I Puffi di Raja Gosnell

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locandina I Puffi
 
Regista: Raja Gosnell
Titolo originale: The Smurfs
Durata: 102'
Genere: Animazione, Fantastico
Nazione: U.S.A., Belgio
Rapporto:

Anno: 2011
Uscita prevista: 16 Settembre 2011 (cinema)

Attori: Hank Azaria
Soggetto: Peyo
Sceneggiatura: J. David Stem, David N. Weiss, Jay Scherick, David Ronn

Trama, Giudizi ed Opinioni per I Puffi (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
 
Fotografia: Phil Méheux
Montaggio: Sabrina Plisco
Musiche: Heitor Pereira
Effetti speciali: Richard R. Hoover,Sony Pictures Imageworks Inc.
Scenografia: Bill Boes,Regina Graves
Costumi: Rita Ryack

Produttore: Jordan Kerner
Produttore esecutivo: Ezra Swerdlow,Ben Haber,Paul Neesan
Produzione: Columbia Pictures, Kerner Entertainment Company, Sony Pictures Animation
Distribuzione: Sony Pictures Releasing Italia

La recensione di Dr. Film. di I Puffi
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Colonna sonora / Soundtrack di I Puffi
MUSICHE
"Smurfs Main Theme"
Scritta da William Hanna, Joseph Barbera e Hoyt Curtin

"Rocketeer"
Scritta da Jae Choung, Virman Coquia, Bruno Mars, Philip Lawrence, Kevin Nishimura, Jeremy Reeves, James Roh, Ray Romulus e Jonathan Yip
Interpretata da Far East Movement
Per gentile concessione di Interscope Records
Su licenza di Universal Music Enterprises

"Holiday"
Scritta da Christopher Baio, Rostam Batmanglij,
Ezra Koenig e Christopher Tomson
Interpretata da Vampire Weekend
Per gentile concessione di XL Recordings Limited

"Finding Home"
Scritta da Transcenders e Josef Lord
Prodotta da Transcenders
Interpretata da Transcenders con Josef Lord

"Walk This Way"
Scritta da Steven Tyler e Joe Perry
Interpretata da Run-DMC
Per gentile concessione di Profile Records, Inc.
Su accordo con Sony Music Licensing

"La cavalcata delle Valkirie" da "Die Walküre"
Scritta da Richard Wagner

"Back In Black"
Scritta da Brian Johnson, Angus Young e Malcolm Young
Interpretata da AC/DC
Per gentile concessione di Columbia Records
Su accordo con Sony Music Licensing

"Bew Way Ya"
Scritta da Jared Faber
Interpretata da J-Radical
Per gentile concessione di Blind Lemon Music, Inc.

"Ready To Go (Get Me Out Of My Mind)"
Scritta da Brendon Urie
Interpretata da Panic! At The Disco
Per gentile concessione di Atlantic Recording Corp./Fueled By Ramen
Su accordo con Warner Music Group Film & TV Licensing

Voci / Doppiatori italiani:
GRANDE PUFFO – Gianni Musy
GARGAMELLA – Paolo Buglioni
QUATTROCCHI – Marco Guadagno
PUFFETTA – Fiamma Izzo D’Amico
CORAGGIOSO – Simone Mori
TONTOLONE – Fabrizio Mazzotta
BRONTOLONE – Riccardo Rossi
PATRICK – Roberto Gammino
GRACE – Ilaria Latini

Voci / Doppiatori originali:
Neil Patrick Harris: Patrick Winslow
Jayma Mays: Grace Winslow
Hank Azaria: Gargamella (gargamel)
Sofia Vergara: Odile Anjelou
Tim Gunn: Henri
Jonathan Winters: Grande Puffo (papa Smurf)
Anton Yelchin: Tontolone (clumsy)
Katy Perry: Puffetta (smurfette)
Fred Armisen: Quattrocchi (brainy)
Paul Reubens: Burlone (jokey)
Alan Cumming: Coraggioso (gutsy)
George Lopez: Brontolone (grouchy)
Gary Basaraba: Forzuto (hefty)
Kenan Thompson: Golosone (greedy)
Jeff Foxworthy: Inventore (handy)
John Oliver: Vanitoso (vanity)
Wolfgang Puck: Cuoco (chef)
John Kassir: Crazy
B.j. Novak: Panettiere (baker)
Joel Mccrary: Contadino (farmer)
Frank Welker: Birba (azrael), Il Gatto Di Gargamella
Tom Kane: Puffo Narratore

Informazioni e curiosità su I Puffi

I film d'animazione sui Puffi:
- I Puffi
- I Puffi 2
- I Puffi: Viaggio nella foresta segreta

IL FILM
Nel 1958, un disegnatore belga, Pierre “Peyo” Culliford, creò i Puffi per un fumetto. Gli “Schtroumpfs”, come erano chiamati, divennero immediatamente popolarissimi – all’editore arrivò una valanga di lettere che chiedevano altre storie con questi personaggi – e nei cinquant’anni seguenti sono diventati un vero e proprio fenomeno intergenerazionale, come
protagonisti di fumetti, serie televisive, film, videogames, shows e figurine (ne sono state vendute oltre 300 milioni). L’interesse per i personaggi è aumentato sempre più, visto che i bambini cresciuti con loro – in particolare con i cartoni del sabato mattina – sono a loro volta diventati genitori e li hanno fatti conoscere ai loro figli.

Secondo il produttore Jordan Kerner, è facile capire perché i Puffi hanno divertito la gente di tutto il mondo per generazioni: non solo sono adorabili, ma rappresentano la natura umana nel suo aspetto migliore. “I Puffi sono una sorta di nazione”, dice Kerner. “Danno grande importanza alla famiglia e mettono l’accento sulla cooperazione. Ma la cosa più importante è che vedono sempre prima il lato positivo della gente. I Puffi si vogliono bene e si preoccupano l’uno dell’altro”.
Ora i Puffi compiono il loro primo viaggio fuori dal villaggio e arrivano sul grande schermo con I Puffi, di Columbia Pictures e Sony Pictures Animation. “In questo film i Puffi sono fuori del loro ambiente”, dice il regista Raja Gosnell. “Ma noi abbiamo preso le loro regole di vita e le abbiamo messe sullo sfondo della New York di oggi”.

La storia del progetto di Kerner di portare i Puffi sul grande schermo risale a un incontro a pranzo nel 1980 con il leggendario dirigente della NBC Brandon Tartikoff. Tartikoff suggerì a Kerner di leggere i fumetti dei Puffi, perché stava pensando di svilupparli per la televisione. Kerner ne fu subito affascinato e ovviamente Tartikoff portò i Puffi in tv il sabato mattina, con la serie di Hanna-Barbera durata oltre otto anni, con 256 episodi. Nel 1997, Kerner inviò la prima di una serie di lettere a Lafig, il licenziatario del marchio dei Puffi, esponendo il suo interesse per la realizzazione di un film. E nel 2002, dopo il successo dell’adattamento di Kerner del classico di E.B. White, Charlotte’s Web, gli eredi di Peyo sentirono che i Puffi con lui sarebbero stati in buone mani.

Véronique Culliford, la figlia di Peyo, spiega come suo padre sia riuscito a dare alla sua creazione un fascino universale. “I Puffi sono tutti molto simili, ma ogni puffo è unico”, dice. “Tutti possono riconoscersi in uno dei puffi, c’è un puffo per ogni personalità. Sono molto buoni, molto socievoli, possiedono tutte le qualità che la gente vorrebbe avere”.
Come dice Culliford, alcune cose cambiano nella vita, ma i Puffi sono un punto di riferimento costante. “Le storie sono rimaste popolari per generazioni, perché la gente rimane la stessa. Noi restiamo gli stessi e i Puffi rispecchiano le nostre vite. Possiamo adattarci al tempo che passa, alle nuove tecnologie, ma restiamo sempre noi”.

Culliford e la sua famiglia volevano da tempo che si realizzasse un film sui Puffi e quando è stato chiaro che Kerner condivideva la loro visione e il loro entusiasmo, “E’ stata una magia”, dice Culliford. “Jordan è stata la prima persona che abbiamo incontrato che voleva fare lo stesso film sui Puffi che volevamo fare noi”.
La realizzazione di un sogno per Culliford, che è cresciuta con la creazione del padre. “I Puffi sono nati nel 1958, come me”, dice, “quindi sono stati presenti nella mia vita fin dall’inizio, ho sempre vissuto con loro. Mio padre lavorava a casa e quando tornavo da scuola c’erano Puffi ovunque e parlavamo la loro lingua, per me è normale avere Puffi intorno”.

Kerner era sicuro che questo film sarebbe stato perfetto per il ritorno dei Puffi, con una storia girata interamente a New York City, in luoghi famosi come Central Park, il Belvedere Castle, il FAO Schwarz, la Russian Tea Room, il Rockefeller Center e il Brooklyn’s Prospect Park.
Kerner aggiunge che l’esperienza e il tocco delicato del regista Raja Gosnell – per non parlare della sua competenza nell’ibrido live-action e animazione in film come Scooby-Doo e Beverly Hills Chihuahua – lo rendono il regista ideale. “Devo dire che Raja è una delle persone più intelligenti, più intuitive, più piacevoli con cui lavorare”, dice. “E’ stato magico, tutti noi volevamo fare un film di cui essere orgogliosi e collaborare a realizzare la visione che lui aveva dei personaggi”.

La famiglia voleva rimanere assolutamente fedele ai Puffi - come Kerner. “La cosa più importante”, aggiunge Culliford, “era che i Puffi restassero i Puffi, anche se lasciano il loro villaggio per la prima volta, e questo è emozionante”.
Ci sono molte domande sulla mitologia dei Puffi che devono avere una risposta e Kerner pensa che l’avranno nella cornice di una serie. Chi sono i Puffi, realmente, e da dove vengono? Perché Gargamella è così acido? Perché ha creato Puffetta?
Un’altra vecchia tradizione è presentare nuovi Puffi e i realizzatori per questo film ne hanno immaginati tre – Panicky, Crazy e Coraggioso, quest’ultimo con un ruolo da protagonista.

I PUFFI
Con circa 100 Puffi che vivono nel villaggio, può essere difficile farli vivere tutti felici, bisogna avere pazienza, intelligenza, maturità…e forse una barba. E il saggio capo dei puffi, GRANDE PUFFO, incarna tutte queste qualità e sa come trattare i suoi Puffi. Spesso troviamo Grande Puffo nella sua casa-fungo, con i suoi libri di incantesimi, o a preparare pozioni per proteggere i Puffi dal cattivo stregone Gargamella. Quando però vede avvicinarsi un imminente disastro, affronta la sfida più impegnativa: combattere contro Gargamella e portare i Puffi in salvo attraverso New York City!

E’ il leggendario comico Jonathan Winters a prestare la sua voce a Grande Puffo nella versione originale. “Grande
Puffo è vecchio e saggio, e anche se non ha tutte le risposte, certamente ne ha molte”, dice Winters. “E’ il capo, ma fa lavoro di squadra, con lui nessuno viene lasciato indietro”.
Winters ha prestato la sua voce anche al Grande Puffo della serie di Hanna-Barbera.

C’è qualcosa di speciale in PUFFETTA. Sarà la sua bellezza, la sua voce dolce, la sua personalità affascinante o il fatto che è l’UNICA ragazza tra 100 maschi, comunque lei manda fuori di testa tutti i Puffi. Creata in origine da Gargamella per intrappolare gli altri puffi, è stata poi salvata dalla magia di Grande Puffo e trasformata in una vera Puffa. Con un
atteggiamento intelligente e di buonsenso, dimostrerà quanto può far male il suo piccolo pugno quando si troverà faccia a faccia con il suo creatore.
I realizzatori avevano già scelto per questo ruolo Katy Perry, ancora prima che dicesse una sola battuta.

TONTOLONE invece è proprio sfortunato, le sventure lo seguono inesorabilmente, ovunque vada. Con due piedi sinistri e grosse orecchie, la strada di Tontolone è lastricata di buone intenzioni e di tanti guai – e questa volta la strada che segue porta i Puffi in un posto nuovo e strano, New York City. Ma c’è un eroe in lui e quando gli altri hanno bisogno del suo aiuto, Tontolone dimostrerà che si può essere più di un nome.
Anton Yelchin è Tontolone nella versione originale.

Se ogni villaggio ha il suo idiota, ha anche il suo QUATTROCCHI (Fred Armisen nella versione originale). Superentusiasta e un po’ saputello, è il tipo “so tutto io”, ma che in realtà non sa niente. Quattrocchi si è autonominato braccio destro di Grande Puffo e, anche se annoia parecchio con le sue conoscenze enciclopediche, è il puffo che vorresti accanto a lanciare un incantesimo quando
non c’è Grande Puffo.

CORAGGIOSO, il puffo pronto a correre qualsiasi rischio, a buttarsi a capofitto in qualsiasi avventura per i suoi amici (nella versione originale la voce è dello scozzese Alan Cumming). Coraggioso è stato creato per il film I Puffi. “E’ il nostro eroe”, dice Gosnell. “E’ sempre ottimista, audace, rude e pronto ad affrontare ogni situazione”.

Prima che pensiate che il mondo dei Puffi sia felicità, sole, arcobaleno, dovete incontrare BRONTOLONE. Si sveglia con la luna storta tutti i giorni. Odia la luce del sole, odia l’arcobaleno, la felicità lo rende infelice. Comunque, dietro tutti quei brontolii c’è un cuore d’oro… anche se lui probabilmente odia l’oro.
“I puffi sono famosi in tutto il mondo – sono los Pitufos in spagnolo – quindi li ho visti in due lingue”, dice George Lopez che doppia Brontolone nella versione originale. Lopez ha detto di aver semplicemente accentuato un po’ il suo malumore naturale per interpretare il ruolo.


CONOSCI IL TUO NEMICO: GARGAMELLA
Se la bruttezza avesse un nome, si chiamerebbe GARGAMELLA, e se l’ossessione avesse un volto, sarebbe quello di Gargamella. Questo stregone cattivo è letteralmente consumato dal pensiero dei Puffi: cosa pensano, cosa dicono, lui vuole saperlo a ogni costo. Scarso come magia e sotto zero come igiene, Gargamella è costantemente occupato a elaborare trappole per catturare i Puffi ed estrarre la loro “essenza blu”, l’ingrediente chiave per creare gli incantesimi più potenti. Gargamella farà qualsiasi cosa per riuscirci, compreso inseguirli fino a New York City, sempre nell’intento di diventare il mago più potente del mondo.
Il ruolo è interpretato da Hank Azaria. “Gargamella è cattivo e anche piuttosto orgoglioso di esserlo”, dice Azaria. “Aspira a diventare un grande mago, per questo è ossessionato dai Puffi – ha bisogno della loro magica essenza blu per diventare più potente”.

Ma il rapporto di Gargamella con i Puffi non si spiega solo così. “Credo che provi invidia per i Puffi – loro sono una famiglia felice e lui è così solo con il suo gatto. E’ spinto dal classico odio. E’ un personaggio davvero interessante a parecchi livelli”.
La scelta delle caratteristiche vocali di Gargamella ha richiesto un insieme di vari approcci.
“Gargamella è molto teatrale – non solo vuole essere un grande mago, ma vuole essere adorato e considerato un genio. Vuole che si parli bene di lui”, dice Azaria. “Abbiamo discusso a lungo se farlo apparire shakespeariano e pieno di sé come fosse un vecchio attore teatrale, o farlo apparire più sarcastico invece di farlo strillare tutto il tempo. Ma alla fine non si può interpretare Gargamella senza strillare: appena vedi un Puffo perdi la testa, o non sei Gargamella”.

Ma per apparire veramente cattivo, Azaria ha dovuto sottoporsi a lunghe ore di trucco. “Si inizia con le orecchie”, spiega. “Gargamella ha grosse orecchie e un grosso naso e quindi il lavoro era lungo”.
E poi i capelli – anche se Azaria ha reso le cose più facili rasandosi completamente la testa. “Mi applicavano una strana chierica da frate, poi folte sopracciglia e dei grossi denti da coniglio”.
Talvolta quei grossi denti sono volati via dalla bocca di Azaria durante una scena. “Non era facile tenerli in bocca all’inizio”, dice. “Ho dovuto imparare a parlare tenendoli fermi e qualche volta, mentre strillavo in modo particolarmente forte, sono schizzati via”.

Il socio di Gargamella è Birba, il suo gatto. “Ho voluto che il loro rapporto fosse simile a quello di una vecchia coppia litigiosa”, dice Azaria. “Se parli con un gatto, ha un senso, ma se il gatto reagisce con un atteggiamento piuttosto annoiato, è molto divertente”.
Il ruolo è stato interpretato da quattro gatti e, in alcune scene, i realizzatori hanno scelto di usare un Birba in CG (animato da Tippett Studios). Azaria dice che lavorare con animali veri richiede pazienza, ma ne vale la pena. “Il gatto vero a volte ha emesso un miagolio proprio al momento giusto”.


IL NOSTRO MONDO
Quando Gargamella e I Puffi attraversano il portale e arrivano a New York City, entrano nella vita di Patrick Winslow e di sua moglie Grace.

PATRICK WINSLOW è un giovane pubblicitario della compagnia di cosmetici Anjelou e si è da poco formato una famiglia. E’ angosciato da tutto – anche perché sta per diventare padre e ha un nuovo lavoro – e rischia un crollo di nervi quando nella sua vita arrivano i Puffi.
Il ruolo è interpretato da Neil Patrick Harris. “Patrick è un pubblicitario che si è sposato da poco e ha un figlio in arrivo e non solo ha sempre paura di perdere il lavoro, ma anche di non essere un buon genitore. Addirittura teme di non poter essere presente alla nascita del bambino, non solo fisicamente, ma emotivamente.
“Quando I Puffi entrano nella sua vita, deve dimostrarsi molto paziente e questo gli fa capire che dentro di lui c’è potenzialmente un ottimo padre”, dice Harris. “Grace ha un atteggiamento molto più naturalmente materno con i Puffi e dispensa loro saggezza, mentre Patrick è una presenza casuale che vediamo crescere e cambiare”.
Per Harris lavorare con il regista Raja Gosnell è stata un’esperienza soddisfacente e illuminante. “Raj ha fatto un magnifico lavoro – doveva occuparsi di un’infinità di piccole cose contemporaneamente, non solo di quelle normali, come assicurarsi che gli attori fossero nel punto giusto e le luci a posto – ma del fatto di avere un animale in scena, o magari tazze o altro con cui avrebbero poi interagito i Puffi nella ripresa finale… Raj doveva avere tutto in testa, ma quando guardi il film non ci pensi, sembra solo che i Puffi siano parte del nostro mondo”.
“Neil è incredibilmente divertente e affascinante e ha aggiunto delle sfumature al personaggio”, dice Gosnell, “in particolare nei rari momenti di tranquillità con Grande Puffo, riesce a rendere le scene molto intense. E quando pensi che mentre giravamo Neil stava parlando rivolto a un piccolo cavo, capisci quanto è stato bravo. Una parte notevole della recitazione consiste nell’interazione con gli altri attori, è veramente difficile lavorare con personaggi che non ci sono. Ma Neil si è buttato e ha dato il meglio”.

GRACE WINSLOW è un’artista che lavora il legno, è la moglie amorevole di Patrick ed è incinta di 5 mesi. Suo marito è spaventato sia per l’arrivo del bambino che per il nuovo lavoro, per non parlare delle sei mitiche creature che arrivano a sconvolgere la sua vita, ma Grace è ottimista ed è sempre pronta a sostenerlo.
Jayma Mays, che interpreta Grace, ha sempre guardato i cartoni dei Puffi da piccola, anche se un po’ controvoglia. “Mia madre li adorava e voleva che li guardassimo insieme”, dice ridendo Mays. “Solo per farla arrabbiare le dicevo sempre che i miei personaggi preferiti erano Gargamella e Birba! Avevamo la biancheria, gli occhiali, le tazze, tutto dei Puffi. Anche se non lo ammettevo, mi piacevano da matti – ero una vera fan – ma avevo un’età in cui non potevo dar ragione a mia madre”.
“Grace è emozionata dall’arrivo di queste piccole creature nel suo mondo e nella sua vita”, spiega Mays. “Li adora, adora la loro spontaneità e la loro spensieratezza – le piace che la sua vita venga un po’ rivoluzionata. Cerca di convincere anche Patrick che è giusto divertirsi ed è giusto accettare qualche scompiglio. E visto che stanno per avere un bambino sarà tutto uno scompiglio per un certo periodo – e i Puffi lo aiuteranno a prepararsi”.
Gosnell dice che quello di Grace è un ruolo sorprendentemente difficile. “Bisogna essere buffi e commoventi”, dice Gosnell. “Lei è stata l’unica attrice credibile sotto questi due aspetti – la sua comicità è fantastica ed esprime anche l’entusiasmo e l’eccitazione che ci fanno credere che ciò che stiamo vedendo è vero”.

ODILE è la bella e determinata proprietaria della compagnia di cosmetici Anjelou. E’ una donna impulsiva, pronta a cambiare subito idea – ed è fonte di ansia costante per Patrick, che è responsabile della campagna pubblicitaria di un nuovo prodotto, ma ha solo due giorni di tempo. Questa donna manager farà di tutto per assicurare il successo della sua compagnia, perfino dedicare tempo a un maldestro mago che potrebbe possedere la formula di una nuova crema per la pelle veramente rivoluzionaria.
Sofia Vergara, che interpreta Odile, ha dovuto bilanciare il suo personaggio, per evitare che andasse sopra le righe. “Ho voluto che Odile fosse credibile, ma anche divertente, dura e concentrata sui suoi obiettivi”, dice Vergara. “E’ una donna che ottiene sempre quello che vuole e fa in modo che chi le sta intorno lo sappia”.
Cresciuta in Colombia negli anni ‘80, Vergara dice: “Tutti guardavano i Puffi, anche mio figlio, che ora ha 19 anni, amava seguirli in tv quando era più piccolo”.

Tim Gunn di “Project Runway” interpreta il ruolo del braccio destro di Odile, HENRI, sempre pronto a prendersela con qualcuno – soprattutto Patrick! (inizialmente il personaggio si chiamava Henry, ma Neil Patrick Harris lo ha cambiato nel più sofisticato Henri).
Gunn ha attirato l’attenzione su di sé dietro le quinte. La costumista Rita Ryack ricorda: “Tim ha chiesto di potersi portar via i suoi abiti, perché sperava di indossarli nella prossima stagione di ‘Project Runway’. Ero eccitata, evitava perfino di sedersi per non sciupare i pantaloni!”. Lui è un vero appassionato di moda.

In I Puffi appaiono alcune delle personalità più conosciute di New York City. In una scena in particolare, quella del lancio del marchio Anjelou, uno degli eventi più attesi in città, partecipano Joan Rivers, Liz Smith, Tom Colicchio, Olivia Palermo e Michael Musto. Sono arrivati tutti con i loro abiti, perché dovevano interpretare se stessi, e Rivers, la preferita dalla troupe – è stata ospitata nel camper del produttore esecutivo Ezra Swerdlow, felicissimo di poter dividere il suo spazio con una leggenda della comicità.


DAL VILLAGGIO DEI PUFFI A NEW YORK CITY
Fino ad oggi, i Puffi sono stati rappresentati in due dimensioni. Portarli in uno spazio tridimensionale, con animazione CG e stereo 3D, è stata una grossa sfida per i realizzatori. Tutto iniziava sul set, dove il direttore della fotografia Phil Méheux e lo scenografo Bill Boes coordinavano il loro lavoro con quello del supervisore degli effetti visivi, Richard R. Hoover, del supervisore senior dell’animazione SPI, Troy Saliba, e il produttore senior VFX Lydia Bottegoni di Sony Pictures Imageworks per costruire i set, illuminarli e girare il film in modo che in seguito potessero essere inserite le star alte tre mele o poco più. Il supervisore degli effetti visivi 3D, Rob Engle, era al loro fianco per assicurare che tutto potesse passare in 3D.

“In questo film dovevamo preparare scene in cui i sei personaggi non c’erano, gli attori dovevano interagire con il nulla e talvolta la macchina si muoveva seguendo qualcosa che non si vedeva”, dice Gosnell. “Il mio impegno più grande come regista è stato controllare che gli attori si muovessero verso lo stesso obiettivo. Tutti si sono goduti il divertimento e hanno affrontato la sfida rappresentata dal progetto e da metà film in poi la lavorazione è andata velocemente”.
Il team di Boes era responsabile dei set reali, come l’appartamento di Grace e Patrick a New York, la riproduzione del Belvedere Castle, il sotterraneo di Gargamella. In realtà non ci sono sotterranei sotto il castello, quindi i realizzatori hanno costruito il sotterraneo dei loro sogni in teatro.

Il punto focale del laboratorio di Gargamella è il Puffalatore, un macchinario per estrarre l’essenza dei Puffi (se Gargamella riuscisse a catturarne uno). “Non ha niente, quindi realizza il Puffalatore con oggetti raccolti qua e là”, spiega Boes.
Della scena della battaglia, Boes dice: “Il castello ha due diversi livelli. Raja ed io volevamo che Gargamella stesse a un livello e poi scendesse per combattere i Puffi. E’ il classico assalto al castello, con i Puffi che arrivano da ogni direzione per attaccare Gargamella, che sta al centro. Doveva ricordare una battaglia medioevale”.

Illuminare e riprendere i set di Boes è stata la grande sfida affrontata da Méheux, perché sei delle star del film esistevano solo nella mente (e, in seguito, al computer). “Poiché i Puffi non c’erano quando giravamo, è stata necessaria una grande concentrazione per immaginare cosa stavano facendo e come”, dice Méheux, “visto che dovevamo decidere le luci e come muovere la macchina da presa”. E non si trattava solo di immaginarli una volta in una posizione fissa. “I Puffi cambiano posto continuamente, si trovano in tante situazioni, di giorno, di notte, all’esterno e all’interno”. Tutto questo lo ha reso un film interessante da fotografare, ma anche molto complesso.

Méheux e il suo team hanno usato modelli a “grandezza naturale” (in questo caso alti 7 pollici e mezzo) dei Puffi durante le prove e i set-up. “Così potevamo posizionare bene le luci, gli attori sapevano dove sarebbero stati i Puffi quando in seguito sarebbe stata aggiunta l’animazione, e quindi potevano rivolgere lo sguardo nel posto giusto. Poi toglievamo i modelli e giravamo la scena”. Durante questo processo, il team degli effetti visivi di Imageworks ha usato un sistema nuovo di macchina da presa per registrare con precisione le luci da inserire in seguito al computer.

Uno strano effetto del posizionare personaggi alti 7 pollici e mezzo nel mondo reale è che dalla loro prospettiva vedi tutto in modo diverso. “Nella maggior parte dei film, non si vede quasi mai il soffitto, ma se ti sdrai sul pavimento e guardi verso l’alto hai l’idea di cosa significa essere un Puffo: tutti sono grandi e vedi sempre il soffitto”. Per aiutare a creare una puffo-visione, i realizzatori hanno costruito un aggeggio tipo periscopio che dà la prospettiva di un essere alto tre mele o poco più.

Poi il testimone è passato a Hoover, Saliba e Bottegoni. Durante i mesi della preproduzione, gli artisti di Sony Pictures Animation e Imageworks hanno sviluppato idee, analizzato concetti e costruito i modelli 3D necessari per girare le scene live-action e preparare i personaggi di Peyo a interagire in modo convincente. Gli artisti Sony hanno prodotto una sequenza test combinando i Puffi CG con l’azione dal vivo e i risultati sono stati impressionanti, garantendo così il via libera al progetto. Poi l’artista dello sviluppo visivo e designer Allen Battino ha modificato il lavoro iniziale per ottenere il tratto finale.

Battino dice che la maggior parte della gente conosce i Puffi o dai fumetti di Peyo o dalla serie televisiva degli anni ’80, ma quel tipo di tratto non avrebbe funzionato per il film. “I disegni di Peyo sono molto belli, con linee dritte e curve e la composizione di ogni striscia è fantastica, ma le forme e i particolari sono esagerati. Ad esempio, se un Puffo ha bisogno di alzare qualcosa sopra la testa, Peyo poteva semplicemente allungargli le braccia. Invece i Puffi della serie televisiva erano disegnati molto velocemente, per rispettare i tempi stretti della produzione. Noi siamo arrivati a un design che ha abbassato i toni, ma che è sempre puffo”, afferma Battino.

Il lavoro di ridisegnare i Puffi per il mondo 3D ha richiesto molti mesi, ma i risultati hanno soddisfatto tutti, dai realizzatori alla famiglia di Peyo.
Forse il cambiamento più grande è stato quello di farli apparire come se avessero carne e ossa. Infatti Bottegoni, produttore senior SPI di VFX, spiega: “La sfida più impegnativa è stata portare gli storici cartoni animati in 2D in un mondo a più dimensioni”.
“Nel guardare questo film, si hanno aspettative diverse nei confronti dei personaggi”, aggiunge Hoover. “Per far apparire qualcosa reale e credibile, bisogna tener presenti molti aspetti, le caratteristiche del personaggio, come si muove, come cammina, il peso e come la pelle riflette la luce”.

Ma la cosa più importante, forse, è stata la loro performance. “Raja voleva che emergessero sincerità e naturalezza”, dice Saliba. “La sfida era mantenere i personaggi dei cartoni che tutti conoscono, ma rendendoli convincenti anche come attori”. “La cosa più importante era che i personaggi avessero cuore, capaci di avere una performance come gli attori veri”, dice Battino. “Era l’unico modo in cui il pubblico poteva relazionarsi con loro, preoccuparsi di quello che stava succedendo”.
“Sono incredibilmente orgoglioso del lavoro che hanno fatto gli animatori, insieme agli attori che hanno prestato la loro voce, hanno dato un cuore a questi minuscoli personaggi”, dice Gosnell.

Hoover spiega che l’elemento che può convincere gli spettatori che I Puffi possono entrar a far parte del nostro mondo è nella texture del loro volto. Anche se è blu, la texture può dirti che Puffi e umani non sono poi così diversi. “Gli occhi percepiscono la texture a seconda di come la superficie riflette la luce, ci raccontano di cosa sono fatte le cose e cosa c’è dentro. I nostri Puffi hanno pori, lentiggini e peluria sul volto, Grande Puffo ha la barba, ovviamente, mentre Puffetta ha tanti capelli. Usiamo tutte queste cose per definire il personaggio e renderlo credibile”.
E poi i Puffi sono una specie a sé. “I Puffi sono piccoli, con piedi molto grandi, lunghi, o più lunghi, delle gambe, hanno un gran testone e le mani come un guantone da baseball e questo significa che abbiamo dovuto rapportarci al loro modo di muoversi che, visto che non hanno le nostre proporzioni, non può essere simile a quello degli umani”.

Saliba, supervisore dell’animazione, cita a questo proposito la scena in cui i Puffi corrono più veloci di Gargamella. “Sono alti solo 20 centimetri, come possono superare un uomo alto un metro e ottanta?”, chiede Saliba. “Abbiamo risolto il problema calcolando che usano i loro grossi piedi come una specie di trampolino per essere più veloci. Raja ha trovato su internet notizie di un tipo con un paio di gigantesche scarpe a molla che andavano bene per noi. Così i nostri Puffi si muovevano di tre metri in un secondo. Sul lungo percorso Gargamella riuscirebbe ad acchiapparli, ma sullo sprint è credibile che un Puffo riesca a sfuggire, considerando anche che le dimensioni ridotte permettono loro di schivare piccoli ostacoli che intralcerebbero un uomo”.

Hoover e Saliba sono stati presenti sul set per aiutare Méheux e gli attori a individuare il punto dovere sarebbero stati posizionati i Puffi una volta completata l’animazione. “Era necessario fornire agli attori il massimo delle informazioni sulla storia, il loro comportamento, dove si sarebbero trovati, la linea dei loro occhi e per questo abbiamo usato una serie di espedienti, come dei puntini o dei cavi”, dice Hoover. “Così gli attori avevano un’idea più chiara di dove si trovavano e se rivolgevano lo sguardo nel punto giusto. E’ molto importante per il pubblico che gli attori e i personaggi animati si guardino negli occhi, come se stessero veramente interagendo. Avevamo modelli di tutti i personaggi dei Puffi e la voce degli attori che dicevano le loro battute, così il regista e gli attori potevano sempre avere il controllo della scena”.

“Avevamo piccole versioni in silicone dei nostri personaggi, con dei cavi e delle cornici cui appoggiarle”, dice Saliba. “Abbozzavamo la scena, così Phil poteva illuminarla al loro livello, poi entravano gli attori e provavano tre o quattro volte, con me che muovevo i Puffi come fossero marionette. Quando tutto era a posto, li toglievamo e giravamo”.
Saliba spiega che il processo di animazione è incredibilmente tecnico – prevede mappe digitali del set, compresi gli arredi, e perfino modelli digitali degli attori reali, che vengono inseriti inquadratura per inquadratura nella scena che viene girata, prima che vengano aggiunti e poi animati i Puffi. Ma non è tutto, gli animatori devono stare attentissimi anche agli aspetti creativi. “Ci chiedevamo se la sequenza fluiva nel modo giusto, se le gags funzionavano, se l’emozione scattava nel momento giusto, il processo di animazione ha bisogno di persone che sappiano gestire gli aspetti tecnici, ma che abbiano anche una buona sensibilità creativa”.

La creatività degli animatori ha aiutato a risolvere un complesso problema tecnico: il pubblico deve essere in grado di identificare immediatamente ognuno dei sei Puffi. Alcuni, come Grande Puffo (barba bianca, abiti rossi) o Puffetta (folti capelli biondi) si riconoscono facilmente, ma, come fa notare Gosnell, “Brontolone e Tontolone non hanno caratteristiche proprie, quest’ultimo ha solo le orecchie e i piedi più grandi e il berretto più floscio, quindi è una questione di performance: qual è il suo atteggiamento, come si muove?” Per far emergere queste sottili differenze, gli animatori devono essere non solo disegnatori di talento, ma anche attori di talento.
Il team degli effetti visivi ha anche avuto l’onore di convertire gli elaborati progetti dello scenografo Bill Boes per il magico villaggio dei Puffi in uno spazio animato in CG.

“Abbiamo analizzato molti diversi progetti per il villaggio dei Puffi”, dice Boes. “Dopo vari tentativi ed errori alla fine abbiamo optato per quello che tutti già conoscono, anche se più realistico. Avevo un esercito di artisti e abbiamo provato diverse soluzioni, ad esempio abbiamo provato a fare le case prima tozze, poi allungate, alcune col camino. All’inizio abbiamo lavorato come se fossero veri funghi in cui loro abitavano, poi, approfondendo le ricerche, abbiamo scoperto che nelle storie di Peyo in realtà i Puffi costruiscono le loro case a forma di fungo”.
Del suo ruolo nel completare il passaggio dei Puffi in 3D, Rob Engle, il supervisore degli effetti visivi 3D, dice: “Il mio lavoro è assicurarmi che quando la gente inforcherà gli occhiali 3D al cinema, la loro esperienza sia una grande, divertente immersione totale”.

Poiché il villaggio dei Puffi e i Puffi stessi esistono solo al computer, sono stati realizzati interamente in 3D. “Il modo in cui Raja ha girato il film ci ha permesso una grande flessibilità”, dice Engle. “Potevamo lavorare in CG e poi, per le scene in cui integravamo i Puffi nel mondo reale, usavamo una tecnica ibrida che aggiungeva dimensione. Ad esempio vediamo Neil Patrick Harris con un certo sfondo, cui noi aggiungevamo profondità e poi inserivamo i Puffi in 3D. Questa tecnica ibrida ci ha permesso di raggiungere risultati straordinari, abbiamo usato il 3D come si fa con il suono, sfruttando tutto il range delle possibilità, come se alternassimo toni morbidi e toni squillanti”.
“La cosa più importante per Raja e Jordan era che ci sentissimo in contatto con i Puffi, con noi parte del loro mondo e loro del nostro”, conclude Engle. “Questo è il bello di un film in 3D – ci si sente subito più vicini ai personaggi”.


CURIOSITA’
La produzione
• I Puffi sono alti tre mele o poco più e durante le prove ognuno di loro era rappresentato da modelli “grandezza naturale”, alti 20 cm
• Quando si girava, ogni Puffo era rappresentato da un punto di colore diverso, gli attori dovevano ricordarsi che Puffo corrispondeva a un certo colore
• In una scena, Gargamella doveva prendere un uovo in faccia. Dopo che altri membri della troupe avevano fallito il bersaglio, se ne è occupato il regista Raja Gosnell
• Il trucco di Gargamella richiedeva tre ore, che poi sono diventate un’ora e mezza, perché Hank Azaria ha deciso di rasarsi la testa e accelerare così la trasformazione
• Azaria è stato trasformato in Gargamella più di 50 volte e ha passato circa 130 ore al trucco; in quelle ore ascoltava rock classico
• Tim Gunn, che ovviamente aveva una sedia sul set, si sedeva raramente perché non voleva sgualcire il suo abito
• La produzione ha girato per cinque notti di fila nel famoso negozio di giocattoli FAO Schwartz; non è sfuggito alle riprese neppure un centimetro
• Il Puffalatore ha richiesto tre mesi per la costruzione, perché alcune parti sono state difficili da trovare. Il team di produzione le ha poi scovate in negozi dell’usato, ai mercatini e su ebay
• Erano disponibili due attori per dare la voce ai sei Puffi durante la produzione (gli attori che hanno dato la loro voce ai Puffi appaiono anche nella sequenza in Times Square con Gargamella)
• Nel guardaroba di Odile (Sofia Vergara) ci sono capi di Dior, Dolce & Gabbana e Christian Louboutin
• Il set del Belvedere Castle è l’esatta riproduzione del vero castello di Central Park, su scala 2/3. La produzione ha aggiunto solo inferriate di legno
• Nella prima scena che hanno girato insieme, Neal Patrick Harris ha deciso di chiamare Tim Gunn non con il nome originale, “Henry”, ma “Henri”
• Harris ha mangiato una caramella e senza accorgersi che gli aveva tinto di blu la bocca, ha iniziato una scena, poi è andato immediatamente a sciacquarsi
• Durante le riprese della scena del taxi, Azaria ha rotto il lunotto posteriore con l’anello di Gargamella

Animali sul set
• 4 basset hounds hanno interpretato Elway: Hank, Milo, Oleander e Ziggy. Due erano cani da salvataggio
• Sei gatti erano sul set per interpretare Birba, ma solo quattro hanno lavorato. Un gatto ha un’unica scena, quella in cui si lecca
• I veri nomi dei gatti sono Mr. Krinkle, Vino, Cheetoh, Blaze e FG: The Riddler (FG sta per Frank Gorshin)
• L’addestratore Larry Madrid aveva con sé un raro gatto Burmese, GusGus, e lo usava per suscitare i miagolii degli altri gatti, che lo detestavano
• Ad Azaria è piaciuto lavorare con i gatti e ha detto che era fantastico avere qualcosa di vivente con cui parlare

Il cast e la troupe
• Il figlio di Azaria, Hal, ha compiuto un anno durante la produzione ed era spesso sul set a guardare il padre al lavoro
• La costumista Rita Ryack ha realizzato per Hal una copia esatta del costume di Gargamella
• Il Puffo preferito di Neil Patrick Harris è Brontolone
• Il Puffo preferito di Jayma Mays è Puffetta
• Sofia Vergara era un’appassionata dei Puffi quando viveva in Colombia
• Harris giocava con le marionette, facendo divertire tutta la troupe
• Azaria paragona il rapporto di Gargamella e Birba ad un matrimonio
• Mays è cresciuta con i Puffi: sua madre era un’appassionata e una collezionista
• Il dipartimento artistico ha creato un aggeggio chiamato Puffo-visione che permetteva di vedere a livello dei Puffi
• Tim Gunn ha apprezzato tanto i suoi abiti che la produzione glieli ha lasciati portar via e lui pensa di indossarli nella prossima stagione di ‘Project Runway’

Gli effetti visivi
• Ci sono 1,014 effetti visivi nel film
• Ci sono 1,557 riprese 3D nel film
• 268 dipendenti di Sony Pictures Imageworks hanno lavorato 358,000 ore per l’animazione dei Puffi
• Per completare il film, i computer SPI hanno lavorato 22,000,000 ore. Alcune inquadrature avevano tanti VFX e animazione che servivano delle ore per ottenerle!
• Ci sono 115 “ossa” nello scheletro di un Puffo
• Ci sono 446 funghi nel villaggio dei Puffi e altre 77 case-fungo, in totale 523
• Quattrocchi viene spinto, colpito o preso a calci 25 volte

I Puffi
• Peyo si è basato su un mirtillo per il Puffomirtillo
• Peyo ha disegnato Puffetta in 300 modi diversi, ispirandosi alla moglie e alla figlia
• Nel villaggio vivono 102 Puffi (100 Puffi maschi, Grande Puffo e Puffetta). In questo film vengono presentati tre nuovi Puffi: Crazy, Gutsy, Panicky
• I Puffi costruiscono le loro case a forma di fungo
• I Puffi sono vegetariani
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