Kick-Ass di Matthew Vaughn

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locandina Kick-Ass
 
Regista: Matthew Vaughn
Titolo originale: Kick-Ass
Durata: 117'
Genere: Azione, Commedia
Nazione: U.S.A., Regno Unito
Rapporto:

Anno: 2010
Uscita prevista: 01 Aprile 2011 (cinema)

Attori: Nicolas Cage, Mark Strong, Christopher Mintz-Plasse, Aaron Johnson, Chloe Moretz, Clark Duke, Lyndsy Fonseca, Clark Duke, Xander Berkeley
Soggetto: Mark Millar
Sceneggiatura: Jane Goldman, Matthew Vaughn

Trama, Giudizi ed Opinioni per Kick-Ass (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
 
Fotografia: Ben Davis
Montaggio: Eddie Hamilton,Jon Harris
Musiche: Marius De Vries
Scenografia: Russell De Rozario,Tina Jones,Clive Thomasson
Costumi: Sammy Sheldon

Produttore: Adam Bohling,Tarquin Pack,Brad Pitt,David Reid,John Romita Jr,Kris Thykier,Matthew Vaughn
Produzione: Lionsgate, Marv Films
Distribuzione: Eagle Pictures

La recensione di Dr. Film. di Kick-Ass
Capisco che questo genere non è per tutti, ma nel suo genere è fatto molto bene, certo non educativo, ma ottimo.

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Colonna sonora / Soundtrack di Kick-Ass
Colonna sonora
1. Stand Up - The Prodigy - 5:08
2. Kick Ass (We Are Young) - Mika vs. RedOne - 3:11
3. Can't Go Back - Primal Scream - 3:46
4. There's a Pot Brewin' - The Little Ones - 3:13
5. Omen - The Prodigy - 3:54
6. Make Me Wanna Die - The Pretty Reckless - 3:55
7. Banana Splits (Kick-Ass Film Version) - The Dickies - 2:04
8. Starry Eyed - Ellie Goulding - 2:57
9. This Town Ain't Big Enough For The Both Of Us - Sparks - 3:03
10. We're All In Love - The New York Dolls - 4:50
11. Bongo Song - Zongamin - 5:00
12. Per qualche dollaro in più - Ennio Morricone - 2:53
13. Bad Reputation - The Hit Girls - 2:56
14. An American Trilogy - Elvis Presley - 4:31

Voci / Doppiatori italiani:
Davide Perino: Dave Lizewski / Kick-ass
Sandro Acerbo: Damon Macready / Big Daddy
Gabriele Patriarca: Chris D'amico / Red Mist
Angelo Maggi: Frank D'amico
Virginia Brunetti: Katie Deauxma
Angelica Bolognesi: Mindy Macready / Hit Girl
Enzo Avolio: Big Joe
Alessio De Filippis: Marty
Angelo Evangelista: Todd

Personaggi:
Aaron Johnson: Dave Lizewski/Kick-Ass
Nicolas Cage: Damon Macready/Big Daddy
Christopher Mintz-Plasse: Red Mist
Mark Strong: Frank D'Amico
Lyndsy Fonseca: Katie Deauxma
Chloë Moretz: Hit Girl/Mindy Macready
Xander Berkeley: Vic Gigante
Michael Rispoli: Big Joe
Yancy Butler: Angie D'Amico
Jason Flemyng: Lobby Goon
Elizabeth McGovern: Mrs. Lizewski

Informazioni e curiosità su Kick-Ass

È l'adattamento cinematografico del primo volume del fumetto Kick-Ass, ideato da Mark Millar e disegnato da John Romita Jr..
La trasposizione per il grande schermo del fumetto Kick-Ass di Mark Millar era stata annunciata nel 2007.

Il film è stato realizzato dalla Marv Films di Matthew Vaughn, la quale aveva inizialmente previsto di stanziare una spesa di produzione non superiore ai 30M$ che è poi salita a 65 milioni di dollari. Vaughn ha fatto anche la regia e insieme a Jane Goldman la sceneggiatura.
Il fumettista John Romita Jr. ha lavorato ad alcune sequenze animate presenti sotto forma di flashback, tratte direttamente dal fumetto, confermando la differenza nel finale della storia tra film e fumetto. Nel film il finale è completamente diverso.

Il film ha suscitato diverse polemiche relative al linguaggio scurrile e alle scene di violenza.


Note dalla produzione:
INTRODUZIONE
Ogni storia di supereroe ha un Genio del Male, e questa non fa certo eccezione. Questo particolare Genio del Male, tuttavia, non indossa alcun mantello, non vive in un vulcano, né pianifica orrende atrocità per mettere in ginocchio la società. Ciò che fa, invece, è scrivere piacevoli e spesso perversamente divertenti e profondamente contorti fumetti. Dalla sua radicale reinvenzione dell’origine di Superman, in Red Son, alla re-immaginazione del team di supereroi della Marvel con The Avengers, fino ad arrivare a The Ultimates e a Wanted, la serie di eroi-cattivi, da cui è stato tratto il film del 2008, con James McAvoy, Morgan Freeman e Angelina Jolie (Wanted - Scegli il tuo destino) - il Genio del Male in questione è Mark Millar.

E un giorno gli venne un’idea che non solo sarebbe diventata Kick-Ass il fumetto, ma anche KICKASS il film. Racconta Millar: “Avevo un disegno di due supereroi – una ragazzina vestita come Robin e un omone vestito come Batman. Adoravo quei personaggi e volevo utilizzarli per qualcosa.
“Poi ho iniziato a fare cose autobiografiche – quando avevo quattordici anni volevo diventare una sorta di combattente contro il crimine, a Glasgow. Ho pensato che sarebbe stato interessante raccontare una storia come questa. Avevo anche un disegno di un supereroe che esce in ricognizione notturna, per la prima volta, e che viene accoltellato e investito da un taxi. E poi mi sono reso conto che questi due progetti dovevano essere uniti assieme”.

E’ così che è nato Kick-Ass. Millar ha iniziato a lavorare al fumetto assieme all’artista, John S. Romita Jr. e, incoraggiato dal successo di WANTED, ha deciso di prendere in considerazione la possibilità di portare sullo schermo questo progetto.
Perciò ha afferrato il telefono e ha chiamato il suo vecchio amico, il presentatore televisivo, amante dei fumetti, Jonathan Ross. Ross, a sua volta, ne ha parlato con sua moglie, Jane Goldman, co-sceneggiatrice di STARDUST.
Ricorda Goldman. “Era una di quelle idee che ti fanno esclamare ‘Ma come mai non ci ha ancora pensato nessuno?’ La storia di qualcuno che adora i supereroi e decide di provare ad essere uno di loro senza avere particolari poteri, non era ancora venuta in mente a nessuno”.
Successivamente, Goldman si è rivolto al suo partner sceneggiatore e regista di STARDUST, Matthew Vaughn che, proprio in quel momento, stava cercando il suo prossimo film, e KICK-ASS gli sembrò la scelta più giusta.

DALLA PAGINA ALLO SCHERMO? NON PROPRIO
Sin dall’inizio, KICK-ASS era diverso dagli altri film tratti da fumetti, questo perché il film è stato sviluppato contemporaneamente con il fumetto. Quando iniziarono le riprese del film, il numero 3 del fumetto di Kick-Ass era appena uscito in vendita. Il film è stato completato simultaneamente con l’uscita del numero 5. E il numero 8, il numero finale, è uscito in vendita mentre Vaughn era alle prese con gli ultimi ritocchi al film.
Vaughn e Goldman hanno lavorato a stretto contatto con Millar e il suo artista, John S. Romita Jr. – che ha anche disegnato una sequenza animata che appare durante il film e spiega le origini di Big Daddy e Hit Girl – per definire le trame del fumetto e del film e per assicurarsi che il look rimanesse lo stesso. Prendiamo ad esempio i costumi di Kick-Ass, che sono identici in entrambe le versioni; ciò si deve al modo in cui questi due team hanno collaborato sin dall’inizio, come riassume Vaughn. “E’ stato come un bel match di tennis”.

Tuttavia, Vaughn e Goldman ci tenevano che il loro film non fosse solamente una copia carbone del libro di Millar. Fortunatamente, quando hanno iniziato a scrivere la sceneggiatura, Millar era arrivato a definire la trama solo fino al numero 3 del fumetto, e ciò ha dato agli sceneggiatori la possibilità di far prendere al loro KICK-ASS una direzione diversa. Perciò, ad esempio, la storia del personaggio di Big Daddy, interpretato da Nicolas Cage, è marcatamente diversa dal fumetto, e il climax del film di Vaughn è molto più esplosivo.
Una volta che Vaughn ha accettato di prendere parte al progetto, lui e Goldman non ci hanno messo molto a scrivere la sceneggiatura del film, Vaughn si è occupato di creare una prima bozza con una struttura e una storia e poi Goldman ha aggiunto i dialoghi e la caratterizzazione.

Una volta completata la sceneggiatura, c’era un solo problema da risolvere: nessuno voleva cimentarsi in questo progetto. Come Wanted, anche Kick-Ass era un film indipendente, e in pratica dava a Millar carta bianca per fare qualsiasi cosa volesse; e Vaughn era determinato ad applicare le stesse idee alla sua versione cinematografica, anche se ciò significava includere scene in cui un’undicenne spara una raffica di pallottole falciando dozzine di uomini armati fino ai denti. I
maggiori studios di Hollywood, invece, vedevano la cosa in modo molto differente.
“Dicevano tutti di no” ricorda Vaughn. “La maggior parte di loro diceva di apprezzare il concetto, ma solo se fosse stato privo di scene inadatte a un pubblico giovane…. Non volevano Hit Girl”. Più determinato che mai, Vaughn decise così di finanziare KICK-ASS a livello indipendente. Il denaro arrivò velocemente, e così le riprese di KICK-ASS iniziarono a settembre del 2008, presso gli Elstree Studios, di Londra, e in varie location di Toronto. “Ma c’è stato un momento in cui ho temuto di non riuscire a trovare una distribuzione”, ammette.
Una volta completato il film, Vaughn ha iniziato a girare gli studios. E alla fine, due studios – Lionsgate negli Stati Uniti e Universal nel Regno Unito – hanno accettato di distribuire il film.


IL CASTING DI KICK-ASS
Sarebbe stato difficile per Vaughn fare KICK-ASS senza… Kick-Ass. Ma è proprio questo lo scenario che ha dovuto affrontare, non è stato facile, infatti, trovare l’attore adatto per vestire i panni del suo eroe.
“Ho dovuto mettere il film in stand by per quasi sei mesi”, spiega Vaughn. “Avevamo già scelto tutti gli altri attori, ma se non riuscivamo a trovare l’attore giusto per il ruolo di Dave, sarebbe stato tutto inutile”.
Vaughn aveva imposto un editto: il ruolo di Dave, un adolescente di New York, non sarebbe stato interpretato da un attore inglese. Ma poi, le direttrici del casting, Sarah Finn e Lucinda Syson, lo hanno incoraggiato a dare un’occhiata al provino di un giovane attore di nome Aaron Johnson. E quando lo vide, in lui si accese una lampadina.

Johnson – che recentemente è apparso nel ruolo di John Lennon, nel film di Sam Taylor-Wood, NOWHERE BOY – è stato estremamente felice di accettare il ruolo di Dave Lizewski. Kick-Ass – chiamato così perché Millar pensava che fosse questo il nome che avrebbe scelto un teenager supereroe – diventa famoso dopo la sua prima missione, nel corso della quale, due ladri di automobili lo accoltellano al ventre, e viene anche investito da una macchina. Kick-Ass viene
ricoverato in ospedale per alcune settimane, dove gli vengono inserite delle placche metalliche nella schiena, che assieme alla sua insensibilità in corrispondenza delle terminazioni nervose, aumentano sensibilmente la sua resistenza al dolore.
Ciò lo incoraggia ad avventurarsi nuovamente per le strade, dove sventa una rapina e, grazie ad una truppe che si trova proprio lì vicino e che filma l’accaduto, finisce su YouTube, e rapidamente diventa un fenomeno di internet. Col passare del tempo, le sue avventure diventano sempre più surreali e Kick-Ass finisce con l’attrarre l’attenzione del boss mafioso, Frank D’Amico (Mark Strong), che dà a lui la colpa del fatto che la sua organizzazione stia andando a rotoli. E’ allora che Kick-Ass incontra Big Daddy e Hit Girl, e da lì in poi, Kick-Ass – sia il personaggio che il film - cadono in una spirale di violenza e di commedia surreale. “E’ humour adolescenziale mischiato a violenza dark”, dice Johnson. “Secondo me, è SuXbad incontra Kill Bill".


BIG DADDY & HIT GIRL
Se pensate che il rapporto tra Kick-Ass e Red Mist sia complicato, non avete visto ancora niente. Ecco a voi Damon Macready e Mindy Macready, padre e figlia, con un bel segreto da mantenere: quando non si preparano una cioccolata calda coi marshmallow, operano sotto il nome di Big Daddy e Hit Girl, due vigilanti in costume, super addestrati e pesantemente armati, che colpiscono ripetutamente la banda di D’Amico, il quale, invece, pensa che gli attacchi siano opera di Kick-Ass.
Hit Girl è una forza della natura, una sorta di icona che fa pensare a Jodie Foster in Taxi driver, o a Natalie Portman in Leon. Diversamente da Kick-Ass, Vaughn non ha dovuto attendere molto per trovare la sua Hit Girl.
L’impegno profuso da Cage in KICK-ASS secondo Vaughn è stato molto istintivo. Cage, infatti, è uno degli appassionati di fumetti più prominenti di Hollywood, e aveva preso in considerazione diversi fumetti prima di scegliere di recitare in Ghost Rider. Ma KICK-ASS – e Big Daddy – gli hanno permesso di portare qualcosa di diverso al genere dei supereroi.
Non solo Cage riesce a conferire al suo personaggio una sorta di pazzia borderline piacevolmente umana, ma è proprio lui che conferisce al film gran parte del suo humour. In una scena, Big Daddy e Hit Girl visitano Dave Lizewski nella sua camera da letto, Cage si lancia in un’imitazione perfetta di Adam West, l’interprete di Batman nel famoso show televisivo degli anni ’60. “Big Daddy è il mio omaggio ad Adam West che per me rimane il solo ed unico Batman.


HIT GIRL ATTACKS
Scena dopo scena, Hit Girl falcia schiere di scagnozzi di D’Amico come uno scoiattolo inarrestabile armato fino ai denti.
Moretz si è dovuta impegnare molto per mettersi in forma per questo ruolo. “Mi sono allenata molto”, racconta. “L’allenamento includeva anche apprendere come usare le armi di Hit Girl, tra cui la sua preferita, un coltello a farfalla”.
Hit Girl è al centro di gran parte delle scene d’azione di KICK-ASS; scene che Vaughn sapeva avrebbero definito il film dal punto di vista stilistico. Una delle più grandi scene d’azione vede coinvolto Big Daddy, che fa fuori l’intera banda degli scagnozzi di D’Amico: una scena che è ancora più impressionante se si pensa che è stata girata in un solo ciak.


VERI AMANTI DEL GENERE
In molto sensi, KICK-ASS è il film fumetto per eccellenza. KICK-ASS è pieno zeppo di riferimenti ai fumetti e ad altri film di supereroi. “Senza potere non hai responsabilità” è un gioco di parole che si riferisce alla famosa frase di Spider-Man, “da grandi poteri derivano grandi responsabilità”. Ci sono anche molti riferimenti a Batman e Superman, e il film gioca costantemente con le convenzioni e le metafore del genere.

“E’ una lettera d’amore nei confronti dei fumetti”, spiega Vaughn, riecheggiando una frase di Goldman e Millar. “E’ un film tratto da un fumetto post-moderno. Credo che questo genere di film sia diventato noioso. Per questo era importante che il tono fosse sfacciato ma riverente, secondo Vaughn, e che le sovversioni delle convenzioni del genere dei supereroi fossero divertenti. “C’è senza dubbio un elemento di parodia, ma deriva da un grande affetto. E’ un omaggio a qualcosa che amo, non c’è alcuna intenzione di ridicolizzare il genere”.
“Volevo entrare nel mondo dei fumetti”, aggiunge Vaughn. “Volevo destrutturare tutto ciò che amo. Non distruggerlo. Non c’è un solo aspetto negativo in questi personaggi, a parte Frank. E’ l’unico che ha dei problemi coi supereroi. Tutti gli altri pensano che siano fichissimi”.


IL CAST DI KICK-ASS
Aaron Johnson (Dave Lizewski/Kick-Ass)
Aaron Johnson è nato nel 1990, e ha iniziato a recitare a 6 anni, apparendo a teatro, al fianco di Rufus Sewell in ‘Macbeth’ (1999) e, successivamente, nel 2000, ha recitato in ‘All My Sons’ di Arthur Miller. Tra i suoi primi ruoli in ambito televisivo lo ricordiamo in ‘Feather Boy’ e ‘Nearly Famous’. Nel 2006 è apparso in The Illusionist, dove interpreta il personaggio di Edward Norton da adolescente. E’ inoltre apparso nel film per la TV ‘Armadillo,’ e, nel 2006, nel film The Thief Lord. In seguito è stato il rubacuori, Robbie, nella teen comedy del 2008 dal titolo Angus, Thongs and Perfect Snogging. La sua performance più recente è stata quella nel ruolo di John Lennon nel biopic del 2009 dal titolo Nowhere Boy, diretto da Sam Taylor Wood. In Kick Ass appare al fianco di Nicolas Cage, Chloe Moretz e Christopher Mintz-Plasse, e interpreta Kick Ass, alias Dave Lizewski.

Sono successe molte cose da quando hai girato Kick Ass…
Si. Ho girato Kick Ass e subito dopo Nowhere Boy. Ho girato Kick Ass un anno fa, le riprese sono terminate nel 2008, e poi ho iniziato subito a girare Nowhere Boy.

Interpreti l’eroe della storia in entrambe queste pellicole, ma ovviamente si tratta di due ruoli molto diversi…
Si certo, sono molto diversi l’uno dall’altro. Ma entrambi i film sono stati molti impegnativi a loro modo; uno ha come protagonista un giovane americano che cerca di superare la sua personalità e tenta di trovare la sua identità, mentre Nowhere Boy è totalmente diverso, è pieno di musica, di rock’n’roll anni ’50, ed ha un linguaggio del corpo molto specifico, e un contenuto molto drammatico. Si, sono dei ruoli molto diversi ma anche molto impegnativi.

Matthew Vaughn ci ha messo molto a trovare il giusto Kick Ass. L’audizione che hai dovuto affrontare è stata lunga?
Sono stato l’ultimo ad essere scelto. Avevano già Cloe e Chris, io sono arrivato per ultimo. Sono stato fortunato; Si è trattato di trovarsi nel posto giusto nel momento giusto. Avevano visto molti altri attori per il ruolo. Alla fine hanno scelto di optare per un attore famoso come Nicolas Cage per il ruolo di Big Daddy, mentre per Kick Ass hanno pensato di scegliere uno sconosciuto.

So che da bambino hai studiato karate, ma ti sei dovuto allenare molto per il ruolo?
Ho fatto degli allenamenti. La mia prima grande scena di combattimento è quella che si svolge fuori dal negozio di ciambelle, dove mi batto contro tre tipi, e per quella mi sono dovuto allenare un pochino e devo dire che mi hanno conciato malaccio.

Conoscevi già i fumetti di Kick Ass?
Non sono un grande appassionato del genere. E’ un mondo nuovo per me, non so cosa penseranno del mio personaggio i fan dei fumetti, perché il mio personaggio è un agguerritissimo fan dei fumetti.

Credo che ciò significhi che non hai portato alcun cliché o nozione classica del supereroe in questo ruolo?
Si. Ho sempre avuto una mente aperta. E lo stesso è avvenuto nella mia interpretazione di John Lennon in Nowhere Boy. Non appartengo neanche a quella generazione. E lo stesso vale per questo film: Non sono un fan dei fumetti, quindi riesco a vedere le cose con una certa prospettiva. Quando ero a New York ed ho ricevuto la telefonata, sono andato subito in un negozio di fumetti. Avevano solo il numero 1 e il 3; il numero 2 era esaurito. Poi, ovviamente, ho letto la sceneggiatura.

Hai iniziato a recitare molto presto. Cosa ti affascinava di questa professione?
Da piccolo ero molto attivo, per questo i miei genitori mi facevano fare diverse attività dopo la scuola: per avere un po' di quiete. Facevo di tutto, ginnastica, nuoto, recitazione, arte e karate. Ma la recitazione era la mia preferita. Ho recitato a teatro presso il National. Io sapevo ascoltare, ed è questo che importa ai registi quando scelgono un ragazzino di 8 o 10 anni, deve saperli ascoltare.


Chloe Moretz (Mindy Macready/Hit-Girl)
Chloe Moretz è nata nel 1997. E’ apparsa in alcuni ruoli in serie TV come ‘The Guardian’ e il film Heart of the Beholder. Si è imposta all’attenzione del pubblico grazie al remake di The Amityville Horror. E’ inoltre apparsa in FBI: Operazione tata e negli shows TV ‘My Name Is Earl’ e ‘Desperate Housewives’.
Ha prestato la sua voce al personaggio di animazione Darby in My Friends Tigger & Pooh e presto la vedremo nel remake americano del film horror svedese Lasciami Entrare. In Kick Ass, la vediamo recitare al fianco di Nicolas Cage, Aaron Johnson e Christopher Mintz-Plasse, nel ruolo di Mindy Macready, alias Hit Girl.

Tua madre dice che non vedevi l’ora di interpretare un film d’azione…
Due mesi prima che mi chiamassero mia madre ed io eravamo in macchina sul Sunset, a LA, e c’erano un sacco di autobus con il poster di Wanted, con Angelina Jolie con la pistola in mano. E io dicevo, ‘Voglio interpretare un personaggio così. E lei rispondeva, ‘Tesoro, non fanno film come quelli per bambini”, ma poi poche settimane dopo mi è arrivata la sceneggiatura.

Cosa ti piaceva di Hit Girl?
Il tipo di persona che è in generale. Il modo in cui fa le cose. Ha il controllo della situazione. Vive qualsiasi cosa come se fosse normale, come se fosse la sua vita di tutti i giorni. E’ favoloso interpretare questo tipo di personaggio d’azione. Non avrei mai sognato di poter interpretare un personaggio del genere. E’ favolosa. E’ un onore interpretare un ruolo come questo.
Matthew Vaughn pensava che ci sarebbero voluti dei mesi per trovare la sua Hit Girl, ma tutto è accaduto molto rapidamente…
Mentre andavo sullo skateboard ho ricevuto una chiamata in cui mi chiedevano: ‘Puoi venire a incontrare Matthew al Four Seasons tra 20 minuti?’ Non avevo neanche le scarpe adatte. E neanche i vestiti erano adatti al personaggio, perciò ho dovuto fare in fretta.

Quando si fanno delle scene d’azione ti insegnano delle mosse, oppure semplicemente una corografia specifica?
Paul Kulick mi ha insegnato a battermi con il bastone Mindy, che è una sorta di lungo bastone con due lame Katana alle estremità. Una Katana è una spada molto affilata. Lui mi ha insegnato come combattere con quest’arma, come lo impareresti se dovessi partecipare ad una competizione. Poi abbiamo studiato una sorta di coreografia, e a Matthew è piaciuta molto. Paul in pratica mi ha insegnato delle mosse specifiche e poi le abbiamo messe assieme.

Che tipo di armi usi?
Ho delle pistole, le stelle Ninja shuriken, diversi coltelli, un coltello a farfalla e il mio bastone.

Cosa hai provato a recitare i dialoghi velenosi di HitGirl?
Beh, si tratta di un personaggio e farei qualsiasi cosa sia necessaria per far si che un personaggio possa prendere vita. Credo che Hit Girl quelle parole le direbbe. Mindy invece no, ma Hit Girl si, perché è così. Lei è sé stessa. E’ un alter-ego. E’ un film veramente divertente.

Che ci dici di Matthew, ti ha diretto come fa con gli adulti?
E’ incredibile, Matthew mi parla come ad un’adulta, e questa è una cosa che mi piace molto in un regista. Sa che farò quello che mi chiede e mi lascia prendere delle decisioni, cosa che altri non farebbero.


Christopher Mintz Plasse (Chris D’Amico/Red Mist)
Christopher Mintz Plasse è nato nel 1989 ed ha esordito nel 2007 della commedia di Judd Apatow SuXbad : Tre Menti Sopra il Pelo, dove interpreta il ruolo di Fogell, alias McLovin. Da allora è apparso al fianco di Paul Rudd e Seann William Scott nel film di David Wain, Role Models, e nella commedia preistorica di Jack Black, Anno Uno. Ha lavorato come doppiatore nel film di animazione Dragon Trainer. In Kick Ass, appare al fianco di Nicolas Cage, Aaron Johnson e Chloe Moretz, nel ruolo di Chris D’Amico/Red Mist.

E’ vero che avresti dovuto interpretare tu il ruolo di Kick Ass, in origine?
Quando ho fatto l’audizione per il film è stato per il ruolo del protagonista, ma Matthew mi ha detto che Kick Ass doveva essere un ragazzo più ordinario, mentre io possedevo un certo charm, un’energia e un carisma che a lui piacevano molto, perciò ha suggerito che interpretassi Red Mist. Non ho dovuto fare il provino per Red Mist. Mi ha offerto il ruolo immediatamente.

Come hai descritto Red Mist ai tuoi amici quando hai ottenuto la parte?
Red Mist è un ruolo difficile da spiegare. Lotta strenuamente per attirare l’attenzione di suo padre, vuole aiutarlo a trovare Kick Ass. La vede come un’opportunità per creare un legame con suo padre. E così gli viene l’idea di diventare Red Mist, che è una sorta di suo alter ego. Gli piace andare in giro con Kick Ass, ma alla fine ciò che lo spinge è l’amore per suo padre e questa cosa poi ha la meglio sull’amicizia.

Già conoscevi il fumetto?
Sono andato a vedere i fumetti di mio padre, un giorno, e ho trovato il primo numero di Kick Ass, è così l’ho letto. E’ molto violento, molto cruento e mi è piaciuto moltissimo. Mark Millar si è impegnato molto in questo film. Ecco perché il film è molto simile al fumetto.

Non hai delle scene di combattimento molto grandi come quelle di Kick Ass o Hit Girl, ma sicuramente hai dovuto imparare delle mosse?
Kick Ass ed io abbiamo un combattimento alla fine, io ho dei lunghi nunchako, perciò ho dovuto imparare ad usarli. Adesso non mi ricordo più come si usano, ma quando ho girato il film ero molto bravo! Sono divertenti ma anche molto pericolosi.

Reciti sin da quando eri piccolo. Quando ha capito che era questa la tua vocazione?
Andavo alle medie e recitavo in ‘Tutti Insieme Appassionatamente.’ Volevo interpretare il Capitano Von Trapp e ricordo che c’era un bambino che odiavo e entrambi eravamo in lizza per il ruolo. L’ho battuto e lui era molto arrabbiato. Quella fu la prima grande performance per me, un ragazzino di otto anni che interpreta il protagonista. E’ stato lì che ho capito che recitare era quello che volevo fare.

Ovviamente la tua carriera ha spiccato il volo con SuXbad : Tre Menti Sopra il Pelo. Fino ad allora prendevi seriamente la tua carriera di attore?
Quando hai 17 anni non puoi sapere come andranno le cose. Ero molto giovane e dovevo diplomarmi e andare al college, volevo prendere lezioni di recitazione, ma poi è accaduto tutto molto in fretta dopo SuXbad : Tre Menti Sopra il Pelo e non ho più avuto il tempo per il college, perché facevo già quello che volevo fare.


Nicolas Cage (Damon Macready/Big Daddy)
Come descriverebbe il suo personaggio in Kick Ass, Damon Macready, alias Big Daddy?
Big Daddy è, credo di poter dire, la versione supereroe di Damon ed è un padre amorevole, ma anche piuttosto disturbato e confuso. E’ strano, ma ci sono molti padri nel mondo che fanno ciò che credono sia meglio per i propri figli senza capire che in realtà il loro comportamento può essere nocivo. Ovviamente si tratta di un esempio molto estremo, ma in questo film il mio personaggio vuole addestrare sua figlia Mindy, in modo che il mondo non possa mai farle del male. E’ comprensibile ma anche molto strano.

Qual è la motivazione di Damon?
Si tratta di una storia di vendetta. Lui è arrabbiato. La moglie non riusciva a pagare le bollette, e lui non ha mai accettato le mazzette degli spacciatori di droga, mentre altri poliziotti al posto suo lo avrebbero fatto. Lui viene incastrato e mandato in prigione e sua moglie muore, e così lui impazzisce. Nel film tutto questo non si vede, ma si capisce da una breve sequenza animata. Le sue azioni sono motivate dalla rabbia e dalla perdita. Per lui è un inferno e addestrare tua figlia per farla diventare un killer è una cosa davvero estrema. Io vedo questo film come una favola ironica e comica sulla violenza.

E così, la crociata di Big Daddy e Hit Girl contro il boss della droga Frank D’Amico li mette in contatto con Kick Ass…
Ho addestrato mia figlia e l’ho fatta diventare una specie di vigilante supereroe e poi Kick Ass entra in contatto con noi quando si accorge della nostra esistenza. Mia figlia si prende una specie di cotta per lui. Io devo sopportarlo ma lui ci mette nei guai! Kick Ass è un personaggio molto divertente, è così innocente ed è completamente assorto in questa sua fantasia di fare il supereroe che si mette nei guai fino al collo. Credo sia accaduto a molti di noi, da un certo punto di vista, tutti abbiamo fatto i supereroi qualche volta. E ciò automaticamente lo rende un personaggio molto piacevole, col quale ci identifichiamo.

Conosceva già i fumetti di Kick Ass di Mark Millar prima di leggere la sceneggiatura?
No, ad essere proprio sincero non conoscevo il fumetto. Mi è arrivata la sceneggiatura e mi hanno offerto la parte di Frank D’Amico, ma io non volevo interpretare Frank D’Amico. E poi ho scoperto che in realtà Matthew mi aveva offerto entrambe le parti, quella di Damon e quella di D’Amico, perciò ho riletto la sceneggiatura e ho pensato, ‘Sai una cosa? Damon e Mindy sono il cuore del film, secondo me, ed è lì tutto l’amore’. E questa cosa mi interessava molto. Non conoscevo il fumetto. Per essere proprio onesto non leggo più fumetti da quando avevo 15 anni, anche se ci sono tutte queste voci in giro secondo cui ‘Nic Cage ama i fumetti, è un fan dei fumetti’, ma la verità è che non li leggo affatto.

Qual è l’approccio utilizzato da Matthew sul set, che tipo di indicazione da agli attori?
E’ molto entusiasta, ama i film e ama la musica ed è una persona molto artistica. Quando incontri una persona del genere te ne rendi immediatamente conto, quell’energia creativa la vedi subito.
Ma la cosa che mi piace maggiormente di Matthew, oltre al fatto che è una brava persona e sto bene in sua compagnia, è che è molto interessato a fare cose originali e artistiche e gli piacciono gli stessi artisti che piacciono anche a me. Gli piace Keith Haring e Andy Warhol. Per quanto riguarda il modo in cui dirige gli attori, sa quello che vuole, ti lascia spazio e ti permette di fare qualche ciak come vuoi.

Il suo approccio al personaggio di Big Daddy ricorda un po' l’Adam West di Batman. Da dove è venuta l’idea?
Viene da quegli show televisivi, e dal ricordo di Adam West e della sua interpretazione. Non volevo concentrarmi troppo su quel personaggio ma volevo far capire che egli aveva avuto un forte impatto su Damon, che perde la testa e attinge dall’interpretazione di Adam West di Batman, che lo aiuta a credere in sé stesso a credere che possa veramente riuscire nella sua impresa. Secondo me, Damon e Big Daddy dovevano essere due energie molto diverse. E’ una cosa che si nota in molte rock star quando le incontri di persona: sono fragili e fanno fatica a parlare, e poi quando sono sul palcoscenico sono potenti e incredibilmente forti. Si fa fatica a credere che si tratti della stessa persona. Credo che Damon sia proprio così: gentile timido, delicato, ma quando è Big Daddy si trasforma completamente.

Credo che il film darà un grande scossone al genere dei film\fumetto. E’ d’accordo?
E’ ancora troppo presto per poter dire se questo genere si evolverà, e poi ancora non ho visto il film, ma da quello che posso intuire, posso dire che il tentativo del film è quello di conferire più realismo a questo genere. Per quanto possa essere ironico e assurdo, l’intenzione di questo film è quella di cercare di rimanere in un contesto realistico. Molti dei film di questo genere, che personalmente amo e ritengo di grande intrattenimento, sono più che altro dei film fantascientifici o dei fantasy, mentre questo fa pensare più al realismo di Mean Streets.
Personalmente, credo che introdurre quell’elemento della strada in un fumetto fosse l’obbiettivo primario.

I FILMMAKER
Matthew Vaughn (sceneggiatore & regista)
Dopo aver prodotto nel 1995, a 25 anni, The Innocent Sleep, con Annabella Sciorra e Michael Gambon, il filmaker inglese Matthew Vaughn si è fatto conoscere nell’ambito dell’industria lavorando come produttore per il film del suo caro amico Guy Ritchie, Lock & Stock. Inoltre, ha prodotto altri due film di Ritchie, l’acclamato Snatch e Travolti dal destino, con Madonna. Ha fatto il suo debutto alla regia nel 2004, con il film gangster britannico The Pusher.
Gli era stata affidata la regia di X-Men Conflitto Finale, ma poi nel 2007 ha scelto di occuparsi di Stardust.

Sappiamo che dopo che Mark ha ultimato i primi numeri del fumetto, poi, assieme avete lavorato alla sceneggiatura e ai numeri successivi.
Si, ed è stato piuttosto semplice. Io mi sedevo in una stanza a scrivere la sceneggiatura, mentre Mark si sedeva a casa sua a scrivere la storia del fumetto, e alla fine di ogni settimana ci incontravamo, ci scambiavamo le idee e facevamo il punto della situazione. Ci scambiavamo le idee ed entrambi abbiamo beneficiato molto da questo tipo di procedimento. Credo che solamente i primi due numeri del fumetto fossero già stati ultimati, mentre il resto della storia era descritto solo a grandi linee. Io li ho letti prima che fossero pubblicati, allora non c’erano neanche ancora i disegni.

Prima ancora che fossero ideati i disegni riusciva già a intuire il potenziale cinematografico?
L’idea era favolosa e così divertente, perciò ho pensato, ‘Facciamolo’. Un ragazzo ossessionato da Spider Man, che si infila una muta e entra in azione, e poi si scatena l’inferno: adoravo l’idea. Come ho già detto, la prima volta che ho avuto in mano il progetto non c’erano neanche le illustrazioni.
C’erano solo parole e descrizioni che spiegavano come sarebbero state le illustrazioni, ma ne ho subito intuito il potenziale. Nella mia testa avevo già iniziato a pensare a come sarebbe stato, e quando ho letto il primo fumetto completo, era proprio come lo avevo immaginato.

Ha detto che è stato lui a farle venire in mente l’idea per il film…
Credo che Mark mi abbia dato l’idea perché aveva visto quanto bene avessi lavorato assieme a Neil Gaiman (in Stardust), nel quale avevo rispettato il materiale d’origine e l’autore. Quando giravamo, ad ogni dipartimento venivano date le istruzioni per ricreare quanto più possibile le stesse inquadrature del fumetto e gli stessi costumi. Credo che Il Signore degli Anelli sia venuto così bene perché sono rimasti fedeli al materiale originale. Credo fermamente che si debba fare un adattamento solo se si ama il libro, il fumetto, lo show TV o radio, e che si debba rimanere fedeli all’idea originale il più possibile. Con Mark è stato un procedimento organico. E’ stata una cosa immediata e non troppo riflessiva. Sono molto istintivo sulle cose. Kick Ass ha alla sua base un’idea semplice e fantastica. Con le buone idee è sempre così: ‘Come mai non ci aveva ancora pensato nessuno?’ Le ragioni possono essere due— è una cattiva idea — oppure è un’idea veramente magnifica. Mi auguro che sia stata una buona idea, questa volta.

Sembra un’idea perfetta per lei: violento e divertente, di atmosfera e con un mondo tutto suo, come i film che ha prodotto per Guy Ritchie…
Credo di aver appreso molto da Lock, Stock e Snatch, come dal fatto di combinare, come dice lei, violenza e humour. Credo che la commedia derivi da un luogo dark. La commedia è il modo attraverso il quale affrontiamo le cose negative. Quando ho fatto The Pusher, la mia intenzione non era solo quella di fare un piccolo, semplice film di gangster, e Stardust, ovviamente, era un film per i miei bambini; ma Kick Ass sentivo che mi avrebbe permesso di far ricorso a qualsiasi cosa, ogni cosa che avevo appreso dai vari film che avevo fatto, sia come produttore, che come regista o sceneggiatore. Avrei potuto mettere tutto quanto dentro allo stesso calderone.

Il personaggio di Big Daddy è davvero unico. L’interpretazione di Nicolas Cage di questo personaggio è stata come l’aveva immaginata, oppure ha fatto suo il personaggio?
E’ sempre una collaborazione tra registi, sceneggiatura e attore; tutti e tre devono lavorare sodo per una performance straordinaria. Ma questo è un mondo che Nick conosce bene, è un amante dei fumetti da tutta la vita. Ha capito immediatamente ciò che volevamo fare, dal momento stesso in cui ha letto la sceneggiatura, perciò è stato un grande alleato. E’ stata sua l’idea di imitare Adam West, ed è stata geniale. C’è grande tenerezza tra Big Daddy e Hit Girl. E’ la base di tutto. Lui è il padre perfetto. E il ruolo di Big Daddy è davvero unico di per sé. Quello che Nic ha conferito al personaggio, che credo nessun altro attore sarebbe stato capace di conferire, è questa conoscenza dei personaggi dei fumetti, del loro folklore e della loro storia. Ha preso ogni ammiccamento, ogni momento postmoderno e ironico e li ha commutati ad un livello come nessun altro attore avrebbe saputo fare. E’ stato meraviglioso. Credo che qualche volta la gente dimentichi che Nic Cage è un grande attore.

Pensa che Kick Ass possa fare per i film tratti da fumetti ciò che Pulp Fiction ha fatto per i polizieschi?
Si credo di si. Ma Pulp Fiction probabilmente è un esempio che possono capire solo coloro che l’hanno visto… Tarantino ha avuto grande influenza su di me. Credo sia un genio. Amo tutti i suoi film ad eccezione di quello che non ho ancora visto, e cioè Grindhouse. Prima o poi lo vedrò e probabilmente mi piacerà, mi piaceva molto Jackie Brown anche quando tutti lo stroncavano. Credo fosse un film molto ispirato, e lo stesso vale per Pulp Fiction e Le Iene.

Sicuramente la sua speranza è che acquisisca un fascino multi generazionale, come i film di Tarantino?
Credo che il film attirerà un nuovo gruppo di persone. Ne ho parlato a lungo con gli studios, che parlano di un target dai 18 ai 20, e dai 20 ai 25 anni. Mentre secondo me c’è anche un target dai 16 ai 40 anni. Superman, ad esempio, è piaciuto a tutti, io ho visto Iron Man e i Pirati. Non si arriva a un miliardo di dollari di box office con Harry Potter se a vedere il film ci vanno solo i ragazzini.

Kick Ass è un ragazzino, ma è anche un eroe. Affronta dei rischi per salvare gli altri…
Esattamente. Ed è questo che dimentica la gente. E’ questo uno dei punti cardine del film. Cos’è un eroe? Un eroe non è necessariamente qualcuno che ha ucciso un milione di persone in una guerra, ma qualcuno che, per dire, salva tre persone. Alla fine del film lui diventa un vero e proprio eroe. Volevo un eroe col quale i ragazzini potessero identificarsi, più che un vigilante dall’inferno, che è il tipo di personaggio che si ritrova spesso nei film tratti dai fumetti.

E’ per questo che ha scelto Chloe per il ruolo di Hit Girl, l’ha scelta subito dopo averla incontrata, vero?
Lei è stupefacente e credo che diventerà come Jodie Foster, non ha esordito facendo film dolci e zuccherosi. Ha iniziato facendo un film hardcore. Seguirà la strada di Jodie Foster, e così potremo crescere assieme a lei.

Trovare Kick Ass è stato molto più difficile…
Trovare Chloe non è stato difficile. Credevo che trovare Kick Ass sarebbe stato facile, mentre sarebbe stato impossibile trovare Hit Girl. Trovare una ragazzina di dieci anni in grado di rendere quel tipo di personaggio realistico è difficile. Inoltre, non ci sono molte ragazzine di dieci anni che fanno gli stunt. Pensavo che sarebbe stato impossibile. Al contrario, credevo che trovare un ragazzo di 18 o 19 anni sarebbe stato facile. Tornando a Chloe, è stata la seconda ragazza che ho incontrato, e poi ho trascorso sei mesi di inferno alla ricerca del ragazzo adatto per Kick Ass.

La prima scena in cui vediamo Big Daddy e Hit Girl è davvero esplosiva. Si aspetta reazioni di sconcerto in certi ambienti per la violenza e il linguaggio offensivo che riguardano scene in cui è presente una bambina?
Si. Sicuramente, al 100 per cento. E’ tutto così ipocrita. Il fatto è che lei è un eroina e si sbarazza di gente cattiva. Non dico che la gente debba fare quello che fa lei, ma è questo il suo personaggio, e fa ciò che deve fare, deve essere adulta, e mi fa ridere il fatto che si lamenti più gente con me per il fatto che usi la parola che inizia con la ‘C’ rispetto a quelli che si lamentano per il fatto che uccida 60 persone. Cosa? Dire una parola è peggio che trucidare la gente? Credo che se un personaggio è capace di uccidere è capace anche di imprecare. I soldati imprecano e lei è una sorta di piccolo soldato. Perciò, se la gente vuole reagire in quel modo, che lo faccia. Quello che non mi piace è ricevere questo tipo di reazione da parte di quelli che il film non lo hanno visto. Che si lamentino pure, ma che lo facciano dopo aver visto il film. E’ una follia. Ma, l’ironia è che se la gente si lamenta, il box office aumenta.



KICK ASS
LA PRODUZIONE: IN VISITA SUI SET DI ELSTREE, A LONDRA
E’ pomeriggio agli Elstree Studios di Londra e c’è una ragazzina che sta creando un vero pandemonio. Con il suo sorriso luminoso, potrebbe essere una ragazzina qualunque, da poco entrata nell’adolescenza, è una palla di energia di un metro e 20, se non fosse per il fatto che il suo corpicino è racchiuso in un costume da supereroe viola e nero e che la sua testolina è sormontata da una parrucca viola. Oh, e, a giudicare dalla scena che si sta svolgendo, è una vera dura. “Fermo!
Polizia”, qualcuno grida dal lato del teatro e la ragazzina entra in azione, estraendo una granata dalla sua cintura super accessoriata e lanciandola in un ufficio.
Fortunatamente non vi è alcuna esplosione. Ma c’è un’esplosione di eccitazione, mentre la ragazzina porta a termine il suo atto distruttivo e attende saltellando su e giù mentre la scena viene risistemata. “Non credo di aver mai visto un personaggio così favoloso”, dice. “Adoro il fatto che sia così pazza!” Questa ragazzina amante dell’azione è Chloe Moretz, la tredicenne che veste i panni di Mindy Macready, alias Hit Girl, una dei protagonisti di Kick Ass, del filmmaker inglese Matthew Vaughn.

Tratto dalla serie di fumetti intitolata Kick Ass e creata da Mark Millar, il film è molto diverso dai blockbuster di supereroi che siamo abituati a vedere. Mentre la maggior parte degli eroi dei fumetti hanno al loro centro uomini e donne dotati di poteri e di abilità incredibili, gli eroi di Kick Ass sono persone qualunque, proprio come noi. Beh, non proprio come noi.
“Il protagonista della storia è Dave Lizewski, interpretato da Aaron Johnson”, spiega Vaughn subito dopo l’ispirata scena della granata di Hit Girl. “E’ un ragazzo come tanti, che ama i fumetti e a scuola non si trova a suo agio. Lo sceneggiatore, Jane Goldman, autore della sceneggiatura di Stardust e del thrille, Il Debito, aggiunge, “L’idea è che Dave non sia un nerd, ma solo un ragazzo che ama i fumetti e che si chiede come mai tra tutti i milioni di persone che amano i supereroi, nessuno abbia mai provato a diventarne uno. Ovviamente ci sono molte ottime risposte a questa domanda!”

Eppure ciò non basta a fermare Dave, il quale si auto costruisce una tuta da supereroe con una muta blu e verde, sceglie un nome adatto — Kick Ass, ovviamente — e va per le strade alla ricerca di guai. Affronta un paio di ladri di macchine. Le cose non vanno bene. “L’idea è che dall’esuberanza e dall’ottimismo giovanile spesso derivano decisioni sbagliate”, ride Goldman, E ovviamente quando Dave decide di diventare Kick Ass le conseguenze sono disastrose, proprio come accadrebbe nella vita reale, anzi, spesso, sono terribilmente disastrose”. E presto la situazione precipita. “Le cose si mettono davvero male quando Kick Ass, accidentalmente, incontra sulla sua strada un altro paio di aspiranti supereroi”, prosegue Goldman, “questi due eroi sono coinvolti in una lotta contro una grossa gang di spacciatori di droga, e soprattutto contro Frank D’Amico, il signore della droga che gestisce questa banda. E così Dave si trova immischiato in tutto questo”.

Quest’altra coppia di supereroi è composta dalla già menzionata Chloe Moretz, alias Hit Girl, e da suo padre, un ex agente di polizia che ha perso la moglie e che per questo è impazzito. Si chiama Big Daddy, ed è interpretato dalla superstar, Nicolas Cage.
“La sua performance nel ruolo di Big Daddy è incredibile”, dice Vaughn. “Si tratta di un mondo che Nicolas Cage conosce bene. Ha capito subito quale fosse la nostra intenzione in questo film. C’è grande affetto tra Big Daddy e Hit Girl. E il ruolo di Big Daddy è molto unico di per sé. Quello che Nic ha conferito al personaggio, che credo nessun altro attore sarebbe stato capace di conferire, è questa conoscenza dei personaggi dei fumetti, del loro folklore e della loro storia. Ha preso ogni ammiccamento, ogni momento postmoderno e ironico e li ha commutati in un modo che nessun altro attore avrebbe saputo fare. E’ stato meraviglioso. Credo che qualche volta la gente dimentichi che Nic Cage è un grande attore.

Oltre a Cage, Moretz e Aaron Johnson, nel film recita la star di SuXbad : Tre Menti Sopra il Pelo Christopher Mintz Plasse, che interpreta il ruolo di un altro aspirante supereroe, Chris D’Amico, figlio del signore della droga Frank, interpretato da Mark Strong. Il giovane D’Amico indossa il mantello di Red Mist. “Combatte per catturare l’attenzione del padre”, spiega il giovane attore. “A Chris viene l’idea di diventare Red Mist per intrappolare Kick Ass, e tutto per amore del padre. E’ un ruolo fantastico e la sua storia si sviluppa molto bene nei successivi episodi del fumetto. Lo adoro. Ad essere onesto, il film è meraviglioso”.

Aaron Johnson, l’attore inglese diciannovenne che interpreta Kick Ass concorda: “Adoro questo film, chi non lo ama?” afferma. “Ho appena finito di girare la mia prima grande scena di combattimento fuori dal negozio di ciambelle, dove combatto contro tre tipi, e anche se mi sono allenato, mi hanno conciato per le feste. Hit Girl, invece, sa quel che fa e Chloe ha reso suo il personaggio. Le scene di combattimento e gli stunts di questo film sono davvero spettacolari”.
L’idea per il film di Kick Ass iniziò a prendere forma quando la prima edizione del fumetto fu pubblicata a luglio del 2008; Millar si mise in contatto con Vaughn proprio quando era alle prese con le edizioni successive. E’ stata la sceneggiatrice Jane Goldman a far conoscere i due. “Conosco Mark Millar sin da quando eravamo due adolescenti”, sorride Goldman, “ e Mark si mise in contatto con il mio compagno [il presentatore televisivo Jonathan Ross], per dirgli che stava scrivendo un fumetto in cui c’era un personaggio che era l’Anti Cristo e gli chiese se gli dispiacesse che avesse preso inspirazione da lui nel disegnarlo”.

E suo marito come ha reagito? “In realtà era molto felice”, ride. “E’ stato molto tempo fa. Un giorno Mark mi disse, ‘Ho avuto una grande idea per un film favoloso,’ perciò l’ho messo in contatto con Matthew. Si sono incontrati ed è così che Kick Ass è nato”.
“Pensai che il progetto era fantastico e che l’idea fosse davvero divertente”, spiega Vaughn. “L’idea di un ragazzo ossessionato dalla figura di SpiderMan, che si infila una muta, entra in azione e poi si scatena l’infero, era favolosa. Come ho già detto, la prima volta che ho avuto in mano il progetto non c’erano neanche le illustrazioni. C’erano solo parole e descrizioni che spiegavano come sarebbero state le illustrazioni, ma ho subito intuito il suo potenziale. Nella mia testa avevo già iniziato a pensare a come sarebbe stato, e quando ho letto il primo fumetto completo, era proprio come lo avevo immaginato.

Millar voleva che fosse Vaughn ad aiutarlo a dar vita alla sua visione. Credo che Mark mi abbia dato l’idea perché aveva visto quanto bene avessi lavorato assieme a Neil Gaiman (in Stardust), nel quale avevo rispettato il materiale d’origine e l’autore. Quando giravamo, ad ogni dipartimento venivano date le istruzioni per ricreare quanto più possibile le stesse inquadrature del fumetto e gli stessi costumi. Credo che Il Signore degli Anelli sia venuto così bene proprio perché sono rimasti fedeli al materiale originale. Credo fermamente che si debba fare un adattamento solo se si ama il libro, il fumetto, lo show TV o radio, e che si debba rimanere fedeli all’idea originale il più possibile.
Una volta delineate le idee per le prime tre edizioni del fumetto, Millar si occupò della pubblicazione, mentre al contempo, lavorava sui capitoli successivi della storia assieme a Vaughn e a Goldman. “E’ stato molto affascinante”, dice quest’ultimo. “Dopo che Mark ebbe preparato i primi quattro capitoli della storia iniziammo a lavorare al film. Ci raccontava quali erano i suoi piani, quale sarebbe stato il percorso dei personaggio e lavoravamo fianco a fianco, soprattutto per gli ultimi capitoli, dove le idee di Mark e quelle di Matthew si sono letteralmente fuse”.

L’idea alla base di Kick Ass è ben lontana dallo stile che caratterizza i fumetti convenzionali, ma i filmmaker insistono sul fatto che non hanno scelto il progetto solo per essere diversi. “Devi solo sederti a scrivere qualcosa che ti piacerebbe vedere e devi raccontare la storia che ti piacerebbe raccontare”, nota Goldman. “Non devi farti domande tipo, ‘Come possiamo sovvertire le aspettative?’ perché spesso si finisce con il produrre qualcosa che è troppo riflessivo. Credo che alla base di una buona sceneggiatura ci sia la voglia di raccontare una bella storia, una storia che non vedi l’ora di raccontare”.
E anche se in Kick Ass c’è molto sangue e ci sono tantissime asportazioni di arti e una miriade di altre stravaganti forme di violenza, tutti i personaggi risultano immediatamente piacevoli, la storia è rapida, emozionante e soprattutto divertente. “Il tono della sceneggiatura è difficile da descrivere”, ammette Goldman, “ma c’è sicuramente un grande humour, uno humour dark, ed è brutale, ma non credo sia brutale in maniera gratuita. Più che altro mostra quello che queste armi e questa violenza possono arrivare a fare”.

Con tutte le armi e l’azione che ci sono nel film, che ha tra i suoi protagonisti una ragazzina di 13 anni che impreca come un camionista, Vaughn si aspetta di ottenere grande attenzione da parte dei media. A gran parte del pubblico piacerà ma i giornalisti più conservatori si lamenteranno. Il fatto è che lei è un eroina che si sbarazza di gente cattiva”, dice. “Non dico che la gente debba fare quello che fa lei, ma è il suo personaggio, deve essere un’adulta, e mi fa ridere il fatto che si lamenti più gente con me per il fatto che usi la parola che inizia con la ‘C’ di quanti si lamentino per il fatto che uccida 60 persone”.
“Perciò se la gente vuole reagire in quel modo, che lo faccia. Ma, l’ironia è che se le persone si lamentano, il box office aumenta. Davvero non mi importa, mi piace questa storia; ruota attorno ad un’ottima idea, molto semplice. Con le buone idee è sempre così, ‘Come mai non ci ha ancora mai pensato nessuno?’ Le ragioni possono essere due: o è un’idea pessima, oppure è un’idea brillante. Spero che questa volta sia stata un’idea brillante!”
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