Regista: Scott Walker
Titolo originale: The Frozen Ground
Durata: 105'
Genere: Thriller
Nazione: U.S.A.
Rapporto:
Anno: 2013
Uscita prevista: 3 Ottobre 2013 (cinema)
Attori: Nicolas Cage, John Cusack, Vanessa Hudgens, 50 Cent, Dean Norris, Radha Mitchell, Jodi Lyn OKeefe, Katherine LaNasa
Sceneggiatura: Scott Walker
Trama, Giudizi ed Opinioni per Il cacciatore di donne (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Titolo originale: The Frozen Ground
Durata: 105'
Genere: Thriller
Nazione: U.S.A.
Rapporto:
Anno: 2013
Uscita prevista: 3 Ottobre 2013 (cinema)
Attori: Nicolas Cage, John Cusack, Vanessa Hudgens, 50 Cent, Dean Norris, Radha Mitchell, Jodi Lyn OKeefe, Katherine LaNasa
Sceneggiatura: Scott Walker
Trama, Giudizi ed Opinioni per Il cacciatore di donne (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Fotografia: Patrick Murguia
Montaggio: Sarah Boyd
Musiche: Lorne Balfe
Scenografia: Monique Champagne
Costumi: Lynn Falconer
Produttore: 50 Cent,Randall Emmett,Jane Fleming
Produttore esecutivo: Brandt Andersen,Martin Blencowe,Barry Brooker,Remington Chase,Michael Corso
Produzione: Cheetah Vision
Distribuzione: Videa CDE
Montaggio: Sarah Boyd
Musiche: Lorne Balfe
Scenografia: Monique Champagne
Costumi: Lynn Falconer
Produttore: 50 Cent,Randall Emmett,Jane Fleming
Produttore esecutivo: Brandt Andersen,Martin Blencowe,Barry Brooker,Remington Chase,Michael Corso
Produzione: Cheetah Vision
Distribuzione: Videa CDE
La recensione di Dr. Film. di Il cacciatore di donne
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Informazioni e curiosità su Il cacciatore di donne
Note dalla produzione:
LA PRODUZIONE
Che sia ambientata nelle immense lande desolate dell’Alaska o nelle claustrofobiche cittadine degli Stati Uniti centrali, la piaga della giovinezza dimenticata o ‘sprecata’ è incalzante, e il regista Scott Walker concentra la sua macchina da presa in maniera obiettiva su questo mondo desolato. IL CACCIATORE DI DONNE si ispira alla vera, sconvolgente, storia di Robert C. Hansen (John Cusack), il più famoso serial killer dell’Alaska, e a quella dell’onesto agente di polizia (Nicolas Cage), che deve guadagnarsi la fiducia della sola vittima sopravvissuta di Hansen per riuscire a far sì che la giustizia trionfi.
Walker venne a conoscenza del caso di Hansen mentre era al lavoro su un’altra storia.
“Qualcuno mi suggerì che c’erano delle similitudini, e durante le mie ricerche iniziali mi resi conto di cosa avesse fatto quest’uomo; ma non ero certo di volerlo scegliere come mio film di esordio”, ammette Walker, che descrive la pellicola come la storia di un’adolescente in fuga e di due persone che per risolvere un caso devono guadagnarsi il rispetto reciproco. “Ci sono tante famiglie che ancora oggi soffrono per quei terribili eventi, e ho lasciato che fossero le persone coinvolte in quella storia a dirmi che secondo loro era il momento di farne un film.”
“Sin dall’inizio, Scott aveva la visione giusta per IL CACCIATORE DI DONNE,” afferma il produttore Randall Emmett, “sapeva chi fossero i personaggi e quali attori gli avrebbero reso giustizia, e da quel momento in poi il progetto si è sviluppato in maniera organica.”
“La prima volta che ho parlato con Nicolas Cage del ruolo e dei miei obiettivi lui si è molto emozionato,” ricorda Walker, che era alla ricerca di qualcuno in grado di scomparire totalmente nel ruolo di un semplice poliziotto. Il protagonista del film, il Sergente Jake Halcombe, è un insieme di persone diverse,” spiega Walker. “Nick ha avuto spazio per creare un personaggio suo, ha preferito fare così, piuttosto che provare a interpretare una persona in particolare”.
“La storia ha tratto beneficio dal tocco unico di Scott, ed è arricchita da performance piene di sfumature da parte di tutto il cast, che in questa particolare pellicola si è trovato alle prese con un soggetto tutt’altro che facile,” aggiunge Emmett. “E’ la terza volta che lavoro assieme a Nicolas Cage; è uno degli attori di maggior talento, e siamo stati fortunati ad avere lui in questo film. Scott sapeva che era l’uomo giusto per il ruolo del Sergente Jack Halcombe”.
Nel 1983 il Detective Glenn Flothe, del Dipartimento di Polizia Statale dell’Alaska, dal quale Cage ha preso ispirazione per il personaggio di Jack Halcombe, diede una svolta sensazionale al caso di un serial killer che per quasi tre anni terrorizzò l’Alaska del Centro sud.
“Ogni volta che s’interpreta un personaggio che è un eroe, ci si trova di fronte a una grandissima responsabilità,” spiega Cage, che confessa il suo rispetto per “l’immensa bravura e la grande esperienza di Flothe nel gestire il caso Hansen”. “Volevo che fosse tutto perfetto, e attraverso Glenn, volevo dimostrare l’integrità e il coraggio dei poliziotti; è difficile immaginare come sia la loro vita: quando si avvicinano a una macchina c’è sempre la possibilità che possano venire uccisi. C’è un grande rispetto nel modo in cui si trattano a vicenda e nel modo in cui trattano le altre persone. Era questo che volevo mostrare: che il bene esiste davvero”.
Di recente Flothe, assieme a un team d’investigatori, ha trovato un collegamento tra alcuni delitti irrisolti, e un profilo psicologico criminale fornito dal FBI lo ha portato ad Hansen come possibile sospetto. Qualche tempo prima Cindy Paulson, una prostituta diciassettenne, aveva denunciato di essere riuscita a fuggire da Hansen mentre questo cercava di caricarla sul suo aeroplano, col quale aveva in mente di portarla nelle terre deserte dell’Alaska, dove l’avrebbe liberata e poi inseguita come se fosse una preda di caccia. La storia all’epoca non reggeva perché Hansen sembrava poter contare su un alibi di ferro, ma Flothe convinse Cindy a rilasciare una testimonianza che permise di ottenere un mandato di perquisizione che portò al ritrovamento di prove schiaccianti contro Hansen.
“Cindy Paulson scappò di casa per la prima volta quando aveva 11 anni e dovette sopravvivere da sola,” spiega Walker. La scelta dell’attrice per questo ruolo rappresentava la sfida più grande.
“Ho intervistato almeno 80 o 90 giovani attrici tra i 17 e i 23 anni, nel tentativo di trovare qualcuno in grado di interpretare una ragazzina capace di trasformarsi in un batter d’occhio in una donna. Doveva avere tutti questi lati nella sua personalità, doveva quasi avere delle personalità multiple per riuscire a sopravvivere sulle strade e confrontarsi con gli uomini. L’unica cosa che m’importava era un’interpretazione: quella di Cindy Paulson.”
“Vanessa Hudgens mi ha letteralmente lasciato senza fiato durante il suo provino,” ricorda Walker.
Walker sapeva che per la sua interpretazione all’attrice avrebbe giovato molto la possibilità di incontrare la vera Cindy Paulson.
“Cindy possiede una sorta d’ingenuità quando si apre e lascia fluire le sue emozioni,” spiega la Hudgens, che è stata attratta dal progetto e dalla possibilità di interpretare una persona reale. “Mi sono seduta con Cindy e l’ho sentita raccontare tutta la sua storia dall’inizio alla fine. Sono stata così fortunata che lei si sia aperta con me in questo modo. Lei ha un cuore e un’anima d’oro, perché vuole davvero riuscire a catturare il colpevole e aiutare le vittime che non hanno più una voce perché non sono sopravvissute.”
“Cindy ha raccontato a Vanessa delle storie che lei non avrebbe mai neanche immaginato, delle cose che non penseresti mai possano rispecchiare la realtà, che riguardano la vita sulla strada,” aggiunge Walker.
“La cosa stupefacente è che Vanessa sia stata capace di trasferire tutto questo nella sua performance. Nell’arco di pochi istanti riesce a percorrere tutta la gamma di emozioni umane, e a far trasparire personalità diverse in maniera quasi imprevedibile. E’ così che deve essere se hai 17 anni e vivi per la strada, contando sulle tue sole forze; ed era questo che volevo ottenere.”
“Vanessa ha interpretato Cindy in maniera brillante,” concorda Cage. “Le sono capitate delle cose orribili durante la sua infanzia ed è facile comprendere perché sia scappata via. Nonostante tutto, ha fatto qualcosa di costruttivo nella sua vita: ha avuto il fegato di aiutare altre persone e di fare la differenza. Ha cambiato la comunità di Anchorage assieme a Glenn Flothe.”
Sebbene avesse solo 17 o 18 anni all’epoca, Cusack ricorda di aver sentito la storia di Hansen, in particolar modo ricorda i titoli dei giornali che parlavano con toni sensazionalistici di un killer che cacciava prede umane nelle lande sperdute dell’Alaska.
“E’ un essere umano molto oscuro, quindi ho cercato di allontanare questa idea, perché ritenevo che dovessero esserci le circostanze giuste per interpretarlo,” spiega Cusack. “Scott sembrava avere intenzione di raccontare la storia di un sistema della giustizia che abbandona le prostitute, che all’epoca non venivano neanche considerate alla pari delle altre persone, erano viste come delle vagabonde. Aveva in mente di raccontare la vicenda dalla giusta prospettiva”.
Robert Hansen era un cittadino mite e umile della comunità di Anchorage, ecco perché, all’inizio, le accuse rivolte da Cindy secondo le quali l’avrebbe rapita allo scopo di ucciderla vennero respinte come un banale tentativo di estorsione. “La mia visione originale per Hansen era che doveva apparire come un uomo assolutamente normale, sposato con due figli, era un fornaio e tutti lo conoscevano e si fidavano di lui,” spiega Walker.
“Quando ho incontrato John, dall’inizio, abbiamo condiviso la stessa determinazione nell’evitare di trasformare questo personaggio in una sorta di mostro alla Hannibal Lecter. Probabilmente aveva uno dei ruoli più difficili su cui lavorare, per questo abbiamo trascorso delle ore a discutere ogni singola scena e battuta e il modo in cui interpretare la parte senza esagerare, rimanendo fedeli a quello che dovrebbe essere il comportamento di un vero serial killer. So che ha avuto molte difficoltà a immedesimarsi in una persona come questa.”
Cusack ha anche incontrato Flothe per analizzare a fondo la personalità di Hansen. “Ho iniziato a pensare a Flothe e ad Hansen come persone simili e allo stesso tempo opposte,” spiega Cusack.
“Una è assolutamente audace, egocentrica, narcisista e si autoalimenta delle sue più amorali fantasie. Mentre Glenn è una specie d’insegnante inglese, un uomo molto gentile, premuroso, e uno studente di storia. Ma ha un’impetuosa forza di volontà; credo volesse affrontare quest’uomo anche per capire le ragioni del suo comportamento. Anche se ha catturato Hansen, probabilmente ha ritenuto di aver fallito perché, quando si cerca di comprendere il male, non si ottengono mai le risposte che si sarebbero volute. Alla fine ci sembra quasi di essere rimasti lacerati da questo fatto; avremo pure rinchiuso dietro le sbarre il colpevole ma lui non ci ha ancora rivelato tutti i suoi segreti. Hansen era un’entità informe ed evanescente, guardandolo si aveva l’impressione di fissare in un abisso. Credo che il rapporto tra il poliziotto e il Killer sia davvero interessante.”
“I dialoghi di Hansen si basano in larga misura sulle trascrizioni del processo, che sono molto frammentarie e hanno una loro logica interna,” rivela Cusack. “Scott ha preso una decisione molto logica: mettere nel film tutte queste cose, evitando di fornire inutili spiegazioni. Tra l’altro, ritengo che la sceneggiatura sia migliorata nel passaggio sullo schermo. Qualche volta potrebbe apparire un tantino minimalista, ma quando si colloca il tutto in un determinato contesto, la storia assume il suo significato. Ha fatto un ottimo lavoro evitando di esagerare le scene, lasciando che si sviluppassero da sé, è una cosa alquanto raffinata per uno sceneggiatore\regista alla prima esperienza”.
Dopo aver conosciuto Walker, Cage era contento del fatto che entrambi condividessero l’idea di girare il film usando uno stile quasi documentaristico. “Mi piaceva l’idea di tornare a uno stile naturalistico, quasi fotorealistico,” spiega Cage, che ha paragonato lo stile realistico di questo film a quello utilizzato da Oliver Stone in WORLD TRADE CENTER. “Per questo compito è stato scelto un direttore della fotografia, incredibilmente energico e appassionato, di nome Patrick Murguia, e l’operatore, Jacques Jouffret,” come racconta Cusack. “Entrambi erano molto sensibili nei confronti degli attori, e quando gli attori si scaldano, gli addetti alla macchina da presa gli vanno dietro.”
“Il film è ambientato nel 1983, ma non volevo assolutamente che sembrasse un film collocato in un particolare periodo storico,” spiega Walker. “Non lo volevo per una ragione in particolare: se gettassimo dei ragazzini per strada gli accadrebbe esattamente la stessa cosa anche oggi. Volevo creare un collegamento con i nostri giorni. Queste storie si ripetono in tutto il paese e Anchorage è una città del Midwest come tutte le altre. Perciò, d’accordo con il mio scenografo, Clark Hunter, la chiave era riuscire a far sì che il pubblico entrasse nella storia facendogli dimenticare che siamo nel 1983 e che ci troviamo nella parte più settentrionale del Nord America.”
“Ho parlato con diverse famiglie delle vittime che avevano offerto grande aiuto, dando informazioni importanti, e che avevano raccontato cosa avesse significato tutta questa storia per loro, la disperazione di questi eventi,” ricorda Walker. “Uno dei punti che volevo mantenere il più possibile nella storia è che queste ragazze non erano le tipiche spogliarelliste che in genere vengono assassinate nei film. Erano madri, figlie, sorelle, e molte di loro facevano quella vita solo per guadagnarsi un po’ di denaro extra come tutti, del resto, a causa della corsa al petrolio. La loro sfortuna è stata solo quella di incontrare l’uomo sbagliato”.
“Incontrare la vera Cindy probabilmente è stata una delle cose che mi hanno ispirato di più di tutto il film,” conclude Walker. “Oggi è una donna adulta che ha fatto il suo percorso. Dopo tutto quello che ha passato sulla strada, ha una visione incredibile della vita. Durante una delle nostre conversazioni ho chiesto a Cindy se avesse qualche rimpianto,” rivela Walker. Ecco la sua risposta: “In tribunale, mentre Hansen veniva condannato e avevo di fronte le famiglie e gli amici delle vittime, il mio unico rimpianto era che non mi avesse rapita e violentata prima, così avrei potuto scappare e alcune di quelle ragazze oggi sarebbero ancora vive”. “Probabilmente è una delle donne più straordinarie che abbia mai incontrato in termini di forza e coraggio”.
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