Source Code di Duncan Jones

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locandina Source Code
 
Regista: Duncan Jones
Titolo originale: Source Code
Durata: 93'
Genere: Azione, Fantascienza, Thriller
Nazione: U.S.A., Francia
Rapporto:

Anno: 2011
Uscita prevista: 29 Aprile 2011 (cinema)

Attori: Jake Gyllenhaal, Michelle Monaghan, Vera Farmiga, Jeffrey Wright, Russell Peters, James A. Woods, Michael Arden, Cas Anvar, Joe Cobden
Sceneggiatura: Ben Ripley

Trama, Giudizi ed Opinioni per Source Code (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
 
Fotografia: Don Burgess
Montaggio: Paul Hirsch
Musiche: Chris Bacon
Scenografia: Barry Chusid
Costumi: Renée April

Produttore esecutivo: Jeb Brody,Fabrice Gianfermi,Hawk Koch
Produzione: E1 Entertainment, The Mark Gordon Company, Vendome Pictures
Distribuzione: 01 Distribution

La recensione di Dr. Film. di Source Code
Ottimo, ve lo consiglio decisamente.

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Colonna sonora / Soundtrack di Source Code
Potrebbe essere disponibile sotto, nei dati aggiuntivi (clic qui).

Voci / Doppiatori italiani:
Stefano Crescentini: Colter Stevens
Domitilla D'amico: Christina Warren
Claudia Catani: Colleen Goodwin
Paolo Marchese: Dott. Rutledge
Franco Mannella: Max Denoff
Davide Marzi: George Troxel
Danilo De Girolamo: Hazmi
Luca Biagini: Donald Stevens (voce)

Informazioni e curiosità su Source Code

Note dalla produzione:

LA PRODUZIONE
Con la sua trama intricata, le sue immagini visivamente originali e avvincenti, Source Code trasporta lo spettatore in una delle ultime frontiere, un mondo che per molti secoli ha affascinato scienziati e scrittori di fantascienza: quello dei viaggi nel tempo.

Mark Gordon
Il produttore Mark Gordon, che ha prodotto film come 2012 e Salvate il Soldato Ryan, fu contattato dallo sceneggiatore Ben Ripley, il quale gli parlò dell’idea di un uomo che scopre il modo di tornare indietro nel tempo per dei brevi istanti. “Ben è venuto da noi con un’idea straordinaria per un film”, racconta Gordon. “Poi, per circa sei mesi, un anno, abbiamo continuato a sviluppare la sceneggiatura assieme a lui. Ciò che speri di trovare in un collaboratore è qualcuno che abbia delle opinioni molto forti ma che allo stesso tempo sia capace di ascoltare e di considerare dei punti di vista diversi, e Ben è proprio questo tipo di persona. Ha delle opinioni molto forti delle quali è
profondamente convinto”.

Con l’evolversi della sceneggiatura, la storia ha iniziato ad attirare l’attenzione di Philippe Rousselet, Amministratore Delegato di Vendôme Pictures e produttore di Source Code. “La sceneggiatura ci piaceva moltissimo”, racconta Rousselet. “E’ raro trovare una storia unica che allo stesso tempo sia anche commerciale. E’ un thriller intelligente e sofisticato, ma è anche molto divertente. Lo spettatore viene a conoscenza dei fatti insieme ai personaggi, e questo rende il film
avvincente e ricco di suspense. Non capita tutti i giorni di leggere una sceneggiatura come questa”.
L’idea di Ripley era di creare una storia non lineare che contenesse un colpo di scena fantascientifico. “Sono affascinato dai film non tradizionali”, spiega. “Mi è venuto in mente che i primi esperimenti nel campo dei viaggi nel tempo non sarebbero stati poi così ambiziosi. Non saremmo tornati indietro di centinaia di anni, ma solo di ore o di minuti. Si può immaginare come questa tecnologia sia emersa quasi per caso in un laboratorio di ricerca, da qualche parte, e che poi sia stata utilizzata dal Dipartimento della Difesa. Ma che loro non sappiano cosa farci, perché è ancora una tecnologia sperimentale. Il fatto che il protagonista della storia abbia solo otto minuti a disposizione per completare la sua missione rende il tutto più appassionante perché c’è un limite alle informazioni che è in grado di raccogliere”.

L’intenzione dello sceneggiatore era quella di comunicare il messaggio che un giorno i viaggi nel tempo saranno possibili. “Gran parte degli scienziati che si occupano dei viaggi nel tempo amano parlare dei viaggi nel tempo nel futuro”, spiega. “Potremmo essere capaci di rallentare l’orologio quando si viaggia ad una velocità prossima a quella della luce, che ti permette di andare avanti nel tempo. Mentre tornare indietro nel passato è molto più difficoltoso e non sappiamo ancora se sia possibile o meno. Il passato è immutabile secondo la fisica. Quello che la fisica invece suggerisce è che esista un universo parallelo, una copia della realtà identica alla nostra. Il ‘Source Code’ è ciò che rende possibile accedere ad un’altra realtà per un periodo di tempo limitato di otto minuti”.


Jake Gyllenhaal
Dopo aver sviluppato la sceneggiatura assieme a Ripley, Gordon l’ha inviata all’attore Jake Gyllenhaal, che nel film interpreta il ruolo del Capitano Colter Stevens. “Jake ed io abbiamo lavorato assieme in The day after tomorrow - L'alba del giorno dopo”, racconta Gordon. “Siamo rimasti in contatto, e cercavamo un altro film da fare insieme. Lui era davvero entusiasta di questa storia e ci ha fornito una serie di preziose intuizioni. Jake ha avuto un ruolo molto importante nello sviluppo del film”.
Quasi tutta l’azione si sviluppa a bordo di un treno diretto a Chicago e pieno di pendolari che quotidianamente percorrono questa tratta. Ma per uno dei pendolari questo è tutt’altro che un giorno ordinario. Colter Stevens, pilota di elicotteri Blackhawk dell’Esercito degli Stati Uniti, si trova lì per portare a termine un incarico eccezionale. “Una mattina si ritrova su un treno senza sapere dove sia e come ci sia arrivato”, spiega Gyllenhaal. “Seduta di fronte a lui c’è una donna, Christina, che si comporta come se lo conoscesse. Lui è piuttosto disorientato. Poi, riflesso nello specchio vede la sua immagine – ma si rende conto che non è il suo viso”.

Nel giro di pochi minuti, Colter scopre di essere stato trasportato sul treno dal futuro. “Neanche i personaggi di questo film conoscono appieno la tecnologia del ‘Source Code’”, puntualizza Ripley. “Cosa accade al mondo del Source Code quando ce ne andiamo? Non lo sappiamo. Esisteva prima che vi accedessimo, oppure lo abbiamo creato noi? Non lo sappiamo”.
Gyllenhaal, che è stato anche il protagonista di Donnie Darko, un film di culto sui viaggi temporali, era molto interessato alla premessa del film oltre che alle sfide insite nell’interpretazione del suo personaggio, il quale si ritrova in una situazione estremamente difficile. “Sono molto affascinato dal concetto di tempo, perciò mi attraeva l’idea di dover scavare a fondo su questo argomento”, rivela l’attore”. “C’erano molte cose che dovevo approfondire, soprattutto in fase di pre-produzione, per riuscire a capire Colter. Il personaggio si sviluppa nel corso di quegli otto minuti che continua a vivere e a rivivere”.

Dopo aver accettato la parte, Gyllenhaal ha suggerito ai produttori di rivolgersi al regista Duncan Jones, il cui primo film, Moon, aveva profondamente colpito l’attore. “Moon era incredibile dal primo all’ultimo fotogramma”, racconta. “Mentre lo vedevo mi appariva chiara la fluidità del linguaggio cinematografico di Duncan. La sua narrazione è così agile che mi è venuta subito voglia di lavorare con lui”.


Duncan Jones
Perciò, su raccomandazione di Gyllenhaal, Gordon ha visto Moon e ha incontrato Duncan Jones. “In Moon, è stato capace di utilizzare uno spazio e un attore in maniera talmente brillante”, racconta Gordon. “Anche se gran parte del nostro film è ambientata in una o due carrozze di un treno, l’effetto non è per niente claustrofobico. Sono tantissime le cose che avvengono”.
L’abilità di Jones nel creare un mondo originale e totalmente credibile in Moon ha costituito un fattore molto importante nella sua scelta come regista di questo film, ricorda Rousselet. “Duncan ha arricchito il progetto grazie al suo originale mondo visivo. E’ un grande filmmaker ed un ottimo narratore, ed è proprio questo di cui aveva bisogno Source Code. Duncan ha una grande passione per il lato visivo, tanta quanta ne ha per gli attori e la narrazione, è un filmmaker completo in questo senso”.

Tra Source Code e il primo film diretto da Jones, esistono dei paralleli evidenti: l’esplorazione temporale, l’identità e l’umanità. “Duncan sembra essere piuttosto interessato all’alterazione della realtà”, racconta Gyllenhaal. “Allo stesso tempo, va alla ricerca di ciò che si cela nell’inconscio. Al centro di entrambi questi film, c’è una persona che inizialmente si sente totalmente smarrita e deve trovare il modo di destreggiarsi in una situazione a lui totalmente estranea. Entrambi i protagonisti delle due pellicole cercano di scoprire cosa debbano fare e la ragione per cui si trovano dove si trovano”.
Nonostante gli elogi e l’interesse rivolti nei confronti del suo primo film, inizialmente, Jones non era molto impaziente di fare un altro film di fantascienza. “Ma adoravo la sceneggiatura. Aveva una trama molto fitta e rapida. E poi, sono un grandissimo fan di Jake Gyllenhaal. Non volevo rinunciare all’opportunità di lavorare assieme a lui”.

Una volta che il regista ha accettato di prendere parte al progetto, lui e Gyllenhaal hanno iniziato a buttar giù le loro idee per il film. Entrambi avevano dei pensieri piuttosto precisi riguardo alla sceneggiatura. “Abbiamo sviluppato un rapporto estremamente collaborativo”, afferma Jones. “Abbiamo aggiunto più humour di quanto non ce ne fosse originariamente, e sono molto soddisfatto.
La storia d’amore è diventata più forte e più coinvolgente, molto più di quanto mi sia reso conto nel corso delle riprese”.
Sebbene Jones sia stato tentato dalla possibilità di approfondire i molti dati scientifici disponibili, ha invece scelto di concentrarsi sulla narrazione. “Se avessi permesso a me stesso di concentrarmi troppo su quell’aspetto, ciò avrebbe ostacolato la narrazione”, spiega. “Ho un buon background in filosofia e scienza, perciò è stato facile per me capire certe cose. Capivo quali fossero le regole e come la storia dovesse essere raccontata nel contesto di quelle regole, ma non mi sono lasciato ingabbiare da esse”.

Piuttosto, il regista si è concentrato su come riuscire a districare la narrazione, man mano che la storia si evolve nel corso di ogni singolo Source Code. “L’aspetto che mi intrigava molto era come risolvere questa sorta di rompicapo”, spiega Jones. “Prima di tutto il numero di location è molto limitato e sono tutte in interni. E come saremmo riusciti a far avvertire i cambiamenti ai personaggi, ogni volta che torniamo da loro, visto che si tratta di variazioni quasi impercettibili? La sfida è stata riuscire a trovare il modo di rendere visivamente questa evoluzione. Ad ogni modo, molte cose sono apparse più chiare con l’evolversi delle riprese.
“La bellezza della sceneggiatura sta nel fatto che c’è sempre un’esplorazione costante”, aggiunge Jones. “Colter accede ad ogni ripetizione - o ‘Source Code’ come li chiamiamo nel film - con una consapevolezza maggiore. Ogni singola volta, in ogni nuova situazione, porta con sé qualcosa di nuovo. La sfida per noi era riuscire a rendere ogni Source Code interessante e far sì che il pubblico rimanesse concentrato”.

Source Code è un ottimo esempio di una nuova ondata di narrazione fantascientifica, secondo il regista. “Il mix di humour e di elementi di fantascienza lo rende inconsueto e molto affascinante. Il pubblico non deve necessariamente trovarsi intrappolato nella logica o nella scienza che c’è dietro a tutto ciò che accade. Può semplicemente lasciarsi trasportare in questo viaggio emozionante”.
Ma a coloro che amano risolvere i rompicapi il film offre molto su cui riflettere. “Se metà del pubblico esce soddisfatta per la storia d’amore e l’azione, e l’altra metà rimane incuriosita dal finale e si diverte a capirne la logica, allora sarò molto soddisfatto”, afferma Jones. “Credo che il film contenga elementi sufficienti per creare un interesse in tutti quanti”.

Secondo Gordon, c’è un altro elemento che il pubblico potrebbe apprezzare. “La cosa speciale del film è che contiene una grande dose di azione ed è un thriller meraviglioso”, afferma il produttore.
“Contiene tutto quello che si può sperare di trovare in un film, in termini di puro intrattenimento. Ma alla fine del film, quando viene giù il sipario per così dire, mi piacerebbe che il pubblico uscisse dalla sala con la sensazione di aver assistito ad uno spettacolo emozionante, ma che rifletta anche su quanto sia preziosa la vita. Che siano otto minuti o una vita intera bisogna saper assaporare le cose.
Tutti quanti abbiamo dei giorni negativi, ma la vita è magnifica e bellissima. Potrà suonare sentimentale, ma credo che dopo aver visto il film si percepisca un maggior apprezzamento nei confronti della vita, perché al personaggio di Jake viene offerta una seconda possibilità”.


IL CASTING
Ogni piccolo gruppo di personaggi di Source Code ha un ruolo essenziale nel dramma che si sviluppa, e gli attori che li interpretano dovevano essere capaci di regalare delle performance ben modulate per i loro personaggi, i quali si trovano in circostanze insolite e spesso molto difficili.
”Sapevamo di aver assoldato il regista giusto”, afferma Gordon. “E poi è arrivata la fase del casting, che è stata una parte incredibilmente importante del processo. Come produttore, se riesci a ottenere la sceneggiatura giusta, a scegliere il regista e gli attori più adatti al film, allora hai fatto l’80% del lavoro. A quel punto non ti resta che lasciare che le persone facciano quello che sanno fare meglio”.
Jones è molto grato per il fatto di aver potuto lavorare insieme a degli attori come quelli che fanno parte del cast di Source Code. “Sono stato enormemente fortunato come regista per essere riuscito ad avere il cast che ho”, sostiene Jones. “In questo film, ho potuto contare su Jake Gyllenhaal, Michelle Monaghan, Vera Farmiga e Jeffrey Wright, che sono degli attori meravigliosi. Riuscire ad averli tutti nello stesso film è stato fantastico”.
Al centro del cast c’è Gyllenhaal, nel ruolo del Capitano Colter Stevens. “Jake ha un feeling molto speciale con questo film”, sottolinea Philippe Rousselet. “E’ stata una risorsa fantastica. E’ molto appassionato, un lavoratore instancabile, pieno di idee creative e intelligenti. Continuo a dirgli che dovrebbe dirigere un film, perché ha un grande talento, e non solo come attore. Gli piace essere creativo sul set e provare cose diverse. E’ stata una forza trainante durante tutta la realizzazione di questo film”.
Stevens è certamente un action hero, ma la complessità della storia richiedeva ben più che un fisico tonico, una mascella quadrata e lo sguardo d’acciaio. “Nel film c’è anche molto lavoro intellettuale”, spiega Gyllenhaal. “Ma una volta arrivato sul set dovevo riuscire a mettere da parte tutto ciò in modo che potessimo raccontare la storia di un uomo che si ritrova perso nel tempo. Stevens è bersagliato da una quantità di emozioni che lo colpiscono da ogni parte, il che è molto divertente per un attore”.
Il primo giorno di riprese è stato cruciale per tutti gli attori del cast, racconta Gyllenhaal, perché le cose che avremmo fatto quel giorno sarebbero state ripetute, con delle variazioni, nelle scene seguenti. “Dopo il primo Source Code - la prima volta che Stevens si ritrova sul treno - ogni scena seguente avrebbe dovuto combaciare con quella. Poi arrivavo io e, ogni volta, cambiavo lievemente lo scenario per cercare di ottenere un risultato diverso. Qualche volta dovevamo fermarci e prenderci un’ora di tempo per essere certi che tutto combaciasse”.

Michelle Monaghan
I filmmaker avevano stilato una lunga lista di requisiti per l’attrice che avrebbe interpretato Christina, la donna di cui Colter si innamora. Lei diventa il punto di riferimento di Colter ogni volta che lui torna sul treno. “Volevamo essere sicuri che nella narrazione ci fosse qualcuno col quale Jake potesse ricollegarsi sul treno”, puntualizza Gordon. “Ciò avrebbe reso la situazione più personale per lui. Perché vuole fare di più che salvare tutti quegli sconosciuti. Cercavamo qualcuno che fosse divertente, affascinante e sfrontato, qualcuno che lasciasse una forte impressione anche se non appare per molto tempo sullo schermo, perché anche lei avrebbe vissuto continuamente quegli stessi otto minuti. Michelle Monaghan è un’attrice molto gentile e vulnerabile. E questo era essenziale per il ruolo”.
Jones aveva visto la Monaghan in Kiss, Kiss, Bang, Bang e pensava fosse lei l’interprete più adatta. “Il nostro primo incontro ha avuto luogo su Skype”, racconta. “Tra di noi c’è stata subito un’ottima intesa. Ha una personalità così bella e entusiasta. Dopo quella conversazione sono rimasto estremamente affascinato di Michelle”.
Per la Monaghan, la combinazione di sceneggiatura, regista e attore principale era irresistibile.
“Mi interessava molto la sfida del dover rivivere lo stesso giorno continuamente”, afferma la Monaghan. “Il segreto era riuscire a trovare le giuste nuance. Una sfida del genere ti spinge ad essere il più creativa possibile perché in pratica devi recitare continuamente le stesse battute, ma ogni volta devi riuscire a far sì che la tua interpretazione risulti sempre fresca”.
“Duncan ha una visione straordinaria”, prosegue la Monaghan, “il che rendeva la prospettiva di lavorare con lui molto eccitante. E poi, soprattutto, avevo la possibilità di recitare con Jake, che è una persona e un attore straordinario. Probabilmente, è uno degli attori più solidali coi quali abbia mai lavorato”. Una volta sul set, l’alchimia tra i due è stata immediata, racconta Jones. “Lei e Jake sono incredibili insieme. Michelle non aveva paura di provare cose diverse, il che è meraviglioso perché anche Jake ama fare la stessa cosa ed è molto bravo da questo punto di vista. Quando lavoravano assieme, facevamo un paio di ciak seguendo la sceneggiatura alla lettera. E, successivamente, cercavamo di improvvisare. Jake le tirava addosso delle cose ”, prosegue il regista. “Ciò ha creato una sorta di effetto farfalla. Jake reagiva a seconda della minima variazione, e questo dava a Michelle l’opportunità di cambiare lievemente la sua performance per la scena successiva. I due attori si sono passati la palla a vicenda come in una sorta di gioco”.
Lo stile di Jones combina una preparazione approfondita in fase di pre-produzione e un atteggiamento rilassato sul set, dice l’attrice. “Duncan sembra non avere un ego. Se gli piace qualcosa, te lo dice, se non gli piace, ti fa fare le cose in maniera diversa. E’ molto incoraggiante sapere che puoi fidarti di lui.
“Fa degli storyboard di tutte le scene”, aggiunge la Monaghan. “Gli attori e la troupe sapevano sempre che tipo di effetti volesse ottenere. Eppure, è sempre stato molto disponibile e ci ha permesso di apportare numerose variazioni alle scene. Da questo punto di vista è una fonte di grande ispirazione”.

Vera Farmiga
Vera Farmiga è arrivata sul set di questo film fresca di una nomination agli Academy Award® del 2010, come Migliore Attrice non Protagonista per Tra le nuvole. Il suo personaggio, Colleen Goodwin, è un capitano dell’Air Force oltre che l’istruttore del ‘Source Code’ assegnato a Colter. “Lei è l’essere umano dietro alla voce di Oz, e lo guida avanti e indietro tra queste due realtà”, spiega l’attrice.
L’attrice è stata l’unica scelta da Jones per questo ruolo. “Non credo di aver pensato a nessun altra oltre a lei”, racconta. “Avevo appena visto Tra Le Nuvole quando abbiamo iniziato a discutere del casting di questo personaggio. L’avevo vista in altri film ma, improvvisamente, ho notato un lato completamente diverso in lei. Ha un talento incredibile, è estremamente gentile ed è facile comunicare con lei”.
“Una delle cose più belle del lavorare con Vera è che sul suo volto succedono talmente tante cose”, aggiunge. “E’ capace di comunicare con i movimenti e i gesti più impercettibili. Usa questa sua abilità con grande maestria in questo film. Non c’era molta flessibilità per lei perché tutte le sue scene hanno luogo in un ambiente ridotto. E il tutto era reso ancor più complicato dal fatto che il suo personaggio non si trovasse mai nella stessa stanza di Jake quando parlano. E’ complicato per un attore avere una conversazione con qualcuno che non è di fronte a lui”.
La Farmiga fa un parallelo tra questo modo di lavorare e gli appuntamenti su Internet, un’altra situazione in cui le persone cercano di stabilire una connessione personale senza che ci sia una presenza fisica. “A causa di queste due realtà separate in cui i nostri personaggi si muovono, solo raramente ci trovavamo nello stesso spazio fisico”, spiega. “Ho lavorato principalmente con la voce di Jake sebbene, alcuni giorni, lui sia stato così gentile da recitare le sue battute fuori campo. Ma in realtà il mio personaggio non interagisce con qualcuno che si trova nella sua stessa stanza”.
Il periodo di tempo, benché limitato, durante il quale ha lavorato con Gyllenhaal ha creato tra i due un legame che è perdurato anche dopo la fine delle riprese. “Lavorare con Jake è stato un piacere”, dice. “Lui è una persona molto tranquilla, ha un incredibile senso dello humour e sa stare allo scherzo. E’ una persona molto cordiale, dotata di grande humour, è sempre rilassato sul set e possiede una grande sicurezza da cui attingere. E’ molto piacevole stargli accanto”.
Come i suoi co-protagonisti, anche la Farmiga conosceva il film Moon ed era impaziente di lavorare con Jones. Ero certa che fosse una persona molto riflessiva ed un filosofo di natura, avendo visto i suoi film precedenti”, spiega l’attrice. “Credo che Duncan rappresenti una voce e uno stile unici nel panorama della cinematografia, con la sua esplorazione della psiche dei personaggi. E’ tutta una questione di sfumature. Il suo lavoro aggiunge del calore a un genere che spesso risulta tecnico e strettamente vincolato alla trama”.
L’esperienza che il pubblico avrà guardando Source Code sarà, secondo l’attrice, tanto divertente quanto stimolante. “Spero che escano dal cinema emozionati ed esaltati per ciò che hanno vissuto e spero che guardino dentro se stessi, e che valutino la loro condizione in maniera diversa. I buoni film possono aiutarci e ricordarci di guardare dentro di noi”.

Jeffrey Wright
Il sovraintendente di Goodwin è il misterioso Dott. Walter Rutledge, interpretato da Jeffrey Wright. Per la parte di Rutledge, i filmmakers volevano qualcuno in grado di destreggiarsi su quella sottile linea che passa tra un eroe e un cattivo, e che sapesse affrontare due lati di una discussione politica lasciandoti pensare di non sapere se abbia torto o ragione, e hanno trovato tutto ciò in Wright.
Questo paradosso ha generato una serie di discussioni tra l’attore e il regista su chi sia Rutledge, come racconta Jones. “E’ una brava persona? Oppure è cattiva? Abbiamo provato a interpretarlo in modi diversi per scoprire chi sia veramente. Rutledge ha una ragione molto comprensibile per cui è ciò che è. Qualsiasi cosa faccia, non importa quanto nefanda possa apparire,
c’è una giustificazione alla fine. Vuole salvare quante più vite possibili. E’ solo una questione di sfortuna per il povero Colter Stevens che sia lui a dover sostenere tutto il peso di questa situazione”.
Wright era molto attratto dall’idea di un “thriller fantascientifico come questo, con elementi fondati nella contemporaneità”. La caratteristica della sceneggiatura è che la storia è sempre emozionante ed è costantemente un paio di passi avanti rispetto allo spettatore. “Ha le caratteristiche di un grande film d’avventura/azione ad alto budget”, spiega. “Allo stesso tempo, mi ha fatto pensare alle realtà odierne in un modo tale che ha aggiunto una grande dose di emozione. Non tutti i film devono per forza contenere un messaggio, ma cerco sempre di trovare dei progetti che abbiano una qualche rilevanza, nonostante contengano anche degli elementi di evasione”.
Wright, grazie alle ricerche da lui effettuate, ha saputo collocare il personaggio di Stevens nel mondo reale degli scienziati, e grazie a questo l’attore ha appreso molto più di quanto non si sarebbe mai aspettato riguardo al lato tecnico del film. “Internet è uno strumento di ricerca incredibile per un attore”, afferma. “Avere la possibilità di collegarsi online, di leggere e di usare YouTube mi ha consentito di conoscere gli ultimi sviluppi nel campo della meccanica quantistica. Sentire la passione con la quale alcuni scienziati descrivono il loro lavoro è stata una rivelazione e mi ha aiutato a conoscere alcuni dei tratti caratteristici di questo tipo di personaggi a cui ho cercato di ispirarmi”.
Wright dice di essersi reso conto del fatto che alcune delle tecnologie descritte nel film potrebbero non essere così incredibili come sembrerebbe a prima vista. “Non sappiamo cosa stia avvenendo là fuori. E’ un viaggio emozionante che farà riflettere ed emozionare il pubblico”.
Emozionare, dice, perché al centro del film c’è un delicato omaggio a quegli uomini e a quelle donne che si trovano in una situazione di pericolo per aiutare il prossimo. “Credo ci sia un tema di fondo che parla del dovere, del sacrificio, dell’onore, che il pubblico coglierà certamente”.

Max Denoff
Nella parte finale del processo di sviluppo del film, i filmmaker hanno aggiunto un personaggio di nome Max Denoff, che rappresenta il tipico pendolare arrabbiato. Con l’evolversi del personaggio, si è trasformato in un comico di dubbia fama e con un ego smisurato. Per questo ruolo è stato scelto il comico canadese Russell Peters.
Il personaggio di Max Denoff è diventato famoso arrivando terzo nel reality show “America’s Got Talent. Come spiega Peters, è molto famoso nel circuito dei comici. “Max crede di essere la persona più famosa del mondo. L’ho creato prendendo ispirazione dai personaggi che ho incontrato nel corso dei 21 anni durante i quali ho lavorato come comico. Lui rappresenta un personaggio che offre una sensazione di ‘sollievo’ in questo film”.
Come spiega Jones, purtroppo, alcuni dei momenti più divertenti di Peters sul set non sono finiti nel final cut del film. “Dovevamo tenere sotto controllo la questione della censura”, spiega il regista. “Sono così tante le cose divertenti che ha fatto sul set, ma alcune di esse non erano adatte. Sapevo che era un grande comico, ma la cosa che mi preoccupava era la recitazione. E’ stata una piacevole sorpresa vedere quanto fosse bravo”.
Max Denoff è il ruolo più importante interpretato da Peters fino ad oggi, e il fatto di trovarsi su un set lo ha molto impressionato. “I primi due giorni mi sono sentito piuttosto intimidito”, ammette.
“Ogni volta che una stella mi passava accanto, pensavo, ‘Quello è Jake Gyllenhaal. Oh, mio dio. Quella è Michelle Monaghan.” Sono entrambi degli attori molto concentrati. Sono rimasto veramente colpito da loro, prima di tutto, perché sono dei grandi attori, e poi perché sono delle persone molto versatili”.
Nel complesso, dice, questo film è sia una storia d’amore che un action movie. “Quest’uomo che cerca di salvare le persone che si trovano sul treno”, dice Peters. “e che si innamora di questa ragazza con la quale ogni giorno percorre la stessa tratta. Lo guardo e penso, cosa farei io in una situazione del genere? Cercherei di salvare tutta quella gente?”


LA REALIZZAZIONE
Gli originalissimi effetti visivi e l’uso fantasioso di tecnologie che non esistono ancora stanno diventando un tratto caratteristico del regista Duncan Jones. E’ la sua abilità di raccontare le storie attraverso le immagini che secondo lui gli ha fatto ottenere i suoi primi lavori come regista nell’ambito dei commercial. Quella esperienza, dice, gli ha fatto apprezzare maggiormente l’estetica di ogni inquadratura.
Per Source Code, Jones ha lavorato con un team formato da grandi professionisti, che lo hanno aiutato a dar vita alle sue ambiziose immagini, tra i quali il direttore della fotografia Don Burgess, che vanta nel suo curriculum film come Forrest Gump, Spider-Man e Cast Away, solo per citare alcuni dei più famosi. “Abbiamo alle spalle esperienze totalmente diverse”, spiega Jones. “Lui ha un’enorme esperienza in campo cinematografico, mentre la mia esperienza è limitata. Ciò che ho imparato lavorando nell’ambito dei commercial è la consapevolezza che ci sono delle esigenze che vanno oltre la tua visione creativa delle cose. Ma credo che entrambi ci siamo trovati sbalorditi di fronte alle difficoltà che questo film ha presentato, soprattutto per la presenza di set che sono spazialmente limitati”.

Jones ha lavorato a stretto contatto con lo scenografo Barry Chusid al fine di creare i set del film. “Barry ed io abbiamo parlato a lungo su come ottenere il meglio dal design dei set”, dice Jones. “Avevamo bisogno di tre ambienti separati e progettati ad hoc: il treno, la capsula e il laboratorio dove si trova la base di Goodwin e Rutledge”.
Chusid è riuscito con successo a dar vita a dei mondi cinematografici che vanno dalla fattoria dell’epoca della Guerra d’Indipendenza in Il Patriota, al futuro apocalittico di 2012, fino ad arrivare al mondo dei vampiri di Blade. Egli rivela di aver affrontato tutte le sue creazioni, per quanto esotiche e insolite, da un punto di vista pratico.
In questo caso, è partito da un fatto molto semplice: trovare un treno. “Ma che tipo di treno?” chiede. “Un treno moderno? Un treno antico? I treni europei appaiono troppo moderni ma alcuni dei treni più vecchi che vengono usati in America sono troppo vecchi. Non volevamo che sembrasse come se il protagonista stesse viaggiando nel futuro o nel passato”.

La prima decisione che hanno dovuto prendere è stata se usare un treno esistente, oppure costruirne uno da zero. E alla fine i filmmaker hanno deciso di contenere l’ambiente in un teatro di posa per mantenere una certa continuità rispetto a ciò che i passeggeri e il pubblico avrebbero visto fuori dai finestrini del treno.
L’ispirazione per il treno è venuta da un’intuizione molto realistica. “Ci è venuta in mente l’idea che i treni Metro di Chicago avessero ottenuto delle sovvenzioni dal fondo TARP”[1], spiega Chusid. “Se avessero ricevuto una certa cifra per vagone cosa ne avrebbero fatto? E’ stato da lì che siamo partiti. In questo modo avremmo reso onore ai treni di Chicago, ma sarebbe stata la nostra versione della storia”.

Il vagone del treno è stato costruito per essere poi smontato con semplicità, per favorire il posizionamento della macchina da presa e per permettere dei movimenti praticamente illimitati. “E’ come un Lego”, spiega Chusid. “Si smonta in un milione di pezzi in modo che si possano fare delle riprese da ogni angolazione. Tutte le altezze, le profondità e le proporzioni sono state studiate per rendere il treno adatto ai nostri scopi”.
Il vagone è diventato uno dei set principali del film, ed è stato usato per riprendere parti diverse del treno”. “Era meraviglioso”, afferma Jones. “Era una specie di mostro. Era essenziale costruire qualcosa di così versatile. Il set ci ha imposto il suo stile e noi lo abbiamo sfruttato, alla fine è stato un ambiente organico e naturale in cui lavorare”.

Il treno è stato costruito su un grande giunto cardanico, uno strumento che permetteva ai filmmaker di ricreare il movimento di un treno sui binari. Ogni volta che il treno si muoveva, gli esterni dovevano combaciare alla perfezione rispetto all’angolazione dalla quale la scena veniva ripresa.
“Tutto ciò che vedete fuori dai finestrini è girato su green screen”, puntualizza Jones. “Il nostro supervisore degli effetti visivi Louie Morin è andato a Chicago ed ha girato tutte le riprese per i green screen. Dovevamo poter riempire i green screen con immagini da qualsiasi angolazione la nostra macchina da presa riprendesse la scena. Abbiamo lavorato molto duramente prima delle riprese sul treno per assicurarci che quello che il regista riprendeva fuori dai finestrini combaciasse con l’ambiente del treno”.

Il set del laboratorio dove Goodwin e Rutledge hanno la loro base è un ottimo esempio del modo in cui Jones e il suo team hanno usato le immagini per raccontare la storia. “Tutto quello che si trova nel set del laboratorio è stato progettato per sostenere la narrazione”, afferma Chusid. “Ci siamo confrontati a lungo su come raccontare visivamente la storia del ‘source code program’ all’interno di questo ambiente. Ci sono indizi ovunque voi guardiate. Goodwin trascorre tutto il tempo seduta nello stesso posto. Se fosse possibile esplorare a 360 gradi tutta la stanza dal punto di vista di Goodwin, si vedrebbe la storia di ciò che è accaduto a Colter. Nel corso del film, lo riveliamo poco a poco, man mano che i pezzi del puzzle vengono messi assieme”.

La capsula che permette a Colter di attraversare il tempo e lo spazio ha lasciato la maggiore libertà creativa ai filmmakers. “Nella sceneggiatura essa non viene descritta molto dettagliatamente, perciò abbiamo avuto una certa libertà”, racconta Jones. “Si tratta di un ambiente strano e probabilmente è quello per il quale abbiamo avuto maggiori opportunità di interpretazione artistica.
“Una delle mie paure mentre leggevo la sceneggiatura era come riuscire a tenere alto l’interesse del pubblico” rivela. “Non si può avere un tizio chiuso in una scatola per tutto il tempo.
Abbiamo pensato a una sorta di cabina di pilotaggio di un elicottero. Essa si trasforma lievemente nel corso del film per riflettere i diversi stati d’animo di Colter”.

Alla fine, tutte le decisioni prese da Duncan e Chusid per il film si sono basate sulla realtà fisica ed emotiva della storia di Source Code. “Duncan ed io non abbiamo trascorso molto tempo a parlare della parte fantascientifica del film”, spiega Chusid. “Siamo entrambe delle persone pragmatiche, perciò ci siamo concentrati sulle questioni pratiche”.
E facendo così, secondo Jones, sono stati capaci di mantenere le invenzioni tecnologiche nel reame del possibile, permettendo alla storia umana di rimanere al centro del film. “Questo film parla principalmente dei rapporti e del modo in cui le persone formano un legame. Era su questo che volevo concentrarmi. E fin tanto che scorre, fin quando c’è una continuità e una logica, è questo che rimarrà nel cuore del pubblico. In sostanza, il film racconta la storia di Colter e Christina, e di Colter e Goodwin. Tutto il resto è importante in relazione a questo”.


[1] Il Troubled Asset Relief Program,o TARP, è un programma del governo degli Stati Uniti per rafforzare il settore finanziario che è stato firmato dal Presidente George W. Bush a ottobre del 2008. Fa parte delle misure prese dal governo per affrontare la crisi dei subprime sui mutui.
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Film in ordine alfabetico: 9.99…20 D 20 F…50 V 500 …UNA - ...A…A PR A PR…ACQU ACRI…AH S AI C…ALIL ALL …AMAZ AMAZ…AMOR AMOR…ANIJ ANIM…APPU APPU…ASPR ASSA…AVVI AWAK…L'AM L'AM…LE A LE A…UN A UN A…UN'A - A BE…BALL BALT…BE K BE L…BENV BENV…BING BIOS…BLOO BLOO…BOX BOXI…BULW BUMA…LA B LA B…THE THE …UNA - ...C…CAPT CAPT…CAVA CAVA…CHE CHE …CICO CIDA…CODI CODI…COMM COMM…COSA COSA…CUCC CUOR…IL C IL C…LA C LA C…PORC THE …UNA - ...E…DEAD DEAD…DEST DEST…DIRT DIRT…DORI DORM…DUE DUE …LA D LA D…UNA UNA …UNA - ...E…EFFE EFFE…EMPI EMPL…EVAN EVAN…L'ES L'ES…UN'E - A FA…FAUS FAUS…FINO FINO…FRA FRAG…FROZ FRUI…I FR I FR…LA F LA F…UNA - A GL…GET GET …GIOV GIOV…GOMO GOMO…GRIN GRIZ…IL G IL G…LE G LE G…UNA - A HI…HARR HARR…HESH HESH…HONE HONE…HUNG HUNG…UN H - GLI …IMMO IMMO…INCO INCR…INTE INTE…IQBA IRAQ…L'IN L'IN…UN'I - I JO…JESU JET …JOYF JU T…THE - K.36…KING KING…THE - A LE…LAND LAND…LEGE LEGI…LIBE LIBE…LONT LONT…LULU LUMI…UNA - A MA…IL M IL M…LA M LA M…MAES MAGA…MANS MANS…MATE MATE…MENO MENO…MILO MIMZ…MO'J MOLI…MO'T MOTO…MY G MY I…UN M UN M…UNA - I NO…NARU NARU…NEMM NEMM…NO ( NO -…NON NON …THE THE …UNA - GLI …OCTA OCTO…ONDE ONDE…ORO ORO …UN'O - O - …IL P IL P…LA P LA P…PANE PANE…PASS PASS…PEPP PEPP…PICC PICC…PLAT PLAY…PRAI PRAN…PROF PROF…THE THE …UNE - A QU…QUEE QUEE…THE - I RA…LA R LA R…RAIN RAIS…REMB REMB…RIDE RIDI…ROBO ROCC…THE THE …UNA - O - …IL S IL S…LA S LA S…SALE SALI…SCAR SCAR…SECO SECO…SETT SEVE…SHOR SHOR…SKOO SKY …SOLO SOLO…SPAC SPAC…STAR STAR…STRE STRE…SUR SUR …THE THE …UNO - I TE…TADP TAFA…TEMP TEN …THE THE …TI V TI V…TORO TORQ…TRE TRE …TURI TURI…TWO TWO …UNA - GLI …L'UO L'UO…UNDE UNDE…UZAK - A VE…LA V LA V…VAJO VALD…VERO VERO…VIRG VIRT…VUOT - I WA…WARC WARC…WILD WILD…WWW - X - Y - Z
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