Hotel Transylvania di Genndy Tartakovsky

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locandina Hotel Transylvania
 
Regista: Genndy Tartakovsky
Titolo originale: Hotel Transylvania
Durata: 91'
Genere: Animazione
Nazione: U.S.A.
Rapporto:

Anno: 2012
Uscita prevista: 16 Novembre 2012 (cinema)

Attori:
Soggetto: Todd Durham, Dan Hageman, Kevin Hageman
Sceneggiatura: Peter Baynham, Robert Smigel

Trama, Giudizi ed Opinioni per Hotel Transylvania (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
 
Fotografia:
Montaggio:
Musiche: Mark Mothersbaugh, Ramin Djawadi
Effetti speciali: James Battersby,Chris Bolwyn

Produttore: Michelle Murdocca
Produttore esecutivo: Adam Sandler, Robert Smigel, Allen Covert
Produzione: Sony Pictures Animation
Distribuzione: Warner Bros. Pictures Italia

La recensione di Dr. Film. di Hotel Transylvania
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Colonna sonora / Soundtrack di Hotel Transylvania
Potrebbe essere disponibile sotto, nei dati aggiuntivi (clic qui).

Voci / Doppiatori italiani:
Claudio Bisio: Dracula
Cristiana Capotondi: Mavis
Davide Perino: Jonathan / Johnny
Paolo Marchese: Frankenstein / Frank
Luigi Ferraro: Murray
Luca Dal Fabbro: Wayne
Stefanella Marrama: Wanda
Mino Caprio: Griffin L'uomo Invisibile
Graziella Polesinanti: Eunice
Marco Mete: Quasimodo Wilson

Voci / Doppiatori originali:
Adam Sandler: Dracula
Selena Gomez: Mavis
Andy Samberg: Jonathan / Johnny
Kevin James: Frankenstein / Frank
Cee Lo Green: Murray
Steve Buscemi: Wayne
Molly Shannon: Wanda
David Spade: Griffin L'uomo Invisibile
Fran Drescher: Eunice
Jon Lovitz: Quasimodo Wilson
Chris Parnell: Fly
Brian George: Armatura
Jackie Sandler: Martha

Informazioni e curiosità su Hotel Transylvania

La saga:
- Hotel Transylvania
- Hotel Transylvania 2
- Hotel Transylvania 3: Una vacanza mostruosa

Note dalla produzione:
I MOSTRI SONO PROPRIO COME NOI!
“Hotel Transylvania è la storia di un padre e di una figlia, e il padre in questione è Dracula”, spiega Genndy Tartakovsky, regista del film di Sony Pictures Animation, Hotel Transylvania. “Come tutti i padri è iperprotettivo, psicotico, e affettuoso, e farebbe qualsiasi cosa per sua figlia; tuttavia, a differenza degli altri padri, lui è il Principe delle Tenebre”.
In Hotel Transylvania, i mostri più famosi del mondo – fra cui Dracula, Frankenstein, il Lupo Mannaro, l’Uomo Invisibile e la Mummia – sono proprio come le persone normali, ognuno ha la sua famiglia, i suoi problemi e il desiderio di evadere da tutto… ma a differenza degli esseri umani, devono nascondersi da un mondo che li considera mostri. Non c’è posto migliore per nascondersi dell’Hotel Transylvania, il rifugio segreto di Dracula in cui nessun essere umano mette piede dal 1898?

Come ogni genitore, anche Dracula ha i suoi problemi… sua figlia Mavis è ormai adolescente, sta per compiere 118 anni. Sta diventando una donna e la paura più grande del famoso vampiro è di perderla. In realtà ha paura anche dell’aglio, ma questa è un’altra storia.
“La cosa più difficile nella vita di un genitore è lasciare che i propri figli diventino indipendenti”, spiega la produttrice Michelle Murdocca, che ha curato questo progetto fin dall’inizio. “Non possiamo proteggerli per sempre; ad un certo punto bisogna avere fiducia che ce la faranno da soli. La cosa buffa è che anche Dracula pensa che il mondo possa essere pericoloso”.

“Hotel Transylvania ha reso questi mostri molto più divertenti di quanto non siano mai stati. La ragione principale per cui questi personaggi continuano ad essere popolari, è che ognuno di loro ha una bellissima storia personale”, dice Tartakovsky. “La loro umanità li rende accessibili, piacevoli e simpatici. Questo è proprio quello che volevamo per il nostro Dracula: una storia bellissima, condivisibile, dal sapore dolce e allo stesso tempo amaro, che dia la possibilità di umanizzare anche un vampiro”.
“La prima volta che ho lavorato con la Sony Pictures Animation – proprio all’inizio dello studio, dieci anni fa – e ho visto il listino dei film che sarebbero stati realizzati, sono rimasta subito colpita da Hotel Transylvania”, racconta Murdocca, che ha prodotto anche il primo lungometraggio di Sony Pictures Animation, Open Season (Boog e Elliot a caccia di amici). “Mi piaceva l’idea di rinnovare questi personaggi tradizionali. Quando Adam Sandler si è unito al progetto, si sono aperte varie possibilità riguardo l’identità di Dracula, e improvvisamente abbiamo intravisto il potenziale per realizzare una commedia più esagerata e divertente di quel che avessimo mai immaginato”.

Oltre ad aver inventato la simpatica storia di una famiglia, il regista ha dato ad Hotel Transylvania un look particolare. Tartakovsky, nominato 13 volte all’Emmy Award, è noto nella comunità dell’animazione, ed è stato scelto da George Lucas per creare “Star Wars: The Clone Wars”. Dopo aver espresso la sua creatività nei progetti televisivi “Samurai Jack” e "Dexter's Laboratory", ha ideato la grande sequenza finale e gli storyboard di Iron Man 2, nonché l’elegante e memorabile prologo animato del film Priest. Per Hotel Transylvania, il suo primo lungometraggio, il regista ha voluto realizzare un film d’animazione diverso da qualsiasi altro. In un’epoca in cui generalmente i film animati cercano di avvicinarsi alla realtà, Tartakovsky ha sfruttato l’animazione proprio per spingersi al di là delle note convenzioni.

Allontanandosi dalla realtà, ci presenta un mondo che lui stesso descrive “più reale della realtà”, più divertente ed emozionante del nostro. “Nei lungometraggi si è costretti a riflettere la quotidianità. Ma io ho voluto portare questo film all’estremo opposto rendendo l’animazione esagerata, come in una vignetta”, afferma. “In televisione è consentito l’uso di caricature stilizzate per rendere ogni progetto unico, e io volevo fare lo stesso anche in un film cinematografico. La nostra animazione è esplicita e molto fisica. Il nostro scopo era renderla iper-espressiva, con un movimento caricaturale, irreale. Questo conferisce al film la sua energia, e l’energia in un film è tutto, secondo me”.
“Quando diciamo che lo stile dell’animazione viene spinto oltre i limiti, intendiamo dire che le caratteristiche facciali sono esagerate, che le proporzioni del corpo sono esagerate e che i nostri personaggi animati sono unici, lontanissimi dalla vita reale”, spiega Murdocca. “Ogni aspetto del personaggio si presta a questo diverso stile di animazione. C’è una scena in cui Dracula e Jonathan stanno camminando e le gambe di Dracula assomigliano alle lunghe zampe di un ragno. È diverso da qualsiasi cosa mai vista prima”.

I PERSONAGGI
Il casting del film ha aiutato i filmmaker a mettere a fuoco il film che stavano realizzando e a trovare il giusto equilibrio e il giusto tono. Spiega Tartakovsky: “Abbiamo preso dei personaggi classici dandogli una nuova forma. Era importante restare fedeli ai personaggi ma i nostri mostri dovevano risultare simpatici, non spaventosi; abbiamo creato comicità, non paura. La particolarità del film è che i protagonisti sono dei mostri. Ad esempio il nostro Dracula ha la mania del controllo, è schizzato ed ossessivo; alcune sue caratteristiche di base sono state decuplicate. L’ironia è moderna, informale, non è legata ad un’epoca in particolare e quindi estremamente contemporanea. Il risultato finale è che i personaggi conservano la loro personalità, ma sono moderni, aggiornati e divertenti”.
Un altro aspetto particolare della lavorazione di Hotel Transylvania è stata la capacità di riunire gli attori nello studio di doppiaggio per registrare insieme le loro voci, recitando come se fossero in un film di live-action. Dopo tutto, attori come Adam Sandler, Kevin James, David Spade e Steve Buscemi si conoscono da anni e hanno recitato insieme in vari film ed erano tutti elettrizzati all’idea di lavorare insieme in un film che tutta la famiglia può apprezzare. “Non accade spesso nell’animazione di riuscire a riunire i doppiatori del film”, dice Murdocca. “È stato bello vedere Adam Sandler recitare al fianco di Kevin James, e Kevin replicare alle battute di David Spade. Hanno creato insieme questi personaggi e le loro personalità, rendendoli simpatici ed emozionanti”.

DRACULA
Tutte le qualità che rendono Dracula l’indiscusso leader dei mostri, la sua forza, la sua predominanza, il suo carisma e la sua natura dominante, lo rendono un eccellente manager d’hotel. Ma quando si tratta di sua figlia, è fin troppo mollaccione. Preoccupato dell’incolumità della ragazza, l’ha tenuta nascosta nel suo albergo per tutta la vita, lontana dagli umani a caccia di mostri che ricorda fin troppo bene. Ma ora, alla vigilia del 118° compleanno della figlia, deve mantenere la promessa che le ha fatto di farle vedere il mondo per la prima volta. Sfortunatamente, proprio nel bel mezzo della festa, sopraggiunge nell’hotel stracolmo di ospiti mostruosi, il primo umano che abbia mai messo piede nel castello, e il piano che Dracula ha messo a punto con tanta accuratezza rischia di fallire. Cosa farà questo padre che stravede per la sua piccola? Continuerà a proteggerla dalla minaccia degli umani o rinuncerà al controllo per lasciarla volar via con le sue ali (di pipistrello)?
Dracula è doppiato da Adam Sandler, anche lui padre di due figli. “Volevo che Adam desse vita ad un nuovo Dracula, adatto alla nuova generazione”, dice Tartakovsky. “Abbiamo visto il Dracula classico di Bela Lugosi e tanti altri Dracula; stavolta volevo una performance diversa, innovativa”.
E questo Dracula è veramente diverso. “Sono molto orgoglioso di lui: è un personaggio un po’ folle e molto divertente”, spiega il regista. “Mi piace vedere il modo in cui il pubblico reagisce all’animazione più estrema. La cosa più importante è che non si prende mai troppo sul serio, è davvero spassoso”. “Adam non è solo il doppiatore del protagonista del film, infatti è stato coinvolto anche nella lavorazione”, dice Murdocca. “Porta nel film sia la comicità che il calore che emerge nelle scene con Mavis, con cui è un padre amorevole. Invece, nelle scene in cui è in compagnia dei suoi amici, Dracula è un po’ prepotente, vuole sempre fare le cose a modo suo. Adam arricchisce il suo personaggio di sfumature, lo trasforma continuamente, ma tutti questi lati fanno parte di lui, della stessa performance”. Lavorare con Sandler è stata un’esperienza memorabile, per Tartakovsky. “Durante il nostro primo meeting creativo, ero un po’ imbarazzato. Adam e i suoi collaboratori facevano un sacco di battute mentre io ero seduto in disparte e non riuscivo a dare il mio contributo. Ma poi ho raccolto il coraggio e ho iniziato a dire la mia e quando loro hanno riso, mi sono sentito davvero sollevato”.
"Dracula è come ogni altro papà", dice Sandler. “È ultraprotettivo, manipolatore e leggermente folle, ma è spinto da una buona ragione: evitare che sua figlia possa soffrire".

MAVIS
Mavis è la cocca di papà, ma è anche testarda e intelligente, è la tipica diciottenne. Si è un po’ stufata di vivere in modo costretto, ha vissuto tutta la vita nell’hotel di suo padre e ora sogna di poter viaggiare, di vedere il mondo, di fare esperienze. E finalmente ha incontrato qualcuno che potrebbe aiutarla a realizzare il suo sogno. L’enigma è: partire e spezzare il cuore di suo padre o restare e spezzare il proprio cuore?
Selena Gomez presta la voce alla giovane. “Selena ha trovato un modo per interpretare il personaggio che risulta dolce e gradevole per chiunque, tuttavia Mavis è anche l’unica che tiene testa a Dracula”, dice Murdocca. “Dracula ha il cuore tenero e farebbe qualsiasi cosa per lei, e lei lo sa, eccome! Selena l’ha interpretata come una adolescente tipica che sa quel che vuole e sa come ottenerlo da suo padre”.
“Mavis è una teenager” dice Gomez. “Ha un taglio di capelli moderno, si veste alla moda e se la tira un po’ ma è una ragazza sincera e adora suo padre, vuole solo essere un po’ più indipendente. È la stessa situazione di tante ragazze della sua età; sarà facile identificarsi nel suo desiderio di libertà, di conoscere il mondo. Tutti le raccontano tante storie ma lei vuole fare esperienza personalmente, incontrare nuove persone ed essere autonoma”. Mavis rappresenta il primo ruolo protagonista di Gomez in un film di animazione. “Volevo fare un film divertente adatto a tutta la famiglia, oltre tutto sono cresciuta vedendo i film di Adam Sandler, quindi lavorare con lui è stato elettrizzante. Sono contenta di aver fatto parte di questo bellissimo film”, dichiara.

JONATHAN
Jonathan è un ragazzo di 21 anni, che viaggia per il mondo con lo zaino in spalla. È sicuro di sé, pieno di vita, loquace, curioso e gentile, e davvero incredibile con il suo skateboard. Il suo motto è “Take it easy”. Nel suo vagabondare, arriva per caso in un hotel pieno di… mostri!? Per riuscire a farlo integrare (ed evitare che gli ospiti si rendano conto delle lacune del sistema di sicurezza), Dracula lo traveste da Johnnystein, un presunto cugino di Frankenstein. Il piano di Dracula però gli si ritorce contro perché sua figlia Mavis e ‘Johnnystein’ si piacciono e Jonathan decide di ignorare la promessa fatta al padrone di casa, di andarsene quanto prima. Infatti non ne ha la minima voglia, perché questa festa di mostri è davvero simpatica e c’è anche un’affascinante ragazza-vampiro!
“Jonathan è entusiasta della vita”, dice Tartakovsky. “Ha una forte personalità, è energico ed estroverso. La prima volta che Andy Samberg ha letto le sue battute, abbiamo pensato, ecco, è fatta. C’è stato una simpatia immediata fra lui e Adam, una magia istantanea, il contrasto fra il super artefatto Dracula di Adam e lo spirito libero di Andy era perfetto. Ma Andy ha regalato anche sincerità al suo ruolo, e il personaggio di Jonathan è così com’è grazie a lui”.
“Per Jonathan mi sono ispirato a come ero io quando frequentavo il liceo, e ad alcuni amici che avevo quando vivevo nella Bay Area, in California”, dice Samberg. “È un viaggiatore, vuole vedere il mondo, è positivo nonostante le avversità, anche quando non dovrebbe esserlo”.
“Sono stato contento di lavorare di nuovo nell’animazione”, dice Samberg, che aveva già doppiato il film di successo di Sony Pictures Animation Cloudy with a Chance of Meatballs (“Piovono polpette”). “E questa volta è stato ancora meglio dato che ho potuto fare il doppiaggio in studio insieme a Sandler. Negli altri film animati in cui ho lavorato, gli attori non registravano mai insieme, invece è un modo importante per trovare il giusto tono con cui interagire con gli altri personaggi”.

FRANKENSTEIN
Il migliore amico di Dracula (“Zio Frank”, il preferito di Mavis) altri non è che Frankenstein, un uomo extra large con un cuore persino più grande di lui. Ne è passato di tempo da quando questo mostro impazzava per le campagne, terrorizzando gli abitanti dei villaggi e le forze dell’ordine. Ora è un uomo sposato, senza pretese, che adora la sua famiglia adottiva, Drac e Mavis. Immaginate un po’ che sorpresa quando lui e sua moglie arrivano al 118° compleanno di Mavis, e gli viene presentato un cugino di non ha mai sentito parlare, un certo Johnnystein (che sarebbe l’umano Jonathan in un travestimento dell’ultimo minuto). Ma la famiglia è sempre la famiglia e anche se questo cugino ha un aspetto un po’ strano, Frank è contento di conoscere un nuovo parente, che in realtà è un po’ bassino.
Kevin James è la voce di Frankenstein. “Sa essere spiritoso, amabile, affettuoso e dolce. Ci ha mostrato la vera natura di Frankenstein”, dice Murdocca. “Ma non vi fate ingannare; è anche un omone grande e grosso che è meglio non fare arrabbiare. Non succede spesso nel nostro film, ma è meglio stare in campana!” “Frank ha un aspetto forte ma certe volte crolla”, dice James. “Intendo, crolla davvero, in senso letterale. Per esempio quando viaggia si scompone e viene impacchettato all’interno di tante valige… il ché complica parecchio le cose quando bisogna ritirare i bagagli!”.

EUNICE
Eunice è l’adorata moglie di Frankenstein. L’energia che manca a Frank, ce l’ha tutta lei. È critica, aggressiva, senza peli sulla lingua, ma il suo atteggiamento nasconde una donna buona che ama la sua famiglia.
Fran Drescher, famosa per il suo ruolo in “The Nanny”, doppia questo personaggio.
“Fran ha dato una nuova dimensione a Eunice”, dice Murdocca. “È rumorosa, buffa e prepotente. Il suo personaggio tiene testa anche a Dracula, Eunice non ha paura di nulla. Fran l’ha resa davvero esagerata”. Murdocca spiega che la performance di Drescher gli è particolarmente familiare. “Eunice – e lo dico senza volerle mancare di rispetto – assomiglia a mia zia Theresa”, dice la produttrice. “È la tipica newyorkese appariscente che ti dice in faccia quello che pensa e spesso ha ragione. Non lesina certo le parole e non si fa scrupoli nell’essere sincera e dire ciò che pensa realmente”.
“La cosa migliore che posso dire di Eunice è che ha dei piedi molto piccoli e un delizioso punto vita”, dice Drescher. “Si comporta come la madrina di Mavis. È preoccupata del fatto che Dracula possa considerare l’idea di lasciare che Mavis si avventuri nel mondo reale – perché mai avrebbe costruito questo albergo se non per proteggerla? Sicuramente ha le idee molto chiare”. Per questo ruolo i filmmaker hanno incoraggiato Drescher ad esagerare. “Ogni volta che entravo in studio per registrare, mi dicevano di esprimermi in modo più aspro, più odioso, più antipatico ma io voglio che i miei personaggi siano amabili”, spiega l’attrice. “Penso che il pubblico amerà Eunice nonostante la sua lingua lunga”.

WAYNE
Wayne è un lupo mannaro, un infelice elaboratore di dati di giorno e un padre bistrattato di notte. Lui e sua moglie Wanda hanno generato un gran numero di cuccioli con il risultato che lui ora ha a malapena l’energia di sopravvivere e ha perso gran parte del suo fiuto a causa della moltitudine di pannolini maleodoranti che lo circondano. Così, pur presentandosi con i suoi figli impertinenti e la moglie incinta al seguito, Wayne non vede l’ora di trascorrere una vacanza all’Hotel Transylvania. Potrà finalmente rilassarsi ed essere se stesso e forse riuscire anche a schiacciare qualche pisolino. Ma la cosa migliore di questo cupo resort è che potrebbe persino riuscire ad evitare i suoi figli per la maggior parte della vacanza.
“Nel modo in cui Steve Buscemi interpreta il personaggio, tutto ciò che Wayne desidera è andare in piscina a rilassarsi”, dice Murdocca. “È stato fantastico nel dare voce a questo padre abbattuto e depresso che vorrebbe solo avere un po’ di tempo per se stesso anche se questo semplice desiderio diventa praticamente impossibile”.
“Wayne è il classico papà, che lavora tutto il giorno e che a fine giornata aspira solo a un po’ di pace e tranquillità, ma che in realtà quando torna a casa trova i suoi pargoli pieni di energia che non vedono l’ora di saltargli addosso e giocare con lui”, spiega Buscemi. “Questo può andar bene quando hai uno, due o tre bambini, ma come la mettiamo se ce ne sono più di cinquanta?”

WANDA
Wanda – la moglie del Lupo Mannaro – è dolce, gentile e molto materna. E deve esserlo per forza visto che ha decine di cuccioli, ed altri in arrivo! “Per quanti figli abbia, Wanda è comunque sempre dolce e niente sembra turbarla”, dice Murdocca. “Immagino che anche Molly Shannon, la voce di Wanda, sia così, nella vita vera, una mamma buona, pratica e semplice”.
“Il mio personaggio semplicemente adora i bambini”, spiega Shannon. “Le piace essere una madre e vuole sempre altri figli. Suo marito Wayne è un padre stanco e un gran lavoratore, che non vede l’ora di fare il check-in all’Hotel Transylvania per trovare un po’ di riposo”.

GRIFFIN
Il famigerato Uomo Invisibile ha un nome: si chiama Griffin. Ama appostarsi e, dato che nessuno può vederlo, cogliere di sorpresa i suoi amici. È sempre pronto alla battuta ma nonostante provi gusto nel prendere in giro gli altri, non tollera scherzi sul suo conto: è estremamente permaloso, specialmente quando si tratta dei suoi riccioli rossi.
“Il problema di Griffin è che spesso viene ignorato. Ma non è colpa sua, il problema è che è invisibile”, dice Murdocca. “È perfetto per David Spade: pungente, caustico, ironico, ma in fondo buono”.
“Griffin ama andare in vacanza. È un uomo bellissimo con un fisico pazzesco. Perlomeno questo è ciò che racconta lui, e non intendo di certo contraddirlo”, esclama Spade.

MURRAY
Murray la Mummia è un tipo grande e grosso tutto coperto di fasce e di bende, dalla personalità sopra le righe. Ex intrattenitore dei grandi faraoni d’Egitto, Murray è simpatico, turbolento, protagonista di ogni baldoria. Vivendo per la maggior parte dell’anno in una tomba egiziana, ogni volta che arriva all’hotel di Dracula, è pronto a far festa. È una forza della natura, e usa l’umorismo per evitare gli scontri, da cui cerca di tenersi sempre alla larga.
“CeeLo Green è stato bravissimo, fin dal primo giorno”, dice Murdocca. “È un uomo onesto, dolce e le sue qualità emergono nella sua performance e nel suo personaggio. È una mummia grande e tenera, bisognosa d’affetto”.

QUASIMODO
Il capo chef dell’Hotel Transylvania è nientedimeno che Quasimodo, il gobbo francese famoso per aver suonato le campane ed essersi nascosto in una cattedrale. Nel frattempo è diventato un genio della gastronomia alle prese con soffici torte di vermi, fumanti zuppe di lumaconi e disgustosi antipasti per gli ospiti dell’hotel. Questo artista capriccioso vuole che in cucina vada tutto come dice lui, e sta facendo pressioni per aggiungere piatti a base di esseri umani nel menu dell’albergo, nonostante i mostri non mangino l’homo sapiens ormai da eoni immemorabili. Quasi nessuno ascolta più le sue tiritere ad eccezione del suo fido assistente, un topo di nome Esmeralda. Il naso lo sa, ama dire, e insieme fiuteranno proprio l’unico umano che è capitato nel castello.
“Jon Lovitz è la voce di Quasimodo e sarà lui a servire il suo piatto forte!” dichiara Murdocca. “Deve solo cucinare cibo “mostruoso” e non ne può più! Da anni pensa, se solo potessi mettere le mani su un umano ….”.
Lovitz dice: “Quasimodo è basato su Julia Child, la famosa cuoca americana che ha fatto conoscere al pubblico televisivo la cucina francese … Anche se in questo caso si tratta di un uomo malvagio … basso … con la gobba … ma pur sempre francese!”


LA PRODUZIONE
Hotel Transylvania presenta un look e uno stile molto diversi da qualsiasi altro film della Sony Pictures Animation, ed è proprio così che doveva essere realizzato. “La Sony Pictures Animation non vuole essere legata ad uno stile tipico”, spiega la produttrice Michelle Murdocca. “All’inizio informiamo i registi sul genere di film che vogliamo realizzare. Questo è ciò che rende i nostri film diversi e particolari, perché non seguono alcun modello prestabilito”.
La visione di Hotel Transylvania appartiene al regista del film, Genndy Tartakovsky, il cui gusto ha influenzato il modo in cui i personaggi si esprimono. Con il presupposto che il film dovesse essere spiritoso e non pauroso, era importante per i filmmaker che i personaggi fossero concepiti proprio per far ridere. “Volevamo un film espressivo”, dice.
“I personaggi dovevano essere molto flessibili: esprimono una vasta gamma di emozioni, e passano dai comportamenti esagerati, tipici dei fumetti, a momenti delicati e ‘umani’.”

“Quando si lavora con i mostri, la fantasia si scatena”, spiega Carlos Grangel, uno dei disegnatori dei personaggi del film. “Si vorrebbe poter superare ogni limite, concepire disegni gotici e assurdi, è una fantastica opportunità per prendere queste forme e trovare il modo migliore per adattarle ai personaggi”.
Ad esempio la performance vocale di Sandler nei panni di Dracula è stata direttamente influenzata dal disegno del personaggio. “Nel modo in cui Adam interpreta il suo personaggio, Dracula è appariscente e roboante ma sa essere anche sereno e tranquillo”, dice Murdocca. “Queste caratteristiche sono state trasmesse al disegno fisico di Dracula. È una sorta di triangolo al contrario, stretto in fondo e largo sopra, un uomo di oltre due metri, dalla presenza imponente. Ma il disegnatore dei personaggi Craig Kellman lo ha disegnato in modo da potersi rimpicciolire e diventare tenero ed emotivo, molto più piccolo di quel che si possa immaginare”.

“Dracula, qualche volta ha un aspetto assolutamente normale e poi improvvisamente, nella stessa scena i suoi occhi sono tre volte più grandi e la sua testa il doppio”, dice Tartakovsky. “Il mio scopo non è che il pubblico necessariamente si renda conto di questi cambiamenti, l’importante è che li percepisca”.
Per fare ciò, era necessario contravvenire ad alcune delle regole tradizionali della computer animation. “Il più delle volte, nella maggior parte dei film, gli animatori trattano il modello del personaggio sul computer come un pupazzo. Lo puoi far muovere nello spazio, ma chiunque ne abbia il controllo, ne limita i movimenti. Per me però il computer è solo uno strumento, così come lo è una matita, e dovremmo poter fargli fare tutto ciò che vogliamo”, dice Tartakovsky. “Questa è la filosofia di questo film e fortunatamente tutti ci hanno sostenuto, riuscendo ad ottenere grandi cose”.

Un esempio di questo approccio lo troviamo nel disegno del mantello di Dracula, che rivela così tanto del personaggio. “Dracula è completamente avvolto nel mantello e la sua silhouette è molto slanciata”, dice Murdocca. “È stata una grande sfida per gli animatori e un’ enorme sfida per la squadra che si occupava degli abiti, riuscire a realizzare la visione di Genndy, ma il risultato è davvero bello”.
Kellman ha inoltre disegnato Jonathan (e il suo alter ego, Johnnystein), il visitatore umano che vivrà un’esperienza incredibile e totalmente imprevista, giungendo per caso nell’ hotel dei mostri. “Jonathan è l’esatto contrario di Dracula. È ingenuo e fuori controllo, senza limiti. Gli animatori si sono ispirati alla personalità di Andy Samberg, la cui voce e la cui performance hanno contribuito a definire il disegno del personaggio”, dice Tartakovsky.

Carter Goodrich ha disegnato Frankenstein. “Ha creato un personaggio molto ingombrante, con scarpe enormi, delle dimensioni di un maggiolino Volkswagen. Ha portato in vita questo personaggio gigantesco eppure così delicato e vulnerabile; non avevo mai visto un Frankenstein del genere prima d’ora”, dice Murdocca.
“Doveva essere immediatamente riconoscibile come Frankenstein, ma volevamo anche che avesse un design non scontato”, afferma Goodrich. “Abbiamo trovato una prospettiva da esplorare ed ampliare: si tratta di creare non solo forme esagerate, le silhouettes, il volume, ma anche la personalità del personaggio, una brava persona che lotta contro qualcosa”. Goodrich ha curato anche il disegno di Griffin, l’uomo completamente invisibile ad eccezione dei suoi occhiali. E Goodrich non ha neanche dovuto cercare troppo lontano: la sua fonte di ispirazione era a meno di un centimetro dai suoi occhi, infatti gli occhiali di Griffin si ispirano ai suoi.

Il terzo membro della squadra dei disegnatori dei personaggi è Carlos Grangel, che, come dice Murdocca, ha un insolito gusto per i materiali artistici. “Gli abbiamo inviato via email un elenco di personaggi da disegnare per prova e lui li ha disegnati sulle scatole di cereali”, dice Murdocca. “Nel suo studio in Spagna, chiede a tutti di portargli vecchie scatole di cereali, che lui apre, per disegnare al loro interno. Realizza vari strati e poi li unisce; è un metodo davvero originale, non capisco bene di cosa si tratti ma è interessante”.
Perché le scatole di cereali? “Mi piace la patina, mi piacciono quei colori”, dice.
“Quando c’è un pezzo di carta bianco davanti a me, non so mai cosa disegnare, da dove cominciare. I colori mi aiutano. Per non parlare del fatto che, usando una scatola vuota, un oggetto che comunque sarebbe stato gettato via, posso fare una bozza e se non viene bene, non c’è problema, la butto via e ricomincio daccapo”.

Uno dei maggiori contributi di Grangel è stato il design di Murray la mummia. “Prima che Carlos entrasse nel film, avevamo immaginato Murray come la classica mummia rinsecchita, e avremmo seguito questo modello se Carlos non ci avesse inviato l’immagine di un Murray cicciottello”, racconta Murdocca. “I suoi disegni e le sue pose erano spiritosissimi, con la sua grande bocca e le fessure al posto degli occhi. È molto espressivo, e ha piedi e mani piccolissimi. Non potevamo non usare quel disegno!”.
“Abbiamo creato una mummia in sovrappeso, così diversa dalla tradizione”, dice Grangel. “Abbiamo rinnovato totalmente questo personaggio, è una mummia della nuova generazione”. Grangel ha inoltre disegnato diversi personaggi che compaiono nel background del film, fra cui le streghe cameriere, l’autista senza testa e gli scheletri mariachi. “Essendo di origine spagnola, conosco la tradizione messicana e adoro i grandi disegni e le forme grafiche del Giorno dei Morti”, dice. “Volevo rendere omaggio a quella cultura e onorarla. L’ho studiata a fondo e ho preso come riferimento moltissime immagini. È stato divertente e originale, lavorare così”.

Marcelo Vignali ha supervisionato la scenografia del film. “In un certo senso l’hotel fa un po’ da “spalla” a tutti i personaggi della commedia”, dice. Ciò detto, questa è una commedia dalle mille opportunità. “In molti vecchi film sui mostri, la luce viene usata in modo teatrale. Anche noi volevamo sfruttare l’illuminazione, ma bisognava trovare il modo per adattarla alla commedia evitando di ottenere un effetto pauroso”, dice Vignali.
Come in ogni film animato, la scenografia costituiva una grande sfida, e Vignali sostiene che la maggior parte degli spettatori non se ne rende mai conto. “Quello che la maggior parte delle persone non capisce rispetto ai film d’animazione è che bisogna disegnare tutto. In un film live-action, i filmmaker sono aiutati dalle location che esistono realmente; ma nell’animazione bisogna disegnare proprio tutto, persino il numero di particelle che fluttuano nell’aria”, spiega. “Quanta profondità di campo vogliamo, quanta luce deve riflettersi sul viso di un personaggio? Ogni piccola sfumatura va considerata”.

Vignali dice che la sua difficoltà maggiore e il risultato migliore di Hotel Transylvania è stato il disegno della hall dell’albergo. “Ho disegnato decine di set e questo è stato il più grande che abbia mai realizzato”, racconta. “È lungo 53 metri. Solo la hall è grande come un intero villaggio perché i muri sono divisi da colonne e ognuno ha una caratteristica unica, con archi, finestre, le cornici delle porte, un camino, e persino un organo gigantesco. L’ho disegnato partendo dal basso: prima il piano terra, poi i piani superiori. Il set è stato disegnato come per un film live action film, con pareti aperte (stanze a vista, come in una casa di bambola), in cui tutto è visibile. Era un set mostruoso, tanto per restare in tema! E poi abbiamo dovuto arredarlo, decidere se il camino dovesse contenere un supporto per il ceppo di legno, quanta luce dovesse emanare, dove appendere gli arazzi, e persino dove inserire le crepe dei muri. È stata un’impresa incredibile”.

Il supervisore senior all’animazione James Crossley ha supervisionato gli oltre 90 animatori alla Sony Pictures Imageworks che hanno portato in vita i personaggi del film sul grande schermo. Crossley afferma che realizzare la visione di Tartakovsky con l’animazione 3D al computer è stato veramente complicato, ma che alla fine ne è valsa la pena. “Genndy ha alle spalle una tradizione di animazione manuale. Quando ci siamo incontrati abbiamo parlato della meravigliosa energia, del design, e delle caricature che sono possibili in quel mondo, e di come riuscire ad ottenerli con la computer animation”, dice.
A tal fine gli artisti hanno dovuto lavorare in modo assai diverso da come erano abituati a fare. Tradizionalmente la computer animation tende a focalizzarsi su ciò che è fisicamente possibile nel mondo reale mentre in Hotel Transylvania non c’è niente di scontato. “Abbiamo volutamente ignorato i limiti di ciò che è fisicamente possibile, volevamo che fosse divertente e avesse una sensibilità diversa”, dice Crossley.

“Possiamo far entrare ed uscire a nostro piacimento un personaggio dall’inquadratura, farlo arrampicare chissà dove, sfidando la legge di gravità, e questo tradizionalmente non è consentito nell’animazione CG. Il film è caricaturale, eravamo interessati al disegno e all’energia e non a ciò che è fisicamente possibile. E poi, se avessimo dovuto renderlo più credibile, avremmo dovuto inserire nuovamente alcuni elementi”.
Durante questo processo, Tartakovsky ha suggerito il tipo di caricatura che voleva per il film. “Quando Genndy si è accostato allo stile d’animazione del film, ha immaginato una serie di disegni in 2D che prendono vita in 3D”, dice Michelle Murdocca. “Ad esempio, durante la revisione dell’animazione, Genndy si siede con il suo tablet e mentre guarda l’animazione in 3D, vi disegna sopra, sul tablet, creando pose che diventano le direttive per gli animatori”.

Questi ultimi sono molto influenzati dalle performance vocali degli attori. “Si inizia con i disegni e quando arriva la voce, il personaggio viene definito pienamente. Prima che Kevin venisse scritturato, non mi aspettavo di vedere il Frankenstein che lui ha creato.
Lo ha arricchito di sensibilità comica, trasformandolo, e questo ha cambiato anche il modo in cui è stato animato”, dice Crossley. “Adam Sandler, ovviamente, usa la voce in modo fantastico: a volte è rigido e statico, altre volte grida e si scaglia contro gli altri oppure diventa mite e servile quando si rivolge alla figlia. E con CeeLo Green nei panni di Murray, grazie alla sua performance, possiamo esagerare il suo personaggio, renderlo malleabile, schiacciarlo o allungarlo al massimo. Murray è stato un personaggio fantastico da animare".

Daniel Kramer di Sony Pictures Imageworks ha svolto anche un ruolo importante come supervisore effetti visivi del film. Ha supervisionato circa 300 persone, e interi dipartimenti dedicati all’animazione dei vestiti, dei capelli e degli effetti. Tuttavia, così come per gli altri elementi dell’animazione, la visione di Tartakovsky necessitava di un nuovo approccio. “Per la simulazione dei capelli e dei vestiti abbiamo dei software che consentono la gestione del movimento e lo simulano in modo realistico. Quando ad esempio una stoffa deve scendere su una spalla rotonda, allora si ottiene naturalmente una bella forma rotonda”, spiega Kramer.

“Ma Genndy è più orientato verso forme più spigolose e linee più dure. È influenzato dalla silhouette del personaggio. Perciò con i nostri simulatori la stoffa non si adattava al personaggio che voleva perché i bordi diventavano troppo soffici. E quindi dovevamo tornare su ogni ripresa manualmente, per adattarla”.
“Se c’è un personaggio che si muove velocemente davanti alla macchina da presa, passando da 0 a 100 in due secondi, è davvero difficile fare in modo che i vestiti restino attaccati al personaggio”, spiega ridendo.
Hotel Transylvania è presentato in 3D, e il supervisore stereoscopico Von Williams ha supervisionato il processo tridimensionale. “Non volevamo che questo 3D fosse un esercizio di stile, ma doveva avere lo scopo di far sentire lo spettatore proprio all’interno dell’hotel, al fianco di Drac e Mavis”, dice.

La sfida per Williams e la sua squadra era quella di fare in modo che lo stile di animazione di Hotel Transylvania funzionasse bene con il 3D. “Il film è animato in modo spiritoso, con uno stile piatto e grafico”, dice. “Questo è quello che voleva Genndy, ma era anche molto aperto alla possibilità di vedere il film in stereo. Infatti c’erano alcune scene in cui ci ha incoraggiato ad aumentare il 3D, spingendoci oltre quello che stavamo facendo. È stato bello lavorare con Genndy su questo aspetto, ha davvero apprezzato questa fase della lavorazione”.
La sequenza in 3D preferita di Williams è quella “del tavolo”, in cui Drac e Jonathan attraversano l’hotel a bordo di tavoli fluttuanti. “Ad un certo punto, mentre volteggiano nella sala, sembrava di assistere ad una gara di surf o di skateboard”, dice. “Il movimento veloce mette in mostra l’animazione, la bellezza e la mappa dell’hotel, e la tecnica del 3D; penso che piacerà davvero a tutti”.

La produzione digitale è stata supervisionata dalla co-produttrice Lydia Bottegoni, e l’animazione ha avuto luogo fra la struttura centrale della Sony Pictures Imageworks di Culver City, in California, e la struttura satellite presso lo studio della Imageworks di Vancouver. “Abbiamo beneficiato sia del talento degli animatori di Culver City che di quelli di Vancouver”, spiega. “Nel film hanno lavorato oltre 300 artisti, con 100 animatori dedicati durante i picchi di produzione. La più grande difficoltà di lavorare in una squadra così grande è trovare la coesione a livello creativo, essere sicuri che tutti capiscano la visione di Genndy e fare in modo che la personalità dei personaggi rimanga coerente. Genndy vanta un background nel campo dell’animazione, perciò sa come lavorare con gli animatori, e interagire con loro direttamente. È stato un rapporto professionale molto intimo e collaborativo, nonostante la squadra fosse composta da tante persone”.


CURIOSITÀ
• L’indirizzo dell’hotel è 666 Transylvania Lane, Umbre, Romania. (così si legge sul retro degli itinerari che Dracula consegna agli ospiti)
• L’Hotel Transylvania ha 1250 stanze, 950 delle quali sono le stanze degli ospiti.
• L’alluce sinistro su Frank è attaccato male appositamente.
• Il microfono della festa di Mavis è lo stesso che si vede in The ChubbChubbs, il cortometraggio premio Oscar che ha lanciato la Sony Pictures Animation dieci anni fa.
• All’inizio del film, la signora del logo Columbia si trasforma in un pipistrello. Quel pipistrello è Mavis.
• Wayne e Wanda hanno talmente tanti cuccioli da perderne il conto. Winnie è l’unica femmina!
• Per la capigliatura di Eunice è stata presa come riferimento una pezzetta abrasiva.
• Andy Samberg ha scritto e cantato la canzone "Sweet 118". L’ha registrata nel suo ufficio di “Saturday Night Live” mentre la produttrice Michelle Murdocca lo ascoltava al telefono.
• La faccia sull’orologio di Wayne rappresenta le fasi della luna.
• L’altra metà del ciuccio di Winnie è un osso!
• I parenti del regista Genndy Tartakovsky sono emigrati in Messico negli anni ’40 e suo zio ora lavora nel settore delle costruzioni. Molti dei recenti edifici più alti del Paese vantano il nome di Tartakovsky.


INFORMAZIONI TECNICHE
• "Una delle cose che rende Hotel Transylvania unico è la combinazione di ambienti e personaggi graficamente stilizzati e un background ricco e dettagliato. Il disegno dei personaggi ha uno stile semplice, tipico dei cartoni, che arricchisce il film di umorismo. I set di contro sono molto dettagliati e ricchi di texture che aggiungono spessore alle immagini. Aggiungete a questo un sistema ultra realistico di luci e ombreggiatura e otterrete un risultato davvero unico: una performance umoristica con un’atmosfera che ricorda i disegni fatti a mano, che contrasta con una bellissima tavolozza di materiali di una volta, e qualche allusione ai film classici sui mostri, come spruzzate di luce ed ombra, la luce che illumina dal basso creando effetti drammatici e la fitta nebbia" – Daniel Lobl, supervisore CG
• La tecnica usata per creare i pullover dei folletti George e Gina con l’utilizzo di capelli ricci e corti, era ispirata alla stessa tecnica usata per creare il maglione di Arthur in Arthur Christmas (“Il figlio di Babbo Natale”) .
• Gli occhi della Mummia sono composti da 13 sfere sovrapposte, di dimensioni diverse.
• Le texture dell’ambiente sono rivestite da un motivo sottile chiamato “Neil Ross”. Neil C. Ross è un artista dello sviluppo visivo il cui contributo al design del mondo di Hotel Transylvania è stato cruciale. Questo motivo composto da rettangoli e quadrati sovrapposti, di diversi dimensioni e sfumature, crea un’atmosfera astratta, simile a un quadro.
• Nella sequenza del party ci sono 1,3 milioni di lucciole.
• Tutti i cuccioli di lupo mannaro sono stati realizzati basandosi solo su quattro disegni originali
• Le ciglia delle streghe e di Hydra sono quelle di Eunice.
• Nel film sono presenti 191 diversi materiali per dare vita all’ambiente (ad esempio ciottoli, cuscini di raso, ecc).
• Per i personaggi e gli oggetti sono stati usati 250 materiali (pelle, capelli, informe massa verde, ecc).
• Alcune sequenze presentano fino a 25,000,000 fili d’erba.
• La squadra dell’animazione di Hotel Transylvania ha mangiato una media di 18 Twinkies (morbide merendine ripiene di crema alla vaniglia) a settimana, per un totale di 648 snack nel corso di tutta la produzione!
• I filmmaker hanno voluto creare un 3D sia naturale che dinamico. Hanno utilizzato il metodo “Goldilocks”: mai troppo profondo, mai troppo superficiale, giusto, insomma. Hanno cercato di ottenere questo risultato minimizzando le cosiddette “gag visive” (i momenti umoristici che vengono trasmessi visivamente, senza parlare), allo scopo di far sentire il pubblico parte integrante dell’ hotel, di dargli la sensazione che sta volando insieme a Dracula e Jonathan nella sala.

CELEBRITÀ NEI RUOLI CAMMEO
• Robert Smigel appare in numerosi cammeo nei panni del finto Dracula, Marty,
e di diversi altri personaggi.
• Chris Parnell interpreta la mosca.
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