L'incredibile storia di Winter il delfino di Charles Martin Smith

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locandina L'incredibile storia di Winter il delfino
 
Regista: Charles Martin Smith
Titolo originale: Dolphin Tale
Durata: 113'
Genere: Drammatico
Nazione: U.S.A.
Rapporto:

Anno: 2011
Uscita prevista: 13 gennaio 2012 (cinema)

Attori: Harry Connick Jr., Ashley Judd, Nathan Gamble, Kris Kristofferson
Sceneggiatura: Karen Janszen, Noam Dromi

Trama, Giudizi ed Opinioni per L'incredibile storia di Winter il delfino (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
 
Fotografia: Karl Walter Lindenlaub
Montaggio: Harvey Rosenstock
Musiche: Mark Isham
Effetti speciali: Robert Munroe
Scenografia: Michael Corenblith
Costumi: Hope Hanafin

Produttore: Richard Ingber,Broderick Johnson,Andrew A. Kosove
Produttore esecutivo: Robert Engelman, Steven P. Wegner
Produzione: Alcon Entertainment, Paradise F.X. Corp.
Distribuzione: Warner Bros. Pictures Italia

La recensione di Dr. Film. di L'incredibile storia di Winter il delfino
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Colonna sonora / Soundtrack di L'incredibile storia di Winter il delfino
Potrebbe essere disponibile sotto, nei dati aggiuntivi (clic qui).

Voci / Doppiatori italiani:
Federico Bebi: Sawyer Nelson
Agnese Marteddu: Hazel Haskett
Giorgio Borghetti: Dott. Clay Haskett
Claudia Catani: Lorraine Nelson
Rodolfo Bianchi: Reed Haskett
Luciano De Ambrosis: Dott. Cameron Mccarthy
Marco Vivio: Kyle Connelan
Guendalina Ward: Phoebe

Personaggi:
Nathan Gamble: Sawyer Nelson
Cozi Zuehlsdorff: Hazel Haskett
Harry Connick Jr.: Dott. Clay Haskett
Ashley Judd: Lorraine Nelson
Kris Kristofferson: Reed Haskett
Morgan Freeman: Dott. Cameron Mccarthy
Ray Mckinnon: Sig. Doyle
Austin Stowell: Kyle Connelan
Jim Fitzpatrick: Max Connelan
Kim Ostrenko: Alyce Connelan
Austin Highsmith: Phoebe
Ashley White: Sandra Sinclair
Kurt Yaeger: Tim
Marc Macaulay: John Fitch
Rus Blackwell: Coach Vansky
Michael Roark: Donovan Peck
Juliana Harkavy: Rebecca

Informazioni e curiosità su L'incredibile storia di Winter il delfino


Note dalla produzione:
LA PRODUZIONE
“Siamo qui per l’animale, e amico, più straordinario, che io abbia mai conosciuto”

I delfini e gli umani hanno sempre condiviso un legame simbiotico, malgrado la naturale separazione tra terra e acqua. Il loro comportamento tranquillo, l’espressione sorridente e l’innegabile intelligenza ci affascinano e i delfini, dal canto loro, sembrano attratti da coloro che si avventurano negli oceani che sono la loro dimora… talvolta rischiando grosso. Ci sono tanti racconti di delfini che hanno salvato la vita di persone in pericolo e in questo film alcuni esseri umani si uniscono per ricambiare il favore.
Il regista Charles Martin Smith dice: “Uno dei temi più importanti del film è che tutti noi - gli umani, gli animali, la natura - viviamo insieme; siamo parte di una comunità globale che va oltre il genere umano e penso che il film parli di questo in modo profondo e divertente, con cuore e umorismo”.

Il protagonista del film, Harry Connick, Jr., che, per questo ruolo, ha lavorato a stretto contatto con i delfini, sostiene che “Quando guardi un delfino sai che c’è una connessione. Vedi l’intelligenza nei loro occhi, è come se loro ci guardassero dentro. Ho avuto questa sensazione per tutto il tempo in cui ho lavorato in questo film”.
“L’incredibile storia di Winter il delfino” nasce da una storia che sembrerebbe quasi impossibile se non fosse vera. Nel dicembre del 2005, in Florida, un pescatore trovò un piccolo delfino femmina impigliato nelle funi di una trappola per granchi che gli avevano bloccato la circolazione sanguigna nella coda. Ferita gravemente, venne subito trasportata al Clearwater Marine Aquarium (CMA), dove alla fine perse la coda, aumentando le probabilità che non sopravvivesse.

In ogni caso tutto il personale si impegnò 24 ore su 24, sette giorni su sette, ad aiutare Winter - così venne chiamato il delfino - fino alla completa ripresa, dovuta in gran parte a un’ingegnosa coda prostetica, prodotta con un materiale morbidissimo, flessibile e duraturo, chiamato “Winter’s Gel”, che ha salvato non solo il delfino, ma ha cambiato la vita delle persone con disabilità in tutto il mondo.
Ben presto i media vennero a conoscenza di quello che era successo in Florida e la storia attirò l’attenzione del produttore Richard Ingber. “Una mattina stavo guardando la televisione quando sentii parlare di Winter”, ricorda il produttore. “Rimasi affascinato dalla storia e realizzai subito che aveva il potenziale per un grande film per tutta la famiglia, che avrebbe attirato pubblico di ogni età”.

Ingber, che è presidente del marketing di Alcon Entertainment e debutta nella produzione con “L’incredibile storia di Winter il delfino”, continua: “Ho iniziato a raccogliere tutto il materiale disponibile su Winter e la cosa che ho trovato più straordinaria è che molte volte ha rischiato di non farcela, eppure è riuscita sempre a superare ogni difficoltà”.
“L’incredibile storia di Winter il delfino” parla di come superare le difficoltà, di perseveranza e di coraggio - qualità cui gli esseri umani si relazionano a livello molto profondo, ma la cosa speciale è che sono viste attraverso l’esperienza di un delfino”, dice il produttore Andrew A. Kosove.

“Andrew e io abbiamo sempre gravitato intorno a questo tipo di film che stimolano il desiderio di andare avanti, di farcela”, aggiunge il produttore Broderick Johnson. “Da ‘Il mio cane Skip’ a ‘The Blind Side’ e ora ‘L’incredibile storia di Winter il delfino’… sono tutte storie che infondono speranza. Quando scopri quello che è successo a Winter - e soprattutto quando la incontri - vivi un’esperienza sul valore della vita, non importa l’età, il passato o le circostanze. E nel film noi volevamo cogliere proprio questo sentimento”.
Trasformare la storia di Winter in un film ha richiesto un mix di realtà e fiction. “Mentre compivamo ricerche sulla storia, Richard Ingber e io ci siamo resi conto di come molti elementi potevano essere portati sullo schermo, ma anche che avevamo bisogno di ancorarli a un contesto emotivo, al rapporto del delfino con le persone”, chiarisce lo sceneggiatore Noam Dromi. “La cosa migliore era inserire la figura del ragazzo, vedere Winter attraverso i suoi occhi dà un senso di meraviglia”.

I realizzatori hanno voluto anche la sceneggiatrice Karen Janszen, non nuova a film che hanno al centro un animale, avendo già lavorato alla sceneggiatura di “Duma” e di “Free Willy 2”, che rivela di aver sperimentato personalmente la prospettiva di un bambino rispetto alla storia di Winter. “Ho pensato a mia figlia, che ama i delfini come altre bambine amano i cagnolini o i cavalli. E io stessa sono sempre stata affascinata dalla loro evidente intelligenza e dalla loro empatia: c’è qualcosa di magico e misterioso nei delfini e nel loro mondo subacqueo. Quando li osservi e li ascolti ti chiedi cosa direbbero se potessero comunicare con noi”.
Per dirigere “L’incredibile storia di Winter il delfino” i produttori hanno voluto Charles Martin Smith, la cui passione per la natura risale a quando ha interpretato “Mai gridare al lupo” e che ha dimostrato di saper lavorare con bambini e animali dirigendo il film per famiglie di grande successo “Air Bud”.

“Fin dal primo incontro abbiamo capito che Charles era il regista perfetto per il nostro film”, afferma Ingber. “Condivideva la nostra visione, che la storia di Winter dovesse essere coinvolgente e commovente, ma anche tanto divertente”.
“Appena ho sentito parlare di Winter, ho pensato che dovevo dirigerlo io”, dice Smith. “Era una bella storia, proprio il tipo di film che mi interessa girare. E poi mi è piaciuta l’idea di avere il punto di vista di un bambino, perché bambini e animali hanno la stessa innocenza e purezza e io volevo esaltare questo legame”.

Inoltre, come sottolinea Dromi, “Era importante anche inserire personaggi adulti, alcuni dei quali concentrano in sé le caratteristiche delle persone reali che si sono unite per salvare Winter. La loro competenza, la loro saggezza e il loro amore per la vita pervadono tutta la storia”.
Janszen sottolinea, “Volevamo mostrare il rapporto che Winter riesce a stabilire con le persone, che la considerano un essere intelligente, sensibile, che merita tutto il tempo e le energie impiegate per salvarla. Spinge gli umani che la circondano a impegnarsi di più e meglio… per lei e per loro stessi”.

Oltre a Connick, nel cast del film ci sono Ashley Judd, Kris Kristofferson e Morgan Freeman, oltre ai giovanissimi Nathan Gamble e Cozi Zuehlsdorff. Nel ruolo del protagonista c’è Winter stessa.
“Mentre stavamo lavorando alla preproduzione, si è posta la questione di chi dovesse interpretare Winter” ricorda Smith. “Visto il movimento particolare che ha sviluppato per nuotare, e che è fondamentale per la storia, la soluzione migliore era usare la vera Winter. Questa scelta ha comportato che le riprese si effettuassero a casa sua, al Clearwater Marine Aquarium, che nel film si chiama Clearwater Marine Hospital. Il risultato ha superato ogni nostra aspettativa”.

Prima che Winter potesse esordire nel cinema, la produzione ha dovuto assicurarsi la cooperazione della sua vera “famiglia” del CMA, che ha accettato, ma ponendo regole molto chiare. “Ho avuto parecchi incontri con Charles e i produttori perché io dovevo proteggere Winter”, conferma il CEO dell’Aquarium, David Yates, “volevamo che per lei fosse un’esperienza positiva. I realizzatori dovevano capire chi siamo e cosa facciamo e noi dovevamo essere sicuri che mai e poi mai i nostri animali potessero correre qualche rischio. Ma fin dal primo giorno ci hanno rassicurato dicendo ‘Queste sono le vostre regole e saranno rispettate integralmente’. E’ stata una collaborazione fantastica”.

Proteggere Winter, e tutti gli altri animali che considerano il CMA casa loro, è stato un imperativo per i realizzatori. “In alcune scene abbiamo inserito elementi in CGI e animatronica, perché la sicurezza di Winter veniva prima di tutto”, conferma Johnson. “Ma ogni volta che è stato possibile vediamo la vera Winter”.
I realizzatori hanno preso anche un’altra decisione importante per cogliere meglio l’habitat di Winter. “Ci sono due ambienti nel film: uno sulla terra e uno sott’acqua”, dice Smith. “Ho cercato un modo per far entrare la gente in questo secondo mondo, quindi abbiamo deciso di girare il film in 3D. Nella sequenza iniziale, quando incontriamo Winter che nuota nell’oceano con il suo branco, abbiamo la sensazione di scivolare nell’acqua con i delfini e questo è merito del 3D. E ho cercato di ricreare quella sensazione più avanti nel film, quando Sawyer nuota con Winter”.

“Credo che uno degli aspetti migliori del film sia che gli spettatori si innamoreranno di Winter, come tutti noi”, aggiunge Kosove. “Siamo tutti sua madre”
E infatti tutto il cast del film si è innamorato di Winter, senza eccezioni. “Trovarsi così vicini a un animale maestoso come lei è una sensazione straordinaria”, dice Connick. “Ma c’è qualcos’altro che la rende così speciale - forse quello che ha passato o il fatto che sia sopravvissuta mentre altri non ce l’avrebbero fatta, comunque è un vero privilegio anche solo poterle stare vicino”. “Veramente non sapevo nulla di Winter prima che mi chiedessero di lavorare per il film, quindi è stato un processo di scoperta molto emozionante”, dice Ashley Judd.

“Appena ho finito di leggere la sceneggiatura, sono andata a informarmi su seewinter.com e da quel momento non ho desiderato altro che conoscerla e devo dire che è stato ancora più magico e commovente di quanto pensassi”.
“Non vedevo l’ora di lavorare con Winter”, dice Morgan Freeman. “So che è lei la vera star del film, quindi ho cercato di farmela amica”, dice ridendo. Forse Freeman scherzava, ma per un altro membro del cast le sue parole erano molto vicine alla verità. Il cuore del film è il legame tra Winter e Sawyer, il ragazzo che le salva la vita, quindi, per ottenere il ruolo di Sawyer, il giovane attore Nathan Gamble doveva conquistare Winter.

Gamble dice: “E’ stato divertente, perché ho fatto quattro o cinque audizioni con Charles e i produttori, ma loro dovevano ancora essere sicuri che Winter si trovasse bene con me. Sono volato in Florida ed è stata una delle esperienze più belle della mia vita; ci siamo capiti subito. Quando mi hanno detto che avrei avuto la parte, ero emozionatissimo perché sapevo che avrei trascorso i mesi seguenti con Winter e gli altri animali, una cosa magnifica”.
Gamble aveva solo 12 anni quando è stato scelto per interpretare Sawyer, ma, dice Smith, “Ho visto raramente un attore fare quello che sa fare Nathan. Tutto il film ruota intorno al rapporto di Sawyer con Winter, quindi aveva una grossa responsabilità per una persona così giovane. Ma è un ottimo performer con una fiducia e una abilità che alcuni attori lavorano una vita per raggiungere”.

All’inizio del film, Sawyer non ha alcuna fiducia in sé stesso. “E’ molto timido, non ha amici e non riesce in niente”, dice Gamble. “Suo padre l’ha lasciato quando era piccolo e ora anche suo cugino Kyle, che per lui è come un fratello maggiore, sta per lasciarlo, quindi Sawyer si sente perduto. Ma poi incontra Winter, e questo lo trasforma completamente”.
Sawyer incontra Winter per la prima volta quando il delfino, impigliato nelle funi di una trappola per granchi e incapace di nuotare, arriva sulla spiaggia, moribondo.
Facendosi coraggio, Sawyer si avvicina all’animale e taglia le funi che lo legano e proprio in quel momento nasce un legame particolare.

Qualche istante dopo arriva la squadra di soccorso del vicino Clearwater Marine Hospital, guidata dal dr. Clay Haskett, interpretato da Harry Connick, Jr. “E’ lui che si occupa del benessere di Winter e ama molto il suo lavoro”, osserva l’attore. “Cerca di salvare il delfino, ma cerca anche di salvare l’acquario, che non ha più soldi. Inoltre è un padre single che cerca di crescere la figlioletta, quindi i problemi sono tanti. Mi è piaciuto il personaggio, mi piace che lotti per quello che ritiene giusto, anche se deve fare scelte dolorose. Parlando con la gente al CMA, ho imparato che bisogna essere molto appassionati per lavorare con gli animali, perché anche se si ricevono tante soddisfazioni, non ci sono sufficienti riconoscimenti economici e l’impegno è continuo, 24 ore su 24, sette giorni su sette. Ho voluto render loro giustizia”.

Connick dice che desiderava anche collaborare con Charles Martin Smith. “Adoro il suo lavoro e lui è un grand’uomo. Tra gli animali, i bambini, l’animatronica, c’erano una quantità di variabili in questo film, ma lui era una roccia. Non gli sfuggiva il minimo dettaglio e tutto funzionava perfettamente”.
Cozi Zuehlsdorff esordisce nel cinema nel ruolo della figlia del dr. Haskett, Hazel, che si autodefinisce una “chiacchierona”. “Qualche volta non sa quando smettere di parlare” ammette Zuehlsdorff sorridendo, “ma è sempre disponibile e gentile e ha una forza incredibile per essere una ragazzina. Ama gli animali e si prende molte responsabilità all’Aquarium, anche se a volte si dimentica di chiudere la porta. Penso che sia in gamba”.

“Ho incontrato più di cento ragazzine per il ruolo di Hazel, ma appena Cozi è entrata ho sentito che era speciale”, dice Smith. “Ha un grande talento e durante le riprese, anche se non aveva mai girato un film in vita sua, era attentissima, una vera professionista. Mi ha colpito molto”.
Andrew Kosove è d’accordo. “Nathan e Cozi ci hanno lasciati senza parole. A livello di attori bambini sono i migliori che conosca, illuminano la scena quando entrano”.
Hazel vive con il padre e il nonno, Reed, su una casa galleggiante vicino al Clearwater Marine Hospital quindi “conosce meglio gli animali che i ragazzi come lei”,
osserva Smith. “Poi incontra Sawyer e trova così una sorta di anima gemella. Lui è molto introverso, ma ci pensa Hazel, con la sua schiettezza e la sua irruenza a farlo cambiare”.

Reed Haskett è interpretato da Kris Kristofferson, che ha già recitato con Charles Martin Smith quasi 40 anni fa, precisamente nel 1973, in “Pat Garrett e Billy the Kid”. “E’ stata una gioia tornare a lavorare con Kris”, dice il regista. “Colpisce per la sua presenza e la forza che emana ed era esattamente ciò di cui avevo bisogno per il ruolo di Reed, che nel film è il saggio”.
Kristofferson dice di essere stato attratto dall’importanza che la storia attribuisce alla famiglia e al rispetto della natura. “Reed è legatissimo alla sua famiglia ed è qualcosa in cui io mi identifico, i miei figli sono la parte più bella della mia vita. E sono convinto che i delfini sano animali eccezionali. Anni fa ho avuto l’opportunità di nuotare con un delfino ed è stata un’esperienza che non ho mai dimenticato. Mi ha conquistato subito”.

Come Hazel, anche Sawyer cresce con un genitore single. Ashley Judd interpreta il ruolo della madre di Sawyer, Lorraine, che è piuttosto preoccupata per il figlio, fino a che non incontra la cosa - o meglio l’essere - che ha cambiato il corso della sua vita. “Lorraine scopre che il figlio passa ogni momento libero in un acquario e che è in una dimensione completamente nuova di cui lei non sa niente”, spiega Judd. “Ma la sua comprensibile preoccupazione svanisce quando vede con i propri occhi, e sente con il cuore, i profondi cambiamenti che l’amicizia con Winter ha provocato in lui”.
“Ashley esprime tutto il calore e la preoccupazione di una madre che affronta da sola Ia crescita di un figlio”, dice Smith. “Poi quando vede il legame tra il figlio e il delfino, l’espressione del suo viso ci dice tutto, Ashley è veramente una magnifica attrice”.

Ashley Judd ricambia le lodi del regista e dice: “Charles Martin Smith è un regista che ammiro moltissimo. ‘The Snow Walker’ è uno dei miei film preferiti, quindi la possibilità di lavorare con lui mi ha subito allettato. E questo film mi è sembrato fin da subito qualcosa che avrei amato fare, di cui sarei sempre stata felice. Ho apprezzato il tema che la famiglia che si trova, che si sceglie, è una parte importante del nostro senso di comunità. Condivido anche i principi sostenuti da Clearwater, che un animale deve essere salvato, riabilitato e opportunamente reinserito nel suo ambiente naturale, perché rispecchiano i miei valori personali”.

Il legame nato con Winter aiuta Sawyer a colmare il vuoto affettivo lasciato dalla partenza del cugino Kyle, il suo eroe, che si è arruolato nell’Esercito ed è partito in missione oltremare. Kyle, un campione di nuoto, sognava di poter partecipare un giorno alle Olimpiadi, ma il suo sogno si è spezzato quando un’esplosione gli ha risparmiato la vita, ma ha distrutto le sue speranze di tornare alle gare.
Scelto per il ruolo di Kyle, Austin Stowell definisce il suo personaggio “un ragazzo espansivo, gentile, un modello per Sawyer. Ma quando vive la tremenda esperienza di essere ferito e perdere l’uso delle gambe il suo carattere cambia. Si domanda cosa succederà e si isola da tutti, anche dalla sua famiglia, ma Sawyer non molla, vuole riaccendere la scintilla in lui”.

“Si sono invertiti i ruoli - prima era Kyle che motivava Sawyer, ora è Sawyer che cerca di motivare Kyle, soprattutto facendogli conoscere Winter”, afferma Gamble. “Austin ha fatto un ottimo lavoro come Kyle, che incarna i tanti veterani che hanno subito menomazioni fisiche e hanno ritrovato fiducia in sé grazie allo spirito indomabile di Winter”, commenta Kosove.
Durante una visita a Kyle al VA Hospital, Sawyer incontra il dr. Cameron McCarthy, un brillante ed eccentrico progettista prostetico e gli pone una domanda della cui “stranezza” è consapevole. Il dr. McCarthy potrebbe aiutare Winter? Con un colpo da maestro del casting, il ruolo è interpretato dal premio Oscar® Morgan Freeman. “Morgan è uno dei grandi del cinema e ed è stato straordinario poterlo avere nel nostro film”, dice Broderick Johnson.

Freeman dice di essere stato attirato al progetto dalla sceneggiatura, ma anche dalla possibilità di tornare a lavorare per la terza volta con Ashley Judd. “Ho amato Ashley fin dal primo film che abbiamo girato insieme, è una persona preziosa nella mia vita. E poi la storia era bella e il ruolo interessante”.
“Ho visto il dr. McCarthy come un uomo che passa tutto il suo tempo a pensare come poter aiutare la gente - il tipo che salta giù dal letto nel bel mezzo della notte, afferra una matita e un foglio di carta e comincia a mettere giù nuove idee. Probabilmente non ha una vita privata e per questo appare un po’ trasandato”, continua l’attore.

“E’ stato magnifico vedere Morgan con i capelli arruffati e la barba lunga”, dice sorridendo Judd. “Una delle cose che amo di lui è che quando arriva sul set si trasforma completamente, non è più il Morgan che conosco, ma il personaggio che sta interpretando”.
“Morgan è formidabile”, dichiara Smith. “Ha conferito calore e humor al suo personaggio, ma, nello stesso tempo ha reso il dr. McCarthy saggio e autorevole, perfettamente credibile nel ruolo di colui che salva Winter”.
Nella squadra che aiuta Winter c’è anche Phoebe, interpretata da Austin Highsmith, che viene sempre ripresa in acqua. “Ero in una squadra di nuoto e sono stata anche guardaspiaggia, ho pulito piscine e ho insegnato nuoto, e il fatto di aver passato tutta la vita dentro e fuori dall’acqua mi ha aiutato molto”, dice l’attrice.

Comunque Highsmith ha dovuto imparare tutti i segreti di un’esperta di delfini. “Ho avuto iI privilegio di lavorare con il personale del CMA, in particolare con l’addestratrice di Winter, Abby Stone, che è una specie di vice mamma per il delfino. Lei è straordinariamente precisa con le parole e i gesti, quindi io l’ho osservata attentamente e ho cercato di imitarla il meglio possibile”, dice l’attrice. “Quando Winter mi ha risposto… non riesco neppure a esprimere con le parole quanto è stato bello. E’ stata l’esperienza più gratificante della mia vita, è stato il realizzarsi di un sogno”.
Stone e gli altri membri del team del CMA hanno anche insegnato a molti altri attori e al regista come lavorare con Winter. “Charles, Harry, Nathan, Cozi, Austin… hanno fatto tutti un lavoro fantastico, studiando e ascoltando il nostro staff per imparare a interagire con Winter”, dice David Yates. “Deve essere lei a voler vivere, non possiamo farlo noi”

Nelle settimane che hanno preceduto le riprese, lo staff del CMA ha iniziato a preparare Winter ai primi piani. Infatti, anche se nel corso degli anni sono state tante le telecamere puntate su di lei, la produzione di un film è un’altra cosa, quindi hanno fatto il possibile per farla familiarizzare con macchine da presa, luci e microfoni.
“Avevamo chiaro che Winter non è un animale nato in cattività e addestrato a recitare. Ha già vissuto tante difficoltà e dovevamo comportarci con il massimo rispetto”, dice Richard Ingber.
“Fin dal primo momento ci siamo riuniti con il team della produzione e abbiamo detto “Questi sono i parametri di quello che Winter può e non può fare” e loro sono stati assolutamente d’accordo. Se Winter non voleva fare qualcosa, non si faceva”, ricorda Yates.

“Ci muovevamo secondo i suoi tempi e il livello del suo benessere. Winter veniva prima di tutto, il problema non si poneva neppure”, conferma Smith. Nello stesso tempo, dice Yates, “I delfini—essendo molto intelligenti—hanno bisogno di essere stimolati mentalmente, come le persone. Quindi imparare cose nuove per lei è stato importante”.
“Volevamo che fosse divertente, quindi l’abbiamo trasformato in un gioco”, spiega Abby Stone. “Molti dei comportamenti cui abbiamo lavorato erano basati su cose che già conosceva, li abbiamo ampliati o modificati leggermente, rispettando sempre i suoi limiti”.

Anche Winter, come ogni star, ha avuto la sua “controfigura”. Per tutte quelle scene che sarebbero andate oltre i suoi limiti o che in qualche modo avrebbero potuto mettere a rischio la sua sicurezza, i realizzatori hanno usato un delfino animatronico progettato, modellato e guidato da KnB EFX Group, Inc.
La creazione del modello animatronico ha presentato delle difficoltà sia a livello di forma che di funzione. La pelle di Winter appare di un’unica gradazione di grigio, ma ci sono piccole variazioni nel corso della giornata, quindi è stato complicato unire le scene.

Il movimento è generato da un sistema di controllo elettronico che doveva restare immerso per ore in acqua salata, che è corrosiva, quindi il team dell’animatronica ha usato attrezzature realizzate per la U.S. Navy, e tutte le parti elettroniche sono state protette da custodie a tenuta stagna. Usando comandi a distanza, il team ha potuto controllare gli occhi, la lingua, lo sfiatatoio e le pinne della “controfigura”.
Il risultato è davvero impressionante, anche per l’uomo che è nella posizione migliore per poter giudicare. “Quando ho visto il delfino animatronico, non riuscivo a credere ai miei occhi”, sostiene David Yates. “Ho avuto un attimo di panico, perché ho pensato che Winter fosse fuori dall’acqua. Il modo in cui appare, come lo fanno muovere, c’è da restare a bocca aperta”.

Comunque Winter adora essere al centro dell’attenzione. “Le piace gigioneggiare”, afferma Smith. “Quando le telecamere non erano puntate su di lei arrivava all’orlo dell’acquario e squittiva e cinguettava come a dire, ‘Ed allora? Sono io la star!’ Allora le dicevo che doveva essere gentile con il regista se voleva più primi piani”.
Winter si è anche rivelata una comica nata. “Non solo è divertente, ma sa quando esserlo”, continua Smith. “Le piace far ridere la gente e quando ci riesce è felice. Se mi chiedete chi è stato il vero buffone direi Harry Connick, Jr., sempre pronto a fare scherzi, ma spalla a spalla con Winter.”

“Harry è tremendo”, dice ridendo Zuehlsdorff. “Cercava sempre di farci ridere quando dovevamo restare seri”.
“E’ bello poter scherzare mentre stai girando un film e questo era facile sul nostro set perché tutti avevano un grande senso dello humor”, ammette Connick. Perfino Winter, come può confermare Gamble. “Stavamo girando la scena in cui io le passo il biberon e lei mi sputa in faccia. Ragazzi quanto le è piaciuta quella scena!

Quando poi dovevamo girare il momento in cui lei accetta il cibo, non ha volute farla, voleva sputarmi, ancora e ancora. Le dicevo ‘Dai, smettila’”, ricorda. “Ma è stato grande, perché in quel momento ho capito che Winter ed io eravamo arrivati al punto in cui ci potevamo divertire insieme”.
Winter non è stato l’unico animale a dare un contributo comico a “L’incredibile storia di Winter il delfino”. Nel film appare anche un pellicano scroccone chiamato Rufus, che ha stabilito la sua residenza al Clearwater Marine Hospital. Rufus era interpretato da due pellicani, Ricky e Lucy, ma per garantire la loro sicurezza, in alcune scene è stato usato un fantoccio.

Rufus è sempre in agguato per rubare qualcosa di buono e la scena preferita di Ashley Judd è quella in cui Rufus insegue Lorraine, cercando di portarle via la borsetta.
Per girare la sequenza, gli addestratori hanno insegnato al pellicano che c’era qualcosa nella borsa, quindi quando la macchina da presa è entrata in funzione, l’uccello, deciso a ottenere il bottino, mette in fuga Lorraine.
“Adoro gli animali e in particolare gli uccelli, quindi è stato emozionante lavorare con un pellicano”, dice Judd. “Recitare con lui è stato divertente, uno dei momenti migliori che ho passato a Clearwater”.

“Non era realistico salvare Winter. Ma ci siete riusciti”.

Il Clearwater Marine Aquarium aveva l’elemento più importante del film: Winter.
Ma la produzione ha dovuto effettuare numerosi interventi sulla struttura. “Non era un posto molto fotogenico”, riconosce Smith. “Il nostro scenografo, Michael Corenblith, ha fatto un lavoro formidabile per trasformarlo in un ambiente in cui fare delle riprese e tutti all’Aquarium hanno dato il loro completo sostegno”.

Una delle modifiche più importanti è stata la costruzione di due acquari circolari all’aperto: uno di 12 metri di diametro, profondo tre metri e un altro più piccolo, otto metri di diametro, dove all’inizio viene messo Winter per essere curato. Questi due nuovi acquari non sono stati smontati come gli altri set cinematografici, ma sono stati aggiunti alle strutture del CMA.
“Con alcune eccezioni, le scenografie sopravvivono solo per i momenti in cui è in azione la macchina da presa, ma questa volta ho avuto il piacere di creare qualcosa che sarà a vantaggio non solo di Winter, ma anche di altri animali nei prossimi anni”, sottolinea Corenblith.

In effetti le strutture aggiunte al CMA hanno dimostrato la loro importanza già prima che la produzione lasciasse la città. La sera in cui si è festeggiata la fine delle riprese di “L’incredibile storia di Winter il delfino”, non lontano da Clearwater è stato trovato un piccolo di delfino orfano, esattamente cinque anni e un giorno dopo il ritrovamento di Winter. Grazie alla nuova vasca costruita per il film, il CMA ha avuto la possibilità di dare al delfino—chiamato Hope—una nuova casa e un nuovo amico… Winter.
“Le nuove vasche ci hanno permesso di ampliare la nostra attività, è fondamentale poter riabilitare più animali e coinvolgere sempre più persone su questo argomento”, dice Yates

Nel film ci sono scene importanti che si svolgono sott’acqua ed è stato usato un dispositivo speciale per proteggere la macchina 3D dall’acqua. L’operatore era Peter Zuccarini, che ha girato scene subacquee in tutto il mondo, per film e documentari.
Il fatto che le vasche fossero all’esterno, ha reso necessarie delle modifiche al set, sia per proteggere Winter dal sole della Florida, sia per permettere al direttore della fotografia Karl Walter Lindenlaub di controllare e filtrare la luce del giorno. Lindenlaub e Corenblith hanno lavorato insieme per ottenere una struttura che, dice Corenblith, “era progettata per sembrare formata da vele riutilizzate, visto che Clay e Reed Haskett sono marinai da sempre”.

Le vele triangolari hanno un diverso grado di opacità, e permettono di bloccare o solamente di diffondere la luce del sole. Possono anche essere ammainate o spiegate e posizionate a seconda delle necessità della scena. “Da una prospettiva visiva, creano un’altra dimensione rispetto al cielo blu e questo era perfetto per le macchine 3D”, dice Lindenlaub.
Il cielo non era l’unica cosa blu. “Tutto l’Aquarium era molto blu”, conferma Lindenlaub. “Quindi o si accettava il blu o si ridipingeva tutto. Abbiamo deciso di lasciare inalterato l’esterno e di ridipingere solo l’interno”.

Smith e Corenblith hanno scelto un tono di verde che pur distinguendosi dal blu rimane nella gamma dei colori naturali adatti alla struttura.
Il colore è stato anche usato da Corenblith e dalla costumista Hope Hanafin per accompagnare la storia di Sawyer. “Parte da colori come il bruno, il verde e il grigio e poi arriva a un mondo più vibrante, dominato dai colori dell’acqua”, spiega Corenblith.
“All’inizio del film, gli abiti di Sawyer sono scialbi e monotoni—predomina il marrone, il beige e il verde oliva. Poi, quando inizia a trascorrere sempre più tempo nel magico mondo dell’acquario, si sente una energia diversa, i colori diventano più intensi”, spiega Hanafin.

Hanafin ha vestito Clay, Hazel e Reed Haskett con gli abiti sportivi e versatili delle persone che passano il loro tempo dentro e fuori dall’acqua. Invece il dr. McCarthy di Morgan Freeman indossa camicie button-down con le maniche lunghe e il farfallino.
“Quella del farfallino è stata un’idea di Morgan”, rivela la costumista, “di quelli già pronti che basta agganciare, più facile e meccanico, tipico del personaggio”.
Corenblith ha messo in rilievo anche il contrasto tra la villetta dove vive la famiglia di Sawyer e la casa galleggiante degli Haskett. Ancorata davanti al CMA, la casa è stata costruita su due chiatte saldate insieme ed è completata dal nido di un corvo. “Charles ha voluto che la casa galleggiante fosse un po’ bizzarra… il sogno di ogni ragazzino”, dice Corenblith. Come le due nuove vasche, anche la casa galleggiante è entrata a far parte della struttura del centro.

Gli spazi interni del CMA non sempre sono stati sufficienti per girare, quindi è stato costruito un set a due piani in un magazzino poco distante, trasformato in teatro.
La sala d’ingresso è stata riempita di meraviglie sottomarine, come uno scheletro di balena, mentre il team degli effetti visivi, guidato da Robert Monroe, ha trasformato le grandi finestre in modo da poter vedere i delfini che nuotano.
E’ in questa sala che una ragazzina di nome Margaret—che si rapporta a Winter in modo speciale—fa venire a Sawyer l’idea di come salvare il Clearwater Marine Hospital… e Winter.

La sequenza del “Save Winter Day” è stata girata sul vicino molo, dove centinaia di comparse locali hanno festeggiato lo straordinario delfino amato da tutta la comunità.
“Ci siamo sentiti accolti con calore a Clearwater”, dice Smith. “Qui tutti conoscono Winter, e hanno voluto partecipare al racconto della sua storia e lanciare un messaggio di ottimismo a tutto il mondo”.
“Spero che il pubblico si diverta con il nostro film, ma anche che colga il messaggio “Se Winter ce l’ha fatta, posso farcela anch’io’”, conclude il regista.
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