Viaggio nell'isola misteriosa di Brad Peyton

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locandina Viaggio nell'isola misteriosa
 
Regista: Brad Peyton
Titolo originale: Journey 2: The Mysterious Island
Durata: 95'
Genere: Azione, Avventura, Fantastico
Nazione: U.S.A.
Rapporto:

Anno: 2012
Uscita prevista: 24 Febbraio 2012 (cinema)

Attori: Josh Hutcherson, Dwayne Johnson, Michael Caine, Vanessa Hudgens, Kristin Davis, Luis Guzmán, Anna Colwell, Michael Beasley
Soggetto: Jules Verne, Jonathan Swift, Robert Louis Stevenson
Sceneggiatura: Richard Outten, Brian Gunn, Mark Gunn

Trama, Giudizi ed Opinioni per Viaggio nell'isola misteriosa (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
 
Fotografia:
Montaggio:
Scenografia: Bill Boes
Costumi: Denise Wingate
Trucco: James MacKinnon

Produttore: Beau Flynn,Charlotte Huggins,Tripp Vinson
Produttore esecutivo: Michael Bostick,Evan Turner
Produzione: New Line Cinema, Contrafilm, Walden Media
Distribuzione: Warner Bros. Pictures Italia

La recensione di Dr. Film. di Viaggio nell'isola misteriosa
Sprecare il materiale di romanzi così avvincenti per confezionare una storia così insipida mi sembra veramente un insulto, e non solo a Jules Verne. Un gran spreco di mezzi che avrebbe meritato ben altra sceneggiatura.

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Colonna sonora / Soundtrack di Viaggio nell'isola misteriosa
Potrebbe essere disponibile sotto, nei dati aggiuntivi (clic qui).

Voci / Doppiatori italiani:
Flavio Aquilone: Sean Anderson
Saverio Indrio: Hank Parsons
Letizia Ciampa: Kailani/Ailano
Franco Zucca: Alexander Anderson
Pino Insegno: Gabato
Stella Musy: Elizabeth 'liz' Anderson
Toni Orlandi: Guida Turistica

Personaggi:
Josh Hutcherson: Sean Anderson
Dwayne Johnson: Hank Parsons
Vanessa Hudgens: Kailani/Ailano
Michael Caine: Alexander Anderson
Luis Guzman: Gabato
Kristin Davis: Elizabeth 'liz' Anderson
Anna Colwell: Jessica
Branscombe Richmond: Guida Turistica

Informazioni e curiosità su Viaggio nell'isola misteriosa

LA PRODUZIONE
“Per arrivare sull’isola dobbiamo entrare nell’occhio del ciclone” - Sean Anderson Con Brad Peyton alla regia, “Viaggio nell'isola misteriosa” trascina gli spettatori in una nuova e fantastica avventura, alla scoperta di un luogo così remoto che è rimasto ignoto per secoli … ma da cui, una volta arrivati, è quasi impossibile fuggire.
Fan del primo film, “Viaggio al centro della Terra 3D”, che ha fatto conoscere a tutto il mondo l’intrepido giovane esploratore Sean Anderson, Peyton dice: “Ho voluto continuare a raccontare la storia di Sean aggiungendo nuovi straordinari paesaggi e nuove sfide, perché ora lui non è più un bambino, ha diciassette anni ed è pronto a fare qualcosa di importante. Questa è la sua occasione per dimostrare che non è più solo uno del gruppo, è diventato un vero esploratore lui stesso”.

“Il primo film ha colpito la fantasia del pubblico e ci ha mostrato un ragazzino con tante potenzialità, ma che aveva ancora molto da imparare”, dice Dwayne Johnson, che interpreta il ruolo del marito della madre di Sean, Hank, ma è anche coproduttore del film. “Il secondo episodio ci porta in un ambiente nuovo ed eccitante, ricco di possibilità, e si può vedere chi è diventato questo giovane uomo”.

Peyton, che recentemente ha raccontato il mondo segreto dello spionaggio in “Cani &Gatti: la vendetta di Kitty 3D”, è abituato a mescolare azione e comicità, con un tocco di imprevisto. “Fin da quando ho letto la sceneggiatura di Viaggio nell'isola misteriosa, dice, “non ho mai pensato a un piccolo film. Sapevo che dovevo inserire terre, mari e cieli, con creature, caverne, uragani, battaglie sottomarine e inseguimenti aerei, il tutto su uno sfondo mozzafiato. Inoltre l’impiego della tecnologia di ultima generazione ha permesso di ottenere qualcosa di speciale nel campo del 3D, che Viaggio al centro della Terra 3D aveva aiutato ad affermarsi”.

Infatti nel 2008 quel film è stato il primo a usare il Fusion System, una sofisticata attrezzatura con macchina digitale 3D, sviluppata da James Cameron e dal direttore della fotografia Vince Pace, in seguito impiegata per girare “Avatar”. Quindi non sorprende che i realizzatori di “Viaggio nell'isola misteriosa” si siano rivolti ancora al Cameron Pace Group per le strategie e l’equipaggiamento necessario a cogliere la profondità e le dimensioni che Peyton voleva ottenere in una gamma di ambienti del mondo reale.
“Per me gli attori dovevano sporcarsi le mani, volevo una giungla vera, non una giungla sullo schermo verde”, afferma il regista, deciso fin dall’inizio a girare in esterni. “E per tutte quelle scene spettacolari avevo bisogno di stare in quell’ambiente”.

Il produttore Tripp Vinson, che torna a lavorare con Beau Flynn e Charlotte Huggins dopo “Viaggio al centro della Terra 3D”, dice: “L’azione è molto coinvolgente, ma è anche un film per tutta la famiglia e credo che vada dato atto a Brad di aver saputo combinare i due aspetti. Fin dai primi incontri aveva un’idea chiarissima di come dovessero apparire molte sequenze, sapeva come progettarle e ottenerle e c’è riuscito in pieno. Lui crea la tensione in una scena, poi concede un momento di sollievo e subito imprime una svolta all’azione che porta a una tensione ancora maggiore. Credo che uno degli aspetti migliori della sua direzione sia l’abilità di far sempre scorrere l’adrenalina”.
Nello stesso tempo, i realizzatori sapevano che ciò che aveva reso così indimenticabile la storia originale non erano state solo le audaci imprese dei protagonisti, quanto il rapporto che li legava e che nasceva o si rafforzava di fronte al pericolo e in situazioni che rivelavano la stoffa di cui erano fatti.

“Penso che il pubblico abbia apprezzato questi aspetti del primo film e noi ci siamo impegnati affinché fossero presenti integralmente anche in questo”, dice il produttore Beau Flynn. “Abbiamo affrontato molti temi fra un’azione e l’altra, come il fatto di riconoscere il valore delle persone per quello che sono, non basandosi sulla prima impressione, aprendo il cuore a tutte le possibilità. E, dal punto di vista di un ragazzo di sedici o diciassette anni, iniziare a capire i propri genitori e viceversa”.
I realizzatori hanno anche voluto che i personaggi che si ritrovano in quel paradiso tropicale, trasformatosi improvvisamente in una trappola mortale, debbano usare l’intelligenza e la prontezza dei loro riflessi per sopravvivere, soprattutto quando scoprono che piante e animali crescono secondo leggi diverse.

E’ la Legge dell’Isola, conosciuta anche come Legge di Foster. “E’ una vera teoria bio-geografica, secondo la quale nel corso dell’evoluzione in un ambiente isolato il grande può diventare piccolo e il piccolo grande”, spiega la produttrice Charlotte Huggins. Di conseguenza un branco di elefanti può apparire e comportarsi esattamente come tutti gli elefanti, salvo che sono minuscoli, mentre le farfalle appaiono e si muovono come tutte le farfalle, solo che sono enormi”.
L’aspetto negativo di questa evoluzione è l’esistenza di uccelli e lucertole carnivore, alcune lunghe come un campo da football, che vedono gli esploratori come il prossimo pasto.
Michael Caine che interpreta il patriarca degli Anderson, Alexander, elemento chiave di quest’ultima avventura, sostiene che “Questa non è una fiaba, è molto veloce e i bambini devono essere svegli per non restare indietro”.

Oppure essere lettori appassionati. Gli avvenimenti che si sviluppano sullo schermo sono in parte basati sui libri di Jules Verne, il visionario scrittore del XIX secolo, i cui romanzi L’isola misteriosa e Ventimila leghe sotto i mari sono stati di ispirazione per la storia e l’azione, insieme a Robinson Crusoe di Robert Louis Stevenson e I viaggi di Gulliver di Jonathan Swift. Richard Outten, che ha scritto la storia con gli sceneggiatori Brian Gunn e Mark Gunn, dice: “Per me è stato un tributo a mio nonno e ai libri che ho amato di più quando ero bambino. Ho immaginato che le voci circolate su quell’isola straordinaria e fantastica abbiano ispirato tre romanzieri a scrivere i loro classici, una teoria poi dimostrata da un uomo amante dell’avventura e da suo nipote”.

Dopo aver estrapolato dai libri di Verne e degli altri scrittori gli indizi per identificare le coordinate dell’isola, che non appare sulle carte geografiche, Sean torna spesso a Verne durante il viaggio, per studiare l’itinerario ed evitare i pericoli maggiori. “Non devono usare la forza per cavarsela nelle situazioni più difficili, ma affidarsi alla capacità di capire come comportarsi. Qui non ci sono ‘cattivi’ da combattere, solo il tempo e gli ostacoli che impediscono il loro ritorno a casa”, spiega Brian Gunn.
“Verne ha immaginato i sottomarini e i viaggi nello spazio molto prima che queste cose esistessero. Era un romanziere che basava le sue idee sulla scienza, ma era una scienza molto in anticipo sui tempi ed è proprio questo che rende così intrigante i suoi lavori”, aggiunge Mark.

Il film rende omaggio a questo sfondo realistico, sia per quanto riguarda le anomalie dell’evoluzione che popolano l’isola, sia per le placche tettoniche in costante movimento pronte a inghiottirla. “Verne pensava che l’elemento fantastico provenisse dal mondo in cui viviamo, il mondo che abbiamo sotto i piedi, sicuramente più vasto e ricco di quanto possiamo immaginare, e noi abbiamo avuto lo stesso approccio”, dice Peyton. “Più è surreale l’ambiente che si crea, più le leggi del mondo reale devono essere chiare e rispettate. La sfida è questa: come presentare le cose comuni in modo che siano drasticamente diverse da come le percepiamo normalmente, come far apparire bizzarro e imprevedibile ciò che ci è familiare? Questo non è un mondo fantasy; ci sono cose sorprendenti, ma sono perfettamente riconoscibili, solo che le proporzioni sono estremamente alterate.
“Non posso dire che nel film ogni singolo elemento scientifico sia corretto”, aggiunge.
“Ma siamo stati attenti che tutto iniziasse con delle basi realistiche. Dopo di che… ci siamo dati da fare”.

“La via più sicura per raggiungere l’altro versante è seguire la linea di costa. La via più rapida è attraversare il centro dell’isola. Ma devo avvertirvi: quest’isola è ricoperta da una fitta giungla e popolata da creature terrificanti ” - Alexander
“Penso che non abbiamo scelta. La via più rapida” - Hank

Quando inizia la storia, il giovane Sean non è davvero nel luogo dove vorrebbe essere.
Sono ormai passati anni dalla morte del padre e sua madre Liz, interpretata da Kristin Davis, si è sposata da poco con Hank e la famiglia si è trasferita in Ohio. Senza amici e con un patrigno con cui è convinto di non avere nulla in comune, Sean trascorre la maggior parte del tempo in solitudine, studiando le sue mappe e rileggendo i romanzi di Jules Verne, sognando di scoprire terre sconosciute.

“Si sente in trappola”, dice Josh Hutcherson, che torna a interpretare il personaggio che è cresciuto insieme a lui nei quattro anni che sono trascorsi da “Viaggio al centro della Terra”. “E’ pronto ad affrontare grandi cose, è curioso del mondo, e io lo capisco. Come molte altre persone credo, anche se non sono necessariamente interessate a scoprire isole misteriose. E’ il bisogno di uscire, di misurarsi, di trovare la propria strada”.
“Sean non vuole rapportarsi con il compagno della madre”, sostiene Hutcherson. “Pensa che non sia interessante; non è moderno, non è cool ed è privo di immaginazione”.
E’ Dwayne Johnson a interpetare Hank, un veterano della marina militare che gestisce una impresa di costruzioni ed è abituato a prendere le cose di petto e a risolvere i problemi. Ma non riesce a risolvere questo.

“Come molti adolescenti —e io non ho fatto eccezione— Sean pensa di avere tutte le risposte”, dice Johnson. “Ha vissuti molti abbandoni, la perdita del padre e i viaggi del nonno, quindi è cauto quando nella sua vita entra questa nuova figura di padre. Hank e Sean non vanno d’accordo fin dall’inizio, uno vuole creare un rapporto, l’altro vuole mantenere le distanze”.
“Per Hank la famiglia è la cosa più importante e il suo obiettivo per tutto il film è rimetterla insieme”, continua Johnson.
“Dwayne da il massimo in ogni ruolo”, dice Peyton. “Con i suoi pugni da un milione di dollari e il sorriso da un miliardo di dollari, può fare un film anche solo con le sue mosse di lotta, ma ha anche tempi comici impeccabili e un grande carisma. Io ho voluto tutto—tutto il Dwayne Johnson completo — e lui è stato perfetto. Canta perfino… chi l’avrebbe mai detto? E suona l’ukulele”.

Ma per quanto siano nobili le intenzioni di Hank, Sean lo considera responsabile di quello che non funziona nella sua vita, ma soprattutto è convinto che sia l’ostacolo più irremovibile tra lui e l’esplorazione, che considera un vero e proprio diritto di nascita.
Questa convinzione verrà messa subito alla prova, quando una notte Sean riceve uno strano messaggio radio. E’ un S.O.S. in codice, forse è stato inviato dal nonno, Alexander, che non sente da quando ha deciso di dimostrare che l’isola misteriosa del romanzo di Verne è una realtà e non una fantasia.
Le prime quattro parole del messaggio sono elettrizzanti. L’ISOLA ESISTE DAVVERO.

“Alexander è l’idolo di Sean. Ha sempre fatto quello che ha voluto ed è continuamente impegnato in qualche folle spedizione”, dice Hutcherson. “Se Alexander è nei guai, Sean farà di tutto per raggiungerlo”.
Nello stesso modo, Hank farà di tutto per stare accanto a Sean, anche se questo significa accompagnarlo nei mari del Sud in quella che crede sia una solenne stupidaggine, fingendo interesse per l’improbabile storia di un’isola dimenticata, solo per tenerlo d’occhio.
Ma dopo un atterraggio di fortuna nel posto più incredibile che abbia mai visto, nessuno è più sorpreso di lui. E’ quasi senza parole…a parte le poche e scelte parole che rivolge al responsabile di tutti i guai: il famoso Alexander Anderson, nonno paterno di Sean e sincero ammiratore di Verne.

Sean, dal canto suo, non potrebbe essere più eccitato e felice, ma la sua euforia per aver ritrovato il nonno svanisce rapidamente quando scopre che lasciare l’isola sarà molto più difficile di quanto sia stato atterrarci, e che hanno anche poco tempo. La terra sotto i loro piedi sta per essere sommersa. Velocemente. E’ questione di giorni, se non di ore, e la possibilità di sopravvivere è interamente nelle loro mani. “Quando si rendono conto che per salvarsi devono lavorare come una squadra, allora le loro risorse individuali emergono in modo inaspettato”, dice Peyton.
“La morte che incombe è un’ottima motivazione per fare lavoro di squadra”, dice ridendo Johnson.
Mentre la situazione di crisi li unisce, sottolinea anche la diversità delle motivazioni che li hanno portati sull’isola. “Ma è lo sviluppo del rapporto tra Sean e Hank che fa da filo conduttore della storia”, sottolinea Peyton, che ha scelto un approccio lieve per mostrare come i due riescano finalmente a capirsi e a venirsi incontro.

“Talvolta nello sviluppo di una sceneggiatura c’è la tentazione di rendere più incisivo il dialogo”, afferma Vinson. “Ma con attori di grande talento come Dwayne e Josh ogni svelamento emerge dalle loro performances”.
Nello stesso modo si sviluppa l’antagonismo tra Hank e il nonno di Sean, due maschi alfa che si confrontano, con Johnson e Michael Caine che si divertono a scambiarsi frecciate. “Il braccio di ferro tra i due rende la situazione molto interessante”, sostiene Johnson. “Mi piace la tensione sullo schermo, in particolare quando è venata di umorismo”.

“Le punzecchiature che costellano il loro rapporto sono divertentissime”, dice Flynn. “Hank avanza una proposta e Alexander ne sostiene un’altra, è una competizione continua per chi ha il piano migliore, con Alex che liquida Hank come uno tutto muscoli e niente cervello”.
“Nello stesso tempo”, replica Johnson, “Alexander appare interessante perché non segue le regole ed è sempre pronto a partire per località esotiche. Hank ne è consapevole, ma pensa che questo tipo di comportamento ha fatto di Alexander un uomo che non è mai stato vicino alla sua famiglia”.

Caine definisce il suo personaggio “una specie di esploratore folle. E’ pronto a partire per qualsiasi luogo, più è bizzarro, meglio è e la scoperta dell’Isola misteriosa è il coronamento della sua carriera. Il guaio è che, nel momento in cui ha deciso di condividere il segreto con il nipote, ha messo il ragazzo e tutti gli altri con lui, in una situazione molto pericolosa”.
Comunque, essendo andato in cerca di guai per tutta la vita—e ora li ha trovati— Alexander considera la loro situazione solo un altro ostacolo da superare. “Lui non si tira mai indietro”, dice Huggins. “Adora ogni passo del suo viaggio e Michael esprime tutta questa felicità nella sua performance. Quando ha indossato il costume, ha fatto un gran sorriso e ha detto ‘Sembro il nonno di Indiana Jones”.

Nonno orgoglioso lui stesso, l’attore premio Oscar® ha detto fin dall’inizio ai realizzatori che voleva che i nipoti lo vedessero cavalcare un’ape gigante: “Non giro molti film per famiglie, ho tre nipoti e non voglio che debbano aspettare di avere 18 anni per vedermi al cinema. E poi la sceneggiatura era intelligente e spettacolare, non avevo mai fatto un film in 3D, così resto al passo con i tempi”.

Ma queste tre generazioni di uomini fortemente indipendenti non sono i soli a gestire le differenze tra loro, infatti a rappresentare un tipo diverso di dinamiche famigliari sono Gabato e Kailani, interpretati da Luis Guzmán e Vanessa Hudgens, padre e figlia che portano Sean e Hank sull’isola partendo da Palau, Nuova Guinea, con il loro elicottero che però viene travolto da un terribile uragano e si schianta al suolo, lasciandoli tutti e cinque in un luogo sconosciuto.
Ciò che spinge Gabato ad accettare un lavoro che può mettere a repentaglio le vite di tutti è il denaro. Il denaro è il motore di tutto per lui. Quando le altre guide rifiutano di avventurarsi in quello che viene chiamato “il cimitero delle navi” alla ricerca di un frammento di terra che nessuno conosce, lui, con il suo sgangherato elicottero accetta subito—malgrado la figlia sia decisamente contraria.

“Gabato è un tipo spensierato, porta i turisti a visitare luoghi paradisiaci”, dice Guzmán, che si è divertito molto con questo ruolo e ha deliziato gli altri attori e la troupe con le sue improvvisazioni. “E’ molto determinato e disposto a tutto, se il prezzo è giusto”.
“Luis è stato il mio asso nella manica nei momenti comici”, dice Peyton, che definisce l’attore “un ruba scene di classe internazionale” aggiungendo che “interpreta con grande naturalezza il personaggio, il suo Gabato è assolutamente inconsapevole. Non si rende mai conto di essere in pericolo, pensa di trovarsi in una sorta di insolita vacanza”.

Ma Gabato è soprattutto un padre premuroso, che vuole poter dare a Kailani, la luce dei suoi occhi, quello che la ragazza desidera di più: i soldi per l’università. Kailani, a sua volta, lo adora e apprezza i suoi sforzi, ma non crede che la loro attività possa fornire i fondi per realizzare il suo sogno. La verità è che il padre non è davvero un uomo d’affari e la Gabato’s Luxury Tours non riuscirebbe a sopravvivere se lei non collaborasse. “Gabato è il cuore, ma Kailani è il cervello”, riconosce Peyton.

Osservarli interagire è nello stesso tempo divertente e commovente. “Vanessa fa da spalla alla sua stravaganza”, dice Charlotte Huggins. “Non si ribella mai, ed è esattamente quello che ci si aspetta da qualcuno che da una vita sta vicino a un uomo così. Lui dice qualcosa di irragionevole e poi subito pensa ad altro e lei lo stesso. Si capiscono perfettamente”.
“Kailani è una dura perché deve esserlo per forza”, dice Hudgens. “Si prende cura del padre, è molto schietta e, fin dall’inizio, ha sostenuto che accettare questo viaggio era una pessima idea”.

E, solo qualche minuto dopo la partenza, appare chiaro che aveva ragione. Quando l’elicottero si schianta al suolo, non solo il gruppo perde l’unico mezzo di trasporto, ma il povero Sean, che si è subito innamorato di Kailani, perde ogni speranza di conquistarla. Infatti la bella polinesiana è furiosa con lui e dichiara che lo ritiene personalmente responsabile di questo e di tutti i disastri futuri.
“Sean è un sognatore e Kailani una ragazza molto pratica. Lui vorrebbe coinvolgerla nella sua ricerca, invece lei è concentrata sui rischi”, spiega Hutcherson.

Kailani si è già fatta un’opinione del giovane americano ancora prima che mettesse piede sull’elicottero ed è convinta che lui non abbia la minima idea di come sia la sua vita e quali siano i suoi problemi. Ma nel corso degli avvenimenti inizia a pensare che forse si è sbagliata, in particolare quando cadono uno nelle braccia dell’altro nel momento in cui l’isola comincia a tremare. “Questa esperienza la spinge ad aprire il suo cuore, anche se lei è sempre stata molto razionale”, dice Hudgens. “Ma l’esperienza vissuta in quell’incredibile mondo si rivela molto più ricca di quanto si aspettasse”.

Mentre i cinque cercano di raggiungere l’unica via di fuga possibile, Liz, la madre di Sean, lontana dalla mischia, si chiede cosa stia succedendo ai due uomini che ama di più al mondo. Perfettamente consapevole dell’eccentricità e degli eccessi del suocero, sa anche che Alexander è inaffidabile, non certo un modello da seguire. Ma deve ammettere anche che Sean gli è molto affezionato e che, malgrado tutti i suoi dubbi, il ragazzo sembra destinato a seguire le orme del padre e del nonno.

“Ovviamente Sean vorrebbe realizzare le sue ambizioni”, osserva Kristin Davis. “E’ voluto andare in cerca del nonno, il che sicuramente è più interessante che vivere in periferia, e poi non condivide le scelte della madre. Si è risposata, è innamorata e vuole che siano tutti una famiglia, perché Hank è un uomo meraviglioso… anche se Sean non lo sa ancora”.
Proprio come Hank, Liz spera che il viaggio possa fare questo piccolo miracolo.

“Fammi capire… l’unico modo per non affogare è cercare un sottomarino vecchio di secoli?” – Kailani

Viaggio nell'isola misteriosa” è stato girato a Oahu, Hawaii, nell’autunno del 2010. L’isola ha offerto una grande varietà di paesaggi, dalle coste sabbiose alle vallate avvolte dalla nebbia, dalle grotte ai vulcani, a Waimea Valley, Heeia Kea, China Walls e Kualoa Ranch, che ha ospitato tante produzioni cinematografiche e televisive, oltre a Halona Beach Cove, chiamata Eternity Beach da quando vi è stato girato il famoso film con Burt Lancaster e Deborah Kerr “Da qui all’eternità”.

Anche se è nato a San Francisco, Dwayne Johnson è l’eroe locale. “Sono cresciuto alle Hawaii, a circa un’ora da dove stavamo girando, a 13, 14 anni adoravo il cinema e avevo grandi sogni ed è stato bellissimo tornare per questa fantastica avventura”.
I realizzatori hanno anche usato i teatri del North Carolina per completare alcune scene, a partire da quella dello schianto dell’elicottero. Le conseguenze dell’incidente sono state girate a Eternity Beach, ma l’avvitamento durante l’uragano è stato girato in teatro, utilizzando quello che il supervisore degli effetti speciali Peter Chesney definisce “una specie di gioco di costruzioni, costruito attorno a una travatura d’acciaio ad alta resistenza con estensioni di alluminio”.

Chesney era in grado di applicare una pressione di 6000 libbre ad ogni spigolo dell’attrezzatura premendo un pulsante, creando un dispositivo di vibrazione che lui ha chiamato airbag, ottenuto modificando le sospensioni di un camion e collegandolo a accumulatori ad alta velocità, che a un input elettrico potevano scaricare un gran volume di aria compressa. In questo modo poteva anche simulare un uragano di categoria 5, danneggiando e infine facendo a pezzi l’elicottero. “Assomiglia alla famosa ‘cometa del vomito’ della NASA, dove avevano creato l’assenza di gravità, ma noi ci fermavamo a metà giro e ripartivamo nel senso opposto”, dice, orgoglioso dell’effetto finale sullo schermo.
“Pensavo che scherzassero quando lo chiamavano ‘il girarrosto’”, dice ridendo Hudgens.

Ma questo era solo l’inizio. Un’altra grande scena d’azione del film è stata quella in cui i cinque, in groppa ad api gigantesche, sono inseguiti da uccelli ancora più grandi, intenzionati a cibarsi di loro. Gli uccelli che Sean, con il fiato sospeso, identifica come rondoni dalla gola bianca, sono stati scelti perché sono molto veloci e si cibano davvero di api. Considerando le dimensioni, Peyton dice che le api sono elicotteri e gli uccelli bombardieri.
“Ci siamo assicurati che la velocità e le proprietà fisiche fossero giuste”, continua il regista. “Volevo che la cavalcatura avesse peso, così quando il pubblico vede gli attori che tirano energicamente a destra o a sinistra, oppure si piegano, loro lo stanno facendo veramente”. Per ottenere questo effetto, il regista si è rivolto ancora una volta a Chesney, che ha ideato le Bee Bucks, una specie di cavalcatura che si poteva gestire in modo realistico.

Simili a latte di benzina, ognuna di loro era calibrata e controbilanciata in rapporto al peso dell’attore. Ogni Buck veniva poi collegata ad aste che funzionavano come altalene, con ulteriori contrappesi, il tutto fissato a una base triangolare su cuscinetti ad aria compressa a controllo variabile, in modo che fluttuasse come il disco dell’hockey.
In seguito il supervisore degli effetti visivi Boyd Shermis ha sostituito le latte di benzina con le api in CG e ha aggiunto lo sfondo, che il suo team aveva girato con macchine da presa stereo sorvolando in elicottero la vallata. Poi ha ripreso l’attrezzatura e i cavalieri da ogni angolo possibile e combinato tutto in digitale con l’azione, così gli attori potevano vedersi e interagire durante l’inseguimento.

Alcune scene che prevedevano l’incontro con una grande anguilla predatrice sono state girate in acqua e Johnson e Hutcherson hanno aggiunto un brevetto di immersione al loro curriculum. All’inizio i realizzatori avevano pianificato di usare il bacino degli EUE/Screen Gems Studios di Wilmington ma, poiché la scena si è sviluppata, ne è stato costruito uno nuovo, di 80 piedi di diametro e profondo 20 piedi, per contenere 750000 galloni d’acqua.
In acqua sono entrati gli attori e una parte di sottomarino ma, rivela Shermis, “tutto il resto della sequenza è creato al computer: i riflessi di luce, i coralli, le bolle, i sedimenti di sabbia. Gli ambienti sottomarini sono i più complicati da creare al computer, è necessario molto tempo e centinaia di schermate”.

Anche la casa sugli alberi di Alexander, che si suppone costruita con parti recuperate da navi naufragate e illuminata da vasi pieni di lucciole, è stata ricreata in teatro. Ma gran parte del set di Atlantide è stato creato in esterni alle Hawaii. Lo scenografo Bill Boes spiega: “Volevamo farlo vedere nella sua grandiosità e in parte è stato ottenuto con gli effetti visivi, ma abbiamo anche costruito un enorme set nella Kualoa Valley. Poiché l’isola affonda e riemerge ogni 140 anni, abbiamo aggiunto conchiglie e coralli, oltre ad altre tracce della vita acquatica”.

Un’altra meraviglia dell’isola è un vulcano che erutta oro fuso e ceneri dorate, che piovono sul gruppo che sta fuggendo. Ottenere questo effetto è stato molto complesso, infatti, per evitare di inquinare un ambiente incontaminato, la troupe non ha potuto usare i soliti materiali, come mica o Mylar, ma ha scelto un’alternativa naturale, organica. Dopo una attenta ricerca, la soluzione più semplice si è rivelata la migliore e sono state scelte le foglie d’oro, sottilissime e pure tanto da poter essere commestibili.

Sull’isola il gruppo ha un’altra sorpresa molto meno gradevole: un terreno ricoperto da strani massi tondeggianti perfettamente simmetrici che in realtà sono enormi uova di lucertola, cosa di cui non si rendono conto fino a che non ci si trovano in mezzo—ognuno di loro è in equilibrio precario su un sottile guscio proprio mentre la madre lucertola sta avanzando verso di loro. Le circa le 60 uova, che avevano due dimensioni, grandi e molto grandi e pesavano dalle 200 alle 300 libbre, con una circonferenza dai 7 ai 10 piedi, erano di fibra di vetro, scolpite e modellate a forma di guscio, poi saldate insieme e dipinte. “Quando qualcosa va male, per Gabato va peggio”, scherza Guzmán. “E’ l’unico che finisce dentro l’uovo, è quello che si prende in faccia la popò dell’uccello, è lui che finisce sepolto nella sabbia. Credo che Dwayne e i realizzatori si siano messi d’accordo e abbiano detto ‘Facciamolo fare a Luis’”.

“E’ stata una ripresa faticosa fisicamente”, ammette Hutcherson. “Anche nelle scene che non erano propriamente d’azione, in cui bisognava solo arrampicarsi o camminare tra le radici degli alberi era facile cadere faccia a terra… cosa che mi è successa molto spesso. Il film non sarà una corsa sulle montagne russe solo per il pubblico, lo è stato anche per noi durante le riprese”.
E’ un parere che Peyton condivide, visto che il suo obiettivo era quello di creare un’esperienza in cui il pubblico potesse immergersi nel vero senso della parola, con tanta azione e personaggi e ambientazioni magnifiche. Per aiutare gli attori a entrare nella mentalità giusta, ha perfino fatto ascoltare loro il bellissimo tema del film, composto da Andrew Lockington, che nel 2008 ha vinto il BMI Award per la colonna sonora di “Viaggio al centro della Terra”.

Ma, come per il primo episodio, scegliere di girare in 3D ha avuto un ruolo importante.
“Con un grande film d’azione come questo è necessario progettare quelle sequenze cercando di sfruttare al massimo la tecnologia e Brad ha operato alcune scelte molto intelligenti”, dice Vinson. “Se si osserva quella dell’inseguimento delle api, o quella della lucertola o della battaglia con l’anguilla che da la scossa, appare chiaro che sono state strutturate per essere mostrate in 3D. Ma lui le ha usate anche in modi atipici”.

“Tutti amano vedere le riprese in cui il pericolo incombe”, riconosce Huggins, la cui esperienza include 20 anni di lavoro con la tecnologia 3D, e “Viaggio nell'isola misteriosa” ne è pieno. Ma Brad si è spinto oltre, creando volume e profondità non solo nelle panoramiche, ma anche nei primi piani, trasmettendo la sensazione della presenza dell’attore in modo molto realistico e penso che sia questo a rendere speciale il film. E poi il pubblico non si preoccupa della tecnologia, vuole solo provare delle emozioni”.
Ma i realizzatori sperano anche che gli spettatori di “Viaggio nell'isola misteriosa-3D” sperimentino quella sensazione di ammirazione e sorpresa di cui Jules Verne ha permeato le sue avventure.

“Quando ero bambino leggevo i suoi libri durante le vacanze”, ricorda Flynn. “Sono storie che fanno scatenare la fantasia e poter realizzare un film basato sui romanzi di Verne e farlo conoscere ai ragazzi di oggi è una grande soddisfazione”.
“Questo è il film che avrei voluto vedere al cinema quando ero bambino, qualcosa che può divertire e appassionare tutta la famiglia”, conclude Peyton. “C’è azione e si ride, compaiono creature bizzarre, ma ci sono anche momenti che emozioneranno grandi e piccoli”.

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