Regista: Neil Burger
Titolo originale: Limitless
Durata: 105'
Genere: Thriller
Nazione: U.S.A.
Rapporto:
Anno: 2011
Uscita prevista: 15 Aprile 2011 (cinema)
Attori: Bradley Cooper, Robert De Niro, Abbie Cornish, Andrew Howard, Anna Friel, Johnny Whitworth, Tomas Arana, Robert John Burke, Darren Goldstein, T.V. Carpio
Soggetto: Alan Glynn
Sceneggiatura: Leslie Dixon
Trama, Giudizi ed Opinioni per Limitless (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Titolo originale: Limitless
Durata: 105'
Genere: Thriller
Nazione: U.S.A.
Rapporto:
Anno: 2011
Uscita prevista: 15 Aprile 2011 (cinema)
Attori: Bradley Cooper, Robert De Niro, Abbie Cornish, Andrew Howard, Anna Friel, Johnny Whitworth, Tomas Arana, Robert John Burke, Darren Goldstein, T.V. Carpio
Soggetto: Alan Glynn
Sceneggiatura: Leslie Dixon
Trama, Giudizi ed Opinioni per Limitless (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Fotografia: Jo Willems
Montaggio: Naomi Geraghty
Scenografia: Patrizia von Brandenstein,Diane Lederman
Costumi: Jenny Gering
Produttore: Leslie Dixon,Ryan Kavanaugh,Scott Kroopf
Produttore esecutivo: Tucker Tooley
Produzione: Many Rivers Productions, Boy of the Year, Intermedia, Relativity Media, Virgin Produced
Distribuzione: Eagle Pictures
Montaggio: Naomi Geraghty
Scenografia: Patrizia von Brandenstein,Diane Lederman
Costumi: Jenny Gering
Produttore: Leslie Dixon,Ryan Kavanaugh,Scott Kroopf
Produttore esecutivo: Tucker Tooley
Produzione: Many Rivers Productions, Boy of the Year, Intermedia, Relativity Media, Virgin Produced
Distribuzione: Eagle Pictures
La recensione di Dr. Film. di Limitless
Brillante e ben congegnato. Ve lo consiglio.
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Colonna sonora / Soundtrack di Limitless
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Informazioni e curiosità su Limitless
Note dalla produzione:
Il film è diretto da Neil Burger (The Illusionist - L'illusionista, Interview with the assassin) e scritto da Leslie Dixon (Hairspray, Il caso Thomas Crown), tratto dal romanzo Limitless (The Dark Fields) di Alan Glynn. I produttori sono Leslie Dixon, Ryan Kavanaugh (Robin Hood, Skyline) e Scott Kroopf (Breach - L'infiltrato, The hunting party), Il direttore della fotografia è Jo Willems (30 giorni di buio), scenografo, Patrizia von Brandenstein (The Last Station). Al montaggio Naomi Geraghty (The Illusionist - L'illusionista), costumista, Jenny Gering (Solitary Man), il produttore esecutivo è Tucker Tooley (Skyline, Dear John), la musica di Paul Leonard-Morgan.
LA PRODUZIONE
La sceneggiatrice Leslie Dixon stava curiosando negli scaffali di una libreria di testi usati quando si è trovata fra le mani il romanzo The Dark Fields, un avvincente thriller psicologico, scritto da Alan Glynn. Il libro aveva una premessa che l’ha immediatamente intrigata. E se ci fosse un farmaco che ti permettesse di usare al massimo ogni briciola di potenziale che possiedi? Lo prenderesti?
“Ho comprato il libro ed ho iniziato a leggerlo”, racconta la Dixon. “A metà strada mi sono resa conto che sarebbe stato perfetto per un film di Hollywood. Ho comprato i diritti con i miei soldi e ho scritto la sceneggiatura da sola, sperando di non dovere scendere a troppi compromessi. Ed eccoci qua”.
L’idea provocatoria della storia le è sembrata una perfetta panacea per l’era dell’informazione, l’era in cui una scia interminabile di dati ci passano davanti con una velocità travolgente. “Le premesse sembrano quelle di un film di fantascienza, ma il tipo di tecnologia non è così distante dalla realtà”, spiega la Dixon. Con il suo talento di sceneggiatrice ha creato dei blockbuster come Mrs. Doubtfire, Hairspray e Freaky Friday. “Sono certa che in questo momento ci sono ricercatori in laboratori che stanno tentando di creare delle ‘smart drugs’ che migliorino la nostra memoria, le funzioni cognitive e i riflessi”.
Eddie Morra, interpretato da Bradley Cooper, è uno scrittore che sta lentamente scivolando nell’oblio. All’inizio della storia la sua compagna lo lascia, il suo editore minaccia di scaricarlo se non produce il manoscritto che ha promesso, e la sua padrona di casa lo vuole sfrattare. Ma quando un vecchio amico gli fa avere una compressa del misterioso farmaco NZT, Eddie si trasforma in un fiume impetuoso di idee ed imprese che lo portano ad avere il successo che aveva sempre sognato.
“Credo che la maggior parte delle persone, me compreso, prenderebbero quella compressa, se gli venisse offerta”. La Dixon dice, “Rispecchia quello che sta accadendo nella società di oggi. La gente prende roba come l’ Adderall per darsi più sprint. E’ ironico che incominciamo a vedere i farmaci come un modo per migliorare le nostre vite.”
Seguire Eddie dall’oscurità alla ricchezza e alla fama, mi sono resa conta che era un viaggio divertente”, commenta la Dixon.” E quello che riesce a fare in questo viaggio sono le cose alle quali tutti noi aspiriamo”, continua, “riesce senza nessuna fatica ad imparare lingue straniere, e leggere la musica in un giorno. Le donne gli cadono ai piedi dopo poche frasi perché è molto charmant e divertente. Sono tutte cose che vorremmo, ed è divertente seguirle con il personaggio. Quando la situazione diventa difficile e i cattivi lo inseguono, è esilarante vedere come lui lotta per uscirne”.
La Dixon ha fatto vedere la sceneggiatura finita a Scott Kroopf, un produttore che conosceva da quando avevano lavorato insieme nel suo primo film, Outrageous Fortune. “Era un lavoro molto forte, brillantemente eseguito e pieno di umorismo tipico di Leslie”, racconta Kroopf. “E lei mi ha raccontato l’incredibile storia di come ha trovato lo spunto, e come ha fatto la bozza originale della sceneggiatura senza aiuti finanziari. Me ne sono subito innamorato”.
L’idea di una smart drug ha subito attirato la mia immaginazione. “Non ho ancora conosciuto una persona che non sia incuriosita dall’idea di poter usare il 100% del proprio cervello”, aggiunge il produttore. “Si può vedere di più, percepire di più, essere più coordinati, imparare più velocemente e recuperare una memoria dimenticata da molto tempo. Improvvisamente, è tutto accessibile”.
“Ovviamente, c’è un prezzo da pagare”, aggiunge. “Qualsiasi cosa che funzioni da steroide del cervello è intrinsecamente pericolosa”.
Dopo essersi accordati per produrre il film insieme, la Dixon e Kroopf hanno cercato il regista. Neil Burger, che ha diretto film come The Illusionist - L'illusionista ed Interview with the Assassin, li ha ben impressionati con il suo concetto innovativo per il film. “Volevo che la storia fosse assolutamente credibile e vera”, spiega Burger. ”Ma volevo anche entrare nella testa di Eddie, mostrare come lui vedeva il mondo quando era sotto l’effetto del farmaco, come elaborava l’informazione e come mai fosse così intelligente. Avevo alcune idee a proposito delle tecniche visive non convenzionali, per mostrare come lui percepisse il mondo”.
La percezione è infatti il punto focale di Limitless, secondo Kroopf. “Dovevamo trovare qualcuno che fosse visivamente orientato verso questo film per poter carpire la sua piena potenzialità”, spiega il produttore. “Neil era determinato nel trovare modi originali per raccontare la storia, e così ha osato con idee visivamente coraggiose e accettato sfide che la maggior parte delle persone avrebbe temuto”.
Burger ha percepito la storia come un thriller ma anche come un viaggio picaresco, per Eddie. “Un uomo comune, un perdente, che arriva in cima al mondo”, commenta il regista. “Quando, inizialmente, ho letto la sceneggiatura, immaginavo un film a ruota libera, febbrile, di grande energia. Questo è il modo in cui il personaggio viaggia per la città sotto l’ effetto di questa droga. Attraversa la vita facendo capriole”.
Eddie diventa un uomo soddisfatto e di successo. Ma a tutto questo si contrappone un lato negativo, ci fa notare Burger. “Il farmaco ha orribili effetti collaterali. Deve continuare ad assumerlo altrimenti gli vengono mal di testa lancinanti, e quando ne prende troppo, perde la cognizione del tempo”.
“il film è una storia sulla potenzialità dell’uomo, ma sul potente viaggio che Eddie compie”, continua il regista. “In sostanza il film parla di oggi, di New York, ma è molto più universale. E’ la storia di un uomo assetato di successo, un successo che non ha mai potuto raggiungere. La domanda è, ‘cosa si è disposti a fare per ottenerlo?’ Io voglio che lo spettatore sia insieme a lui quando fa queste scelte. E’ un personaggio talmente vincente, che lo spettatore è disposto a scendere con lui in abissi oscuri, come anche a tuffarsi nella luce”.
Il nocciolo della questione è: “Se ci fosse una pillola che ti rende ricco e potente, la prenderesti? Tutti noi vorremmo fare qualcosa di speciale ed essere d’ impatto nel mondo. Questa è la storia di un uomo che trova un modo fantastico per realizzare tutto questo, in modo reale. Non è magia e lui non è un supereroe. E’ la visione perfetta di se stesso”.
“Esistono già droghe di questo genere”, continua Burger. “Il Provigil e l’Adderall ed altri ancora. Il NZT è come questi, ma mille volte più potente. Ma se si tratta esclusivamente di chimica cerebrale, come l’ hard drive di un computer, qual è il punto nel quale subentra la responsabilità personale? Quali sono i limiti della nostra identità morale?”
Il film è un insieme di azione, suspense ed umorismo, con effetti visivi di stile che creano un viaggio da brivido, indimenticabile. “E’ una storia fantastica con attori eccezionali, piena di colpi di scena che creano eccitamente ed ebbrezza”, commenta Kroopf. “Consideratelo un viaggio NZT. Bradley Cooper è nel posto accanto al vostro e voi state facendo questo viaggio con lui. Il film è congegnato in modo tale da far sì che lo spettatore si diverta, ma quando esce dal cinema si pone la domanda: ‘Se fossi stato al posto di Eddie, cosa avrei fatto?’ E’ divertente ma sicuramente impaurisce da morire.
IL CAST
Il ruolo di Eddie Morra è molto impegnativo e richiede un attore che riesca a tenere alta l’attenzione dello spettatore in tutte le scene, e anche a creare una trasformazione credibile da uomo apatico a squalo grintoso. “Avevamo tutti messo gli occhi su Bradley Cooper”, racconta Burger. “E’ un eccellente attore, ma gli studios chiedono sempre ai realizzatori, ‘Possiamo finanziare il film sul suo nome?’ Fortunatamente, The Hangover (Una notte da leoni) è uscito mentre stavamo facendo il casting, e improvvisamente è diventato una reale possibilità. L’ho incontrato a New York e abbiamo passato una serata insieme parlando del film, di tutto. Ha una personalità talmente coinvolgente che riuscivo in modo chiaro a vedere quanto avrebbe funzionato per la nostra storia”.
L’innata intelligenza di Cooper lo ha reso la prima scelta per questo ruolo. “Eddie deve essere molto articolato”, spiega Burger. “Deve poter abbindolare verbalmente le persone, ed io ero certo che Bradley fosse una persona intelligente e molto convincente con le parole. Dall’altro lato, doveva essere credibile come il personaggio del povero perdente, quello che lo spettatore conosce all’inizio della storia. “Bradley ed io ci siamo raccontanti delle nostre personali esperienze, quando tentavamo di avere successo”, ricorda il regista. “Tutti e due eravamo senza lavoro, vivevamo in orrendi appartamenti ed eravamo sul punto di gettare la spugna. Perciò lui conosceva bene la situazione. Io ero certo che avrebbe potuto interpretare tutte le sfaccettature di Eddie in modo credibile e forte”.
“E’ un ruolo faticoso” aggiunge Kroopf. “Avevamo bisogno di qualcuno simpatico, divertente, intelligente e carismatico. Bradley Cooper era una stella nascente e perfetto per il film. L’età è quella giusta, sa interpretare sia la parte dello scrittore sfigato sia l’uomo versatile e brillante. Qui Bradley ha avuto l’opportunità di mostrare tutto il suo talento, sia come comico che come attore completo”.
In Cooper i realizzatori hanno anche trovato un attore che tira a sé lo spettatore con grande naturalezza. “Lo spettatore vorrebbe essere amico di Eddie”, racconta Kroopf. “Piace agli uomini e ancora di più alle donne. E’ il tipo di persona con la quale vorresti uscire a bere una birra e ad intraprendere qualche pazza avventura”.
Bradley Cooper ha apportato talento, entusiasmo ed energia ad un ruolo che richiedeva totale coinvolgimento. “Questa sceneggiatura era sicuramente fra le più belle che abbia mai letto”, racconta Cooper. “Non ho mai conosciuto nessuno che non l’abbia trovata incredibile e che non l’abbia letta tutta in un fiato dall’inizio alla fine.”
Il concetto che aveva del film il regista Burger è stata un’ attrattiva in più per Cooper.. “Fin dall’inizio il regista Neil ha voluto chiarire che lo spettatore sarebbe dovuto tornare a casa totalmente preso da Eddi”, dice Cooper. “Quando mi ha esposto le sue idee, mi sono entusiasmato. “E’ facilissimo lavorare con lui perché pur sapendo esattamente cosa deve fare, non è mai presuntuoso”.
Sia nei momenti in cui Eddie è sotto effetto di NZT, che nei momenti normali, il feeling con il personaggio è sempre costante. “Portare questo individuo dall’inizio alla fine del film è il sogno di ogni attore. Quando lo conosciamo, all’inizio, è molto giù, e il suo modo di vivere, che può essere divertente a 25 anni, a 35 diventa patetico”.
“Quando Eddie prende lo NZT, i suoi problemi sono risolti”, continua l’attore. “Scrive il suo manoscritto in tempo record e poi si chiede cosà farà con questi nuovi poteri. Voi cosa fareste se diventaste la versione migliore di voi stessi? Prima di tutto, avete idea di quanto potreste dare? E che prezzo sareste disposti a pagare per ottenere questo? E’ una bella domanda”.
Cooper ha conquistato l’ammirazione dei suoi colleghi del set con la sua energia inesauribile. “Bradley è la persona che ha lavorato più sodo nel film”; racconta Burfer. “Lo vediamo in ogni inquadratura e il suo personaggio subisce cambiamenti incredibili. Prima è un perdente, poi un uomo di successo, poi sta morendo, gli accade di tutto.
Abbiamo già visto in passato di cosa è capace Bradley come attore, ma qui sfoggia un talento e una maestria davvero particolari, la sua interpretazione è incredibile”.
“Io spero che gli spettatori, nel vedere questo film, riescano a mettersi nei panni di Eddie”, commenta Cooper “e vorrei che condividessero i suoi momenti di grande eccitamento e vivessero la realtà di queste montagne russe, dall’inizio alla fine”.
L’ascesa spettacolare nel mondo finanziario attrae il miliardario Carl Van Loon, interpretato dal Premio Oscar, Robert De Niro. “Van Loon è uno degli uomini più brillanti del mondo finanziario”, racconta Burger, “e Robert De Niro è fantastico in questo ruolo perché è una persona incredibilmente intelligente e forte. E’ anche molto generoso e gentile, e fin dall’inizio è esattamente come vediamo Van Loon. Prende Eddie sotto la sua ala. Ma come in tutti i migliori ruoli di De Niro, c’ è qualcosa di leggermente sinistro che cova sotto alla brace”.
Burger ha incontrato De Niro poco dopo l’uscita di The Illusionist - L'illusionista e tutti e due hanno espresso il loro interesse nel lavorare insieme. “All’inizio, la parte di Van Loon non gli sembrava abbastanza importante”, ricorda il regista, “ma poi abbiamo tutti pensato che ci avrebbe dovuto provare. Così gli ho parlato e mi ha detto che gli piaceva la parte ma non era abbastanza importante per lui. Quindi gli ho proposto delle idee per alcuni cambi e ho lasciato la porta aperta. Poi ne ho parlato con Leslie che ha abilmente ampliato il suo personaggio”.
Quando la Dixon ha saputo che De Niro era disposto a interpretare questo ruolo, si è buttata capofitto nella sceneggiatura per sviluppare una parte che pensava che potesse essere appetibile per un attore di così grande talento. Direi che Van Loon è un attore non protagonista”, spiega la Dixon. “Eravamo davvero eccitati all’idea che De Niro interpretasse questo ruolo, ma mi rendevo conto con orrore che avevo scritto una parte un po’ standard, e non c’era niente di speciale che lo avrebbe potuto attrarre. Mi sono chiusa in casa per una settimana, cercando di immaginare De Niro che diceva queste frasi, e ho aggiunto colore e intensità al suo ruolo”.
I cambiamenti funzionarono e De Niro ha firmato. “Subito si è buttato a capofitto ed ha dato un grande contributo alla squadra”, commenta Kroopf. “Il suo livello di preparazione era fenomenale, eppure era rilassato al punto giusto da far sembrare il suo ruolo credibile, soddisfacendo Bradley. I due hanno un modo simile di lavorare, sono incredibilmente creativi, si tengono al testo ma trovano sempre delle piccole sfumature per tenere sull’attenti il coprotagonista”.
Pur essendo entusiasta di avere un tale attore di talento nel cast, Burger era anche intimidito. “De Niro è uno dei miei attori preferiti, ed è un collaboratore incredibilmente generoso, ma quando lavoravo con lui sul set, pensavo sempre a quei ruoli iconici come come Travis Bickle in Taxi Driver oppure Jake La Motta in Toro scatenato. Come avrei fatto “io” a dire a Robert De Niro dove rimanere in piedi e come dire una battuta? Ho dovuto soffocare questo pensiero e mettermi semplicemente a lavorare. L’attore era davanti a me e non nella mia testa”. I dubbi iniziali del regista non sono mai trapelati, commenta Cooper. “E’ stato meraviglioso vedere Neil lavorare con De Niro. Lo ha diretto con naturalezza e ha trattato tutti allo stesso modo, cosa che per me è una delle migliori caratteristiche che un regista possa avere”.
Lavorare con De Niro è stato il coronamento di un sogno nel cassetto per Cooper. “Bob è uno dei motivi per il quale ho fatto l’attore. Quando lavori con un attore di tale talento, anche il tuo compito diventa più facile. Devi solo reagire a quello che lui sta facendo”.
Con Robert De Niro e Bradley Cooper a bordo, il resto del cast ha preso il suo posto con naturalezza, a partire da Abbie Cornish nel ruolo di Lindy, la ragazza di Eddie”.
Lindy, redattrice di una rivista, dà sempre il suo totale appoggio a Eddie, ma giunge al limite della pazienza già all’inizio del film e lo lascia. Quando Eddie scopre il NZT e diventa un uomo di enorme successo, si rimettono insieme. “Abbie ha una tale luminosità che dispiace pensare che Eddie avrebbe potuto perderla”, commenta la Dixon. “E uno dei benefici del farmaco è quello di aiutarlo a riconquistarla”.
Oltre all’opportunità di lavorare con due attori che ammira, la Cornish è stata attirata dalla qualità della sceneggiatura.. “E’ scritta veramente bene”, commenta l’attrice nativa dell’Australia. “Questa è una storia dove ci si può perdere perché sembra che possa realmente accadere. E’ assolutamente credibile e molto contemporanea”.
Lindy torna con Eddie dopo la sua incredibile trasformazione, ma rimane la voce della ragione per tutto il film. “Neil ha sempre visto questo ruolo come ul punto cardine attorno al quale ruota tutto, pur essendo un ruolo minore”, racconta la Cornish. “Lindy è l’unica persona che assume il farmaco per capirne le conseguenze. Il NZT annulla il margine di errore, che però è essenziale per il genere umano”.
Per la Cornish lavorare con Burger è stata un’esperienza di grande collaborazione. “E’ una persona molto sensibile, che ascolta gli attori. Fa sì che la realizzazione di un film sia una cosa collettiva e questo è molto piacevole”.
La Cornish ha portato un insieme di intelligenza e bellezza al personaggio, dice Burger.. “Abbie è fantastica, bellissima, molto brava, con un’ energia birichina. La chimica fra Abbie e Bradley è stata immediata, sono incredibili insieme. Si avvertiva chiaramente il feeling fra i loro caratteri”.
Quasi tutte le scene della Cornish sono con Cooper, e lei dice che l’entusiasmo per il lavoro era contagioso. “Bradley ha accettato il ruolo con grande carica. Era incredibile da vedere. Ha un enorme senso dell’umorismo, profondità, è un attore completo. E’ perfetto come Eddie perché riesce a trasformarsi dall’uomo in declino ad una persona che viaggia al top. E’ anche generoso e molto coinvolgente, e questo fa sì che sia divertente lavorare con lui”.
Quando Eddie decide di giocare in borsa, prende in prestito soldi dall’unica fonte che glieli presti, un delinquentello da quattro soldi di nome Gennady, interpretato da Andrew Howard. “Gennady è cresciuto in Russia e si è trasferito negli Stati Uniti venti anni prima”, racconta Burger. “Ha ancora un forte accento russo ed è molto pericoloso. Prendere soldi in prestito da lui è da incoscienti, ma è anche una mossa furba, perché Eddie riesce a trasformare pochi soldi in una grossa somma in pochissimo tempo. Il problema arriva quando Gennady capisce l’esistenza di questo farmaco e lo vuole”.
La Dixon si è divertita molto nel creare il personaggio di questo ceffo, e quando Howard è stato scelto per il cast e ha suggerito delle idee al riguardo, lei ha immediatamente inserite nella sceneggiatura. “Gennady è un ceffo molto primitivo e ruspante”, racconta la sceneggiatrice. “All’inizio Eddie è l’unica persona che vediamo usare il NZT ma, quando Gennady inizia a prendere lo NZT, il farmaco rende questo cattivo più intelligente. Andrew Howard ha fatto notare che quando si dà a un tipo del genere questo farmaco, potrebbe non diventa intelligente come Eddie e potrebbe aumentarne i difetti rendendolo orribile”.
Il risultato è divertente e terrificante allo stesso tempo. “Leslie ed io abbiamo parlato di quanto è divertente vedere che ogni volta che lo incontri il suo vocabolario è migliore e che diventa più erudito”, dice Howard. “Sviluppa uno sguardo diverso, non direi che diventa un bel tipo, piuttosto il genere da locale notturno infimo, un uomo di mondo...solo che è un assassino”.
Howard, che viene dal Galles, ha fatto delle ricerche per questo personaggio, passando del tempo nella grande comunità russa a Brighton Beach. “Il personaggio verrebbe da qui”, spiega. “Si vedono molti Gennady da quelle parti, è stata un’esperienza notevole. Mi sono avventato sull’opportunità di vedere e sentire una vera comunità russa proprio a New York”.
Secondo Howard il film piace perché è un bel modo di raccontare una storia, una bella recitazione con molta azione, e poi ci sono Robert De Niro e Bradley Cooper. Neil è un regista straordinario e sapeva esattamente come raccontare questa storia. Ha sempre portato qualcosa in più per aggiungere colore e sfumature”.
I MONDI DI EDDIE MORRA
Durante il suo primo incontro con i produttori di Limitless, Neil Burger ha esposto il suo ambizioso progetto per il film. “Il primo elemento per me è l’interpretazione” dice, “come facciamo ad avere una comunicazione emotiva? Lavorare con gli attori è uno degli aspetti piacevoli del mio lavoro. Come negli altri miei film, il traguardo era quello di ottenere interpretazioni fantastiche e diverse. In questo caso, c’era da formare il personaggio di Bradley Cooper attraverso il suo pazzesco viaggio e supportare la sua interpretazione visivamente.
“Eddie fa delle cose molto strane durante lo svolgimento della storia, ma volevo che gli spettatori fossero con lui, dalla sua parte”, commenta il regista. “Bradley ha una personalità vincente e noi lo adoriamo. E questa era già metà lavoro. Poi si trattava solo di piccoli dettagli nell’interpretazione e nel modo in cui giravamo per attirare lo spettatore e farlo sentire complice nelle scelte di Eddie”.
Burger ha creato un linguaggio visivo e interpretativo per ogni fase della storia per dare allo spettatore la sensazione di essere nella testa di Eddie. Il regista spiega: ”Ogni fase ha una sua angolazione - quando Eddie è una persona normale, quando inizia a prendere la droga, quando viaggia a mille sotto il suo effetto e quando non la sta prendendo. Ogni fase ha un suo movimento della macchina da presa, un concetto di disegno e stile di recitazione. Volevo che lo spettatore sentisse sempre quello che sente lui, che lo seguisse passo passo”.
“Gli effetti visivi erano un’altra componente”, continua Burger. “Come metabolizza l’informazione quando è sotto effetto del farmaco? Come fa una persona con queste abilità straordinarie ad adeguarsi ai rumori e alle distrazioni della vita contemporanea e allo stesso tempo tirar fuori tante informazione? Come facciamo a trasmettere questo, il funzionamento di un cervello programmato a mille”?
Burger ha creato diverse tecniche e strategie per raggiungere questo scopo. “Ho usato metodi che non avevo mai visto prima per dare al film un’aria ‘fatta a mano’, anziché una digitale”. “Volevo che lo spettatore si sentisse fisicamente vicino a lui, al suo carattere, che avesse un feeling con lui. Ho studiato i ‘fractal’ che sono una specie di disegno auto-replicante . Ho usato un metodo visivo a 360 gradi per mostrare l’abilità nel vedere tutto da ogni prospettiva, e ho inventato un metodo visivo per mostrare come si ricorda tutto quello che ha visto e sentito. Volevo che tutto avesse un’intensità che riflettesse l’esperienza di Eddie, ma volevo anche mantenere una certa leggerezza. C’è anche dell’ umorismo dark durante tutto il film che troviamo anche nel visivo”.
Lavorando così vicino alla sua troupe, il regista ha sviluppato diverse angolazioni per il film, prima la vita squallida che conduceva Eddie prima del NZT, e poi la vita bella e brillante che ottiene con la droga. “Quando lo conosciamo all’inizio è una persona normale che sta andando a picco”, racconta Burger. “Vive a New York, non ha un soldo—una vita davvero disperata. Volevo mostrare anche questo in un modo nuovo, renderlo bello a modo suo, ma con l’energia che viene dall’esperienza”.
“Il disegno del film, il movimento della macchina da presa, la composizione, tutto è necessario per supportare l’interpretazione”, dice. “Avevano bisogno di interpretare lo stato d’animo del cervello di Eddie. Mentre guardi il film è una cosa che si sente, anche se non si può toccare con mano. Quando non sta prendendo il NZT, tutto diventa squallido, ruvido e spiacevole. Sotto l’effetto della droga, invece, tutto è assolutamente perfetto”.
Burger e il direttore della fotografia, Jo Willems, hanno creato chiavi di lettura diverse per i due stati mentali di Eddie. “Abbiamo girato l’Eddie ‘normale’ con una macchina da presa a mano e un obiettivo più lungo”, spiega Willems. “Non è un lavoro molto preciso, è approssimativo, grezzo e quindi non molto bello. Le luci sono un po’ sporche. Volevamo che avesse un’ aria squallida”.
Invece, sotto l’effetto della droga, Eddie si trasforma completamente. “Ha il totale controllo di se stesso, quindi anche la macchina da presa è più controllata”, spiega il direttore della fotografia belga. “L’effetto visivo è molto patinato, le luci più soffuse. Abbiamo usato degli obbiettivi più larghi ed è tutto più ordinato. E’ come se fossimo dentro la sua testa. Dal momento che stavamo sviluppando un personaggio dal punto di vista visivo, non avevamo paura delle soggettive e volevamo attirare l’immaginario del pubblico”.
Burger e Willems hanno anche sviluppato sistemi ingegnosi e sorprendenti per trasmettere gli effetti del NZT. “Neil è molto forte dal punto di vista visivo, e non ha usato molti effetti speciali”, spiega Kroopf. “Quelli che ha usato sono di uno stile diverso da quello al quale lo spettatore è abituato. Sono molto evocativi ed emozionanti, contrariamente a quelli tecnici. Trasmettono una visione del mondo diversa da quella che si percepisce quando sei sotto l’effetto di questa droga, quindi hanno una qualità molto viscerale”.
Per esempio, per mostrare la rapida assimilazione da parte di Eddie di tutte le informazioni che lo circondano, Burger e Willems hanno creato un’illusione visiva a 360 gradi. “Le macchine da presa sono state messe insieme per mostrare a 360 gradi la percezione di Eddie, stretta in una inquadratura”, spiega Burger. “Mi piaceva l’idea di questa metafora. Riesce a vedere tutto come se avesse occhi dietro la testa. Crea un’immagine intensa e surreale”.
“Non volevo presentare un nuovo effetto visivo”, dice Burger. “Volevo solo inventare delle tecniche che esprimessero bene come funzionava la mente di Eddie. A volte bastava un semplice effetto normale della macchina da presa, altre volte dovevamo inventare nuovi sistemi. Il punto era dirigere in modo tale – dall’interpretazione agli effetti visivi – da trasmettere quello che lui stava provando”.
La scenografa Patrizia van Brandenstein ha lavorato con Burger per creare gli ambienti contrastanti. “Fin dall’inizio Neil ha avuto una visione molto forte”, racconta la Von Brandenstein. “Credo che sia evidente, in questo suo lavoro, che è un regista orientato molto verso il visivo. La parola chiave è ‘sottolineare’. Volevamo supportare la storia, non sopraffarla”.
“Il film ha enormi contrasti e tanti stati emotivi”, aggiunge la Brandenstein. “Il viaggio di Eddie lo porta dal profondo degli abissi alla cima del mondo. Lo spettatore è abbastanza critico quando Eddie arriva al successo in quel modo e quando ci vuole rimanere, ma comunque è un personaggio che gli sta a cuore. Le scelte morali del nostro eroe sono molto interessanti in un mondo moderno”.
Per l’appartamento di Eddie, a Chinatown, la van Brandenstein usa una tavolozza imbrattata di colori tetri che contrastano con i rossi e gialli della vita giù in strada. Quando il mondo di Eddie cambia, cambiano anche i colori che lo circondano. “Ci rendiamo conto quanto sia opportunista e quanto amorali siano le sue scelte, una sensibilità moderna che viene fuori con l’uso del blu sbiadito, verde pallido e molto grigio. L’architettura di New York è per lo più grigia, in granito e acciaio, che dà un tono molto freddo”.
Limitless è stato girato nelle città di New York e Philadelphia. Burger, che abita a New York, ha messo insieme alcune foto per aiutarsi ad usare la sua città come sottofondo. Nonostante due sole settimane di riprese nella città, le immagini sono piuttosto veritiere. In un film si può controllare tutto, e questo è fantastico, ma può anche uccidere l’energia dell’ ambiente circostante”, spiega il regista. “Abbiamo lasciato la strada così com’era, con la gente che passava. Mentre Bradley Cooper attraversava la strada a metà isolato, come si fa a New York, una piccola troupe lo seguiva tentando di far sembrare tutto il più reale possibile”.
Per girare in oltre sei location al giorno, la troupe ha tentato di mantenere un profilo basso. “Li mandavano a girare il più possibile”, dice Kroopf. “E ha funzionato. Dà la sensazione di essere materiale filmato rubato, contrariamente agli standard di un film di Hollywood”.
Senza avere molto tempo per set molto elaborati, i realizzatori hanno spesso usato la luce che era a disposizione. “Questo dà al film un look da documentario”, commenta Willems. “Mi piace molto quello stile. Quando Eddie è sotto l’effetto del farmaco, invece, giravamo in un modo più controllato, con le gru, i dolly, e la steady cam. Abbiamo dovuto lavorare in fretta ed è stato molto divertente”.
Burger, che conosce bene la città, aveva le idee molto chiare. La troupe ha girato in alcune location iconiche di New York, catturando le vere pulsioni di Manhattan. “Abbiamo girato nella zona East Broadway, a Chinatown,” racconta Kroopf. “E’ pazzesco perché ci sono sempre un milione di persone per strada. Abbiamo girato dalla 52esima all’ 8th Avenue, in un palazzo chiamato Lynx. Abbiamo girato a Chelsea, a Tribeca e ovunque a Midtown, che è una zona turistica affollatissima. Abbiamo girato una fantastica scena d’azione con Abbie Cornish a Wollman Rink, nel Central Park”,
La Cornish, che ha visitato New York molte volte, dice che l’intensità dell’esperienza è stata travolgente. “Adoro New York. Girare lì è stato pazzesco, la città è caotica e non si riesce ad avere un vero set. Lavoravamo in mezzo alla strada con la gente che passava, ma tutto questo trasmetteva una grande energia. Come attrice, mi ha dato una grande carica, mi dovevo concentrare molto.”
Girare a New York è una vera sfida, ammette la Dixon. “Controllare la folla è impossibile. Le inquadrature sono piene di Newyorkesi che ti passano davanti. Fortunatamente sono talmente indifferenti che non ci pensano neanche ad alzare lo sguardo. Hanno visto talmente tanti film girati nella loro città che non gliene importa più niente”.
Lo sforzo in più è valso la pena. “Esiste una sola New York e questa storia non sarebbe stata credibile in nessun altro posto. In nessun altro posto al mondo si può passare da un appartamento schifoso a uno da 12 milioni di dollari, nel grattacielo più lussuoso, nel giro di sei settimane. E’ l’unica città dove si può saltare da un tale estremo all’altro”.
Carico di energia, emozioni e movimento continuo, il film è molto fedele allo spirito della New York di Burger. “E’ un film che parla di potere”, spiega Burger. “New York è il centro del potere e Manhattan ne è il grande cervello. Ho voluto girare il più possibile per le strade, senza soffocare. Troppo spesso New York viene trasformata in un set di Hollywood, invece noi volevamo che continuasse a pulsare attorno a noi”.
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