Regista: Scott Cooper
Titolo originale: Crazy Heart
Durata: 112'
Genere: Drammatico
Nazione: U.S.A.
Rapporto:
Anno: 2009
Uscita prevista: 05 Marzo 2010 (cinema)
Attori: Jeff Bridges, Colin Farrell, Robert Duvall, James Keane, Maggie Gyllenhaal, Tom Bower, Beth Grant, Rick Dial, Sarah Jane Morris, Luce Rains, Annie Corley
Soggetto: Thomas Cobb
Sceneggiatura: Scott Cooper
Trama, Giudizi ed Opinioni per Crazy Heart (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Titolo originale: Crazy Heart
Durata: 112'
Genere: Drammatico
Nazione: U.S.A.
Rapporto:
Anno: 2009
Uscita prevista: 05 Marzo 2010 (cinema)
Attori: Jeff Bridges, Colin Farrell, Robert Duvall, James Keane, Maggie Gyllenhaal, Tom Bower, Beth Grant, Rick Dial, Sarah Jane Morris, Luce Rains, Annie Corley
Soggetto: Thomas Cobb
Sceneggiatura: Scott Cooper
Trama, Giudizi ed Opinioni per Crazy Heart (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Fotografia: Barry Markowitz
Montaggio: John Axelrad
Musiche: Stephen Bruton, T Bone Burnett
Scenografia: Waldemar Kalinowski
Costumi: Doug Hall
Produttore: Scott Cooper, Robert Duvall, Rob Carliner, Judy Cairo, T Bone Burnett
Produzione: Butcher's Run Films, Informant Media
Distribuzione: 20th Century Fox
Montaggio: John Axelrad
Musiche: Stephen Bruton, T Bone Burnett
Scenografia: Waldemar Kalinowski
Costumi: Doug Hall
Produttore: Scott Cooper, Robert Duvall, Rob Carliner, Judy Cairo, T Bone Burnett
Produzione: Butcher's Run Films, Informant Media
Distribuzione: 20th Century Fox
La recensione di Dr. Film. di Crazy Heart
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Colonna sonora / Soundtrack di Crazy Heart
"Hold On You" - Jeff Bridges
"Hello Trouble" - Buck Owens
"My Baby's Gone" - The Louvin Brothers
"Somebody Else" - Jeff Bridges
"I Don't Know" - Ryan Bingham
"Fallin' & Flyin'" - Jeff Bridges
"I Don't Know" - Jeff Bridges
"Once A Gambler" - Lightnin' Hopkins
"Are You Sure Hank Done It This Way" - Waylon Jennings
"Fallin' & Flyin'" - Colin Farrell & Jeff Bridges
"Gone, Gone, Gone" - Colin Farrell
"If I Need You Townes" - Van Zandt
"Reflecting Light" - Sam Phillips
"Live Forever" - Robert Duvall
"Brand New Angel" - Jeff Bridges
"The Weary Kind" - Ryan Bingham
Voci / Doppiatori italiani:
Sergio Di Stefano: Otis 'bad' Blake
Antonella Baldini: Jean Craddock
Bruno Alessandro: Wayne Kramer
Dario Penne: Jack Greene
Informazioni e curiosità su Crazy Heart
E' tratto dal romanzo omonimo di Thomas Cobb.Jeff Bridges canta realmente tutte le canzoni del film.
Ha vinto diversi premi: Premi:
2 Golden Globe 2010: miglior attore in un film drammatico (Jeff Bridges), miglior canzone originale (The Weary Kind)
Screen Actors Guild Awards 2009: miglior attore protagonista (Jeff Bridges)
2 Los Angeles Film Critics Association: miglior attore a Jeff Bridges e migliori musiche
Satellite Awards 2009: miglior canzone originale (The Weary Kind)
2 Broadcast Film Critics Association Award: miglior attore a Jeff Bridges e miglior canzone (The Weary Kind)
Note dalla produzione:
“La musica country è composta di tre accordi e della verità”. -- Harlan Howard
Proprio come una tenera canzone country, piena in ugual misura di passione, umorismo e problemi, CRAZY HEART è il ritratto di un uomo che ha vissuto duramente, velocemente e in maniera incontrollata, ma che cerca ancora la salvezza dell'amore, quando il suo cuore riceve quella che appare l'ultima possibilità di redimersi.
Lo sceneggiatore, produttore e regista Scott Cooper, lui stesso un sudista coinvolto nelle leggende e nell'epoca malinconica della musica country, ha sempre visto l'eccessivo protagonista di CRAZY HEART, Bad Blake, come uno specchio degli eroi del country che erano le sue icone mentre cresceva, nonostante le loro vite sentimentali imprevedibili e le lotte interiori con gli impulsi oscuri. Bad potrebbe aver avuto una 'striscia' negativa e d'altronde può arrivare a livelli altissimi di cocciutaggine, irresponsabilità, alcolismo ed eccessi vari, ma è anche un narratore dotato, un romantico instancabile, un'anima in pena e un uomo che alla fine si dimostra capace di cercare la redenzione quando tutto sembra perduto.
Cooper era meglio conosciuto come attore (appare anche nella recente pellicola Get Low con Robert Duvall) quando si è imbattuto per la prima volta in Bad Blake nel romanzo di Thomas Cobb Crazy Heart. Lui cercava un progetto crudo e realistico legato al country per impegnarsi come sceneggiatore e regista.
Il libro ha ottenuto grandi consensi, con la New York Times Book Review che ha scritto “l'ambiente risuona come una steel guitar e la trama va avanti senza perdere un colpo", mentre la stella del country/romanziere/politico Kinky Friedman ha detto "i personaggi sono tipicamente americani, l'Ovest selvaggio, le sale da ballo e le birrerie, il grande concerto occasionale, così come le infinite ed eterne stanze d'albergo, che per un cantante country sono quanto di più simile a casa. Bad Blake è un uomo che non verrà dimenticato in fretta".
Il personaggio mostrava una bella energia ed era pieno di potenzialità, ma quando si è messo a scrivere, Cooper ha dovuto tradurre il mix di umorismo e dolore di Bad Blake in qualcosa che funzionasse in maniera forte e divertente sullo schermo, risultando brillante e onesto, e che potesse illuminare in parti uguali l'esuberanza del suo talento musicale e i demoni difficili da scacciare.
Per tante ragioni, tutto questo è risultato naturale per Cooper. "Sono cresciuto con questo tipo di musica, vivendo nello stesso mondo in cui vive Bad Blake. Essendo un attore, capivo la natura di una storia retta sulle interpretazioni. Ho pensato che se non fossi stato capace di farlo, nonostante l'essere cresciuto a Sud immerso nella musica country e il lavoro come attore, ero in guai seri", scherza l'interprete.
Cooper ha lasciato che il personaggio e le forti ironie della sua vita quasi celebre, condotta in maniera pericolosa, guidassero il cammino. "Quello che volevo veramente catturare era il misto di umorismo e pathos nella vita di Bad, mettendoci della leggerezza", spiega il realizzatore. "Bad è un cagnaccio, che non sa se ha delle nuove frecce al suo arco, un uomo che attraversa alti e bassi mentre la sua storia si muove, nonostante tutto questo, verso la redenzione".
Il desiderio di cambiare nasce in Bad da una delle più dolci relazioni sentimentali che vive e anche in questo caso Cooper voleva far evolvere tutte le contraddizioni reali e selvagge dei rapporti, il calore e l'elettricità che rendono questi primi momenti d'amore così eccitanti e i modi per cui possiamo far male alle persone che amiamo, nonostante i sentimenti forti che sono in ballo.
Quando ha terminato la sceneggiatura, Cooper si è rivolto a un altro attore e realizzatore sudista, che da tempo rappresentava un mentore per lui: Robert Duvall, che ha vinto un Oscar® interpretando un cantante country con alti e bassi, nell'amato classico di Horton Foote Un tenero ringraziamento. La reazione di Duvall ha cambiato tutto.
“Quando mandi una sceneggiatura a Robert Duvall e lui accetta, hai realizzato tutti i tuoi sogni", dichiara Cooper.
Tuttavia, l'accordo stretto non dipendeva soltanto dal loro rapporto. La visione trascinante, presente nella sceneggiatura, di un uomo che cerca di seguire il suo cuore e il suo stile chiaramente sudista erano perfetti per la linea della società di produzione di Duvall, la Butcher's Run.
"Io e Duvall siamo sempre stati attirati verso i drammi legati ai personaggi", spiega il produttore Rob Carliner, il socio di Duvall nella Butcher's Run. "Ma non troviamo spesso delle sceneggiature che ritraggano i personaggi in maniera così onesta e autentica come CRAZY HEART.
E' una storia che avrà un forte impatto su tante persone, perché parla di un vero artista americano che ha problemi con le donne e l'alcool, ma grazie al suo amore per la musica cerca di salvarsi".
Duvall aggiunge che "la pellicola celebra una magnifica tradizione americana: la musica country, un mondo che conosco molto bene e a cui sono felice di ritornare dopo tanti anni. La storia mi ricordava Un tenero ringraziamento, se non fosse che Horton Foote ha adottato un approccio più delicato. C'è una durezza magnifica nel mostrare la vita difficile di un tipo in lotta con i suoi demoni interiori. In un certo senso, è una storia vecchia, ma Scott Cooper l'ha fatta sembrare nuova, grazie a un senso della verità e delle nuove sfaccettature che le persone non hanno visto prima d'ora".
A salire subito a bordo è stata la produttrice Judy Cairo della Informant Media. "Questa sceneggiatura mi ha colpito", ricorda lei, "perché parla della musica country, che fa parte delle mie radici, ma anche perché è una storia realistica e commovente. Ogni personaggio nel film è assolutamente riconoscibile e reale nel panorama americano" Carliner riassume tutto: "le persone che amano la musica apprezzeranno molto questo film, ma credo che anche gli spettatori che non conoscono o non amano il country potranno godersi allo stesso modo la storia di Bad Blake. E' un film che parla di persone e vite reali".
“Brand New Angel”
T Bone Burnett e Stephen Bruton scrivono le canzoni di Bad Blake La narrazione di CRAZY HEART ha avuto inizio con la sceneggiatura, ma la strada è stata lunga. Bad Blake è completamente coinvolto nella musica ed è per questo che le composizioni di CRAZY HEART erano importanti come la narrazione e dovevano essere credibili, come provenienti dall'anima e dall'esperienza di un cantante country amatissimo, anche se con dei problemi. Nessuno poteva farlo meglio di T Bone Burnett, che ha scritto buona parte delle canzoni di Blake assieme al compianto Stephen Bruton.
"Sapevamo che, se avessimo realizzato un film su un cantante country, la musica doveva essere assolutamente perfetta", spiega Rob Carliner. "Ed è per questo che abbiamo contattato T Bone. Senza di lui, questo film probabilmente non sarebbe mai avvenuto e non sarebbe stato così autentico".
Un leggendario compositore e un fervente sostenitore della musica delle radici americane, Burnett ha lasciato il segno nella cultura pop contemporanea, grazie a delle colonne sonore indimenticabili come Fratello, dove sei? e L'amore brucia l'anima, così come una variegata gamma di registrazioni di artisti diversi come Elvis Costello, Roy Orbison, Tony Bennett, k.d. lang, Alison Krauss, Counting Crows, the Wallflowers, Sam Phillips, Gillian Welch, Ralph Stanley e tanti altri.
Ci è voluto quasi un anno per i realizzatori nello scovare l'impegnatissimo Burnett, ma quando finalmente Scott Cooper lo ha incontrato, ha instaurato immediatamente un legame. Burnett è salito a bordo non solo per scrivere e produrre le canzoni del film, ma anche come produttore cinematografico.
D'altronde, lui non poteva evitare di rimanere attirato dalle dure verità e dal crudo umorismo della storia di Bad Blake. "Scott Cooper era anche un musicista che è stato on the road e con un orecchio attento, quindi sembravano esserci le potenzialità per fare un film che sarebbe stato autentico nel descrivere questa esperienza".
E' stato Cooper, come rivela Burnett, che lo ha convinto a far parte della pellicola. "Mi ha fatto credere di poter realizzare un film che rimanesse nel tempo. Conosce molto bene la musica country, il Sud e tutto il mondo in cui si muovono questi personaggi".
Burnett, a sua volta, ha chiamato il suo amico di lunga data, il rinomato chitarrista, compositore e produttore discografico Stephen Bruton, le cui canzoni sono state eseguite da artisti come Kris Kristofferson, Bonnie Raitt, Hal Ketchum, Willie Nelson, Waylon Jennings, The Highwaymen, Johnny Cash, Jimmy e Martina McBride, oltre a produrre album per Alejandro Escovedo, Marcia Ball e Jimmie Dale Gilmore. Bruton è morto di cancro alla fine della produzione, avvenuta nel maggio del 2009, ma stava lavorando anche mentre era impegnato nelle cure.
“La forza artistica e lo spirito di Stephen erano fortissime e costanti durante questo processo, anche se stava combattendo una battaglia difficile mentre lavoravamo", ricorda Burnett. "Lui ha coscritto buona parte dei brani, suonato molti momenti della colonna sonora, fornito indicazioni agli attori ed era sempre sul set per assicurarsi che le cose fossero reali. Credo ci sia molto di Stephen in Bad Blake, perché Stephen ha vissuto la stessa vita, anche se in maniera più estrema".
Bruton, in effetti, sentiva una grande affinità con Bad, avendo passato buona parte della sua vita sui pullman in tournée, passando da una roadhouse all'altra lontano da casa. "E' una vita interessante", ha rivelato Bruton prima di morire. "L'unica cosa reale è la performance. Non sei responsabile di quello che hai fatto il giorno prima e per un po' è magnifico, ma può facilmente trasformarsi in un caso di sviluppo bloccato. A un certo punto, devi attraversare lo specchio".
Anche Burnett ha trovato un legame forte con il personaggio. Era assolutamente consapevole che Bad è il tipo di uomo che si esprime meglio con la formula 'verso e ritornello', piuttosto che nelle conversazioni, soprattutto quello più intime e rivelatrici. "Bad dice 'io sono stato benedetto e maledetto, tutte le mie bugie erano genuine'", fa notare Burnett. "Per Bad, è molto difficile dire quello che pensa nella vita reale. L'arte non ti consente di esprimere facilmente le cose. Tuttavia, c'è tutto nelle sue canzoni. Penso che si possa dire che lo stesso vale per chi ha composto le canzoni".
Ma come avrebbero potuto Burnett e Burton mettere alla prova Bad Blake a livello musicale?
Loro sapevano di volere qualcosa di originale, non impostato su una star in particolare, e hanno ragionato in termini di influenze. "Bad mi ricorda alcuni musicisti che ho conosciuto, ma non voglio rivelarne il nome", sottolinea Burnett. "La nostra idea per la musica era di creare un universo alternativo del country. Come sarebbe suonato il country se fosse capitato questo invece di quello?
Non volevamo che Bad rientrasse in nessuna categoria definita della musica country, almeno come la conosciamo oggi. Abbiamo messo assieme una lista di quello che Bad ascoltava mentre cresceva e abbiamo lavorato partendo da quel punto".
La lista comprendeva alcuni artisti (alcuni presenti nella colonna sonora della pellicola), tra cui The Louvin Brothers, George Jones, Lightnin’ Hopkins e The Delmore Brothers, così come Hank Williams, Lefty Frizzell, The Mississippi Sheiks, Jimmy Rogers, Skip James e Howlin Wolf, per citarne solo alcuni.
Le canzoni del film che spiccano maggiormente comprendono I Don't Know, che Burnett ha scritto con Bruton e che definisce "un mix tra una canzone di Doug Sahm e una Zydeco"; Hold On You, scritta con Bruton, John Goodwin e Bob Neuwirth, che viene utilizzata nel corso della pellicola come tema della colonna sonora; e The Weary Kind, la ballata acustica che Bad Blake sta scrivendo nel corso della seconda metà del film. "Quella canzone rappresenta la lezione che ha imparato", sostiene Burnett.
Poi, c'è il maggiore successo di Bad Blake, reso celebre dalla stella del New Country Tommy Sweet: Fallin' & Flyin'. Quella canzone è nata da un vecchio brano che Bruton aveva scritto. Come dichiara lui stesso "la cosa divertente di quel brano è che tutti noi stavamo scrivendo da T Bone e Jeff Bridges era sul punto di tornare a casa, mentre T Bone andava da qualche parte. Jeff mi ha chiesto cosa avrei fatto in serata e io ho risposto che sarei andato dove non avrei dovuto e avrei fatto qualcosa che sarebbe stato meglio non fare. Lui mi ha detto che sembrava proprio una canzone e io ho annuito.
Così, mi sono seduto con la chitarra in salotto e ho iniziato a suonare questo brano. Allora T Bone ha detto che era proprio la canzone di cui avevamo bisogno e poi abbiamo capito che sarebbe stata perfetta per il personaggio. Parla di un tipo che sta male e in caduta libera. Talvolta, cadere sembra come volare".
Una grande ispirazione nello scrivere le canzoni, sia per Burnett che per Bruton, è stato l'impegno incessante di Jeff Bridges in ogni aspetto del ruolo. "Jeff ha influenzato la scrittura in due modi, per come si stava trasformando e per come sembrava questa persona. Inoltre, ha portato il suo grande amico John Goodwin per scrivere assieme a noi. Lui ha dato il via a Hold On You, il primo pezzo composto per la pellicola", spiega Burnett.
La registrazione della musica di CRAZY HEART era importante quanto la composizione dei brani, quindi sono state scartate le moderne tecniche digitali per le sonorità più calde e ruvide delle registrazioni analogiche. Burnett spiega che "abbiamo registrato della musica analogica con dell'equipaggiamento analogico per rimanere fedeli al periodo, così come siamo risaliti ai master analogici digitali per quanto riguarda le nostre influenze, magari nei CD realizzati negli anni ottanta, con la pessima attrezzatura che avevano all'epoca.
Quando sono arrivate le nuove versioni realizzate sfruttando i master originali, c'era una differenza enorme nella realtà di questo mondo. Scott voleva assolutamente che ogni aspetto di questo film fosse autentico e questo era uno dei settori principali in cui conservare l'autenticità".
Per completare la musica intima e profonda della pellicola, Burnett ha riempito la parte restante della colonna sonora con quella che definisce 'autentica musica country'. "Ogni canzone scelta racconta una storia diversa", sostiene Burnett.
“Fallin’ & Flyin’”
Jeff Bridges si immerge in Bad Blake
Jeff Bridges è uno di quei attori camaleontici che forse è conosciuto meglio per i personaggi indimenticabili che ha incarnato che per la sua persona. Le sue interpretazioni naturalistiche comprendono il ruolo dell'affascinante texano Duane Jackson nella pellicola di Peter Bogdanovich L'ultimo spettacolo (che gli ha permesso di conquistare la sua prima candidatura all'Oscar® come miglior attore non protagonista); l'irriverente Lightfoot, spalla del rapinatore di banche interpretato da Clint Eastwood in Una calibro 20 per lo specialista (la sua seconda nomination agli Oscar) di Michael Cimino; il programmatore Kevin Flynn, imprigionato in un computer nel rivoluzionario Tron; l'alieno che cade sulla Terra in Starman (la sua terza candidatura all'Oscar e la prima come miglior protagonista); il pianista Jack Baker nella seducente storia sentimentale I favolosi Baker; il conduttore radiofonico Jack Lucas ne La leggenda del re pescatore; il sopravvissuto a un disastro aereo Max Klein in Fearless - senza paura; l'essenza della pigrizia Jeff Lebowski, anche conosciuto come il Drugo, nella pellicola dei fratelli Coen Il grande Lebowski; il Presidente statunitense Jackson Evans nel dramma politico The Contender (che gli è valso la sua quarta candidatura agli Academy Awards), il malvagio industriale Obadiah Stane nel blockbuster Iron Man; e, più di recente, l'ufficiale psichiatrico Bill Django ne L'uomo che fissa le capre.
Con Bad Blake, Bridges può scomparire ancora una volta nella pelle di un altro uomo, mettendo in mostra il genio e i difetti di Bad, la sua solitudine, la follia e la speranza, nel corso di una relazione con Jean Craddock che, inaspettatamente, gli cambia la vita.
"Penso che la gente lo vedrà come uno dei ruolo emblematici di Jeff Bridges", commenta Rob Carliner, "e lo assocerà sempre con lui".
Per Scott Cooper, il ruolo era sempre destinato a Bridges. "Noi sapevamo di volere Jeff fin dall'inizio e non avevamo dubbi a riguardo", ricorda il regista. "E' uno dei migliori attori americani. Ogni gesto che compie ha un senso, ogni cosa che fa è reale. E sapevo che era un ottimo musicista".
Bridges sostiene di essere rimasto attirato profondamente dalla sceneggiatura. "C'erano tanti elementi meravigliosi in questo film", ricorda lui. "Per prima cosa, viene in mente la musica. Io suono da quando ero un ragazzo, quindi mi attirava molto. Inoltre, ho amato la sceneggiatura di Scott, con cui siamo andati d'accordo subito, anche perché è un talento notevole. Lui conosce a menadito la musica country e il suo entusiasmo è contagioso. Poi c'è Bad Blake, che è veramente un tipo umano.
E' come tutti noi, con tante qualità positive e ancora più difetti".
L'attore prosegue aggiungendo che "era anche l'opportunità di lavorare con Bob Duvall, uno dei miri attori preferiti e con alcuni vecchi amici, come T Bone Burnett, Stephen Bruton e il nostro scenografo, Waldemar Kalinowksi. Tutti noi abbiamo lavorato a I Cancelli del Cielo".
Bridges è partito dal versante musicale. Sebbene sia stato un musicista da anni, e abbia anche registrato un album (Be Here Soon nel 2000), cogliere i particolari manierismi di Blake era fondamentale per il ruolo, così come capire lo stile di un uomo che è stato una leggenda e che ora si esibisce frequentemente dal vivo come Bad Blake. Per immergersi in questo mondo particolarissimo, Bridges ha passato dei giorni e delle notti a lavorare con T Bone Burnett e Stephen Bruton, suonando, cantando e cercando l'atmosfera, fino a quando non è diventata una seconda natura per lui. Solo allora il personaggio ha iniziato a emergere istintivamente.
"Sia la recitazione che la musica dovevano essere alla pari ed è così", osserva Carliner. "Jeff riesce veramente a suonare e cantare, ma ha studiato duro per essere Bad Blake", notava in passato il compianto Stephen Bruton. "Abbiamo cercato di rendere accurate le sue performance, come se fosse un uomo che ha suonato ogni notte per 40 anni, una sfida decisamente interessante".
Cooper aggiunge "Jeff doveva esibirsi in molti modi diversi, quando Bad è ubriaco e quando invece è sobrio e malinconico. Alla fine, ha svolto tutto delicatamente e magnificamente, tanto da diventare una sorta di icona".
Per Bridges, lo stile rude con cui T Bone Burnett lo supportava era impagabile. "Io ho iniziato come se volessi porgergli la mano, ma T Bone non è uno che te la tiene delicatamente", ammette l'attore. "Lui mi ha detto, 'inizia a volare, esci dal nido e fallo'. Mi ha aiutato molto il fatto che le canzoni fossero magnifiche e creavano il piccolo mondo della musica country in cui agisce Bad Blake. Hai la sensazione di averle già sentite tutte prima d'ora".
Il personaggio ha preso vita attraverso la musica, ma anche grazie al suo rapporto con Jean Craddock, la giornalista interpretata da Maggie Gyllenhaal. "Bad e Jean sono nati per stare insieme", sostiene Bridges. "E' una sorta di amore a prima vista. E' successo lo stesso quando ho incontrato mia moglie e quindi so come funziona. Jean è un personaggio magnifico e lavorare con Maggie ha superato le mie aspettative".
Ma l'amore potrebbe non bastare a Bad per cambiare i suoi modi discutibili e i suoi vizi legati all'alcool, tanto che il rapporto arriva a un punto di crisi. "Interpretare un ubriaco significa affrontare molte trappole", nota Cooper. "La maggior parte degli attori esagera, ma Jeff invece ha smorzato ogni singola scena, ogni piccola emozione. Penso che tutti quelli che lo vedranno penseranno a Bad Blake in termini di una persona della loro famiglia o un amico, perché è veramente una performance sincera".
Bridges sostiene che il suo approccio nell'interpretare la discesa di Bad nel vizio e nella cattiva condotta, così come la sua lotta per risollevarsi, era di mantenerlo ordinario. "Io non volevo aumentare la pressione", sostiene l'attore, "mentre invece preferivo mantenermi il più possibile rilassato e creare questo spazio vuoto in cui qualsiasi cosa emerga, ha la possibilità di venir fuori chiaramente".
E' esattamente quello che sembra essere successo una volta incominciata la produzione. "Era un ruolo magnifico", riassume Bridges. "Tra la musica, la recitazione e ottenere la possibilità di lavorare con tanti attori magnifici, è stata una delle esperienze più intense e piacevoli della mia vita".
“Iniziano i problemi”
Maggie Gyllenhaal fa emergere il cuore folle di Bad Blake
La vita di Bad Blake avrebbe potuto continuare come è sempre stata: una tournée minore dietro l'altra, una serie di bar tristi e tanti liquori pesanti, se lui non avesse mai incontrato Jean
Craddock. Ma una volta che lo fa, Bad deve cercare di essere migliore di quanto sia mai stato.
Trovare la Jean giusta era fondamentale per rendere assolutamente reale la storia d'amore di Bad, tanto che Jeff Bridges è rimasto molto coinvolto nella fase di casting ed è stato lui che alla fine ha scelto Maggie Gyllenhaal, l'attrice nominata due volte ai Golden Globe®, per il ruolo di un'impiegata instabile nella pellicola vincitrice al Sundance Festival Secretary e per la sua interpretazione di un''ex carcerata che cerca di ripartire in Sherrybaby, mentre è conosciuta dal grande pubblico come l'avvocato di Gotham City Rachel Dawes nel blockbuster Il cavaliere oscuro.
Ma è stata l'energia che è emersa tra lei e Bridges che ha convinto tutti di aver trovato la Jean giusta.
"Lei e Jeff avevano una sintonia fantastica la prima volta che si sono incontrati", rivela la produttrice Judy Cairo parlando della scelta. "Maggie non ha età, è semplicemente un'anima invecchiata. E lei sembra perfetta assieme a Jeff. Ha una semplicità che suscita una forte empatia".
La Gyllenhaal ha amato immediatamente Jean e aveva anche l'impressione di conoscerla.
"Lei mi sembra una persona reale", sostiene l'attrice. "Qualcuno di forte per certi versi, ma che sa di essere debole in altri aspetti. E' questo che cerco nei personaggi da interpretare, che sembrino reali. E' una cosa che mi affascina molto".
Nell'interpretare Jean, lei voleva portare in luce tutte le cose che rendono Jean quello che è: la sua affascinante ingenuità come una giornalista alle prime armi; la sua notevole devozione come madre single; il terrore di rimanere delusa ancora una volta; la tentazione legata all'eccitazione e ai piaceri legati ai cattivi ragazzi; e, soprattutto, i suoi sentimenti inarrestabili verso Bad Blake.
"Questo film poteva funzionare soltanto se si avvertiva che Jean e Bad sono completamente innamorati", sostiene l'attrice, "e nonostante il fatto che lui sia molto più vecchio e loro possano sembrare degli innamorati improbabili, sono attirati inevitabilmente tra loro. Jean sta combattendo in questa situazione per prendere delle decisioni razionali, ma ha delle grosse difficoltà".
La Gyllenhaal deve anche scavare in quello che attira una donna in un uomo come Bad Blake, nonostante tutti gli evidenti segnali di pericolo. Sebbene l'attrice sia una grande fan del country, attirata soprattutto da quello che lei definisce "il vecchio country popolare", sapeva che c'era qualcosa in più del talento di Bad e delle canzoni magnifiche che spingono Jean a prendersi tanti rischi.
"Penso che Jean accetti tante di queste cose in Bad perché lei stessa è ubriaca d'amore per lui", spiega l'attrice. "Inoltre, penso che ci sia una parte di lei che ama i cattivi ragazzi. Ma è una persona decisamente emotiva e ci sono aspetti magnifici in Bad, per esempio il modo in cui lui si occupa del figlio Buddy, una cosa che la commuove, così come la maniera in cui è innamorato di lei, anche se è ubriaco. Lei non vuole riconoscere che c'è una distanza tra loro e che questo rende impossibile stare insieme".
Il fatto che la Gyllenhaal sia diventata madre da poco le ha fornito indicazioni importanti per il personaggio, tra quello che prova nel suo cuore e quello che sa essere necessario per il figlio.
"Questo è il primo film che Maggie ha realizzato da quando ha avuto il suo bambino", fa notare Judy Cairo. "Quindi, penso che interpretare un personaggio che ha un figlio piccolo e che potrebbe essere in pericolo sia molto significativo per lei. E' qualcosa che ha evocato in queste scene emotive".
"Ho interpretato delle madri prima di diventarlo veramente", nota Gyllenhaal, "ma penso anche che sia incredibilmente difficile comportarsi come una madre se non lo sei. Ci sono tante cose che ora capisco meglio. Per esempio, c'è una piccola scena in cui metto a letto Buddy e quando l'ho fatto ho pensato a cosa sarebbe successo se mia figlia avesse dovuto dormire in uno strano letto e in un posto che non conosceva dopo un viaggio in aereo. Sicuramente sarebbe stato difficile per lei, un pensiero che non mi sarebbe certo venuto prima".
Le scene più dure per la Gyllenhaal sono arrivate nel climax del film, quando Jean è costretta a fare una scelta tra Buddy e Bad. Anche lei era stravolta dalle emozioni. "Quando abbiamo girato la scena in cui Jean lascia la casa di Bad, io ero molto più triste e arrabbiata di quanto avrei potuto immaginare", spiega l'attrice. "E quando torna di nuovo da lei, ho pensato che mi sarei sentita più forte in quella scena di quanto sia avvenuto realmente. Credevo che sarei stata calma e risoluta, mentre in Jean c'era questa sensazione di 'vorrei che mi toccasse e mi facesse impazzire'. Ma ovviamente lui non lo fa, non può e questo è stato estremamente duro".
Queste scene hanno straziato il cuore di tutti i presenti sul set, come nota Scott Cooper.
"Maggie è così cruda e reale che io non avrei potuto essere più felice di come lei interpretava Jean", sostiene il regista. "Maggie, proprio come Jeff, aggiunge alla storia tanta sostanza, caratteristiche ed emozioni".
“The Weary Kind”
Il cast di supporto di CRAZY HEART
Mentre Bad Blake lotta per trovare dei lavori pagati, il suo ex giovane protetto, Tommy Sweet, ha avuto successo ed è diventato una grande superstar nella tradizione del New Country, suonando in stadi enormi di fronte a fan adoranti e vivendo in un mondo di cultura pop che Bad ha difficoltà anche solo a immaginare. Così, Tommy diventa una spina nel fianco di Bad, ma gli offre anche la possibilità di guadagnare bene, quando lui lo assume per scrivere delle canzoni per il suo attesissimo nuovo album. Per interpretare Tommy, i realizzatori hanno deciso di affidarsi a un cammeo a sorpresa, che comprende un'interpretazione che Rob Carliner ha definito "completamente inattesa".
Stephen Bruton era molto impressionato dal cast. "Ho sempre visto Bad come un tipo bloccato nei fallimenti e Tommy uno bloccato nel successo. Nessuno può esistere senza l'altro ed è questo l'aspetto interessante. E' visibile una profonda ammirazione tra loro, ma anche i rispettivi paradossi. E il tipo che hanno scelto è veramente in grado di cantare".
A completare il cast principale c'è il produttore Robert Duvall, conosciuto come attore vincitore dell'Oscar®, che affronta il ruolo di Wayne Kramer, l'amico di Bad che lo aiuta a cambiare la sua vita quando arriva il momento. "Wayne è il tipo di amico che ti prende a calci quando serve", sostiene Duvall del personaggio.
Come aggiunge Scott Cooper, "Robert Duvall nei panni di Wayne Kramer è la bussola morale della storia. E' lì per Bad nonostante i suoi problemi e le difficoltà, vicino a lui quando nessun altro lo farebbe. Duvall interpreta magnificamente questo aspetto. Secondo me, è uno dei maggiori attori americani. Ogni ciak con lui è ricco e differente. E' un virtuoso".
Ad apparire nel film c'è anche il cantautore texano e del New Mexico Ryan Bingham, dei Ryan Bingham & The Dead Horses, che interpreta Tony, leader del gruppo di supporto che suona con Bad Blake alla sala del bowling, oltre ad aver scritto The Weary Kind, che nella pellicola è composta da Bad Blake e interpretata da Tommy Sweet.
Bingham è rimasto attirato dal ritratto autentico che CRAZY HEART compie della vita on the road. "Ci sono tantissime persone là fuori, che suonano delle canzoni magnifiche in bar scalcinati", sostiene il musicista. "E' una vita senza radici, che per certi versi può essere magnifica e romantica, ma che allo stesso tempo è dura, sporca e cattiva, qualcosa che ti strazia l'anima. Può divorarti e sputarti, ma allo stesso tempo ti può anche accogliere calorosamente. Nel film è molto presente questo aspetto".
Inoltre, lui non poteva resistere alla compagnia. "Quando hai l'opportunità di sederti a scrivere canzoni con T Bone Burnett e Stephen Bruton e puoi stare sul set assieme a Jeff Bridges e Robert Duvall è incredibile", riassume Bingham. "Ognuno si è rivelato molto gentile ed è stato un periodo veramente piacevole".
“Il colore del Blues”
La visione del nuovo West americano in Crazy Heart
La storia di Bad Blake si svolge nel mondo confuso in cui vive, spostandosi attraverso il Colorado, New Mexico e il Texas, mentre suona in tanti bar, locali e anche sale da bowling, attraversando un percorso pieno di vite frammentate e alla costante ricerca di amore perso o mai trovato. Nel percorso, la pellicola offre un'ottica originale del West americano, che anche nella modernità rimane selvaggio in tanti aspetti, pieno di onestà ruvida e sogni arrugginiti.
"Io desideravo una sensazione senza tempo per la pellicola", spiega Scott Cooper, "quella sensazione naturalistica dei magnifici film di personaggi degli anni settanta. A livello tematico, ci sono dei personaggi duri e delle situazioni analoghe, così l'aspetto visivo ha un contrappunto efficace".
Per cogliere tutto questo, Cooper ha collaborato con alcuni affermati artisti, tra cui il direttore della fotografia Barry Markowitz, celebrato per il suo lavoro in Passione ribelle, L'apostolo e Lama tagliente; lo scenografo Waldemar Kalinowski, i cui film comprendono Appaloosa e Via da Las Vegas; e l'ideatore dei costumi Doug Hall (che ha affiancato Markowitz in Passione ribelle, L'apostolo e Lama tagliente).
Markowitz ha suggerito che Cooper affrontasse le scene intime in interni della pellicola bilanciandole con i cieli infiniti e i panorami immensi del territorio. "Dopo tutto, stiamo girando in una grande nazione", sottolinea il direttore della fotografia. "Così, abbiamo terminato di girare tante cose all'esterno, delle inquadrature magnifiche alle tre del mattino mentre facevamo il lavoro sporco.
L'idea era quella di aprire la storia".
"La direzione della fotografia di Barry era magnifica", sostiene Cooper. "Ha capito esattamente quello che cercavo a livello visivo e ha evocato le emozioni giuste".
Nel frattempo, Waldemar Kalinowski si è concentrato su oltre 25 location nelle zone di Santa Fe e Albuquerque, attirato da questa sfida, che descrive come "mostrare una fetta magnifica della vita americana in una maniera nuova e interessante".
Nel creare degli interni sia per Bad Blake che per Jean Craddock, Kalinowski si è concentrato sugli antefatti. "Dei resti delle loro vite precedenti sono visibili nella storia", sottolinea lo scenografo, "soprattutto nella casa di Bad, che rappresenta una finestra per vedere quello che era e da dove proveniva".
Nel percorso, lo scenografo è rimasto ispirato dalle interpretazioni del cast. "La profondità che Jeff portava a Bad ha fornito a tutto il mio reparto l'ispirazione di creare un mondo più completo e specifico. Anche Maggie aveva delle opinioni sulla casa di Jean e penso che entrambi siano attori che riflettono molto su dove vivono i loro personaggi, da dove provengono e dove stanno andando, quindi era stimolante ragionare su tutto questo aspetto".
Lavorando più che altro con delle location pratiche che fornissero la sensazione di una casa semplice, l'unico set che è stato costruito era l'esterno della pista da bowling in cui Blake incontra Tony e i Renegades.
Due location hanno contribuito ulteriormente all'atmosfera: l'anfiteatro all'aperto di Albuquerque con 12.000 posti, noto come Journal Pavillion, in cui Tommy Sweet appare in concerto, e la Santa Fe Opera House, in cui sono state girate le ultime scene della pellicola.
Il Journal Pavilion, uno dei maggiori luoghi per concerti in New Mexico, era già impegnato quando la produzione li ha chiamati per girare la sequenza di Tommy Sweet di fronte a un pubblico entusiasta di fan della musica country, ma i realizzatori sono riusciti a convincere Toby Keith a permettere di utilizzare le pause di dieci minuti tra i cambiamenti sul palco per girare la sequenza.
Grazie a un'attenzione notevole alla posizione delle cineprese e a diverse prove nel pomeriggio prima della grande notte, la produzione è riuscita a catturare sia Gone, Gone, Gone che il duetto tra Bad e Tommy Fallin’ & Flyin, con un secondo ciak per far passare la steadicam.
Il climax della pellicola, in cui Bad Blake che si ristabilisce incontra Jean Craddock un'ultima e fondamentale volta, è stato girato all'Opera di Santa Fe, una meraviglia architettonica con il suo notevole tetto in mezzo alle Montagne colorate di Sangre De Cristo e Jemez. Scintillante, drammatico e pieno di atmosfera, sembrava il luogo perfetto per degli innamorati che devono discutere del loro futuro.
Come riassume Kalinowksi: “la storia di Bad Blake termina in questo luogo magnifico e pieno di ispirazione, dove vedi i due mondi dei protagonisti che si fondono insieme ancora una volta".
Come avvenuto a Kalinowski, anche l'ideatore dei costumi Doug Hall è rimasto ispirato dal personaggio e dalla storia notevole della moda country. "Ho guardato molti filmati di vecchi concerti per capire cosa indossavano le persone", sostiene Hall. "Inoltre, ero ispirato dalle fotografie del Texas occidentale di Richard Avedon".
"Per Bad Blake volevamo evocare non solo un aspetto ma uno stile di vita", spiega Hall. "Jeff ha posto molta attenzione nei dettagli, come in quello che si metteva nelle tasche ogni giorno: plettri, un accendino, alcune sigarette. Tutto si basava sulla realtà della vita di quest'uomo. La sua versione di Bad è notevole, ma senza farlo diventare un uomo di spettacolo. E' più ruvido e disperato".
Per Jean Craddock, interpretata da Maggie Gyllenhaal, Hall ha enfatizzato il ruolo di madre.
"Essere madre è veramente importante per il personaggio di Jean ed è qualcosa con cui si identifica.
Ovviamente, lei era attenta ai dettagli dei vestiti come Jeff e quindi è stato un piacere lavorarci insieme".
Le riprese di CRAZY HEART erano piene di piccoli piaceri, dalle performance live ai dettagli minori che suscitavano emozioni ed è questo, come riassume Judy Cairo, ad aver reso speciale il film. "E' uno studio intimo di un personaggio, con una storia magnifica che ha avuto la fortuna di attirare un fantastico gruppo di acclamati attori e realizzatori, che hanno dato vita a personaggi e dialoghi magnifici, così come a un mondo che non esisteva alcune settimane prima".
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