combattevano spietatamente per salvarsi la vita in un mondo dominato da bestie e mostri.
Tra queste storie c'è anche quella di Jack, un ragazzo che si trova davanti ad un gigante orrendo che intende frantumargli le ossa per ridurle in polvere.
“Quello che mi ha attratto di questa storia al tempo, come anche adesso, è il suo modo di essere estremamente semplice, e nello stesso tempo fantastica e ricca di potenziale,” afferma Singer.
È una storia che viene raccontata da generazioni. Conosciuta con nomi diversi in una miriade di culture e tradizioni e risalente indietro nel tempo fino al 12º secolo, i particolari che la arricchiscono si sono sviluppati in base alle caratteristiche locali, ma il suo potere risiede sempre nel modo in cui riesce a far nascere in noi un senso di affetto verso gli eroi e un senso di paura profonda.

In questo contesto così fertile, si è sviluppata l'avventura per il grande schermo dal titolo “Il cacciatore di giganti,” una storia antica in una dimensione nuova, con personaggi totalmente rinnovati che introducono il pubblico nel mondo del pericolo e del fato.
“Per me lo stimolo è stato quello di portare in vita una leggenda, proprio in senso fisico. Prendere quella che era una fantasia di bambino o delle illustrazioni in un libro di favole e trasformare la loro portata e la loro dimensione, inserendo l'azione e la trama e portando il tutto a dei livelli mai raggiunti prima,” spiega Singer, che ha applicato la tecnologia più avanzata per realizzare questo film, descrivendo graficamente l'interazione tra l'uomo e il gigante, e creando il ricco contesto nel quale si svolge la storia con l'impatto e la completezza che merita.

“Stiamo raccontando la nostra storia, basandoci in larga misura su favole del tipo Jack e la pianta di fagioli e la più antica e dark Jack the Giant Killer, che si svolgevano nel contesto delle leggende di re Artù,” continua, “racchiudendo elementi di entrambe e introducendo il nostro racconto in modo da riproporre il contesto e la storia e portare in vita questi personaggi e questo mondo in modo dinamico, con un nuovo livello di realismo.”
Il produttore Neal H. Moritz fa notare: “Sapevamo di avere qualcosa di speciale con il nostro copione, ma questo è solo uno degli aspetti di tutta la vicenda. Siamo stati fortunati a poter contare sulle capacità e sulla visione di Bryan che ci hanno permesso di arrivare ad un livello superiore rispetto alla semplice percezione che si tratti di una storia per bambini. Quando le persone vedranno queste immagini, penso che si renderanno conto che si tratta di un viaggio enorme, epico, con giganti immensi e temi immensi, umorismo e sentimento, azione sorprendente ed effetti visivi spettacolari che chiunque potrà apprezzare.”

“In sostanza, c'è tutto quello che ci ricordiamo dall'infanzia, ed anche di più,” spiega Nicholas Hoult, che ha lavorato per la prima volta con Singer in “X-Men: L’inizio,” e che recita nel ruolo che dà il titolo al film. “Nel film si utilizzano balestre, teleferiche pericolose su abissi stratosferici, liane che oscillano ed alberi in fiamme che i giganti sradicano e ci scagliano contro. Non si sa mai quello che accadrà dopo.”
La versione di Singer inizia fedelmente con la storia tradizionale di un povero ed ordinario bracciante che accetta l'improbabile baratto di una manciata di fagioli in cambio del suo cavallo ed in breve tempo si trova a possedere una pianta di fagioli magica - una strada vivente, verticale, che lo porta in una terra abitata da giganti. Nonostante sia impreparato nei confronti dei pericoli che lo aspettano in tale luogo, si arrampica e accetta la sfida, affidandosi non solo alla sua forza ma anche al suo estro ed al suo coraggio per affrontare quei mostri terribili e divorauomini da incubo.

“È importante che sia una persona con cui il pubblico possa identificarsi,” afferma il produttore
David Dobkin, che ha curato anche la storia insieme allo sceneggiatore Darren Lemke, e da molto tempo è fan di quelli che definisce “gli elementi di Davide e Golia della storia. Penso che la maggior parte delle persone si consideri perdente. Tutti pensiamo che le forze della vita siano più forti di noi e spesso possono sovrastarci senza che si possa fare molto per contrastarle. Jack non è un supereroe, è un uomo come tanti; ha i suoi sogni e le sue ambizioni e una certa idea di cosa riesca a fare o non fare, ma fino ad ora non è mai stato messo alla prova. Quindi siamo dalla sua parte perché vogliamo che riesca nel suo intento e ci dimostri che tutto è possibile.”
“Superando gli ostacoli che gli si presentano davanti, Jack dimostra, ripetutamente, che non si nasce eroi ma ci si diventa, e che - come la pianta di fagioli stessa -da un inizio piccolo possono svilupparsi cose grandi e significative,” aggiunge Lemke.

Ma chi è Jack? da dove viene e cosa ha in serbo il futuro per lui se i giganti verranno sopraffatti? Che cosa può spingere un uomo ad arrampicarsi verso il cielo su una pianta così precaria? Nel rispondere a queste domande veniamo spinti nel paesino medievale di fantasia chiamato Cloister, la sua casa. Qui il nostro personaggio si muove insieme alla fiammeggiante principessa Isabella, uno dei vari personaggi nuovi introdotti in questo film, interpretata da Eleanor Tomlinson. I due creano immediatamente tra di loro un legame molto forte e quindi quando Isabella viene portata nel mondo dei giganti, Jack non esita neanche un momento ad unirsi ad Elmont, Ewan McGregor, per salvarla.

“Bryan è l'attore che ogni regista vorrebbe,” afferma Moritz. “Entra veramente nel personaggio ed aiuta anche gli altri ad impersonarsi nello spirito e nell'anima dei vari interpreti dello schermo. Penso che il rapporto tra Jack e Isabelle—e l'alchimia tra Nick Hoult e Eleanor Tomlinson nei rispettivi ruoli—sia un elemento essenziale ed in questo Bryan è stato molto bravo.”
Altrettanto importante è il rapporto di Jack con quello che sarà il suo mentore, Elmont, che segue un suo percorso divertente, che alla fine lo premierà. Inizia offrendo a Jack un assaggio di quello che Ewan McGregor descrive come “il tipo di lavoro che avrebbe desiderato se avesse avuto mai l'opportunità di raggiungere quel tipo di status nel suo mondo,” e finisce con la promessa di un'amicizia sincera, dopo che i due ne hanno passate di tutti i colori.

Singer poi sguinzaglia i giganti, e lo fa in un modo che non ha precedenti. Non gli stupidoni un po' ritardati dei libri per bambini, si tratta di individui calcolatori e svelti. Guidati da Bill Nighy nella parte dell'ambizioso Generale Fallon, sono anche sorprendentemente disposti a vivere gli stessi tipi di rivalità, vanità e scontri violenti che tormentano gli umani mortali, proprio quelli che loro intendono divorare.
È questa la terra attraverso la quale Jack si trova a muoversi, dove non solo la sua vita è in pericolo ma anche quella della donna che ama, di ogni anima del regno e forse del mondo intero.
È una pressione forte per uno che desidera solo fare il contadino, ed una sfida in cui Singer si è divertito molto.

“Bryan ama i grandi impegni,” afferma Patrick McCormick, uno dei produttori del film insieme a Singer, Moritz, Dobkin e Ori Marmur. “Ma sa che quando lavori su un film come questo e crei un mondo mai visto prima, la storia e i personaggi sono di fondamentale importanza. Non puoi avere successo senza pianificare bene questi dettagli.”
Riconoscendo il carattere senza età di tali elementi, “Il cacciatore di giganti” si svolge in un posto che potrebbe essere un posto qualsiasi, indefinito. Anche se ovviamente è ambientato in un passato lontano dell'Inghilterra, il look e l’atmosfera del film rappresentano una movimentata combinazione di cerimoniali medievali con una sensibilità contemporanea, che si riflettono in dettagli quali l'atteggiamento dei cittadini ed il modo in cui si vestono e parlano, che pongono i confini di Cloister nell'immaginario di chiunque.

E, come tutte le storie buone, “Il cacciatore di giganti” racchiude una serie di temi universali e più grandi quali per esempio la perseveranza e il valore, il sacrificarsi per i propri amici, e altre cose che si fanno in nome dell'amore. Dan Studney, che ha curato la sceneggiatura insieme a Darren Lemke e Christopher McQuarrie, fa notare, “Parla della crescita, e la pianta dei fagioli è una metafora perfetta per tale argomento. Arrampicarsi e scalarla vuol dire affrontare le proprie paure, ciò che è sconosciuto e poco familiare, per poi poterlo apprezzare.”
Un punto divertente del film è quando Jack ammette timidamente di provare una forte avversione verso le altezze - e mentre lo dice sta colpendo e si sta difendendo dalle creature più feroci e assetate di sangue.

Girato interamente in 3D, “Il cacciatore di giganti” unisce live action, location vere e proprie ed effetti tradizionali con personaggi CG creati con una motion precisa e una tecnica perfetta per catturare i movimenti del viso, usando il sistema Simul-Cam di ultima generazione sviluppato per “Avatar” per integrare in tempo reale la parte live con la parte virtuale mentre le macchine da presa sono in funzione.
“Nel film vi è molto materiale spaventoso, ed alcuni momenti scioccanti. I giganti sicuramente non sono buoni e provano molta soddisfazione nel divorare le persone, partendo dalla testa,” racconta Singer, “ma il tutto avviene con un tono divertente, facendo l'occhiolino al pubblico. Il mio scopo era quello di realizzare un film che potesse divertire il pubblico adulto senza mai perdere di vista il fatto che fosse sempre basato su una storia che avevamo letto tutti da bambini, ambientata in un mondo sopraelevato”.


L'EROE E LA RAGAZZA
Jack: Vorrei vivere una bella avventura.
Isabella: sto cercando un'avventura tutta per me.

Jack e Isabella hanno molto in comune, a partire dal desiderio di conoscere il mondo più di quanto le loro vite molto differenti - ma ugualmente circoscritte - possano permettere. Per illustrare ciò, nel film si intrecciano scene, all'inizio, in cui Jack viene rimproverato dal suo austero zio e Isabella viene catechizzata da suo padre per la stessa colpa: essere degli incorreggibili sognatori.
Racconta Singer, “Jack è un ragazzo che avrebbe potuto fare molto di più se non fosse stato per il fatto di essere rimasto orfano e di aver dovuto vivere con suo zio e lavorare nel suo appezzamento di terreno. Probabilmente avrebbe voluto essere un eroe un tempo, ma ora sogna solo di andarsene dalla campagna.

“Avevamo bisogno di un uomo forte, carismatico che allo stesso tempo trasmettesse l'innocenza di un ragazzo come Jack, che conosce molto poco del mondo,” continua. “Nick non è solo un attore di talento, è anche molto divertente. Quindi, durante la storia, è riuscito a trasformare Jack dall'essere molto timido e vulnerabile dell'inizio, al campione che diventa durante il film, gestendo anche le parti umoristiche che scaturiscono dal fatto che il ragazzo prende coscienza di questa trasformazione lungo il percorso.”
“Per Jack le cose non vanno mai nel modo in cui dovrebbero andare, ma il ragazzo rimane sempre con i piedi per terra,” spiega Hoult. “E’ una brava persona e si impegna molto e questo è l'aspetto importante. Quando s'innamora della principessa e capisce di essere nei guai, il suo unico pensiero è quello di aiutare.”

Ma se Jack non è a suo agio nel ruolo dell'eroe, all'inizio, anche Isabella non è a suo agio nella persona che deve essere, soprattutto riguardo alle limitazioni che le impongono.
“Non è una principessa tipica,” spiega Eleanor Tomlinson, nella parte della nobile ribelle. “Ha una volontà di ferro ed è anticonformista. Non ama lo sfarzo ed il protocollo e tutto quello che deriva dall'essere la figlia di un re, vorrebbe vivere la vita nel modo reale, e per questo motivo scappa dal palazzo ogni volta che può. Preferirebbe essere una ragazza normale.”
La Tomlinson e Singer hanno bilanciato la voglia di libertà di Isabella e il suo desiderio di spingersi all'esterno, con una tenerezza ed una simpatia naturali, che la rendono il partner perfetto per il suo corteggiatore ancora sconosciuto.

Spiega Tomlinson, “Ama suo padre e capisce i sentimenti dell'uomo, avendo perso la mamma diversi anni prima. Questa è una delle cose che mi sono piaciute del copione. Con tutte le esagerazioni che pervadono il film: l’azione, gli effetti ed i giganti, si parla ancora di persone e di rapporti, infatti all'interno del racconto troviamo più di una storia sentimentale.”
“Eleanor è riuscita a trasmettere tutte queste qualità con la grazia di un’attrice consumata: la monella che vive per provare emozioni ma che non dimentica mai la sua dignità e le sue origini. Nei panni di uno scudiero le sue sembianze sono molto ben celate e nei panni della principessa appare totalmente glam,” afferma Singer.
“Queste persone sono unite dal destino,” conclude. “Sono due anime avventurose in procinto di diventare adulte, che desiderano essere libere, e le loro strade stanno per incontrarsi.”


UNO DEI RAGAZZI
Re Brahmwell: Elmont, riunisci la squadra con i tuoi uomini migliori. Riportami mia figlia.

Se la principessa è alla ricerca di avventura, sicuramente la trova la notte in cui sguscia dal castello e raggiunge la lontana capanna di Jack a cui chiede rifugio da un forte temporale. Arriva appena in tempo per vedere sbocciare uno dei fagioli speciali che Jack ha riportato dal mercato che diventa una pianta rampicante gigantesca. I viticci contorti della pianta sospingono la piccola capanna verso il cielo, con dentro la ragazza, e questo richiede una spedizione urgente, guidata dal cavaliere del re, Elmont, per riportare a casa la fanciulla.

Ewan McGregor, che interpreta la parte di Elmont, lo descrive come “il leader dei Guardiani, un gruppo speciale di cavalieri reali, nonché capo della sicurezza della famiglia reale - il che significa che trascorre molto tempo a sorvegliare la principessa Isabella.
Prende molto seriamente le proprie responsabilità, ed il suo non è un lavoro facile in quanto la ragazza si veste spesso con abiti comuni e riesce ad ingannarlo. Inoltre conosce tutte le vie di fuga dal castello, di cui neanche l'uomo è a conoscenza.”
“In questa storia c'è un personaggio femminile ed un gruppo di ragazzi che si accalcano per salvarla, e questo è molto divertente da vedere,” afferma Singer.
Il regista ha ideato Elmont come una sorta di “borioso personaggio di Errol Flynn, che fa tutto con grazia, charm ed eleganza. A prescindere da cosa succede, non perde mai la calma.”

Questo non vuol dire che riesca a fare tutto bene, anzi l'opposto, a volte, e questo provoca situazioni molto interessanti. Ma lui certo non lo ammette. Spiega ancora McGregor, “Jack vede Elmont come una specie di fratellone o di modello da imitare, d'altronde come la maggior parte dei cittadini di Cloister. I Guardiani sono tenuti in alta considerazione. Indossano l'armatura e sorvegliano il reame e, per un ragazzo come Jack, la vita che conducono può sembrare molto emozionante.”
Aggiunge Hoult, “È il capitano della squadra di football, il tipo fico, quello che tutti vorrebbero essere. In più, è molto vicino alla principessa, e questo è proprio quello a cui Jack aspira.”

Il feeling, all'inizio, non viene ricambiato assolutamente. Quando Jack si offre volontario per unirsi al gruppo delle ricerche, la sua richiesta suscita derisione in Elmont e nella sua squadra. Come può un semplice bracciante agricolo privo di formazione e di esperienza sperare di entrare a far parte di una missione così importante? Ciò nonostante, come sottolinea il produttore Patrick McCormick, “anche se non è di nobili origini, Jack può dimostrare di essere nobile d'animo, e quale modo migliore se non salvando la principessa?”
Man mano che la loro ricerca li spinge sempre più verso il pericolo, con Jack che non tentenna mai nella sua convinzione di prendere parte alla missione, la derisione di Elmont si trasforma in una sorta di burla amichevole nei confronti del ragazzo, cui fa seguito un rispetto sincero ed in ultimo, la collaborazione.

I due si sentono legati anche dal reciproco disgusto che provano nei confronti dell'infido Roderick, un opportunista senza vergogna la cui partecipazione a questa missione ha un doppio fine e salvare la principessa non rientra tra le sue priorità.
Nonostante fosse promesso ufficialmente ad Isabella - a prescindere dalle proteste veementi della ragazza - il solo interesse di Roderick è il proprio avanzamento. La verità è che non potrebbe essere più felice della situazione difficile in cui si trova la ragazza in quanto gli offre l'opportunità che sogna da anni, quella di localizzare questa leggendaria razza di giganti e di diventarne il leader.
Per portare a termine tale colpo, ha bisogno solo di due cose: uno strumento magico che faccia sottomettere i giganti alla sua volontà ed un ponte tra il loro mondo e il nostro. La prima delle due cose, già la possiede e la seconda è stata inconsapevolmente fornita da Jack.

“Se non arrivate ad odiare Roderick, vuol dire che non sono stato abbastanza bravo,” scherza Stanley Tucci, a cui è piaciuto questo ruolo interessante. “Il suo umorismo e la sua spavalderia facevano già parte del personaggio e per questo motivo ho accettato di interpretarlo. Roderick è terribilmente cattivo ma molto divertente, e penso che ritenga di essere divertente, per non parlare della sua intelligenza e probabilmente anche della sua bellezza. Ha voluto sostenere il re ed è fidanzato con Isabella, ma non è assolutamente interessata lei, a lui interessa solo esercitare il controllo. Farebbe qualsiasi cosa per ottenerlo. Ora che gli si presenta la possibilità di diventare addirittura più importante del Re di Cloister, non esita a mettere da parte la principessa ed a mettere le mani sul vero potere.”
“Sapevo che questo personaggio avrebbe divertito Stanley,” afferma Singer. “Ha dei denti raccapriccianti e i capelli lunghi, ed un abito nero pieno di scarafaggi, è un tipo sinistro e strisciante, proprio come piace a lui.”

Aggiunge Neal Moritz, “Nella parte di Roderick è teatrale, drammatico e divertente, esattamente come deve essere questo personaggio. Il suo tempismo è impeccabile. È una delizia.”
Il tentativo di Roderick di portare a compimento il sogno della sua vita porta ad una delle situazioni più comiche e sorprendenti del film: un umano piccolo piccolo con un atteggiamento spropositato, che dà ordini ad un esercito di creature quattro volte più grandi di lui ognuna delle quali potrebbe facilmente stritolarlo.
Nel frattempo, man mano che questo dramma si consuma nel regno remoto dei giganti, chiamati Gantua, il buon Re Brahmwell attende sulla terra le notizie, con il cuore spezzato al pensiero di perdere la sua unica figlia.

Ian McShane, nel ruolo del padre devoto, racconta, “Mi è piaciuto interpretare la parte di un buono per una volta, un vero gentleman. Un re benevolo che si occupa del suo popolo e vuole che la sua gente sia al sicuro e felice. Ho una figlia anche io quindi capisco cosa stia passando. Ha già perso la moglie, che era l'amore della sua vita, e Isabella è tutto quello che gli è rimasto.”
“Ian è ancora il tipo duro che i suoi fan amano,” afferma Singer. “Non puoi diventare re a meno che tu non sia un tipo duro. Ma questa volta deve affrontare una cosa che non gli era mai capitata prima.”
La questione dei giganti non gli è totalmente sconosciuta - il fatto è che, come chiunque nel regno abbia sentito queste storie di fantasia di tempi ormai passati - non ha mai creduto, neanche per un attimo, che fosse vera. Solo dopo che il primo gigante morto cade all'improvviso sulla terra dall'alto, Re Brahmwell si rende conto che le leggende sono vere.

A quel punto, fa notare Dobkin, si trova di fronte ad un dilemma terribile. “Il suo dovere di re, di proteggere i cittadini di Cloister, va contro al suo dovere di padre di proteggere la figlia. Se mettesse da parte il suo attaccamento emotivo per fare ciò che è necessario per il regno, questo significherebbe tagliare la pianta di fagioli, e così facendo, distruggere l'unico modo che ha Isabella per ritornare indietro.”
Ma a quel punto potrebbe anche essere troppo tardi.
Tra gli attori non protagonisti troviamo i cittadini di Cloister, Eddie Marsan nel ruolo del coraggioso tenente di Elmont, Crawe; Ewen Bremner nel ruolo dello stupido scagnozzo di Roderick, dall'animo cattivo, Wicke; e Warwick Davis nella parte di Old Hamm, che guida una troupe di attori nel cortile del castello, in una scena iniziale che descrive la storia raccontando la leggenda dei giganti.


I GIGANTI
Fallon: Siete pronti, fratelli,? Su, su!

I giganti abitano Gantua non per scelta ma a causa dell'esilio dalla terra a cui una volta sono stati costretti … e della distruzione dell'unica strada che un tempo collegava i due mondi. Sono passati 1000 anni e ancora ne parlano con irritazione. Ma la possibilità di guarire vecchie ferite si sta avvicinando.
Nonostante la CG fosse essenziale al loro progetto, il produttore Moritz afferma, “Era molto importante per noi non avere dei giganti realizzati solo con la CG. Volevamo che avessero una personalità e che mostrassero le emozioni ed un pensiero loro, per essere dei veri personaggi nell'interazione tra uno e l'altro e con la preda umana, quindi abbiamo scelto dei grandi attori per questi ruoli, che potessero offrire tutto ciò.”

Principale tra questi è Bill Nighy, il leader dei giganti, il generale, mostro a due teste, affamato di vendetta tanto quanto del suo cibo preferito: gli uomini.
Per Nighy, riuscire ad offrire una performance in motion-capture che racchiudesse anche il suo personaggio animato digitalmente è stato letteralmente esilarante. “Garantisce un senso di realtà e di autenticità ma ti permette di essere anche abbastanza estremo e potente,” spiega. “Difficile spiegare a fondo l'esperienza del motion-capture dal punto di vista di un attore, ma ritengo che consenta un livello di prestazione che altrimenti non si riuscirebbe raggiungere. Ti permette di volare alto.”

Nighy ha contribuito anche alla pronuncia particolare dei giganti. “Bryan voleva che si distinguessero dagli altri non solo fisicamente, ma anche vocalmente, che avessero la caratteristica di una razza che si è evoluta, pertanto ho suggerito una sorta di accento nord irlandese,” spiega l'attore.
Poi bisognava aggiungere un tocco in più al tono rauco di Fallon, come ricorda Singer: “Per ottenerlo, ogni mattina, prima di girare, chiudeva i finestrini della macchina e urlava per circa 20 minuti con tutto il fiato che aveva. Poi veniva sul set con quel tono rauco che poi è diventato la voce di Fallon. La prima volta che l’ho sentito, ho pensato che fosse malato. Mi ha risposto: ‘No, sono solo stato in macchina a urlare e mi piacerebbe provare questa voce nelle prove così mi puoi dire cosa ne pensi.’ Ho risposto: ‘Ma non è che ti fa male? ’”

Il fascino di Fallon - se così si può chiamare - è la presenza di un'altra testa, grottesca e in miniatura, che spunta dalla sua spalla destra. Piena di opinioni, è assurdamente inarticolata, costretta a borbottare, sputare e pronunciare quelle che sarebbero le parole più oscene se solo fossero comprese. Singer, che ha scelto la voce dell'attore John Kassir per il partner non troppo silenzioso del gigante, spiega, “Volevo un personaggio non verbale, una testa di piccole dimensioni che vorrebbe dire tutte le cose che dice la testa più grande, ma non ci riesce. Ci prova e se uno fa attenzione, si rende conto che si tratta di un'altra versione di ciò che sta dicendo Fallon, ma non riesce a parlare molto bene e quindi è sempre molto frustrata.”
In linea generale, Singer ha immaginato il blu di questa razza aliena il più possibile in modo terreno. “La superficie della loro pelle, a un primo sguardo, sembra viva, ma nonostante ciò, guardandola più da vicino, induce a pensare: ‘Sono bolle o sassolini? sono capelli o alghe?’ Sono stati in isolamento per 1000 anni e mostrano tutti i segni del tempo e della trascuratezza.”

Per rappresentare in modo credibile quella enorme massa alta circa 7 metri, coloro che interpretavano i giganti si sono allenati con il coreografo Peter Elliott, che ha interpretato la parte non da protagonista di un gigante chiamato sentinella. I cineasti volevano evitare il cliché della goffaggine e della deformità come avvenuto nei film precedenti che parlavano di giganti, scegliendo dei personaggi più energici e attivi, ma si sono resi conto che la loro dimensione gigantesca e la lunghezza delle gambe necessitava di una nuova calibratura dei movimenti - una nuova taratura, abbassando il centro di gravità e girando le loro teste massicce. Inoltre, Elliott si è impegnato affinché ogni personaggio fosse diverso sia come tempi che come modi così che ognuno avesse una sua personalità individuale e non fossero soltanto un esercito di cloni.

Afferma Hoult, “Una volta che Jack ed Elmont hanno superato lo shock iniziale di vedere tali mostri, si sono presto resi conto che erano anche veloci.”
I cineasti hanno provato varie altezze e differenze di altezze tra il gigante e l'essere umano e poi hanno scelto il rapporto quattro a uno. Una misura inferiore non sarebbe stata altrettanto intimidatoria ed una misura più grande rischiava di far perdere il livello di interattività che desideravano.
Per coordinare l'azione affinché diventasse un continuum fluido, è stato necessario utilizzare il processo avanzato della Simul-Cam, sviluppata inizialmente per il film di James Cameron “Avatar,” che essenzialmente permette al regista di proiettare le immagini in CG pre-catturate sul set e nelle location creando ogni scena nella sua interezza, attraverso un monitor.

Singer ha iniziato prima con le performance in motion capture dei giganti, di circa 7 m, che poi hanno preso vita nel computer. Usando ciò come punto di riferimento, gli attori che interpretavano le parti umane hanno assunto i loro ruoli mentre Singer li visionava e li dirigeva nel contesto in cui avrebbero dovuto reagire ai giganti, consentendo anche una certa tolleranza creativa, in funzione del fatto che fosse il gigante o l'attore umano a guidare la scena.
In ultimo, sono state inserite le sfumature ed i dettagli delle espressione dei giganti e dei loro movimenti, aggiungendo degli elementi virtuali che hanno ampliato e migliorato l'ambiente pratico con fattori quali il tipo di scala sovradimensionata che non poteva essere ottenuto separatamente.

La motion capture non è servita solo per i giganti. Anche molti degli attori che interpretavano ruoli umani hanno utilizzato la mo-cap o il “volume.” Per Ewan McGregor, si è trattato della prima volta. “I miei movimenti sono stati registrati e digitalizzati così che io potessi essere animato nei momenti che richiedevano un salto estremo o una caduta incredibile. Mi filmavano mentre correvo pronto a saltare, poi creavano la mia immagine che volteggiava nell'aria e poi ritornavano al mio atterraggio,” racconta.
Inoltre, replicando i movimenti della macchina da presa del film con le macchine da presa 34 mo-cap nello stesso volume, Singer ha ottenuto la libertà di selezionare qualsiasi angolo da cui seguire l'azione, che si trattasse dall'alto, dal basso o da dietro ai giganti, in funzione della prospettiva di ogni scena.

Lavorando a stretto contatto con il direttore della fotografia Newton Thomas Sigel, suo collaboratore di lunga data fin dal film “I soliti sospetti,” Singer ha girato spesso dal basso verso l'alto, per simulare il punto di vista degli umani. Per rappresentare il punto di vista opposto, spiega: “Quando un gigante guarda qualcosa, i suoi occhi sono molto lontani in quanto la sua testa è molto grande. Pertanto ogni volta che un gigante fissava qualcosa, ho ampliato la distanza interassiale, cioè la posizione tra i due occhi nella macchina da presa 3D, di 9 o 10 inches. Questo crea un iper-3D che poi permette di miniaturizzare la cosa che uno sta fissando, che in questo caso erano gli umani terrorizzati.
“Sono stato molto lieto di girare in stereo 3D piuttosto che in post-dimensionalizzazione, in quanto quando ti trovi sul set e cerchi di comporre una ripresa o di valutare il suo impatto in 3D è di grandissimo aiuto vederla in 3D già lì,” aggiunge.


CLOISTER E GANTUA: CREARE I DUE MONDI
Jack: Cosa pensi che ci sia lassù?
Elmont: Non penso mai. Mi preparo agli avvenimenti.


On Location in Inghilterra
“Il cacciatore di giganti” aveva bisogno di una campagna bucolica per Cloister e di un panorama difficile per Gantua, entrambi creati in luoghi che il location manager Nick Fulton ha trovato in Inghilterra. Racconta Singer, “Volevo che questi mondi - nonostante stilizzati - fossero radicati nella realtà, quindi ho sfruttato questi luoghi che hanno molto da offrire, sia fisicamente che storicamente. Cerchiamo sempre di utilizzare gli spazi naturali esistenti.”
I terreni rigogliosi della tenuta Hampton del re Enrico VIII nella zona a sud di Londra sono stati trasformati nella campagna di Cloister, dove la produzione ha posizionato il set della pianta del fagiolo, mentre il cortile è diventato il caotico mercato di Cloister.

La Norwich Cathedral, costruita intorno al 1100, ha prestato la sua imponente architettura alla stanza del trono di re Brahmwell. E nonostante la produzione avesse costruito gran parte del fittizio Palazzo di Cloister ai Longcross Studios nel Surrey, Singer ha usato anche la Wells Cathedral gotica, nel Somerset, per alcuni degli interni, sfruttando il fatto che conteneva una delle principali collezioni del mondo di vetri medievali colorati.

Alcune parti della sensazionale Cheddar Gorge nel Somerset, nell'Inghilterra sudoccidentale, si sono dimostrate lo sfondo perfetto per i panorami incontaminati di Gantua. Inoltre, l'antico bosco di Puzzlewood, nella foresta di Dean, Gloucestershire, ci ha fornito un labirinto di sentieri, canali, rocce muschiose e alberi nodosi dove abbiamo ambientato le scene degli inseguimenti e della fuga. Un pendio a Bourne Wood, Surrey, ci ha fornito il luogo su cui abbiamo costruito un dirupo, sormontato da una colossale gargolla con bocca spalancata che lasciava fuoriuscire dei rivoli di acqua e segnava in modo infausto l'ingresso a Gantua. Lo sfondo in green-screen ha poi completato l'immagine con un cerchio di gargolle simili che ne sorvegliavano il perimetro, tra nebbia e cielo, come se Gantua esistesse sopra le nuvole.


Scenografo: Pensa al 12º secolo... più con meno
“Ci stavamo spingendo un po' oltre la realtà in senso stretto,” afferma lo scenografo Gavin Bocquet. “Ci troviamo in un periodo del medioevo ma non è un medioevo come potrebbe definirlo un qualsiasi storico. Cloister doveva essere l'archetipo di un paese inglese, ma è una versione immaginaria di esso in quanto sappiamo che le persone non vivevano come vengono raffigurate nel nostro mondo. Si potrebbe definire una licenza storica in cui l'impatto di qualsiasi cosa è solo maggiore e più armonioso e bello.”

Al contrario, la visione di Singer della fortezza dei giganti era “antica e primitiva, costruita in modo essenziale, con molta pietra. È una cultura basata sul cibo, in quanto queste bestie necessitano di molto cibo, quindi abbiamo ricreato vaste zone dove potevano consumare il cibo, essenzialmente la sala del trono che aveva dei tavoli molto lunghi,” afferma il regista.
Nonostante i giganti e tutto ciò che avevano costruito fosse di quattro volte più grande del normale, dall'abitazione e dai
mobili agli attrezzi e alle armature e agli utensili, la terra che abitano non è di per se stessa un ambiente eccessivamente grande — fatto che probabilmente contribuisce alla loro perpetua irrequietezza. Conferma Bocquet, “Non è un mondo per giganti. L'idea è che Gantua originariamente si sia stata staccata dalla terra al momento della creazione e quindi la loro terra ricorda il nostro pianeta. È a dimensione d'uomo e sono loro ad essere anomali. Per loro, un albero è come un fuscello, una pecora è solo un unico boccone e tutto quello che fanno richiede una quantità enorme di materiale.”

Passando da un mondo a un altro, Bocquet ed il decoratore di scena Richard Roberts hanno creato degli allestimenti sia normali che sovradimensionati. “In ogni film con gli effetti visivi, non pensiamo di progettare solo gli elementi che dobbiamo costruire a misura intera,” spiega lo scenografo. “I materiali devono essere complessivi e comprensivi e poi ad un certo punto si decide quello che deve essere virtuale e quello che verrà realmente utilizzato nel set.”
Stunt ed effetti Sulla base dell'idea di Singer di utilizzare elementi reali e pratici, il supervisore degli effetti speciali Dominic Tuohy afferma, “Abbiamo cercato di introdurre tanti effetti fisici quanto fosse possibile,” e offre alcuni esempi della pianta che cresce oltrepassando la capanna di Jack e della scena della battaglia tra gli umani ed i giganti al palazzo di Cloister.

“Il set della casa era su una struttura idraulica di acciaio e si estendeva a 2 m da terra così che fosse allo stesso tempo resistente ma anche facilmente rompibile. Potevamo spostarlo da un lato e dall'altro. Quando la pianta di fagiolo sfonda le tavole del pavimento abbiamo fatto sì che tutta la capanna si muovesse su degli pneumatici al di sotto del pavimento dove avevamo posizionato anche dei motori vibranti, in modo che parti della casa esplodessero sul davanti come se ci fossero delle forze che spingevano il pavimento e sollevavano i mobili, come il tavolo che finisce sopra ad Isabella e la spinge sul pavimento mentre viene sospinta verso l'alto insieme alla casa. L'abbiamo realizzato fisicamente e poi abbiamo aggiunto la pianta di fagiolo digitale.”
Ricorda Tomlinson, “E’ stato molto emozionante. Ho adorato l'adrenalina che proveniva dalla confusione sul set. Tremava tutto e veramente ho pensato che ci fosse qualcosa al di sotto che stava per spuntare ed esplodere attraverso la casa.”
Tuohy ha progettato anche la sparatoria in cui Jack e Isabelle, re Brahmwell ed il suo esercito ed i cavalieri di Elmont, tra le mura del palazzo, cercano di reprimere la ribellione dei giganti.

“È stata una scena divertente da girare, piena di energia e movimento,” racconta Ewan McGregor. “Avevamo circa 200 comparse, tutte fantastiche, e cavalli che correvano sul ponte levatoio. C'era del fuoco sul set, tanta azione e aspetti drammatici. Era tutto molto imponente.”
“Il ponte levatoio che i giganti cercano di tenere aperto con la forza, e le truppe cercano di chiudere, funzionava grazie a un sistema di contrappesi idraulici,” spiega Tuohy. “Lungo 56 piedi, largo 20 piedi e dal peso di circa 4 tonnellate, ha reso molto difficile il funzionamento dell'apertura verso l'alto e verso il basso, dato che tutto doveva avvenire in pochi secondi. Inoltre vi erano degli alberi in fiamme. I giganti li prendono dall'esterno e digitalmente li scagliano contro la parete. Quando gli alberi vengono lanciati abbiamo usato l'effetto visivo, ma quando colpiscono il suolo diventano un effetto fisico. Quindi avevamo lanciafiamme ed esplosioni di carburante dappertutto.”


La pianta di fagioli
Essendo allo stesso tempo un set ed un simbolo, la pianta di fagioli, di per sé stessa, è stata la croce di tutta la storia ed una delle "chicche" di tutto il film. È stata anche un capolavoro artistico: realizzata con legno compensato, gommapiuma, stucco, gomma ed effetti visivi. “Abbiamo costruito due rami, uno per ogni lato del set, anche se non erano così lontani come appaiono sullo schermo,” afferma Singer. “Quindi quando Jack ed Elmont passano da un lato all'altro utilizzando una teleferica, in realtà stanno proprio attraversando una distanza. Gli attori erano assicurati con dei cavi, ma la scena è stata girata realmente.”
Per prepararsi all’ascesa, gli attori si sono esercitati su una parete per arrampicata, costruita appositamente per loro. Inoltre, come afferma Stanley Tucci, “Abbiamo lavorato con le imbracature ed i tecnici ci hanno fatto vedere come avremmo dovuto girare le scene. Non è stato preoccupante, solo dovevamo stare appesi per lunghi periodi di tempo senza speranza di scendere rapidamente.”

La parte reale della pianta rampicante doveva apparire bella alla vista ed organica, pur essendo nel contempo abbastanza resistente per potervisi arrampicare sopra e per sostenere gli attori. Anche il più piccolo dettaglio che poteva sembrare insignificante, come ogni singola foglia, poteva in realtà nascondere un’insidia. Come racconta il decoratore di scena Richard Roberts, “Le foglie sono state realizzate in varie misure dai nostri attrezzisti, con vari materiali e poi dipinte, lucidate ed a volte invecchiate e consumate, così da apparire ognuna un pezzo a sé. Dovevano oscillare con naturalezza ma se fossero state troppo delicate e flosce non avrebbero sostenuto il loro peso o non sarebbero apparse belle alle riprese. Avevamo delle foglie sulla parte anteriore ed altre sulla parte posteriore; è stato un lavoro straordinario.” Piante rampicanti, foglie e viticci sono stati poi aggiunti o migliorati con la CGI.


I costumi riflettono il tema del fantastico
Sullo stile che Singer ha stabilito come look generale del film, la costumista Joanna Johnston ha usato la stessa licenza creativa per quello che ha riguardato i costumi. “Giocando con i materiali contemporanei, ho trovato degli oggetti che rispecchiavano l'abbigliamento del 12º secolo: cappucci e cappe, per esempio, così a Nick ho fatto indossare un cappuccio ed una giacca di pelle con sotto una sorta di tee-shirt. Doveva avere un aspetto accattivante ma non doveva sembrare troppo raffinato o elegante, considerando l'estrazione umile di Jack. Con un paio di pantaloni trasandati e di stivali da lavoro, ha ottenuto un look perfetto per quel periodo e nello stesso tempo non troppo distante da come vediamo i ragazzi oggi,” afferma.

Il guardaroba di Eleanor Tomlinson riflette la sua doppia personalità di principessa elegante e di avventuriera segreta. Gli abiti dovevano essere stupendi, ma dato che la ragazza “cerca di vestirsi come un ragazzo, l'abbiamo fatta apparire favolosa con indosso un qualcosa che Isabella avrebbe voluto indossare sullo stile di un ragazzo, con una mantella ed un cappello dalle larghe tese sotto il quale poteva nascondersi quando lo voleva, ma che oscurava solo in parte la sua bellezza.”
L’Elmont di Ewan McGregor appare come una figura elegante con la sua uniforme di pelle nera asimmetrica, tutta linee ed angoli. “La parte migliore di questo abito è una bellissima aletta sulle spalle che ha un look splendido in 3D,” afferma la Johnston.

Dall'altra parte della barricata, l'odioso Roderick di Stanley Tucci non ha solo capelli lunghi e sfilacciati, ma anche una giubba abbellita con scarafaggi neri ed una mantella che ricorda la coda di un coccodrillo da dietro, con una fila di denti cavallini suggeriti dall’attore stesso.
Afferma Tucci, “Scherzando, ho detto che mi sarebbe piaciuto avere dei denti finti. Non devi mai dire nulla a Bryan perché la mia battuta gli ha dato l’input per inserirli nella mia prova costume e gli sono piaciuti .”
Insieme agli artisti del digitale incaricati di portare in vita i giganti, la Johnston ha creato anche l’abbigliamento del Generale Fallon e del suo esercito di giganti. Essendo la terza volta che lavorava con la CGI, era molto consapevole delle questioni quali la consistenza e l’ampiezza dei movimenti.

“Prima abbiamo creato il corpo e la fisiognomica facciale, quindi essenzialmente solo dei busti nudi, e poi la costumista ha iniziato ad illustrare i criteri da usare per questi personaggi,” sottolinea McCormick.
Mettendoci dentro cuore e anima, la Johnston spiega, “Volevo qualcosa di organico che apparisse come uno strato sopra l'altro di panno vecchio, ripugnante e sudicio, non abbigliamento, solo materia. Il 3D riesce a far vedere realmente questi strati e la consistenza disgustosa, lasciando intravedere le loro antiche armature, ormai deteriorate e consumate dal tempo.”
In tutto, la costumista e la sua squadra hanno prodotto circa 2000 costumi. Molti sono stati realizzati a mano con tessuti specifici disegnati da lei e questo ha voluto dire una quantità impressionante di tinte, stampe e ricami: una massa di lavoro che alla fine ha considerato liberatorio. Avendo lavorato precedentemente con Bryan Singer in “Operazione Valkiria,” racconta: “Bryan ama molto gli oggetti unici,”. “Io ho risentito molto delle influenze dell'arte e della moda, da Pieter Bruegel del 1500 e William Waterhouse del 19º secolo, ad Alexander McQueen, alle persone di strada contemporanee, mischiando il tutto con lo stile medievale, ma con tessuti e colori diversi.”

“Volevo che Cloister avesse un tocco magico, da fiaba, ma non nel senso classico; doveva essere basato sulla realtà, quindi erano importanti i colori e li abbiamo utilizzati a nostro piacimento nel design generale, nelle strutture e nell'abbigliamento,” afferma Singer. “Eravamo molto consapevoli del modo in cui tutti dovevano apparire. La storia si svolge circa 700 anni or sono, intorno al XII o al XIII secolo, ma sicuramente in un posto più ornato e colorato e affascinante di quando sarebbe dovuto essere.”
“Il film è una fuga,” spiega Hoult. “E’ un qualcosa che piacerà alle famiglie, dove potranno divertirsi e ridere ma anche guardare scene spettacolari intessute di fantasia, sentimento e divertimento.”
Inoltre, riflette Singer, “Non è solo una grande avventura sul viaggio di Jack. Volevo rendere omaggio non solo a questa storia che molti di noi conoscono bene, ma anche al concetto della narrazione e della mitologia in se stesso ed al modo in cui questi tipi di fiabe si sviluppano man mano che vengono tramandate…al modo in cui cambiano e si evolvono pur rimando vivide per le generazioni successive.”
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