Mangia, prega, ama di Ryan Murphy

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locandina Mangia, prega, ama
 
Regista: Ryan Murphy
Titolo originale: Eat, Pray, Love
Durata: 140'
Genere: Drammatico
Nazione: U.S.A.
Rapporto:

Anno: 2010
Uscita prevista: 17 Settembre 2010 (cinema)

Attori: James Franco, Julia Roberts, Javier Bardem, Billy Crudup, Richard Jenkins, Viola Davis, Arlene Tur, Luca Argentero, Elena Arvigo
Soggetto: Elizabeth Gilbert
Sceneggiatura: Ryan Murphy, Jennifer Salt

Trama, Giudizi ed Opinioni per Mangia, prega, ama (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
 
Fotografia: Robert Richardson
Montaggio: Bradley Buecker
Musiche: Dario Marianelli
Scenografia: Bill Groom, Andrew Baseman, Raffaella Giovannetti, Letizia Santucci
Costumi: Michael Dennison

Produttore: Dede Gardner, Gary L. Hayes, Tabrez Noorani, Marco Valerio Pugini, Neil Ravan
Produttore esecutivo: Jeremy Kleiner, Brad Pitt, Stan Wlodkowski
Produzione: Columbia Pictures, Plan B Entertainment, Red Om Films
Distribuzione: Sony Pictures Releasing Italia

La recensione di Dr. Film. di Mangia, prega, ama
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Colonna sonora / Soundtrack di Mangia, prega, ama
Potrebbe essere disponibile sotto, nei dati aggiuntivi (clic qui).

Voci / Doppiatori italiani:
Cristina Boraschi: Liz Gilbert
Roberto Pedicini: Felipe
Carlo Valli: Richard
Massimiliano Manfredi: David Piccolo
Alessio Cigliano: Stephen
Luca Argentero: Giovanni
Alessandra Cassioli: Delia Shiraz
Giorgio Lopez: Ketut Liyer
Francesca Fiorentini: Sofi

Informazioni e curiosità su Mangia, prega, ama

Tratto dal romanzo di Elizabeth Gilbert.

Note dalla produzione:
LA PRODUZIONE
Julia Roberts lesse il libro di Elizabeth Gilbert Mangia Prega Ama, appena uscito nel 2006. Dopo averlo prestato ad una delle sue migliori amiche, entrambe sono rimaste subito coinvolte dalla storia. “Ognuno di noi affronta un percorso, un momento nella propria vita nel quale sente l'esigenza di ridefinire ogni cosa e capire cosa si cerca”, racconta Julia Roberts. “Il cammino di Liz è particolare, è visivo, una storia che ha un suo fascino, una storia universale, familiare a chiunque”.
Il libro della Gilbert – il personale racconto di una ricerca interiore – ha ottenuto un enorme successo, vendendo oltre 6 milioni di copie negli Stati Uniti, ed è stato tradotto nel mondo in oltre quaranta lingue. Ciò che del progetto ha affascinato Julia Roberts sono stati sia il libro, sia l'oportunità di lavorare con Ryan Murphy, regista e co-sceneggiatore del film. “Amo il modo in cui il libro affronta l'esperienza della vita, la ricerca di risposte e come nel nostro percorso di vita è possibile incontrare persone molto importanti. Credo che sia una storia realmente ricca d'emozioni. È bello esserne parte, soprattutto con Ryan al comando, è stato una fatica piacevole”, commenta l'attrice.

Murphy è noto al pubblico per i suoi recenti lavori televisivi, Nip/Tuck e Glee, serie premiate ai Golden Globe, che hanno ottenuto larghi consensi per i dialoghi taglienti e realistici. Ha scritto la sceneggiatura con Jennifer Salt, con cui aveva precedentemente lavorato per Nip/Tuck. “Ryan e Jennifer hanno saputo dar vita ad un adattamento reverenziale”, spiega Julia Roberts. “Ryan era sulla stessa linea d'onda di Liz Gilbert, avendo avuto modo di parlarle molto. Hanno cercato di essere il più fedele possibile al libro. In molti film c'è un punto in cui le cose devono essere leggermente differenti, ma in questo caso abbiamo cercato di salvaguardare il nucleo centrale della storia, cioè la ricerca interiore di Liz”.

“La bellezza del libro - il motivo per cui tutti abbiamo voluto prendere parte al progetto - è che la vicenda dice esci dal tuo guscio”, commenta Murphy. “L'idea mi affascina molto, è molto personale, perché spesso si è rigidi con le proprie scelte, ripetendo sempre le stesse azioni giorno dopo giorno. Per esempio, mi piace molto la scena girata a Roma in cui Julia passa un intero pomeriggio sul pavimento a mangiare. Prendere parte a questo progetto mi ha insegnato ad assaporare ogni singolo momento della mia vita”.

Racconta Salt: “Ryan mi ha consigliato il libro in circostanze 'non cinematografiche', me ne ha parlato da amico. Mi disse, sto leggendo questo libro e sembra che sia tu a parlare. Ti piacerà moltissimo. È mi è piaciuto moltissimo, perché è onesto, autentico. Quando Ryan mi ha detto che era pronto ad acquisirne i diritti e che avrebbe voluto scrivere la sceneggiatura con me...è stato un momento magico”.
Il tema centrale del libro, di essere onesti verso se stessi, è la forza trainante alla base della storia e della sceneggiatura. Sebbene la Gilbert faccia un viaggio letterale esotico e meraviglioso, questa è solo una parte della storia. Il motivo per cui il libro, con il suo viaggio interiore, ha affascinato molte persone è che questo percorso può essere fatto dovunque. Racconta la Gardner: “La curiosità di Liz Gilbert per le cose nuove è ciò che più mi affascina. Può girovagare e dietro ogni angolo incontrare persone nuove, conoscere nuovi linguaggi, cibi, culture e comportamenti”.

In effetti, trovare il giusto equilibrio tra il viaggio interiore e quello reale è la chiave di lettura per adattare la storia al grande schermo. Il filo conduttore che muove la vicenda è il viaggio che Liz intraprende da New York verso l'Italia, l'India e l'Indonesia e per i filmmaker era importante che il pubblico percepisse la sfida personale di Liz che impone a se stessa, di fare un viaggio intorno al mondo da sola. “È sola e non è facile”, continua Gardner. “È questa la trama che dalle pagine prende vita nel film”.
Mentre erano al lavoro all'adattamento cinematografico, Murphy, con l'aiuto di Jennifer Salt, ha tenuto riunioni di brainstorming anche con la Roberts e la Gardner, permettendo ad ognuna di contribuire a quella parte della storia più affine a loro stesse. Naturalmente molte erano le cose in comune, ma anche molti i punti più personali. Queste discussioni erano la base di partenza per la realizzazione della sceneggiatura.

Un'altra risorsa molto importante per Murphy e Salt è stata naturalmente l'autrice, Elizabeth Gilbert. Durante il processo di scrittura, Murphy e Gilbert avevano un regolare scambio di email. Ogni qual volta ci fosse una domanda sui personaggi e sulle motivazioni, trovavano nell'autrice stessa un ottima alleata. Per esempio, durante la stesura della parte riguardante l'Italia, sia a Murphy si a Salt era chiaro che la scena del pranzo del Ringraziamento con gli amici italiani sarebbe stata la chiave di volta dell'intera azione del film. Cosa del pranzo era così importante per la Gilbert? L'autrice ha spiegato che in quel momento, all'inizio del suo viaggio, non era sicura di provare felicità per sé stessa, ma era certa che sarebbe stata contenta per la gioia degli altri. Racconta la Gardner: “Lei definisce quel momento come uno sprazzo di vita. Sono momenti come questo che ci aiutano a spingere la storia al passo successivo”.

All'inizio, quando la Gardner aveva appena letto il libro, era chiaro che per il personaggio di Elizabeth Gilbert l'unica scelta possibile era Julia Roberts. “Mi è subito sembrato ovvio – deve essere Julia Roberts”, racconta la produttrice. “Non avevo mai lavorato con Julia prima, ma sono impressionata dal suo talento. In questo ruolo sa percepire ogni sfumatura del personaggio, dalla vulnerabilià alla tenacia, dall'indecisione alla fiducia in sé stessa. Capisce perfettamente quando è giù di corda o reattiva”.

“Liz attraversa un'ampia serie di emozioni ed è ciò che ti aspetti, in quanto la storia è il racconto di un anno di vita”, racconta Julia Roberts. “Un divorzio, un incontro e un viaggio, conoscere persone nuove, non sapere cosa fare, questa è un'ottima opportunità per interpretare un personaggio complesso e affascinante”.
“All'inizio del film Liz è un un po' sfatta, ma senza un motivo preciso”, aggiunge la Robert. ”È una persona che ama viaggiare, ha sempre viaggiato e per lei fare i bagagli è istintivo. Ovviamente non tutti saprebbero fare quello che fa lei, ma non si tratta di questo in realtà. È divertente osservare lei che nel film attraversa il mondo, ma in realtà si tratta di un suo viaggio interiore alla ricerca di ciò che vuole veramente dalla sua vita”.
Continuando Julia Roberts afferma che questo tipo di riflessioni non sono certo semplici ed è questo che rende il percordo della Gilbert molto particolare. “Trovare del tempo per se stessi è ciò che profondamente affascina ed inconraggia le altre persone. Credo sia coraggioso e degno d'ammirazione. In un mondo confuso e troppo veloce, fermarsi e riflettere su cosa effettivamente è giusto per se stessi è una cosa buona da fare”.

Viola Davis, che interpreta il ruolo di Delia, la migliore amica di Liz nel film, afferma di percepire a fondo il legame tra Liz Gilbert e Julia Roberts. “Mentre leggevo Mangia Prega Ama, pensavo tra me e me che forse Liz non realizza quanto sia una persona eccezionale. Riesce a legare con le persone appena entra in una stanza. Credo sia lo stesso per Julia, le persone sono attratte dal suo modo d'essere. È luminosa”.
Julia Roberts ha avuto l'opportunità di incontrare la vera Elizabeth Gilbert a Roma. “Ryan aveva avuto contatti con lei durante la fase di pre-produzione, ma sentivo che, nel creare il suo personaggio, per me era importante seguire il mio istinto e essere già avanti con le riprese quando l'avrei incontrata”, racconta. “È una persona amabile, piacevole e con un modo di dialogare molto particolare. È una persona molto bella”.

Così come per la scelta di Julia Roberts, i filmmaker erano consapevoli che l'unica scelta possibile per le riprese era di girare nelle location reali visitate dalla Gilbert. “Questo è stato il nostro santo graal. Eravamo pronti a spostarci in tutti i luoghi in cui era stata Liz Gilbert”, commenta Murphy. “In alcuni casi facilmente, soprattutto in alcuni dei posti più famosi di Roma”. In altri casi, da quanto afferma Murphy, sono stati fortunati. La produzione ha avuto la possibilità di girare alla Casa Reale di Ketut Liyer, un personaggio chiave nella sequenza di Bali. “Abbiamo lavorato molto alla pre-produzione, recandoci nei vari paesi per tre volte, alla ricerca delle location più adatte. Se non avessimo potuto girare in un particolare luogo per motivi che andavano al di là del nostro controllo, avremmo dovuto ricreare tutto basandoci sull'enorme quantità di foto che abbiamo scattato. Essendo il libro famoso e amato, era fondamentale per me, in quanto regista, attenermi alla realtà”.

Richard Jenkins, che interpreta il personaggio chiave del texano Richard nella sequenza indiana, spiega l'importanza, per la buona riuscita del film, di girare in queste location esotiche. “Quando ero un ragazzino, crescendo in un piccolo paesino del Midwest, vedevo il mondo attraverso i film. Ho visitato luoghi dove non sarei potuto andare in altro modo”, racconta. “Per le riprese in India non potevamo girare se non lì. Il caldo, le emozioni, l'aria, le persone, è tutta una sensazione completamente differente”.
Non solo la produzione avrebbe girato nei luoghi originali, ma avrebbe anche girato in ordine cronologico, prima a New York, poi in Italia, poi in India e in fine a Bali. Commenta Julia Roberts, parlando di questa scelta: “Abbiamo potuto in questo modo affrontare lo stesso percorso emozionale intrapreso da Liz. Un'esperienza incredibile”.

“Parlando con Ryan e Dede, era chiaro che per ognuna di queste location c'era qualcosa di speciale, e dopo aver visto il film, il pubblico avrebbe sicuramente voluto fare un viaggio come quello di Liz”, spiega l'executive producer Stan Wlodkowski. “Per questo è stata una scelta unanime dei filmmaker e dello studio che il film si sarebbe girato a New York, in Italia, in India e a Bali, nello stesso ordine del racconto nel libro di Liz. Non credo che nella mia carriera mi capiterà una tabella di marcia come per questo film. Abbiamo letteralmente girato quattro film diversi”. Uno dei primi rompicapi era mettere insieme il piano di produzione del film. Non solo era fondamentale verificare la disponibilità degli attori, ma anche il clima locale, la troupe e il resto. Alcune location avevano infrastrutture in grado di ospitare le riprese di un film e avevano già ospitato produzioni in passato, mentre per altre, come nel caso di Bali, una produzione del genere non era mai stata ospitata. “Quando abbiamo iniziato le riprese a New York, c'era sempre un ufficio produzione aperto da qualche parte nel mondo. Questo film era attivo 24 ore al giorno. Uffici casting, dipartimenti artistici, tecnici, gaurdaroba, tutto in giro per il mondo”, spiega la Gardner.


New York
Le riprese sono inizate a New York, dove viene affrontata la problematica che porta Liz ad intraprendere il viaggio e viene presentata la sua situazione sentimentale con due uomini: il suo ex marito, Stephen e il suo nuovo amore, David.
La scelta dell'interprete di Stephen era fondamentale, spiega la Gardner. “È questa una coppia il cui amore si è esaurito e nella vita sono alla ricerca di cose differenti. Non sono destinati a stare insieme, ma ciò non rende il loro tempo trascorso insieme meno importante e senza valore. Ottenere un cast giusto per il ruolo di Stephen era importantissimo perché era necessario convincere il pubblico sia del fatto che entrambi in passato si erano innamorati sia del fatto che il loro amore era finito. È un percoso ben preciso, è umano”.

Billy Crudup interpreta il ruolo di Stephen. “La storia offre scorci del loro matrimonio in tutte le sue fasi”, racconta lui. “Si comprende come si sono innamorati e soprattutto viene mostrato l'inizio della crisi di lei e il modo in cui lui decide di allontanarla e farla partire per il suo viaggio”.
David, interpretato da James Franco, adora Liz e rianima quella passione che lei credeva fosse scomparsa dalla sua vita. La Gardner crede fortemente che se il pubblico non ama la persona che lei frequenta dopo la storia con il marito, allora l'intera vicenda funziona poco. “Nessun altro al mondo avrebbe potuto interpretare questa parte”, commenta lei. “James è adorabile e sexy, ma anche molto intellettuale, con un gran cuore ed uno spirito generoso”.
“Quando David e Liz si incontrano, Liz è alla ricerca di qualcosa di speciale,” racconta Franco. “Ricerca qualcuno con cui stabilire un legame romantico, ma anche dare un senso profondo e spirituale alla sua vita. Forse non è una relazione definitiva, ma predispone le basi per il suo viaggio, per cui ha qualcosa di positivo”.

James Franco e Julia Roberts hanno dovuto confrontarsi con la sfida di avere poco tempo per creare la giusta chimica tra loro come coppia. Racconta Franco: “Nella prima scena che abbiamo girato insieme ci baciamo e a fine giornata ci lasciamo. È stato molto intenso”.
La coscienza e la voce della ragione di Liz sono espresse dalla sua migliore amica nonché editore Delia, interpretata dall'attrice Viola Davis. Il personaggio di Delia è l'incarnazione di un gruppo di amiche di supporto di cui Liz parla nel libro. “Delia è sempre disposta ad ascoltare Liz”, racconta la Davis. “Anche se Delia è in disaccordo con Liz, è comunque dalla sua parte, fa il tifo per lei”.
“Viola è un'attrice meravigliosa,” commenta la Gardner. “È divertente e sa apportare brillantezza al ruolo che necessita di ciò. Ma apporta anche serietà alla scena, quella in cui Liz decide definitivamente di viaggiare in giro per il mondo”.

Leggendo il libro, Viola Davis ha subito percepito cosa ha più affascinato nei lettori di tutto il mondo. “Una mia amica mi ha regalato il libro in un particolare momento della mia vita, credendo che mi potesse aiutare. È stata una rivelazione, è accessibile e affascina le persone perché è onesto, coraggioso, profondo ma non troppo allo stesso tempo”.
Sin dall'inizio le intenzioni di Murphy erano quelle di rendere una New York claustofrobica, per rendere l'idea dell'esigenza di Liz di scappare via. Per le location la produzione ha spaziato da Manhattan alle strade di Tribeca (Ufficio di Delia), a Brooklyn (appartamento di Delia), dall'East Village al Cold Spring Harbor, a Long Island. La scena in cui c'è lo scontro tra Stephen e Liz, davanti all'avvocato divorzista, è stata ripresa al 36° piano di un palazzo di uffici, sulla Sesta Strada, con vista sull'Empire State Building.


In Italia
L'Italia, in particolare Roma, rappresenta l'inizio del nutrimento spirituale di Liz Gilbert. Decide di passare questo tempo della sua vita godendosi il semplice piacere di mangiare, filosofeggiando con gli amici e dedicandosi al dolce far niente.
“Roma ti da il benvenuto a braccia aperte”, commenta Julia Roberts. “Ho avuto la fortuna di poter lavorare lì più volte. È una città aperta, un'ottima scelta come prima tappa per il viaggio di Liz”.
“A Roma si vive alla giornata e molti americani non sono in grado di adeguarsi”, racconta la Gardner. “Ma la città ti forza a vivere in questo modo. C'è una profonda ricchezza in questo e una volta che superi le frustrazioni e ti adegui pensi che gli italiani in fondo hanno capito tutto”.

Gli amici italiani di Liz sono interpretati da un gruppo di affascinanti ed eclettici attori europei. La Gardner afferma che non si può negare la chimica che si era creata con Julia Roberts per mettere in scena questo cast di persone. Attori come Luca Argentero, che interpreta Giovanni, sono perfetti. “Ogni volta che scritturi un attore speri che il legame che si crea con il resto della compagnia vada oltre quanto scritto sulla carta”, continua la Gardner. “E questo è ancora più difficile quando stai scegliendo gli attori per una compagnia di amici, ma nel nostro caso sono stati bravissimi, professionalmente e a livello umano. Mi faceva sempre piacere essere al loro tavolo”.

Racconta Argentero, “Gli italiani sono un popolo di viaggiatori, aperti al contatto con gli altri. Noi italiani pensiamo allo stress come una brutta malattia. Liz impara a fermarsi e a riflettere, a gioire, ad essere indulgente con sé stessa e a non preoccuparsi. Questo è ciò che rende l'Italia la prima meta perfetta del suo viaggio”.
In Italia Liz prende improvvisamente coscienza della gioia delle altre persone. Osserva i suoi amici Giovanni e Sofi (interpretata dall'attrice scandinava Tuva Novotny) innamorarsi l'uno dell'altra. Osserva l'amico Giulio (Andrea Di Stefano) e Maria (Elena Arvigo) vivere serenamente il loro matrimonio in compagnia dei loro figli. Ascolta il consiglio di Luca Spaghetti (Giuseppe Gandini) e la mamma di Giovanni, Ruffina (Lydia Bionfi). Tra tutto ciò un piatto di prelibatezze viene assaporato con gusto.
Afferma Di Stefano: “Mangiare per noi italiani è un rito. La cultura italiana ha molto a che fare con il cibo. È una cultura che si tramanda di generazione in generazione”.

Continua Novotny, “Liz e Sofi sono due pesci-fuor-d'acqua, alla ricerca di sé stesse in un paese straniero. La cultura italiana è una cultura aperta in cui facilmente ci si abbraccia, ci si bacia e si ci esprime liberamente. Credo che sia Sofi sia Liz trovino tutto ciò rigenerante, anche se sono a due stadi della vita completamente differenti”.
“Il gruppo romano di Liz è costituito da personaggi pieni di vitalità”, racconta la Roberts. “Girare quelle scene era divertente, parlando velocissimo in italiano, con intorno pasta e vino”.
Per supervisionare alle scene girate a Roma, in cui il cibo è il protagonista, è stata ingaggiata Susan Spungen, che ha precedentemente lavorato al film Julie&Julia. Tra i tanti compiti ha dovuto anche allestire la centrale e commovente scena del pranzo del Ringraziamento; la Spungen ha preparato ben venti tacchini per girare la sequenza.
Ogni giorno sul set sia il cast, sia la troupe chiacchieravano sulla bontà della pasta, del pesce e della carne mangiati la sera precedente.


In India
Se Roma è per Liz il modo di abbandonare il suo vecchio stile di vita ed imparare ad esser felice anche da sola, allora l'India è un passo in un mondo completamente diverso. Dopo aver imparato che può ancora amare la vita, Liz sente il bisogno di tornare nuovamente con i piedi per terra. Come spiega Gardner, Liz passa dal dolce far niente a sperimentare qualcosa di più profondo. L'India è un posto frenetico, eppure Liz è lì per trovare quiete”, racconta la produttrice. “Il suo obbiettivo è quello di meditare e guardarsi interiormente, è questo certamente ciò che rappresenta l'Ashram e ciò che Richard costantemente le dice. Deve fermarsi per ritrovare il controllo delle cose. Basta fermarsi”.

“Liz giunge in India come una ragazzina con lo zaino in spalla e il suo sogno di raggiungere l'ashram e trovare la pace”, dice Julia Roberts. “Ciò che scopre però è che non è poi così semplice”.
Nello scrivere questa squenza, gli sceneggiatori si sono basati sulle proprie esperienze personali: Jennifer Salt, da ragazza aveva frequentato un ashram nei pressi di New York. “Questa parte della storia mi è molto vicina, per questo avevo la massima ambizione”, dice. “All'ashram impari a meditare e le pratiche per purificare la mente e il cuore, ottenere amore e capire cosa cerchi. Ma significa anche imparare a stare in presenza del guru, qualcuno che è stato lì. È difficile da spiegare, ma quando sei lì capisci cosa significa l'amore e lo senti dentro di te perché tu sei intorno ad esso”.

In quel caos, è stata una ventata d'aria fresca l'accoglienza che il cast e la troupe hanno riservato all'attore Richard Jenkins, che interpreta il ruolo del texano Richard, l'improbabile amico di Liz, confidente, nonché ashram.
“Improvvisamente tra noi, dopo settimane di riprese, è arrivato Richard Jenkins, una persona eccezionale, che interpreta il personaggio in maniera eccezionale”, racconta la Gardner. “Lui e Julia erano sempre insieme sin dalla prima pagina della sceneggiatura in cui è descritta la scena nella mensa dell'Ashram, dove lui chiama per la prima volta lei mandibola”.
Afferma Richard Jenkins, “Richard è un personaggio che è molto legato a ciò in cui crede, dice ciò che pensa e non ritorna sui suoi passi, inoltre Liz anche è una personalità inflessibile. Vede molto di se stesso in lei, per cui non cede”.

“Richard dal Texas e Liz si scontrano appena lei arriva all'Ashram, lui la prende in giro sin dal primo momento”, racconta la Roberts. “È questo il suo modo di spronarla, vede se stesso in lei. Richard Jenkins apporta al personaggio il giusto senso dell'humor. È stata un'esperienza meravigliosa poter recitare al fianco di quest'uomo. Un vero piacere”.
Prima di cimentarsi nel ruolo, Jenkins ha avuto occasione di poter parlare con il vero Richard prima che morisse all'inizio dell'anno. Come per molti attori, che devono interpretare personaggi reali, Jenkins ha voluto mettere del suo nell'interpretazione, rispetto a quanto scritto, ma dopo aver letto la sceneggiatura ha detto: “Ho subito pensato devo incontrare quest'uomo. Così l'ho chimato, è stato gentile, divertente e ho potuto fargli molte domande. Aveva perso molto nella vita, per sue scelte sbagliate. Come si può superare tutto ciò? Come puoi fare pace con la vita e andare avanti? Ecco perchè lui si trova all'Ashram. Richard era una persona incredibile”.

“L'Ashram è un luogo per le persone che sono alla ricerca, che cercando di evolversi, che si scontrano con le proprie paure, che riesaminano la propria vita”, commenta Jenkins. “Cercano un po' di pace, tutti infondo la cerchiamo, ma c'è chi si industria maggiormente. Non è facile, è un lavoro”.
Nel film, nelle sequenze indiane, recita anche la giovane Rushita Singh, che interpreta il ruolo di Tulsi, una ragazzina indiana di diciassette anni che stringe amicizia con Liz all'Ashram. Tulsi è destinata al matrimonio combinato con un uomo che non ha mai visto. Anche se entrambe provengono da due mondi completamente differenti, Liz intravede molto di sé stessa nella giovane sposa e la loro amicizia diventa qualcosa di speciale”.
Dice la Roberts, “Vedere Tulsi vestita nei tipici abiti indiani è stato bellissimo. Lei era soprendente. Girare la scena del matrimonio e preparare i costumi è stato un lavoro molto complesso. Questo è solo un altro esempio dell'enorme talento del costumista Michael Dennison e dello scenografo Bill Groom”.

La maggior parte delle riprese indiane sono all'interno dell'Ashram. È stato difficile trovare un Ashram adatto, essendo luoghi sacri dedicati alle pratiche Hindu. Racconta Groom: “Sono andato in India con il produttore Stan Wlodkowski, un anno prima dall'inizio delle riprese, cercando per due settimane un ashram per tutto il paese. Poi il nostro dipartimento di arte indiana ci ha avvisati che a sole due ore da New Delhi c'era un Ashram dove ci avrebbero permesso di fare le riprese. Abbiamo incontrato lo Swami del posto, che ci ha avvisati che avremmo potuto girare se le attività dell'Ashram non fossero state interrotte. E così è stato”.
Due culture che si contrapponevano, ma alla fine abbiamo lavorato con armonia. Alcune strutture costruite all'interno dell'Ashram per il film, dopo le riprese sono state lasciate lì e sono ora a disposizione dei discepoli dell'Ashram.
Racconta l'Executive Producers Wlodkowski: “Ogni volta che si tratta di girare in un luogo religioso o spirituale ci si trova sempre di fronte ad una sfida. È lavoro, ma si tratta comunque di riprendere qualcosa di molto intimo, personale e vuoi assicurarti di essere rispettoso e corretto. La troupe era costantemente attenta a ciò che si sarebbe poi osservato nel film”.


In Indonesia
Solo dopo aver conosciuto la gioia in Italia e il potere della pace interiore in India, Liz è ora pronta per ricevere il messaggio di Bali: l'equilibrio. Fa notare Julia Roberts: “Liz era già stata a Bali. E sapeva di una profezia per la quale un giorno sarebbe ritornata. Credo sia stata quella la spinta nella parte finale del suo viaggio. E ciò che impara a Bali – la ricerca dell'equilibrio – è qualcosa che ancora non è pronta a capire appena arrivata, ma tutti dobbiamo imparare che la vita non è qualcosa di lineare o logico”.

Quello che Liz non si aspetta quando arriva a Bali è di incontrare un nuovo amore. Una delle ragioni per cui sente la sua vita sottosopra è la sua passata relazione da cui è appena uscita; ora che è a Bali, ha appena capito come trovare la felicità pur stando da sola. Ma quando incontra Felipe non riesce a non pensare a lui. È pronta a rischiare la sua forza interiore ritrovata e lasciare che lui entri completamente nella sua vita?
“Quello che accade in questa storia d'amore è una cosa quasi normale,” dice Dede Gardner. “Liz si interroga su questo nuovo amore e sui sentimenti che prova, cercando di fuggire da esso, ma realizza che non può vivere senza l'altra persona e per questo torna da lui, sperando che non sia troppo tardi. La chimica tra Julia Roberts e Javier Bardem, che interpreta il ruolo di Felipe, è perfetta”.

“Ero intrigato ma allo stesso tempo nervoso di lavorare con Julia Roberts”, racconta Bardem. “L'ammiro sinceramente e sono un fan dei suoi film, ma non l'avevo mai incontrata di persona. Sono entrato nel progetto molto dopo e non era mia intenzione cambiare il corso delle cose. Ma Julia è stata molto cortese e divertente. È molto presente sul lavoro, ti colpisce”.
Racconta Julia Roberts che con le lunghe riprese, in giro per il mondo, ormai quasi al termine con gli ultimi giorni a Bali, l'arrivo di Bardem ha infuso nuova energia al progetto. “Ha dato a tutti noi un nuovo senso delle cose. È bravissimo nel ruolo di Felipe, proprio perché è così naturale ed umano”.

Bardem, che ha un accento spagnolo, ha praticato l'accento brasiliano proprio per il ruolo. Durante le prove a New York, l'attore Premio Oscar® ha conosciuto a cena il vero Jose Nunes, a cui s'ispira il personaggio di Felipe.
“Il personaggio di Felipe non è un tipico latin lover, nè Javier era intenzionato a dare quest'impronta al ruolo”, racconta Gardner. “Felipe ha sofferto per amore. È un tipo tranquillo e divertente e vive la sua vita con semplicità”.
“Ho letto il libro subito dopo aver letto la sceneggiatura”, racconta Bardem. “La storia racconta qualcosa che è comune a tutti, di un cuore a pezzi e di come riuscire a superare il dolore. Ma c'è anche un elemento divertente nella vicenda. Cerchiamo sempre di essere diversi da come siamo, sia perché non ci piacciamo sia perché vogliamo che le persone ci accettino e ci amino. Felipe è cristallino e per Liz incontrare qualcuno che le dia la possibilità di essere com'è è suggestivo e rigenerante, per questo si innamora di lui”.

Il medico/guaritore balinese Ketut Liyer, il cui nome significa letteralmente “luce del sole”, interpretato dall'esordiente Hadi Subiyanto, è un personaggio determinante nel percorso di Liz in Indonesia. Dopo aver incontrato Ketut durante la sua prima visita a Bali, le sue parole e la sua saggezza la spingono a tornare. La loro amicizia è uno scambio di esperienze, durante le quali lei trascrive alcuni appunti e insegna a lui l'inglese, mentre in cambio lui l'ascolta offrendole i suoi consigli. “Ketut è un personaggio chiave, essendo colui che determina la sua scelta di ritornare e cercare Felipe”, racconta la Gardner. “Questo è il momento della storia in cui Liz è a un crocevia e deve prendere una decisione. Lei sa che la verità giace solo dentro se stessa”.
Trovare un attore capace di interpretare questo personaggio cruciale era fondamentale. Un suonatore di flauto, di nome Subiyanto, ha catturato l'attenzione in un hotel di Jakarta. Gli è stato chiesto di leggere la sceneggiatura e capire se avesse gradito il ruolo pur non avendo mai fatto l'attore e se conoscesse Julia Roberts. Ciò nonostante si è trovato presto su un aereo per Bali. “È stata una grande occasione per me, ottenere questo lavoro”, racconta lui. “È la seconda cosa più bella che mi sia mai accaduta. La prima è quando sono nato, ora è questa. Sono molto felice”.


I costumi e le scenografie
In ogni film, il costumista e lo scenografo lavorano a stretto contatto con il regista per determinare lo stile del film. L'idea è quella di far in modo che l'immagine sullo schermo sia di supporto alla storia. Per lo scenografo Bill Groom e per il costumista Michael Dennison, Mangia Prega Ama è un film che ha richiesto ben quattro stili differenti, a seconda della location. A loro spettava la decisione di come dovesse essere il giro intorno al mondo di Liz e come il suo viaggio sarebbe stato accompagnato dagli arredamenti e dagli abiti.

Quando Groom ha avuto un primo colloquio con Murphy e la Gardner, ha avvertito una forte energia di cui ha subito voluto essere parte. “Sin dal primo incontro confidavo nel fatto che questo film sarebbe stato interessante e così è stato”, racconta. Groom ha iniziato la preparazione per questo film sei mesi prima dell'inizio delle riprese.
Una delle prime cose che Murphy, la Gardner, Wlodkowski e Groom hanno fatto in fase di pre-produzione è stato di andare in giro per il mondo alla ricerca delle location adatte. Viggiando attraverso gli stessi luoghi descritti da Elizabeth Gilbert è nata l'ispirazione creativa per le scenografie. Groom ha iniziato a lavorare ai quattro elementi aria, acqua, terra e fuoco, per descrivere le diversità dei quattro luoghi del viaggio New York, Roma, l'India e Bali.

Groom vive a Brooklyn, New York, per questo motivo la realizzazione di queste scene del flm derivano dalla sua esperienza personale. Ha interpretato New York partendo da colori affini alla terra, usado toni grigi, neri e marroni e texture come il granito o la pietra per illustrare la cupa vita di Liz oppressa nella sua casa, rendendo lo stato emozionale della storia.
Spiega Dennison parlando dell'inizio del film: “New York mostra i sentimenti più freddi e gli abiti riflettono ciò. C'è poca varietà di colore e sono tenui”.
Mentre per le scene ambientate a Roma, spiega Murphy, le sequenze avrebbero dovuto mostrare l'intensa solitudine che Liz prova dopo la rottura. Per Groom è l'aria a simboleggiare quel senso di vuoto. Molte scene sono infatti ambientate in autunno, c'è molto vento, ampi spazi in una città con più di duemila anni. “Roma è la città in cui Liz respira”, spiega Groom. “Apre le finestre, le tende si gonfiano di aria e lei finalmente abbandona la sua vita di New York, fa un lungo respiro e si dedica al cibo”.

Dennison ha scelto colori autunnali per dipingere Roma, non solo per il periodo dell'anno in cui Liz è lì, ma anche per poter giocare con la città e i suoi abitanti. Osservando l'abbigliamento il pubblico può notare come Liz lentamente si veste sempre più nello stile italiano, seguendo il suo umore che si adegua sempre più all'ambiente che la circonda. “La sensualità degli italiani trasuda da tutti i pori, nella città, nel cibo e naturalmente nel loro modo di vestire. Era necessario che Liz si sentisse lentamente parte di Roma”, spiega il costumista.
Durante il primo viaggio in India, a caccia delle location per le riprese, appena uscito dall'aereo, per Groom è stato subito chiaro che l'elemento determinante sarebbe stato il fuoco. Appena Liz abbassa il controllo sulla propria vita, le sue emozioni esplodono in toni brillanti di rossi e aranci. Groom racconta di aver letto da qualche parte che l'India è il luogo più decorato al mondo, anche la cosa più semplice e ordinaria, come ad esempio un tir per strada è abbellito con un disegno.

”L'India diventa un'esplosione di colori che contrasta con il silenzio della spiritualità”, commenta Dennison, parlando dei costumi. “L'India è unica e mistica. È il centro della spiritualià. Le persone si circondano di colori vivaci e la vivacità porta il colore, tutto nella vivacità della vita. In alcuni casi abbiamo intensificato i colori a favore della storia. Era importante psicologicamente ma anche a livello incoscio che ci fosse quel senso di pienezza”.
In India, Groom ha allestito un matrimanio molto elaborato. Compiaciuto di questa possibilità è stato entusiasta per il lavoro fatto. “Anche il più umile dei matrimoni è colorato, decorato, è un evento vivace che coinvolge l'intera comunità”, racconta. “Il nostro è stato così convincente che alcuni membri della comunità dove abbiamo fatto le riprese si sono arrabbiati per non esser stati invitati alla festa”.

A Bali invece Groom è stato rapito dalla bellezza dell'inteso fascino della natura. A questo punto la storia d'amore tra Liz e Felipe e la sua ricerca per l'equilibrio erano in perfetta armonia con i toni del blu e del verde dell'elemento acqua.
Racconta Groom: “Quando arrivi a Bali sei colpito dai riflessi del cielo nei campi di riso, i fiumi ruggenti che sembrano avvolgerti, dai laghi vulcanici e dalle spiagge incontraminate. Sia per Ruan sia per me questo era quello che volevamo esprimere nel film”.
A Bali, Liz si sente vivace e piena di vita, i colori e la luminostià dei costumi ben riflettono questo stato d'animo. “Questa è la parte più rocambolesca del film”, continua Dennison. “Liz attraversa molte e diverse emozioni e mostra la sua vulnerabilità nell'amore che prova per Felipe”.

Dove era possibile i filmmaker hanno scelto di girare nelle location originali di cui si parla nel libro. Sebbene ciò non fosse sempre possibile, ci sono stati casi in cui la produzione non ha resistito. Per esempio, lo scenografo Bill Groom ha incontrato il vero Ketut Liyer per trarre la giusta ispirazione. Ma Groom sapeva che non avrebbero potuto migliorare l'ambiente reale. Commenta: “Non solo abbiamo girato nella casa di Ketut, dove vive attualmente con ben quattro generazioni della sua famiglia, ma abbiamo adoperato un vero disegno di Ketut per creare quello che nel film lei regala a Liz durante il suo primo viaggio a Bali”.
Per ogni sezione del film, sia Groom sia Dennison hanno allestito un reparto dedicato, lavorando con squadre locali per la preparazione dei var set nei singoli paesi. Artigiani locali, dai coltivatori di riso a Bali a cento sari per il matrimonio indiano, ricchi di dettagli e autenticità, per creare costumi che arricchiscono il film, considerando che molti di questi artigiani non avevano mai lavorato ad un film prima d'ora.
dany scrive a proposito di Mangia prega ama
come si intitola la canzone della colonna sonora che ascolta felibe quando si imbattte in liz per la prima volta?
manlio scrive a proposito di Mangia prega ama
una cagata pazzesca

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