Regista: Steven Knight
Titolo originale: Redemption
Durata: 100'
Genere: Thriller
Nazione: U.S.A.
Rapporto:
Anno: 2013
Uscita prevista: 26 Settembre 2013 (cinema)
Attori: Jason Statham, Agata Buzek, Vicky McClure, Benedict Wong, Ger Ryan, Youssef Kerkour, Anthony Morris, Victoria Bewick, Christian Brassington
Sceneggiatura: Steven Knight, Claire Nia Richards
Trama, Giudizi ed Opinioni per Redemption - Identita' nascoste (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Titolo originale: Redemption
Durata: 100'
Genere: Thriller
Nazione: U.S.A.
Rapporto:
Anno: 2013
Uscita prevista: 26 Settembre 2013 (cinema)
Attori: Jason Statham, Agata Buzek, Vicky McClure, Benedict Wong, Ger Ryan, Youssef Kerkour, Anthony Morris, Victoria Bewick, Christian Brassington
Sceneggiatura: Steven Knight, Claire Nia Richards
Trama, Giudizi ed Opinioni per Redemption - Identita' nascoste (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Fotografia:
Montaggio:
Produttore: Guy Heeley,Paul Webster
Produzione: Shoebox Films
Distribuzione: Moviemax
Montaggio:
Produttore: Guy Heeley,Paul Webster
Produzione: Shoebox Films
Distribuzione: Moviemax
La recensione di Dr. Film. di Redemption - Identita' nascoste
Originale, crudo, interessante, senza facili scorciatoie, in una Londra cupa e realistica.
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Colonna sonora / Soundtrack di Redemption - Identita' nascoste
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Note dalla produzione:
DALLA PAGINA AL GRANDE SCHERMO
Steven Knight, sceneggiatore e regista di REDEMPTION – IDENTITÀ NASCOSTE, è conosciuto soprattutto per le sue premiate sceneggiature di Piccoli affari sporchi e La promessa dell'assassino. Insieme a REDEMPTION – IDENTITÀ NASCOSTE, questi film formano una trilogia sulla vita degli emarginati di Londra. Knight voleva
realizzare un suo primo film come regista e ha scritto REDEMPTION – IDENTITÀ NASCOSTE con questo scopo.
Il veterano e più che rispettato produttore Paul Webster, aveva stabilito uno strettissimo rapporto di lavoro con Knight ne La promessa dell'assassino e sapeva da tempo delle sue aspirazioni registiche. Quindi, quando Knight gli ha sottoposto il copione di REDEMPTION – IDENTITÀ NASCOSTE, Webster ha subito voluto
sostenere le sue ambizioni, offrendosi di produrre il film.
Come spiega Webster: “Quando sei uno sceneggiatore hai la storia nella tua testa, ti crei delle immagini e cerchi di evocarle sulla pagina. Ma con questo film Steve ha voluto eliminare l’intermediazione, arrivando a una visione molto chiara. Di solito la critica mossa contro gli sceneggiatori -registi, in particolare quelli che nascono come sceneggiatori e intraprendono la regia successivamente, è che sono troppo legati alla loro storia e quindi non riconoscono la casualità di quello che può succedere un determinato giorno, quelle cose che possono contribuire ad arricchire una storia, pur cambiandola. Ma a me Steve non sembra affatto corrispondere a questa descrizione. Mi è sembrato molto flessibile e capace di sfruttare ogni occasione in modo lodevole. È estremamente calmo, il che fa sì che anche il set sia molto rilassato, così come gli attori, e ci sia un’atmosfera di reciproco aiuto. Secondo me ha una dote naturale per la regia.”
Per scrivere la sceneggiatura di REDEMPTION – IDENTITÀ NASCOSTE, Knight ha voluto esplorare le storie dei senzatetto londinesi. I quali sono spesso invisibili a chi è preso dalla frenesia della vita quotidiana. Sono quasi sempre ignorati e le loro voci non ci arrivano, non le riconosciamo. Con le sue ricerche Knight ha scoperto che un numero significativo di coloro che vivono in strada sono ex soldati.
Come spiega lo stesso Knight: “Se fai un po’ di ricerche su chi sono queste persone, e come si sono trovati senza un tetto, scopri che il dieci per cento sono ex soldati. Per me ha dell’incredibile che delle persone disciplinate, come devono esserlo i militari in termini di pulizia, di come preparare la loro tenuta, il loro equipaggiamento e così via, possano diventare barboni. Ma ho scoperto che c’è una strada diretta che lega l’abbandono dell’esercito al diventare senzatetto, e questo mi ha fatto pensare: il dieci per cento di senzatetto che sono ex soldati avrà una storia da raccontare, avrà sicuramente un passato. Quindi ho fatto le mie ricerche e ho parlato con molti senzatetto usciti dalle forze armate e in questo modo ho cominciato a costruire l’ossatura della storia.”
REDEMPTION – IDENTITÀ NASCOSTE è la storia di come Joey, ex soldato delle forze speciali ridotto a fare il vagabondo, riesce a reinserirsi nella società, crearsi una nuova vita e fare ammenda per il suo passato.
Soffre di un disturbo posttraumatico da stress a causa di tutto quello che ha vissuto e di cui è stato testimone durante la guerra in Afghanistan. Si è dato all’alcol e alla droga per sfuggire alla sua coscienza e agli incubi che lo perseguitano. E, in aggiunta ai suoi problemi, lui e gli altri ‘senza-tutto’ con cui cerca un riparo e un po’ di sollievo, sono vittime di estorsione da parte di alcuni individui un po’ più forti di loro che rubano i loro soldi e la loro droga. Finché una notte Joey non decide di ribellarsi, finendo però con l’essere picchiato brutalmente.
Ecco come Knight descrive il personaggio da lui creato: “Si chiama Joey Jones perché è un uomo qualunque, senza doti particolari. È un normale proletario inglese che si è arruolato nell’esercito ed è andato in guerra, come gli uomini fanno da secoli, ed è tornato a casa incapace di riadattarsi, come è sempre successo nella storia. Si è sacrificato per la patria, ma quando vi torna, si trova completamente alla deriva.”
JOEY E CRISTINA
Per il ruolo di Joey serviva un attore capace di interpretare un personaggio duro e minaccioso in modo persuasivo e l’abbiamo trovato nell’attore inglese Jason Statham, grande protagonista di film d’azione come Safe, Killer Elite, I mercenari - The Expendables, Crank, La rapina perfetta e Transporter. Statham ha una lunga esperienza di acrobazie e risse coreografate, preziose per dare vita al personaggio di Joey. Statham ha l’abilità di far sembrare una complicata sequenza di lotta assolutamente vera, il che si è rivelato particolarmente importante per cinque sequenze di azione coreografate del nostro film.
Come spiega il produttore Guy Heeley, “Jason è un atleta incredibile e ci ha permesso di girare le grandi scene d’azione del film con grande facilità rispetto ad altri attori con cui ho lavorato. Jason fa tutto, è sempre l’uomo più competente sul set. Arriva, e con la sua esperienza capisce subito che cosa deve fare e in più migliora sempre, ciac dopo ciac.”
Ma per Statham REDEMPTION – IDENTITÀ NASCOSTE, grazie alle tante scene drammatiche in cui è coinvolto, ha anche significato poter ampliare il suo repertorio e andare oltre la semplice parte del duro e le scene di azione per cui è conosciuto.
Come ribadisce Knight, “la particolare presenza di Jason lo rende assolutamente credibile per il ruolo. L’ho raggiunto a Miami dove stava girando ed è stato fantastico, perché si è subito innamorato del copione e non vedeva l’ora di fare qualcosa di simile, mentre io non vedevo l’ora di lavorare con lui. Si è mostrato entusiasta di fare le ricerche necessarie, incontrando senzatetto ed ex militari per immedesimarsi nel personaggio. E queste sono tutte cose che sullo schermo si vedono.”
Joey, per sfuggire a un massacro, temendo per la sua vita, fugge tra i tetti di Covent Garden e si introduce in un appartamento per nascondersi. Ed ecco l’innesco che lo porta in un mondo completamente diverso, dandogli l’opportunità di ripulirsi e ricostruirsi una nuova vita.
Come spiega Knight, “quel che è fatto è fatto, si trova sulla strada perché pensa di meritarselo e non vuole raccontare la sua storia, non vuole sentirsi dire, ‘ma no, non è stata colpa tua.’ È colpa sua. A questo punto che fai? Quali sono le motivazioni di Joey? Nulla: si ubriaca e dorme per strada. È così che lo troviamo all’inizio della storia, e come autori ci siamo chiesti ‘può trovare un motivo per cambiare? Per fare qualcosa di nuovo? Per continuare a vivere?’”
Joey si dà una ripulita, si taglia i capelli, smette di bere e di drogarsi. Nell’appartamento in cui si è introdotto esplora il guardaroba e sceglie dei vestiti eleganti. Comincia anche a comprarsi degli abiti, di cui si prenderà grande cura; scarpe lucide, camicie ben stirate, un cappotto e un cappello signorili.
Joey mette da parte più soldi che può mentre lavora nella Chinatown, prima come portiere, e poi, grazie alle sue abilità nel combattimento, come vigilante, compito che spesso richiede il ricorso alla violenza. Con i soldi che guadagna acquista cibo per la comunità dei senzatetto, per la sua ex e la figlia. A modo suo vuole essere una persona buona, anche se fugacemente. Non cerca la redenzione o il perdono per tutte le cose terribili cui ha partecipato. Pensa di non meritare il perdono.
Vicky McClure, che interpreta Dawn, l’ex di Joey, spiega così le sue motivazioni: “Joey cerca di fare la cosa giusta a causa di tutto quello che c’è stato di sbagliato nella sua vita. Cerca di guadagnare soldi per la figlia e ciò significa molto: rappresenta l’importanza dei figli, come le persone possono cambiare e come possono essere influenzate dalle esperienze vissute.”
L’altra persona che Joey vuole trovare e aiutare è Isabel, la sua compagna di quando era un senzatetto. Questa ricerca lo riporta al rifugio per senza tetto che frequentava, pensando che Suor Cristina, la religiosa dell’est europa che gestisce la mensa del rifugio, possa aiutarlo a trovarla. Anche se in superfice Joey e Cristina sembrano non avere nulla in comune, in realtà sono più simili di quanto non immaginino. Entrambi sono degli outsider, emarginati dalla società per ragioni personalissime e, nonostante i loro stili di vita siano agli antipodi, si giurano a modo loro fedeltà. Questi due personaggi così diversi cercano risposte l’una dall’altro, ma per loro non può esserci redenzione.
In un certo senso le qualità di angelo vendicatore di Joey lo rende un personaggio tragico. Come dice Webster: “Per me Joey Jones, e in particolare per come lo interpreta Jason Statham, è un archetipo. È un personaggio mitico in qualche modo che, grazie alle capacità di Steven come attore, viene rappresentato come un uomo profondamente sgradevole e violento, le cui azioni però hanno sempre delle conseguenze positive. Quindi in Joey troviamo questa ambiguità, un uomo violento con un’umanità che trapela dalla maschera di duro, e ci rendiamo conto che è un uomo profondamente sensibile e profondamente disturbato. E credo che sia un po’ lo specchio di tutti noi. Riflette anche i nostri comportamenti – positivi e negativi.” Sono questi gli aspetti della condizione umana che il pubblico può riconoscere, e a cui può relazionarsi, ognuno a modo suo: tradimenti, dolore, paura, amore, e, forse l’aspetto più importante di tutti, la speranza.
Suor Cristina, un po’ come Joey, si trova a Londra come tappa di un viaggio personale, e anche lei è turbata dal proprio passato. Un turbamento che cerca di celare sotto la calma apparenza di una religiosa che aiuta gli altri. Per interpretarla era essenziale trovare un’attrice che avrebbe dato la massima autenticità al personaggio, un senso di onestà e sincerità nel suo modo di fare e nelle sue azioni concrete.
Spiega Knight: “Volevo una donna che appena la vedi ti dà quella sensazione di genuinità. Volevo un’attrice autenticamente dell’est Europa, e non qualcuno che imitasse l’accento. Quindi abbiamo cercato tra talenti Russi, Ucraini e Polacchi. Ho incontrato Agata Buzek e mi è subito sembrata notevole. Siamo andati a Londra, dove l’abbiamo vista provare un paio di scene, e non ho avuto più alcun dubbio, Cristina era lei.”
Ecco come Agata Buzek descrive il suo personaggio: “All’inizio possiamo pensare che Cristina sia una donna molto forte e sicura di sé e che sa quel che fa e perché, ma man mano che la storia va avanti, scopriamo che non è tutto così facile per lei. C’è un certo conflitto dentro di lei e noi la incontriamo proprio quando per lei tutto sta per cambiare. Magari per quindici o vent’anni si è data tanto da fare semplicemente per evitare di pensare. E penso che la incontriamo in un momento in cui ha deciso di fermarsi e per la prima volta nella sua vita ha l’opportunità di pensare al suo passato, di rendersi conto di quello che le è veramente successo e di cui non ha colpa.”
Anche se in superficie i due personaggi non dovrebbero avere nulla in comune, per certi aspetti si trovano in situazioni parallele e stabiliscono un contatto, perché a entrambi sono successe cose terribili in passato. Il danno irrevocabile causato a entrambi da questi eventi ha cambiato le loro vite per sempre, lasciandoli senza la possibilità di una felicità convenzionale. Le speranze e i sogni di Joey prima della partenza per la guerra e la ballerina che Cristina voleva diventare, sono tutte cose ora nascoste sotto i controllati aspetti esteriori che mostrano al mondo.
Statham e la Buzek non si erano mai incontrati prima di lavorare insieme per REDEMPTION – IDENTITÀ NASCOSTE, ma tra di loro si è subito creata una grande fiducia e un rispetto reciproco che li ha aiutati a interpretare in modo credibile la forte connessione che lega i due personaggi sullo schermo. Nelle parole di Heeley: “Seguire lo sviluppo del rapporto Jason/Agata e di quello Cristina/Joey mi ha appassionato tantissimo. Nel film i due personaggi scoprono di avere molto più in comune di quanto non pensassero, e Jason e Agata arrivano da sfere completamente diverse del mondo del cinema, ma anche loro hanno scoperto di avere moltissimo in comune, proprio come i personaggi del film.”
REDEMPTION – IDENTITÀ NASCOSTE: IL COLIBRÌ
In un incubo da dormiveglia a Joey appare un colibrì. Il titolo originale del film è HUMMINGBIRD, colibrì, il nome anche di un aeromobile radioguidato, un drone, usato in Afghanistan. Come spiega meglio Knight, “volevo un colibrì nel film come rappresentazione dell’occhio onniveggente che segue tutto ciò che facciamo, esattamente come un drone. Rappresenta la coscienza della città ed è legato a Joey e al suo dover render conto delle sue azioni passate. Joey ha fatto delle cose terribili e l’uccello rappresenta anche un po’ la sua coscienza.
Inoltre, la ragione per cui si trova in questa situazione è perché è stato visto quando ha fatto quelle cose terribili. Tra i militari c’è una leggenda secondo cui esistono dei droni minuscoli come insetti in grado di vedere assolutamente tutto, e potete immaginare la presa che può avere su un soldato il concetto che qualsiasi cosa faccia può essere osservata. Ma in realtà l’unico osservatore di qualunque cosa tu faccia è la tua coscienza. Quindi l’uccello è Joey che affronta le sue azioni. Il colibrì rappresenta l’osservazione di se stessi, delle proprie azioni passate e di come vengono affrontate.”
LONDRA: NOTTE, GIORNO E LA MACCHINA DA PRESA
REDEMPTION – IDENTITÀ NASCOSTE si svolge in gran parte in una Londra notturna tra Covent Garden, Chinatown e Soho. La stragrande maggioranza del film è stato girato in esterni nelle location reali e non ricreate altrove, il che ha permeato le scene e ispirato le interpretazioni degli attori.
Joey e Cristina s’incontrano alla mensa dei poveri a fine inverno, subito dopo il capodanno cinese, e si perdono di vista verso la fine dell’estate. Passano molto tempo insieme di notte, spesso salutandosi poco prima dell’alba. Gran parte della storia si svolge col favore delle tenebre: un mondo popolato da personaggi sinistri che vivono nell’ombra. Tutto questo crea un contrasto con le atmosfere delle scene che si svolgono di giorno, quando Londra brulica di vita. Un mondo in cui Joey si sente meno a suo agio. Londra è un personaggio a sé, la città che in realtà non dorme mai.
Come aggiunge Heeley: “I nostri personaggi vivono e si nascondono di notte, e quindi abbiamo quasi sempre girato di notte. Non avevo mai girato per quattro settimane di seguito sempre di notte, ed è qualcosa che mi ha dato un’idea concreta dell’atmosfera del film. Abbiamo ripreso una Londra poco abitata, è qualcosa che non si vede spesso e che penso siamo riusciti a catturare in modo molto efficace”.
Lo stesso Tamigi fa parte di questa presenza oscura. Come dice Knight: “Nella sceneggiatura si parla del fiume come elemento presente per far sparire i corpi di ragazze come Isabel. Mi piace l’idea che sia una presenza sinistra che rimuove oscuramente ogni segreto tra le luci della città. All’interno del film deve avere un’influenza malevola. Per esempio, è sul ponte di Waterloo che Joey decide di picchiare Taxman mentre fissa il fiume tra la Cattedrale di San Paolo e il Parlamento. La Chiesa da una parte e lo Stato dall’altro.”
Tematiche che ricorrono nella sceneggiatura di Knight – visibilità e invisibilità, giorno e notte, buio e luce – e che hanno influenzato le decisioni sulle atmosfere del film. La sequenza che apre il film, che comprende la fuga di Joey sui tetti, è stata animata da Knight e la sua squadra di talentuosi collaboratori. Come spiega Webster: “La sequenza iniziale è stata molto impegnativa e ha richiesto molti giorni di riprese. C’è una complicatissima scena di lotta che si svolge tutta di notte, sui tetti, ed è stata girata in location diverse nell’arco di molti giorni, ma queste fatiche sono state ripagate. È un momento di cinema estremamente dinamico. Steve è un esordiente, quindi per lui molte cose erano una novità, ma a lui abbiamo affiancato una troupe di fama mondiale, professionisti che sanno esattamente quello che devono fare, come il nostro direttore della fotografia Chris Menges, lo scenografo Michael Carlin e la costumista Louise Stjernsward. Ti devi circondare di grandi talenti, ecco la prima regola da seguire come produttore. Il casting per la troupe è importante quanto quello per gli attori, solo così puoi creare la giusta dinamica di collaborazione.”
Il passaggio di Joey da una scatola di cartone a un appartamento a Covent Garden è una transizione tra due mondi opposti. Come spiega lo scenografo Michael Carlin: “Quest’uomo finisce nell’appartamento impeccabile di un gay, tutto composto da linee rette, con immagini di uomini nudi ovunque, impianti e arredi incredibili, e abiti pronti da indossare. Quindi finisce semplicemente con l’assumere l’identità di quest’uomo. E tra le cose più interessanti del film c’è proprio questo contrasto tra i due mondi. Quindi abbiamo marcato le differenze il più possibile, saltando dallo squallore delle mense dei poveri, dei vicoli, della Chinatown, con le sue tante piccole luci, alle tonalità di grigio di un appartamento super-figo.”
Lavorare in esterno di notte a Londra implicava che la troupe dovesse essere agile e spigliata. E così la macchina da presa, un prototipo di Alexa in grado di riprendere con poca luminosità e che si può smontare in due parti, permettendoti di portarla in spalla e correrci in ambienti molto ristretti, come la scala d’emergenza percorsa da Joey in fuga da Bouzanis.
Knight ha lavorato in stretta collaborazione con il direttore della fotografia due volte premio Oscar® Chris Menges pe rendere le immagini il più attraenti possibile ed evitando lo stile convulso di tanti film girati di notte nelle città. Insieme hanno passeggiato per il centro di Londra per osservare ciò che li circondava e trovarvi tutto il bello possibile, perché volevano lavorare solo con ciò che Londra ha da offrire, dai riflessi sull’acqua, all’architettura alle lanterne rosse del capodanno cinese.
Spiega Knight: “La mia intenzione era, per esempio, che se dovevamo girare in un vicolo dove dormono i senzatetto oppure in alcuni degli angoli più loschi di Soho, non si doveva scegliere la via più semplice e rendere questi luoghi squallidi e crudi, ma renderli belli, conferirgli una dignità tramite la macchina da presa e farli sembrare quasi pastorali, perché quando hai tutte quelle fonti di luce, tutte quelle luci sgargianti, invece di far risaltare la bruttezza, è meglio dipingerli come luoghi vissuti e belli. E credo che anche Chris volesse ottenere lo stesso effetto.”
LE LOCATION
REDEMPTION – IDENTITÀ NASCOSTE è stato girato in otto settimane nella primavera del 2012, principalmente in esterni nel centro di Londra e ai 3 Mills Studios nella parte orientale della città.
Tra le location utilizzate, citiamo la Royal Opera House, dove ha luogo l’esibizione d’addio della ballerina Maria Zielinska a cui assiste Cristina; la famosa Piazza di Covent Garden, dove è stato aggiunto un enorme cartellone che annuncia il citato balletto, e la chiesa di San Paolo, dove è stata anche allestita la mensa dei poveri. Per le loro ricerche, Knight, Statham e Buzek hanno avuto degli incontri con la Onlus Connection a St.Martin-in-the Fields, che si occupa di assistere i senzatetto.
Tra le location di Chinatown, abbiamo: Wardour Street, Gerrard Street, Dansey Place, il ristorante Feng Shui Inn e i ristoranti Dumplings Legend. Tra le location di Soho, troviamo: Old Compton Street, Tisbury Court, Shaftesbury Avenue e Cambridge Circus.
Nella parte orientale della città abbiamo girato a Canary Wharf, per il cocktail dove Joey incontra Forrester, e nella zona della Limehouse, per le scene con Dawn e Ruby. Tra le altre location londinesi, ricordiamo: The Gallery a Cork Street, dove ha luogo la mostra a cui Joey invita Cristina; lo storico mercato della carne, Borough Market, dove Joey e Cristina si incontrano a tarda notte; il Charing Cross Hotel sulla Strand, dove sono state girate le scene sui terrazzi; Waterloo Bridge; Queen Elizabeth Bridge; Regents Park, dove ha luogo un raro incontro diurno tra Joey e Cristina, e The Ram Brewery a Wandsworth, nella parte meridionale della città, dove sono state girate le scene della fabbrica cinese.
Gli interni sono stati costruiti ai 3 Mills Studios, tra cui l’appartamento di Covent Garden dove si introduce Joey e alcune parti della festa sul terrazzo di Canary Wharf.
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