Regista: Nicolas Winding Refn
Titolo originale: Bronson
Durata: 89'
Genere: Azione, Biografico, Crimine, Drammatico, Thriller
Nazione: UK
Rapporto:
Anno: 2008
Uscita prevista: 10 giugno 2011 (cinema)
Attori: Tom Hardy, Kelly Adams, Luing Andrews, Katy Barker, Gordon Brown, Amanda Burton, Mark Devenport, Paul Donnelly, Andrew Forbes
Soggetto: Brock Norman Brock, Nicolas Winding Refn
Sceneggiatura: Nicolas Winding Refn, Brock Norman Brock
Trama, Giudizi ed Opinioni per Bronson (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Titolo originale: Bronson
Durata: 89'
Genere: Azione, Biografico, Crimine, Drammatico, Thriller
Nazione: UK
Rapporto:
Anno: 2008
Uscita prevista: 10 giugno 2011 (cinema)
Attori: Tom Hardy, Kelly Adams, Luing Andrews, Katy Barker, Gordon Brown, Amanda Burton, Mark Devenport, Paul Donnelly, Andrew Forbes
Soggetto: Brock Norman Brock, Nicolas Winding Refn
Sceneggiatura: Nicolas Winding Refn, Brock Norman Brock
Trama, Giudizi ed Opinioni per Bronson (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Fotografia: Larry Smith
Montaggio: Matthew Newman
Scenografia: Adrian Smith
Costumi: Sian Jenkins
Produttore: Daniel Hansford,Rupert Preston
Produttore esecutivo: Suzanne Alizart,Nick Love,Paul Martin,Allan Niblo,James Richardson
Produzione: Vertigo Films, 4DH Films, Aramid Entertainment, Str8jacket Creations, EM Media, Perfume Films
Distribuzione: OneMovie
Montaggio: Matthew Newman
Scenografia: Adrian Smith
Costumi: Sian Jenkins
Produttore: Daniel Hansford,Rupert Preston
Produttore esecutivo: Suzanne Alizart,Nick Love,Paul Martin,Allan Niblo,James Richardson
Produzione: Vertigo Films, 4DH Films, Aramid Entertainment, Str8jacket Creations, EM Media, Perfume Films
Distribuzione: OneMovie
La recensione di Dr. Film. di Bronson
Nessun commento di Dr.Film per ora...
LEGGI e SCRIVI opinioni e recensioni su Bronson
Opinioni e recensioni su Bronson, clic qui...
Colonna sonora / Soundtrack di Bronson
Potrebbe essere disponibile sotto, nei dati aggiuntivi (clic qui).
Voci / Doppiatori italiani:
Riccardo Scarafoni: Michael Peterson, Alias Bronson
Gerolamo Alchieri: Paul Daniels
Gabriele Sabatini: Phil Danielson
Ennio Coltorti: Governatore
Perla Liberatori: Alison
Informazioni e curiosità su Bronson
Note dalla produzione:NOTE BIOGRAFICHE SU MICHAEL PETERSON
1952
Il 6 Dicembre Eira e Joe registrano Michael Gordon Peterson all’anagrafe di Aberystwyth, centro mercantile del Galles occidentale.
1956
All’età di quattro anni, Michael si trasferisce con la famiglia a Luton, piccola cittadina a nord di Londra, da cui trasloca poco dopo per spostarsi ad Ellesmere Port nel Cheshire. Adolescente, Michael inizia a cacciarsi nei primi guai.
Anni ‘60
Micheal ritorna a Luton che considera la sua città. Per guadagnare da vivere lavora al circo come forzuto.
1970
Si sposa con Irene, conosciuta l’anno precedente e dalla quale ha un figlio, Michael. Inizia a frequentare il giro dei boxeur dei quartieri est di Londra, dove combatte a mani nude per Lenny McLean.
1974
All’età di 22 anni Michael entra in un ufficio postale con un fucile a canne mozze e intenta una rapina; ruba 26.18 sterline e guadagna una condanna a sette anni di prigione: ha inizio la lunga ed interminabile trafila dentro e fuori dal carcere. Le sentenze si susseguono e più volte sono emesse per crimini commessi all’interno della prigione: ricatti, minacce, tentativi di aggressione alle guardie della prigione gli hanno costato il prolungamento della pena.
1979
Michael divorzia da Irene.
1987
Michael cambia nome e diventa Charles Bronson (detto anche Charlie); secondo l’impresario per cui combatteva, lo pseudonimo conferisce aggressività e violenza al personaggio anche per il riferimento all’attore americano Charles Bronson famoso protagonista di film western e bellici, volto dell’uomo duro e freddo.
1988
Michael alias Charlie Bronson è rilasciato dal carcere ma dopo soli 69 giorni di libertà è nuovamente arrestato ed imprigionato con l’accusa di furto in una gioielleria dove ha rubato l’anello di fidanzamento.
1992
Uscito dal carcere, dopo 53 giorni Charles Bronson è nuovamente arrestato a causa di una cospirazione per rapina.
1999
All’interno del carcere di Woodhill è costituita un’unità speciale contro Bronson e altri due prigionieri per ridurre il rischio di aggressione contro lo staff e gli altri prigionieri.
2000
Bronson è condannato all’ergastolo e al pagamento di una multa triennale per aver tenuto in ostaggio un insegnante; il tentativo di appello inoltrato dagli avvocati sarà rifiutato dalla corte nel 2004.
2001
Bronson incontra la bengalese Fatema Saira Rehman; dopo essersi visti dieci volte all’interno del carcere, i due decidono di sposarsi e per lei Charles si converte all’Islam, cambiando nome in Charles Ali Ahmed.
Charles-Ahmed ha sostenuto che, all’indomani dell’11 Settembre, due musulmani si sono presentati in carcere e gli hanno offerto la libertà in cambio dell’infiltrazione di amici musulmani nel carcere.
2005
Fatema chiede e ottiene il divorzio da Charles; in successive interviste la donna dichiara che l’ex marito si faceva beffa di lei e che non era nient’altro che un razzista.
2008
Considerato prigioniero di Categoria A, Bronson è trasferito alla prigione di massima sicurezza di Wakefield. A Settembre chiede la libertà condizionale, ma la sua richiesta è rinviata.
2009
Si tiene l’udienza per la condizionale che è però negata: il giudice dichiara che Bronson non ha dato alcuna prova di buona condotta e non si merita la condizionale.
2010
A Novembre, Bronson è protagonista di un altro incidente nel carcere di Wakefield: denudatosi, si ricopre di burro e attacca sei guardie. L’incidente del burro avviene una settimana dopo quello dell’aggressione di quattro guardie che stavano cercando di riportarlo nella cella di isolamento.
2011
Oggi Bronson è internato a Wakefield High-Security Prison, la più grande prigione di massima sicurezza del Regno Unito. Qui prosegue con le sue attività artistiche, scrivendo libri e realizzando opere d’arte che hanno già trovato un circuito di vendita ed esposizione.
CHARLES BRONSON ARTISTA
Il lato creativo del criminale
Dal 1999 Charles Bronson ha iniziato a scrivere libri e poesie e a dedicarsi all’arte, realizzando opere che hanno trovato spazio espositivo e un loro mercato. Il primo libro pubblicato è una raccolta di poesie, ma famoso è il suo volume sul training; durante i molti anni di carcere Charles si è allenato a lungo tanto da essere capace di fare 172 flessioni in 60 secondi ed ha perfezionato una tecnica che è confluita nel libro Solitary Fitness (Allenamento in solitari), edito nel 2002 per i tipi Mirage, in cui descrive gli esercizi e la pratica di allenamento congeniale per piccoli spazi.
Gli altri libri pubblicati sono, in ordine cronologico:
The Charles Bronson Book of Poems: Birdman Opens His Mind Bk. 1 (1999)
Silent Scream: The Charles Bronson Story (1999)
Bronson (2004)
Insanity: My Mad Life (2004)
Heroes and Villains: The Good, the Mad, the Bad and the Ugly (2005)
The Krays and Me (2007)
The Good Prison Guide (2007)
Con-artist (2008)
More Porridge Than Goldilocks (2009)
In My Own Words (2009)
Diaries from Hell: Charles Bronson - My Prison Diaries (2009)
Bronson 3 - Up on the roof (2010)
Tredici pubblicazioni in dodici anni, edite in maggioranza dalla John Blake Publishing una casa editrice inglese che punta sul gossip e su titoli mass market.
Oltre alla scrittura, Charles si dedica anche all’arte figurativa. Nel 2010 la notizia dell’esposizione di disegni di Bronson presso la London Underground è stata annunciata dalla BBC; le due settimane di mostra sono state curate da Art Below, progetto artistico che segue il mercato per conto dell’artista-carcerato.
FREE CHARLES BRONSON
http://www.freebronson.co.uk
Una parte del pubblico vicino alla vicenda di Bronson si è mobilitato per sostenerne la scarcerazione. Uno degli strumenti usati dal gruppo è il sito web intitolato Free Bronson: informazioni biografiche, notizie sull’attività artistica e aggiornamenti frequenti sono state raccolte e inserite nel sito riservato al personaggio.
Online si possono acquistare anche gadget come t-shirt, tazze, calamite e cartoline targate “Free Bronson…now!”. Oggetti di merchandising si possono acquistare anche attraverso il collegamento web a www.bronsonwear.com, un label fondato nel 2010 dal designer californiano Jooseph Randle che si è ispirato ai lavori artistici di Bronson per farne le stampe per magliette, felpe e altri capi di vestiario.
La fama di Charles Bronson è diventata leggendaria ed ha fatto spettacolo, la sua immagine lo procede prima ancora della sua storia di malafatte.
LE PAROLE DI NICHOLAS WINDING REFN
Cosa rende Bronson molto più di una biografia standard e di un film ambientato in prigione
Ci racconta come è arrivato a questo tipo di astrazione per descrivere la vita di Bronson?
Raccontare la vita di un uomo chiuso in prigione, per giunta in isolamento non è stato per nulla semplice.
Volevo che emergesse la vicenda del personaggio come una performance da palcoscenico, come se lui in prima persona avesse voluto parlare della sua vita e come gli sarebbe piaciuto vedersela scorrere davanti agli occhi. Questo è il tipo di scomposizione che ho voluto fare nel film.
Perché è stato importante dare una visione del personaggio Bronson così articolata?
Penso sia decisamente un uomo intelligente. Se non fosse finito in prigione sarebbe diventato un personaggio fuori dall’Inghilterra, un uomo capace di creare una mitologia su se stesso. Non avevo nessuna intenzione di girare una biografia di Charles Bronson, volevo fare un film sulla trasformazione, sul diventare Charles Bronson, il più grande “brand di se stesso”, capace di autopromuoversi come simbolo anti-autoritario fuori dai confini inglesi.
Dove sono le radici del disagio sociale di Charles Bronson nel mondo reale?
Non l’ho mai incontrato. Non ho mai incontrato nemmeno un membro della sua famiglia perché non volevo fare una biografia. Volevo reinterpretare la sua trasformazione perché questa è la parte interessante. Bronson è probabilmente ciò che abbia mai fatto di più simile ad una biografia ma strutturalmente è diviso in tre sezioni. La prima sezione coincide con la sua presenza sul palco per parlarci della sua vita, come fosse la sua vita percepita da noi spettatori. Nella seconda parte, durante il suo rilascio per 69 giorni, potete vedere le sue difficoltà a relazionarsi con il mondo esterno. È un po’ come un personaggio delle fiabe di Andersen, un piccolo soldatino di stagno che girovaga per il mondo senza riuscire a relazionarsi con chi gli sta attorno.
Incontra una donna e si innamora ma non riesce a capire la gradualità e la manifestazione del sentimento. La terza parte è su come Charlie viene visto dagli altri. Ecco perché alla fine trasforma se stesso in un vero e proprio brand.
Come ha scelto Tom Hardy per il ruolo?
La prima volta che ci siamo incontrati, Tom e io non ci siamo piaciuti affatto. Ci siamo incontrati in un’enoteca di Londra. Lui è un alcolizzato o ex alcolizzato, io sono astemio. Non sarebbe potuta andare peggio. Pensavo: non funzionerà. Sono sicuro che mi abbia trovato arrogante. Alla fine l’errore era stato mio perché non sapevo ancora che cosa volessi o cosa non volessi. Non avevo ancora deciso come immaginare il film, non l’avevo ancora scritto, avevo solo l’idea.
Per molti anni si è cercato di fare questo film. Ho incontrato un po’ di star di Hollywood. Jason Statham e Guy Pierce. Erano adatti ma credo che non prendessero la parte troppo seriamente. Avevo visto tutti i giovani attori inglesi ma il direttore del casting continuava a ripetermi che avrei dovuto incontrare di nuovo Tom. Non ne avevo nessuna intenzione. Ero decisamente infantile. Alla fine non era rimasto nessuno e l’incontro era diventato inevitabile.
Ci siamo incontrati circa sette mesi dopo, ma da quel momento sapevo finalmente cosa non volessi, ero più preciso e Tom aveva lavorato molto nel frattempo, così quando ci siamo ritrovati è stato come scoprire di avere davanti Charles Bronson.
In che senso l’incompatibilità tra lei e Tom è stata produttiva?
Sono sicuro ci abbia aiutato quando abbiamo iniziato a lavorare insieme. Mi è piaciuto davvero molto lavorare con lui. È stato molto difficile per lui perché avevo meno di un milione di dollari per fare l’intero film. Avevo cinque settimane per girare, quindi Tom si è trovato davvero sotto pressione.
Sapendo che preferisce girare le scene in ordine cronologico, dove ha inserito il monologo?
L’abbiamo girato alla fine perché fondamentalmente è il modo in cui Charles Bronson vede il mondo dal suo personale punto di vista, così ho costruito l’intero film per arrivare alle sue performances da palcoscenico.
Prima abbiamo girato le sue esibizioni e l’ultimo giorno la sequenza in primo piano in cui racconta la sua vita.
Che cosa ha guadagnato il vero Charles Bronson dal film?
In Inghilterra non sono concesse royalties per i carcerati. La sua famiglia ha ricevuto un compenso ma nessun ritorno economico. Penso che Charlie sia contento sia stato fatto un film su di lui. Potrebbe pensare: è il più bel film mai fatto e io non l’ho mai visto!
Come potrebbe vederlo?
Non lo vedrà mai. Non gli sarà mai permesso di vederlo. Ho saputo che è venuto a conoscenza del film via telefono. Sua madre è venuta a vederlo in anteprima e le è piaciuto molto. Questo mi tranquillizza e mi fa molto piacere. Il Bronson di oggi è appena stato isolato completamente, ciò significa che è stato di nuovo spostato in cella di isolamento e che i contatti con le persone che stavano preparando il film sono stati interrotti.
Pensa che Bronson sia pazzo?
È clinicamente sano ma ovviamente la sua percezione della vita è molto diversa. Ma questo è il punto che ho trovato interessante. Charlie Bronson, o Michael Petersen, non ha mai ucciso nessuno. Se avesse fatto cose del genere avrei avuto degli scrupoli morali. È piuttosto una specie di artista concettuale. È come qualcuno che usa la violenza come una personale espressione artistica e io credo che l’arte sia un atto di violenza.
Certamente ci sono molti parallelismi tra la sua vita e la mia. In un certo senso il suo percorso è molto simile alle mia personale trasformazione.
Da calcolatore quale sembra, perché non ha mai cercato di ottenere la libertà per buona condotta?
Questa è la grossa domanda ed è proprio per questo che è stato così difficile scrivere il film. Perché uno che è apparentemente sano e eterosessuale vorrebbe trascorrere tutta la vita in isolamento? Per me è stato davvero il suo subconscio. Fare un film su una prigionia è difficile perché è tutto incentrato sull’evasione. I temi solitamente sono: cercare di evadere, organizzare di evadere o aiutare a programmare un’evasione, perché mai uno vorrebbe rimanere? Non è convenzionale. Stavo leggendo la sua biografia per trovare un appiglio dentro di lui e ad un certo punto ho letto che avrebbe sempre voluto starsene lì dentro. Doveva essere lì, quasi lo desiderava. Ma perché? Il filo conduttore è il suo narcisismo, ad un livello tale da nutrire la sua frenesia. Avrebbe desiderato sacrificare ogni cosa per diventare famoso.
Per concludere sul grande enigma Charles Bronson: quanto Charles Bronson è davvero parte di Michael Petersen e quanto è un prodotto del sistema?
Penso sia entrambi. Penso che Charles Bronson fosse già in lui ma penso che la prigione sia stata la molla che gli abbia permesso di emergere.
[an error occurred while processing this directive]
[+] aggiungi informazioni e curiosità su Bronson oppure [+] scrivi recensione e vota Bronson
Vota, leggi trama e opinioni su Bronson di Nicolas Winding Refn - Torrent, scaricare Bronson di Nicolas Winding Refn, streming