Una notte da leoni 2 di Todd Phillips

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locandina Una notte da leoni 2
 
Regista: Todd Phillips
Titolo originale: The Hangover Part II
Durata: 102'
Genere: Commedia
Nazione: U.S.A.
Rapporto:

Anno: 2011
Uscita prevista: 25 Maggio 2011 (cinema)

Attori: Liam Neeson, Bradley Cooper, Zach Galifianakis, Jamie Chung, Ed Helms, Justin Bartha, Juliette Lewis, Todd Phillips, Mike Tyson
Sceneggiatura: Scot Armstrong, Craig Mazin, Todd Phillips

Trama, Giudizi ed Opinioni per Una notte da leoni 2 (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
 
Fotografia: Lawrence Sher
Montaggio: Debra Neil-Fisher
Musiche: Christophe Beck
Scenografia: Bill Brzeski
Costumi: Louise Mingenbach

Produttore: Dan Goldberg,Todd Phillips
Produttore esecutivo: Thomas Tull, Scott Budnick, Chris Bender, J.C. Spink
Produzione: Green Hat Films, Legendary Pictures, Living Films
Distribuzione: Warner Bros.

La recensione di Dr. Film. di Una notte da leoni 2
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Colonna sonora / Soundtrack di Una notte da leoni 2
Potrebbe essere disponibile sotto, nei dati aggiuntivi (clic qui).

Voci / Doppiatori italiani:
Christian Iansante: Phil Wenneck
Alessandro Quarta: Stu Price
Roberto Stocchi: Alan Garner
Massimiliano Alto: Doug Billings
Oreste Baldini: Leslie Chow
Valentina Mari: Lauren
Alessio Puccio: Teddy
Barbara De Bortoli: Tracy Garner
Renato Cecchetto: Sid Garner
Massimo Rossi: Kingsley
Ennio Coltorti: Fohn
Roberto Gammino: Samir
Patrizia Burul: Kimmy
Bruno Conti: Mike Tyson
Roberto Draghetti: Joe Il Tatuatore

Informazioni e curiosità su Una notte da leoni 2

Tenta di bissare il successo di Una notte da leoni.
Ha avuto un seguito: Una notte da leoni 3

Note dalla produzione:
LA PRODUZIONE
Sto ancora cercando di rimettere insieme i pezzi sparsi della mia psiche.
— Stu
Nell’estate del 2009, il film di Todd Phillips “Una notte da leoni” è diventato un grande successo, superando qualsiasi aspettativa, anche quelle dei cineasti. “Volevamo realizzare un film comico, ma uno non sa mai come va a finire un film fino a che non viene proiettato al pubblico. Quando sono iniziate le proiezioni, ci siamo resi conto che si trattava di qualcosa di speciale. Ma siamo rimasti molto sorpresi quando si è trasformato in un grande successo”, riconosce Phillips, che ha diretto e cosceneggiato “Una notte da leoni 2.”

Dan Goldberg, che è stato produttore di “Una notte da leoni”, ritorna ad essere produttore anche nel seguito, ed è così alla sua sesta collaborazione con Phillips. Ricorda: “Sapevamo di avere realizzato un film che faceva ridere la gente, ma nessuno aveva mai immaginato che ‘Una notte da leoni’ diventasse questo fenomeno incredibile, tanto meno noi. Piano piano è cresciuto e questo è stato sorprendente e gratificante.”
“Il film aveva qualcosa di potente ed esclusivo”, osserva Ed Helms che ritorna al ruolo di Stu, il quale, questa volta in modo ufficiale, è lo sposo. “Lo trovavamo molto divertente, ma non puoi mai esserne sicuro fino a che qualcun altro non te lo dice. Per fortuna è piaciuto.”
Aggiunge Phillips, “So che i miei film attraggono principalmente un certo tipo di pubblico, data Ia sfrenatezza dello stile comico, ma ‘Una notte da leoni’ ha raggiunto tutti. Penso che sia proprio grazie ai sentimenti che si sviluppano tra i quattro ragazzi. La loro amicizia risulta autentica, è proprio grazie a questa magia tra di loro.”

Questa amicizia sullo schermo riflette l’atmosfera cameratesca che si era sviluppata al di fuori del film tra gli attori, i cineasti e la troupe, e che ha contribuito al desiderio di voler continuare la storia da parte di tutti coloro che vi erano coinvolti. Ma tutti sapevano che se i personaggi si fossero avventurati ancora una volta nei meandri delle decisioni sbagliate, l’avventura sarebbe stata – per portata ed assurdità - almeno pari a quella del primo film. Racconta il regista: “Avevamo il sentore che il pubblico desiderasse trascorrere altro tempo insieme a questi personaggi, ma dovevamo dar loro un altro ritmo. Abbiamo scritto il film con lo stesso spirito di ‘Una notte da leoni,’ e quindi, strutturalmente, vi sono delle somiglianze, ma lo abbiamo affrontato come un film nuovo.”
“Eravamo abbastanza cauti in quanto, dopo il successo di ‘Una notte da leoni,’ pensavamo che se i ragazzi fossero riusciti a vivere una vita felice alla fine della storia, sarebbe andata bene”, afferma Zach Galifianakis, che interpreta nuovamente Alan, l’istigatore. “Per me, lo scopo finale è che tutti si trovino bene a lavorare insieme e, in un film come questo, è una cosa particolarmente positiva lavorare con gente che ti piace e di cui hai fiducia.”
Rivela Phillips, “E’ la prima volta che lavoro con gli stessi attori che interpretano gli stessi ruoli. Ci siamo sentiti molto a nostro agio e abbiamo recitato in modo naturale.”

Per le avventure future di Phil, Stu, Doug e Alan, il punto iniziale secondo il modo di vedere di Phillips era di trovare una città che fosse catastroficamente terribile per i ragazzi. C’era un posto che corrispondeva esattamente a questa descrizione: Bangkok.
“Penso che per una commedia sia meglio quando ci sia un aspetto di leggera pericolosità, come per esempio recarsi in posti imprevisti”, afferma Phillips. “Una volta decisa la città di Bangkok, anche il film è stato più o meno definito. E’ una città che si associa molto bene al mettersi nei guai, soprattutto per i nostri ragazzi.”
“Sapevamo di dover rispettare alcuni principi del film”, afferma Bradley Cooper, che riprende il ruolo Phil, il leader del gruppo. “Volevamo riproporre alcuni aspetti che avevamo adorato nel primo film ma in un modo più fresco, totalmente rinnovato. L’idea di Todd di ambientarlo a Bangkok ha dato un’impronta precisa al tutto. Abbiamo inserito un lungo inseguimento in macchina, motociclette, sparatorie… C’è molta azione in questo film.”

Essere in una città straniera vibrante e vitale che presenta anche qualcosa di selvaggio e trasgressivo ha permesso di elevare il livello di comicità dei tre americani che si sono liberati da qualsiasi vincolo. “Quando devi affrontare Las Vegas, sai che lì tutti parlano inglese e puoi fare quello che vuoi e andare dove vuoi, perchè telefoni e chiami chi vuoi” racconta lo sceneggiatore Scot Armstrong. “Ma a Bangkok, navighi in acque totalmente sconosciute. Non hai corde a cui aggrapparti.”
“La Thailandia stessa era come una grande tela”, aggiunge lo sceneggiatore Craig Mazin. “Bangkok ci offriva molte possibilità di permettere ai ragazzi di perdere la testa e poi fare i conti con il senso di colpa del giorno dopo.”
Nonostante Armstrong e Mazin non avessero lavorato nel primo “Una notte da leoni”, sentivano di conoscere già i personaggi, essendo stati dei grandi ammiratori del film.
“Penso di non aver mai riso tanto quanto alle pazzie di Alan, Stu o Phil”, afferma Armstrong. “Sentivo di poter mettere quei tre in qualsiasi situazione immaginabile – anche a fare la spesa al supermercato o in fila al fast food – e sapevo esattamente cosa avrebbero detto.”

La loro prima cartina tornasole del copione è stata la risposta ottenuta dagli stessi attori.
“Renderli interessati alle nuove idee ed ai nuovi dialoghi era una cosa difficile”, sottolinea Mazin. “E l’atteggiamento di Todd è stato che la scrittura del copione non si fermava mai, perché le idée potevano venire da noi o da loro e ognuno di loro avrebbe potuto aggiungere una frase che magari sfondava.”
“Il primo film era diventato una parte importante della cultura popolare e penso che l’unico che potesse uguagliarlo era Todd Phillips, ed infatti ci è riuscito”, dichiara Justin Bartha, riprendendo il ruolo di Doug. “Anche la sola lettura del copione ci ha fatto morire dal ridere, perché i ragazzi superano veramente ogni limite possibile.”
“La cosa interessante dei film ‘Una notte da leoni’ è quanto riusciamo a spingerci oltre ai fatti veri e propri”, afferma Phillips. “Le battute finali non sono rappresentate dal film; la distanza che riusciamo a percorrere dopo le battute finali rende questi film speciali come sono.”


Non posso credere che stia capitando di nuovo …
— Stu
“Una notte da leoni 2” si svolge due anni dopo gli incidenti di Las Vegas. “Troviamo che la vita dei ragazzi è andata avanti da quei giorni”, racconta Phillips. “O almeno quella di quasi tutti - Alan vive ancora a casa con i suoi genitori. Ma Doug e Tracy sono felicemente sposati e in attesa di un bambino; Phil ha avuto un altro figlio; e Stu ha incontrato una ragazza meravigliosa, si è fidanzato e sta per sposarsi. I genitori di lei sono thailandesi ed i ragazzi hanno deciso di sposarsi proprio lì.”
Considerati i suoi precedenti in fatto di usanze prematrimoniali, Stu ha imposto un limite specifico ai suoi amici. Helms fa notare, “Essendo ovviamente rimasto molto scottato dall’esperienza vissuta a Las Vegas, Stu non vuole assolutamente una festa di addio al celibato di quelle solite. E’ così vicino ad avere tutto quello che ha sempre desiderato nella vita che ha paura di mandare tutto all’aria.”
“Ci si sente molto vicini a Stu in questo film, ed Ed ci mette tutto il suo cuore nelle vicende che gli capitano, al punto che si fa veramente il tifo per lui per tutto il film”, afferma Phillips.

Phil rimane a dir poco deluso dall’idea del “brunch di addio al celibato” di Stu. “Phil parla tanto”, spiega Cooper. “In realtà ha una vita piacevole a casa sua, ma è il tipo di maschio dominante che probabilmente si è sposato appena finito il liceo e vuole ancora vivere quei momenti rari di sfrenatezza e divertimento insieme ai suoi amici.”
Per il regista, il Phil di Cooper è “quello che ha i piedi più per terra, il che non vuol dire molto”, ride Phillips. “E’ il più ragionevole e questo consente agli altri di perdere totalmente i freni.”
Con tutto questo alle spalle, Stu vuole essere sicuro di non fare nulla che possa compromettere il suo già delicato rapporto con i futuri suoceri, Joi e Fohn, interpretati dai famosi attori thailandesi Penpak Sirikul e Nirut Sirichanya. Pertanto, Stu ha lasciato fuori dalla lista degli invitati un nome importante. “Quello che è successo a Las Vegas ormai è successo, ma Stu non ha mai pensato che Alan sarebbe rimasto suo amico per la vita, allo stesso modo di Phil e Doug”, spiega Phillips. “Alan, tuttavia, è deluso del modo in cui gli altri appaiono tesi e tirati e, quando viene escluso dal matrimonio, si arrabbia molto per non essere stato invitato. ”

Come si autodescrive lui, “ragazzo di famiglia”, l’Alan di Galifianakis racchiude tutto quello che Phillips trova divertente nei rapporti tra uomini. “Le donne hanno modi molto più eleganti nei loro rapporti”, afferma il regista. “Ma c’è un senso di inadeguatezza e difficoltà nel modo in cui gli uomini si comportano che viene espresso dalla maniera in cui Alan si sente a disagio con questi ragazzi. La realtà è che i migliori amici di Alan probabilmente sono suo padre, sua madre e il cane. E’ talmente desideroso di avere rapporti con le altre persone che sembra sempre esagerare.”
La dinamica tra Phil e Alan che si è sviluppata nel primo film, viene ampliata in questo secondo. “Penso che sia la parte del film che preferisco, in quanto il loro rapporto è molto ricco”, afferma Cooper. “Nel primo film, Zach ed io abbiamo improvvisato molto del nostro rapporto, senza sapere se avrebbe realmente funzionato. E’ già tutto predisposto e riusciamo addirittura a spingerci oltre. E’ come fare un film con tuo fratello. Non ci si deve sforzare troppo, viene naturale. Il nostro obiettivo è solo che la gente si sbellichi dalle risate.”

In “Una notte da leoni 2”, la maggior parte delle sensibilità di Alan vengono espresse attraverso lo stile comico unico di Galifianakis. “Il copione era perfetto, ma a volte è divertente non dire la frase che uno dovrebbe dire solo per vedere se si riesce a far ridere qualcuno quando non se lo aspetta. Ma Bradley ed Ed sono dei professioni tali che è difficile farli sbagliare”, sorride Galifianakis. “Il senso dell’umorismo di Todd non sta nel trasmettere necessariamente la battuta di spirito, ma nel far sì che arrivino le battute quando uno meno se lo aspetta. E penso che a tutti noi piacciano le cose inaspettate.”
Nonostante il potenziale disastro, Doug fa sentire in colpa Stu e lo spinge ad invitare Alan al matrimonio. “Fa sì che sia quasi impossibile per Stu non invitare Alan perché dopo tutto è il cognato di Doug”, afferma Bartha. “Doug non pensa che ci siano problemi a far venire Alan al matrimonio. Fortunatamente per Doug, non finisce con pagarne il prezzo quando tutto va all’aria.”

Come nel primo film, ancora una volta Doug si perde tutto il peggio – se non si tiene conto del rimanere intrappolato per ore su un tetto sotto il sole di Las Vegas. Afferma Phillips, “Ci serviva che Doug rappresentasse la voce della saggezza e del ragionamento sensato…che fosse l’ancora per tenere tutti rilassati e calmi in albergo. Il rovescio della medaglia è che Justin è troppo bravo e troppo divertente, ma in questi film o rimane bloccato sul tetto o se ne sta tranquillamente in albergo.”
Al suo arrivo in Thailandia, Stu ritrova la sua futura moglie, Lauren, che sta per sposarlo nonostante le obiezioni del padre. Racconta Helms: “Fohn disprezza Stu in quanto lo considera un debole, uno smidollato … uno che dice delle mezze verità e non del tutto onesto.”
Scelta nel ruolo di Lauren, Jamie Chung racconta, “Lauren pensa che Stu sia adorabile, ne è innamorata perdutamente. Non le interessa il fatto che il padre disapprovi. E’ una donna che sa ragionare con la sua testa ed ha sempre fatto quello che ha voluto… e ora vuole sposare Stu.”

Agli occhi di Fohn, Stu soffre anche del confronto con il fratello minore di Lauren, Teddy, talentuoso violoncellista e brillante studente del corso preliminare di medicina a Stanford – il tutto all’età di 16 anni. Teddy inoltre affronta subito Alan e le sue idee primitive sul privilegio di appartenere al branco. “Alan è molto preso dalla questione del branco, i quattro ragazzi, amici e fratelli per la vita”, afferma Phillips. “E, improvvisamente, un nuovo personaggio viene buttato nella mischia. Teddy minaccia Alan in modo molto territoriale.”
Per interpretare Teddy, Phillips ha scelto l’attore emergente Mason Lee, che debutta ufficialmente nel cinema in questo film “Una notte da leoni 2.” “Teddy rappresentava una sfida per il cast in quanto era necessario che entrasse subito in sintonia con tutti e Mason è riuscito subito nell’intento”, spiega Phillips.
Ancora studente anche nella vita reale, Lee racconta che il suo primo pensiero è stato che avrebbe avuto l’opportunità di avere a che fare con dei ragazzi che rappresentavano una leggenda alla sua scuola. “Ero molto emozionato, ma anche nervoso. Avevo paura che mi sarebbe venuto da ridere durante le mie scene. Mi sono accorto che non ero l’unico a ridere, e quindi andava bene. E’ stata una grande esperienza.”

In Thailandia, Phil non abbandona l’idea di avere una specie di addio al celibato e propone una bevuta notturna prima che Stu capitoli. Lauren non solo condivide l’idea, ma convince il gruppo a portare anche Teddy con loro. Cooper spiega, “Phil vuole rendere memorabile l’occasione e convince Stu a farsi almeno una bevuta al mare e, naturalmente, c’è qualcosa che va storto.”
“E’ una storia semplice su dei ragazzi normali che vogliono divertirsi”, racconta Galifianakis, e poi si corregge, “- veramente, non che vogliono divertirsi, ma che cercano di non ripetere gli stessi sbagli. Ma poi succede qualcosa. Uno sbaglio. Un grande sbaglio.”
“Stu pensa di aver sistemato tutto”, asserisce Phillips. “Un drink davanti ad un falò con lattine di birra sigillate in modo che nessuno possa infilarci dentro alcunché. Considerato quello che era successo a Las Vegas, pensa di aver curato ogni dettaglio per una situazione che non potrà sfuggire di mano.”
E quella è l’ultima cosa che ricordano al loro risveglio la mattina dopo.


Una nottataccia, donnacce… Non ti ricordi niente?
— Chow
In un doloroso momento di lucidità, i ragazzi sono scioccati dalla nebbia di un’altra sbornia madornale e da una serie di sviluppi terribili. A Las Vegas, la loro camera d’albergo era a pezzi, ma almeno si trovavano nello stesso posto in cui tutto era iniziato. Questa volta, non sono neanche nella stessa città. “Invece del resort lussuoso, si svegliano in una squallida camera d’albergo da qualche parte a Bangkok e non hanno idea di come tutto questo sia successo”, afferma Phillips. “Quando trovano un dito mozzato in una coppa di ghiaccio – un dito che non appartiene a nessuno di loro – l’atmosfera diventa subito incandescente.”
Prendere quel dito è solo l’inizio: Alan ha i capelli rasati; Stu ha un tatuaggio sul viso come quello di Mike Tyson; e c’è una scimmia cappuccina nel bagno. Questo intruso è interpretato dall’attore animale Crystal, il cui curriculum non ha nulla da invidiare a quello dei suoi colleghi attori umani e comprende il film intitolato “A casa con i suoi“, con Bradley Cooper.

Di proprietà della Birds and Animals Unlimited, Crystal viene ammaestrata da Tom Gunderson e vive con lui e la sua famiglia insieme ad un’altra cappuccina, Squirt, che lavora come sua controfigura. Nonostante la sua esperienza nel cinema, riconosce Gunderson, “E’ stato difficile addestrare Crystal a svolgere alcuni dei comportamenti complicati che doveva interpretare, soprattutto con tutte le distrazioni presenti su alcune delle scene.”
Nonostante a Crystal fossero state fatte girare tutte scene ritenute sicure, è stato usato con successo anche un trucchetto di simulazione. “Crystal non fuma; infatti, odia qualsiasi tipo di fumo”, sottolinea Gunderson. “Da un punto di vista etico, nè io nè Todd – che ama gli animali — avremmo permesso che tenesse in mano una sigaretta, meno che mai che la fumasse anche se ciò non fosse stato contrario ai regolamenti AHA, cosa che invece era.
Ma non ci siamo neanche posti il problema.” Il fumo, come anche l’estremità della sigaretta dove si vede la cenere, sono stati creati interamente con la tecnica CGI dal supervisore degli effetti visivi Robert Stadd.
“Crystal è stata un sogno”, dichiara Phillips. “Tra le varie scene, le mettevo vicino il mio dito e lei lo stringeva come fanno i bambini. Mi sono molto affezionato a lei, tutti si sono affezionati a lei.”

Nella stanza c’è anche un altro “ospite”: Mr. Chow, la cui apparizione è tanto sorprendente quanto lo era stata nel primo film. Ken Jeong ritorna nel suo ruolo entusiasmante. “Ken ha rappresentato una parte enorme di ‘Una notte da leoni’” afferma Phillips.
In Thailandia, Chow mostra un lato di sé che i ragazzi non conoscevano…o che almeno non ricordavano. “Penso che Chow sia più di un buontempone questa volta”, afferma Jeong.
“Nel primo film, si arrabbiava molto, ma in questo film è nel suo elemento. Ne parlavo con Todd, e la nostra teoria è che a lui piace molto ridere. Il suo senso dell’umorismo in qualche modo attenua le sue esagerazioni psicotiche e questo lo salva.”
L’apparizione di Chow non cambia il fatto che manchi sempre una persona: Teddy. Da qualche parte nel mezzo della loro notte folle se lo sono perso, ed ora, Chow li informa minacciosamente che “Bangkok lo ha preso.” Stu non può presentarsi al matrimonio senza il figlio prediletto di Fohn - in realtà il suo unico figlio. Per trovarlo inizia l’odissea dei quattro ragazzi che li porterà negli angoli più bui della città e in situazioni estremamente difficili.

Durante il loro folle viaggio attraverso Bangkok, i ragazzi incontrano anche alcuni personaggi bizzarri tra cui oriundi attempati, trafficanti di droga russi, malavitosi e persino un monaco buddista. Un personaggio non proprio in stile Zen è Kingsley, enigmatica figura del mondo del crimine, interpretato da Paul Giamatti.
Phillips era entusiasta di aggiungere Giamatti al gruppo degli attori. “Paul è sempre stato uno dei miei attori preferiti”, afferma il regista. “Ci siamo divertiti molto con lui e penso che anche a lui sia piaciuta molto l’esperienza.”
Giamatti lo conferma, aggiungendo di aver molto apprezzato l’opportunità di poter lavorare con Phillips ed i suoi attori. “Sono attori molto bravi, ed io ho cercato di mettermi al loro livello. Sono molto precisi e professionali, non fanno le cose casualmente. Sanno esattamente cos’è che rende comica una certa situazione. E’ stato un piacere starli a guardare mentre recitavano, e ovviamente insieme a Todd. E’ molto preciso su quello che vuole ma riesce anche a lasciar libere le persone di divertirsi. Riesce a creare senza sforzo un equilibrio molto particolare.”

Goldberg fa notare che l’improvvisazione spontanea nel contesto del copione è l’anello di collegamento dello stile unico di Phillips nelle commedie. “Todd è un grande sceneggiatore, oltre che un grande regista. Una delle affermazioni che gli vengono attribuite è la seguente, ‘Il nostro copione è di fondo come il posto dove si parcheggiano i camion. E’ quando uno arriva sul set che si rende conto di quale sarà l’argomento del film,’ e questo è proprio vero. Todd conosce i punti sensibili del film – non solo cosa sarà divertente ma anche il senso del pericolo e del buio. Continua a girare la stessa scena fino a che non viene fuori nel modo giusto. E’ affascinante vederlo lavorare e sono contento di aver avuto un posto in prima fila.”
Aggiunge Helms, “Todd ha sviluppato il senso del gruppo tra il cast e la troupe e noi abbiamo imparato rapidamente il modo in cui dovevamo adattare le scene ed i dialoghi per renderli rapidi e veloci. Questo si chiama lavorare in maniera creativa. E’ esilarante, divertente ed è un tributo alla leadership di Todd.”
“Todd è il leader del branco”, afferma Justin Bartha. “Mentre giriamo, si avvicina il più possibile al contorno del fotogramma e quando gli viene un’idea, la ripropone immediatamente nel bel mezzo dell’azione. Penso che questo aggiunga immediatezza alle scene e renda il tutto incredibilmente vivo.”

Per Phillips, un film infatti è un “organismo che vive e respira. E’ in continuo movimento e devi essere aperto a tutti i cambiamenti. Quello che poteva andar bene sei mesi fa mentre lo stavi scrivendo potrebbe non avere più molto senso ora che sei a Bangkok.”
In Thailandia, viene fuori un altro vecchio amico. “La domanda che la gente ci chiedeva sempre quando scopriva che stavamo girando questo film era, ‘Tyson ci sarà?” racconta Goldberg. “Da parte nostra, sapevamo che lo avremmo voluto avere ancora”.
“Ritengo che dobbiamo molto a Mike”, afferma Phillips. “Sceglierlo per ‘Una notte da leoni’ ha rappresentato un momento molto importante. Siamo diventati buoni amici e tutti quelli della famiglia di ‘Una notte da leoni’ lo adorano.”
Il sentimento è reciproco. Dopo l’uscita di “Una notte da leoni”, Tyson è rimasto sorpreso della risposta che riceveva da una nuova generazione di fan. “Ero in un centro commerciale e la gente mi saltava intorno dicendomi, ‘Ti abbiamo visto in ‘Una notte da leoni,’” ricorda Tyson. “E’ stata una cosa molto entusiasmante. Si trattava di ragazzini che non mi avevano mai visto combattere sul ring. Sono molto grato a Todd di avermi incluso in questo film e nel cast.”


Bangkok li ha presi ormai.
“Una notte da leoni 2” ha portato il cast e la troupe dall’altra parte del mondo, in una location che già da sola avrebbe rappresentato materiale per il film. “C’è voluto parecchio a Todd per formulare quello che voleva in questo film in quanto c’è molta azione”, commenta Goldberg. “E andare a Bangkok è stata la realizzazione di questo per noi. E’ l’ultimo posto al mondo in cui si dovrebbero trovare i ragazzi e questo, ovviamente, lo trasforma nel posto migliore in cui agire.”
Per comprendere e digerire questo nuovo ambiente di lavoro, i cineasti si sono recati svariate volte sul luogo durante la stesura del copione. Mentre la maggior parte del film si sarebbe svolta realmente in Thailandia, lo scenografo Bill Brzeski ha scattato migliaia di fotografie per ricreare una serie di set importanti negli studi della Warner Bros. a Burbank.

Il momento fondamentale del risveglio dei ragazzi – questa volta in una camera d’albergo decrepita di Bangkok – è stato il frutto di un enorme lavoro in uno degli studi. “E’ il mio terzo film di fila con Bill, e lui riesce a creare meglio di chiunque altro questi aspetti sgangherati e da quattro soldi nelle ambientazioni – e lo dico come un complimento”, afferma Phillips. “Il set dell’hotel appariva come se fosse stato costruito 80 anni prima e nessuno lo avesse pulito o sistemato in tutto quel tempo.”
Brzeski ed i suoi collaboratori hanno curato i minimi dettagli per creare questo ambiente sulla cima di una piattaforma d’acciaio che doveva rappresentare due stanze d’albergo, un cortile ed un ascensore, tutti realizzati con elementi a incastro con spazi aperti all’interno che permettevano alla luce di entrare. “Quello che il copione ci imponeva era che i ragazzi si svegliassero in una stanza e si girassero intorno per cercare di capire dai vari dettagli cosa fosse accaduto la notte prima”, descrive Brzeski. “E quindi l’ambiente aveva molto da raccontare a tale proposito.”
Durante il loro viaggio in Thailandia, lo scenografo, insieme all’arredatore di scena Danielle Berman, hanno riportato indietro una miriade di oggetti da utilizzare per l’arredamento.

“Abbiamo preso un container e lo abbiamo riempito con tutta una serie di attrezzi elettrici, spine, vecchi ventilatori…” racconta. “Hanno dato quell’aspetto particolare al set. Nel complesso, Bangkok in realtà non ha un aspetto da terzo mondo; è una città abbastanza sofisticata ed anche bella. Ma se si va a scavare un po’ in profondità, si trovano le cose vecchie e usate che noi stavamo cercando.”
Una volta finito di girare a Burbank, il cast e la troupe si sono spostati in Thailandia, dove due città hanno fatto da sfondo all’avventura: Bangkok, dove i ragazzi entrano nel panico mentre cercano Teddy e tentano di ricostruire e capire cosa sia successo e, all’altra estremità, la zona del resort di Krabi, dove si terrà il matrimonio, che è l’incarnazione del lusso.
Presentare la dicotomia tra questi due mondi ha impegnato molto il gruppo dei disegnatori, nonché il direttore della fotografia Lawrence Sher, che si trova alla sua terza collaborazione con Phillips. “Volevamo essere proprio lì, in mezzo ai ragazzi, per carpire l’atmosfera frenetica e la loro confusione nel cercare di spostarsi nel caos di questa città.”

Sher ed i suoi collaboratori dovevano dare alla pellicola anche quello che il regista considerava un aspetto fondamentale di tutta questa esperienza. “Quello che Larry ed io abbiamo analizzato maggiormente riguardo al film riguardava quel certo tipo di sensazione di caldo e di oppressione che si prova quando si arriva a Bangkok”, riferisce Phillips. “Anche se ovviamente uno non lo può percepire mentre sta guardando il film, quella temperatura è presente in ogni fotogramma.”
Il clima caldo e umido è sempre presente sia nel centro storico che nella parte metropolitana di Bangkok, che è divisa in quartieri che si snodano dagli alti grattacieli del centro ai mercati nelle strade affollate di Chinatown – una contrapposizione che Phillips spera di trasmettere attraverso gli occhi di Phil, Doug e Stu.
Il produttore di linea della Thailandia, Chris Lowenstein sottolinea, “Bangkok è la città dei contrasti sorprendenti; vi sono zone che sono ultra-moderne e poi c’è il vecchio quartiere di Chinatown con le sue peculiarità ed il suo fascino antico. Dal punto di vista visivo, è molto ricco, con il fumo che esce fuori dalle vecchie cucine sulla strada ed il caos generale di tutta la gente che abita e lavora lì.”

Aggiunge Phillips, “E’ una città dentro la città. Abbiamo trascorso molto tempo nelle stradine e nei vicoli di Chinatown. E’ un ambiente di lavoro intenso ed interessante. Mi è piaciuto molto, ma nello stesso ha rappresentato una bella sfida.”
Il co-produttore J.P. Wetzel aggiunge, “Penso che a Todd piaccia molto. Non ha paura di mettere questi personaggi in situazioni imprevedibili. Todd sceglie le location per la loro rozzezza e per ciò che può costruirci. C’è una grande attività, con i taxi, le motociclette, i tuk-tuks ed i pedoni che camminano, quindi è molto difficile lavorare nelle strade. Ma dalla nostra parte c’era il fatto che le persone erano tutte gentili e disponibili.”
Il location manager della Thailandia, Somchai Santitharangkun, ha dovuto ottenere il permesso da oltre 200 municipi, come anche da centinaia di negozi ed ha dovuto individuare aree in questa città affollata dove lasciare i camion e i materiali necessari alla produzione.

Immerso tra le strade concitate, e in forte contrasto con Chinatown, troviamo il ristorante Sirocco, situato al 63° piano del Labua presso l’albergo State Tower. Con la sua vista a 360° su Bangkok, era il posto più appariscente che i ragazzi potessero trovare per incontrare Kingsley, il personaggio di Paul Giamatti. “Eravamo molto orgogliosi di aver ottenuto quel permesso in quanto a nessuno era mai stato consentito di girare lì dentro prima di quel momento”, fa notare Santitharangkun. “Ma abbiamo scoperto che il proprietario era stato un grande fan del primo ‘Una notte da leoni’ e, dopo averci incontrato, era molto felice della prospettiva che il suo albergo e il suo ristorante fossero nel seguito del film.”
Nel cercare di ricostruire i loro comportamenti scapestrati, i ragazzi arrivano a Soi Cowboy, una delle zone più malfamate della città. Qui trovano il negozio dei tatuaggi dove Stu aveva acquistato il suo inchiostro e scoprono l’abisso in cui erano precipitati. Brzeski ed i suoi collaboratori hanno addirittura esaltato la location già suggestiva di suo per cercare di adattarla al meglio all’idea che aveva Phillips. In una stradina chiamata Soi 7, la produzione ha preso un edificio vuoto e l’ha utilizzato per costruirci due bar ed il negozio di tatuaggi il risultato sembrava talmente reale al punto che alcuni turisti hanno cercato di entrarci dentro.

Dal ridicolo al sublime, gli uomini si sono ritrovati persino in un monastero buddista. Le scene sono state girate all’Ancient Siam, un luogo che ricrea i templi ed i manufatti religiosi. “I monasteri sono luoghi molto religiosi, e quindi, per rispetto, questa ci sembrava l’alternativa migliore”, spiega Brzeski. “Siamo riusciti a costruire all’interno del tempio cinese quello che Todd stava cercando.”
Per riprodurre le avventure sempre più stravaganti dei ragazzi, la produzione ha girato le scene d’azione principali in degli spazi molto ristretti di Bangkok. “C’è molta più azione rispetto al primo ‘Una notte da leoni,’” commenta il coordinatore degli stunt Allan Graf.
“Todd ha veramente dato libero sfogo all’azione e gli attori si sono impegnati a fare quello che sentivano di fare ma sempre in estrema sicurezza.”

“E’ stato tutto folle ed emozionante”, osserva Helms. “Non avevo mai fatto parte di una produzione di questa portata ed è stato veramente divertente. Facevamo saltare le cose in aria, ci rincorrevamo per le strade, ci gonfiavamo di botte, il tutto condito da battute veramente esagerate.”
La scena più atroce è quella in cui gli amici sono nella super accessoriata Toyota Corolla di Mr. Chow che corre lungo le strade di Bangkok con una scimmia appesa fuori dal finestrino e trafficanti di droga russi su motociclette che inseguono a gran velocità. Il supervisore degli effetti speciali Yves De Bono ha costruito degli attrezzi speciali che consentivano agli stuntmen che guidavano di manovrare il veicolo da sotto, con gli attori che si trovavano al volante. De Bono ha creato diverse versioni della macchina, compresa quella con gli interni allungati in modo da poter alloggiare una macchina da presa a 360°, così che Phillips e Sher potessero girare le scene d’azione dalla prospettiva dei personaggi.

Un altro dei giocattoli di Mr. Chow è la sua barca, la Perfect Life, che viene requisita da Alan, Phil e Stu. In una scena saliente del film la barca deve catapultarsi fuori dall’acqua e volare su una spiaggia. “Abbiamo costruito una rampa e poi abbiamo dovuto sincronizzare la scena d’azione in base alle maree. Avevamo solo mezz’ora per effettuare il lancio, quindi eravamo molto sotto pressione”, rivela il supervisore delle scene in acqua Lance Julian, che ha lavorato a stretto contatto con Phillips, De Bono, e Graf per garantire che la barca finisse esattamente sul punto contrassegnato.
La barca è stata seguita in tutta la sua traiettoria da due barche che trasportavano la macchina da presa: su una c’era la gru e sull’altra la troupe, e poi è stato usato anche un elicottero. “Con tutte quelle scene acrobatiche, si vuole essere sicuri che tutto appaia realistico, quindi abbiamo realizzato la scena nel modo più pratico possibile”, racconta Phillips.
Il posto dove Stu e Lauren dovevano sposarsi si trovava in un resort esclusivo nella Thailandia del sud, sulla costa dell’Andaman Sea. “Krabi era il posto migliore per quello che volevamo noi”, ricorda Phillips. “Quando immagino la Thailandia penso a quelle isole di pietra bianca che emergono dall’acqua e dalla spiaggia avevamo una splendida visuale di tali isole.”

La produzione ha usato pienamente la pittoresca location del resort, i suoi sentieri riservati, i bar a isola e le piscine infinite che hanno permesso di girare scene spettacolari e sorprendenti. Per la scena del falò, si sono spostati di qualche centinaio di metri sulla spiaggia dove, per creare uno sfondo perfetto, hanno decorato le lunghe imbarcazioni sull’acqua. Per ottenere la giusta quantità di luce dalla luna, Sher ed i suoi collaboratori hanno utilizzato dei grandi palloni illuminati che erano sospesi nell’aria e diffondevano la luce dall’alto, sulla sabbia e sull’acqua.
Gli addetti al design hanno deciso di unire insieme gli stili occidentale e thailandese per creare l’architettura, il guardaroba e gli arredi per il matrimonio. Brzeski ha utilizzato i motivi thailandesi, quali gli ombrellini tradizionali e l’architettura dei templi, mentre Danielle Berman ha raccolto centinaia di fiori colorati, in particolare orchidee, dato che ne hanno in grande abbondanza in Thailandia.

Tra le usanze culturali, hanno integrato nella storia il festival di Khom Loi della regione Chiang Mai nella Thailandia del nord, in cui centinaia di lanterne illuminate vengono lanciate nel cielo. “Qualcuno dei nostri attori ed almeno due terzi della nostra troupe erano thailandesi e noi abbiamo abbracciato appieno la cultura thailandese”, fa notare Goldberg. “Ci siamo sentiti loro ospiti in Thailandia e loro sono stati molto generosi con noi. Il nostro umorismo può apparire cinico, ma volevamo invece onorarli in modo rispettoso.”
Anche la costumista Louise Mingenbach ha utilizzato i costumi tradizionali thailandesi nella cerimonia del matrimonio, e lo stile occidentale per gli ospiti americani. Ma la parte più divertente è stata con Alan.
Phillips racconta che Galifianakis “conosceva il suo personaggio e tutti noi molto bene e quindi sapeva cosa chiedere al proprio guardaroba. Louise ed io gli offrivamo i nostri suggerimenti. Abbiamo parlato del suo abito da viaggio internazionale che indossa all’aeroporto, e dell’abbigliamento sportivo al cocktail party – quei pantaloni larghissimi e quell’aspetto così allegro. Gli altri ragazzi indossano abiti normali, ma quelli di Alan sono talmente ridicoli che abbiamo potuto essere veramente creativi con lui. ”

Ad aumentare tutta l’esperienza, troviamo una colonna sonora molto eclettica, che è uno dei marchi di fabbrica di Phillips. Insieme ai supervisori delle musiche Randall Poster e George Drakoulias Phillips ha scelto tra centinaia di musiche quelle giuste per accompagnare la storia, unite alla colonna sonora di Christophe Beck. Una componente importante è stata la banda del matrimonio, per la quale Phillips ha selezionato un gruppo della Thailandia del nord chiamato Ska Rangers, che dovevano interpretare dei classici degli anni 80 che avevano adattato foneticamente”. “E’ un gruppo molto popolare a Chiang Mai, che è il posto da dove provengono”, afferma Drakoulias. “Sono troppo forti, ed il loro look è geniale.”
Naturalmente, le riprese di “Una notte da leoni 2” sarebbero state incomplete senza il materiale fotografico del post copione che è servito anche per definire il primo film. Per queste immagini, Phillips e Lawrence Sher hanno riunito il cast, hanno aggiunto qualche oggetto ed hanno scattato le fotografie. “Quello è un posto dove può succedere di tutto”, afferma Phillips. “E’ molto divertente pensare a cose ridicole e poi farle fare agli attori. Non esiste un copione per le foto. E’ tutta improvvisazione.”

Anche il montaggio del materiale fotografico ha creato una sana competizione tra i cineasti, gli attori e la troupe, e tutti hanno cercato di superarsi a vicenda con idee e – come si aspetterebbe il pubblico – nessuna trovata è apparsa troppo folle per quanto potesse essere messa in atto. E’ diventata quasi una sfida vedere chi riusciva a tirar fuori la cosa più stravagante.
Conclude Phillips, “Con ‘Una notte da leoni 2,’ non abbiamo cercato di strafare rispetto al primo film; abbiamo cercato invece di ritornare nei luoghi in cui il primo film aveva portato il pubblico.”
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