Regista: M. Night Shyamalan
Titolo originale: After Earth
Durata: 101'
Genere: Fantascienza
Nazione: U.S.A.
Rapporto:
Anno: 2013
Uscita prevista: 6 Giugno 2013 (cinema)
Attori: Will Smith, Isabelle Fuhrman, Zoë Kravitz, Jaden Smith, Sophie Okonedo, David Denman, Lincoln Lewis, Kristofer Hivju, Sacha Dhawan, Chris Geere, Jaden Martin, Shawn Gonzalez, Gilbert Soto, Joe Farina, Jon Douglas Rainey, Corey Brown, Kimberly Villanova
Soggetto: Will Smith
Sceneggiatura: Gary Whitta, M. Night Shyamalan, Stephen Gaghan
Trama, Giudizi ed Opinioni per After Earth - Dopo la fine del mondo (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Titolo originale: After Earth
Durata: 101'
Genere: Fantascienza
Nazione: U.S.A.
Rapporto:
Anno: 2013
Uscita prevista: 6 Giugno 2013 (cinema)
Attori: Will Smith, Isabelle Fuhrman, Zoë Kravitz, Jaden Smith, Sophie Okonedo, David Denman, Lincoln Lewis, Kristofer Hivju, Sacha Dhawan, Chris Geere, Jaden Martin, Shawn Gonzalez, Gilbert Soto, Joe Farina, Jon Douglas Rainey, Corey Brown, Kimberly Villanova
Soggetto: Will Smith
Sceneggiatura: Gary Whitta, M. Night Shyamalan, Stephen Gaghan
Trama, Giudizi ed Opinioni per After Earth - Dopo la fine del mondo (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Fotografia: Peter Suschitzky
Montaggio: Steven Rosenblum
Musiche: James Newton Howard
Effetti speciali: Jonathan Rothbart
Scenografia: Tom Sanders
Costumi: Amy Westcott
Produttore: James Lassiter,Caleeb Pinkett,Jada Pinkett,Will Smith
Produttore esecutivo: M. Night Shyamalan, E. Bennett Walsh
Produzione: Overbrook Entertainment, Blinding Edge Pictures
Distribuzione: Warner Bros. Pictures Italia
Montaggio: Steven Rosenblum
Musiche: James Newton Howard
Effetti speciali: Jonathan Rothbart
Scenografia: Tom Sanders
Costumi: Amy Westcott
Produttore: James Lassiter,Caleeb Pinkett,Jada Pinkett,Will Smith
Produttore esecutivo: M. Night Shyamalan, E. Bennett Walsh
Produzione: Overbrook Entertainment, Blinding Edge Pictures
Distribuzione: Warner Bros. Pictures Italia
La recensione di Dr. Film. di After Earth - Dopo la fine del mondo
Non indispensabile, ma guardabile.
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Colonna sonora / Soundtrack di After Earth - Dopo la fine del mondo
Potrebbe essere disponibile sotto, nei dati aggiuntivi (clic qui).
Informazioni e curiosità su After Earth - Dopo la fine del mondo
Note dalla produzione:“La cosa interessante di questo film è la sua grandiosità, nonostante il tema centrale sia in realtà semplice, perché riguarda una storia familiare a tutti: quella del rapporto fra padre e figlio”, dice Will Smith. “Il pubblico riuscirà facilmente a relazionarsi al tema di un padre che cerca di instaurare un rapporto con il figlio, in una situazione in cui entrambi rischiano la vita”.
La prima lezione che il padre deve insegnare al figlio è come riuscire a dominare la paura. “I genitori sanno sempre quando un figlio sta mentendo perché ha paura di qualcosa”, dice Will Smith. “E ogni genitore ha un modo diverso di affrontare il problema. In After Earth, c’è un padre che cerca di comandare e controllare il figlio, ma in realtà appena un figlio esce di casa, ed ormai il genitore gli ha insegnato tutto ciò che poteva insegnargli, il figlio dovrà imparare il resto sulle proprie gambe. Secondo me in questo film, l’ambiente estremo della storia ingigantisce il rapporto fra padre e figlio, rendendolo minaccioso”.
“Questa è il fulcro della storia”, afferma Caleeb Pinkett, produttore del film. “Ed è suggestivo, perché ha luogo in un futuro lontano 1000 anni, ma l’elemento centrale sono i sentimenti che ruotano intorno a questo rapporto che sono universali”.
Ad appena 14 anni, Jaden Smith ha già dimostrato di essere un ottimo attore. Aveva esordito accanto al padre ne La ricerca della felicita', con grandi plausi per la sua performance. In seguito ha avuto un ruolo in Ultimatum alla Terra (2008) ed è stato il coprotagonista con Jackie Chan nel grande successo globale Karate Kid – La leggenda continua, confermando il suo carismatico talento.
Il giovane attore spiega che il suo personaggio sarà familiare a qualsiasi adolescente o a chiunque sia stato adolescente. “Kitai vuole essere il migliore, e fisicamente lo è, ma è troppo incosciente”, dice. “Pensa di dover sempre dimostrare qualcosa, sia per misurarsi con suo padre, sia per superare gli avvenimenti del passato. Per lui è difficile controllare le emozioni. Quando la loro navicella precipita, se vuole sopravvivere dovrà mettere da parte questo atteggiamento, smettendo di voler impressionare il padre ad ogni costo. Dovrà crescere e diventare un guerriero”.
“All’inizio del film Kitai è imprudente ma solo perché ha paura”, dice Caleeb Pinkett. “Ha paura e quindi ostenta coraggio. L’incidente della navicella cancellerà il suo atteggiamento spavaldo, e vedremo solo un ragazzino spaventato. L’unico modo per riuscire a tornare a casa è acquistare la sicurezza necessaria per affrontare le sue paure, e non in modo arrogante e presuntuoso, bensì rendendosi conto, con umiltà, di essere realmente valido”.
Anche il padre deve imparare a dare fiducia al figlio. “Non è facile per Cypher, ma è una cosa che tutti i genitori devono fare: i nostri figli devono raggiungere il successo oppure fallire sulle proprie gambe e noi genitori possiamo solo starli a guardare”, osserva Will Smith. “Questo film racconta il processo di maturazione sia del genitore che del proprio figlio”.
Le origini del progetto risalgono ad una normale serata domestica. Dopo aver girato The Karate Kid: La Leggenda Continua, mentre Jaden ed i suoi genitori pensavano al prossimo progetto lavorativo del ragazzo, è emerso subito il desiderio di entrambi gli Smith di lavorare di nuovo insieme. Racconta Will Smith: “Una sera, Jaden ed io stavamo guardando la televisione e parlavamo di quanto ci fosse piaciuto lavorare insieme ne La ricerca della felicità, e che avremmo voluto ripetere questa esperienza. Mentre stavamo ipotizzando altre storie, con il TG sullo sfondo, Jaden ha detto: ‘Potrei essere tuo figlio, un ragazzo che si trova nei guai e tu devi tornare dalla guerra’. Questa intuizione si è trasformata nell’idea di un padre ed un figlio che viaggiano insieme in Alaska e devono affrontare i pericoli della natura. Era una conversazione divertente e interessante. Ad un certo punto abbiamo pensato di ambientare la storia a 1000 anni di distanza da ora, nel futuro. Così l’idea di After Earth è letteralmente esplosa nella nostra testa”.
Will Smith ha scritto il soggetto del film, ma questo è stato solo l’inizio: i filmmaker hanno poi immaginato un universo complesso, un background millenario raccontato in un trattamento di ben 300 pagine a cura di Peter David, vincitore di un premio Eisner, Michael Jan Friedman e Robert Greenberger, dove viene spiegata la storia dell’umanità dal momento in cui decide di abbandonare la Terra fino agli eventi del film. La cosiddetta ‘bibbia’ contiene tutto il materiale accessorio per un eventuale franchise di After Earth. “Sono stato colpito non soltanto dal fatto che fosse molto dettagliato ma anche stranamente premonitore”, afferma Pinkett. “Peter ha concepito la storia di un intero universo, e già questo era abbastanza impressionante, ma poi nel mondo contemporaneo sono accaduti eventi che rispecchiano il suo universo, ad esempio il meteorite caduto in Russia qualche mese fa: anche Peter aveva descritto un evento simile. L’approccio verosimile di Peter dà consistenza all’universo di After Earth anche se si tratta di pura fantascienza”.
“Questo mondo è stato concepito nei minimi particolari”, dice Will Smith. “La storia dei personaggi è descritto in modo dettagliato, non avevo mai visto letto di simile. Nel caso del mio personaggio, ad esempio, Cypher, il trattamento racconta il suo background e cioè che sua nonna era stata a capo dei Ranger, e che durante il suo incarico aveva unificato il governo sotto i Ranger. Questo significa che suo figlio, il padre del mio personaggio, non aveva potuto capitanare i Ranger se non all’età di quasi 50 anni, bypassando così gli anni di maggiore forza fisica. Questo è il genere di storia esplorato da Peter. Anche se questi dettagli non fanno parte del film, ci aiutano ad entrare nei nostri personaggi, rendendo questo mondo quasi realistico, oltre a fornire spessore alla storia e all’ambiente”.
IL MONDO… DOPO LA TERRA
Kitai Raige vive su Nova Prime, il pianeta che ospita gli esseri umani che hanno lasciato la Terra. Un giorno sarà un grande Ranger, come suo padre prima di lui, e aspetta con ansia l’arrivo di questo momento.
Cypher Raige, padre di Kitai, è il Primo Comandante degli United Ranger Corps, uno dei più grandi leader della storia di Nova Prime. A lui va il merito di aver salvato gli umani di Nova Prime dai minacciosi alieni che abitavano il pianeta: gli Skrel e la loro malvagia creazione, gli Ursa.
A partire dal XXI secolo, l’ambiente terrestre si era fatto sempre più inospitale, con frequenti terremoti di allarmante intensità causati da una frequente attività sismica; enormi crateri e violente collisioni fra i continenti generati dallo spostamenti delle placche terrestri; scarsità d’acqua potabile e alterazioni della composizione atmosferica, nonché fatali sbalzi di temperatura ed un’aria irrespirabile.
Entro il 2025 era chiaro che, se gli abitanti della Terra volevano sopravvivere, dovevano lasciare il loro pianeta. I governi di tutto il mondo si riunirono a quel punto per approvare la costruzione di 10 navicelle spaziali, altrimenti dette “arche”, in grado di accompagnare gli esseri umani nel viaggio alla ricerca di un nuovo pianeta abitabile in un’altra galassia. La distruzione della Terra arrivò prima di quanto ipotizzato e solo sei arche furono completate in tempo utile per il lancio.
Ogni arca poteva contenere solo 125.000 persone, quindi solo lo 0,0000625% della popolazione umana, una quantità comunque in grado di fondare una nuova società. Dal momento in cui la Terra venne abbandonata, i calendari cambiarono da AD (Anno Domini) ad AE, e cioé “After Earth”, la nuova vita “dopo la Terra”.
Prima di andarsene per sempre, però, gli ultimi umani avevano lasciato un messaggio destinato a chiunque fosse mai approdato sulla Terra in cerca di risorse, un messaggio dove definivano la Terra il luogo più pericoloso dell’universo.
LA NUOVA VITA SU NOVA PRIME
Costretti a lasciare la Terra, gli ultimi sopravvissuti della razza umana intraprendono un viaggio nello spazio. Dopo 100 anni trascorsi a velocità più alte della luce, giungono a Nova Prime dove costruiscono una nuova civiltà.
Nell’anno 222 AE, gli umani di Nova Prime formano un governo tripartitico composto da tre entità: United Ranger Corps, Primus e Savant. Senza il giusto equilibrio fra questi rappresentanti, la società crollerebbe.
Primus è un leader filosofico che considera il fallimento della Terra la prova del male generato dalla tecnologia, perciò rifiuta la scienza, e promuove invece i profondi legami spirituali che uniscono gli abitanti di Nova Prime. Savant, d’altro canto, incoraggia la promozione della scienza, nella convinzione che tecnologia e progresso umano siano fondamentali alla sopravvivenza dell’umanità.
The United Ranger Corps viene creato con un’unica missione: preservare l’umanità. Durante gli ultimi giorni di vita sulla Terra, i governi di ogni nazione avevano selezionato 1000 dei loro migliori uomini – tattici, piloti, soldati e simili – per formare una squadra di primo intervento in grado di mantenere l’ordine fra i numerosi disastri naturali e catastrofi internazionali. Il gruppo sostenuto dall’ONU viene chiamato The United Ranger Corps, o “Ranger”. I Ranger presto diventano il nuovo standard militare, e salvano innumerevoli vite.
Gli aspiranti Ranger come Kitai devono sottoporsi ad un duro allenamento per dimostrare le proprie capacità fisiche e psichiche. Per Kitai, diventare un Ranger equivale a dimostrare il proprio valore non solo a se stesso ma anche a suo padre.
La sciabola è l’arma principale di un Ranger, l’estensione della propria forza interiore. Leggera e maneggevole, la sciabola è sia versatile che elegante, e si adatta magnificamente al costume dei Ranger; è essenziale per l’attacco, l’autodifesa e le condizioni di sopravvivenza. Ogni Ranger deve memorizzare una serie di rapidi movimenti con le dita, necessaria per attivare le centinaia di fibre intelligenti che compongono le numerose configurazioni dell’arma su entrambe le estremità del manico. Il modello da combattimento C-40 presenta un totale di 22 configurazioni, fra cui la lama corta, la lancia, la lama lunga, la falce, il pugnale, eccetera.
CREATURE MINACCIOSE
La pace sul nuovo pianeta tuttavia non dura a lungo. Ogni giorno incombono diverse minacce.
Dopo 143 anni di vita su Nova Prime (nel 243 AE), l’umanità subisce l’attacco degli Skrel: una specie aliena che da tempo considera Nova Prime la sua terra promessa. Gli Skrel considerano gli umani dei parassiti che infestano la loro terra sacra. I primi assalti vengono ostacolati, e le prime battaglie vinte. Ma la guerra è appena iniziata.
Durante questi primi attacchi, gli Skrel sottovalutano gli uomini ma nel corso dei secoli le armi diventano più evolute. Nella guerra del 576 AE, gli Skrel inaugurano un’arma estremamente sofisticata: gli Ursa. Si tratta di creature da incubo, generate per la guerra e geneticamente concepite con l’unico scopo di dare la caccia agli umani per ucciderli.
Gli Ursa fiutano i ferormoni emessi dagli umani quando questi hanno paura. Molti pensano che gli Ursa siano imbattibili e addirittura si teme sia giunta la fine della razza umana, eppure viene trovata una soluzione inattesa che riaccende le speranze degli uomini.
Proprio quando sembrava che nulla potesse fermarli, Cypher Raige scopre il punto debole degli Ursa: poiché sono sensibili alla paura umana, se gli esseri umani riescono a non provare paura, diventano praticamente ‘invisibili’. Sfoggiando un’incredibile autocontrollo e disciplina, Raige riesce a soffocare ed eliminare la propria paura e sconfigge gli Ursa. Quest’azione di contenimento prende il nome di Ghosting e Raige raggiunge nuove vette di gloria. Esistono solo sette Ghosts fra gli esseri umani e sono considerati delle anomalie.
Dopo aver scritto il soggetto, Will Smith – che è anche uno dei produttori del film – cede le redini della scrittura a Gary Whitta e M. Night Shyamalan; quest’ultimo ha inoltre diretto il film.
Will Smith chiama Shyamalan nel giorno del suo compleanno e quando questi si complimenta per la performance del figlio in Karate Kid – La leggenda continua, l’attore risponde così: “Beh, in effetti abbiamo in cantiere un’idea per un film …” E così, parte il progetto. “Night è un maestro della suspense e della paura”, afferma, spiegando perché secondo lui Shyamalan incarna il regista ideale per dirigere After Earth. “La sua genialità sta nel rendere terrorizzante persino un’immagine ferma. Anche se non c’è movimento, se non accade nulla, riesce a creare un’atmosfera mozzafiato. È bravissimo a scegliere le inquadrature, le luci, l’attimo”.
“Sono affascinato dal motivo per cui gli esseri umani temono l’ignoto”, dice Shyamalan. “Nella preistoria, per gli uomini delle caverne questo era un atteggiamento importantissimo, perché la paura li preservava dal pericolo, li teneva in vita. Oggigiorno però continuiamo ad avere paura delle novità, di un nuovo lavoro o di un nuovo rapporto, perché non sappiamo cosa potrebbe accadere, e questo non è sempre un bene. Giocare con questa idea in un film è divertente e in questo progetto c’è un padre che insegna al figlio a superare i propri timori. È una lezione di vita meravigliosa perché se si riesce a dominare la paura dell’ignoto, tutto diventa possibile”.
Il concetto di paura viene espresso letteralmente quando il pianeta alieno genera una specie pericolosa di nome Ursa, che riesce a percepire la paura umana per rintracciare ed uccidere le sue prede. L’unico modo per sconfiggere queste bestie è non temerle, come spiega Shyamalan: “L’idea degli Ursa diventa una metafora. Nel film abbiamo un ragazzo preda della paura e quando riuscirà a dominarla, diventerà invisibile agli Ursa. Gli Ursa possono essere nella stessa stanza ma non costituiscono più una minaccia perché non percepiscono la sua paura”.
“Night mette in gioco una varietà di temi”, dice Jaden Smith, spiegando che lo stile di regia di Shyamalan assomiglia spesso ad un gioco di prestigio: “Coinvolge lo spettatore nella storia, nel rapporto fra padre e figlio, e poi improvvisamente accade qualcos’altro. Mi piace il modo in cui lavora, con campi lunghi, senza troppi tagli, catturando l’emozione della scena senza spiegare cosa sta succedendo e lasciando al pubblico il tempo di riflettere”.
Jaden Smith vanta ormai una lunga esperienza di allenamento fisico che risale alla lavorazione per Karate Kid – La leggenda continua, tuttavia afferma di aver dovuto affrontare uno stile completamente nuovo per interpretare Kitai Raige, allenandosi cinque giorni a settimana per due ore, per quasi un anno. “Ho lavorato sodo e in modo diverso dal solito”, spiega. “Ho dovuto sviluppare una corporatura più muscolosa, prendere peso in modo da sembrare più grande di età. Ho fatto molto parkour e footing per poter correre senza problemi fra la vegetazione e sulle rocce”.
“Jaden prende molto sul serio la sua fisicità e si allenava anche durante le pause di lavoro. Non abbiamo mai dovuto ricordaglielo”, racconta Will Smith.
IL CAST DEI NON PROTAGONISTI
Sophie Okonedo e Zoë Isabella Kravitz completano il cast del film. Okonedo interpreta Faia Raige, la moglie di Cypher Raige e madre di Kitai. Kravitz interpreta Senshi Raige, la figlia maggiore della famiglia Raige.
A proposito del suo personaggio, Okonedo dice: “È una donna razionale, aperta e sensibile, che parla con il cuore. In un certo senso è l’opposto di suo marito che è un militare, e che quindi non manifesta le sue emozioni. Ma proprio per questo sono una bella coppia, ognuno possiede ciò che manca all’altro”.
Kravitz dice di essere stata felice di aver fatto parte del cast di After Earth perché ha ritrovato una vecchia conoscenza. “Mia madre ha recitato in Nemico pubblico insieme a Will”, racconta.
“Quando sono arrivata sul set, lui è stato molto cordiale con me. L’avevo incontrato altre volte nel corso degli anni, e lui è davvero gentile. È simpatico e sincero, e poter lavorare con lui è stato fantastico. Nonostante sia una superstar, tratta tutti nello stesso modo, a prescindere dal loro ruolo nel cast e nella troupe”.
“AFTER EARTH” – QUI SULLA TERRA
Will Smith spiega che i filmmaker hanno trovato una soluzione originale per rendere l’aspetto di una Terra in rovina e abbandonata dagli umani. “Night ha avuto un’idea: siamo a mille anni nel futuro, quindi non ci sono tracce di creazioni umane. La natura ha preso completamente il sopravvento”, dice. “È una Terra senza influenze umane. Questo conferisce al film un inquietante aspetto di pericolo”.
Con questa prospettiva, i filmmaker hanno cercato località dove la natura fosse prepotente e rigogliosa. Le scene del film che hanno luogo in questa Terra ringiovanita sono ambientate in due location principali: il parco nazionale di Humboldt Redwoods, nella California settentrionale, e in Costa Rica, nell’America centrale, dove i filmmaker hanno girato vicino al Vulcano Arenal e sul fiume Sarapiqui che scorre lungo la stazione biologica La Selva.
Altre location importanti comprendono il deserto vicino Moab, nello Utah, che rappresenta il nuovo pianeta degli umani, Nova Prime, e i teatri di posa di Philadelphia dove sono stati ricreati gli interni. Inoltre, la seconda unità del film ha filmato i ghiacciai dell’Islanda e la montagna Eiger in Svizzera.
“In un certo qual modo, sembrava di girare quattro mini-film – con quattro diverse tonalità”, dice Shyamalan. “E la cosa più fantastica secondo me è che questo si avverte, in quanto il film rivela sempre nuove sorprese, e resta sempre fresco”.
Ovviamente non è stato facile trovare luoghi dall’aspetto incontaminato dove portare una troupe di oltre 200 persone. Lo scenografo Tom Sanders ha perlustrato a piedi e in auto varie zone, nel corso di diverse settimane, cercando le aree più adatte al film.
Il risultato è che le location diventano una parte integrante del film, come qualsiasi altro elemento. Questo era importante per Will Smith. “Quando abbiamo girato Ali nel Mozambico, ho compreso il valore di recarsi in un determinato posto ed essere immersi nell’ambiente”, dice il produttore. “L’ambiente trasmette energia e volevo che Jaden sperimentasse questa sensazione”.
In una scena, ad esempio, girata a Costa Rica, Jaden Smith doveva scendere da un albero. “Mentre Jaden scende dall’albero, vede una scimmia vera, seduta fra i rami, che lo osserva. Lui si spaventa e la sua reazione viene catturata dalla cinepresa”, spiega Will Smith.
Girare vicino al Vulcano Arenal è stato un altro modo per ottenere un reazione autentica da parte di Jaden Smith. “Mi hanno messo vicino ad un vulcano dicendomi: ‘Non preoccuparti, non è più attivo da 14 mesi’. Ma io ero preoccupato lo stesso”, racconta. “È stato bello ma non facile, correre sul vulcano temendo che potesse eruttare da un momento all’altro”.
LA SCENOGRAFIA
Nel collocare il film in un futuro distante 1000 anni da noi, i filmmaker hanno dovuto creare l’aspetto della nuova ‘casa’ degli esseri umani, ossia il pianeta Nova Prime. “In un film ambientato in un futuro così lontano bisogna ricreare tutto”, spiega il produttore esecutivo E. Bennett Walsh. “Dai grandi set agli oggetti di scena più piccoli, non c’è nulla che si possa acquistare da qualche parte. Ogni reparto deve ideare ogni dettaglio di quanto apparirà sul grande schermo e immaginare l’effetto d’ensemble finale”.
Lo scenografo del film, Tom Sanders, afferma: “Non volevamo fare un film come I pronipoti. Non poteva essere troppo diverso da oggi: la gente secondo noi usava ancora le mani e cucinava i propri pasti”.
Sanders ha iniziato il suo lavoro ideando i modelli dei set di Nova Prime. Spiega che la millenaria civiltà umana che vive a Nova Prime ha imparato la lezione. “Dopo aver distrutto la Terra, gli umani hanno deciso di comportarsi bene sul nuovo pianeta, e quindi sono partiti dal modo in cui la vita ha avuto inizio sulla Terra”, dice. Sui set di Sanders, questo viene espresso in due modi: attraverso le scene, il design e le costruzioni.
Per quanto riguarda il design, Sanders si è ispirato alle forme e alla geometria della natura. “C’è sempre un divario tra forma e funzione”, dice Sanders. “Ma io volevo che fossero sullo stesso piano, senza dover scegliere fra l’una o l’altra”. Ispirandosi alle forme della natura, ha reso visivamente l’evoluzione delle idee degli uomini dopo l’abbandono della Terra. Osserva: “Il design della navicella spaziale non ha linee dritte, bensì curve geometriche”. Per realizzare la nave, Sanders ha creato uno dei set più difficili che questo veterano scenografo abbia mai costruito, ma il risultato è una navicella meravigliosa e decisamente unica.
L’altro modo in cui Sanders mostra il cambiamento dell’umanità è tramite l’edilizia: Sanders voleva dimostrare che gli umani hanno scelto le “eco-costruzioni” sul nuovo pianeta. Spiega Sanders: “Abbiamo inventato le abitazioni tenendo a mente la natura e l’ambiente. Le ecocostruzioni non comportano solo l’acquisto di legname eco-sostenibile, ma prevedono anche un minore sfruttamento di risorse. E così, il pavimento di un appartamento diventa il soffitto dell’appartamento sottostante. Le tubature e tutto ciò di cui ha bisogno una costruzione sono integrate nella struttura. Abbiamo immaginato che la gente di Nova Prime fosse capace di utilizzare minerali che si fossilizzano come coralli, e che quindi potessero crescere e solidificare all’interno della struttura dell’edificio stesso”.
Per via dell’ambientazione futuristica del film, la costumista Amy Westcott ha dovuto ideare tutti i costumi dei personaggi. “Abbiamo cucito ogni abito, ad eccezione delle mutande!”, esclama. Così come per Sanders, l’ambiente futuristico ha offerto varie possibilità, e per la Westcott è stata una sfida. “Non è come un film storico dove si possono consultare gli archivi per scoprire come si vestivano all’epoca. In questo genere di film devi affidarti all’immaginazione, è questo è stimolante ma anche complesso. Per fortuna abbiamo svolto qualche ricerca sul modo in cui gli scienziati e i ricercatori stanno lavorando sui tessuti del futuro. E siamo stati influenzati anche dall’ambiente naturale di Nova Prime”.
Per le scene più movimentate del film, i cadetti Ranger (fra cui Kitai, interpretato da Jaden Smith) indossano un’uniforme molto adatta al paesaggio dello Utah, realizzata con una stoffa decisamente resistente.
La Westcott ha adottato il modello ‘naturalista’ delle scene di Sanders. Spiega che, ad esempio, “le persone non indossano gioielli, ci sono solo un paio di monili in tutto il film. Anche il trucco è molto contenuto”.
Jaden Smith indossa una tuta aderente, quando si reca nell’aspro ed impietoso pianeta Terra. “Il suo è un costume ‘intelligente’”, dice il produttore Caleeb Pinkett. “Lo protegge. Gli deve permettere di sopravvivere sul pianeta contaminato. Ha uno strumento sul braccio che serve ad effettuare scansioni allo scopo di ottenere informazioni sul terreno, sui parametri vitali e per comunicare. Il suo costume fornisce informazioni su tutto ciò che è necessario sapere”.
Il costume cambia colore a seconda delle situazioni. “È uno strumento di localizzazione”, dice Pinkett. Normalmente è color ruggine, ma quando capta qualcosa di ostile nelle vicinanze, diventa nero e si corazza. Nel caso in cui chi lo indossa si ammali, si ferisca o muoia, diventa giallo pallido”.
Ancora una volta i costumisti hanno trovato la loro ispirazione nella natura. “Mentre svolgevamo le nostre ricerche, abbiamo scoperto l’esistenza di uno scarafaggio che cambia colore, il cosiddetto Physonota arizonae – quando muore diventa giallo. Su questo concetto, abbiamo ideato il costume di Kitai”.
Anche se le trasformazioni del costume sarebbero state create con gli effetti speciali, la squadra di Westcott ha creato il costume in tre diversi colori. Ma questo era solo l’inizio, perché erano necessari abiti diversi per riflettere i vari momenti della lavorazione. “Il costume viene maltrattato, viene immerso nell’acqua, graffiato dai rami degli alberi, bruciato, e deve sostenere le imbracature: si doveva decidere la quantità di costumi da disegnare per tutte le diverse situazioni. E non solo: una delle difficoltà del film riguardava il fatto che Jaden ha iniziato le riprese all’età di 13 anni e nel corso della lavorazione, continuava a crescere. Poiché le riprese sono durate sei mesi, abbiamo dovuto realizzare costumi di diverse misure, affinché potesse indossarli fino alla fine della lavorazione”. Per Jaden Smith, il costume aveva anche il pregio di mostrare tutti i risultati del suo incredibile allenamento: “Per indossarlo”, dice, “bisognava essere super-palestrati!”
GLI EFFETTI VISIVI
I 750 effetti visivi sono stati curati dal Responsabile degli effetti visivi Jonathan Rothbart, che ha lavorato per After Earth con “l’entusiasmo di un bambino in un negozio di caramelle” per via della varietà di diversi effetti previsti dal progetto. "Nel film sono presenti un gran numero di effetti. Abbiamo inventato creature che devono interagire in tutti i tipi di ambiente e situazioni. Ci sono ambienti completamente digitali, ad esempio quelli in cui personaggi volano attraverso una tempesta di asteroidi nello spazio. Poi ci sono le riprese esterne a cui era necessario conferire l’effetto dell’evoluzione subìta dalla Terra. È un insieme di tanti effetti diversi, che ci ha dato la possibilità di mettere a frutto la nostra creatività e di divertirci immensamente”.
Rothbart afferma che l’invenzione delle creature che hanno preso il sopravvento sulla Terra dopo la fine della specie umana è stata “una sfida interessante, perché siamo solo a 1000 anni di distanza dalla realtà attuale, e questo non è un lasso di tempo così significativo dal punto di vista evolutivo”, osserva. “Abbiamo pensato che i cambiamenti estremi avvenuti sulla Terra riflettono di conseguenza un più rapido schema evolutivo. A causa del cambiamento climatico, le creature hanno dovuto adattarsi più velocemente, per poter continuare a vivere sul pianeta. Abbiamo cercato di creare un interessante cambiamento nell’evoluzione delle varie creature, ma non così estremo perché sarebbe una forzatura rispetto al tempo trascorso. Trovare un equilibrio in questo senso è stata una delle maggiori difficoltà del design”.
In alcuni casi queste creature diventano dei personaggi funzionali alla storia: ad esempio un grande volatile che all’inizio insegue Kitai, alla fine lo proteggerà. “L’uccello doveva avere personalità, ma ovviamente è solo un animale e questo non è un film d’animazione. La difficoltà consisteva proprio nel rendere l’uccello un personaggio senza farlo scadere in una caricatura”, dice Rothbart. “E poi, tecnicamente bisognava renderlo realistico. I volatili sono particolarmente difficili per via dei dettagli delle piume e del loro aspetto”.
Gli animatori delle immagini generate al computer (CG) si sono occupati anche della creazione dell’attacco dei babbuini, una delle sequenze d’azione centrali del film. Dice Rothbart: “Quando abbiamo letto la scena sul copione, siamo rimasti entusiasti e abbiamo iniziato a disegnare lo storyboard. È una piccola scena d’azione che ci ha dato la libertà di testare alcune cose. I babbuini hanno un ruolo semplice ma rappresentano la prima interazione di Kitai con la fauna terrestre quindi è un momento importante del film. Jaden è stato bravo nel rendere lo stoicismo e la paura del suo personaggio in quel momento, e noi dovevamo fare onore alla performance che i nostri animatori hanno creato con i personaggi generati al computer. Night voleva che risultassero spaventosi. Il nostro primo babbuino è tranquillo e questa è stata un’ottima scelta, perché ci ha dato l’opportunità di costruire gradualmente un’azione sempre più frenetica e violenta. È stato decisamente una sfida”.
Genericamente parlando, esistono due modi per creare una sequenza come quella dei babbuini: o gli attori recitano da soli, fingendo le loro reazioni, oppure stunt ed altri attori sostituiscono i personaggi digitali che vengono inseriti in una fase successiva. In After Earth, i filmmaker hanno scelto la seconda soluzione. “E così abbiamo vestito gli stuntmen di grigio per inseguire Jaden. Con una schiera di stunt alle spalle, la reazione dell’attore è decisamente diversa: la loro presenza ha dato maggiore intensità alla scena”.
Rothbart ha inoltre ricreato il pianeta alieno Nova Prime. Prendendo spunto dalle scene disegnate da Tom Sanders, ha creato un ambiente dove gli esseri umani sembrano aver imparato la lezione, e vogliono coesistere in armonia con la natura. Come già detto, in fondo 1000 anni sono pochi, quindi l’obiettivo era “rendere l’ambiente familiare e realistico. Dal punto di vista architettonico la città è stata complicata, perché doveva risultare credibile pur presentando il look futuristico stabilito dalla produzione. L’importante per noi era creare una realtà dove sarebbe stato verosimile che ci vivessero gli esseri umani”.
Nel creare le trasformazioni del costume principale, Rothbart evidenzia l’interessante contrasto fra il cercare di mantenere l’aspetto del costume il più naturale possibile e le sue caratteristiche altamente tecniche, quasi meccaniche, quando subiscono trasformazioni.
La squadra degli effetti visivi ha inoltre creato l’arma tipica dei Ranger: la sciabola, un’asta con due lame che sporgono e che cambia forma a seconda del comando. “La sciabola è uno dei modi in cui un guerriero può dimostrare il proprio livello di maturità ed esperienza”, spiega Rothbart.
“A livello inferiore – quello dei principianti di Kitai all’inizio del film – le lame hanno forme e funzioni semplici. Per la fine del film, Kitai usa una sciabola addirittura più avanzata di quella del padre, attestando così di essere diventato un vero guerriero. Naturalmente, quest’arma ha un aspetto ben più elaborato”.
L’incidente dell’astronave che precipita sulla Terra, dice Rothbart, è “un bel momento di sinergia fra gli effetti pratici e quelli visivi del film. Abbiamo collocato l’astronave su un grande sostegno che lo faceva roteare: l’intero set si muoveva con gli attori e gli stunt mentre gli oggetti volavano tutt’intorno. In seguito abbiamo poi unito tutto questo ad un green screen con gli stunt e le persone generate al computer che escono dall’astronave, realizzati come effetti visivi. Mi piace questo connubio perché è un ulteriore trucco che rende il film più veritiero”.
Infine, Rothbart e la sua squadra si sono occupati anche della creazione dell’Ursa. Poiché la presenza di questa creatura incombe in tutto il film, era importante che la squadra degli effetti visivi realizzasse qualcosa in linea con il design del film: una creatura unica ma con un aspetto realistico, con una struttura epidermica e ossea che assomigliasse a quella di un animale vero.
“All’inizio abbiamo studiato vari animali esistenti sulla Terra per decidere quali parti prendere dell’uno e dell’altro per inventare una nuova specie”, dice Rothbart. “La creatura doveva avere consistenza e veridicità e allo stesso tempo essere unica, perché si trattava di una specie aliena che non doveva assomigliare ad un animale della Terra. È stato un gioco di equilibri: renderla familiare e realistica ma allo stesso tempo originale e aliena”.
Parte dell’effetto è stato ottenuto dal modo in cui Shyamalan ha strutturato il film. “Al di là di un flashback, non vediamo mai l’Ursa se non a film inoltrato”, dice Rothbart. “Sappiamo che sta lì da qualche parte e che è una costante minaccia per Kitai, ma non lo vediamo mai interamente. Mi piace il modo in cui la tensione viene costruita e il fatto che non vediamo la creatura se non nella risoluzione del film. In questo modo, il pubblico vive l’avventura insieme a Kitai, sperimentando la paura dell’ignoto”.
GIRARE CON UNA SONY 4K
After Earth è il primo film girato con una cinepresa digitale Sony F65 4K, una macchina da presa cinematografica estremamente all’avanguardia. Il sensore delle immagini della F65 non ha precedenti e presenta circa 20 megapixel, offrendo la risoluzione più alta di qualsiasi altra cinepresa usata attualmente al cinema. Grazie alla sua capacità di emissione a 16 bit, la F65 fornisce la possibilità di un flusso video di 4K.
“Prima di girare questo film ero uno dei più accaniti sostenitori delle macchine da presa tradizionali”, dichiara Shyamalan. “Ma quando ho usato questa cinepresa, ho capito che è davvero completa. È in grado di trasformare le sue caratteristiche tecniche in una prestazione artistica, senza quella sensazione di freddezza e di distacco che spesso appartiene al digitale; è in grado di catturare perfettamente i colori, di trasmettere una varietà cromatica che è un piacere per gli occhi. Inoltre ha molti vantaggi pratici, perché può essere usata quando la luce è fioca e questo era importante in questo film perché spesso abbiamo girato in luoghi ombrosi, tra il fogliame della foresta, e senza questa cinepresa non avremmo potuto girare in quei posti dove non c’è mai abbastanza luce né di mattina presto né di pomeriggio. Poter usufruire delle sue numerose prestazioni che rende possibile superare alcuni limiti pratici è stato davvero troppo bello per essere vero”.
“La giungla in Costa Rica è così buia che se avessimo girato in pellicola avremmo avuto molte difficoltà”, dice il direttore della fotografia di After Earth, Peter Suschitzky. “Ritengo che le migliori cineprese digitali oggi offrano una qualità superiore alle cineprese tradizionali, sia per quanto riguarda i dettagli che sono in grado di catturare, sia per il contrasto che riescono a creare.
La cinepresa Sony è senza dubbio un passo avanti. In ogni caso, per quanto sia bella l’immagine in pellicola, la verità è che oggi i film vengono digitalizzati e proiettati digitalmente e in questo procedimento si perde gran parte della qualità dell’immagine. A questo punto, preferisco creare un’immagine digitale fin dall’inizio”.
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