Regista: Andrei Konchalovsky
Titolo originale: The Nutcracker in 3D
Durata: 110'
Genere: Fantastico, Animazione
Nazione: U.S.A.
Rapporto:
Anno: 2010
Uscita prevista: 02 Dicembre 2011 (cinema)
Attori: Elle Fanning, Nathan Lane, John Turturro, Frances de la Tour, Richard E. Grant, Yuliya Vysotskaya, Shirley Henderson, Aaron Michael Drozin, Charlie Rowe, Peter Elliott
Sceneggiatura: Andrei Konchalovsky, Chris Solimine
Trama, Giudizi ed Opinioni per Lo schiaccianoci 3D (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Titolo originale: The Nutcracker in 3D
Durata: 110'
Genere: Fantastico, Animazione
Nazione: U.S.A.
Rapporto:
Anno: 2010
Uscita prevista: 02 Dicembre 2011 (cinema)
Attori: Elle Fanning, Nathan Lane, John Turturro, Frances de la Tour, Richard E. Grant, Yuliya Vysotskaya, Shirley Henderson, Aaron Michael Drozin, Charlie Rowe, Peter Elliott
Sceneggiatura: Andrei Konchalovsky, Chris Solimine
Trama, Giudizi ed Opinioni per Lo schiaccianoci 3D (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Fotografia: Mike Southon
Montaggio: Mathieu Bélanger,Andrew Glen
Musiche: Eduard Artemiev
Scenografia: Kevin Phipps,Judy Farr
Costumi: Louise Stjernsward
Produttore: Andrei Konchalovsky,Paul Lowin
Produttore esecutivo: Moritz Borman
Produzione: Goldcrest Post Production London, HCC Media Group
Distribuzione: M2 Pictures
Montaggio: Mathieu Bélanger,Andrew Glen
Musiche: Eduard Artemiev
Scenografia: Kevin Phipps,Judy Farr
Costumi: Louise Stjernsward
Produttore: Andrei Konchalovsky,Paul Lowin
Produttore esecutivo: Moritz Borman
Produzione: Goldcrest Post Production London, HCC Media Group
Distribuzione: M2 Pictures
La recensione di Dr. Film. di Lo schiaccianoci 3D
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Colonna sonora / Soundtrack di Lo schiaccianoci 3D
Potrebbe essere disponibile sotto, nei dati aggiuntivi (clic qui).
Voci / Doppiatori italiani:
Agnese Marteddu: Mary
Roberto Stocchi: Zio Albert
Massimo Lodolo: Re Dei Topi
Rita Savagnone: Regina Dei Topi / Frau Eva
Marco Mete: Joseph
Monica Ward: Louise / Fata Neve
Federico Bebi: Principe
Tito Marteddu: Max
Mino Caprio: Gielgud
Nanni Baldini: Tinker
Alex Polidori: Sticks
Claudio Fattoretto: Gnomad
Personaggi:
Elle Fanning: Mary
Nathan Lane: Zio Albert
John Turturro: Re Dei Topi
Frances de la Tour: Regina Dei Topi / Frau Eva
Richard E. Grant: Joseph
Yulia Visotskaya: Louise / Fata Neve
Charlie Rowe: Principe
Aaron Michael Drozin: Max
Peter Elliott, Daniel Peacock, Alan Cox(voce): Gielgud
Hugh Sachs : Tinker
Africa Nile: Sticks
Jonathan Coyne: Gnomad
Informazioni e curiosità su Lo schiaccianoci 3D
FAR RIVIVERE LO SCHIACCIANOCI… CON LA MAGIA DEL 3D
Pipistrelli giganti, motociclette rombanti, canzoni ammalianti e ritmi jazz. Una macchina volante a forma di ostrica e un assortimento di magie tecnologiche… Questo non è lo Schiaccianoci che ricordano le nostre nonne.
“Lo Schiaccianoci è una favola tradizionale sulla lotta tra il bene e il male, la classica forma narrativa della cultura infantile” dice il regista Andrei Konchalovsky. “Abbiamo utilizzato la narrazione basilare per raccontare una storia nuova, introducendo elementi appassionanti che vanno aldilà della fiaba originale. Ma è una storia che fa sempre riferimento agli stessi archetipi: i rapporti familiari, la solitudine che si soffre a una certa età e gli ideali dell'amore, del coraggio e dell'accettazione”.
Lo Schiaccianoci fu scritto da E.T.A. Hoffmann nel 1816. Settantacinque anni più tardi il famoso coreografo russo Marius Petipa ne commissionò un adattamento ad Alexandre Dumas (Il conte di Montecristo) e la musica a Pëtr Ciajkovskij. “Lo Schiaccianoci e il Re Topo” fu rappresentato per la prima volta a San Pietroburgo nel 1892, diventando un'istituzione e il balletto più famoso del mondo.
Spiega Chris Solimine, co-autore della sceneggiatura insieme a Konchalovsky, “Nella nostra storia lo Schiaccianoci e i suoi amici conducono Mary in un mondo in cui il potere dei sogni, della lealtà e dell'avventura possono trionfare sulla meschinità, l'avidità e la cattiveria. Mary entra in un regno spaventoso per confrontarsi con il male, come in ogni fiaba, ed è disposta a sacrificarsi per il bene degli altri. Il Re Topo non ha scampo contro questa unione tra amicizia e amore.”
Immagini e idee per un film ispirato all'amata fiaba dello Schiaccianoci girano nella mente di Andrei Konchalovsky da 40 anni, e ora le ultime tecniche cinematografiche possono soddisfare la portata vasta e innovativa della storia. Spiega il produttore Paul Lowin, “Andrei è come uno scultore che libera una statua dalla pietra. Scalpella e incide finché non appare qualcosa di meraviglioso. L'ho visto risolvere un problema in 20 modi diversi. Sembrerebbe semplicemente il caso di un regista che cambia idea, ma invece trova sempre una soluzione migliore della precedente, una per cui vale la pena aspettare.”
“Gli effetti CGI, gli effetti visivi, sono talmente avanzati al giorno d'oggi, che l'unico limite è la tua immaginazione” spiega Konchalovsky. “La nostra intenzione era creare un mondo in cui realtà e fantasia convivono, ovvero come appaiono le cose agli occhi di una bambina. Dal punto di vista stilistico abbiamo attinto ai disegni meccanici e artistici degli anni '20 — qualcosa che abbiamo chiamato ‘retro-futurismo’ — quindi i concetti non sono completamente astratti. Ma, naturalmente, le scenografie e le immagini sono solo mezzi per raccontare una storia. Gli effetti speciali più importanti sono le emozioni. Se mancano, si realizza soltanto un prodotto ben confezionato.”
Lowin osserva che “da secoli lo scopo sociale delle fiabe è insegnare ai bambini come affrontare la paura e il pericolo. Alcune scene sono buie e abbastanza inquietanti – anche se abbiamo reso i topi sufficientemente stupidi da non essere presi troppo sul serio. E ci sono alcune battute e certe immagini che funzionano ad altri livelli per il pubblico adulto.”
“Secondo me non assomiglia a niente che sia stato prodotto finora. Dal punto di vista visivo, si tratta di uno dei film più incredibili che abbia mai visto. Ogni fotogramma è una festa per gli occhi. Tutta la squadra ha fatto un lavoro incredibile e spero, anzi, credo fermamente, che abbiamo realizzato qualcosa di veramente speciale.”
Tenendo conto dei rapidi avanzamenti della tecnologia 3D, dello spaventoso aumento di sale cinematografiche dotate di questa tecnologia e dell'insaziabile appetito del pubblico per queste splendide produzioni tridimensionali, Konchalovsky si è affrettato a completare il film per il 2010.
“Era da più di 20 anni che cercavo di realizzare questo film,” dice Konchalovsky, “ma aveva bisogno di tecniche CGI all'avanguardia. Ora che posso aggiungere la magia tecnica della terza dimensione, ho l'impressione che il mio sogno si sia finalmente realizzato. Questa è la mia interpretazione definitiva di una storia che mi ha sempre affascinato.”
Del 3D si sono occupati i pionieri del settore, la PassmoreLab di San Diego – uno dei principali provider di tecnologia 3D al mondo. Tra i loro progetti più recenti citiamo Inner Earth, una serie di magiche avventure in luoghi esotici girate con macchine RED ad alta risoluzione.
La PassmoreLab, sotto la supervisione del fondatore e Presidente della società, Greg Passmore, ha lavorato insieme ai migliori consulenti 3D utilizzando le tecniche più all'avanguardia per fornire al pubblico il non plus ultra dell'esperienza stereoscopica.
Le parole di Passmore: “Questo film è perfetto per il 3D e rappresenta un'esperienza cinematografica unica. Non è un film che si guarda, è un film che si vive. Sono certo che LO SCHIACCIANOCI IN 3D farà appassionare le nuove generazioni a questo classico dei classici”.
LE SCENOGRAFIE
L'atmosfera generale del film, secondo lo scenografo Kevin Phipps, è quella di una Vienna “immaginaria” degli anni '20’ — il culmine di quel periodo esaltante della “secessione viennese”, tra art nouveau e art déco. “Mi sono ispirato in particolare ai lavori degli architetti Otto Wagner (1841-1918), che produceva anche delle meravigliose sculture di carta, e Josef Hoffmann (1870-1956). Infatti, tutte le scenografie del film, dalla macchina volante ai giganteschi altiforni, si basano sulle innovazioni tecnologiche dell'epoca.”
I set di Phipps sono stati costruiti in due grandi teatri di posa e in una ex base militare sovietica di 12.000 metri quadri. “I pannelli scenografici del film sono veramente straordinari” dice il curatore degli effetti speciali di animazione John Stephenson, nonché fondatore 25 anni fa dei negozi Jim Henson-Muppets di Londra e Los Angeles.“ Il concetto di Andrei è ispirato alle tute dei piloti della Prima Guerra Mondiale, usando l'idea del ‘retro-futurismo.’ Alla fine ci siamo inventati qualcosa di molto interessante e divertente.”
Il set principale, la piazza di Vienna, è stato pensato da Phipps come un centro cittadino immaginario – c'è anche un teatro dell'opera con in programma L'oro del Reno di Wagner.
Durante il film la piazza della città è raffigurata in tre modi diversi: prima ha l'aspetto di una cartolina gioiosa, poi di un’invitante oasi primaverile e infine di una terra desolata postinvasione, incolore e cupa, ricoperta di manifesti di propaganda dei Topi. Spiega Phipps, “quando vediamo la piazza per la prima volta, è piena di sole, di alberi e piante in fiore, di attività umana e bellezza naturale. Dopo l'invasione dei Topi, la luce non c'è più. Tutto è ricoperto di fuliggine — a causa dei continui roghi di giocattoli nelle gigantesche fornaci — e non vi sono più colori, né gioia. È diventata il sinistro parco giochi del Re Topo.”
Il nefasto regno del Re Topo attinge all'ingegneria vittoriana, con le sue torri imponenti e macchine volanti, e vi è un esercito di Topi lacchè. Spiega Phipps, “tutto è meccanizzato, tutto è articolato e tutte le strutture sono interdipendenti.”
“La grafica computerizzata, unita ai set versatili, crea un senso di spazio profondo e drammatico” dice Nicholas Brooks, supervisore agli effetti speciali già premiato agli Oscar, “con fuochi, vapore, catene in movimento, pipistrelli giganti… c'è un'attività incessante.”
L'attività comprende scene d’inseguimento acrobatiche con motociclette ad altissima prestazione, le "Topo-moto". La società ungherese Gigabike, produttrice di motocicli e accessori di prima qualità, ne ha costruite sei versioni.
“La Gigabike è esperta in motociclette fatte su misura, e siamo fortunati ad averla qui a Budapest” afferma il supervisore degli effetti speciali Richard Van Den Bergh. “Vediamo questi bolidi guidati da John Turturro e dai nostri stuntman in tempo reale e su sfondi verdi – per simulare velocità altissime attraverso i tunnel.” Le Topo-moto sono ispirate alle ‘Neracar’ degli anni '20, la cui produzione cessò nel 1928 e di cui restano circa 80 esemplari al mondo.
L'ultima scenografia è quella della casa dei genitori di Mary per le scene natalizie, soprannominate da Konchalovsky le scene “cioccolata calda e panna montata”. Le stampe di Klimt (il pittore art nouveau austriaco Gustav Klimt, 1862-1918) sulle pareti sono solo uno degli elementi decorativi del grande salotto della casa di Mary. Kevin Phipps sottolinea come il salotto rifletta la sensibilità dell'alta borghesia. Per questo salotto, Judy Farr, l'arredatrice del set, ha usato delle riproduzioni di sedie e poltrone Hoffmann (con un nuovo design per le gambe), mobili stile impero e un pianoforte ceco originale del 1922.
“Tra l'inizio del 900 e gli anni '20 si verificò un enorme cambiamento nell’architettura e nell'arredamento degli interni e questo salotto riflette lo stile secessionista viennese, che ricorre in tutto il film” afferma Farr. “Ci siamo occupati di tutte le luci, abbiamo commissionato le riproduzioni di Klimt e speso molti soldi per i tessuti, le tende e i cuscini, per ricreare lo stile e i colori giusti. Ci siamo preoccupati di trovare pochi oggetti assolutamente perfetti, piuttosto che di riempire la stanza di oggetti solo quasi perfetti.”
Il direttore della fotografia Mike Southon racconta, “Il salotto ha delle meravigliose soffitte alte con tutte le decorazioni al di sopra del cornicione di legno che gira intorno alla stanza, quindi tendevamo a riprendere verso l'alto. Volevamo che la stanza fosse dominata dalle opere di Klimt, per raccontare qualcosa della scalata sociale dei genitori di Mary – il fatto che cercassero un nascondiglio bohémien nel loro mondo borghese.”
I COSTUMI
Durante la produzione sono state vestite diverse migliaia di comparse, fino a 350 in un solo giorno, richiedendo che i reparti costumi, capelli e trucco cominciassero la giornata lavorativa all'una del mattino. Queste scene si riferiscono soprattutto all'invasione dei Topi e a quelle dove il Re Topo e sua madre ammirano una parata trionfale, godendosi la scena dei bambini che consegnano i loro amati giocattoli alle forze militari dei Topi.
Il Re Topo e sua madre hanno ricevuto cure particolari della costumista Louise Stjearnsward. “Frances [de la Tour] l'avevamo vestita un po' sado-maso, con bustino, reggicalze e stivaloni. Poi abbiamo attenuato un po' la cosa, perché Frances ha detto: ‘dovrei avere 100 anni, quel costume è un po' esagerato, non trovate?’ Aveva ragione, naturalmente, e tutto sommato bisogna sempre inventarsi qualcosa che metta l'interprete a proprio agio e che sia autenticamente al servizio del suo personaggio.” Il gusto estetico del Re Topo è ispirato ad Andy Warhol, per volontà di Andrei, dice la Stjearnsward, ed è intenzionalmente anacronistico.
LA MUSICA
Uno dei pilastri dell’opera di Andrei è la straordinaria musica del film — quelle indimenticabili melodie di Ciajkovskij con l'aggiunta di testi. “Volevo dei testi eccezionali per la canzoni, qualcosa che ricordasse i grandi musical per famiglie del passato, come Mary Poppins e Il mago di Oz,” dice Konchalovsky. “Abbiamo contattato Tim Rice, e siamo stati felicissimi quando ha mostrato il suo interesse.” Rice e Konchalovsky si sono incontrati più volte durante le primissime fasi del progetto per lavorare insieme sulla forma complessiva e la struttura del film, leggendo insieme una prima bozza della sceneggiatura.
“Bell'incarico impegnativo quando ti chiedono di scrivere per Ciajkovskij,” scherza Rice. “Una vera sfida aggiungere qualcosa di nuovo a delle melodie talmente conosciute, ma, d'altra parte, è una novità assoluta aggiungere dei testi alla musica del grande compositore russo”.
Tim ha cominciato a impegnarsi nel progetto all'inizio del 2007, completando otto brani in sei mesi, durante i quali, collaborando a distanza, mandava i testi ad Andrei e al direttore delle musiche Terry Davies. “Cercavamo sempre una certa autenticità nelle canzoni” nota Konchalovsky. “Tim è uno degli artisti con cui è più facile lavorare, perché non si prende troppo sul serio, cosa che qualcuno del suo calibro potrebbe tranquillamente permettersi – è semplicemente un collaboratore fantastico.”
Aggiunge il produttore Paul Lowin: “Tim è in una categoria a parte. Non ci è voluto molto a convincerlo, e ha un grande amore per la musica originale di Ciajkovskij.”
“Un compito spaventoso, proprio perché la musica è così conosciuta,” ammette il direttore delle musiche Terry Davies. “Sentivamo la responsabilità di non tradire la musica di Ciajkovskij, aiutando allo stesso tempo Andrei a realizzare la sua visione. Ci sono aspetti della musica che sono presenti nel film in tutta la loro bellezza e senza modifiche. In altri punti abbiamo compiuto delle trasgressioni creative. Ma è stato fatto tutto con molta cura e grande amore, e credo che gli appassionati di Ciajkovskij apprezzeranno. Sapendo chi fosse Ciajkovskij, credo che lui sarebbe dalla nostra parte.”
Il collaboratore musicale di Andrei, Eduard Atemiev, ha dato un forte input all'approccio verso le canzoni nelle fasi iniziali, lavorando fuori Mosca, mandando le melodie e gli arrangiamenti a Davies, che univa la musica ai testi scritti da Tim Rice.
“I brani strumentali non sono stati scritti per essere cantati, quindi dovevamo considerare gli aspetti pratici della vocalizzazione” afferma Davies, “e assicurarci che le note fossero alla portata dell'estensione vocale dei cantanti, dando spazio al respiro e all'articolazione, regolando la cadenza e così via. Inoltre, dato che alcune canzoni sono eseguite durante lo svolgimento di balletti, abbiamo spesso regolato i tempi per adeguarli ai passi. Ancora una volta, è stato fatto tutto con l'intenzione di conservare l'integrità della musica.”
Tim Rice concorda: “Un testo che sulla carta sembra accettabile, potrebbe non funzionare nella pratica se non si abbina bene con il motivo o se le note lunghe non hanno dei suoni vocalici aperti. La maggior parte delle cose che ho scritto sono per motivi esistenti, quindi è un processo al quale sono abituato. Ho cercato di promuovere la storia con i testi, tentando al contempo di fonderli nelle melodie, e Terry e Andrei si sono assicurati che il tutto formasse un insieme coerente.”
Davies ha passato diversi mesi a provare le canzoni con il cast e ha elogiato tutti i cantanti, specialmente Elle: “Non aveva una formazione da vocalist, ma ha fatto un lavoro magnifico con un brano ritmicamente molto difficile”. “Il brano principale del film da lei cantato (My Secret World) conserva la melodia originale, ma con un arrangiamento diverso. È anche un pezzo difficile da sincronizzare, molto più di brani più ritmici e prevedibili. Ma lei lo interpreta stupendamente, conservandone tutta l'innocenza e la semplicità, ma con sofisticatezza.” My Secret World è adattata dal Terzo Movimento della Quinta Sinfonia di Ciajkovskij.
Nathan Lane, veterano del musical, che aveva incontrato Frances a Broadway con The History Boys di Alan Bennett, esegue con lei una coreografia in cui porta i bambini su a letto cantando “It’s All Relative”. Il brano è basato su quello che è forse il motivo più riconoscibile di tutto il balletto, “La danza della Fata Confetto” ed è stato registrato da Lane al suo arrivo a Budapest ai primi di settembre.
Dice Davies, “Nathan è un esecutore con molta esperienza e aveva le idee ben chiare su quello che voleva. Abbiamo dovuto provare pochissimo, più che altro abbiamo parlato dell'interpretazione, e lui ha subito fatto la cosa giusta. Il brano è molto divertente e ingegnoso e speriamo che piaccia al pubblico, non solo per la riconoscibilità, ma anche per i contenuti.”
Dice Rice: “Avendo lavorato con Nathan per Il Re Leone, sapevo che lui è il tipo di interprete che fa vivere una canzone. La porta ad un livello superiore.”
John Turturro interpreta “Ratification”, dal Terzo Movimento della Sesta Sinfonia di Ciajkovskij e Charlie Rowe canta “Life Begins Again”, adattata dal Primo Movimento del Concerto Per Pianoforte numero 1 di Ciajkovskij.
LE COREOGRAFIE
Benché Lo Schiaccianoci sia famoso come balletto classico, i numeri di ballo sviluppati per il film dal coreografo Stuart Hopps rappresentano una gran varietà di stili diversi, con una ragguardevole eccezione: “Il valzer dei fiocchi di neve”. Dice Hopps, “Andrei è stato categorico su quel balletto in particolare. ‘Deve essere Petipa,’ ha insistito. ‘Deve corrispondere allo spirito e al tono di Marius Petipa.’”
Konchalovsky conferma: “Voglio che gli amanti della danza possano godersi un pezzo di film che omaggia la bellezza e la grazia di un balletto russo tradizionale.”
Con la tecnica mocap (cattura del movimento), i ballerini assumono la forma di fiocchi di neve e trascinano il pubblico in un viaggio esaltante verso il cielo, attraverso un gigantesco albero di Natale e verso il paese incantato della Fata della Neve. “Il valzer dei fiocchi di neve” riflette il balletto tradizionale dello Schiaccianoci ammirato da milioni di persone in tutti questi anni.
Durante il viaggio magico attraverso l'albero, Mary è invitata a unirsi al balletto.
Varie settimane prima di girare il balletto, un esperto di sistemi particellari computerizzati della BaseBlack (Fred Claus - Un fratello sotto l'albero, Stardust, la serie di film Harry Potter) ha cominciato a lavorare con tre ballerine professioniste a Londra, applicando dei sensori riflettenti in diverse parti del loro corpo mentre ballavano. Sedici macchine da presa hanno catturato la loro esibizione, che è poi stata immessa in un computer. Tracciando i movimenti come linee rette, sono state poi create delle matrici dei corpi in movimento. Le immagini sono poi state manipolate nello spazio 3-D e rigenerate in forme diverse.
Per tutta la durata del balletto, le particelle s’incontrano, si separano, turbinano e si riuniscono ai ballerini, creando un effetto di fiocchi di neve. Nel film il balletto dura circa un minuto, ma sono stati necessari mesi di preparazione e centinaia di ore di lavoro sugli effetti speciali digitali per realizzarlo e quindi trasportare il pubblico in un altro mondo. “Il 3-D viene così defenestrato. Quello che abbiamo qui è una quarta dimensione visiva” dice Hopps.
Così come il balletto è un omaggio a Petipa, Hopps dice che, sparse per tutto il film ci sono brevissime citazioni di artisti come Judy Garland, Gene Kelly e Josephine Baker. “È tutto anacronistico, eclettico e fatto con uno spirito bonario” dice Hopps, che appare anche davanti alla macchina da presa, nei panni del valletto di Mary e del lacchè ruffiano della madre del Re Topo.
IL CASTING
La ricerca di interpreti fidati per rappresentare questa amata storia musicata da Ciajkovskij ha portato direttamente a Nathan Lane e John Turturro. Afferma Andrei Konchalovsky, “sono pochi gli attori capaci di cantare e ballare e allo stesso tempo trasmettere umorismo ed eccentricità. John e Nathan non sono solo grandi attori ma, dato che hanno sempre lavorato anche in teatro, sapevo che sarebbero stati altamente creativi e flessibili.”
“Sapevo che Andrei ha un modo di lavorare basato molto sull'improvvisazione e che sarebbe stato impegnativo” dice John Turturro, “ma come attore, sono pronto a questo tipo di sfida. La sceneggiatura mi era piaciuta tantissimo. Molti degli elementi originali e più oscuri del racconto di Hoffmann sono ben presenti nel film. L'ho trovato divertente, pauroso, e allo stesso tempo ricco di sentimento e calore.” E continua: “Le dimensioni di questo spettacolo, con tutto il trucco, i set giganteschi, i movimenti, richiedono moltissima energia, ma è favoloso poter interpretare il prodotto dell'immaginazione di qualcuno. Ho l'opportunità di cantare, ballare e fare tante cose diverse. È come fare al contempo un film e uno spettacolo teatrale.”
Il personaggio di Turturro, il Re Topo, è molto più nefasto e narcisista del Re Topo della versione originale. Un cambiamento che per Konchalovsky era fondamentale, per via dell'immagine simpatica di Topolino della Disney.
Per prepararsi al ruolo Turturro ha lavorato a New York con il rinomato esperto di movimenti animali Peter Elliot per sviluppare dei movimenti corporei che simulassero quelli di un roditore.
Nathan Lane era invece attratto dall'idea di un musical per tutta la famiglia, trovando la miscela tra musica e storia irresistibile. “Non avevo idea di cosa sarebbe stato il risultato finale, ma sapevo che sarebbe stato un mondo affascinante” dice. “È evidentemente un prodotto di razza, visto che a scrivere i testi per la musica di Ciajkovskij c'è Tim Rice. Le melodie sono familiari ma hanno questi imprevisti lirici che creano un effetto anche umoristico. È molto divertente.”
Il personaggio interpretato da Lane, lo zio Albert, strizza l'occhio a Einstein, una figura di rilievo della Vienna degli anni '20. “Ho ascoltato alcune registrazioni di discorsi di Einstein e il suo accento era così forte che non è stato possibile riprodurlo per il film, nessuno avrebbe capito una parola” dice Lane. “Quindi mi sono inventato qualcosa di più smorzato, cercando di catturare qualcosa del tono accattivante della sua voce, poi l'ho affinato con l'aiuto di un dialogue coach.” Riflettendo su cosa l'abbia attratto del progetto, Lane commenta: “È sempre divertente tentare di fare un film musicale. È da molto tempo che Andrei voleva realizzare quest'opera e io gli ho detto che potevo partecipare solo se mi sarebbe stato permesso di aggiungere un po' di humour e di spontaneità. E ho scoperto che per lui la spontaneità non era un problema. Lui prospera sul caos. Non sapevamo mai cosa aspettarci.”
Lane ha studiato la biografia del brillante scienziato, ma dice che le varie spigolature non sono state molto utili, per quanto interessanti. “Einstein amava la musica e suonava il violino. E a Natale costruiva dei bellissimi giocattoli per i suoi bambini. Naturalmente non parliamo di un episodio della sua biografia, ma ci siamo inventati una versione fantasiosa dello scienziato. Nei dialoghi ho anche aggiunto alcune sue citazioni molto divertenti.”
Lane e Turturro cantano entrambi nel film, e si sono preparati con dei maestri di canto a New York prima di incidere i brani a Budapest. Scherza Lane, “È una musica meravigliosa, l'unico problema è che non potevamo rivolgerci al buon Ciajkovskij e dirgli ‘Ehi, Pietro, mi metti un'altra nota qui, mi aggiusti un po' questo brano?’”
Anche se non doveva cantare nel film, Frances de la Tour è stata comunque molto corteggiata dai realizzatori, folgorati dalla sua interpretazione nella pièce The History Boys che le era valsa un Tony Award. “No, non mi hanno affidato un brano da solista” scherza, “forse mi avevano già sentito cantare.”
Conoscendo la capacità che ha Frances di suscitare risate con la sua fisicità e il suo tono di voce, il produttore Paul Lowin era sicuro che aveva tutte le qualità per interpretare l'intrigante madre del Re Topo, che descrive come “un'ubriacona disfunzionale, che gira in sedia a rotelle non perché disabile, ma perché troppo pigra. Non è che non può camminare, è che si rifiuta di camminare.”
“Frances è un'attrice fantastica” dice Turturro. “Le nostre scene insieme, come quella nel laboratorio, sono state uno spasso. È capace di aggiungere un tocco comico con uno sguardo, con un gesto.”
“È stata una festa” ammette la De la Tour. “Non avevo mai incontrato John e abbiamo avuto poco tempo per prepararci, quindi ci siamo immersi subito nella cosa. È formidabile. Interpretiamo entrambi degli strani ibridi — creature bizzarre tra il roditore e l'umano. Lui va in giro a "rattificare" il mondo e io lo aiuto con la stregoneria, chiedendomi quando manderà tutto in malora. Indosso una serie di parrucche e in alcune scene sembro veramente vecchissima. È tutto molto eccentrico, comico e spesso piuttosto sinistro.”
La De la Tour aggiunge, “ho trovato la sceneggiatura interessante perché sembrava spaziare tra tanti generi cinematografici diversi – film d'infanzia, musical, commedia, film drammatico, d'avventura. C'è un elemento subliminale, che è fantastico, perché si svolge tutto nella fantasia di una bambina.”
Naturalmente quella bambina è Mary. La storia si evolve attraverso i suoi occhi meravigliati. Ben consapevoli del fatto che il film si sarebbe retto sulla simpatia del pubblico per Mary, i realizzatori ce l'hanno messa tutta per trovare la giovane attrice ideale, optando per Elle Fanning come “scelta assolutamente perfetta” dice il produttore esecutivo Moritz Borman. “Mi era stata suggerita dal mio assistente, ed è stato un consiglio prezioso” ricorda. “Non trovo le parole per descrivere la bravura di Elle. È un fenomeno. Non avevo mai visto tanto talento in un corpo così piccolo.”
Konchalovsky concorda: “Era importante avere una ragazza percettiva e raffinata nelle emozioni. Elle è una ragazza con un gran talento ed è molto autentica. Siamo stati veramente fortunati ad averla con noi.”
Riflettendo sull'interpretazione di Elle e sul progetto nel suo insieme, il produttore Paul Lowin afferma: “Non posso che dire bene della ragazza. È un fenomeno. Ogni scena è stata incredibile e vedere il germe dell'idea di Andrei diventare realtà è stata un'esperienza incredibilmente appagante.”
Oltre ad aver lavorato per tutti i 79 giorni di riprese, Elle ha seguito delle lezioni con un tutore, si è preparate per cantare due brani e, in qualche modo, è riuscita a trovare il tempo di prendere lezioni di pattinaggio su ghiaccio per delle nuove scene. “È stata un'esperienza che ho amato, è stato divertentissimo” dice con entusiasmo. “Innanzi tutto, trovo incredibile aver cantato delle canzoni scritte da Tim Rice. L'ho incontrato quando ha visitato il set ed è simpaticissimo. Non riesco a togliermi le canzoni dalla testa.“
“Io ed Elle abbiamo fatto un sacco di roba divertentissima su questo set,” dice Charlie Rowe (Lo Schiaccianoci). “Dovevo arrampicarmi su delle catene, fare corse a ostacoli tra gli edifici e lanciare una torcia ai Topi. Quest'ultima credo che sia la scena più emozionante che ho girato. Volevo fare più acrobazie, ma non me l'hanno permesso.”
La madre “diva” di Mary è interpretata da Yuilya Visotskaya, che racconta il suo personaggio in questo modo: “È una cantante e un’artista. E ogni artista è in qualche modo egocentrico. Ma per molti aspetti anche lei è una bambina, per questo si identifica con la spiegazione fantastica di Mary sui Topi e la distruzione del salotto. Non esita a crederle.” Come gran parte degli attori del film, la Visotskaya ha un secondo ruolo, interpretando anche la mitica Regina delle Nevi.
“Quest'altro personaggio - ci spiega - è una metafora del desiderio di Mary di vedere sua madre come protettrice. I bambini vedono i propri genitori come degli eroi,” dice la Visotskaya, lei stessa madre di due bambini. “Quando la storia valica il confine tra realtà e immaginazione, la madre di Mary diventa un'entità sovrannaturale che può aiutare Mary contro il malvagio reame dei Topi.”
Nei panni del padre autoritario di Mary e banchiere ambizioso c'è il celebre attore inglese Richard E. Grant, che dice del suo personaggio: “È molto formale e distaccato. È una figura severa e autoritaria assolutamente distante dalla moglie e dalla figlia. Da tempo ha dimenticato che cosa significa essere bambini, perché è qualcosa di così lontano dalle esigenze del suo mondo lavorativo.”
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