Le avventure di Tintin il segreto dell'Unicorno di Steven Spielberg

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locandina Le avventure di Tintin  il segreto dell'Unicorno
 
Regista: Steven Spielberg
Titolo originale: The Adventures of Tintin: The Secret of the Unicorn
Durata: 102'
Genere: Animazione, Avventura
Nazione: U.S.A., Nuova Zelanda, Belgio
Rapporto:

Anno: 2011
Uscita prevista: 28 Ottobre 2011 (cinema)

Attori: Daniel Craig, Simon Pegg, Cary Elwes, Jamie Bell, Andy Serkis, Nick Frost, Tony Curran, Toby Jones, Mackenzie Crook, Sebastian Roché
Soggetto: Hergé
Sceneggiatura: Joe Cornish, Steven Moffat, Edgar Wright

Trama, Giudizi ed Opinioni per Le avventure di Tintin il segreto dell'Unicorno (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
 
Fotografia:
Montaggio: Michael Kahn,Jabez Olssen
Trucco: Amy Schmiederer,Tegan Taylor

Produttore esecutivo: Ken Kamins, Nick Rodwell,Stephane Sperry
Produzione: Amblin Entertainment, The Kennedy/Marshall Company, WingNut Films
Distribuzione: Sony Pictures Releasing Italia

La recensione di Dr. Film. di Le avventure di Tintin il segreto dell'Unicorno
Veramente notevole, assolutamente da vedere. Ogni tanto anche Spielberg riesce a girare qualcosa di avvincente ed intricato, certo aiutato dal soggetto che gli impedisce ogni pippone-drammone. La cura visiva delle scene e la complessità delle azioni merita una menzione speciale.

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Colonna sonora / Soundtrack di Le avventure di Tintin il segreto dell'Unicorno
Potrebbe essere disponibile sotto, nei dati aggiuntivi (clic qui).

Voci / Doppiatori italiani:
Davide Perino: Tintin
Francesco Pannofino: Cap. Haddock
Francesco Prando: Ivanovich Sakharine
Nanni Baldini: Isp. Dupond
Paolo De Santis: Dupont
Roberto Stocchi: Aristide Filaticcio
Fiamma Izzo: Bianca Castafiore
Alessandro Ballico: Allan
Alessandro Budroni: Tom
Oliviero Dinelli: Crabtree
Luca Biagini: Barnaby
Massimo Bitossi: Ten. Delacourt
Carlo Cosolo: Nestore

Voci / Doppiatori originali:
Jamie Bell: Tintin
Andy Serkis: Cap. Haddock
Daniel Craig: Ivanovich Sakharine
Simon Pegg: Isp. Dupond
Nick Frost: Dupont
Toby Jones: Aristide Filaticcio
Kim Stengel: Bianca Castafiore
Mackenzie Crook: Ernie
Daniel Mays: Allan
Enn Reitel: Crabtree
Joe Starr: Barnaby
Tony Curran: Ten. Delacourt

Informazioni e curiosità su Le avventure di Tintin il segreto dell'Unicorno

Tratto dai celebri fumetti di TinTin.
Ha vinto il Golden Globe come migliore film di animazione (Gennaio 2012).

Note dalla produzione:
Il film è diretto dal premio Oscar® Steven Spielberg da una sceneggiatura di Steven Moffat e Edgar Wright & Joe Cornish, basata su “Le avventure di Tintin, il segreto dell’Unicorno” di Hergé.
Prodotto da Steven Spielberg, Peter Jackson e Kathleen Kennedy, con Ken Kamins, Nick Rodwell di Hergé Estate e Stephane Sperry come produttori esecutivi e Carolynne Cunningham e Jason McGatlin come coproduttori. Spielberg è stato coadiuvato dai suoi collaboratori premi Oscar®, il montatore Michael Kahn, A.C.E. e il leggendario compositore John Williams.

Il film vanta un cast internazionale, con Jamie Bell (Billy Elliot) nel ruolo di Tintin, Andy Serkis (la trilogia di Il Signore degli anelli) in quello di Capitan Haddock, Daniel Craig (Quantum of Solace) nel ruolo di Sakharine, Nick Frost (L'alba dei morti dementi - Shaun of the dead) e Simon Pegg (Star Trek (2009)) in quello di Thomson & Thompson, Toby Jones (i film della serie Harry Potter) invece è Silk, Mackenzie Crook (la trilogia di Pirati dei Caraibi) e Daniel Mays (The Bank Job) sono Tom e Allan, e Gad Elmaleh (Una top model nel mio letto) è Ben Salaad.
Nel team degli effetti visivi premio Oscar di Weta Digital il supervisore senior Joe Letteri, il supervisore Scott E. Anderson e il supervisore dell’animazione Jamie Beard, con i direttori artistici Andrew Jones e Jeff Wisniewski.


UN’AVVENTURA SENZA TEMPO FA INCONTRARE DUE MAESTRI DI OGGI
Hergé, Steven Spielberg e Peter Jackson
Con una serie di avventure mozzafiato, Tintin è diventato famoso in tutto il mondo.
L’intrepido reporter con una buffa acconciatura e il coraggio di fare sempre la cosa giusta anche nelle situazioni più preoccupanti è diventato un eroe per i giovani lettori e ha ispirato tanti artisti. I romanzi grafici di Tintin, scritti e disegnati da Georges Remi con lo pseudonimo Hergé, hanno attraversato culture differenti, tante generazioni e perfino confini dilaniati dalla guerra.
Fenomeno popolare di prima grandezza, il fumetto è stato tradotto in oltre 80 lingue e ha venduto circa 350 milioni di copie. Visto che è arrivato ovunque -- dal Peru al Tibet fin sulla Luna – l’unico posto in cui doveva ancora avventurarsi era il cinema.

Il grande successo della serie è legato anche al modo in cui i suoi amatissimi personaggi combattono coraggiosamente contro i cattivi in luoghi esotici, creando un legame profondo con i lettori amanti dell’avventura.
Come è successo a Steven Spielberg e Peter Jackson, che si ritrovano a lavorare insieme per la prima volta grazie alla comune passione per gli emozionanti racconti di Hergé e alla convinzione che avessero enormi potenzialità dal punto di vista cinematografico, anche se sono arrivati a Tintin in modi e tempi diversi. Nessuno dei due ha saputo resistere all’idea di cercare di fondere lo scatenato divertimento dei disegni di Hergé con tecnologie all’avanguardia e performance ricche di emozione per creare un’esperienza cinematografica originale, adatta al mondo di Tintin.

“Tintin è un reporter pieno di entusiasmo che da la caccia agli indizi di cui sono seminate le sue sorprendenti avventure”, dice Spielberg. “Ciò che lo rende così interessante è la continua ricerca della verità, anche se questo può portarlo su strade pericolose e cacciarlo in guai terribili, ma alla fine riesce sempre a cavarsela. Fin dalla prima volta che l’ho letto, ho sentito che Tintin e io eravamo destinati a una qualche collaborazione”.
Peter Jackson è cresciuto con Tintin ed è stato influenzato dalle sue avventure. Da bambino, in Nuova Zelanda, molto prima di iniziare la carriera di regista, che comprende la più famosa trilogia fantasy della storia del cinema, la serie de Il Signore degli anelli, Jackson divorava ogni fumetto di Tintin su cui riusciva a mettere le mani, anche nell’edizione in francese.

“Quando si è giovani, è facile immedesimarsi in quello che vive Tintin”, sostiene Jackson, “perché solletica quell’innato senso dell’avventura che tutti abbiamo dentro”.
Spielberg e Jackson hanno visto il potenziale cinematografico racchiuso nel DNA di Tintin. “Siamo rimasti colpiti dal fatto che Hergé raccontasse storie attraverso quelli che erano bellissimi storyboards, semplici, chiari ed efficaci come potere narrativo”, dice Kathleen Kennedy, da anni socia di Spielberg, che ha prodotto il film insieme a Jackson.
Spielberg aveva contattato Hergé già nel 1983 – e aveva scoperto che l’artista belga sarebbe stato felice di affidargli il suo personaggio, ma purtroppo Hergé è morto prima che i due si potessero incontrare. In seguito la vedova, Fanny Rodwell, onorando la volontà del marito, ha ceduto i diritti a Spielberg.

“Hergé aveva scelto Steven come l’unico regista che potesse fare un film basato sul suo lavoro”, dice il produttore esecutivo Stephane Sperry, “e Steven ha rispettato questa sua decisione”.
I realizzatori hanno lavorato a stretto contatto con Nick e Fanny Rodwell, attenti custodi dei lavori di Hergé ed esperti di Tintin. “La cosa più importante era rendere omaggio a Hergé e rimanere il più possibile aderenti al suo stile visivo. Ogni sua tavola racconta una storia in termini cinematografici”, osserva il regista. “C’è grande dinamismo in ogni posa e azione ed è come se lui avesse cercato di comprimere 24 inquadrature in una sola, con successo. E’ questo, secondo me, il genio di Hergé. Ogni sua storia ha l’essenza di un film”.
Spielberg è sempre stato convinto che Jackson fosse il partner ideale. “Peter mi disse, ‘Se tu fossi qui, vedresti alle mie spalle l’intera collezione dei lavori di Hergé, e sarei felice di entrare nel progetto’”, ricorda Spielberg. “E così è iniziato il processo per cogliere quello stile che definisce Hergé e Tintin, e portarlo sullo schermo”.

Jackson non aspettava altro. “Ero eccitato che Steven mi avesse invitato a collaborare”, dice. “In realtà lui è abbastanza simile al personaggio di Tintin”, commenta Jackson. “E’ giovane dentro, è molto curioso, adora l’avventura e il suo senso dell’umorismo è molto vicino a quello che Hergé ha scelto per Tintin. Un connubio perfetto”.
Oltre a essere produttore del primo film, Spielberg ha chiesto a Jackson di dirigere il secondo episodio della serie. Jackson ha accettato e con la benedizione e la cooperazione di Fanny e Nick Rodwell, e della Estate of Hergé, è iniziata l’avventura. Fanny, che ora è Presidente degli Hergé Studios a Brussels, spiega: “Per noi è stato un grande onore essere associati a questi cineasti eccezionali e creativi e abbiamo piena fiducia in loro. Hergé stesso una volta ha detto, ‘Io considero le mie storie dei film’. E’ stato profetico!”.

Sempre in accordo con la Hergé Estate, i realizzatori hanno voluto gli sceneggiatori Steven Moffat e Edgar Wright & Joe Cornish per scrivere l’adattamento, decidendo di combinare i tre libri più amati di Tintin -- The Crab with the Golden Claws, The Secret of the Unicorn e Red Rackham’s Treasure – in un unico plot, per far conoscere al pubblico il protagonista e i suoi vari alleati e nemici.
“Le storie di Hergé ti trascinano in un mondo di colori vivaci e d’avventura, ma sono anche ricche di insegnamenti, danno il senso del viaggio e dell’esotismo e comunicano la grandiosità del mondo e della scienza. Credo che sia questa una delle ragioni per cui hanno colpito l’immaginazione di milioni di bambini – e noi abbiamo voluto che fosse alla base della sceneggiatura”, afferma Cornish.
Gli sceneggiatori hanno seguito anche l’approccio di Spielberg e Jackson, che hanno visto nel tratto di Hergé elementi di film noir e suspence alla Alfred Hitchcock. Il risultato, dice Spielberg, è “in parte mystery, in parte detective story, ma anche avventura pura, tutto costruito intorno a una formidabile storie di amicizia, lealtà e fiducia tra Capitan Haddock e Tintin”.


IL MONDO DI TINTIN - Dalla pagina allo schermo
Steven Spielberg e Peter Jackson hanno in comune non solo una fervida immaginazione, ma anche la passione di avventurarsi in territori sconosciuti. Dagli extraterrestri alla Terra di Mezzo, hanno creato personaggi indimenticabili e mondi straordinariamente emozionanti e originali, ma fino a ora non si erano mai confrontati con l’animazione in 3D.
Spielberg e Jackson per prima cosa desideravano restare fedeli al Tintin originale – e condividevano anche il desiderio di trasportare lo stile grafico di Hergé in un film di animazione in CG.
Fin dall’inizio del progetto, mentre si stava ancora scrivendo la sceneggiatura, è stato costituito il dipartimento artistico e il team dell’animazione, e i collaboratori sulle due sponde del Pacifico hanno iniziato a lavorare sui personaggi e gli ambienti. Una delle decisioni più importanti, che avrebbe influenzato tutto quello che sarebbe seguito, è stata quella di mantenere l’ambiente e la struttura della storia senza riferimenti temporali – in una sorta di eterno universo noir, con ombre scure che spuntano da ogni angolo.

“Queste storie potrebbero essere ambientate negli anni ‘30, ‘50, ’80 o adesso”, afferma Spielberg, “ed è parte della loro bellezza che abbiamo voluto preservare. Nel nostro film non abbiamo voluto telefoni cellulari, televisioni o automobili moderne. Il nostro stile viene soprattutto da Hergé, e non da un certo periodo o da un certo luogo”.
“Volevamo che il film avesse l’atmosfera retrò dei polizieschi. Non Tintin, ma il mondo in cui vive. C’è tanta suspense nella storia che abbiamo sentito che potevamo inserire gente con l’impermeabile e iI cappello calato sotto la pioggia, le luci delle strade che proiettano ombre sull’asfalto bagnato – questo è il mondo che abbiamo creato per il nostro Tintin”, aggiunge Jackson.

Poi gli artisti, i designer e gli animatori hanno iniziato a immaginare come sarebbe apparso il tratto di Hergé in uno spazio tridimensionale. Anche se disegnato decine di anni fa, il materiale si è adattato naturalmente, dice Richard Taylor, comproprietario di Weta Workshop e supervisore degli effetti del film. “Quando guardi i disegni di Hergé, tracciati con la penna nera e ripassati con i colori a acqua, tutto quello che devi fare è chiudere gli occhi e iniziare a immaginare il mondo di Tintin”.
Tutto ha funzionato bene anche perché Hergé si lasciava alle spalle le regole del realismo quando disegnava le avventure di Tintin. “Le linee che tracciava non erano necessariamente accurate”, dice Joe Letteri, supervisore senior degli effetti visivi. “Non cercava di riprodurre esattamente ciò che vedeva – e noi abbiamo voluto conservare queste caratteristiche. Gran parte del nostro studio è stato osservare quello che ha fatto, ma poi immaginarlo da altri punti di vista e questo ci ha permesso di iniziare a elaborare un vademecum di come costruire questi mondi in 3D”.

Per far vivere il mondo di Hergé, il dipartimento artistico ha lavorato alla ricerca di immagini e location che potessero rappresentare i diversi ambienti in cui si ritrovano Tintin, Milou e Haddock, dalle acque tempestose dell’oceano alle sabbie del deserto del Sahara. Uno degli ambienti preferiti dai disegnatori è stata l’immaginaria città di Bagghar, in Marocco. “Abbiamo studiato i diversi stili dell’architettura del Nord Africa”, dice la designer Rebekah Tisch, “e per creare Bagghar abbiamo scelto forme e colori esotici. Questo lavoro mi ha lasciato il desiderio di vedere il mondo – e spero che anche coloro che andranno a vedere Tintin ameranno lo stesso mix di eccitazione e colore”.

Su invito di Fanny e Nick Rodwell di Hergé Foundation, il responsabile dei designer Chris Guise si è recato a Brussels per studiare di persona i luoghi in cui è nato Tintin, e immergersi nell’atmosfera che ha portato alla creazione del suo appartamento al numero 26 di Labrador Road, e la residenza di campagna di Capitan Haddocks, Marlinspike Hall.
“Chris si è immerso completamente nel mondo di Hergé e ha cercato gli ambienti cui si è ispirato, poi è tornato con le idee chiarissime”, sottolinea Richard Taylor.
Marco Revelant, supervisore del modello digitale, ha aggiunto in più la sua passione per i modellini delle navi, fondamentali per l’intreccio del film, e ha visitato il Musée de la Marin di Parigi per studiare i vascelli su cui si era basato Hergé per la Brilliant e l’Unicorno. “I disegni di Hergé sono più elaborati, ma le dimensioni sono ridotte”, dice Revelant. “E noi abbiamo applicato gli stessi criteri ai nostri modelli digitali”.

Kim Sinclair, direttore artistico degli effetti visivi, ha girato in lungo e in largo per trovare vetture autentiche, come la Ford del 1937 che si vede nei fumetti, che è stata scannerizzata al computer e poi ricostruita in digitale. “Hergé aveva compiuto ricerche accurate sui veicoli, come la Ford e l’idrovolante, e noi siamo riusciti a recuperare il modello e l’anno di produzione”, spiega.
Ma l’elemento più critico di tutti, fin dall’inizio, sono stati i personaggi. Dalle espressioni colleriche di Haddock al ciuffo di Tintin, dalla caratteristica foggia dei baffi dei detectives Dupond e Dupont al naso di Milou, ogni sfumatura è stata discussa, provata e riprovata, fino ad arrivare alla scelta definitiva.
“Abbiamo osservato ogni personaggio da tutte le angolature possibili per assicurarci che aderisse al disegno di Hergé ”, afferma Spielberg. “Non abbiamo avuto paura di dire ‘Bene, questo particolare calco del viso del Capitano Haddock non è in linea con lo stile di Hergé’.”


L’INTREPIDO E IL TRADITORE
Il cast e i personaggi di Le avventure di Tintin, il segreto dell’Unicorno Dietro ogni immagine c’è una ispirata e magnifica performance di attori attratti dagli inconfondibili personaggi di Hergé, ciascuno con il suo personalissimo vezzo e la sua mania. Tra loro:


Tintin e Milou
Per interpretare il giovane e coraggioso reporter, i realizzatori hanno scelto Jamie Bell.
“Jamie in Billy Elliot mi ha sorpreso, non solo per la delicatezza della sua recitazione, ma anche per la sua formidabile performance fisica”, spiega Spielberg. “Peter e io abbiamo pensato che avesse le qualità giuste per Tintin”.
Cresciuto in Inghilterra, Bell è sempre stato appassionato di Tintin fin dall’infanzia. “C’è qualcosa nell’arte di Hergé che lascia una impronta profonda, è indimenticabile”, afferma l’attore. Ma ora ha avuto la possibilità di imprimere al personaggio emozioni tangibili, umane e questo lo ha stimolato molto.

Lo sceneggiatore Joe Cornish dice che Bell ha colto in Tintin la tempra del classico uomo della strada di Spielberg – un ragazzo comune che scopre di essere straordinario quando la vita lo mette alla prova. “Per me è come se fosse l’idea che ha un bambino di cosa significa essere un teenager”, dice Cornish. “Può fare cose sorprendenti, mantenendo sempre innocenza e curiosità insaziabile per il mondo, si ha la sensazione che cerchi sempre il modo di fare la cosa giusta in ogni situazione. Tutti vorrebbero essere Tintin, per le sue conoscenze, per la purezza di cuore che lo spinge a imbarcarsi in queste avventure”.
Per Bell, questo suo desiderio di andare sempre avanti è stata la caratteristica del personaggio che lo ha guidato, al di là del ciuffo che lo rende così riconoscibile. “Quando vedi un ragazzo così coraggioso e amante dell’avventura come Tintin, vuoi solo assomigliargli”, dice.

“Tintin è molto determinato, con dei principi e io lo ammiro per questo. Va sempre fino in fondo, a qualsiasi costo. Ma qualche volta sbaglia e allora deve affidarsi a Milou”.
Milou è il fidato fox terrier che talvolta salva Tintin. Cornish definisce Milou “quasi una incarnazione del subconscio di Tintin” e il problema è stato animare il personaggio per essere questo, ma anche un cagnolino intelligente e buffo. Anche se spesso Hergé gli ha attribuito dei pensieri, Spielberg ha preferito far vivere Milou in modo molto espressivo, ma senza questo effetto.
“Credo che qualche volta Tintin consideri Milou, il suo assistente, ma non il contrario”, dice Spielberg dell’amatissimo personaggio. “Ma abbiamo deciso che se c’è del realismo in Tintin, il cane non deve parlare”.


Capitan Haddock
Quando Tintin acquista al mercatino locale un modellino dell’Unicorno, una nave scomparsa, trova all’interno un segreto che lo porterà su un mercantile il cui equipaggio si è ammutinato, il Karaboudjan, dove incontrerà l’uomo che diventerà suo amico per sempre: Capitan Haddock, un intrattabile lupo di mare, con una bottiglia di whiskey sempre a portata di mano, l’opposto di Tintin ma compagno fidato di tante avventure.
Il Capitano è sempre stato molto amato dai fan di Tintin – poco idealista al contrario di Tintin e dotato di un linguaggio abbastanza colorito (“Corpo di mille bombe!” “Fulmini e saette!”) ma amico generoso e affidabile. “All’inizio Haddock sembra l’ultima persona al mondo che vorresti avere accanto in una fuga piena di pericoli”, dice Jackson. “Ma Tintin vede qualcosa di diverso in lui. Secondo me intuisce la sua bontà e chi può diventare”.
Per interpretare Haddock, Jackson ha suggerito un attore che avrebbe saputo esprimere tutte le dinamiche del ruolo: Andy Serkis. “Conoscendo Andy, sapevo che sarebbe andato bene, quindi ho organizzato un incontro con Steven e lui ha visto subito che era perfetto”, dice.

Spielberg aggiunge: “Andy e Jamie hanno una chimica fantastica, il giovane idealista e il vecchio e disincantato lupo di mare. Sono agli antipodi, eppure Capitan Haddock dà parecchie lezioni di vita a Tintin, e Tintin offre a Haddock la possibilità di riscattarsi”.
Serkis, che è appassionato dei fumetti fin dall’infanzia, ha deciso di dare al suo personaggio, le cui origini sono aperte a varie interpretazioni, un accento scozzese, che ha determinato il tono del suo percorso. “Mi sembrava giusto che Haddock avesse una sorta di rudezza e disponibilità emotiva”, spiega Serkis. “E’ un grande marinaio e ha grandi potenzialità a livello umano, ma si lascia andare troppo all’autocommiserazione, ed è Tintin che lo aiuta a capire che può ancora entrare in contatto con le persone”.


Sakharine, Dupond e Dupont (Thompson & Thomson) e altro ancora…
Il cambiamento di Capitan Haddock avviene quando lui e Tintin cercano di sfuggire all’irascibile cattivo del film, Ivan Ivanovitch Sakharine, convinto che Tintin abbia inavvertitamente rubato il segreto dell’Unicorno e il suo tesoro scomparso da tempo. Il ruolo è interpretato da Daniel Craig che, famoso per essere stato la spia inglese James Bond e per tanti altri film, aveva già collaborato con Spielberg nel thriller politico Munich, ma non aveva mai avuto un ruolo come quello di Sakharine.
Craig ha apprezzato la possibilità di misurarsi con l’imprevedibile personaggio. “Mi sono divertito moltissimo con Sakharine, e ho cercato di renderlo il più perfido e bizzarro possibile”, dice.

Nelle avventure di Tintin appaiono anche i detective Dupond e Dupont—identici e distinguibili solo per la foggia dei baffi e la lettera finale dei loro nomi. Per questa coppia di pasticcioni i realizzatori hanno subito pensato a Simon Pegg e Nick Frost, che hanno dimostrato il loro talento comico in film di grande successo, come L'alba dei morti dementi - Shaun of the dead e Hot Fuzz.
“Peter e io volevamo una coppia per Dupond e Dupont”, dice Spielberg. “Poi lui ha suggerito Simon e Nick, che sono incredibilmente divertenti insieme e un completamento perfetto del cast”.
Pegg e Frost hanno capito subito che sarebbe stata un’esperienza unica interpretare i due investigatori. “Noi abbiamo una certa sincronia che ci ha aiutato molto a interpretare Dupond e Dupont”, ammette Pegg. “Sono nel solco di star del cinema muto come Laurel e Hardy e Charlie Chaplin. Sono pignoli, ma incapaci, e anche se si considerano i migliori investigatori del mondo ovviamente sono i peggiori. Quindi facciamo un sacco di sciocchezze”.

Hanno avuto anche l’opportunità di fare quello che sanno fare meglio: far emergere il loro rapporto naturalmente comico. “La cosa difficile come attori era pensare cosa avrebbero fatto i Dupon tra una tavola e l’altra”, spiega Frost.
Nel corso del film, Dupond e Dupont sono impegnati in quello che secondo loro è l’inseguimento di un borseggiatore, Aristedes Silk, ruolo interpretato da Toby Jones, che nella serie di Harry Potter era il folletto domestico Dobby. Ma Silk, dice Jones, lo fa per amore, non per cattiveria. “Lui ruba perché adora i portafogli. La sua passione per il borseggio è quasi commovente. E’ il classico esempio dell’idea di Hergé che una persona può apparire terribile, ma non esserlo affatto”, spiega.
Nel film appare anche Nestor, il fedele maggiordomo di Marlinspike Hall, interpretato dal caratterista Enn Reitel. “Come molti maggiordomi, lui sa dove sono nascosti gli scheletri, ma come tutti i maggiordomi è tenacemente fedele al suo padrone che, almeno per il momento, è Sakharine”, dice Reitel (che interpreta anche il commerciante che vende a Tintin il pericoloso modellino di nave).

Del gruppo dei cattivi fanno parte anche due delinquenti, Allan e Tom, interpretati da Daniel Mays e Mackenzie Crook, e il ricco mercante Ben Salaad, interpretato da Gad Elmaleh, un popolare attore francese nato in Marocco, il cui padre era un mimo, e quindi ha apprezzato molto l’incoraggiamento ricevuto da Spielberg a usare anche il linguaggio del corpo per il ruolo.
“Mi sembrava di recitare in una commedia dell’arte italiana”, dice. “Io sono cresciuto con questa cultura e la amo e Steven ha voluto che interpretassi Ben Salaad nel solco di questa tradizione. E’ stato un grande regalo”.
“Gad ha portato grande energia al film”, dice Kathleen Kennedy. “E’ pericoloso, ma nello stile di Hergé è divertente e affabile nello stesso tempo”.

Un altro personaggio sempre presente nei libri di Tintin è l’imperiosa cantante d’opera Bianca Castafiore – interpretata dalla diva di Il fantasma dell’opera, Kim Stengel.
“Quando stavamo sviluppando lo script, non pensavamo di inserirla nella storia”, spiega Jackson. “Poi si è presentato un ruolo perfetto per lei, quindi è entrata nel film in modo delizioso”.
Altri personaggi che appaiono nel film sono la padrona di casa di Tintin, Mrs. Finch (Sonja Fortag); il tenente Delacourt (Tony Curran); e l’unico americano, Barnaby, un detective che cerca di avvertire Tintin del pericolo che corre, interpretato dall’attore comico Joe Starr.
Ma c’è un filo rosso che lega tutto il cast: l’amore per i libri e il desiderio di prendere parte al film. “Ognuno di noi ha un ricordo dell’infanzia che ancora ci emoziona”, dice Cary Elwes, che interpreta il ruolo di un pilota. “Per me è Tintin”.


PERSONAGGI DI FANTASIA, PERFORMANCES REALI: La Performance Capture
Sono stati necessari due anni per le ricerche, lo sviluppo, il design, la preproduzione, la sceneggiatura e il casting, ma infine è arrivato il momento in cui gli attori, i realizzatori e gli oltre 200 membri della troupe sono arrivati negli studi di performance capture di Playa Vista, CA, nei Giant Studios - per entrare nel mondo di Hergé. E’ qui che è nata l’alchimia che ha permesso alle performance di Jamie Bell, Andy Serkis, Daniel Craig e di tutti gli altri di essere registrate e poi trasformate magicamente nelle storie acquerellate di Hergé.
In teatro, Spielberg ha lavorato continuamente per innovare e adeguare la tecnologia della performance capture al suo modo di raccontare, incoraggiando tutto il team a trovare soluzioni nuove ai problemi visivi più pressanti. Lui e Jackson hanno finito col compiere una piccola rivoluzione con un sistema rivoluzionario – doppiare la macchina virtuale – permettendo così al regista di avere un rapporto più tradizionale con gli attori durante le riprese, mentre tutto viene “visto” nel mondo animato in 3D.
“Non ho voluto privarmi di quei momenti che si vivono sui set tradizionali, quindi abbiamo trovato un modo nuovo di lavorare in continuità”, dice Spielberg.

Completamente diverso dal tradizionale set in teatro, il processo di performance capture si svolge in quello che è chiamato Volume - un teatro bianco e grigio, dove si arriva ad avere anche 100 macchine da presa montate su una griglia fissata al soffitto, con una copertura a 360 gradi, in grado di rendere lo spazio tridimensionale. Nel Volume, tutti gli attori (e anche le attrezzature e gli arredi presenti nell’inquadratura) hanno attaccati al corpo dei sensori riflettenti che vengono catturati dalle macchine da presa in meno di 1/60 di secondo e poi interpretati in immagini 3D.
Poi altre otto videocamere HD riprendono le performances naturali che in seguito saranno usate come riferimento dagli animatori, per essere sicuri che ogni sorriso, ogni smorfia o ogni emozione, dalla paura all’amicizia, attraverso le performance degli attori venga trasformata in creazione digitale.
Con una macchina da presa virtuale, usando un dispositivo appena più grande del controller di un videogame, con un monitor collegato, Spielberg era in grado di attraversare il Volume, guardare gli avatar degli attori interagire all’interno del film e costruire in tempo reale la ripresa che voleva.

Anche gli attori potevano osservarsi nei monitor posizionati nello studio, ricevendo così un immediato feedback.
“La possibilità di vedere il playback in tempo reale è stato importantissimo sia per il regista che per gli attori”, dice Joe Letteri. “Abbiamo lavorato a stretto contatto con Giant Studios per sviluppare tutto questo e la collaborazione ha avuto successo”.
Anche se la macchina da presa virtuale poteva offrire solo la bassa risoluzione di un videogame, è stata più che sufficiente per stimolare la creatività di Spielberg, permettendogli di dipingere con la luce e l’immagine in un modo che non aveva mai sperimentato prima.

Inoltre Spielberg ha usato una innovazione di Weta, un procedimento conosciuto come “performance capture basata sull’immagine facciale”, usato per trasmettere le emozioni di Gollum in Il Signore degli anelli e creare il mondo di Pandora in Avatar di James Cameron.
Quando si usa questo sistema, gli attori indossano una specie di casco da football, attrezzato con una piccola macchina da presa puntata direttamente sui loro volti – permettendo una registrazione digitale dei minimi movimenti degli occhi, delle labbra e dei muscoli facciali. Per Spielberg questo metteva l’accento esattamente dove lui voleva: sulla forza delle reali espressioni emotive.

“Ogni essere umano rappresentato in Tintin è un attore che recita e tutto questo traspare dal makeup digitale”, dice il regista. “Vediamo i personaggi di Hergé rinascere come esseri viventi, che esprimono sentimenti e mostrano la loro anima e l’effetto è sorprendente”.
L’attore che ha la maggior esperienza di performance capture al mondo, Andy Serkis, è diventato il leader del gruppo e ha aiutato gli altri attori ad abituarsi. Eppure è rimasto colpito dalla trasformazione che ha visto in Spielberg e Jackson quando lavoravano insieme. “E’ stato sorprendente vedere la creatività che riuscivano a far emergere l’uno nell’altro”, dice. “Sono entrambi appassionati del loro lavoro e a volte sembrava che fosse il primo film che realizzavano — avevano quel tipo di energia”.

Il processo era nuovo anche per molti attori, che ogni mattina, prima delle riprese, dovevano affrontare due “scansioni”, una per il viso e una per il corpo. Completate le scansioni, le macchine da presa potevano riconoscere gli attori nel Volume e tradurre le loro azioni in una struttura in movimento, cui applicare il “makeup” del personaggio in post-produzione.
Per Jamie Bell, il Volume è sembrato più un teatro minimalista che un set cinematografico, ma questo aspetto, dice, ha davvero migliorato il lavoro. “E’ un modo interessante di lavorare, perché il set è nella tua testa”, spiega Bell. “Eravamo tutti concentrati a dare vita ai personaggi, a farli respirare. Poi, nel mondo animato in 3D che avevano creato, potevamo vedere il nostro cuore e la nostra anima, la rabbia che veniva fuori. Notevole”.

Bell ha recitato con un Milou appeso ai cavi, con un pupazzo di Milou per le “scene d’azione” e un Milou snodato su rotelle --- tutti manovrati dal capo attrezzista Brad Elliott, che ha alle spalle una lunga esperienza come burattinaio con la compagnia di Jim Henson.
“E’ importante per gli attori avere qualcosa con cui interagire”, spiega Elliot, “e poiché Milou è uno dei personaggi centrali del film, per me è stato un privilegio lavorare con lui”.
Spielberg ha sempre creato un’atmosfera tale che sul set della performance capture poteva succedere di tutto. Spesso tutto il cast era nel Volume, per le scene d’azione, per recitare su delle gru che rappresentavano aerei, auto o navi e, con l’incoraggiamento di Spielberg e Jackson, si improvvisava.


DAL VIRTUALE AL REALE: La post produzione
Una volta completato il lavoro con gli attori nel Volume, il team dell’animazione a Weta ha iniziato la rifinitura, la scultura e il controllo del dettaglio, durato 18 mesi, di ognuna delle 1240 riprese del film, prima di arrivare al processo finale. E’ qui che i realizzatori hanno iniziato a lavorare con i temi visivi, le atmosfere e gli effetti della luce in ogni singola scena, determinando il look del film. Usando il mondo stilizzato creato da Hergé come punto di riferimento, gli artisti e gli animatori hanno dato vita alle avventure di Tintin. “Tutto quello che Hergé ha creato ha un look e un tono inconfondibili”, ricorda Joe Letteri. “I suoi lavori originali hanno già il tocco dell’animazione, sembrava che i disegni non aspettassero altro che prendere vita”.

Per i supervisori dell’animazione Jamie Beard e Paul Story, è stato l’inizio della realizzazione del mondo dei personaggi di Hergé. “La performance capture è il primo passo per noi”, spiega Beard.
Poiché Jamie Bell, Andy Serkis e gli altri attori non assomigliano ai loro personaggi in senso stretto, i team guidati da Beard e Story hanno iniziato ad applicare la loro performance ai modelli digitali costruiti da Weta.
“Quello che dobbiamo fare è osservare la performance e chiedersi come si adatta al nostro personaggio”, dice Beard. “Sostanzialmente iniziamo con uno scheletro del personaggio e poi lavoriamo ai movimenti del corpo”, aggiunge Story.
“In un film d’animazione tradizionale, gli attori vengono scelti per prestare la loro voce e il modo in cui dicono le loro battute nella cabina di registrazione influenza le nostre scelte per l’animazione”, spiega Letteri.

Il processo di animazione per Tintin si basa soprattutto sulla performance capture per l’aspetto finale dei personaggi. “Avere gli attori ci fornisce un livello di qualità che altrimenti è difficile ottenere”, continua Letteri. “La performance dell’attore che è alla base dell’animazione garantisce una continuità per tutto il film. Nell’animazione tradizionale, questo si chiama ‘avere il personaggio per modello’. Qui abbiamo gli attori che sono essenziali nel tenere il personaggio legato al modello. Per questo ci piace lavorare con i migliori attori possibili in questi casi, ci permette di accentuare il realismo, il dramma, la comicità o qualsiasi altra cosa”.
Nel processo di post-produzione, vengono affinati molti aspetti dei personaggi, sempre usando il material girato nel Volume, per assicurarsi che ogni momento della performance digitale rifletta le scelte emotive degli attori.
Infine, Le avventure di Tintin, il segreto dell’Unicorno è stato passato in 3D. “Poiché Tintin era stato completamente riversato al computer, il passaggio al tridimensionale è stato relativamente facile”, fa notare Jackson. “Ma è stato davvero impressionante con questo film, il solo pensiero di vedere Tintin sul grande schermo in 3D mi fa sentire di nuovo bambino”.

Insieme al team di Weta c’era il montatore premio Oscar® Michael Kahn, da tempo collaboratore di Spielberg. Spielberg e Kahn sono stati tra gli ultimi realizzatori di Hollywood a montare i film in modo tradizionale . Anche se Kahn ha montato altri film in digitale, Le Avventure di Tintin, il segreto dell’Unicorno è il primo che lui e Spielberg hanno montato in Avid. Una volta che Kahn ha completato il taglio del film, Spielberg lo ha mostrato a Jackson, e poi, prima del solito nel processo di post-produzione, lo ha consegnato al leggendario compositore John Williams, che ha scritto la colonna sonora di tutti i film di Spielberg, eccetto uno.
Per il regista, la musica di Williams è diventata l’elemento finale, cruciale di Le avventure di Tintin, il segreto dell’Unicorno, l’ultimo tocco umano che ha aiutato a combinare tutte le performance degli attori con le creazioni digitali, ottenendo una straordinaria esperienza di avventura e amicizia.
“John sa a unificare tutti gli elementi più disparati ed eclettici di un film e con la sua colonna sonora è riuscito a cogliere l’energia e lo spirito di Tintin come solo lui poteva”, conclude Spielberg.


L’EREDITA’ DI HERGÉ
Nel 1929, un illustratore belga di 21 anni disegnò un nuovo fumetto che aveva come protagonista un giovane reporter e il suo fox terrier bianco che viaggiavano in Unione Sovietica.
Il fumetto, conosciuto come Tintin, ebbe un immediato successo di pubblico – ma il suo autore, conosciuto come Hergé (dalle iniziali del suo nome, Georges Remi, mettendo prima il cognome, quindi RG) non poteva prevedere quanto sarebbe durata l’avventura in cui si stava imbarcando il suo personaggio.

Cinquant’anni e due dozzine di libri dopo, Tintin ha conquistato i cuori di milioni di persone di ogni età e di ogni parte del mondo, diventando un cult per l’infanzia in Europa, in Asia e negli U.S.A. Ogni anno i libri hanno conquistato nuovi fan e recentemente sono stati tradotti anche in hindi. Il fenomeno si è allargato ai giocattoli e alle collezioni, ai fan club e alle pubblicazioni specializzate, con adattamenti per il teatro, la radio e la televisione e ora a un film innovativo che dà vita ai personaggi come mai prima.
Ma da cosa nasce il fascino di Tintin? Secondo molti deriva dall’originale combinazione di Hergé del semplice con il complesso: personaggi riconoscibili, cui è facile connettersi, con le loro fissazioni e sfaccettature, avventure travolgenti con elementi di mistero, intrighi politici e fantascienza, lo stile del disegno, con figure dettagliate e mondi pieni di colore che superano ogni immaginazione.

Tutti sanno che Hergé diceva: “Posso raccontare una storia solo disegnando” – e la sua arte ha attirato milioni di persone nel mondo di Tintin. Ma è anche il personaggio che ha attirato al di là delle lingue, delle culture e degli anni trascorsi, perché chiunque può immedesimarsi in quel ragazzo che ha come punto di riferimento per i suoi straordinari viaggi l’amicizia e il desiderio di stare dalla parte del bene.
Con il passare degli anni e con la pubblicazione da parte di Hergé di un libro di Tintin dopo l’altro, lo stile dell’artista, semplice ed essenziale ligne claire, avrebbe influenzato un numero crescente di artisti pop, come Roy Lichtenstein e Andy Warhol (quest’ultimo creò anche un ritratto di Hergé su sua richiesta).

Hergé è morto nel 1983, lasciando incompiuto il 24° libro di Tintin (Tintin and the Alpha-Art). Ma è stato subito chiaro che la sua eredità non sarebbe stata dimenticata, ma avrebbe continuato a ispirare e incantare fan in tutto il mondo.
Con Le avventure di Tintin, il segreto dell’Unicorno, i realizzatori sperano che una nuova generazione possa avere la possibilità di scoprire un mondo pieno di entusiasmo.
“Per noi è gratificante che neofiti e appassionati di Tintin possano vivere un’esperienza
totalmente nuova con i personaggi e la storia”, conclude Kathleen Kennedy.
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Qualche film interessante: Andata e ritorno, Amore, furti e altri guai, Almost Blue, Almanya - La mia famiglia va in Germania, Alla rivoluzione sulla due cavalli, Aida degli alberi, Accidental Love, Abendland, A' moi seule

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