Paulette di Jérôme Enrico

Recensioni Film - Per dire la tua sul cinema! [+] Recensisci e Vota

Dati principali, scheda, locandina, manifesto cinema, info, curiosità per Paulette - [Trama, giudizi e opinioni]
Altri film, opinioni, recensioni, informazioni - Altri film diretti da Jérôme Enrico - Correzioni/Aggiunte - Video YouTube di Jérôme Enrico Paulette - Cerca e trova - Stampa pagina - Condividi su
Crea i tuoi CD DVD e presentazione azienda con CDFrontEnd, il tuo Sito con EasyWebEditor, i tuoi ebook con EBooksWriter - VisualVision.it
 



locandina Paulette
 
Regista: Jérôme Enrico
Titolo originale: Paulette
Durata: 87'
Genere: Commedia
Nazione: Francia
Rapporto:

Anno: 2013
Uscita prevista: 6 Giugno 2013 (cinema)

Attori: Bernadette Lafont, Carmen Maura, Dominique Lavanant, Françoise Bertin, André Penvern, Ismaël Dramé, Jean-Baptiste Anoumon, Axelle Laffont, Paco Boublard, Mahamadou Coulibaly, Kamel Laadaili
Sceneggiatura: Jérôme Enrico

Trama, Giudizi ed Opinioni per Paulette (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
 
Fotografia: Bruno Privat
Montaggio: Antoine Vareille
Musiche: Michel Ochowiak
Scenografia: Christohe Thillier
Costumi: Agnès Falque
Trucco: Guy Espitallier

Produttore: Ilan Goldman
Produzione: Légende, Légende Films, Gaumont, France 2 Cinéma
Distribuzione: Moviemax

La recensione di Dr. Film. di Paulette
Nessun commento di Dr.Film per ora...

LEGGI e SCRIVI opinioni e recensioni su Paulette
Opinioni e recensioni su Paulette, clic qui...

Colonna sonora / Soundtrack di Paulette
Potrebbe essere disponibile sotto, nei dati aggiuntivi (clic qui).

Informazioni e curiosità su Paulette


Note dalla produzione:

INTERVISTA A JÉRÔME ENRICO, REGISTA E SCENEGGIATORE
Come è nata la storia di Paulette?
La storia sembra quasi una favola! Io organizzo corsi di sceneggiatura in una scuola di cinema, l’ESEC, dove ho curato dei laboratori di scrittura e il progetto di Paulette è nato proprio in uno di essi. Bianca Olsen, una mia studentessa, si è imbattuta in un fatto particolare che ci ha colpiti: la storia di un’anziana, che viveva in periferia e che era coinvolta in un commercio di cannabis perché non riusciva a far quadrare i conti. Ho pensato che fosse un
punto di partenza molto forte, ma anche buffo. Bianca, Laurie, Cyril e io abbiamo sviluppato insieme la storia e la trama del film nel corso di un anno.
In seguito, mi sono bastati due mesi per scrivere i dialoghi e all’inizio del 2011 mi sono ritrovato con la sceneggiatura pronta. Tutti ci credevano molto, a cominciare dal mio agente, che si è messo a fare le poste davanti alla sede di Légende Production. Praticamente, era la prima società di produzione a cui l’abbiamo fatta leggere. Qualche settimana più tardi, una domenica mattina, Alain Goldman mi ha chiamato per dirmi che lo trovava un progetto fantastico e che sarebbe stato disposto a produrre il film entro la fine dell’anno! Ed è andata proprio così! Alain ha trovato i finanziamenti e mi ha fornito i mezzi per una ricerca di casting molto meticolosa. Credo di aver incontrato quasi tutte le attrici tra i 60 e gli 80 anni disponibili a Parigi! Sei mesi dopo, abbiamo iniziato le riprese.

Bernadette Lafont sostiene che il film le ricorda le commedie italiane degli anni Cinquanta, altri hanno evocato un universo simile a quello di Ken Loach. Lei come descriverebbe Paulette?
E’ una cosa che mi ha colpito e mi ha fatto molto piacere, perché la commedia sociale italiana del dopoguerra, di cui Ken Loach in un certo senso è l’erede britannico, era il mio modello. Paulette è una commedia sociale sulla delinquenza nella terza età e su una società che spesso non offre alternative alla miseria per i suoi anziani. Paulette è odiosa e razzista, ma perché è diventata così? Si può venir fuori dalla precarietà e dalla solitudine quando non si lavora più? In che mondo viviamo per arrivare a fregarcene delle nostre radici? E’ un tema poco affrontato al cinema. Paulette non è un
film sulla cannabis, ma sulla precarietà e sulla solitudine della terza età. E soprattutto è una commedia!

Il suo lungometraggio precedente, L’origine du monde con Roschdy Zem, Angela Molina e Alain Bashung, era “una tragedia antica girata con dei mezzi artigianali”, per citare le sue parole... Perché è passato a una commedia con delle cineprese solide e pesanti?
Per prima cosa, devo dire che le grandi tragedie sono perfette per realizzare delle commedie fantastiche e questo è particolarmente vero per quanto riguarda Paulette, ma io non sono passato direttamente dal primo film al secondo. Il mio secondo lungometraggio avrebbe dovuto essere una pellicola tratta da un libro di d’Arto Paasilina, con Jean-Pierre Marielle e Jacques Villeret. Purtroppo, Jacques è morto pochi giorni prima dell’inizio della produzione e il progetto è stato annullato. Mi ci è voluto del tempo per riprendermi e in questi anni ho insegnato, scritto e girato solo prodotti televisivi. Anche per questo, la fiducia che hanno mostrato Alain Goldman e Légende nei miei confronti e nel progetto di Paulette, è stato un regalo straordinario.

Perché ha scelto Bernadette Lafont?
Quando l’ho incontrata per la prima volta in un piccolo bar vicino a casa sua, a parte notare la sua gentilezza e dolcezza, ho pensato che potesse risultare insolente, una sorta di orso brontolone, come era Paulette. La cosa buffa, come mi ha rivelato in seguito Bernadette, è che lei voleva interpretare Paulette per le stesse ragioni: sapeva di avere queste caratteristiche dentro di sé! E poi mi sembrava possedere il coraggio di Paulette, la dote che salva il suo personaggio. Entrambe sono delle combattenti. Infine, Bernadette aveva l’età del personaggio e mi sono reso conto che se l’avessimo ringiovanita, la storia non avrebbe più funzionato. Bisognava che lei fornisse questa impressione di fragilità, perché spiccasse la differenza enorme con l’universo degli spacciatori. Il casting è andato avanti in maniera particolare: più incontravamo delle attrici, più Bernadette sembrava chiaramente la scelta migliore!

Anche i giovani sono importanti nel film?
Sì e devo rendere merito a Coralie Amedéo, che si è occupato del casting e che ha incontrato la maggior parte degli interpreti. All’inizio, conoscevo soltanto Aymen Saïdi, che avevo visto in Dernier Etage Gauche e L’assaut, così come Soufiane Guerrab, che avevo notato ne Les Beaux Mecs.
Per la banda degli spacciatori, volevo degli attori che sembravano essere stati presi per strada, non degli interpreti che si calavano nei panni di criminali.
Paco Boublard, che interpreta Vito, mi ha fatto una grande impressione fin da quando è entrato nell’ufficio. Lui non recitava, era proprio come il personaggio. Ma anche Samir Trabelsi, Chemci Lauth, Mamadou Coulibaly, Kamel Laadaili… degli attori professionisti, ma che venivano fuori o che avevano vissuto la vita dura di periferia.
Una delle prime scene che abbiamo girato, era quella in cui Paulette viene maltrattata e gli spacciatori le rubano i dolci, un ricordo indelebile per me. Bernadette, che non li aveva ancora incontrati, mi ha chiesto se le avrebbero fatto del male. Allora ho capito che avevamo fatto centro.

Da un altro punto di vista, anche la banda di Paulette non scherza!
Ah, le amiche di Paulette… Le adoro! Durante le prove, Françoise Bertin, che conoscevo bene, ha improvvisato nei panni di un’anziana che stava perdendo la sua lucidità, una prova che ha conquistato tutti. Carmen Maura adorava la sceneggiatura. Credo che lei avrebbe voluto interpretare Paulette, ma ha capito che Paulette non avrebbe potuto essere un’immigrata, perché a quel punto avremmo rischiato di raccontare una storia diversa. Ero molto felice quando ha accettato di interpretare Maria, che per certi versi è il capo del gruppo. Lei era l’amica immigrata di Paulette, una donna razzista e xenofoba. Dominique Lavanant ha accettato di interpretare Lucienne, un’anziana repressa, che nasconde degli assi nella manica. In teoria, questi due personaggi hanno poche battute, ma alla fine sono indimenticabili! E’ un grande onore e piacere per me che abbiano accettato di partecipare al film.

E che possiamo dire di Walter, che conquista tutte queste donne?
Penso che André Penvern sia stato fantastico! Walter rappresenta un elemento comico molto importante nella storia, ci permette di raccontare la trasformazione fisica e morale di Paulette. La sua classe e il suo fascino derivano da mio zio, che si chiama... Walter! Quando scrivo, utilizzo spesso per i personaggi dei nomi di persone che mi sono vicine e che hanno delle caratteristiche simili, per poi cambiare i nomi. Spero che il vero Walter non sarà arrabbiato con me per aver mantenuto il suo. Proprio come la vera Paulette, d’altronde ne conosco una sola!

Paulette ha anche una famiglia, con cui è molto premurosa…
E’ interessante, non trova? Allo stesso tempo, lei non finge e quando le cose iniziano ad andare meglio, cambia decisamente. Axelle Laffont, che interpreta sua figlia, ne esce a testa alta, visto che ha il ruolo più ingrato del
film. Lei non smette di prendersi delle porte in faccia e rimane semplice e commovente, senza scadere nel patetico.

Paulette non è la prima commedia graffiante sulla terza età. Non aveva paura di assomigliare troppo a Tatie Danièle di Chatiliez?
No, perché ritengo che i due film non si somiglino molto. Sicuramente, c’è un modo politicamente scorretto di affrontare la terza età che è simile. Ma il personaggio di Tatie Danièle, interpretata magnificamente da Tsilla Chelton, è una donna piccolo-borghese che non si evolve, mentre Paulette si ritrova in un contesto sociale diverso rispetto a quello in cui era abituata. E, man mano che ritrova la sua dignità, lei cambia a livello fisico e morale.
Io non voglio salire in cattedra a dare lezioni, il mio obiettivo principale è che gli spettatori riescano a passare un’ora e mezza rilassandosi e ridendo. Ma se devo trovare una «morale» in questa storia, è che le cose vanno meglio quando non ci si ritrova vittima della precarietà e del dolore. Ci si comporta meglio con il prossimo. Il razzismo, la cattiveria, il rifiuto degli altri, sono tutte cose legate al denaro.


INTERVISTA A BERNADETTE LAFONT (PAULETTE)
Qual è stata la sua prima reazione leggendo la sceneggiatura di Paulette?
Ho iniziato a saltare di gioia sul divano! Mi è subito venuta voglia di fare questo film! Ero affascinata e mi sembrava di avere a che fare con una commedia all’italiana, dotata di un equilibrio perfetto tra ironia e sociale, ma soprattutto ero conquistata dall’originalità della scrittura, che non era comune e banale. In seguito, quando ho scoperto che Jérôme aveva realizzato la sceneggiatura assieme a una sua allieva durante un laboratorio di scrittura, non sono rimasta sorpresa. Che stile moderno!

Fin dall’inizio, era previsto che lei fosse la protagonista?
Credo che Jérôme Enrico abbia pensato a me, ma bisognava convincere i produttori, anche perché c’erano altre attrici disponibili. Io non conoscevo Alain Goldman, ma per la prima volta nella mia vita, ho superato la mia paura degli esami e gli ho telefonato, per esprimere il mio entusiasmo e la mia voglia di partecipare. Lui è stato molto gentile, ma mi ha fatto attendere molto prima di darmi una risposta. Un giorno, mi hanno convocato agli uffici della Légende. Ero sicura che mi avrebbero offerto un ruolo, ma sarebbe stato quello di Paulette o di una delle sue amiche? Who knows!

Tuttavia, all’inizio del film, Paulette è razzista e cattiva, sembra quasi una clochard… Non aveva paura di interpretare un personaggio simile?
Tutt’altro! Era il lato simpaticamente amorale del personaggio che mi ha sedotta. E anche se il film era una fiaba, esistono tante Paulette nella vita reale. A sua difesa, va detto che Paulette è una donna distrutta dalla vita, ma che conserva una grande forza vitale. La sua combattività e il suo coraggio fanno sì che lei si meriti che le cose vadano al posto giusto, anche se non lo fa in maniera legale!

Lei è odiosa con la sua famiglia, sleale con le amiche, maleducata con tutti quelli che incontra…
Certo, ma evolve molto nel corso della storia, e anche all’inizio ritengo che possegga un’energia e una vitalità promettente, nonostante la sua situazione economica disastrosa. E’ la sua vita e dipende dalle sventure che le sono capitate, che la portano a essere schiava dell’odio verso gli altri, ma fin dall’inizio lei è molto orgogliosa, tanto da preferire rovistare tra i rifiuti piuttosto che andare alla mensa dei poveri. Inoltre, il suo amore incondizionato per il defunto marito la rende commovente. Mi piace il coraggio che mostra nel tentativo di cambiare il suo destino, nonostante essendo anziana, povera e sola, non ha nessuna carta da giocarsi. Certo, lei si ritrova coinvolta con la delinquenza, ma non ha scelta. Dopo aver letto la sceneggiatura, mi sono detta che Paulette aveva un legame con due dei film più importanti della mia carriera: l’eroina di Alla bella Serafina piaceva far l'amore sera e mattina di Nelly Kaplan e Mica scema la ragazza! di François Truffaut, anche loro dei personaggi al limite e trasgressivi. Se fossero invecchiate, sarebbero potute diventare delle Paulette!

Le riprese sono state complicate?
Sì e no. Ho adorato girare il film, ma ci ho messo due mesi ad abbandonare il personaggio. Oltre alla scena di lotta, molto fisica, ho dovuto imparare a mollare tutto, in senso metaforico e letterale.

Che vuole dire?
Per usare un eufemismo, possiamo dire che Paulette non è viziata dal punto di vista fisico. A parte la parrucca, non abbiamo utilizzato nessun trucco. Ho dovuto allenarmi ad abbandonare il mio viso, senza cercare di essere vivace, puntando su un aspetto ordinario... da mantenere in qualsiasi momento.
Avevo un po’ paura del risultato, ma penso che le luci del direttore della fotografia, Bruno Privat, fossero fantastiche e permettessero di dimenticare un po’ il ‘muso’ di Paulette! Prima delle riprese, abbiamo lavorato molto con il regista, sia sulla sceneggiatura che sulle caratteristiche del personaggio. Mi ricordo di aver pensato che il foulard sui capelli fosse eccessivo, ma Jérôme mi ha assicurato che molte donne della mia età ne portano ancora uno in periferia. Quando siamo arrivati a Bagnolet per le riprese, ho capito che aveva ragione: le strade erano piene di Paulette!

Quali sono state le scene che le è piaciuto maggiormente girare?
Le scene comiche mi hanno entusiasmato: quella di Paulette che si confessa al prete del Gabon e gli dice di “meritarsi di essere bianco” mi ha incantato. Le partite a carte con le amiche sono state l’occasione di lavorare con delle attrici che ammiro da molto tempo: Dominique Lavanant, Carmen Maura e Françoise Bertin sono eccezionali per precisione e simpatia. Ma soprattutto mi è piaciuto lavorare con i giovani attori: Paco Boublard, che interpreta Vito, il capo degli spacciatori, mi ha stupito per come pronunciava sempre delle frasi rozze, mentre poi appena si smetteva di girare diventava adorabile ed educato. E anche Axelle Laffont, che interpreta mia figlia in maniera profonda e trattenuta... Mio Dio, bisognerebbe citarli tutti, hanno fornito un contributo importante al film. Lavorare con degli attori così bravi, ti costringe a superarti e, in un certo senso, è una dimostrazione di coraggio.

Il film ha una patina di amarezza. Anche lei pensa che la nostra società abbandoni gli anziani?
Io ovviamente non mi trovo nella stessa situazione economica di Paulette. Tuttavia, credo che al di là degli ambienti sociali differenti, c’è una costante quando si invecchia: un sentimento di inutilità e anche di abbandono. Per un’attrice della mia età, ottenere il ruolo da protagonista in un film del genere è un regalo inatteso! Se Paulette riuscirà a far passare il messaggio: “non scoraggiatevi, possiamo ancora essere utili”, sarebbe un’ottima cosa! (risate).


INTERVISTA AD ALAIN GOLDMAN, PRODUTTORE
Jérôme Enrico ha rivelato che il suo agente ha fatto le poste alla sede di Légende productions con la sceneggiatura di Paulette…
Io ho un ricordo diverso! Dopo che mi hanno descritto il progetto, l’ho letto. In effetti, per decidere di fare un film, devo averne voglia due volte. Nella prima, che precede la lettura della sceneggiatura, chiedo che mi si racconti brevemente la storia e reagisco esattamente come uno spettatore. Il tema mi interessa, mi diverte, mi commuove o no? In caso positivo, leggo la sceneggiatura e una volta che la storia è terminata, se ne ho ancora voglia, vado avanti in fretta!

E cosa le ha fatto venire voglia di leggere la sceneggiatura di Paulette?
In primo luogo l’idea: «una vecchia signora che vende droga» era sufficiente per incuriosirmi. Dopo aver letto la sceneggiatura, mi è piaciuta la dimensione sociale del progetto. Alla Légende, eravamo tutti d’accordo: era molto buffa, ma non solo. Come con ogni buon soggetto di una commedia, si sarebbe potuto realizzare un film drammatico con questa vicenda. La storia mi ha aperto gli occhi sul duplice abbandono di cui sono vittime le persone anziane. Lo Stato non ha i mezzi per sostenerli, le famiglie si sfaldano e tutto questo si avverte sui luoghi che dovrebbero essere destinati alla solidarietà nella nostra società. A mio avviso, la loro solitudine e precarietà può essere spiegata con il fatto che la Francia è diventata una società in cui possono sopravvivere soltanto le persone attive. Non solo, gli anziani così come i bambini, non producono, ma sono anche fonte di imbarazzo. Una donna anziana che ci mette tanto tempo a pagare il pane, è come un bambino che gioca in treno: un fastidio. E’ un fenomeno che non esiste né in Africa, né in Asia, dove rispettano ancora l’esperienza e valorizzano l’attesa.

Ha sentito parlare della ‘vera’ Paulette, quella che ha ispirato gli sceneggiatori?
No, ma il fatto che la storia si ispirasse a un fatto di cronaca e quindi fosse ancorata alla realtà, mi ha colpito e divertito: in seguito, ho scoperto che ovunque esistono delle Paulette, non solo in Francia. Ho letto che negli Stati Uniti è stata messa in prigione una Mà Dalton di settant’anni, che controllava 400 spacciatori in 5 Stati. Lei riusciva a gestire tutti i ‘giovani’ che lavoravano nell’organizzazione! Peraltro, credo che fin dall’inizio io e Jérôme Enrico avessimo la stessa visione del progetto. Non si trattava di fare un film sulla droga, ma sulla precarietà della terza età.

Non era un soggetto molto glamour, questo le faceva paura?
Decisamente no. Intanto, la sceneggiatura era molto divertente, poi avevo visto il primo lungometraggio di Jérôme Enrico, quindi ero consapevole delle sue doti, del suo sguardo e della sua bravura come regista. Per quanto riguarda i nostri partner (le catene delle sale cinematografiche, il distributore, ecc.), abbiamo la fortuna di avere la loro fiducia. Realizziamo solo due o tre film all’anno, quindi conoscono perfettamente il nostro entusiasmo e il nostro coinvolgimento personale. Se produciamo un film, significa che ci crediamo completamente, come in questo caso. Peraltro, abbiamo raccolto i finanziamenti per Paulette più rapidamente di quello che speravamo all’inizio.

Jérôme Enrico afferma che le riprese sono state fantastiche. Il produttore conferma?
Certo! E non si tratta di una difesa d’ufficio, glielo assicuro. Quando vedo il lavoro fantastico di Bernadette Lafont, il rigore e l’entusiasmo del regista, il trasporto di tutte le persone coinvolte, è impossibile non essere un produttore felice.

Lei è abituato ai successi al botteghino (I fiumi di porpora, 99 francs, La vie en rose, Vento di primavera, Case départ, ecc.). Ritiene che Paulette abbia le stesse possibilità con il pubblico?
Voglio rassicurarla, non abbiamo realizzato solo dei successi! D’altronde sarebbe impossibile. E’ difficile predire il successo o il fallimento di un film atipico come Paulette, ma in un certo senso, non mi importa. Ne sono fiero, come sono fiero del lavoro svolto su questo film. Ora, se come mi è capitato personalmente, anche gli spettatori si avvicineranno al film pensando semplicemente di farsi quattro risate e usciranno dalla sala avendo cambiato un po’ la loro visione delle persone anziane, oltre a esserne fiero, ne sarei commosso... e felice!

[an error occurred while processing this directive]
[+] aggiungi informazioni e curiosità su Paulette oppure [+] scrivi recensione e vota Paulette

Vota, leggi trama e opinioni su Paulette di Jérôme Enrico - Torrent, scaricare Paulette di Jérôme Enrico, streming

Questo sito è gestito con HyperPublish e molto olio di gomito.
Questo è un sito di cinema film movies amatoriale: le informazioni provengono dai miei studi, dal contributo degli utenti e da fonti reperibili nel pubblico dominio. Non posso garantire la validità delle informazioni ma faccio del mio meglio. Posso inoltre garantirti la mia onestà quando dico che un film è bello. Aggiungi anche tu la tua opinione e fai sapere a tutti senza limiti come è il film! Ti invito ad andare al cinema, non è bello scaricare torrent guardare streaming vedere megavideo striming divx emule movies nemmeno in anteprima. I copyright dei film / movies appartengono ai rispettivi proprietari.



Qualche film interessante: Per non dimenticarti, Persepolis, Pater Familias, Passion of mind, Paranormal Stories, Paradise Now, Paddington, La pelle che abito, Il pezzo mancante

Film in ordine alfabetico: 9.99…20 D 20 F…50 V 500 …UNA - ...A…A PR A PR…ACQU ACRI…AH S AI C…ALIL ALL …AMAZ AMAZ…AMOR AMOR…ANIJ ANIM…APPU APPU…ASPR ASSA…AVVI AWAK…L'AM L'AM…LE A LE A…UN A UN A…UN'A - A BE…BALL BALT…BE K BE L…BENV BENV…BING BIOS…BLOO BLOO…BOX BOXI…BULW BUMA…LA B LA B…THE THE …UNA - ...C…CAPT CAPT…CAVA CAVA…CHE CHE …CICO CIDA…CODI CODI…COMM COMM…COSA COSA…CUCC CUOR…IL C IL C…LA C LA C…PORC THE …UNA - ...E…DEAD DEAD…DEST DEST…DIRT DIRT…DORI DORM…DUE DUE …LA D LA D…UNA UNA …UNA - ...E…EFFE EFFE…EMPI EMPL…EVAN EVAN…L'ES L'ES…UN'E - A FA…FAUS FAUS…FINO FINO…FRA FRAG…FROZ FRUI…I FR I FR…LA F LA F…UNA - A GL…GET GET …GIOV GIOV…GOMO GOMO…GRIN GRIZ…IL G IL G…LE G LE G…UNA - A HI…HARR HARR…HESH HESH…HONE HONE…HUNG HUNG…UN H - GLI …IMMO IMMO…INCO INCR…INTE INTE…IQBA IRAQ…L'IN L'IN…UN'I - I JO…JESU JET …JOYF JU T…THE - K.36…KING KING…THE - A LE…LAND LAND…LEGE LEGI…LIBE LIBE…LONT LONT…LULU LUMI…UNA - A MA…IL M IL M…LA M LA M…MAES MAGA…MANS MANS…MATE MATE…MENO MENO…MILO MIMZ…MO'J MOLI…MO'T MOTO…MY G MY I…UN M UN M…UNA - I NO…NARU NARU…NEMM NEMM…NO ( NO -…NON NON …THE THE …UNA - GLI …OCTA OCTO…ONDE ONDE…ORO ORO …UN'O - O - …IL P IL P…LA P LA P…PANE PANE…PASS PASS…PEPP PEPP…PICC PICC…PLAT PLAY…PRAI PRAN…PROF PROF…THE THE …UNE - A QU…QUEE QUEE…THE - I RA…LA R LA R…RAIN RAIS…REMB REMB…RIDE RIDI…ROBO ROCC…THE THE …UNA - O - …IL S IL S…LA S LA S…SALE SALI…SCAR SCAR…SECO SECO…SETT SEVE…SHOR SHOR…SKOO SKY …SOLO SOLO…SPAC SPAC…STAR STAR…STRE STRE…SUR SUR …THE THE …UNO - I TE…TADP TAFA…TEMP TEN …THE THE …TI V TI V…TORO TORQ…TRE TRE …TURI TURI…TWO TWO …UNA - GLI …L'UO L'UO…UNDE UNDE…UZAK - A VE…LA V LA V…VAJO VALD…VERO VERO…VIRG VIRT…VUOT - I WA…WARC WARC…WILD WILD…WWW - X - Y - Z
Registi in ordine alfabetico: 0..9 A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z
Cerca...
RecensioniFilm.com 2017 tutto il Cinema raccontato dal pubblico - Accordi - Software - Crea Ebook - Screen savers - Privacy e cookies - Contatti, suggerimenti - Film senza limiti - Streaming