Come un tuono di Derek Cianfrance

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locandina Come un tuono
 
Regista: Derek Cianfrance
Titolo originale: The Place Beyond the Pines
Durata: 140'
Genere: Drammatico
Nazione: U.S.A.
Rapporto:

Anno: 2012
Uscita prevista: 04 Aprile 2013 (cinema)

Attori: Ryan Gosling, Bradley Cooper, Rose Byrne, Eva Mendes, Dane DeHaan, Ray Liotta, Ben Mendelsohn, Bruce Greenwood
Sceneggiatura: Ben Coccio, Darius Marder, Derek Cianfrance

Trama, Giudizi ed Opinioni per Come un tuono (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
 
Fotografia: Sean Bobbitt
Montaggio: Jim Helton,Ron Patane
Musiche: Mike Patton
Scenografia: Inbal Weinberg
Costumi: Erin Benach

Produttore: Lynette Howell, Sidney Kimmel, Alex Orlovsky, Jamie Patricof
Produzione: Electric City Entertainment, Hunting Lane Films, Pines Productions, Sidney Kimmel Entertainment, Silverwood Films, Verisimilitude
Distribuzione: Lucky Red

La recensione di Dr. Film. di Come un tuono
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Colonna sonora / Soundtrack di Come un tuono
Potrebbe essere disponibile sotto, nei dati aggiuntivi (clic qui).

Informazioni e curiosità su Come un tuono


Note dalla produzione:

Vuoi dirmi con parole tue di cosa parla Come un tuono?
Parla di ciò che ereditiamo dal passato, le cose che ci segnano fin dalla nascita e ciò che trasmettiamo a chi viene dopo di noi. Parla delle scelte che facciamo e di come quelle scelte si ripercuotono sulle generazioni successive. E' la classica storia dei peccati dei padri che ricadono sui figli.
Sono attratto dalle storie che parlano di famiglie. Il mio primo film, Brother Tied, parlava di fratelli. Blue Valentine parla di mogli e mariti. E Come un tuono tratta di padri e figli. Penso che il cinema sia un luogo in cui i segreti vengono svelati. Uno spazio nel quale possiamo penetrare in luoghi intimi, nelle case e nelle camere da letto, e dove possiamo assistere ad eventi privati che somigliano a quelli delle nostre vite.

Ma mentre Blue Valentine era incentrato su un singolo rapporto intimo, una singola relazione osservata al microscopio, volevo che in Come un tuono l’obiettivo si allargasse, che questo film avesse un respiro più ampio
Come un tuono racconta tre storie lineari: quella di uno stunt, pilota di motociclette, che diventa un criminale per mantenere il figlio appena nato; quella di un'ambiziosa recluta della polizia che sfida un intero dipartimento di polizia corrotto anziché affrontare i propri demoni interiori; e quella di due adolescenti problematici che si scontrano a causa dei misteri del loro passato. E ciascuna di queste storie porta ad una conclusione.


Partiamo dalla storia di Luke, il personaggio interpretato da Ryan Gosling.
Qualche anno fa, mentre Ryan ed io stavamo lavorando alla sceneggiatura di Blue Valentine, abbiamo iniziato a parlare di questa fantasia che gli ronzava nella mente di una rapina in banca fatta in motocicletta. Allora gli ho detto: "Mi stai prendendo in giro, vero? Perché è proprio il film che sto scrivendo adesso". Lo immaginavamo in modo identico. E' stato uno dei molti momenti in cui mi sono reso conto che eravamo fatti per girare film insieme.
Luke è un ragazzo dal passato misterioso e oscuro. Ha visto e ha fatto di tutto, e gli è capitato di tutto. E' un ragazzo ferito, chiuso, una persona coperta non di cicatrici, ma di tatuaggi che testimoniano le cose brutte che ha vissuto.

All’esterno appare come un personaggio quasi mitico, il tipo di personaggio celebrato nelle canzoni di gruppi anni ’60 come gli Shangri—La. È un po' una contraddizione: dentro di sé ha ferite e cicatrici e all'esterno una corazza fatta di muscoli, tatuaggi, la capigliatura e un grande carisma.
E' come un grosso gatto in una gabbia: maltrattato, pericoloso e molto affascinante.
Quest’uomo, con tutto il suo dolore, lavora facendo spettacoli ambulanti con la sua moto. Si sposta da una città all’altra, passa da una ragazza all'altra, da una sofferenza all'altra. Poi torna nel posto dove era stato un anno prima, Schenectady, e scopre che la ragazza con cui stava all’epoca, Romina, ha avuto un bambino. Il momento in cui vede il bambino, e in cui il bambino vede lui, cambia il corso della sua vita per sempre.

E' una persona chiaramente corrotta che si accorge di aver generato un essere puro, che non prova odio o avversione e non ha colpe. E non gli passa neanche per la testa di non poter badare al bambino, a questo essere cosi puro. Da quel momento la sua vita ha uno scopo, un significato. Il problema è che non ha nessuna qualità per essere un buon padre. E' spinto solo dalla forza dell’amore, che può essere una forza molto pericolosa.
La madre del bambino, Romina (Eva Mendes), è molto combattuta perché è innamorata di Luke ma sa anche quanto lui possa essere pericoloso. Deve perciò scegliere tra la sicurezza e l’amore,
Tra il figlio e il padre.


E poi c’è Avery (Bradley Cooper), il rovescio della medaglia.
Mi è sempre piaciuto molto Psyco di Hitchcock e come nel film l’attenzione si sposti in modo cosi incredibile da Janet Leigh a Tony Perkins. Volevo fare qualcosa del genere. E volevo anche realizzare un film in cui le azioni dei personaggi portassero a vere conseguenze, in cui le armi che compaiono avessero degli effetti reali. Nei film, come in questo Paese, la cultura delle armi viene glorificata e io volevo esplora rne gli effetti, le conseguenze.
Avery è un uomo che, fin da bambino, ha sempre avuto la capacità di prendere la strada giusta e di essere di esempio per tutti. E' noto perle sue qualità: è un bravo ragazzo, è amato, giusto, onesto, sincero, forte, intelligente, ecc.

Ed è nato nella élite di una piccola città, è infatti il figlio di un potente giudice locale. Tutti quelli che lo conoscono, suo padre e la fidanzatina del college per esempio, sono convinti che Avery seguirà le orme paterne. Solo che Avery vuole farsi da solo. Contro la volontà di suo padre lascia la facolta di legge per seguire la propria strada. E nessuno capisce perché rifiuti un futuro che gli viene porto su un piatto d'argento? Quando incontriamo Avery perla prima volta nel film, è una recluta della polizia di 28 anni.
E' da recluta della polizia che Avery fa il suo primo sbaglio. Questo sbaglio crea un opprimente e inesprimibile senso di vergogna in lui. E quando appare sullo schermo è un uomo che sente per la prima volta di aver commesso un errore e che si sente profondamente in colpa.

Mentre il resto del mondo, gli altri, lo considerano un eroe. Questo non fa che aumentare il suo senso di vergogna e di inadeguatezza, facendolo sentire un bugiardo. Questo suo conflitto interiore crea un abisso nel rapporto con sua moglie e suo figlio e lo espone ad una crescente corruzione sul lavoro.
Così deve scegliere se combattere contro i suoi demoni interiori o combattere contro le persone reali. E' un uomo moderno che decide di seppellire i suoi problemi e focalizzarsi sui problemi del mondo. Facendo cose buone. Lui è un uomo buono. Ma la sua tragedia è proprio questa: anziché curare le proprie ferite, cerca di risolvere i problemi degli altri. E' una specie di persecuzione.


Parlami delle interpretazioni dei due protagonisti, Ryan Gosling e Bradley Cooper...
In questo film entrambi sono molto di più che dei semplici attori. Sono dei veri e propri collaboratori. Tutti e due hanno un grande istinto per i personaggi, perla storia e per i dialoghi, e sono entrambi abbastanza coraggiosi da spingersi fino a dove ho bisogno che arrivino. Sono lavoratori instancabili, fanno ricerche, e possono correre a tutta velocità per lunghe distanze quando serve.
Ryan ha una grande presenza sullo schermo e grande carisma anche nella vita reale. È una persona interessante, buca lo schermo, è una persona straordinaria che fa sentire bene tutti quelli che lo circondano. E' un mago. Ho imparato moltissimo da lui e ogni volta che posso lavorare con lui mi ritengo davvero fortunato.

Quando ho incontrato Bradley, mi ha trasmesso lo stesso fascino di Ryan. Ma la cosa che più mi ha convinto di Bradley è come riesca a lavorare sodo. Dopo averlo incontrato un paio dì volte, mi sono rimesso sulla sceneggiatura e ho riscritto completamente il suo personaggio perché mi sono reso conto di quanta profondità avrebbe potuto dargli. Molta più profondità di quanto avessi immaginato.
Credo che la ragione per cui il film funzioni è perché Ryan e Bradley non sono solo delle star e dei grandi attori, ma sono anche delle persone straordinarie, e ciascuno di loro mette nel film un’energia molto particolare, creando un equilibrio ma anche una dicotomia necessaria per la storia.


Parliamo del significato dei pini e di quello che gli alberi e il nord dello Stato di New York suscitano nell'immaginario collettivo. Perché i pini?
La traduzione dalla lingua irochese di Schenectady è ”un posto al di là del bosco di pini".
Schenectady è il luogo in cui è cresciuta mia moglie Shannon. Sono circa nove anni che vado lassù a trovare la sua famiglia. Ho sempre pensato che fosse un posto molto interessante. E' un luogo ricco di storia e nel bel mezzo di una difficile transizione economica. Anche il mio co-sceneggiatore Ben Coccio, che è cresciuto lì, lo descrive come una versione ridotta di Detroit. Ben ha tirato fuori il titolo originale, The Ploce Beyond the Pines, e a me è piaciuto molto perché oltre al suo senso letterale, ha anche altri significati metaforici...

Così l’estate scorsa abbiamo girato il film a Schenectady. Abbiamo girato per 47 giorni, una cosa abbastanza inaudita per il budget che avevamo. Perché vista la mia preparazione da documentarista, per me era importante girare in luoghi reali e circondare gli attori di gente vera per dare il più possibile al film un senso di verità. Perciò abbiamo girato in location reali: una stazione di polizia funzionante con veri poliziotti di Schenectady, un ospedale con vere infermiere e veri malati, una fiera con 500 persone, gente comune, che speravamo non guardasse in macchina, banche vere con veri impiegati e direttori che avevano già subito delle rapine, e un vero liceo con veri studenti.

Tutto questo nella speranza di dare autenticità ai momenti che catturavamo con la macchina da presa. Ho chiesto a poliziotti, impiegati di banca, medici e giudici di dirci se le scene che stavamo girando fossero credibili. E se non lo erano, le riscrivevo lì, insieme a loro, fino a quando non diventavano realistiche.
Mi hanno fatto molte pressioni chiedendomi di spostare le riprese del film in Louisiana o nella Carolina del Nord, perle agevolazioni fiscali che questo avrebbe comportato. Ma io sapevo che questo film, girato in questo modo, si sarebbe potuto fare solo a Schenectady.


Da dove hai tratto ispirazione perla storia?
Molti anni fa, alla scuola di cinema, ho visto Nopoleon di Abel Gance e ho cominciato ad essere ossessionato dall'idea di realizzare un trittico. Ho studiato con autentiche leggende dell’avanguardia, come Stan Brakhage e Phil Solomon, che mi hanno dato le basi in tema di estetica e di formalismo. Tuttavia Phil mi diceva spesso: ”la forma serve a illuminare il contenuto". lo pensavo di riuscire a far cantare 3 schermi, ma non conoscevo ancora la canzone. E ho continuato a rimuginare su questa idea del 3 nell’attesa di trovare la storia giusta.
Poi, nel 2007, pochi mesi prima della nascita del mio secondo figlio Cody, il film si è palesato. Stavo riflettendo molto sul fatto che stavo per diventare padre di nuovo e sulla responsabilità che questo comportava. E riflettevo su che tipo di padre fossi, e su che tipo di cose avrei trasmesso a mio figlio, E ho cominciato a riflettere sul fuoco che sento dentro di me.

Questo fuoco mi accompagna da sempre. Mi ha aiutato a fare molte cose nella vita, ma a volte si è trasformato in una forza distruttiva e dolorosa. So che anche mio padre lo aveva dentro. E suo padre, mio nonno, anche lui lo aveva... Ho cominciato a chiedermi per quante generazioni si fosse trasmesso. E, pensando a mio figlio non ancora nato, ho cominciato a sperare che potesse nascere senza quel fuoco, libero. Non volevo trasmettergli tutte le mie pene e i miei errori. Volevo che trovasse da solo la sua strada.
All'epoca stavo anche leggendo tutto quello che ha scritto Jack London. Ed ero preso dall’idea delle eredità che trasmettiamo e del richiamo che esercitano i nostri antenati su di noi. Così è stata questione di un attimo: avevo una storia da raccontare.

Allora sono andato alla ricerca di qualcuno con cui scriverla, perché non sono in grado di scrivere da solo. Sono un filmmaker proprio perché mi piace lavorare con gli altri. Se avessi voluto fare le cose da solo sarei stato un pittore.
Il mio agente di allora mi ha presentato Ben Coccio, sceneggiatore e regista del sottovalutato e meraviglioso Zero Day. Ci siamo incontrati al Donut Pub di New York e mi ha detto di essere di Schenectady. Ci siamo subito capiti alla perfezione: avevamo gli stessi punti di riferimento, eravamo cresciuti guardando gli stessi film, Quei bravi ragazzi era il nostro film preferito, avevamo letto gli stessi libri, ed entrambi avevamo questo legame con Schenectady. Ha afferrato subito l'idea e l’ha precisata. lo ho cominciato a girare Blue Valentine e lui ha cominciato a scrivere Come un tuono.


Anche Darius Marder ha scritto il film.
Questo film è un progetto talmente grande che ci sono voluti tre scrittori per metterlo insieme.
Ben ha lavorato alla sceneggiatura mentre io giravo Blue Valentine. Per anni gli ho mandato annotazioni e ogni tanto ci incontravamo per lavorarci insieme. E devo riconoscerlo: Ben ha lavorato ad una sceneggiatura di proporzioni enormi. La prima stesura superava le 160 pagine! Citava sempre Il Gigante. E la sceneggiatura effettivamente era cosi, lunga e ambiziosa. Poi quando Ben e io abbiamo cominciato a lavorare insieme abbiamo passato un sacco di tempo a rivederla, a snellirla e a renderla sempre più concisa ed efficace.
Circa quattro mesi prima dell'inizio delle riprese, è stato coinvolto anche un mio carissimo amico, Darius Marder, che ha diretto il documentario Loot.

Loot parla di padri e figli e di uomini perseguitati dal loro passato, e Darius ha dimostrato di essere molto padrone di questi temi e della storia.
Tra l'altro i nostri figli frequentano la stessa scuola a Brooklyn, e scrivere insieme è stata la conseguenza del fatto che ci incontravamo la mattina quando accompagnavamo a scuola i nostri figli e poi lavoravamo insieme tutto il giorno fino a quando non dovevamo andare a riprenderli. E la storia e i personaggi hanno continuato a prendere forma. Quando abbiamo iniziato le riprese avevamo raggiunto le 37 stesure.
E, proprio come per Blue Valentine, ritengo che tutti gli attori del film ne siano anche co-sceneggiatori. Li ho spinti di continuo a mettere da parte la sceneggiatura per dare alle scene maggiore spontaneità, freschezza e verità.


Il cast di questo film è molto più numeroso di quello di Blue Valentine. Questo ha modificato il tuo stile di regia?
Mi ritengo davvero fortunato per l'impegno davvero totale di tutti gli attori coinvolti nel film. Non ci sono hotel alla moda a Schenectady, non potevamo permetterci delle roulotte di lusso per loro, avevamo un calendario perle riprese che ha richiesto un’incredibile quantità di tempo e di energia da parte loro, e abbiamo girato in luoghi infestati da sciami di api e di zanzare. Non ho mai sentito neanche una Iamentela. Erano tutti lì a giocare nella stessa squadra, lasciando tutto il resto fuori del campo da gioco.


Parlami di Eva Mendes e del suo contributo al film e al personaggio di Romina.
Ho incontrato Eva poco dopo aver finito di girare Blue Valentine e ho sempre ammirato molto il suo lavoro, specialmente nel film di James Gray I padroni della notte. Sullo schermo è una presenza magnetica, ma troppo spesso viene relegata a interpretare ruoli da oggetto sessuale — anche se devo dire che mi piace come sia riuscita a giocare con questo aspetto in lpoliziotti di riserva, ad esempio. Quando Come un tuono ha cominciato ha prendere forma, ho incontrato un sacco di attrici, ma continuavo a pensare a Eva. Avevo il presentimento che, se le fosse stata data la possibilità, avrebbe interpretato il ruolo da fuoriclasse. Èvenuta al provino senza trucco,

ovviamente bellissima lo stesso, ma facendo di tutto per non sembrarlo. E questo per me ha significato molto, Così, invece di farle il provino, le ho chiesto di portarmi in giro per Los Angeles e di mostrarmi i luoghi in cui è cresciuta. Seduto sul sedile del passeggero della sua auto ho potuto scoprire che persona profonda, saggia, affettuosa, generosa e imprevedibile sia. Si è aperta, raccontandomi di sé, della sua vita e del suo passato e cosi le ho offerto la parte.
La prima scena che abbiamo girato con lei è stata la scena di sesso con Ryan nel caravan. So quanto fosse terrorizzata perché tremava. Ma è un tipo coraggioso. Ha affrontato le sue paure e ha messo a nudo la sua anima in un attimo. La troupe quel giorno era molto ridotta, e siamo rimasti tutti ammutoliti e ammirati dal suo coraggio. Ed è stato sempre cosi con lei sul set. Lei e Ryan hanno avuto una storia in passato e questo ha dato concretezza al loro rapporto sullo schermo.


Come sono state le prove? C'è stata molta improvvisazione come in Blue Valentine?
Si, Per me la fase in cui si gira è tutto. L’esperienza di girare un film è per me più importante del film stesso. Adoro girare. Adoro lavorare con gli attori. Adoro stupirmi, fare delle scoperte. Mi piace quando qualcosa va storto e non va come pianificato, ecc.
In Blue Volentine il tema che veniva affrontato era l'amore. Ed è un tema universale. Tutti sanno cosa significa essere innamorati. Perciò gli attori hanno trovato i loro punti di riferimento in loro stessi. Per Come un tuono, non tutti hanno rapinato una banca, non tutti sono stati poliziotti. Così siamo dovuti risalire alle fonti e fare un sacco di ricerche.

Per esempio Ben Mendelsohn ed io abbiamo trascorso un sacco di tempo con questo tipo fantastico che ha rapinato una mezza dozzina di banche a Schenectady. Era appena uscito di prigione e disponibile con noi a parlare di qualsiasi cosa. Mi ricordo che ha detto: "la cosa che nei film è sbagliata è che le rapine in banca in realtà sono un gran casino, mentre nei film tutto sembra perfetto" Abbiamo cercato di renderlo fiero di noi.
Bradley, Ray Liotta, Gabe Fazio e Luca Pierrucci hanno passato molto tempo nel locale dipartimento di polizia, accompagnando gli agenti in giro, accettando da loro inviti a cena in occasione di feste in famiglia, e così via.

Ha significato immergersi totalmente in quel mondo. Cosi abbiamo appreso tutto quello di cui avevamo bisogno. E questa è stata la chiave: eravamo pronti a buttare via tutto quello che non corrispondeva alla realtà.
Abbiamo affrontato questo processo con tutti gli attori del film. Rose Byrne ha trascorso un po' di tempo con alcune ex—mogli di poliziotti, e poi innumerevoli giorni facendo finta di avere una famiglia con Bradley. Giorni in cui non giravamo, bada bene. Giorni in cui imparavano solo a vivere insieme. Quando un’attrice del calibro di Rose si impegna cosi, è un vero dono. Bruce Greenwood invece è stato l'ombra del procuratore generale di Schenectady per una settimana. E così via.

Sono molto orgoglioso e sarò eternamente grato a ognuno di loro. Ray Liotta è il migliore. Quell’uomo è una specie di coltello umano, perché è affilatissimo e, se non fai attenzione, ti affetta. Il fatto che Ray Liotta sia in uno dei miei film preferiti è stato come se un sogno si fosse avverato. Pensa che a 16 anni sono andato a vedere 30 volte Quei broviruguzzi al cinema.
E Mahershala Ali è un altro attore straordinario, con un ruolo non facile da interpretare. Alla fine del film diventa il migliore dei padri, ma deve affrontare molte sofferenze e tensioni per riuscirci. Ben Mendelsohn, poi, è uno dei più bravi attori di tutti i tempi. Ho imparato molto da lui e ho per lui un grandissimo rispetto. Così come per Robert Clohessy, Harris Yulin, Gabe Fazio.
Il cast è davvero straordinario.


Vuoi parlarmi delle scene d’azione?
Di Blue Valentine è stato molto sottolineato il modo in cui è stata messa in scena la sessualità: in modo diretto e senza finzioni. Beh, per Come un tuono volevo che per le scene d’azione l'approccio fosse lo stesso. Questo ha significato per Ryan dover imparare a guidare la motocicletta. C'è una scena nel film in cui Ryan deve entrare in una banca, rapinarla, uscire dalla banca, salire sulla sua moto e allontanarsi ad una velocità pazzesca attraversando un incrocio trafficato mentre è inseguito da un poliziotto. Tutto questo in un solo piano sequenza.
Niente tagli di montaggio. Nessuna possibilità di sostituirlo con una controfigura durante la sequenza. Perciò Ryan è dovuto diventare davvero bravo a guidare la sua moto. Si è allenato con Rick Miller, uno dei migliori stunt di Hollywood. E ci ha lasciati senza fiato. Per riuscire a portare a termine quella scena, ci sono voluti 18 ciak. E' Stato un po' folle.

Ovviamente per alcune scene abbiamo avuto bisogno degli stunt. Ma ho avuto la fortuna di poter contare su una squadra di piloti straordinaria, capeggiata da Brian Smyj. Credo anche che loro fossero emozionati all'idea di far parte di questo film, perché normalmente rischiano la vita facendo acrobazie per un film di Michael Bay, o simili, e poi quando vanno a vedere il film finito si accorgono che tutto quello che hanno fatto sfidando la morte si riduce a 14 fotogrammi. A me non piacciono gli stacchi nelle scene d’azione. I miei punti di riferimento sono Cops e i video di Americu’s Wildest Police Chases. E gli stunt, ragazzi e ragazze, si sono emozionati all’idea.
Non potrò mai dimenticare la sensazione che ho provato allo stomaco mentre guardavo Ricky Miller buttarsi giù dalla moto per una sequenza ad oltre 100 chilometri all’ora, per ben due volte. Questi ragazzi sono dei veri guerrieri.


Parliamo dei ragazzi. La terza storia compie un balzo temporale in avanti di 15 anni.
In un certo senso i primi due atti del film fanno da prologo al terzo. La terza parte del film è quella che parla di ciò che si eredita. La terza parte rappresenta davvero il film.
Per quanto riguarda il figlio di Ryan (Dane DeHaan), è cresciuto in una famiglia affettuosa, ha dei genitori buoni con lui, in casa sua c'è molto amore. Ha un bravo patrigno, una brava madre, ma c'è qualcosa che manca nella sua vita e lui lo sa. Gli sono state dette delle bugie per proteggerlo da una difficile verità, ma questo mistero lo ossessiona. Certo, è un bravo ragazzo, ma ha bisogno di sapere la verità, ed è un eroe perché vuole saperla anche se questa potrebbe distruggerlo.
L’altro ragazzo, il figlio di Avery, AJ (Emory Cohen), sembra avere molto nella vita. E' nato in una famiglia ricca e ha le attenzioni e l’amore di sua madre. Ma il padre non è presente nella sua vita.
Entrambi questi ragazzi soffrono per l’assenza dei padri, ed affrontano la cosa in modo diverso.
AJ non ha un vero legame col padre, ne soffre, e tutto quello che fa serve ad attirare I a sua attenzione. Si è creato una barriera per nascondere la sua sofferenza. AJ è un personaggio molto tragico: un ragazzo privilegiato molto carismatico, affascinante, amato e che somiglia molto a suo padre, ma profondamente ferito. Per questo detesta e odia se stesso.


Come hai scelto i ragazzi perle parti?
Trovare qualcuno che prendesse il posto di Ryan Gosling e Bradley Cooper è stato un compito titanico. Per questi ruoli ho fatto le audizioni a 500 ragazzi e ho trovato solo alla fine Dane Dehaan e Emory Cohen. Lavorare con loro è stato fantastico perché entrambi sono bravissimi e spontanei.
Proprio come Ryan e Bradley hanno delle personalità opposte, così anche i ragazzi. Ricordo al primo provino in cui c'erano entrambi e ho chiesto loro chi fosse il loro attore preferito. E la cosa si è trasformata in un'accesa discussione tra Dane che insisteva su James Dean o Al Pacino e Emory su Marlon Brando o Robert DeNiro. Una volta arrivati sul set, ho lasciato che questa dinamica conflittuale tra loro non cessasse.


Ci sono voluti più di dieci anni per realizzare Blue Valentine, c0m'è stato ottenere i finanziamenti per questo film?
Per i 12 anni che ho trascorso in panchina nell'attesa di realizzare Blue Valentine, mi sono tenuto occupato preparando altri progetti. E dato che Blue Valentine ha avuto un certo successo, sono riuscito a partire con Come un tuono abbastanza velocemente. Il team alla Sidney Kimmel Entertainment ha apprezzato molto la sceneggiatura e dal primo incontro che ho avuto con loro è apparso evidente quanto fossero appassionati e interessati a realizzare il film al meglio. Sono molto grato a tutti loro. Hanno dimostrato grande fiducia in me
e mi hanno dato tempo e possibilità di fare il film come volevo. Mi hanno anche incoraggiato a osare, quando era necessario, mentre in altre occasioni mi hanno posto dei giusti limiti. Credo che i limiti siano importanti per un regista come me. Mi aiutano a capire fin dove arrivare. Così posso spingermi fino al limite, senza precipitare nel baratro. Senza un limite posso andare avanti in eterno e finire col perdermi.


Qual è stata la cosa più assurda capitata durante la produzione del film?
C’è stato il passaggio dell’uragano Irene, e Schenectady è stata colpita dalla più grande inondazione degli ultimi 500 anni. La notte prima dell'uragano, ho dovuto trasferire la mia famiglia e andar via da dove stavamo. La mattina dopo la casa era sotto 5 metri d'acqua. E' stato terribile per la città. Abbiamo dovuto interrompere la produzione per un giorno perché i camion delle attrezzature erano sommersi dall’acqua. Ma il momento di maggior paura è stato quando mi sono reso conto che avevamo 2 giorni di ottimo materiale girato in uno dei camion.
Ero fuori di me, perché mi è già capitato di perdere del negativo ed è davvero una cosa terribile.
Il reparto operatori guidato da Ludovic Littee ha raggiunto il camion con una canoa e ha salvato la pellicola. Quell’uomo è il mio eroe.


Parlaci dei creativi della tua troupe.
La scenografa è Inball Weinberg che aveva già fatto Blue Valentine con me. Adoro lavorare con lei perché non esita a contraddirmi quando non è d’accordo con me e si batte perle sue idee. È stata nell’esercito israeliano e mi piacciono molto le sue idee e i suoi gusti. Ha una grande capacità di rendere speciali gli ambienti senza farli diventare troppo eccentrici. Ha reso tutte le stanze di tutte le case funzionali, comprese le stanze in cui si sapeva che non avremmo girato. Dato che abbiamo girato in molte location reali, il suo lavoro ha permesso agli attori di continuare a sentirsi nel mondo reale.
Il direttore della fotografia è Sean Bobbitt. In origine volevo Andrij Parekh con il quale avevo fatto Blue Valentine, ma lui una notte ha avuto una visione in cui ha percepito che sarebbe morto se avesse girato con me Come un tuono, e ha lasciato perdere. Non sto scherzando. Così ho contattato altri direttori della fotografia.

Quando ho incontrato Sean mi ha spiegato il suo modo di lavorare, la sua preferenza perla macchina da presa a spalla e perla luce naturale le sue teorie sui movimenti di macchina, e cosi via. Sono arrivato a scoprire che Sean è stato un fotografo nelle zone di guerra e gli ho chiesto se pensava che sarebbe morto facendo questo film e lui mi ha risposto: "No, sono stato in guerra troppe volte". E' molto coraggioso e ci ha aiutati tutti a non avere paura. Sapevamo che la prima sequenza girata di questo film avrebbe dovuto essere epica. Avrebbe dovuto portarci, come in un sogno, dal caravan di Luke, attraverso una fiera popolare, in un tendone da circo in cui "Handsome Luke and the Heartthrobs" fanno il loro numero con le motociclette in un globo di metallo della morte capovolto.

E Sean ha voluto entrare nel globo (dove c'erano i motociclisti). Ha indossato una tuta protettiva e abbiamo fatto l'intera ripresa della durata di 5 minuti e poi è andato al centro del globo e l’inquadratura era meravigliosa. lo stavo guardando sul monitor quando ho sentito uno schianto. L’immagine sul monitor si è fatta confusa, ho guardato il globo e ho visto Sean sepolto sotto una pila di 3 motociclette. Mi sono precipitato lì. I medici sono arrivati di corsa e tutti gli chiedevano se stesse bene. Sean si è alzato, e non stava bene: era infuriato per non essere riuscito a completare la ripresa! Ha detto: ”Rifacciamolo". E io: "Sean, non farlo di nuovo". E lui mi ha risposto: "lo lo faccio di nuovo. Dobbiamo riuscire ad avere questa ripresa dall’interno".

Ci è tornato, ha filmato dal caravan per tutto il percorso fino al centro del globo della morte, e di nuovo, allo stesso identico momento, il monitor si spegne e io guardo per vedere se c'è Sean sotto una pila di motociclette. Stavolta era ancora più scosso, e perfino più arrabbiato con se stesso, per non essere riuscito a fare la ripresa. Per quella sera abbiamo annullato la sequenza. Più tardi, alle 3 del mattino circa, Sean si è svegliato in un hotel senza sapere più in che paese si trovasse. Lo abbiamo portato al pronto soccorso e aveva un trauma cranico. La sera successiva abbiamo rifatto la scena e lo abbiamo costretto a restare fuori dal globo, ma lui è un vero guerriero. Per me Bobbitt ha un grosso senso della composizione e per me è perfetto perché io volevo che il film sembrasse un romanzo mitico di cui si sfogliano le pagine.

La costumista è Erin Benach, la stessa di Blue Valentine. Non potrei fare un film senza di lei che riesce a creare degli abiti così perfetti per gli attori. E, cosa ancora più importante, è in grado di collaborare con gli attori per trovare i costumi che li aiutano a definire i loro personaggi. Inoltre mi fido completamente di lei.
I miei produttori — Jamie Patricof, Lynette Howell e Alex Orlovsky — sono i migliori. Spero di poter fare in futuro tutti i miei film con loro. Sono state le prime persone a leggere la sceneggiatura (a parte Ryan) e sono il miglior team di produttori che si possa avere. Mi stimolano. Mi stanno addosso per spronarmi. Ma quando serve, prendono le mie difese. Mi pungolano e mi proteggono ed è proprio di questo che ho bisogno. Riescono a fare in modo che i miei sogni folli si trasformino in realtà.

Montare questo film è stato mostruoso. Odio il montaggio. È un assassino. La sola cosa che è riuscita a rendermelo sopportabile è che l’abbìano fatto due tra i miei migliori amici. Lavoro con Jim Helton da circa vent'anni e con Ron Patane da circa dieci. Montare questo film è stato come scalare l'Everest. Per un primo pre—montato ci sono voluti sei mesi, e durava tre ore e mezza.
Abbiamo cercato di farcela per la scadenza di Cannes ma non ci siamo riusciti. Alla fine per montare il film ci sono voluti nove mesi. La storia è molto articolata e c'è molto da esplorare dei personaggi, ma avevamo un limite di due ore e venti minuti per raccontare tutto, e questo ci ha richiesto nove mesi di lavoro. Una vera gestazione, lavorare sette giorni a settimana, sedici ore al giorno per nove lunghi mesi.


E per quanto riguarda la colonna son0ra...
Quando ero un ragazzino l’unico grande concerto dal vivo al quale ero andato è stato quello dei Mr. Bungle a Denver, nel 1991. Ricordo Mike Patton, con una maschera sadomaso ei paraocchi da cavallo, che leccava il cranio pelato di un buttafuori. Da quel momento in poi è diventato il mio eroe. Ho sempre pensato che la sua musica fosse molto cinematografica, e per tutti i film che ho girato al liceo ho sempre usato la sua musica. Così quando mi è stata data la possibilità di scegliere un compositore per Come un tuono, Mike ed io ci siamo imbattuti uno nell’altro.
Aveva letto la sceneggiatura, e suo fratello è un agente di polizia, ed è stato proprio come se fosse stato il fato a farci incontrare. Abbiamo lavorato insieme, e per me un altro sogno si è avverato: quello di lavorare con Mike Patton. Ha capito immediatamente gli aspetti inquietanti del film, l’idea della persecuzione che contiene.


Cosa speri che rimanga del film nel pubblico?
Non sono un regista che vuole trasmettere messaggi. Voglio che le persone si divertano, che si sentano coinvolti e che traggano dal film quello che vogliono. La migliore reazione al film che ho sentito fino ad ora è stata quella di un uomo molto rispettato e potente, di cui non svelerò l’identità in questa intervista. Dopo aver visto il film, mi ha detto di aver cancellato la cena di affari alla quale doveva partecipare quella sera. Poi ha chiamato la sua ex—moglie e le ha chiesto: "So che questa è la tua serata, ma posso passare a prenderlo?” Poi ha attraversato in macchina la città ed è andato a prendere suo figlio adolescente, l’ha portato a casa sua e hanno trascorso la serata insieme.



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Qualche film interessante: Cristian e Palletta contro tutti, Come pietra paziente, Cleopatra, Citta' nuda, Ciao Brother, Chi nasce tondo, Che cos'e' un Manrico, Certi bambini, Cemetery of Splendour

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