Il Debito di John Madden

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locandina Il Debito
 
Regista: John Madden
Titolo originale: The Debt
Durata: 114'
Genere: Drammatico, Thriller
Nazione: U.S.A.
Rapporto:

Anno: 2010
Uscita prevista: 16 Settembre 2011 (cinema)

Attori: Sam Worthington, Ciarán Hinds, Helen Mirren, Tom Wilkinson, Marton Csokas, Jesper Christensen, Jessica Chastain, Romi Aboulafia, Adar Beck, Nitzan Sharron
Soggetto: Peter Straughan
Sceneggiatura: Assaf Bernstein, Jane Goldman, Ido Rosenblum, Matthew Vaughn

Trama, Giudizi ed Opinioni per Il Debito (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
 
Fotografia: Ben Davis
Montaggio: Alexander Berner
Scenografia: Jim Clay,John Bush
Costumi: Natalie Ward

Produttore: Eduardo Rossoff,Kris Thykier,Matthew Vaughn
Produttore esecutivo: Eitan Evan,Ildiko Kemeny,Tarquin Pack
Produzione: Marv Films, Pioneer Pictures
Distribuzione: Universal Pictures Italia

La recensione di Dr. Film. di Il Debito
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Informazioni e curiosità su Il Debito

La Produzione
Nel 2007 il film israeliano Ha-Hov [The Debt], diretto da Assaf Bernstein e prodotto da Eitan Evan, è stato candidato a quattro Oscar Israeliani.
Evan ritiene che il film sia stato distribuito a livello internazionale grazie alla “sua storia originale basata su un complotto legato a tre agenti del Mossad in missione. Il Mossad è un’istituzione, una delle migliori del mondo per quel che concerne lo spionaggio e i servizi segreti, e il film ritrae il tutto con estrema autenticità”.
Il produttore Eduardo Rossoff ha pensato che il film fosse perfetto per un remake inglese, grazie alla sua doppia trama legata ad un segreto trentennale che alla fine viene alla luce, ed ha portato Ha-Hov all’attenzione del produttore Kris Thykier.

Thykier ne è rimasto subito affascinato. Ricorda: “La storia era intrigante ed interpretata magnificamente. Ho pensato che ci offrisse l’occasione per ampliarne la scala e il livello di complessità; ho intravisto la possibilità di farne un thriller intelligente, interessante e avvincente per il pubblico internazionale”.
Dopo aver visto il film, il partner nella produzione di Thykier, Matthew Vaughn, ne ha convenuto. E mentre Evan discuteva con Thykier, prima al telefono e poi di persona, per finalizzare il nuovo progetto, Vaughn cominciava a lavorare all’adattamento della nuova sceneggiatura insieme alla sua socia Jane Goldman.

Sei mesi dopo, i produttori hanno presentato il progetto al regista candidato all’Oscar John Madden che ha trovato la sceneggiatura “arricchita una narrativa viscerale con una posta in gioco, sia emotiva che morale, molto alta, il tutto associato ad uno sviluppo dei personaggi molto accurato. E il coinvolgimento dello spettatore nella storia aumenta quando questa diventa più complessa e avvincente. Io ne sono rimasto affascinato.
“Quando ho letto la sceneggiatura non avevo ancora visto il film israeliano. Ho sentito di doverlo fare – e sono contento di averlo fatto, ma poi non l’ho più rivisto”.
Racconta Thykier: “Eravamo contenti che John fosse interessato, ed abbiamo subito incominciato a preparare il progetto insieme a lui. E’ un vero uomo rinascimentale, assolutamente immerso nel progetto e determinato a trasformare il materiale in un ottimo film”.

Madden ha cominciato a limare il copione insieme allo sceneggiatore Peter Straughan. Fa notare il regista: “Il livello dello sviluppo narrativo nel materiale è inusuale e fa si che lo spettatore si domandi costantemente cosa stia esattamente accadendo – e noi desideravamo accrescere questo senso di smarrimento.
“La sceneggiatura del film originale di Assaf Bernstein e Ido Rosenblum vantava una struttura e basi molto solide, e Matthew e Jane avevano già sviluppato la vicenda in modo interessante. Ma quando io e Peter abbiamo cominciato a lavorare sulla storia, abbiamo individuato nuove possibili direzioni in cui indirizzarla. E l’enfasi tematica del film è cambiata”.
Evan è d’accordo con lui, sottolineando che “nel nuovo film il passato gioca un ruolo molto maggiore rispetto al presente, e c’è molta più azione. The Debt scava anche molto più a fondo nella psicologia dei personaggi israeliani”.

Thykier osserva che, “con le informazioni presenti nella sceneggiatura e con i personaggi dalla psicologia così approfondita, avevamo quello che ho inteso come un ritorno ai thriller degli anni Settanta con i quali sono cresciuto, come I tre giorni del Condor e Il maratoneta.”
Avendo in mente un thriller così basato sui personaggi, Madden sapeva che la scelta degli attori “sarebbe stata fondamentale affinché The Debt funzionasse. Inevitabilmente questi personaggi dovevano essere simili a noi, spesso molto simili. Li osserviamo compiere delle scelte, vediamo le ripercussioni che hanno su tutta la loro vita e ne osserviamo gli effetti profondi a lungo termine”.

E questo era vero soprattutto per il personaggio di Rachel Singer. I realizzatori avevano bisogno di un’attrice matura per vestire i panni di Rachel nel 1997. Doveva essere qualcuno in grado di comunicare il senso di incertezza che la tormenta, e di affrontare i cambiamenti fisici.
Con questi requisiti in mente, Thykier spiega che “chi altri potevamo secgliere se non Helen Mirren? Avevamo in mente lei sin dall’inizio”.
Madden aveva precedentemente diretto la Mirren in uno degli episodi della serie Prime Suspect. Racconta il regista: “Era stata un’esperienza fantastica per me. Helen è una vera professionista, e le piace mettersi alla prova. Non teme nulla. Ed ha subito risposto positivamente ad un progetto così pieno di sfide.

“Il ruolo le richiedeva di interiorizzare le ferite e l’effetto corrosivo che degli eventi tenuti nascosti per 30 anni possono avere su una persona. La tensione ed il dolore generati da una decisione presa molto tempo prima sono evidenti; il suo personaggio ha addirittura una cicatrice che le è rimasta in seguito a ciò che è accaduto tanti anni prima. E tutto questo doveva potersi integrare credibilmente con il ritmo e l’emozione di un thriller”.
La Mirren commenta: “Oltre al fatto che desideravo lavorare nuovamente con John e che si trattava di un ottimo thriller, mi interessava esplorare la nozione di come ciascuna scelta che compiamo nel corso della nostra vita porta con se delle conseguenze, con le quali, prima o poi ti trovi a dover fare i conti”.

“Avendo imparato a vivere in una situazione di compromesso, Rachel alla fine si rende conto che la cosa non sempre funziona. Non è una persona che dica molto di se agli altri, neppure a sua figlia che su di lei ha scritto un libro, o ai suoi colleghi. Rachel ha seppellito le sue vere emozioni ed ha vissuto per lungo tempo evitando il confronto con i suoi sentimenti più profondi. Ma alla fine capisce che deve lasciarli riemergere, affrontarli e fare anche molto di più”.
E per quel “molto di più” la Mirren ha colto l’occasione per apprendere le mosse base del krav maga, la famosa tecnica di auto difesa che affonda le sue radici nel combattimento corpo a corpo. Il krav maga è il metodo ufficiale di auto difesa dell’esercito israeliano.

Tuttavia, la Mirren spiega che “a quel punto della sua vita, Rachel è in pensione e non si allena più da molti anni, e dunque volevo che le sua capacità nel combattimento risultassero realistiche. Consce il krav maga, ma ha smesso di praticarlo da tempo. E quindi quando arriva il momento di difendersi, non è esattamente in ottima forma”.
Una volta trovata la Rachel del presente, i realizzatori hanno iniziato le ricerche della Rachel del passato. Madden desiderava “non essere obbligato a scegliere un’attrice sulla base della somiglianza.
“Ma abbiamo trovato l’attrice perfetta, ed assomigliava anche molto ad Helen”.
L’astro nascente Jessica Chastain è stata raccomandata a Madden “da un agente di cui mi fido, qualcuno che non la rappresenta nemmeno”.

La Chastain aveva da poco ultimato le riprese di The Tree of Life, diretto da Terrence Malick, che parlando al telefono con Madden ha tessuto le lodi della giovane attrice. “Continuava a parlarmene in maniera entusiastica”, racconta Madden.
Ricorda la Chastain: “Alla prima lettura, il film non mi sembrava nemmeno un thriller. Per me si trattava di un film drammatico e di una storia d’amore. Mi è piaciuto subito a tal punto che ho pensato, ‘devo fare questo film’.
“Desideravo lavorare con John Madden perché lui spazia tra il cinema e il palcoscenico, e mi piacerebbe recitare in teatro”.

Spiega l’attrice: “Faccio molte ricerche, e sono andata al mio primo incontro con John molto preparata. Ed avevo scoperto che io ed Helen Mirren siamo alte uguali, così ho detto a John ‘Solo a titolo informativo…’”
Facendo colpo sui realizzatori grazie alla sua profonda comprensione del personaggio, la Chastain si è aggiudicata la parte. “E’ molto magnetica”, spiega Madden. “Suscita un coinvolgimento a livello emozionale negli spettatori. Non ci sono dubbi nelle scelte che compie, e dal punto di vista emotivo è assolutamente chiara.
“Helen possiede esattamente la stessa qualità. Sul suo viso si riesce a cogliere anche il più sottile sbalzo d’umore. Una tale trasparenza è molto rara, ed è un dono. E il testimone di Rachel passa senza difficoltà da un’attrice all’altra”.

Impossibilitate ad incontrarsi in scena, “le due Rachel” si sono invece viste fuori dal set per confrontare i loro appunti molto prima dell’inizio delle riprese. La Mirren e la Chastain hanno letto le varie scene insieme ed individuato delle caratteristiche del loro personaggio che avrebbero avuto un certo peso nel film.
Ricorda la Chastain: “Mi sono vista con Helen a Londra ed abbiamo lavorato sulla voce di Rachel con [l’insegnante di dizione] Joan Washington. Abbiamo anche discusso della gestualità del nostro personaggio”.
Aggiunge la Mirren: “Abbiamo anche lavorato insieme a John, ai costumisti e ai truccatori. E con Jessica, di comune accordo, abbiamo deciso che tipo di persona dovesse essere Rachel.

“Nel 1997, è schiva, raffinata e riservata. Ma la giovane Rachel è una persona molto diversa…” Sottolinea la Chastain: “Helen mi ha chiesto quale immaginassi fosse la storia familiare di Rachel, ed abbiamo anche discusso di quale sarebbe potuto essere il suo futuro; è già nella sceneggiatura, naturalmente, ma in questo modo abbiamo potuto appurare di essere sulla stessa lunghezza d’onda”.
Nel 1965-1966, Rachel è il membro più giovane del trio di agenti del Mossad inviati a catturare il criminale di guerra Vogel. Fa notare Thykier: “lei non possiede nessuna esperienza sul campo a quel punto, e ciò ha un effetto significativo sullo sviluppo della storia”.

Alla stessa attrice mancava l’esperienza in un campo fondamentale; ammette la Chastain: “Non potevo essere più diversa da un agente del Mossad. Prima di The Debt, non avevo nemmeno la più pallida idea di come si tirasse un pugno; non ho mai fatto a botte in tutta la mia vita”.
Pertanto, si è preparata al ruolo allenandosi nel krav maga con un maestro, per 4 volte alla settimana per quattro mesi a Los Angeles prima di recarsi a Londra per le prove con gli altri attori del film. Il risultato è stato che l’attrice ha “interpretato da sola tutte le scene di combattimento del film”, rivela Madden.

Racconta la Chastain, “Ho messo su un po’ di muscoli, e, considerando che sono una pacifista, mi sono veramente divertita a girare le scene del film in cui combatto”.
I colleghi della Chastain sullo e fuori dallo schermo comprendono Sam Worthington, che interpreta il ruolo di David, l’agente del Mossad idealista e tormentato che prova una quasi istantanea attrazione per Rachel. Prima del suo ruolo in Avatar che lo ha consacrato attore del grande schermo, Madden aveva già notato Worthington nel film australiano indipendente Somersault. “Sam ha questa presenza possente, mascolina e attraente, ma al tempo stesso dimostra anche una certa vulnerabilità”, commenta il regista. “Sentivo che sarebbe riuscito ad rendere tangibile il dualismo di David”.

Worthington è rimasto subito affascinato dalle convinzioni morali e dal fardello emotivo del personaggio. “David è un uomo che ha perduto l’intera famiglia nell’Olocausto, e che costantemente dubita del proprio valore”, afferma l’attore. “Si dedica a diventare un bravo agente del Mossad, poiché sente di portare sulle spalle il peso di una intera nazione. In questa missione, l’idealismo di David diventa un rischio e lui non sa come gestirlo.
“John mi ha raccontato la storia del film mentre ero su un altro set, e mi ha completamente catturato con la sua visione di queste tre persone che affrontano un mostro e la cosa causa loro angoscia per decenni. E’ un gran bel thriller, ma il tema centrale di The Debt è l’idea di vivere per molti anni con le conseguenze provocate da un’azione commessa in passato”.

Per il ruolo di Stephan, il motivato leader del trio, i realizzatori hanno voluto Marton Csokas, che Madden definisce “straordinario. E’ molto sensuale, e contribuisce a fare di Stephan un personaggio energico e nevrotico che porta una tensione drammatica nel trio. Sono le scelte di Stephan a far progredire la storia”.
Csokas vede il suo personaggio come “una forza potente e determinata ad assicurare alla giustizia il Chirurgo di Birkenau. Nel corso della storia, viene messo alla prova da una situazione claustrofobica in cui i tre agenti si vengono a trovare; una circostanza provocata dalla passione e dall’ambizione. Per me, quello di Stephan era un ruolo appassionante nel contesto emozionante di un thriller di classe.
“Tutti i personaggi di The Debt posseggono delle ambiguità; nessuno è completamente bianco o nero. Hanno le loro debolezze e i loro punti di forza, e conoscono sia il successo che il fallimento”.

Madden sentiva che con questi due attori accanto alla Chastain, il potenziale della storia si ampliava ulteriormente. Sottolinea come, “il passo successivo sarebbe stato quello di veder sviluppare tra loro la chimica. In questo film, oltre a lavorare sul testo e ad aggiungere qualcosa di improvvisato, dovevamo provare la singolare componente fisica”.
E così la Chastain, Csokas e Worthington si sono sottoposti ad un intensivo training per le scene che prevedevano l’uso del krav maga. I tre attori si sono allenati insieme per quasi due settimane. Racconta Csokas: “Ne io ne Sam siamo lontanamente diventati esperti di questa disciplina, pertanto ci aiutavamo a vicenda, ed avevamo adottato dei nostri codici segreti per evitare che qualcuno si facesse male”.

Il coordinatore delle scene di combattimento e degli stunt Julian Spencer spiega che “le mosse del Krav maga che abbiamo dovuto rallentarle per la macchina da presa. Altrimenti lo spettatore avrebbe finito col chiedersi ‘ma cosa è successo?’
“John Madden mi permetteva di farmi avanti e di fare i miei cinque minuti di annotazioni agli attori, e poi incorporava il tutto nella scena rendendola molto realistica”.
“Questa specie di allenamento di gruppo è stata una cosa fantastica”, spiega Madden. “Ha offerto l’occasione agli attori di trascorrere del tempo insieme, mentre si allenavano e si preparavano alle loro scene di combattimento in comune”.

Racconta la Chastain: “Eravamo una squadra anche fuori dal set. Nell’automobile che ci veniva a prendere o ci riportava a casa discutevamo delle varie scene. Ci scambiavamo idee e ci facevamo domande. Sam e Marton hanno fatto di me un’attrice migliore perché lavorano entrambi con grande abnegazione. Ma sono anche dei grandi giocherelloni, e quindi, sorprendentemente vista la serietà del materiale trattato nel film, ridevamo un sacco – fuori dal set”.
“Sono diventati molto amici”, spiega Thykier. “Tutti e tre erano così pieni di energia, concentrazione ed entusiasmo. Sia che si trattasse di allenarsi nel krav maga o di ripassare le battute per limare gli accenti, l’etica che condividevano sul lavoro li ha resi molto uniti”.

Il passato comune che lega David e Stephan a Rachel è stata corroborata dalla scelta di Ciarán Hinds e Tom Wilkinson, che avevano entrambi lavorato con Helen Mirren in passato. “Questa è in realtà la sesta volta che Ciarán ha lavorato con Helen”, commenta Madden. “Condividono veramente una sorta di passato, e nel caso di questo film ciò conferisce ulteriore intensità alla relazione tra i loro personaggi”.
Spiega Hinds, “Sembra quasi che io tenda delle imboscate ad Helen più o meno ogni cinque anni. Lavorare con lei è un enorme piacere, e l’esperienza è sempre avvincente – almeno per me!
“Ho considerato un grande onore trovarmi in compagnia di Helen e Tom, ed avevo sentito dire quanto fosse meraviglioso lavorare con John, pertanto sono stato molto felice quando mi hanno chiesto di interpretare questo ruolo. E’ un grande regista”.

E la Mirren commenta: “Per le scene in comune di The Debt, è stato un grande vantaggio aver lavorato con questi due attori in precedenza”.
Per il ruolo dell’anziano Stephan, i realizzatori hanno voluto il due volte candidato all’Oscar Tom Wilkinson che ha accettato di prendere parte al progetto non solo allettato dalla prospettiva di tornare a lavorare con la Mirren, che definisce “una persona meravigliosa”, ma anche con Madden, col quale aveva già lavorato nel film premio Oscar Shakespeare in Love. L’attore sottolinea come “John sia bravissimo con gli attori, e possiede anche capacità tecniche molto solide – sia riguardo alla macchina da presa che nel montaggio – e lavora sempre molto attentamente alla sceneggiatura.

“Riguardo alla storia, mi interessava esplorare come una persona possa redimersi dopo aver finto per anni di essere qualcun’altro per coprire il proprio ruolo di agente segreto? C’è qualcosa di un film che ho interpretato anni fa, Michael Clayton, in The Debt, e anche dei thriller di Sidney Lumet. E quando tutto quello che fai è celato da menzogne, tutte le cose che diamo per scontate nelle nostre vite – la morale, l’etica – vengono completamente erose. Pertanto la relazione di Stephan con Rachel si è raffreddata – ma lui riesce a manipolarla di nuovo, in un gioco col destino che potrebbe essere fatale”.

Aggiunge Wilkinson, “Io e Marton abbiamo discusso al telefono del personaggio e del suo destino, ed abbiamo deciso che Marton avrebbe interpretato Stephan secondo il copione; e visto che le sue scene erano tra le prime, avrei poi guardato il girato e discusso con John su come sviluppare ulteriormente il suo ruolo. Dovevamo essere particolarmente attenti a non creare situazioni incoerenti”.
Worthington aveva elaborato il personaggio di David. Spiega: “David è un uomo tranquillo e controllato che sta cominciando ad esplodere e poi non riesce più a tornare indietro. Da attore ad attore, sapevo di potermi fidare di Ciarán affinché continuasse con coerenza indipendentemente se avesse visto o meno il mio girato”.

Spiega Hinds, “Ho guardato con attenzione alcune scene che Sam aveva girato. Dei tue uomini dell’equazione, David è quello più timido, più misurato, e si sente molto a disagio una volta portata a termine la missione. Mi sono concentrato per trovare la sua anima, la sua essenza, dopo trent’anni trascorsi a dubitare sul suo stesso operato”.
Per il ruolo del “Chirurgo di Birkenau,” un mostro incredibile che aveva ucciso o mutilato migliaia di persone, Madden cercava qualcuno che non risultasse ovviamente perfido. Volevamo un attore non troppo conosciuto che non suscitasse nel pubblico un giudizio immediato. Un attore che fosse allo stesso tempo potente ma sottile. E doveva anche parlare correttamente l’inglese e il tedesco”.

Il danese Jesper Christensen era perfetto per il ruolo di Dieter Vogel. L’attore aveva appena interpretato il ruolo dell’antagonista di James Bond,Il signor White, in 007-Casino Royale e 007-Quantum of Solace, ma Christensen ha subito visto The Debt come un “thriller intelligente e con molti livelli. Quando ho letto la sceneggiatura, continuavo a voltare pagina dopo pagina e non riuscivo ad anticipare che piega avrebbe preso la storia”.
Madden , a sua volta, è rimasto molto colpito dal viso di Christensen, così “spigoloso e intrigante da essere, in qualche modo, senza età; può sembrare un cinquantenne o un ottantenne, a seconda delle necessità.

“Ciò che Jesper ha portato al personaggio è stata la sua capacità di non mostrarlo come immediatamente ne costantemente cattivo, ma piuttosto, come in grado di dimostrare, paradossalmente, un certo fascino e anche una certa tenerezza. Riuscire a rendere sullo schermo Vogel come un personaggio completo e complesso era cruciale per il film; si tratta di un uomo che ha trovato delle giustificazioni per i delitti commessi ma che, nel corso della storia, vive una complicata serie di emozioni”.
Aggiunge Christensen, “Si tratta di un uomo così orribile che non c’è stato bisogno di renderlo ancora più sgradito al pubblico. Quello che ho invece cercato di fare è stato farne emergere le varie dimensioni, l’umanità che possiede, e il modo in cui ha razionalizzato il passato”.

Durante il loro primo incontro, Christensen ha trascorso ore a leggere la sceneggiatura insieme a Madden per preparare al meglio tutta una serie di scene che mostrassero “quella temerarietà e volontà che sono la sua caratteristica in tutto il film”, commenta il regista. “Proprio come Jessica, Jesper ha eseguito da solo tutte le scene di combattimento, con risultati spettacolari.
“Quando giravamo, ha sopportato con grazia tutte le scene di prigionia nella casa – rimanendo legato per ore ed ore. Ha persino girato delle scene che altri attori si sarebbero rifiutati di girare dicendo, ‘Non c’è bisogno di me in questa ripresa’. Ad un certo punto mi sono strappato una spalla per tirarlo su dal pavimento!”
Confessa Christensen, “Preferirei non girare io stesso le scene violente, perché se mi faccio male non mi riprendo più così velocemente come una volta. Ma fa parte del mio metodo”.

Oltre ad utilizzare le difficoltà fisiche per sviluppare ulteriormente il personaggio, Christensen si è concentrato su “quando i tre agenti sono rintanati insieme a Vogel, e diventa impossibile per loro disumanizzarlo ulteriormente. Prima di quel momento, per loro era soltanto un mostro, una persona che ha commesso dei delitti atroci; improvvisamente, è in mano loro e devono nutrirlo e lavarlo. Pertanto la posta morale cresce; e adesso in che modo tratteranno quest’uomo?
“La natura di Vogel emerge mentre lui li mette costantemente alla prova, e in maniera subdola insidia le coscienze di ciascuno dei membri del trio. Per un attore si tratta di un fantastico ruolo da interpretare”.

Le prove, molto intense, si sono tenute per due settimane agli Ealing Studios; L’appartamento/nascondiglio nel vecchio edificio fatiscente a Berlino Est è stato costruito dalla squadra dello scenografo Jim Clay (vincitore del premio BAFTA per I figli dell’uomo) come un ambiente a 360 gradi, seguendo attentamente le specifiche della sceneggiatura che richiedevano un ambiente veramente claustrofobico in cui Christensen potesse interagire con la Chastain, con Worthington e con Csokas. Piccole modifiche sono state introdotte per esigenze di regia e anche per aumentare il senso dell’impatto che l’ambiente ha sui personaggi.

Le riprese principali hanno avuto inizio in ordine cronologico – con le scene nella casa girate nelle prime tre settimane – affinché gli attori potessero utilizzare al meglio il lavoro effettuato nel corso delle prove ed interpretare al meglio la logorante tensione che si stabilisce tra i tre membri del trio e il loro prigioniero.
Ricorda Worthington, “Siamo stati avvantaggiati dalla decisione di girare in sequenza – un lusso enorme quando si realizza un film – e di non doverci preoccupare della sospensione dell’incredulità, data la natura tangibile del set”.
“E’ stato u po’ come lavorare in teatro”, aggiunge Csokas. “Andavamo agli Studios e facevamo le prove sul set ogni giorno. Quando poi arrivava la squadra tecnica con le luci e le macchine da presa, diventava tutto molto più claustrofobico”.

“Verso la fine, avrei voluto distruggere il set”, ammette Worthington. “Proprio come il mio personaggio, non ce la facevo più a stare lì”.
E la Chastain commenta: “Speravo che Jesper non mi sarebbe piaciuto quando l’ho incontrato la prima volta per le prove; Ho persino tentato di mantenere una certa distanza. Ma è una persona assolutamente adorabile, e alla fine ho pensato, ‘Beh, sarà impossibile girare certe scene, perché è una persona che mi piace veramente tantissimo’.
“Ma è un attore così bravo che, appena siamo andati sul set della casa, l’ho odiato; odiavo che fosse lì, legato al termosifone. Desideravo solo andarmene. E la sera, alla fine delle riprese, me ne andavo da set esausta”.

Racconta Clay: “per il set dell’appartamento mi sono ispirato ad una serie di dipinti di Francis Bacon che raccontano gli ultimi tragici momenti del suo amante. Mi era capitato di vederli alla Tate Gallery – proprio poco dopo che John Madden mi aveva mandato la sceneggiatura. Mi ha colpito come questi dipinti fossero descrittivi di una situazione simile a quella di Vogel, un uomo che è stato catturato ed è legato in una stanza, in attesa che per lui giunga il momento della verità e di trovarsi davanti all’abisso della mortalità. Abbiamo provato a ricreare sul set quel tipo di atmosfera, con le pareti scure e la cornice nera attorno alla figura solitaria di Vogel, e [il direttore della fotografia] Ben Davis ha fatto il resto.
“Abbiamo anche cercato di dare una sorta di passato all’appartamento, con un colore delle pareti che suggerisse un passato più felice, essendo stato occupato da giovani artisti”.

“In quell’appartamento poteva essere veramente abitato”, racconta felicemente impressionato Thykier. “Guardavi dietro una porta e ci trovavi qualcosa; nessun dettaglio era stato lasciato al caso. Quando tutti – attori e tecnici – hanno visto quello che Jim e la sua squadra avevano costruito, quasi non credevano ai loro occhi”.
Il realismo del set della casa è stato accresciuto dall’utilizzo da parte di Clay e della sua squadra di materiali veri; porte scrostate e architravi consunte, pavimenti e piastrelle usati – gran parte dei quali sono stati trovati in edifici in via di demolizione durante le ricerche per le varie location a Budapest. Spiega Clay, “Il mio arredatore di set, John Bush, ed io abbiamo cercato tutti questi materiali molto usati, e li abbiamo spediti a Londra.
“Non è stato necessario modificare queste cose. Erano naturalmente invecchiate dal tempo, cosa che conferisce un elemento realistico impossibile da ricreare in maniera così perfetta anche per le migliori squadre tecniche”.

L’architettura fatiscente sul e intorno al set sottolinea l’effetto corrosivo delle bugie che pervade The Debt. Fa notare Worthington: “Ha certamente avuto un effetto sulla mia performance. Si trattava di un microcosmo nel quale i personaggi sono costretti a vivere a causa di Vogel.
“Dovevamo essere preparati. Come regista, John gira molto rapidamente e si fida dei suoi attori, limitandosi a spingerti nella direzione giusta che gli permette di ottenere ciò che vuole”.
La produzione si è poi spostata a Budapest, che offriva il variegato background che potesse suggerire la Berlino Est degli anni Sessanta.

Arrivata nella città alla fine di un inverno particolarmente rigido, la produzione ne ha approfittato per servirsi del freddo e dell’umidità che pervade gli esterni e per tenere le strade sgombre molto più facilmente del previsto durante le ore diurne. La resistenza degli attori e dei tecnici è stata messa a dura prova dalle scene girate nelle notti gelide.
La maggior parte delle locations utilizzate erano raggruppate in una sola aziona centrale; esse comprendevano l’esterno della casa, la clinica di Vogel, ed il “Muro di berlino” ricreato all’uopo. Clay ci tiene a chiarire che quest’ultimo “non è il tipico Muro di Berlino che tutti conoscono, ma piuttosto il pezzo di cemento grigio che era stato issato negli anni Sessanta, quando ha luogo la storia del film. Era stato costruito nelle zone dalle quali i cittadini tentavano di scappare”.

La “stazione fantasma”, dove si riunisce il trio del Mossad per portare Vogel fuori dalla Germania, è una vera stazione di Istvantelek, appena fuori Budapest. La scena è stata aggiustata nella sceneggiatura solo dopo aver visto la vera stazione ed averne appuntato tutte le specifiche geografiche e i vari parametri; la presenza di un ponte proprio lì ha permesso ai realizzatori di sfruttare al massimo il potenziale della location.
“Bisognerebbe farlo più spesso, davvero, scrivere delle scene dopo aver visto le location”, spiega Madden. “Ha funzionato magnificamente…
“…sebbene coordinare l’arrivo di un vero treno sia stato un vero incubo. Ma il formato e la scala della stazione hanno contribuito molto alla credibilità della scena, anche se non hanno aiutato il budget”.

Sei settimane più tardi, attori e tecnici si sono spostati a Tel Aviv, essendo una delle poche troupe cinematografiche internazionali alle quali è stato concesso di girare in Israele in questi ultimi anni. La Evanstone Films, la casa di produzione di Eitan Evan, è di base a Tel Aviv. Spiega Evan, “Sono riuscito a coordinare i service per la produzione ad Israel, ed è stato un po’ come indossare due cappelli”.
Nel ricreare gli anni Novanta, il compito dei realizzatori era quello di rendere sullo schermo il netto contrasto visivo non solo tra i diversi periodi storici, ma anche tra Berlino est e Tel Aviv, sottolineando il senso di liberazione dei tre personaggi che si erano lasciati alle spalle la claustrofobica oscurità della casa di Berlino. Girando nelle strade di Tel Aviv, il direttore della fotografia Davis ha cercato di catturare per il grande schermo quanto più gli è stato possibile di quella grande città.

“Per John, l’importanza di girare lì era molto ovvia, visto che ha un così forte senso della location”, spiega Thykier. “la luce abbagliante e il calore di of Israele espongono completamente i personaggi e non lasciano alcuno spazio per nascondersi. Il senso di luce e quello di oscurità erano centrali alla storia”.
Tra le location di Israele ci sono anche lo scenografico Mediterranean-lit Dan Acadia Hotel, ad Herzeliya sul Mare, dove sono state girate la scena del lancio del libro ed anche altre, e dove si trovava il quartier generale degli attori e dei tecnici; e il Lod’s Ben Gurion International Airport.
La Mirren afferma che “A Tel Aviv, l’antichità e la modernità coesistono. E’ una città straordinaria in un paese affascinante”.

Racconta Evan: “Possedendo ogni tipo di ambiente geografico e di clima, con un’industria del cinema altamente sviluppata, e con dei tecnici molto professionali, Israele è perfetta per girarvi qualsiasi tipo di film”.
A riprova di questa dichiarazione del produttore, quattro corsie di una delle arterie principali di Tel Aviv sono state chiuse per due giorni per consentire il massimo del realismo nelle riprese delle scene di combattimento in piena luce. “Per poter organizzare la cosa ci sono volute circa sei settimane”, spiega Evan. “ma alla fine abbiamo messo tutti d’accordo – persino gli abitanti della zona”.
La produzione ha poi fatto ritorno a Budapest, che questa volta è servita a simulare l’Ucraina; alcune scene cruciali sono state girate a Lipot, un imponente e cupo edificio che ospita un ospedale poco fuori Budapest.

Kris Thykier commenta: “The Debt ha degli attori straordinari che recitano una storia con una grande complessità emotiva che manterrà gli spettatori incollati alla sedia mentre il destino dei protagonisti si rivela un poco alla volta”.
Conclude John Madden: “Questo è un thriller che ti tiene incollato ala sedia, giocando sul senso di panico che a malapena si riesce a tenere sotto controllo.
“Il titolo stesso del film allude ad una serie di implicazioni: storiche, politiche e personali. The Debt pone delle questioni sulle quali ci interroghiamo quotidianamente; ‘Cosa avrei fatto in quella situazione?’ ‘Come mi sarei comportato in quelle circostanze?’ ‘Che tipo di prezzo sarei – o sarò – disposto a pagare?’”


jolly scrive a proposito di Il Debito
"The Debt" fa la spola tra un appartamento in una fioca e scricchiolante Berlino Est del 1965 e il sole di Tel Aviv più di 30 anni dopo. Le verità del passato possono essere ombreggiate e illuminate dagli imperativi del presente... il film sonda, con energia forse più che con chiarezza, l'etica e le complicazioni psicologiche che giacciono sepolti sotto una storia di semplice eroismo

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Film in ordine alfabetico: 9.99…20 S 200 …6 SU 7.19…UNA - ...A…A QU A R …ACRO ACRO…AIDA AIDA…ALL ALL …AMEL AMEL…AMOR AMOR…ANIM ANIM…AQUA AQUA…ASSO ASSO…GLI GLI …L'AM L'AM…THE THE …UN'A - AT B…BAMB BAMB…BEAT BEAT…BENV BENZ…BITT BIUT…BLUE BLUE…BOZZ BRAC…BUON BURI…LA B LA B…THE THE …UNA - ...C…CAPT CAPT…CAVA CAVA…CHE CHE …CIDA CIEL…COFF COGA…COMU CON …COSE COSI…CURU CUST…IL C IL C…LA C LA C…THE THE …UNA - ...E…DEAD DEAD…DETE DETR…DISO DIST…DOUB DOUB…DUMM DUNE…LA D LA D…UNA - ...E…EIN EISE…ENCA ENCL…EVER EVER…L'ES L'ES…UN'E - FA' …FEAR FEAR…FIOR FIOR…FRAN FRAN…FUGA FUGA…IL F IL F…LA F LA F…UNA - G.I.…GHOS GHOS…GIUL GIUN…GRAC GRAN…IL G IL G…LA G LA G…UNA - H. 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