The Wolf of Wall Street di Martin Scorsese

Recensioni Film - Per dire la tua sul cinema! [+] Recensisci e Vota

Dati principali, scheda, locandina, manifesto cinema, info, curiosità per The Wolf of Wall Street - [Trama, giudizi e opinioni]
Altri film, opinioni, recensioni, informazioni - Altri film diretti da Martin Scorsese - Correzioni/Aggiunte - Sito ufficiale di The Wolf of Wall Street / The Wolf of Wall Street - Video YouTube di Martin Scorsese The Wolf of Wall Street - Cerca e trova - Stampa pagina - Condividi su
Crea i tuoi ebook con EBooksWriter, i tuoi manuali e cataloghi con HyperPublish, il tuo Sito con EasyWebEditor, i tuoi CD DVD con CDFrontEnd - VisualVision.it
 
locandina The Wolf of Wall Street
 
Regista: Martin Scorsese
Titolo originale: The Wolf of Wall Street
Durata: 180'
Genere: Thriller
Nazione: U.S.A.
Rapporto:

Anno: 2013
Uscita prevista: 23 Gennaio 2014 (cinema)

Attori: Leonardo DiCaprio, Jonah Hill, Matthew McConaughey, Kyle Chandler, Jean Dujardin, Margot Robbie, Jon Bernthal, Rob Reiner, Jon Favreau
Soggetto: Jordan Belfort
Sceneggiatura: Terence Winter

Trama, Giudizi ed Opinioni per The Wolf of Wall Street (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
 
Fotografia: Rodrigo Prieto
Montaggio: Thelma Schoonmaker
Musiche: Howard Shore
Effetti speciali: Bob Legato
Scenografia: Bob Shaw
Costumi: Sandy Powell

Produttore: Martin Scorsese,Leonardo DiCaprio,Riza Aziz,Joey McFarland,Emma Tillinger Koskoff
Produttore esecutivo: Georgia Kacandes,Alexandra Milchan,Rick Yorn,Irwin Winkler
Produzione: Appian Way, EMJAG Productions, Red Granite Pictures, Sikelia Productions
Distribuzione: 01 Distribution

La recensione di Dr. Film. di The Wolf of Wall Street
Nessun commento di Dr.Film per ora...

LEGGI e SCRIVI opinioni e recensioni su The Wolf of Wall Street
Opinioni e recensioni su The Wolf of Wall Street, clic qui...

Colonna sonora / Soundtrack di The Wolf of Wall Street
Potrebbe essere disponibile sotto, nei dati aggiuntivi (clic qui).

Informazioni e curiosità su The Wolf of Wall Street

VM14.
Ispirato al libro “IL LUPO DI WALL STREET” di JORDAN BELFORT edito in Italia da Bur Rizzoli.

Note dalla produzione:

LA LUSSUOSA VITA DI UN FUORILEGGE DI WALL STREET
“Il protagonista di questa storia mi sembrava un Caligola moderno”, racconta Leonardo DiCaprio, l’attore principale del film; come produttore ha lottato diversi anni per realizzare The Wolf of Wall Street. DiCaprio paragona le vicende di Jordan Belfort all’imperatore romano più depravato e folle di tutti i tempi, ma è comunque rimasto colpito nel vedere la lussuria e la passione per l’illegalità trasferirsi dalla Roma antica a una società di broker di New York, piena di venditori del Queens.
Proprio l’ambientazione tra i fuorilegge della finanza di New York che si godono la vita senza preoccuparsi delle conseguenze, lo ha attirato verso il progetto. “Alla fine degli anni ottanta e all’inizio dei novanta, Wall Street non aveva regole, sembrava il selvaggio West”, sottolinea DiCaprio. “E Jordan Belfort era uno di quei lupi che approfitta della mancanza di controlli per guadagnare una fortuna immensa. A mio avviso, la storia incarna perfettamente quel periodo in cui le istituzioni finanziarie erano molto disattente”.

DiCaprio era anche attirato dal totale candore di Belfort sugli eccessi a cui era arrivato, con i soldi che scorrevano a fiumi e tutto quello che sembrava fuori dal comune diventava normale. “La cosa affascinante di Jordan è l’assoluta onestà sul suo comportamento sregolato. Lui non ha omesso nulla e non ha cercato di difendersi. Non voleva scusarsi della sua passione per la ricchezza e per le dipendenze folli, quindi questo dava vita a un personaggio affascinante. E alla fine, aver dovuto pagare un prezzo per tutto questo la rende una storia meravigliosa”.
Prima che Belfort venisse accusato di frode e riciclaggio di denaro, conduceva la sua vita in maniera barocca e orgiastica, come non è possibile neanche immaginare: volava sul suo elicottero personale, guidava sei auto di lusso, veleggiava con il suo yacht di 50 metri, un tempo appartenuto a Coco Chanel, collezionava conti da 700.000 dollari per alberghi e prostitute e assumeva una ventina di sedativi Quaalude al giorno assieme a cocaina e morfina.

Poi, Belfort è andato fuori strada. Con tanto tempo a disposizione per riflettere, ha raccontato il suo viaggio in un libro senza censure, rivelando passo dopo passo come ha iniziato a fare il broker in un garage, investendo somme di poco conto, per poi sviluppare un’azienda specializzata in “pump and dump” (che vede dei broker dalla parlantina facile far salire le azioni a prezzi eccessivi, per farli crollare in seguito, mandando in rovina i loro investitori), e quindi distruggendosi la vita per colpa dei suoi desideri smisurati. Scritto con una spiccata sensibilità newyorchese, ha visto i critici apprezzare il ritmo frenetico del libro e il suo lato comico, vedendolo anche come un racconto perfetto della ricerca folle di denaro facile che ha colpito gli Stati Uniti.
Anche se Belfort non è stato un mafioso vero e proprio, molti ritengono la sua storia simile a quella di un gangster della finanza. Mentre i suoi clienti hanno subito perdite disastrose, lui e i suoi amici sono emersi come banditi che non si facevano problemi a vantarsi del bottino raccolto, spingendo la rivista Forbes a definire Belfort “una sorta di Robin Hood, che ruba ai ricchi per dare a se stesso”.

“E’ un gangster moderno”, sostiene Joey McFarland della Red Granite Pictures, che ha affiancato Scorsese, DiCaprio, Riza Aziz ed Emma Kaskoff nella squadra di produttori.
“Non è come i gangster violenti che abbiamo visto in altri film, ma uno che trova il modo di manipolare il sistema di Wall Street, soddisfare la sua avidità e approfittarsi delle persone. Quei bravi ragazzi era la storia di una gang di quartiere, ma lo è anche questa, solo che il quartiere è quello di Wall Street. E le persone che vengono sfruttate non sono dei negozianti locali, ma milioni di tipi normali, nella privacy delle loro case”.
Questo, sostiene McFarland, rendeva Martin Scorsese, i cui film coraggiosi e intensi hanno fatto la storia del cinema, il regista perfetto per questo materiale. Era eccitato di poter vedere questo realizzatore assumere un approccio senza limiti, che mettesse in evidenza il lato dark comedy della storia.

“Marty ha fatto il film senza dimenticare l’aspetto divertente. C’è il sesso, le droghe e i soldi, un viaggio tumultuoso, ma emerge comunque un umorismo costante e ricco di emozioni. Lo stile che Marty fornisce al film lo rende un evento di proporzioni epiche. Quando hai Marty e Leo insieme è già un evento, ma grazie a questo materiale estremo, diventa veramente qualcosa di speciale”.
La produttrice Emma Tillinger Koskoff, responsabile della produzione alla Sikelia Productions, parla del lavoro svolto assieme a Scorsese in tutti gli aspetti collegati ai progetti televisivi e cinematografici: “quando io e Marty abbiamo letto la sceneggiatura, abbiamo capito subito che avremmo voluto portarla al cinema. Per ambizioni, questo film è simile a Casinò, visto che la storia viene raccontata con il classico ritmo di Scorsese.
Sapevo che l’atteggiamento senza paura e compromessi di Marty lo rendeva l’uomo giusto per questo soggetto”.

DiCaprio aveva le stesse impressioni. “Fin all’inizio, ero convinto che Marty fosse perfetto per questo materiale. Lui è in grado di fornire un senso di realtà, una vita vera e un tocco comico all’oscurità presente in questa storia, una caratteristica che pochi realizzatori possono vantare di avere. Mi ricordo che Marty mi ha descritto Quei bravi ragazzi come una dark comedy ed è per questo che l’ho contattato subito per il film”.
Tuttavia, ogni persona coinvolta nel progetto è rimasta stupita vedendo il coraggio di Scorsese nel gettarsi in questo mondo di depravazione assoluta. Lo sceneggiatore Terence Winter riassume tutto così: “quando ho visto il film per la prima volta, sono rimasto impressionato. Era esattamente quello che avevo scritto, ma non riuscivo a credere al livello di follia, intensità e umorismo raggiunti. Il grado di impegno di questi attori, Leo in particolare, era pazzesco. Marty ha il dono di prendere qualcosa di scritto in una pagina e renderlo un capolavoro di narrazione visiva. Ha creato uno tsunami di follia”.


LA TRADIZIONE DEI GANGSTER . . . A UN ALTRO LIVELLO
A Martin Scorsese, la storia di Jordan Belfort dava l’opportunità di percorrere strade mai affrontate come realizzatore, arrivando agli estremi comici rappresentati da un’umanità che rimane comunque reale.
“La storia di Jordan coglie perfettamente il fascino che provano gli americani verso le storie di ascesa e caduta, come dimostra la tradizione dei gangster”, sostiene il regista. Tuttavia, Jordan ha preso la tradizione dei gangster e l’ha rivoltata come un calzino. Piuttosto che sfuggire alla legge, lui ha cavalcato l’illegalità in ogni modo immaginabile (e talvolta anche inimmaginabile), andandosi a cercare la punizione che ha posto fine al suo mini impero.

Scorsese ha anche visto l’opportunità di affrontare un viaggio sul classico ciclo di euforia, follia e disastri finanziari, che nell’economia moderna sembra ripetersi continuamente.
“Essendo una persona interessata alla storia, rimango meravigliato del fatto che accadano continuamente le stesse cose. Ci sono periodi di boom economico, grande euforia, tutti pensano che diventeranno ricchi e ogni cosa andrà bene. Poi avviene il crollo e si capisce che soltanto pochi si sono arricchiti e a spese degli altri. E’ accaduto nell’età dell’oro alla fine del XIX secolo. E’ avvenuto nel 1929. E’ capitato nel 1987, l’epoca in cui si svolge il nostro film. E così è successo nel passaggio tra questo e lo scorso secolo, quando è esplosa la bolla delle dot.com. Poi, è capitato nuovamente nel 2008. Magari accadrà ancora e presto”.

Belfort peraltro era proprio il tipo di personaggio che attirava Scorsese, un uomo di successo, pieno di ambizioni e difetti, che si ritrova a fronteggiare le conseguenze morali delle sue azioni.
“Jordan non ha condotto una vita esemplare, era decisamente ignobile”, sostiene il regista. “Lui non aveva intenzione di fare del male a nessuno, ma è quello che ha imparato dal mondo che lo circondava. Mi hanno sempre incuriosito persone come Jordan, Jake LaMotta o Tommy, il personaggio di Joe Pesci in Quei bravi ragazzi. La gente tende a ritenersi diversa da questi personaggi, pensando di non essere come loro.
Io invece ritengo che siano come noi. Se fossimo nati in una situazione diversa, magari avremmo finito per fare le stesse scelte e gli stessi errori. Sono interessato a riconoscere come questa componente dei personaggi sia molto umana e perciò dobbiamo venirci a patti”.

Scorsese riteneva che tutto questo fosse evidente nella sceneggiatura di Terence Winter, conosciuto soprattutto per il suo lavoro vincitore dell’Emmy per I Soprano e per la serie sul proibizionismo Boardwalk Empire, di cui Scorsese è produttore esecutivo. Ma lui negli anni ottanta aveva anche lavorato per Merrill Lynch, quindi era in grado di mettere assieme una conoscenza diretta del mondo finanziario, con un’inclinazione a scrivere dei pericoli di questo stile di vita. Lui ha cominciato a svolgere ricerche attingendo direttamente alla fonte, incontrando diverse volte Belfort.
“Jordan è stato molto aperto”, ricorda Winter. “Il libro non nasconde nulla, ma di persona è stato ancora più onesto. E’ entrato nei dettagli dell’uso delle droghe, delle orge, dei rapporti e di tutto il resto. Era un libro aperto. In seguito ho intervistato i suoi genitori, l’ex moglie, gli agenti dell’FBI che lo hanno arrestato, le persone che lavoravano per lui e anche alcune che ha truffato”.
In breve tempo, Winter aveva un ritratto completo di Belfort nella sua testa. “La genialità di Jordan è che lui è estremamente seducente, è divertente, intelligente e anche molto autoironico. Credo che lo stesso si possa dire delle persone che lavoravano per lui. Erano così affascinanti che per un attimo ti dimentichi che stavano derubando tanta gente”.

Lo sceneggiatore prosegue dicendo che “per me era interessante, perché ti faceva pensare che ‘Se non fosse per la grazia divina, quello sarei io’. Jordan era un normale ragazzo del Queens. I suoi genitori erano dei contabili e lui voleva soltanto avere successo, un desiderio comune a tutti noi, ma si è ritrovato a finire in una spirale senza controllo. Aveva delle doti naturali di venditore, ma poi è rimasto corrotto dal sistema, fino a quando non lo ha sfruttato a suo piacimento. Io ci vedevo la storia di un ragazzo onesto che si trasforma in un mostro della finanza”.
Questo mostro aveva un’insaziabile fame di possedere tutti i giocattoli e i piaceri conosciuti dall’umanità. “Non è soltanto la storia di ascesa e caduta di un tipo che rubava soldi a Wall Street, ma anche quella di una persona la cui vita era piena di situazioni folli, generate dalla sua ossessione per il sesso e le droghe. Lui è diventato dipendente da qualsiasi cosa si possa essere dipendenti”, nota Winter. “Voleva sempre di più. Più droghe. Più donne. Lo yacht più grande. Case ovunque. Ed è andato completamente fuori controllo. E’ stato molto divertente cercare di ricreare questo viaggio folle sulle montagne russe”.

Winter ritiene che questo racconto sia particolarmente attuale, arrivando subito dopo la crisi economica globale che ha messo in evidenza una corruzione diffusa e ha cambiato per sempre la percezione di Wall Street. “Siamo nel 2013, cinque anni dopo il crollo della nostra economia e tante persone responsabili di questi eventi ricoprono ancora posizioni importanti”, fa notare Winter. “Insomma, è il caso di chiedersi se abbiamo imparato qualcosa”.
DiCaprio era entusiasta del lavoro di Winter. “Terry ha scritto una sceneggiatura che comprendeva tutti i momenti più folli della vita di Jordan e appositamente per Martin Scorsese. Inoltre, mi ha fornito alcuni dei dialoghi più brillanti che abbia mai avuto l’opportunità di pronunciare come attore. Siamo molto grati che abbia realizzato l’adattamento del libro, perché ha inserito tante sfumature in questi personaggi e ha mostrato un grande coraggio, come nessun altro avrebbe potuto fare”.


ACCOMPAGNARE IL CAST LUNGO IL PERCORSO
Dopo le conversazioni iniziali con DiCaprio, Scorsese era attirato da The Wolf of Wall Street, ma c’era solo un modo in cui avrebbe voluto raccontare questa storia: con la forza della decadenza perversa che aveva letto nella sceneggiatura di Winter e nel libro di Belfort.
“Dovevo avere una libertà totale di fare quello che serviva con il cast e la troupe, insomma dovevamo arrivare all’estremo”, commenta Scorsese. “E’ una storia profana che si oppone al sacro, l’osceno si contrappone all’onestà. Tuttavia, non è un atto di denuncia. L’oscenità e lo scandalo sono presenti e ben evidenti, anche perché fanno parte della nostra cultura. Tuttavia, ritengo che tutto questo faccia parte di uno stile di vita, lo ‘stile di vita dei ricchi e famosi’, come direbbe una trasmissione televisiva, che ti porta a evitare te stesso e ad avere paura di restare solo con te stesso”.

Questo film rappresenta la quinta collaborazione tra Scorsese e DiCaprio, dopo Shutter Island, The Departed – il bene e il male, The aviator e Gangs of New York e il regista era intenzionato a portare il loro lavoro variegato un passo più avanti.
“Negli ultimi 14 anni, sono stato fortunato a lavorare con Leo, provando un interesse reciproco per gli stessi personaggi e delle storie comuni. C’è una grande fiducia nel nostro rapporto, che ci porta a prenderci dei rischi, con io che lo stimolo come attore e lui che fa lo stesso con me come regista. Certo, ha trent’anni di meno rispetto a me, ma devo dire che gli ultimi anni sono stati quasi una rinascita, che mi hanno fornito una nuova energia e ispirazione”.
Emma Tillinger Koskoff ha apprezzato molto vedere come la loro collaborazione si sia evoluta verso strade nuove. “La trasformazione di Leo e la sua crescita in questo film, dall’inizio alla fine, è stata uno spettacolo impressionante. I rischi che si è preso con questa interpretazione, sullo schermo e fuori, dimostrano ancora una volta che è il migliore attore della sua generazione”.

Ma il regista era anche eccitato dal resto del cast, molti dei quali interpreti famosi e che lavoravano con Scorsese per la prima volta. “C’era Jonah Hill, che è incredibile nei panni di Donnie; Cristin Milioti, la prima moglie di Jordan, Teresa, che anche se compare in poche scene risulta comunque impressionante; Kyle Chandler nei panni dell’agente dell’FBI, particolarmente efficace durante un incontro con Jordan sul suo yacht; e Margot Robbie, che è forte, dura e simpatica nei panni di Naomi, in grado di tenere testa a tutti in ogni scena”.
La Koskoff ricorda che Hill ha conquistato subito Scorsese. “Quando Jonah ha fatto il provino per il ruolo di Donnie, ha impressionato subito Marty. Io l’avevo visto ne L’arte di vincere e conoscevo le sue enormi potenzialità, che andavano ben oltre quelle di un semplice attore comico. Nonostante questo, venivamo continuamente sorpresi dal suo talento”.

Scorsese prosegue dicendo: “sono sempre stato un fan del lavoro di Rob Reiner come attore e realizzatore, quindi sono felice di essere riuscito a lavorarci in questo film, che lo vede nei panni del padre di Jordan. E collaborare con Matthew McConaughey per la prima volta è stato molto interessante. L’ho visto in Mud, il film di Jeff Nichols, e l’ho apprezzato molto. In realtà, non lo avevo neanche riconosciuto, sembrava rappresentare una parte integrante e naturale del mondo descritto dal film. Quando abbiamo parlato di questo ruolo, mi ha chiesto cosa avrebbe dovuto fare con il suo accento. Io gli ho risposto che non c’erano problemi ad avere un accento del sud a Wall Street. Nella scena del pranzo, lui e Leo si sono passati la palla magnificamente e Matthew ha trovato il modo giusto di esprimere i suoi esercizi vocali, così siamo riusciti a inserirli nel film. Insomma, l’inizio della pellicola è diventato emblematico della mancanza di limiti e dell’assurdità generale della storia. E’ tutto assurdo”.
Scorsese conclude dicendo “Jon Favreau è un attore e regista magnifico con cui ho lavorato benissimo, in particolare nella scena tra lui, Rob Reiner e Leo DiCaprio nella fattoria. Per Saurel, il nostro banchiere svizzero, Jean Dujardin ha fornito un grande senso dell’umorismo che va oltre le parole, lui è decisamente divertente, un attore fantastico”.


TRA I LUPI: I PERSONAGGI
Jordan Belfort: ha abbandonato gli studi di odontoiatria e a poco più di 30 anni è un multimilionario, che porta le aziende a quotarsi in Borsa, dirigendo la maggiore attività di “pump and dump” a New York e sviluppando un gusto molto sviluppato per le donne, le droghe e il lusso senza fine.
“Jordan è un personaggio complesso, perché ti piacerebbe amarlo, ma non puoi che odiare quello che fa”, nota il produttore McFarland. “Queste complessità sono molto eccitanti per un attore come Leo DiCaprio. Leo è già carismatico di suo, quindi ritenevo che potesse esprimere bene Jordan e poi aggiungere un’ulteriore dose di coraggio per rendere veramente unica la sua prova. Jordan possiede veramente le qualità di un leader, ma sfortunatamente utilizza la sua intelligenza e il suo spirito imprenditoriale per manipolare le persone. Alla fine, la sua arroganza e il suo stile di vita lo portano alla rovina. Lui viveva come una rockstar, ma non era mai abbastanza e questo ha provocato la sua distruzione”.

DiCaprio voleva interpretare Belfort fin dal primo momento che ha letto The Wolf of Wall Street. Tuttavia, per far questo, sapeva di dover superare ogni limite. “La questione fondamentale in un film del genere, è se il pubblico accetterà un personaggio che compie delle azioni terribili, ma credo dipenda dall’onestà con cui mostri una figura come Jordan. Questa è stata una delle prime cose che Marty mi ha detto. Lui sostiene che, in base alla sua esperienza di realizzatore, se sei onesto con i personaggi e quello che sono senza tradirli, la gente accetterà qualsiasi cosa. E questo mi ha colpito molto”.

L’attore prosegue dicendo: “il nostro atteggiamento era di non attenuare nulla o di tenere nascosto qualcosa. I personaggi non dovevano diventare piacevoli. Bisognava mostrarli per quello che sono, così come far vedere un periodo incredibile che avevano vissuto in anni senza regole. Queste persone erano scatenate, anche se avevano i soldi degli americani nelle loro mani. Ma osservarli disintegrarsi e soccombere alla lussuria e all’avidità, risulta uno spettacolo”.
DiCaprio ha svolto molte ricerche, ma durante le prove e sul set regnava un forte spirito di improvvisazione. “Anche se avevamo dei punti di riferimento su come dovevano concludersi le scene, per il resto Martin ci lasciava molto liberi. Era come una compagnia teatrale che improvvisa con il materiale. C’era una scena lunga soltanto una pagina in sceneggiatura e abbiamo improvvisato per ore e ore. Avevamo degli attori straordinari e quindi poteva accadere qualsiasi cosa, come in effetti è avvenuto”.

Molte scene hanno consentito a DiCaprio di andare oltre i normali comportamenti umani, ma su tutte spicca un trip di Quaalude. “Avviene un giorno in cui Jordan capisce che l’FBI ha messo sotto controllo la sua casa e Donnie ha fatto casino con una transazione economica, così loro due prendono un Quaalude potentissimo che li fa sballare. Marty ha creato questa sequenza esilarante, intensa e terribile, in cui io e Jonah siamo completamente fusi. Mi ricordo che Jonah mi ha guardato e mi ha detto che era la cosa più folle che avesse mai fatto in vita sua. Per me, è stato lo stesso. Insomma, si rivela un evento surreale nella vita di questi due pazzi”.
Sebbene si sia tuffato nell’eccitazione autodistruttiva di Jordan, DiCaprio è rimasto molto affascinato dai suoi discorsi entusiasti di fronte a tutti i dipendenti. “I discorsi erano molto interessanti, perché sembravano quasi un concerto degli U2, avevano una vita propria. Di fronte a questi broker assetati di denaro e che vogliono diventare ricchi a tutti i costi, lui doveva prepararli alla guerra. Insomma, era come una rockstar che sale sul palco ed eccita il pubblico, solo che in questo caso lui li esortava a essere più avidi possibile e ad approfittarsi degli altri. Sono state scene memorabili che abbiamo perfezionato in ogni piccolo dettaglio. Una volta che salivo sul palco le parole uscivano da sole”.

Donnie Azoff: Conosciuto per le sue abitudini folli, come sposare la cugina di primo grado e trasportare regolarmente delle droghe dove non batte il sole, Donnie diventa il leale socio di Jordan.
Il socio di affari e atti criminali di Jordan è Donnie Azoff, che passa dall’essere un normale vicino di Jordan al cofondatore della sua azienda e una sorta di antieroe, che disprezza qualsiasi regola. Candidato a un Academy Award per L’arte di vincere, Jonah Hill ha affrontato il ruolo con un impegno assoluto, mantenendo la comicità insita nella sceneggiatura.
“Jonah fornisce un grande umorismo”, sostiene McFarland. “E’ un attore fantastico, ma è anche assolutamente divertente e il modo in cui incarna Donnie consente di alleggerire il tono del film. La sintonia tra lui e Marty era incredibile”.

DiCaprio, parlando del lavoro di Hill nel film, sostiene che: “lui mi ha detto di voler supportare me e Marty mostrando l’essenza di questi personaggi e in particolare di quest’uomo. E’ stato un atteggiamento eccitante per tutti noi. Lui forniva energia a ogni scena in cui era presente e il suo personaggio è esilarante dall’inizio alla fine”.
Naomi: ex modella e seconda moglie di Jordan, da lui soprannominata “la duchessa di Bay Ridge”, perché voleva riempirla di regali lussuosi come se fosse un membro della famiglia reale, fino a quando il loro matrimonio non va in pezzi.
A interpretare la seconda moglie di Jordan, Naomi, un trofeo scintillante che dopo poco tempo ne ha abbastanza delle follie di Jordan, è la star australiana ventiduenne Margot Robbie, che ha messo da parte il suo passato e si è tuffata nella vita di una principessa del Queens. Come afferma DiCaprio: “è un’impresa difficile interpretare una ragazza del Queens quando provieni dall’Australia e capirne i modi, i movimenti e la cultura. Ma Margot ha lavorato con grande attenzione per creare il personaggio, risultando assolutamente credibile nel ruolo”.

Robbie sostiene di aver capito perché Naomi si sia innamorata di Jordan. “Ho incontrato personalmente Jordan prima di iniziare le riprese e c’è qualcosa in lui di molto gradevole, anche se ha commesso delle azioni terribili. Sembra essere una persona che porta tutto all’estremo. Lavora in maniera estrema, guadagna soldi in maniera estrema e si droga in maniera estrema. In tutto quello che fa, va molto oltre i comuni mortali e questo può risultare eccitante”.
Tuttavia, lei doveva capire come fa una donna a rimanere accanto a un marito subdolo, libertino e drogato, non importa quanto ricco e attraente. “Ritengo che il fatto di avere solo 22 anni quando si sono incontrati ed essere rimasta catturata in questo vortice intorno a Jordan sia stato l’elemento fondamentale. Lei si divertiva, ma all’improvviso tutto è diventato eccessivo. Prima di rendersene conto, ha fatto dei figli con lui, per poi capire che era dipendente dal sesso e dalle droghe e arrivare alla conclusione che questo stile di vita non faceva per lei”.

Interpretare Naomi significava anche calarsi nella follia delle feste che lei e Jordan frequentavano quando si sono incontrati. “Ci sono tante scene folli, ma l’aspetto interessante è che tutti erano impegnati a fare il miglior film possibile e quindi continuavano a dare il massimo. Eravamo molto coinvolti e questo ha reso l’ambiente di lavoro veramente confortevole”.
In particolare, lei ha apprezzato il fatto di lavorare a stretto contatto con DiCaprio. “Leo è veramente concentrato. Potevo percorrere qualsiasi strada e lui mi seguiva. Mi ha spinto a prendermi più rischi, perché è quello che faceva lui”.
Mark Hanna: Un mentore di Jordan in una società di brokeraggio di Wall Street che chiude dopo poco tempo e che gli insegna la prima regola del gioco: “spostare i soldi dalle tasche del cliente alle tue”.

Quando Matthew McConaughey ha incarnato il ruolo di Mark Hanna, ha lasciato la sua impronta sulla parte. L’attore, che quest’anno ha ottenuto grandi consensi per le sue partecipazioni a Mud e a The Dallas Buyers Club, ha scelto di andare per la sua strada.
Come ricorda DiCaprio: “Matthew è arrivato con un’idea molto precisa del suo personaggio. Mark nella sceneggiatura era una cosa, ma poi lui ha recitato un monologo che era assolutamente complesso, originale e folle, in grado di presentare perfettamente al pubblico il mondo della Wall Street dell’epoca. Così, è riuscito a racchiudere tutta questa follia in un unico momento. Ha sfruttato i punti di riferimento che erano presenti nella sceneggiatura, ma alla fine l’originalità e lo stile erano farina del suo sacco”.
McConaughey ha anche dato vita a quello che è diventato l’inno della Stratton Oakmont.

“Ha iniziato a battere i pugni sul petto, come se fosse una batteria. Io ho guardato sorpreso Marty per capire cosa stesse succedendo. In seguito, l’ho ripreso per la scena in cui preparo le mie truppe alla guerra”, spiega DiCaprio. “Insomma Matthew, anche se è rimasto poco tempo, ha rappresentato una grande influenza sul film”. Patrick Denham: il rigoroso agente dell’FBI che indaga sull’incredibile impero di Jordan, mentre raccoglie le prove su un caso di riciclaggio di denaro sporco che farà crollare tutta l’azienda.
A incarnare il ruolo dell’agente dell’FBI, che si mette alle calcagna di Jordan, è Kyle Chandler, apparso lo scorso anno in Operazione Zero Dark Thirty, Argo e The Spectacular Now.
“Il maggior desiderio del mio personaggio è arrestare Belfort”, sostiene Chandler. “Denham è un tipo che adora indagare su Jordan, un uomo che ritiene eccessivo e oltraggioso”.

Proprio come il resto del cast, Chandler ha fatto suo il personaggio, concentrandosi sui contrasti tra i suoi guadagni e quelli dei broker a cui dava la caccia. “Credo sia una persona molto decisa. E’ un gentiluomo che ritiene che le persone dovrebbero seguire le regole; se non lo fai, devi pagarne il prezzo. Nel film, tra tutto il caos, la decadenza, le belle donne, i soldi, gli imbrogli, i furti e l’umorismo, io sono quello che rimane onesto e leale. Ma lui non è un tipo appariscente, la sua macchina è piena di bicchierini di caffé usati, si veste male e magari ha la cravatta sporca di mostarda. Mi è piaciuto interpretare questo personaggio intelligente, ma anche un po’ goffo”.
Fronteggiare DiCaprio quando l’agente Denham sale sul suo yacht è stato il momento preferito di Chandler. Come ricorda DiCaprio: “è una delle scene più importanti del film, perché il mio personaggio pensa ancora che non ci siano conseguenze da pagare e delle regole da rispettare, tanto che cerco di corrompere un agente dell’FBI. Kyle mi porge un’esca e sufficiente corda per impiccarmi da solo. Abbiamo improvvisato tutto”.

Max Belfort: il padre di Jordan, conosciuto per il suo temperamento eccessivo, che diventa responsabile finanziario della Stratton Oakmont e che cerca di porre un freno all’utilizzo sconsiderato che il figlio fa delle carte di credito, che servono per qualsiasi cosa, dai nani alle prostitute.
A incarnare la parte di Max Belfort c’è Rob Reiner, l’attore e realizzatore candidato all’Oscar, che non appariva davanti alla cinepresa da oltre un decennio. Lui è rimasto attirato immediatamente dal materiale. “E’ un racconto sul denaro e su quello che provoca nelle persone. E dopo essere usciti da un periodo di eccessi nella nostra economia, che ha portato a un crollo finanziario, ritengo sia molto interessante osservare quello che accade quando alle persone viene permesso di fare quello che vogliono, senza porre limiti o regole”.

Poi c’è stata l’opportunità di lavorare con Scorsese. “Marty racconta in maniera egregia i personaggi che hanno grandi difetti e Jordan è un tipo eccessivo, che crolla per via delle sue debolezze. Sul set, Marty crea un’atmosfera perfetta. Lui ama vedere improvvisare gli attori e per noi non c’è niente di meglio”.
Reiner ha adottato un approccio attento per capire Max, un padre che osserva il figlio compiere attività criminali. “Non ha certo cresciuto apposta un fuorilegge, ma si è ritrovato in questa situazione. D’altronde, un padre ama un figlio qualsiasi cosa faccia. Quindi, Max ama Jordan, anche se percorre una strada discutibile. Inoltre, ritengo che Max sia orgoglioso del fatto che Jordan riscuota un grande successo. Magari non ama vederlo tradire la moglie con le prostitute e ritiene che spenda troppo, ma rimane comunque molto orgoglioso di lui”.

Jean-Jacques Saurel: l’affascinante banchiere svizzero, che ricicla milioni di dollari per i dirigenti della Stratton Oakmont grazie alla sua banca a Ginevra. Fin da subito, Scorsese ha deciso di contattare Jean Dujardin, il vincitore dell’Academy Award per The Artist, che è anche conosciuto per tanti film francesi. Lui era eccitato che l’attore desiderasse incarnare un ruolo piccolo ma importante, fornendo tutto il suo umorismo e carisma.
Anche DiCaprio era felice che Dujardin facesse parte del cast. “Avevamo una lunga serie di attori che hanno fornito una grande energia a questo film, tra cui anche lui”, commenta DiCaprio. “E la sua capacità di improvvisare in inglese ci ha colpito. Qualsiasi cosa io o Marty dicessimo, reagiva all’istante. E’ stato fantastico stare sul set con lui. E’ nato per fare cinema”.


SEDUTI SUL LUSSO: IL DESIGN
Il design di The Wolf of Wall Street è molto legato ai colori e agli eccessi, come avviene con i suoi personaggi. Il film rappresenta la seconda occasione in cui Scorsese utilizza un formato digitale e in questo caso fornisce un notevole realismo a un mondo fatto di fantasie eccessive.
Per dar vita all’aspetto del film, Scorsese ha scelto il direttore della fotografia candidato all’Oscar Rodrigo Prieto, che recentemente ha lavorato ad Argo e che è conosciuto per la sua collaborazione con Alejandro Gonzalez Innaritu. “Rodrigo è un direttore della fotografia fantastico e sono felicissimo di questa esperienza. Lui aveva uno stile molto libero, per cui conservava un tocco poetico con le immagini e riusciva a mantenere i personaggi nell’inquadratura, anche quando schizzavano da tutte le parti”.

Scorsese ha anche collaborato a stretto contatto con lo scenografo vincitore dell’Emmy Award Bob Shaw (Boardwalk Empire, I Soprano), che ha colto perfettamente un momento molto particolare degli anni novanta, quando un uomo che proviene dalla media borghesia del Queens si arricchisce rapidamente e conduce una vita di lussi eccessivi senza porsi dei limiti.
“Jordan Belfort è una persona che ha scoperto di poter mettere mano al barattolo della marmellata e una volta che ci è riuscito, non ha paura di fare indigestione”, sostiene Shaw. “Insomma, dovevamo prendere una strada folle”.
In effetti, all’epoca sembrava che l’America puntasse all’eccesso e alla ricchezza in qualsiasi situazione. “Era un periodo di crescita economica e tutti avevano scoperto che potevano ottenere delle cose che fino a quel momento non erano disponibili. E’ così che, per esempio, le McMansion (come vengono soprannominate le case enormi ed eccessive) sono diventate popolari. Improvvisamente, la metratura delle case è raddoppiata e sembrava che nulla fosse abbastanza. Jordan rappresenta tutto questo”.

Shaw ricorda come lui e Scorsese si sono messi in cerca della location più eccessiva possibile per rappresentare la casa di Jordan, in cui lui si trasferisce con la seconda moglie, Naomi. “La dimora che abbiamo utilizzato era anche più incredibile della nostra prima scelta. Noi stavamo cercando di trovare l’uscita della casa e a quel punto mi sono rivolto a Martin, facendogli notare come il fatto di esserci persi indicasse che ci trovavamo nel posto giusto”.
Per gli interni, Shaw si è concentrato sui tocchi che Naomi avrebbe fornito. “Lei aveva delle grandi aspirazioni e ritengo che quando Jordan la sposa, riprende qualcosa del suo gusto. Lei possiede un’estetica degna di Ralph Lauren e vuole che la famiglia sembri simile ai vecchi e nobili proprietari terrieri. Lei desidera che sembri la casa di una famiglia ricca per tradizione, quindi è molto Shabby Chic.

Nel creare la Stratton Oakmont, Shaw ha portato la società attraverso varie fasi: dai suoi inizi in un garage alla sua folle conclusione, come una versione senza limiti delle tradizionali aziende di investimento. “Inizia come una società di basso livello, poi ci spostiamo in un ufficio in stile anni ottanta, prima che il mondo abbandonasse i colori pesca e foglia di tè, così come le vetrate. Infine, l’ufficio che Jordan ha sempre desiderato, quello che riflette l’enorme ricchezza che ha conseguito e che è quasi una parodia della L.F. Rothschild, dove aveva incominciato la sua carriera”, spiega Shaw.

Una progressione avviene anche per i vestiti dei personaggi. L’ideatrice dei costumi Sandy Powell, vincitrice dell’Academy Award, che ha collaborato con Scorsese a Gangs of New York, The aviator, The departed - Il bene e il male, Shutter Island e Hugo, rivela che leggere il libro di Jordan Belfort è stato solo l’inizio. “Sapevo qualcosa di quanto avvenuto, ma comunque è stato scioccante leggerlo. Poi, dopo aver avuto la sceneggiatura, è stato incredibile immaginare gli eccessi e le assurdità presenti in tutto questo”.
Tuttavia, lei era consapevole che i costumi sarebbero stati una sfida, che l’avrebbe portata in un territorio originale. “Normalmente, non lavorerei a un film del genere. Ma avendo già collaborato con Scorsese ad altri cinque progetti, sapevo che grazie a lui sarebbe stato un film interessante. Comunque, rimaneva qualcosa di molto particolare per me, visto che i personaggi sono così estremi. Il punto fondamentale era come esprimere questi personaggi eccessivi con gli abiti e non solo con il loro comportamento”.

Lei ha avuto delle conversazioni importanti con Scorsese: “Marty ha sempre avuto le idee chiare sull’aspetto delle cose ed è molto preparato sull’abbigliamento. Così, fin da subito abbiamo discusso tutti i personaggi e quando ho preparato il guardaroba degli attori, gli ho mostrato le immagini e lui mi ha detto cosa gli piaceva”.
In seguito, lei ha diviso il film in tre epoche. “Abbiamo iniziato negli anni ottanta con le spalle larghe, le capigliature ampie e dei vestiti più disinvolti. Poi siamo passati a metà degli anni novanta, quando tutto è diventato più regolare e i colori erano orientati sullo scuro, per diventare improntati al nero alla fine degli anni novanta, poco prima del crollo di Jordan”.

La Powell nota come Belfort e i suoi colleghi non fossero tanto interessati all’alta moda, quanto semplicemente ai prezzi alti. “Gli uomini cercavano di assomigliare al classico stile Savile Row, quindi erano molto conservatori nelle scelte. Con le donne mi divertivo maggiormente e potevo usare abiti più appariscenti”.
In particolare, lei ha amato vestire Margot Robbie nei panni di Naomi. “E’ veramente un corpo magnifico su cui porre degli abiti. E’ così giovane che i suoi vestiti erano qualcosa di nuovo. Lei non riusciva a credere che le persone si vestissero così, ma io le ho confermato che era tutto vero. Lei indossa anche un paio di cose che all’epoca portavo io”.
La Powell aggiunge che “uno dei miei abiti preferiti tra quelli che indossa Margot, è quando ha Versace dalla testa ai piedi, con stivali color oro e una giacca con dei puntini dorati. Dopo quel momento, l’ho definita la ‘superdonna Versace’”.

Un altro storico collaboratore di Scorsese, il supervisore agli effetti visivi Rob Legato, le cui doti sono entrate in gioco quando Jordan fa atterrare un elicottero nel suo cortile o conduce il suo gigantesco yacht in una tempesta spaventosa, nota che il film possiede qualcosa di diverso.
“Ha una grande energia e tutto è sempre un po’ eccessivo. Non è una storia tradizionale, quindi la sfida con gli effetti visivi era rispettare il tono che Martin stava cercando”, spiega Legato. “I movimenti di camera sono velocissimi e l’azione è frenetica. Molte cose a cui ho lavorato – come un incidente automobilistico – risultano un po’ più veloci e strane rispetto al normale. Credo che la regia rifletta la superbia di Jordan, l’idea di poter fare qualsiasi cosa senza pagarne le conseguenze”.

Dopo le riprese, Scorsese si è chiuso nella sala di montaggio, dove ha ritrovato nuovamente Thelma Schoonmaker, tre volte vincitrice dell’Oscar, con la quale lavora da quattro decenni. Inoltre, è tornato a collaborare con il compositore vincitore di tre Academy Award Howard Shore alle musiche della pellicola e con i supervisori musicali Robbie Robertson e Randall Poster per completare la colonna sonora del film, che spazia da Prokofiev a Muddy Waters e i Ramones.
Una volta terminato il film, DiCaprio ne è rimasto colpito, come era avvenuto quando ha scoperto per la prima volta l’ascesa e caduta di Jordan Belfort. L’attore e produttore riassume così la sua opinione: “per certi versi, ritengo che il pubblico contemporaneo sia ormai insensibile verso tante cose che vede sullo schermo. Ma è veramente eccitante che Marty abbia permesso al cast e alla troupe di giocare con questa storia, che ha un tono molto diverso dai film tradizionali”.

[an error occurred while processing this directive]
[+] aggiungi informazioni e curiosità su The Wolf of Wall Street oppure [+] scrivi recensione e vota The Wolf of Wall Street

Vota, leggi trama e opinioni su The Wolf of Wall Street di Martin Scorsese - Torrent, scaricare The Wolf of Wall Street di Martin Scorsese, streming

Questo sito è gestito con HyperPublish e molto olio di gomito.
Questo è un sito di cinema film movies amatoriale: le informazioni provengono dai miei studi, dal contributo degli utenti e da fonti reperibili nel pubblico dominio. Non posso garantire la validità delle informazioni ma faccio del mio meglio. Posso inoltre garantirti la mia onestà quando dico che un film è bello. Aggiungi anche tu la tua opinione e fai sapere a tutti senza limiti come è il film! Ti invito ad andare al cinema, non è bello scaricare torrent guardare streaming vedere megavideo striming divx emule movies nemmeno in anteprima. I copyright dei film / movies appartengono ai rispettivi proprietari.



Qualche film interessante: Waterworld, Warcraft - L'inizio, The Whole Truth, The wash, The Woman Who Left, Wish List, White Oleander, Warm Bodies, The Wolverine

Film in ordine alfabetico: 9.99…20 D 20 F…50 V 500 …UNA - ...A…A PR A PR…ACQU ACRI…AH S AI C…ALIL ALL …AMAZ AMAZ…AMOR AMOR…ANIJ ANIM…APPU APPU…ASPR ASSA…AVVI AWAK…L'AM L'AM…LE A LE A…UN A UN A…UN'A - A BE…BALL BALT…BE K BE L…BENV BENV…BING BIOS…BLOO BLOO…BOX BOXI…BULW BUMA…LA B LA B…THE THE …UNA - ...C…CAPT CAPT…CAVA CAVA…CHE CHE …CICO CIDA…CODI CODI…COMM COMM…COSA COSA…CUCC CUOR…IL C IL C…LA C LA C…PORC THE …UNA - ...E…DEAD DEAD…DEST DEST…DIRT DIRT…DORI DORM…DUE DUE …LA D LA D…UNA UNA …UNA - ...E…EFFE EFFE…EMPI EMPL…EVAN EVAN…L'ES L'ES…UN'E - A FA…FAUS FAUS…FINO FINO…FRA FRAG…FROZ FRUI…I FR I FR…LA F LA F…UNA - A GL…GET GET …GIOV GIOV…GOMO GOMO…GRIN GRIZ…IL G IL G…LE G LE G…UNA - A HI…HARR HARR…HESH HESH…HONE HONE…HUNG HUNG…UN H - GLI …IMMO IMMO…INCO INCR…INTE INTE…IQBA IRAQ…L'IN L'IN…UN'I - I JO…JESU JET …JOYF JU T…THE - K.36…KING KING…THE - A LE…LAND LAND…LEGE LEGI…LIBE LIBE…LONT LONT…LULU LUMI…UNA - A MA…IL M IL M…LA M LA M…MAES MAGA…MANS MANS…MATE MATE…MENO MENO…MILO MIMZ…MO'J MOLI…MO'T MOTO…MY G MY I…UN M UN M…UNA - I NO…NARU NARU…NEMM NEMM…NO ( NO -…NON NON …THE THE …UNA - GLI …OCTA OCTO…ONDE ONDE…ORO ORO …UN'O - O - …IL P IL P…LA P LA P…PANE PANE…PASS PASS…PEPP PEPP…PICC PICC…PLAT PLAY…PRAI PRAN…PROF PROF…THE THE …UNE - A QU…QUEE QUEE…THE - I RA…LA R LA R…RAIN RAIS…REMB REMB…RIDE RIDI…ROBO ROCC…THE THE …UNA - O - …IL S IL S…LA S LA S…SALE SALI…SCAR SCAR…SECO SECO…SETT SEVE…SHOR SHOR…SKOO SKY …SOLO SOLO…SPAC SPAC…STAR STAR…STRE STRE…SUR SUR …THE THE …UNO - I TE…TADP TAFA…TEMP TEN …THE THE …TI V TI V…TORO TORQ…TRE TRE …TURI TURI…TWO TWO …UNA - GLI …L'UO L'UO…UNDE UNDE…UZAK - A VE…LA V LA V…VAJO VALD…VERO VERO…VIRG VIRT…VUOT - I WA…WARC WARC…WILD WILD…WWW - X - Y - Z
Registi in ordine alfabetico: 0..9 A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z
Cerca...
RecensioniFilm.com 2017 tutto il Cinema raccontato dal pubblico - Accordi - Software - Crea Ebook - Screen savers - Privacy e cookies - Contatti, suggerimenti - Film senza limiti - Streaming