Marigold Hotel di John Madden

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locandina Marigold Hotel
 
Regista: John Madden
Titolo originale: Marigold Hotel
Durata: 123'
Genere: Commedia, Drammatico
Nazione: Regno Unito
Rapporto:

Anno: 2012
Uscita prevista: 30 Marzo 2012 (cinema)

Attori: Maggie Smith, Judi Dench, Bill Nighy, Penelope Wilton, Dev Patel, Tom Wilkinson, Celia Imrie, Ramona Marquez, Ronald Pickup
Soggetto: Debora Moggach
Sceneggiatura: Ol Parker

Trama, Giudizi ed Opinioni per Marigold Hotel (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
 
Fotografia: Ben Davis
Montaggio: Chris Grill
Musiche: Thomas Newman
Costumi: Louise Stjensward

Produttore: Graham Broadbent,Pete Czernin
Produttore esecutivo: Jeff Skoll, Ricky Strauss, Jonathan King
Produzione: Blueprint Pictures
Distribuzione: 20th Century Fox

La recensione di Dr. Film. di Marigold Hotel
Un insieme di storie non sempre efficaci, ma girate in un'ambientazione affascinante e con spunti interessanti.

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Colonna sonora / Soundtrack di Marigold Hotel
Potrebbe essere disponibile sotto, nei dati aggiuntivi (clic qui).

Voci / Doppiatori italiani:
Marzia Ubaldi: Evelyn
Luca Biagini: Douglas
David Chevalier: Sonny
Aurora Cancian: Muriel
Dario Penne: Graham
Rossella Izzo: Jean
Fabrizio Manfredi: Jay
Carlo Valli: Norman
Laura Boccanera: Madge
Alessandra Korompay: Carol
Liliana Sorrentino: Sig.ra Kapoor
Maria Letizia Scifoni: Sunaina
Emidio La Vella: Harold
Diego Reggente: Sig. Maruthi
Roberto Draghetti: Figlio Di Evelyn
Dante Biagioni: Oratore
Luigi Ferraro: Agente Immobiliare
Mino Caprio: Segretario Del Viceroy Club
Claudio Sorrentino: Amico Di Douglas

Personaggi:
Judi Dench: Evelyn
Bill Nighy: Douglas
Dev Patel: Sonny
Maggie Smith: Muriel
Tom Wilkinson: Graham
Penelope Wilton: Jean
Sid Makkar: Jay
Ronald Pickup: Norman
Celia Imrie: Madge
Diana Hardcastle: Carol
Lillete Dubey: Sig.ra Kapoor
Tena Desae: Sunaina
Ramona Marquez: Nipote
Russell Balogh: Harold
Vishnu Sharma: Sig. Maruthi
Liza Tarbuck: Karen
Jay Villiers: Figlio Di Evelyn
Hugh Dickson: Oratore
James Rawlings: Agente Immobiliare
Denzil Smith: Segretario Del Viceroy Club
Richard Cubison: Amico Di Douglas

Informazioni e curiosità su Marigold Hotel

Tratto dal libro 'These foolish things' di Debora Moggach.

“In India abbiamo un detto – alla fine si sistemerà tutto. Perciò se non è tutto sistemato, significa che non è ancora arrivata la fine”.
- Sonny Kapoor

Quando le prime sette anime coraggiose arrivano in questo hotel, improvvisato ospizio per attempati Britannici, si rendono conto che non è affatto come descritto nella pubblicità. Il proprietario promette una trasformazione, ma non sarà solo l'edificio a subirla.
Le loro avventure nascono da un’idea della scrittrice britannica Deborah Moggach che ha immaginato un gruppo di pensionati a corto di soldi che si ritrovano improvvisamente in India, ognuno disposto (o costretto) a cercare un luogo esotico dove godersi la pensione con la metà dei soldi che servirebbero in Inghilterra. Il libro è stato apprezzato per i suoi personaggi che intraprendono il viaggio della vita, proprio ad un'età in cui la maggior parte delle persone si
indebolisce e tende a non allontanarsi da casa.

I produttori Graham Broadbent e Peter Czernin hanno subito colto il potenziale per un’operazione cinematografica insolita ed originale. “Ci è piaciuto molto il concetto che il periodo della pensione potesse essere vissuto fuori dal proprio Paese”, dice Broadbent. “Deborah ha pensato dove avrebbe voluto trascorrere i suoi anni d'oro e ha deciso che vivere sopra ad un bazaar indiano sarebbe stato incredibilmente affascinante. L'aspetto migliore è che quando i personaggi stanno per entrare in un periodo della vita considerato grigio, si apre per loro un nuovo capitolo fatto di esplosioni di colori, di allegria e di opportunità per reinventare sé stessi”.

Ol Parker ha lavorato alla sceneggiatura in maniera del tutto autonoma: “Ho trovato che la storia dava la possibilità di creare una commedia romantica per una generazione di età compresa fra i 60 e i 70 anni”, dice Parker, la cui ultima opera da sceneggiatore e regista è stata una commedia romantica per ventenni, Imagine me and you. “Quando si invecchia si tende a restare in casa, a non uscire dai luoghi familiari, perciò ero affascinato dall'idea di prendere un gruppo di persone e ricollocarlo in un luogo totalmente estraneo alla loro realtà. Mi piaceva anche l'idea che uomini e donne con tanta storia alle spalle potessero intraprendere delle relazioni amorose”.

Per dirigere il film Broadbent e Czernin hanno contattato John Madden, uno dei narratori cinematografici più apprezzati d'Inghilterra, di cui ricordiamo Shakespeare in Love, vincitore del premio Oscar® come Miglior Film ed il più recente Il Debito.
Per Madden le premesse erano irresistibili: sette persone – che per diverse ragioni sono come bloccate in un momento della loro vita in cui le opportunità svaniscono – catapultate in uno strano, inebriante e minaccioso nuovo mondo. Questa idea porta con sé l'aspetto divertente del distacco insieme alla malinconia della perdita e le avversità e le gioie di chi cerca di invecchiare con grazia e vitalità.

“La sceneggiatura è ricca e divertente, e non è solo una commedia”, nota Madden. “Parla anche del lutto, della solitudine e dell'isolamento, e si domanda cosa è realmente possibile quando si invecchia. Si può ancora ricominciare da capo? È troppo tardi per cambiare?”. Per gli ospiti dell'Hotel Marigold la risposta a quest'ultima domanda può sembrare incerta, ma diventa poi un sonoro “no” per la maggior parte di loro, sebbene in maniera del tutto personale.
Madden è stato da subito entusiasta di raccogliere un simile cast, capace di rendere il viaggio interessante, in modo umano e vivace. “Gran parte del mio lavoro è avvenuto con gruppi di attori, e sono molto affascinato dalle storie sospese, in cui si applicano regole diverse, dove conta solo il presente”, ha sottolineato. In SHAKESPEARE IN LOVE i personaggi erano sospesi nel magico universo del teatro e della rappresentazione, in HOTEL MARIGOLD i personaggi si trovano in un'analoga sospensione geografica. Sono entrati in uno strano mondo, lontano dalla loro realtà, dove devono reinventare sé stessi.

Il fatto che i personaggi siano avanti con gli anni si è rivelato un vero vantaggio. “Dal momento che hanno tutti una certa età, ho avuto la fortuna di reclutare attori che fossero al meglio delle loro capacità”, spiega Madden. “Sono stati una straordinaria risorsa ed hanno reso la storia più avvincente. Hanno un talento comico ed una profondità incredibili, e sono straordinariamente bravi. L'unica cosa che abbiamo dovuto fare è stata unirli con un gruppo di attori indiani ugualmente qualificati e guardarli mentre si scontravano con questo magnifico paese”. In questa storia le definizioni di età e maturità svaniscono del tutto”, riassume Madden, “perché i personaggi ringiovaniscono grazie alle situazioni in cui si trovano. Sfidati e sopraffatti dall'esperienza dell'India moderna, presi da diversi rapporti emotivi – amicizie, relazioni, rivalità – o da faccende lasciate in sospeso che sfociano in situazioni comiche, scoprono che in ultima analisi quello che conta è ciò che succede lì, in quel momento, tra di loro.”


I RESIDENTI
All'Hotel Marigold, ogni cosa gira attorno alle esigenze ed ai desideri degli ospiti – che si rivelano sorprendentemente difficili e diversi.


Evelyn/Judi Dench
Stato civile: recentemente vedova
Situazione economica: ha ereditato dal marito una montagna di debiti nascosti
In cerca di: un lavoro (ed il suo primo vero assaggio di indipendenza)
Evelyn credeva di vivere un matrimonio perfetto ma, quando suo marito muore improvvisamente lasciandole una vita segreta di debiti, lei comincia a mettere in discussione tutto il suo passato e, soprattutto, il suo futuro. All'offerta di suo figlio di trasferirsi da lui, si mette alla disperata ricerca di un'alternativa. Decide, così, di imparare ad usare il computer e capita sul sito dell'Hotel Marigold. Sa bene che l'India non ha niente a che vedere con la sua vita a Londra, ma per quanto possa sembrare scoraggiante, questo le dà speranza mentre consola suo figlio, incredulo, con la promessa di un blog quotidiano.
Evelyn è interpretata dal Premio Oscar Judi Dench, capace di rendere ogni personaggio che interpreta reale ed eccezionale al tempo stesso. Judi Dench ha già lavorato con Madden, prima in LA MIA REGINA, e poi in Shakespeare in Love, guadagnandosi una candidatura al premio Oscar per il primo ed il premio come miglior attrice non protagonista per il secondo.
“In questo film Judi interpreta una donna costretta a prendere il controllo del suo futuro, cosa che non ha mai fatto in tutta la sua vita”, spiega Madden. “È il cuore della storia”, aggiunge Graham Broadbent, “e proprio come Judi, Evelyn è il personaggio più amichevole della storia”.
Judi Dench dice del viaggio di Evelyn. “Credo che lei senta di non aver niente da perdere quando si ritrova senza marito, senza soldi e senza un progetto per il futuro, quindi arriva in India ed è pronta ad abbracciarla completamente. Non ho avuto difficoltà ad interpretare questo ruolo perché credo che in India siamo portati quotidianamente a imparare qualcosa sulle persone e sulla loro cultura”.
E aggiunge: “Questa è una storia di cui desideravo fortemente far parte, perché racconta di persone che ad un certo punto della vita si trovano senza certezze, eppure ognuno di loro riesce a trovare una risposta. È stata anche un'occasione per lavorare con persone che conosco – Maggie Smith, Penelope Wilton, Celia Imrie, Bill Nighy, Ronald Pickup, Tom Wilkinson ed ovviamente John Madden – per la prima volta tutti insieme”.


Muriel/Maggie Smith
Stato civile: casalinga da una vita
Situazione economica: l'unica cosa di cui ha bisogno è un'anca nuova
In cerca di: il modo più veloce per fuggire dall'India
Muriel è una pungente e supponente casalinga in pensione che sarebbe rimasta volentieri nel suo piccolo angolo di mondo, se non fosse stato per un'anca fastidiosa che la costringe ad andare India per un'operazione. È convinta che quest'esperienza sarà spaventosa finché l'India non comincia pian piano a distruggere le sue pessime aspettative. Una delle più famose e stimate attrici del mondo, vincitrice di numerosi premi Oscar, Maggie Smith, si fa carico del ruolo decisivo, quello della donna che diventa l'eroina più improbabile dell'Hotel.
Quando Ol Parker ha saputo che Maggie Smith avrebbe partecipato, si è fatto in quattro per scrivere il personaggio. “È stato molto divertente scrivere per Maggie, ha una grande capacità comunicativa. È stato un grande onore per me”, dice. “Muriel ha paura di tutto ciò che è estraneo ed un'avversione ad andare all'estero perciò l'India è, inizialmente, il suo peggiore incubo, ma questo rende il suo cambiamento ancora più interessante.
Continua John Madden: “Muriel non è un personaggio insolito, in generale e specialmente in Inghilterra: xenofoba, non esce mai dalla sua zona per nessun motivo. Il suo percorso è uno dei più interessanti di tutti, proprio perché ha a che fare con l'ignoto. Paradossalmente finisce per stringere amicizia con un cameriere indiano dell'albergo, appartenente alla casta più bassa, con cui, evidentemente, sente di avere qualcosa in comune.
Graham Broadbent sottolinea che a dare brillantezza e intensità alla sua interpretazione è stata proprio l'abilità di Maggie Smith nel mostrare sottili flash di compassione umana nascosta e di curiosità dietro l'intolleranza di Muriel. “Il suo percorso è profondamente umano e Maggie fa in modo che il pubblico impari ad amarla”, dice. “Malgrado i suoi atteggiamenti un po' bruschi e intransigenti, si vede in lei una donna intelligente e simpatica”.


Graham/Tom Wilkinson
Stato civile: single e indipendente
Situazione economica: benestante, ma parsimonioso, a scapito del suo divertimento
In cerca di: un passato che si è lasciato dietro
Graham è l'unico nuovo residente dell'Hotel Marigold ad essere già stato in India, dove è cresciuto. Dopo una vita convenzionale di successo come Giudice dell'Alta Corte, gli resta da fare una sola cosa urgente: fare i conti con la sua infanzia trascorsa in India e rimediare ad un errore che lo tormenta da sempre. Ad interpretare questo ruolo è Tom Wilkinson, che si è aggiudicato una candidatura all'Oscar per i suoi indimenticabili ruoli in Michael Clayton e In the bedroom.
Wilkinson spiega che Graham è andato in India per completare il circolo della sua vita. “È stato un giudice per tutta la vita, ha deciso che ne ha abbastanza e va in India per riscoprire il suo passato, riscoprire l'amore e soprattutto sé stesso”, dice. “Penso che sia una storia molto interessante perché deve trovare un equilibrio fra umorismo e sentimento. La parte difficile è proprio far sì che il film non diventi sentimentale, perché sarebbe la rovina di una storia come questa”.
A differenza del suo personaggio, Wilkinson non era mai stato in India prima e l'ha trovata esilarante e travolgente. “È un paese enorme, variegato e complesso, talmente ricco di bellezza, ma anche di povertà, che è difficile capirlo fino in fondo”, osserva. “Ma credo che il film dia un'idea realistica di tutte queste contraddizioni. Per Graham l'India è il paese dei ricordi, delle amicizie ed ora, persino dell'amore”.
John Madden, che ha lavorato con Wilkinson in diversi film, spiega che “Il personaggio di Tom non è più in grado di tollerare il conformismo opprimente del mondo giudiziario quindi fugge da quella vita e parte per l'India, dove ha vissuto da bambino. Non realizziamo subito che in realtà sta cercando qualcuno che già conosceva, qualcuno che può fargli ritrovare la pace perduta. È un personaggio molto profondo, che dà un colore diverso al racconto.
Broadbent aggiunge: “Tom ha dato tantissimo al suo personaggio, ogni giorno portava qualcosa di straordinario, una dolcezza ed un tenerezza che credo nessuno abbia mai visto nei suoi personaggi”.


Douglas/Bill Nighy
Stato civile: sposato con figli
Situazione economica: ha fatto l'errore di prestare tutti i soldi della pensione a sua figlia
In cerca di: un modo per calmare la moglie... e magari anche di un cambiamento
Douglas è un funzionario governativo dai modi gentili, un marito succube ed uno sfortunato
padre che presta tutti i soldi della pensione a sua figlia, ma in India si sbarazza della sua identità
repressa e diventa un uomo diverso. Ad interpretare questa trasformazione sottile e comica allo
stesso tempo, è Bill Nighly, l'attore britannico che ha raggiunto la fama dopo aver recitato nel ruolo
di un vecchio rocker in Love Actually, ed è andato avanti interpretando molti successi cinematografici, come la saga de I PIRATI DEI CARAIBI (es. Pirati dei Caraibi: la maledizione del forziere fantasma) e Harry Potter e i doni della morte: Parte I, Harry Potter e i doni della morte: Parte II.
“L'India offre una seconda possibilità a tutti i personaggi”. Spiega Nighy: “Douglas, in
Inghilterra, aveva una vita che non lo soddisfaceva ed ha una moglie continuamente delusa da lui,
ma il viaggio in India lo sorprende. Si sente libero grazie alle novità che gli si aprono davanti ed è
impossibile, a quel punto, tornare indietro. Si diverte troppo.”
Non appena comincia a lasciarsi andare, si sente attratto da Evelyn, Judi Dench, costruendo
una relazione molto intima. “Evelyn ride alle sue battute, il che rappresenta senza dubbio un modo
per conquistare un uomo, ma essendo due inglesi rispettabili, cercano di resistersi – quasi fino al
disastro”, osserva Nighy.
Tutto questo, secondo Nighy, è ciò che differenzia la sceneggiatura di Hotel Marigold da
quella di altre commedie romantiche. “Adoro la commedia sotto mentite spoglie, quella che sembra
arrivare dal nulla grazie a dettagli e personaggi autentici”, dice.
Graham Broadbent ritiene che le capacità di Nighy siano un valore aggiunto per questo
genere di film. “Qualunque cosa faccia Bill porta con sé un grande carisma ed una straordinaria
luminosità. Ha interpretato questo personaggio con estrema naturalezza”.
Ol Parker è affascinato da ciò che Nighy è riuscito a fare con le parole. “Quando l'ho visto
recitare ho pensato 'Certo, queste parole le ho scritte io ma, sinceramente, mi sembra di sentirle per
la prima volta'. Nessuno riesce a farlo come Bill. È così caratteristico che lo rende totalmente suo.”


Jean/Penelope Wilton
Stato civile: bisbetica moglie di Douglas
Situazione economica: non è pronta ad affrontare una vita di scialbi e grigi villaggi per pensionati
In cerca di: qualcosa che non la deluda
Jean arriva in India nel disperato tentativo di godersi la pensione in un posto lussuoso ad un prezzo scontato, solo per scoprire che niente – né l'Hotel Marigold, né l'India, né tantomeno suo marito – soddisfano le sue superficiali aspettative. Mentre il resto degli ospiti comincia ad esplorare ed a fare delle scoperte, Jean rimane indietro a rimuginare e lamentarsi. Penelope Wilton, già interprete di CALENDAR GIRLS a L'ALBA DEI MORTI DEMENTI, e recentemente della serie televisiva di successo DOWNTON ABBEY, ha compassione per il suo personaggio ed il suo percorso molto diverso da quello degli altri.
“Credo che Jean arrivi con una visione dell'India tipicamente occidentale. Vede tante cose che non riesce a controllare e a capire e si sente minacciata”, spiega Penelope Wilton. “Non sopporta né il modo in cui gli altri si comportano, né il caldo. Le si confonde tutto e contemporanemente cresce l'insoddisfazione per il suo matrimonio. L'India sembrava un'opportunità per cambiare le cose, ma si rivela del tutto diversa da come l'aveva immaginata”.
È divertente vedere come il suo percorso sia così profondamente opposto a quello del marito. “Mentre Douglas si scopre sempre più spinto dalla curiosità verso tutto ciò che riguarda l'India e la sua cultura, Jean indietreggia, soccombe ad un esaurimento nervoso, incapace di lasciare l'hotel”, spiega Madden. “Tuttavia riesce a trovare l'unica consolazione nella sua amicizia con Graham (Tom Wilkinson)”.
In qualche modo, Penelope Wilton interpreta uno dei ruoli più difficili: invece di lasciarsi andare, si chiude in sé stessa. “Penelope trasmette empatia e affetto per un personaggio difficile.
Interpreta splendidamente l'unico personaggio che ha davvero bisogno di tornare a casa”, osserva Graham Broadbent.


Madge/Celia Imrie
Stato civile: pluridivorziata, in cerca del prossimo marito
Situazione economica: sfrutta al massimo tutto ciò che ha
In cerca di: amore, nei posti più sbagliati
Madge arriva in India non solo per riposarsi e rilassarsi, ma anche per intraprendere una caccia al marito. Sin dall'inizio si propone di visitare tutti i club della zona, in cerca di romanticismo. Celia Imrie, famosa per il suo ruolo da protagonista in CALENDAR GIRLS, dà vita all'esuberante personaggio di cui Graham Broadbent dice: “non smetterebbe di ballare finché non si spengono le luci”.
Celia Imrie dice: “Madge mi è piaciuta sin da subito. Laurence Olivier diceva sembra 'Bisogna amare il proprio personaggio' ed io amo Madge. È una donna in cerca di nuove amicizie maschili. Ha avuto parecchi mariti ed anche parecchi altri uomini, ma vive il presente ed è pronta ad ogni novità. Intende divertirsi finché non sarà troppo tardi”.
Celia era entusiasta di fare parte di un gruppo di personaggi così variegato. “Tutti coloro che arrivano all'Hotel Marigold sono in cerca di qualcosa di nuovo e diverso. Sono tutti coraggiosi e pronti a correre questo rischio”, osserva. “Ad alcuni va bene, ad altri meno, ma straordinariamente non c'è niente di chiaro, o sentimentale. La cosa bella è stata che ci conoscevamo più o meno tutti come attori, e questo ci è stato di grande aiuto perché potevamo farci due risate anche quando recitavamo la parte di due persone che non si conoscevano!”


Norman/Ronald Pickup
Stato civile: single da una vita
Situazione economica: il denaro non può comprare il suo amore
In cerca di: tutta la passione che non ha mai avuto Norman si trasferisce all'Hotel Marigold con la speranza di vivere la sua ultima avventura, preferibilmente sessuale. Dopo un'intera vita di solitudine e dopo aver provato ad essere una persona che non è (come fingere di avere solo 40 anni nei locali di appuntamenti), ha una sola cosa in mente, ma in India troverà qualcosa che non avrebbe mai immaginato.
Ronald Pickup interpreta Norman, “John Madden lo ha voluto dopo aver lavorato con lui in teatro”, ricorda Broadbent. “Io non lo conoscevo bene, ma si è rivelato incantevole nel suo ruolo.

Doveva stare davvero molto attento perché Norman ha un desiderio sessuale così forte che avrebbe potuto sfuggirgli di mano, ma Ronald ha saputo essere divertente e affascinante”. Madden dice che, per quanto fosse difficile Pickup ce l'ha messa tutta per comunicare il bisogno di Norman di uscire dalla solitudine. “È un uomo profondamente segnato dalla solitudine, ma si comporta da gigolò, sfacciato in modo stravagante e inappropriato”, commenta il regista. “Credo sia una persona che ha avuto molto poco nella vita, e quando gli si aprono le porte dell'India ci si butta a capofitto e trova scenari inaspettati”.

Pickup ha saputo cogliere gli aspetti esagerati del suo personaggio convinto che prima o poi avrebbe trovato il momento perfetto di passione che aveva sempre cercato. “È un bel personaggio perché sembra un uomo superficiale mentre invece è alla ricerca di qualcosa di più profondo che non ha mai trovato: un'anima gemella”, aggiunge Madden.
A proposito di questo gruppo eccezionale di attori, con molti dei quali aveva già lavorato, afferma: “Tutto quello che posso dire su questo cast suonerebbe come un cliché, ma lavorare con loro mi ha incoraggiato ogni giorno, ogni singolo meraviglioso momento”.


LO STAFF
Gli ospiti dell'Hotel Marigold sono accolti dallo staff con un piacevole senso di sicurezza misto a panico. La sontuosa brochure dell'hotel si rivela essere frutto dell'operazione di Sonny Kapoor, un ragazzo dolce ed ambizioso che però si trova sopraffatto dagli eventi.
I produttori sapevano che Sonny – che si inventa l'idea geniale di un luogo per pensionati inglesi in India, senza però lasciar intuire il tranello – sarebbe stata la chiave dei rapporti dell'intera storia. Dopotutto l'unica cosa che trattiene gli ospiti è proprio l'atteggiamento positivo di Sonny.

La necessità di avere un attore con il giusto carisma e delle sfumature comiche ha portato alla scelta di Dev Patel, la cui interpretazione in The Millionaire l'ha fatto conoscere in tutto il mondo. “Dev è un vero attore”, ha detto Madden. “È un comico nato – una sorta di Jacques Tati, con una presenza fisica straordinaria ed un grande talento”.
Judi Dench aggiunge: “E' un comico nato. Ha la stessa sicurezza di chi fa questo mestiere da sempre. Eravamo tutti stregati da lui”.

Patel commenta le contraddizioni del suo personaggio: “Sonny è la persona più disorganizzata che si potrebbe incontrare, ma allo stesso tempo è anche incredibilmente desideroso di accontentare tutti. Ha modificato le foto per la brochure dell'Hotel Marigold in modo che sembrasse un posto paradisiaco, ed ora deve riuscire a far credere agli ospiti che può diventare come promesso. Intanto, cerca anche di convincere sua madre, una donna a dir poco conservatrice, che può riuscire nell'impresa. Per complicare le cose, si innamora di una ragazza moderna che sua madre non approva”.

Ciò che rende le speranze di Sonny molto più che semplici manie di grandezza, è il fatto che si basano su un vero sogno – quello di trasformare il fallimento di suo padre in un grande successo. Sonny è molto affezionato all'albergo perché lo lega a suo padre, che desiderava renderlo un luogo unico e di successo, ma fallì come in tutte le cose della sua vita,” spiega Patel. “Ecco perché a Sonny viene l'idea di creare un posto per anziani stupendo e paradisiaco, anche se la realtà è ben diversa”.

Patel ha anche un legame personale con la storia: “Mia madre ha davvero lavorato con persone anziane”, dice, “ed io ero affascinato da quanto fossero vivaci, dal loro sarcasmo e dalla loro saggezza”.
A proposito di Dench, Smith, Wilkinson, Nighy, Wilton, Imrie e Pickup, dice: “Lavorare con loro è stato a dir poco fantastico. Era stupendo per me anche solo guardarli. Ero un po' nervoso di fronte ad un cast tanto importante, ma John mi ha dato fiducia e sicurezza tanto da sentirmi libero. Anche le scene meno importanti sono state una grande lezione per me”.

Patel è entusiasta di aver lavorato con i tanti attori indiani della produzione, come Lillete Dubey che interpreta la madre di Sonny, una donna che rifiuta il processo di modernizzazione della cultura indiana e come la giovane attrice Tena Desae, nel ruolo della sua ragazza, la tipica ragazza indiana del XXI secolo impiegata in un call-center.
Lillete Dubey è un attrice di teatro e cinema molto conosciuta in India e Madden dice: “Il fatto che Dev fosse un po' intimorito da lei, ha aiutato”. Dubey si identifica sin da subito con la frustrazione della signora Kapoor. “Questo è un personaggio che conosco bene perché io sono originaria di Delhi. È una madre di città, della media borghesia, elegante ma un po' antiquata, autoritaria con i suoi tre figli, in lei troviamo sfumature e tanto umorismo”, spiega l'attrice.

Con HOTEL MARIGOLD, Tena Desae recita per la prima volta in lingua inglese e rivela le sue note comiche intepretando una giovane donna, la cui relazione proibita con Sonny la mette in una posizione compromettente. Il feeling che ha con Dev rende la loro relazione molto vivace.
“Quando li vedi insieme, tifi per loro. Tena regge il confronto con questo cast ricco di esperienza”, osserva Graham Broadbent.
Questa esperienza è stata unica per lei. “Sono stati tutti molto disponibili, umili, calorosi ed incoraggianti e soprattutto molto divertenti”, confessa.


I LUOGHI
Il fascino dell'Hotel Marigold comincia dalla sua posizione nel mezzo del Rajasthan, uno degli stati più romantici dell'India, un luogo caleidoscopico, pieno di tempi decorati, regni antichi, saari colorati, insieme al ritmo vertiginoso delle città in rapida via di modernizzazione. Difatti, i luoghi che lo circondano sono rigogliosi e lussureggianti proprio come ci si immagina, ma anche travolgenti ed incomprensibili per dei cittadini cresciuti e vissuti in Gran Bretagna e che inizialmente vengono colti da uno shock culturale.
Nella sceneggiatura Ol Parker e John Madden hanno cercato di rendere al meglio la tensione naturale che deriva dallo spostamento di un gruppo di persone, ognuna con le proprie abitudini, verso un luogo che richiede un atteggiamento e un modo di essere completamente nuovi.

Ma le vere sorprese dovevano ancora arrivare, infatti tutti i membri del cast e dell'intera troupe sono stati profondamente segnati dall'esperienza del loro viaggio in India.
E.M. Foster ha detto “Se visiti l'India, la tua vita non sarà più la stessa”, e per il cast è stato proprio così. A tal proposito Bill Nighy ha dichiarato: “La maggior parte di noi non era mai stata in India, e dato che era così anche per la maggior parte dei personaggi, abbiamo trasmesso loro una grande profondità. La prima cosa che si nota è la cortesia delle persone e la loro straordinaria accoglienza ”.

Anche Judi Dench è rimasta colpita dalle persone che ha conosciuto, ed ogni giorno ha riservato per lei una bellissima sorpresa. “Non capita spesso nella vita di tornare nella propria stanza dopo una giornata di lavoro e incontrare degli elefanti in mezzo alla strada”, dice.
Per Celia Imrie è stato invece un risvegliare antichi ricordi, era stata in India 20 anni prima.
“Mi sono goduta ogni singolo giorno lì,” dice. “E' un luogo incantevole sotto tutti i punti di vista, un paese ricco e povero allo stesso tempo, con tanta energia, gioia ed entusiasmo, ovunque”.

Pickup aggiunge: “Vorrei citare una frase che Judi Dench ha detto il quarto o quinto giorno che eravamo lì... 'L'India è un assalto continuo ai nostri sensi e a tutto ciò che abbiamo sempre dato per scontato'. È un luogo pieno di contrasti e ti cambia nel profondo. È un'esperienza unica al mondo – allo stesso tempo elettrizzante, affascinante, scioccante e che racchiude in sé tutti gli aspetti della vita”.
John Madden ha collaborato con il cineoperatore Ben Davis con il quale aveva appena lavorato per Il Debito, per riuscire a cogliere tutta l'energia e l'umanità da riportare sullo schermo. “Non volevamo girare delle scene stile cartoline dall'India, ma piuttosto dare al pubblico una visione più realistica di ciò che questi personaggi vedono e provano”.

“Ci sono immagini dell'India che associamo alle guide turistiche. Quelle certamente si vedono, ma Ben ed io volevamo cercare di catturare il carattere autentico della vita in India”, spiega Madden. “Quando vi si arriva per la prima volta si è colpiti da tante cose: tutto è in rovina, fatiscente, rumoroso e caotico, ma trasmette grande gioia e onestà. È un'esperienza visiva travolgente: straordinari tessuti colorati ovunque, ed un incredibile gioia di vivere”.
Uno dei primi compiti, una volta in India, è stato quello di trovare il posto più adatto e con l'aria più esotica dove poter ambientare l'Hotel Marigold. “Lo stesso Hotel è un personaggio, ed è stato, probabilmente, il più difficile da trovare”, dice il regista.

Eravamo sicuri di voler collocare l'hotel al confine con Jaipur – anche detta “la città rosa” – in passato luogo di sovrani Raj, ed ora metropoli frenetica, affollata di macchine, cammelli, elefanti, biciclette e camion che creano un traffico molto intenso. “Abbiamo esplorato diversi posti, ma alla fine la scelta è caduta su Jaipur perché la cultura, i colori, e l'atmosfera sono irresistibili e trasudano energia, specialmente se si paragonano ai grigi inverni inglesi che i nostri personaggi si sono lasciati alle spalle”, spiega Graham Broadbent.

Per quanto riguarda l'albergo, la scelta è ricaduta sul Ravla Khempur, un ex palazzo reale trasformato in albergo, situato molto vicino al piccolo villaggio di Khempur, appena fuori lo scenografico distretto dei laghi di Udaipur. “Il palazzo fu costruito intorno ad un cortile, con grandi verande da cui l'harem del capo tribù poteva guardare il mondo, con molti dislivelli e punti strategici. Soprattutto, l'edificio aveva un'aura magica, ed un fascino indubbio”, spiega Madden.
“Aveva quel certo non so che in grado di attirare i personaggi: gli splendidi interni scuri, con scorci
di luce intensa e una vita piena di energia al di fuori”.

Il compito di decorare l'albergo secondo le ambizioni e le ingenuità di Sonny Kapoor è stato assegnato allo scenografo Alan MacDonald, autore anche delle scene di The Queen - La regina e CHERI di Stephen Frears. MacDonald ha detto che Sonny è stato la sua ispirazione. “Basta capire Sonny per capire la particolarità e l'eccentricità di tutto l'albergo. La sua aspirazione è quella di avere un 'albergo-boutique', anche se non è di suo gusto”, ride lo scenografo. “È uno scontro di culture in cui il passato abbraccia il futuro, ed è questo concetto che ci ha ispirato per l’arredamento dell'hotel. Molti mobili ispirati all'India coloniale, stoffe locali male assortite, insieme a pezzi e pezzetti di plastica, tutto segnato dal tempo.”
Il proprietario del Ravla Khempur, che ospita principalmente turisti indiani, è rimasto talmente colpito delle stanze di Madge ed Evelyn sulla balconata, e dalla mansarda sul tetto di Norman, che ha deciso di mantenere tutto così ed usare quelle stanze per i suoi ospiti. Immediatamente fuori dall'hotel, MacDonald ha ricreato un vivace mercato tipico di Jaipur.

“All’esterno dell'edificio c'era solo un sentiero sporco, perciò abbiamo prima creato una strada e in seguito costruito dal nulla un chiassoso mercato indiano”, spiega. “Le mie ricerche su Jaipur mi hanno dimostrato che in India è tutto disordinato: l'architettura, i colori, i tessuti. Quindi ho creato un collage vivente di diversi strati. Abbiamo costruito facciate di negozi, siamo andati nel centro abitato ed abbiamo portato i negozianti e le loro merci a Khempur, aggiungendo qualche bicicletta, dei cammelli, delle capre e delle mucche. C'è una sensazione di ordine e di caos insieme.”

Le riprese sono state effettuate anche nel centro di Jaipur, attorno al Palazzo della Città, nel mercato, a bordo degli affollatissimi autobus, e nell'edificio a più piani che ospita il call center, da cui è possibile avere un'ampia vista della città. Al di fuori della città, le scene sono state girate a Kanota Fort, trasformato nel Club Viceroy, dove Madge e Norman sperano di fare “nuove amicizie”. Quando i giovani amanti Sonny e Sunaina si incontrano, lui la porta allo Step Well, un pozzo d'acqua del X secolo, circondato da dieci blocchi di gradini in pietra color oro pallido, che creano una sorta di labirinto visivo in cui non si sale o si scende mai dalla stessa parte.

Le riprese hanno acquisito da subito un ritmo indiano, dal momento che si girava durante alcuni dei maggiori festival e festività indiani. Prima di iniziare a girare, un leader spirituale del luogo ha fatto una puja, una benedizione al cast, alla troupe e persino alle attrezzature. Solo grazie ad una delicata operazione diplomatica, abbiamo fatto in modo che gli attori non girassero le prime scene con il bindi rosso sulla fronte, senza offendere le tradizioni locali. Il regista e gli attori sono stati invitati dal Mahraja di Udaipur, Sua Altezza Reale Arvind Singh Mewar, a partecipare alle sue suntuose celebrazioni Diwali dove sono stati accolti al suono di una cornamusa ed hanno assistito ad uno spettacolo di fuochi d'artificio che illuminava il lago circostante e l'intera città. Hanno anche accettato l'invito ad un matrimonio reale al Rambagh Palace Hotel, pieno di elefanti e rockstar, mischiati a personaggi dell'alta società indiana.

Ma sono state proprio le strade di Jaipur ad ispirare gli attori e la troupe. “La verità è che non si può non essere colpiti dall'India, e questo vale sia per i personaggi del film che per gli stessi attori che hanno vissuto appieno l'esperienza”, dice Madden. “Vi sono persone che mostrano devozione, spiritualità e ottimismo a dispetto degli alti livelli di austerità che sono considerati come terribili privazioni dagli standard occidentali. È un ambiente molto stimolante e non vogliamo darne un’immagine troppo sentimentale. Non è intenzione del film raccontare verità scontate su quei luoghi, e speriamo che possa stimolare la curiosità verso un paese estremamente affascinante”.
Non è stata solo l'elettricità visiva dell'India che ha colpito Madden, ma anche i suoi suoni, ripresi e rielaborati nella colonna sonora da Thomas Newman, dieci volte candidato all'Oscar, che ha vissuto il progetto come un processo di scoperta.

“Questo film è andato in una direzione completamente nuova per me, dato che non avevo mai lavorato in India”, osserva, “ma mi interessano molto i suoni misti ai colori e perciò ho accettato con rispetto questa sfida. I loro strumenti tradizionali mi hanno sempre affascinato anche se non ho studiato la musica Indiana e fingere che avessi quel tipo di preparazione sarebbe stato stupido. Per questo ho preferito affrontarlo da una prospettiva più ingenua, quella di qualcuno deliziato dai colori musicali e dai fraseggi, ma circoscritto al film. Ho voluto celebrare una gioia creativa, che trasmettesse le emozioni del film attraverso accordi e musiche”.

Le sensazioni dei personaggi sembrano intrecciarsi con quelle degli attori e della troupe: sono nate nuove amicizie, grande amore ed ammirazione per l'India.
Per lo sceneggiatore Ol Parker, che si è recato in India con la produzione, è stato gratificante vedere come l'impatto che l'India ha avuto su di loro riflettesse ciò che succede nel film. “La cosa più bella per me è stata sentir dire ‘Questo viaggio mi ha cambiato la vita”, conclude, “perché è proprio il pensiero che sta alla base del film: non è mai troppo tardi per cambiare la propria vita e trovare qualcosa di nuovo”.

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