L'uomo nell'ombra di Roman Polanski

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locandina L'uomo nell'ombra
 
Regista: Roman Polanski
Titolo originale: The Ghost Writer
Durata: 131'
Genere: Drammatico, Thriller
Nazione: U.S.A.
Lingua originale: inglese
Rapporto: 2.35 : 1

Anno: Francia, Germania, Regno Unito
Uscita prevista: 09 Aprile 2010 (cinema)

Attori: Ewan McGregor, Pierce Brosnan, Kim Cattrall, Olivia Williams, Timothy Hutton, Eli Wallach, Tom Wilkinson, James Belushi, Jon Bernthal, Robert Pugh, Daphne Alexander
Soggetto: Robert Harris
Sceneggiatura: Robert Harris, Roman Polanski

Trama, Giudizi ed Opinioni per L'uomo nell'ombra (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
 
Fotografia: Pawel Edelman
Montaggio: Hervé de Luze
Musiche: Alexandre Desplat
Scenografia: Albrecht Konrad

Produttore: Roman Polanski, Robert Benmussa, Alain Sarde
Produttore esecutivo: Henning Molfenter
Produzione: RP Films, France 2 Cinéma, Elfte Babelsberg Film
Distribuzione: 01 Distribution

La recensione di Dr. Film. di L'uomo nell'ombra
Non male; decoroso thriller e una testimonianza dei tempi in cui viviamo.

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Colonna sonora / Soundtrack di L'uomo nell'ombra
Potrebbe essere disponibile sotto, nei dati aggiuntivi (clic qui).

Voci / Doppiatori italiani:
Massimiliano Manfredi: Il Ghost Writer
Luca Ward: Adam Lang
Emanuela Rossi: Ruth Lang
Franca D'Amato: Amelia Bly
Loris Loddi: Sidney Kroll
Francesco Pannofino: John Maddox
Sergio Fiorentini: Vecchio viticoltore

Personaggi:
Ewan McGregor: Il Ghost Writer
Pierce Brosnan: Adam Lang
Olivia Williams: Ruth Lang
Kim Cattrall: Amelia Bly
Timothy Hutton: Sidney Kroll
Tom Wilkinson: Paul Emmett
James Belushi: John Maddox
Eli Wallach: Vecchio viticoltore

Informazioni e curiosità su L'uomo nell'ombra

Adattamento cinematografico del romanzo Il ghostwriter di Robert Harris, che ha scritto la sceneggiatura assieme a Polanski.
Il film ha vinto l'Orso d'argento per la regia (a Roman Polanski) al 60° Festival di Berlino.

Note dalla produzione:
INTRODUZIONE
Era da più di vent’anni che Roman Polanski non tornava al thriller ambientato ai giorni nostri. L'uomo nell'ombra racconta la storia dell'ex Primo Ministro britannico Adam Lang (Pierce Brosnan), che si ritrova su un'isola della costa orientale degli Stati Uniti in inverno a scrivere le sue memorie. Quando il suo storico assistente muore affogato, viene mandato un ghostwriter professionista (Ewan McGregor) per aiutarlo a terminare il libro. L'anonimo ghostwriter è immediatamente coinvolto in un intrigo politico e sessuale che comprende la moglie di Lang, Ruth (Olivia Williams) e la sua assistente Amelia Bly (interpretata da Kim Cattrall). Su Lang, pende la minaccia di crimini di guerra e un misterioso
segreto del suo passato, che rischia di mettere in pericolo le relazioni internazionali. Nel cast, ci sono anche Eli Wallach, Jim Belushi, Timothy Hutton, Robert Pugh e il vincitore del Golden Globe Tom Wilkinson.

L'uomo nell'ombra è basato sul romanzo Il ghostwriter (Mondadori), scritto dall'autore di bestseller Robert Harris, che ha vinto l'International Thriller Writers’ Award per il miglior romanzo del 2008. Harris ha lavorato con Polanski per adattare il libro e portarlo sul grande schermo. Le riprese sono durate tre mesi in Germania e allo Studio Babelsberg di Berlino. L'uomo nell'ombra è una coproduzione franco-tedesca-inglese tra RP Films (Francia) 11, Babelsberg Film (Germania) e Runteam III (Regno Unito).

STORIA DI PRODUZIONE
L'uomo nell'ombra è un thriller del romanziere e giornalista britannico Robert Harris. All'inizio del 2007, mentre lavorava con Roman Polanski a un adattamento del suo romanzo Pompei, Harris, un ex cronista politico, ha iniziato a scrivere il romanzo. Harris stava lavorando a entrambi i progetti contemporaneamente e per questa ragione ritiene che il romanzo sia stato influenzato da Polanski.
Quando, per diversi motivi, il film di Pompei non è andato avanti, Harris ha inviato a Polanski una copia del suo romanzo prima della pubblicazione. Polanski allora ha subito detto "facciamo questo, è come Chandler". Harris spiega che "lui stava cercando di realizzare un thriller e in origine era interessato al mio primo romanzo, Fatherland, ma poi ha scoperto che era già stato girato. Così, per una curiosa combinazione del destino, in cui lui crede fermamente, ha finito per fare qualcosa di assolutamente diverso. Per questo, abbiamo passato dei mesi molto piacevoli a lavorare su questa
sceneggiatura".

Harris ha trovato in Polanski un collaboratore perfetto. "È rispettoso del materiale di partenza e dice sempre che 'il romanzo è la sceneggiatura'. Così, dal punto di vista di uno sceneggiatore, è il regista ideale. Dopo che io avevo scritto lo script basandomi sulle scene e la struttura del libro, ci siamo liberati senza pietà di tante cose, eliminando, perfezionando e migliorando. Uno degli effetti curiosi del lavoro con lui è avere la sensazione di scrivere nuovamente il romanzo, ma questa volta in maniera corretta. Ci sono delle cose nella sceneggiatura di L'uomo nell'ombra che sono migliori che nel romanzo. Lo abbiamo reso più acuto. Per esempio, penso che il film sia rafforzato notevolmente dal fatto di rimanere in questo ambiente di alberi e zona costiera, con dei porti in rovina e le spiagge. Così, funziona molto meglio".

Harris ha scoperto che lui e Polanski condividono un approccio simile alla narrazione, fatto che ha reso anche più piacevole la loro collaborazione. "Proprio come io non sono interessato a scrivere una prosa scintillante fine a se stessa, non penso che lui sia portato verso un'inquadratura particolare o un momento drammatico di cinema fatto per esibizionismo. È sempre una questione di storia, personaggi e logica. È stato magnifico lavorare alla sceneggiatura".

Questo romanzo avvincente diventato sceneggiatura è stato influenzato dal maestro della suspense.
"Ammiro moltissimo i thriller di Alfred Hitchcock", rivela Harris. "Il modo in cui una persona qualunque si ritrova coinvolta in un mondo altro. Anche se ogni passo che fa ha una sua logica, tuttavia la storia diventa sempre più folle. Amo quel genere e Hitchcock ne era il maestro. Sicuramente, ho cercato di inserire un elemento simile in L'uomo nell'ombra. È un tipo ordinario e senza nome, che svolge un lavoro che lo porta in un mondo straordinario. E noi andiamo in quel mondo con lui. Quello che mi affascina del genere thriller (e penso che Roman condivida) è la sua energia e carica narrativa".

Quando è stato pubblicato il libro, molti commentatori hanno interpretato il romanzo come una velata critica al suo ex amico e Primo Ministro Tony Blair. Harris spiega la genesi dell'idea. "L'uomo nell'ombra è un'idea che ho avuto tanti anni fa, probabilmente una quindicina, molto prima che Tony Blair diventasse Primo Ministro. Ero interessato alla figura di un leader mondiale e a qualcuno che deve scrivere le sue memorie. Fin dall'inizio, ho pensato a un coinvolgimento tra il ghostwriter e la moglie dell'ex leader. Li vedevo mentre vivevano in qualche luogo isolato, ma non sono riuscito a renderlo.

Non ho mai capito chi fosse questo leader mondiale o dove vivesse. Anno dopo anno, pensavo a questa idea, per poi metterla da parte. Così, è passato più di un decennio. Finalmente, nel 2006, ho sentito un'intervista alla radio, con una persona che voleva che Tony Blair venisse processato per crimini di guerra, aggiungendo che l'unico modo per evitare tutto questo sarebbe stato quello di andare a vivere in esilio in America, perché da lì non avrebbe potuto essere estradato. E io sono rimasto inchiodato alla poltrona, perché ho pensato subito che avrebbe potuto essere il personaggio
principale, basato su qualcuno che si trova in questa posizione. Subito dopo, ho anche pensato alla location: in esilio negli Stati Uniti, come Solženicyn negli anni Settanta. A quel punto, tutto mi è sembrato chiaro".

Sebbene ci siano delle ovvie somiglianze tra Tony e Cherie Blair e i personaggi dei Lang nella pellicola, Harris mette in evidenza l'universalità di queste tematiche. "Parlare del potere è la cosa che mi interessa maggiormente e in tutti i miei romanzi, in qualche modo, esamino questo aspetto. Sono molto interessato al fenomeno dei leader che perdono il potere, che si tratti di Richard Nixon o di Margaret Thatcher. Come fanno per ritrovare un equilibrio? Cosa porta una persona in vetta e cosa significa poi perdere quel potere? Quando ho iniziato a scrivere, l'immagine di Tony Blair è volata fuori dalla finestra e ho creato (almeno spero) questa figura politica universale".

Come giornalista politico che per un periodo è stato vicino a Tony Blair, prima e dopo che diventasse Primo Ministro, Harris si trovava in una posizione privilegiata, al centro del palcoscenico della politica britannica. "Ho avuto tante informazioni riservate e ho avuto accesso a materiale che nessun giornalista all'epoca poteva avere, figuriamoci un romanziere. Sono riuscito a ottenere delle informazioni sul modo in cui la gente reagisce sotto pressione, come si vive all'interno di una bolla di sicurezza, il rapporto con il potere, l'eccitazione e l'adrenalina. E questo mi ha dato la tranquillità di poter immaginare come qualcuno si comporterebbe in questa situazione".

Come rivela il produttore Robert Benmussa, che ha lavorato con il regista fin dal 1992 per Luna di fiele, "in tutti i film di Polanski, ci sono molti strati e uno dei temi ricorrenti nelle sue pellicole è la lotta per portare alla luce una verità nascosta, per mostrare la realtà dietro alle apparenze, senza dimenticare l'ironia".
L'uomo nell'ombra è ambientato principalmente in America, in una cittadina marittima fuori stagione, in un'isola che si trova sulla costa orientale degli Stati Uniti. L'ambientazione e il clima sono stati scelti per delle ragioni precise. "Mi piace sempre mettere il tempo nei miei libri", rivela Harris. "Penso che questo sia dovuto al fatto di essere inglese, e come tale notoriamente ossessionato dal tempo. E per me era molto importante fornire la sensazione di un esilio in una cittadina costiera in inverno, in un luogo abbandonato da tutti".

In effetti, uno dei temi fondamentali del libro è l'isolamento. "Il Primo ministro vive in un ambiente isolato", spiega Harris. "Lui si trova in un'isola, separato dal mondo, e in particolare da tutto l’apparato di sicurezza che normalmente lo accompagna. Penso che sia un aspetto che non riceve la dovuta attenzione. All'apice della Seconda Guerra mondiale, Winston Churchill camminava dal 10 di Downing St. al Parlamento con un solo poliziotto dietro di lui. E Churchill salutava con il cappello i passanti, tutto Crediti non contrattuali questo durante la maggiore guerra della storia, in cui 40.000 civili britannici sono stati uccisi dalle bombe! Come ex Primo Ministro, credo che Blair abbia 24 guardie del corpo a tempo pieno. Non può assolutamente guidare una macchina e andare su un volo di linea normale, se non molto raramente.

Di sicuro, non passa per un corridoio pubblico e non deve affrontare tutti i consueti controlli di sicurezza negli aeroporti. Sono assolutamente affascinato dal modo in cui i nostri leader sono diventati una classe separata dal resto di noi, perché questo non è mai avvenuto in passato. Anche nel Medioevo, un re era solito portare gli uomini in battaglia. Ora invece i nostri leader vivono dietro a dei vetri antiproiettile. Questo condiziona il modo in cui si comportano e distorce i rapporti. Inevitabilmente, loro vivono in un mondo irreale, in cui dipendono molto dai membri della sicurezza e dagli aiutanti, che diventano il loro unico legame con il mondo reale".

Ovviamente, la verità al centro di L'uomo nell'ombra viene alla luce in un modo che ricorda le pellicole più inquietanti di Polanski, che come Tess, Luna di fiele, La nona porta, Il pianista, Oliver Twist sono tratti da un romanzo. In Rosemary's Baby, l'identità del vicino malvagio viene alla luce grazie a un anagramma presente in un libro. Qui, la rivelazione comprende un indovinello inserito in un manoscritto. Sebbene possa apparire una soluzione semplice, l'idea trae origine dalla realtà. "Due miei amici sono stati ghostwriter di libri. Uno mi ha suggerito di descrivere come funziona questo settore, l'altro mi ha detto che spesso gli capitava di inserire qualcosa di nascosto nel testo, così come facevano quelli che lavoravano a una cattedrale magnifica nel Medioevo e che non riuscivano a resistere alla tentazione di inserire le loro iniziali in un messaggio nascosto tra i doccioni".

"L'idea di nascondere un segreto tramite un codice all'interno del testo di un libro mi intrigava", prosegue Harris. "Il manoscritto è assolutamente fondamentale nel libro e nel film, così la sua importanza cresce sempre di più, fino a che non diventa un personaggio a sé stante. È evidente e visibile a tutti, ma bisogna lavorarci, mentre non può essere portato fuori dall'edificio. Poi, lo scrittore lo scopre e finalmente trova la risposta di tutto il mistero. Ed è l'ultima cosa che vediamo prima dei titoli di coda".

"Roman ha suggerito di raccontare buona parte della storia, come ha fatto Wilder, utilizzando spesso la voce fuori campo", spiega Harris. "Ma il problema in questo caso, come abbiamo scoperto, è che la storia procedeva benissimo utilizzando semplicemente l'azione e i dialoghi, mente la voce fuori campo non aggiungeva nulla. In effetti, ci rallentava. Così, nella seconda versione della sceneggiatura abbiamo eliminato questo aspetto. Tuttavia, non volevamo perdere il tono oscuro della storia, che dipende dal fatto che il pubblico capirà solo alla fine chi è veramente il ghostwriter. È un problema che non avevamo ancora risolto all'inizio delle riprese, tanto che probabilmente ci siamo interrogati più su quello che su qualsiasi altra cosa. E poi Roman ha trovato un finale straordinario, che penso potrà diventare uno degli aspetti più memorabili della pellicola, ma che è quasi sussurrato. Proprio come Chinatown aveva bisogno di una fine oscura".
Ewan McGregor spiega come ha scoperto il finale. "Roman tratta il mio personaggio con un atto finale di grande coraggio. Non era presente nella sceneggiatura e in effetti Roman me ne ha parlato durante uno dei primi giorni di prove. Lui l'ha tirato fuori casualmente e mi ha detto di aver avuto un'idea. Un'inquadratura e termina la pellicola. È brillante, veramente brillante!".

Con la sceneggiatura ultimata, i realizzatori hanno rivolto la loro attenzione alla scelta del cast. La sfida maggiore era il personaggio del narratore, che rimane senza nome.
"Sono rimasto influenzato dal celebre romanzo Rebecca di Daphne Du Maurier, in cui non conosciamo mai il nome del narratore e l'idea di un ghostwriter si adatta perfettamente", spiega Harris parlando dell'ispirazione dietro al concetto centrale del romanzo. "Lui porta lo spettatore dentro un mondo e ce lo descrive. È un tipo decisamente ordinario, che svolge un lavoro che lo porta a incontrare persone straordinarie".

Il punto di vista narrativo è fondamentale in buona parte delle opere di Polanski. Come chiarisce il produttore Robert Benmussa, "ci sono sempre molti strati nel lavoro di Polanski, ma anche delle costanti. Tutti i suoi film hanno il punto di vista di un personaggio. Qui, stiamo con il ghostwriter dal primo fotogramma all'ultimo, tutto viene visto dal suo punto di vista e lo spettatore cammina con lui. È una caratteristica delle pellicole di Polanski".
Ewan McGregor è stato scelto come protagonista di L'uomo nell'ombra. Senza una descrizione del personaggio o dei dettagli del suo passato nella sceneggiatura, era compito dell'attore, con l'aiuto del suo regista e sceneggiatore, trovare un modo di entrare nel personaggio, di scoprire le sue caratteristiche e i suoi tic, sviluppando il suo modo di fare e le sue abitudini.

"Ewan è stato molto coraggioso ad accettare questo ruolo", rivela Harris. "Lui ha dovuto rimpolparlo completamente. In breve tempo, Ewan è stato il nome che ci è venuto in mente, una persona che può apparire comune, ma anche affascinante in maniera credibile. E doveva suscitare simpatia".
Il produttore Timothy Burrill sostiene che "Ewan aggiunge una certa piacevolezza al ruolo e consente di provare simpatia per il personaggio, in buona parte grazie al modo in cui Ewan lo interpreta. Ha il fascino e il senso dell'umorismo adatto per fornire leggerezza al film, un aspetto veramente importante".

Ewan McGregor era eccitato di poter lavorare con Polanski. "Mi aspettavo di essere messo alla prova da Roman e volevo assolutamente che succedesse questo. Lui fornisce agli attori delle note molto interessanti sulle loro interpretazioni, dei commenti che rendono vive le cose, è magnifico. Lui inserisce tanti dettagli nell'interpretazione, quello che vedi, come ti muovi, come appare il set e quello che avviene intorno a te. Ritengo che siano i dettagli a rendere tutto molto reale. Per prepararmi a questo lavoro, ho osservato molti dei suoi film, che mi hanno colpito ed eccitato".

Anche l'elemento politico della sceneggiatura attirava McGregor, così come la necessità di valutare attentamente i nostri leader. "I politici prendono delle decisioni fondamentali sulla vita o la morte per conto nostro, per poi ritirarsi e finire in un mondo fatto di conferenze ben pagate, mentre non vengono considerati responsabili delle decisioni che hanno preso o delle bugie che hanno raccontato, facendola franca. Questo mi rende furioso e il film è veramente molto attuale".
Quando si è trattato di scegliere Adam Lang, Polanski ha cercato di evitare ogni confronto con i Primi Ministri britannici del passato. "Roman desiderava che gli aspetti fisici dei personaggi fossero diversi da quello che immaginavamo", sostiene il produttore Robert Benmussa. "Questo era molto importante, l'idea è di avere dei personaggi con il loro carisma, così quando si vede il film c'è una sorta di legame subliminale con degli eventi che sono avvenuti".

Si trattava di una sfida, perché quando il romanzo è stato pubblicato, i critici britannici ed esteri lo hanno immediatamente interpretato come un attacco (neanche troppo velato) a Tony Blair. Polanski sapeva chi voleva per il ruolo: Pierce Brosnan. Il regista non aveva in mente nessun altro nome.
Robert Harris era eccitato per la scelta di Polanski. "Lang è un misto di tutti i politici di cui ho letto e a cui sono interessato", rivela lo sceneggiatore. "Ha fascino e si capisce bene perché è stato eletto. E Pierce ha un fascino e un'autostima notevoli. Lang non è Blair, ma ha alcuni dei suoi vezzi interpretativi. Io volevo anche suggerire come le carriere politiche sono delle tragedie, perché durano pochi anni e poi la tua vita non è più la stessa".

Pierce Brosnan ha letto il romanzo e l'ha trovato avvincente, mentre intanto rimaneva attirato dalle complessità della storia e dei personaggi. "È un thriller politico, ma non del tutto. C'è un sapore shakespeariano, è una tragedia giacobina. Un uomo è intrappolato nelle vicende della sua vita e della sua personalità con una donna che non conosce veramente. Io ero indeciso se amare Adam Lang o pensare che fosse un cretino totale, fino a credere che fosse sincero e volesse il meglio per la sua nazione. Ci sono molte cose nascoste in questi personaggi. In realtà, è un nido di vipere che si ritrova in questa casa gelida. La sceneggiatura è ottima".

Brosnan non si è mai immaginato nel ruolo dell'ex Primo Ministro. "Non mi sono mai visto nel ruolo di un Primo Ministro britannico, anche se ex, ma mi sto divertendo molto a interpretarlo ed è un piacere osservare Roman. È veramente affascinante ed è particolare vedere un regista con il suo obiettivo che prepara l'inquadratura, è magnifico. L'obiettivo che utilizza probabilmente risale ai tempi de Il coltello nell'acqua. Io sono stato un fan del suo lavoro da anni, è un narratore cinematografico fantastico".
Il ruolo di Amelia Bly era il secondo personaggio da assegnare. Ancora una volta, Polanski aveva soltanto un nome in testa per la protettiva assistente di Adam Lang, la cui lealtà verso il capo va ben oltre i suoi compiti professionali: Kim Cattrall.

"In un ufficio politico c'è sempre una figura potente", rivela Harris. "E spesso con i Presidenti e con i Primi ministri si tratta di una donna. È una supersegretaria o un'assistente personale che diventa, come nel nostro caso, una “moglie” professionista. Mi interessava molto questo aspetto perché dà origine a una grande tensione e a diverse possibilità. Inevitabilmente, c'è un rapporto stimolante tra il capo e questa professionista, che gli dice quanto è meraviglioso e si assicura che la sua cravatta sia a posto. Un altro aspetto interessante è la tensione tra la moglie professionista e la moglie reale. Il fatto che sia attraente e straordinaria giustifica che il ghostwriter sia attratto da lei. Così, abbiamo un magnifico scenario pieno di tensioni e possibilità tra queste quattro persone. All'inizio, rimane sottotraccia, ma poi si sviluppa. È stato soltanto mentre scrivevo il libro che ho incominciato a immaginare Lang e Amelia impegnati in una relazione. Mi sembrava inevitabile: mentre Lang perde potere, cerca un'altra consolazione. Amelia per me è un personaggio molto interessante. Spesso, c'è qualcosa di molto triste in queste mogli professioniste. Non hanno una vita privata o il loro matrimonio è meno interessante del rapporto professionale che hanno con il loro capo. È un altro segno del modo in cui il potere distorce i rapporti e le vite umane. Questa figura trae vantaggio dal potere, ma ne è anche vittima".
"Direi che ci sono due mogli nella vita di Adam Lang, Ruth e Amelia", rivela la Cattrall. "È una donna che ha fatto carriera aiutando i politici ed è sempre pronta ad anticipare i suoi bisogni. È intelligente, capace e veramente indispensabile. Il suo supporto verso Adam Lang è incondizionato e penso che lei ritenga di fare la cosa giusta".

La Cattrall ritiene che Polanski sia un regista in grado di suscitare una forte ispirazione. "Ho visto tutti i suoi film ed è un realizzatore affascinante. È un regista magnifico, perché crea una forte suspense. Lo segui e non puoi smettere di guardarlo. Devi saperne di più. Talvolta l'ho sentito dire, anche durante un movimento di macchina: “Non essere così letterale, c'è bisogno di suspense, lascia da parte qualcosa”. È questo che adoro nel suo lavoro, è veramente eccitante da osservare, perché non sai mai dove si arriverà. Lui ti conduce lentamente ma deliberatamente in una trappola e tu, come i personaggi della pellicola, provi lo stesso effetto di climax. È assolutamente eccitante da vedere".

La Cattrall prosegue dicendo: "Roman conosce il suo lavoro meglio di chiunque altro, ma conosce anche il tuo lavoro meglio di ogni altro. Lui sa cosa succede dietro e davanti la cinepresa, sa esattamente quello di cui ha bisogno e il modo di ottenerlo. È veramente una sfida per un attore. Lui può arrivare, sistemare un microfono o un tavolo, magari dicendoti qualcosa del tuo accento o del tuo make-up. Di qualsiasi cosa si tratti, ha una visione completa. Per me è eccitante seguirlo".
Con tre dei ruoli principali scelti, c'era da scegliere l’attrice che interpretasse Ruth Lang, la moglie dell'ex Primo Ministro, compito che si è rivelato veramente complesso. Dopo aver valutato diverse attrici che erano nell'età giusta per la parte, Polanski ha optato per Olivia Williams.

"Ritengo che Ruth sia il personaggio più interessante del film", sostiene Harris. "È quello più intelligente, la persona che fa funzionare tutto. È anche la più divertente e la più acuta. Volevo rappresentare una coppia potente, in cui l’elemento dotato di fascino e del dono della comunicazione diventa il volto pubblico del rapporto, mentre l'altro dotato di un cervello politico acuto ma con meno carisma rimane dietro le quinte. Ruth è una figura veramente complicata e misteriosa. Nel corso degli anni ci sono state infinite storie sui russi infiltrati nella società britannica, ma se si osserva la storia della Gran Bretagna dopo la guerra, i russi non sono riusciti a esercitare una vera influenza nella politica estera e difensiva britannica. Ma c'è un altro Paese che, secondo alcuni, praticava lo spionaggio in Gran Bretagna: gli Stati Uniti. Era interessante rappresentare una spia a Cambridge reclutata dalla CIA e non dal KGB. Ho scambiato molte mail con Olivia sul personaggio e lei certamente condivide un'intelligenza acuta con Ruth. Così, lei è perfetta e si integra perfettamente con Kim Cattrall".

"Robert Harris mi ha inviato una lista di caratteristiche per descrivere Ruth, che incominciava con 'intelligente, dominatrice, vulnerabile, gelosa, abile, nevrotica e orgogliosa del marito, che in realtà disprezza'. Da quel momento, questa contraddittoria lista di aggettivi mi ronzava nella testa", sostiene Olivia Williams. "Ruth è come vorrei comportarmi nella vita reale! Essere così decisa e apparentemente chiara, tanto che nessuno scorge la minaccia che lei rappresenta. È idealistica ed energica, tanto da essere disposta al massimo sacrificio per le sue convinzioni".
Il duplice volto di Ruth nella trama viene rivelato soltanto alla fine della pellicola e mette in discussione tutto quello che è avvenuto prima. Un lavoro di equilibrio impegnativo per un attore, che la Williams ha svolto senza problemi. "Il ruolo era un piacere assoluto, io dovevo portare il pubblico a fidarsi e poi ingannarlo. Ho fatto una cosa del genere per Il sesto senso. È decisamente uno dei piaceri della recitazione".

McGregor ha amato vedere le scene tra la Williams e la Cattrall. "È magnifico osservare Olivia e Kim, perché i loro due personaggi sono innamorati dello stesso uomo. Ed è assolutamente affascinante vedere come interpretano questo aspetto, lo fanno in maniera magnifica. La rivalità tra le due donne è molto dettagliata, ma anche sottile. Loro interpretano spesso queste scene di fronte a Lang, l'uomo che hanno amano, e di fronte al ghostwriter, a cui cercano di celare la verità, anche se ogni tanto emerge".

Il cast di supporto comprende alcuni dei migliori caratteristi in circolazione, tra cui il vincitore del Golden Globe Tom Wilkinson nei panni di Paul Emmett, James Belushi che incarna l'editore del ghostwriter John Maddox, Eli Wallach è il Vecchio, Timothy Hutton l'avvocato di Lang, Sidney Kroll, Jon Bernthal l'agente Nick Ricardelli e Robert Pugh il Segretario di Stato Richard Rycart.
“Come in tutti i film di Polanski, ci sono diversi personaggi che hanno dei ruoli che si vedono poco, ma che rimangono comunque importanti", sostiene Benmussa. "Il personaggio di Tom Wilikinson è molto importante nella pellicola e Roman ha insistito nello scegliere un attore con un grande carisma. James Belushi non è un personaggio principale, ma è dotato di una personalità reale che aveva bisogno di un attore decisamente carismatico. Roman ama gli attori, soprattutto quelli inglesi. Lui ha una sorta di rapporto d'amore con gli attori inglesi e questo era perfetto per il film, considerando che la maggioranza degli attori è inglese".

"Uno dei grandi vantaggi di lavorare con Roman è che lui ha la straordinaria abilità nel portare gli attori a collaborare con lui", rivela Timothy Burrill. "Ci sono pochissimi attori che rifiutano se ricevono l'offerta di lavorare con lui anche per pochi giorni, perché la sua reputazione tra gli interpreti è notevole. Le persone amano lavorare con Polanski. Quando ho sentito che Eli Wallach è stato scelto per una parte minuscola ero assolutamente incantato. È una scelta di casting perfetta e migliora il film. Avere un attore come Eli che, all'età di 93 anni, arriva in Europa per interpretare un'unica scena è un esempio del potere di attrazione di Roman".
"Ci sono dei ruoli magnifici al cuore del film e abbiamo degli ottimi attori per interpretarli. Non potrei essere più felice", conclude Polanski.

L'uomo nell'ombra rappresenta anche un inedito cinematografico. Nel romanzo di Harris per la prima volta compare un navigatore satellitare in un ruolo chiave. Le direzioni fornite da una voce senza corpo hanno fornito alla trama una svolta fondamentale. Harris spiega di "aver condotto un'esauriente ricerca mentre scrivevo il romanzo. Sono volato a Boston, ho preso una macchina a noleggio e l'ho guidata fino a Martha's Vineyard, la location scelta per buona parte dell'azione, che viene nominata nel romanzo, ma che diventa un'isola anonima e generica nella pellicola. Sono rimasto lì per una sola settimana e poi sono tornato a Londra.

Così, ho inserito nella storia ogni cosa interessante che mi capitava. La casa presente nel film è quella vera che ho trovato e in cui sono entrato; l'albergo e anche il navigatore satellitare nella macchina a noleggio sono stati veramente utili. Mentre guidavo ascoltando questa voce senza corpo, pensavo che fosse una situazione perfetta, perché qualcuno che aveva noleggiato la macchina prima di me aveva lasciato la sua destinazione programmata nel congegno. Mi ci è voluto un po' per spegnerlo e ho pensato che fosse fantastico, perché poteva benissimo essere una voce dall'oltretomba. E lo strumento è rimasto in tutto il percorso, dal romanzo al film. Penso che potrebbe trattarsi della prima volta che un navigatore satellitare ha un ruolo fondamentale in un thriller!".

Le riprese si sono svolte nel corso di tre mesi in Germania e allo Studio Babelsberg a Berlino. Harris ritiene che "il concetto di esilio e di ostilità siano degli elementi importanti della storia.
Sicuramente, lo erano la prima volta che abbiamo parlato di realizzare il film. C'era l'idea di fare qualcosa di generico e non specifico, che si trattasse dell'isola, della costa o dell'ex leader. Sarebbe stato universale e penso che sia stato un grande vantaggio. In questo senso, il fatto che questo mondo sia stato ricreato in Europa è tutt'altro che un handicap, anzi sospetto che contribuisca alla sensazione inquietante presente nella pellicola".

Ewan McGregor aggiunge che "le location erano molto importanti. Faceva veramente molto freddo durante le riprese, c’era molto vento e l’aria era gelida e noi abbiamo girato molto all'esterno. Abbiamo lavorato nelle spiagge sotto il vento e la pioggia, solo quando c’era brutto tempo. Non potevamo assolutamente girare nelle giornate serene, dovevamo rappresentare un paesaggio grigio, piovoso, miserabile e isolato, così da creare una sensazione claustrofobica, con i personaggi bloccati insieme in questa casa moderna e asettica nel bel mezzo di un’isola”.

Come notato da Ewan McGregor, nessun dettaglio era insignificante per Polanski. Ad esempio, sono state create delle false copertine per l'autobiografia di Adam Lang scritta dal ghostwriter e, come rivela McGregor: "Tutti i libri che appaiono nel film sono stati ideati brillantemente, sembrano reali. Io ero stupito. Qualcuno nel reparto è veramente bravo nel creare le copertine. Ma la verità è che dentro le memorie di Adam Lang, My Life c'è The Blair Years: The Alistair Campbell Diaries. Ogni libro in questo film che ha una copertina con Adam Lang in realtà è The Blair Years. È uno scherzo del reparto artistico”.
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