Regista: Michael Apted
Titolo originale: The Chronicles of Narnia: The Voyage of the Dawn Treader
Durata: 115'
Genere: Avventura, Fantastico
Nazione: Regno Unito
Lingua originale: inglese
Rapporto:
Anno: 2010
Uscita prevista: 17 Dicembre 2010 (cinema)
Attori: Ben Barnes, Skandar Keynes, Georgie Henley, Will Poulter, Laura Brent, Bill Nighy, Tony Nixon, Shane Rangi
Soggetto: C.S. Lewis
Sceneggiatura: Christopher Markus, Stephen McFeely, Michael Petroni
Trama, Giudizi ed Opinioni per Le cronache di Narnia - Il viaggio del veliero (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Titolo originale: The Chronicles of Narnia: The Voyage of the Dawn Treader
Durata: 115'
Genere: Avventura, Fantastico
Nazione: Regno Unito
Lingua originale: inglese
Rapporto:
Anno: 2010
Uscita prevista: 17 Dicembre 2010 (cinema)
Attori: Ben Barnes, Skandar Keynes, Georgie Henley, Will Poulter, Laura Brent, Bill Nighy, Tony Nixon, Shane Rangi
Soggetto: C.S. Lewis
Sceneggiatura: Christopher Markus, Stephen McFeely, Michael Petroni
Trama, Giudizi ed Opinioni per Le cronache di Narnia - Il viaggio del veliero (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Fotografia: Dante Spinotti
Montaggio: Rick Shaine
Musiche: David Arnold
Scenografia: Barry Robison
Costumi: Isis Mussenden
Produttore: Andrew Adamson,Mark Johnson,Philip Steuer
Produttore esecutivo: Douglas Gresham,Perry Moore
Produzione: Fox 2000 Pictures, Twentieth Century Fox Film Corporation, Walden Media
Distribuzione: 20th Century Fox
Montaggio: Rick Shaine
Musiche: David Arnold
Scenografia: Barry Robison
Costumi: Isis Mussenden
Produttore: Andrew Adamson,Mark Johnson,Philip Steuer
Produttore esecutivo: Douglas Gresham,Perry Moore
Produzione: Fox 2000 Pictures, Twentieth Century Fox Film Corporation, Walden Media
Distribuzione: 20th Century Fox
La recensione di Dr. Film. di Le cronache di Narnia - Il viaggio del veliero
Devo dire che della saga di Narnia mi sono piaciuti di più i primi 2 episodi, ma devo contare per il primo il fascino della novità, e per il secondo la grandiosità delle scene. Non mancano scene meravigliose anche in questo terzo episodio, ma forse è la semplicità della trama che mi ha lasciato un po' così, dopo essere stato abituato troppo bene. In ogni caso un film molto ben fatto che si fa guardare.
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Colonna sonora / Soundtrack di Le cronache di Narnia - Il viaggio del veliero
La canzone "there’s a place for us" è eseguita dai Sonohra.
Voci / Doppiatori italiani:
Emiliano Coltorti: Caspian
Lilian Caputo: Lucy Pevensie
Mattia Ward: Edmund Pevensie
Manuel Meli: Eustace Scrubb
Francesco Prando: Reepicheep (voce)
Alessandro Rossi: Aslan (voce)
Franca D'amato: Strega Bianca
Stefano De Sando: Drinian
Luca Biagini: Coriakin
Ilaria Stagni: Liliandil
Letizia Ciampa: Susan Pevensie
Flavio Aquilone: Peter Pevensie
Carlo Valli: Capo Dei Tontopodi
Fabrizio Vidale: Tontopode #1
Paolo Lombardi: Tontopode #2
Roberto Draghetti: Tontopode #3
Informazioni e curiosità su Le cronache di Narnia - Il viaggio del veliero
La saga di Narnia:Le cronache di Narnia: Il leone, la strega e l'armadio
Le cronache di Narnia: Il principe Caspian
Le cronache di Narnia - Il viaggio del veliero
Note dalla produzione:
Con Le cronache di Narnia. Il viaggio del veliero, Fox 2000 Pictures e Walden Media hanno unito le forze per riportare la serie alle sue celebri radici, chiamando a dirigere il terzo capitolo il grande regista Michael Apted (Nell, Gorilla nella nebbia, Agente 007: Il mondo non basta). Interpreti che tornano dai due film precedenti sono Georgie Henley e Skandar Keynes nei rispettivi ruoli di Lucy e Edmund Pevensie, mentre Tilda Swinton, fa una memorabile ricomparsa come Strega Bianca; Ben Barnes riassume dal secondo film il ruolo di Caspian; l’adolescente londinese Will Poulter impersona Eustace, il piagnucoloso cugino di Lucy e Edmund. Il comico inglese Simon Pegg dà la voce al prode topo spaccone Reepicheep (Francesco Prando è la voce italiana), e Liam Neeson al potente signore di Narnia, il leone Aslan (Alessandro Rossi, doppiatore italiano proprio di Liam Neeson).
Pur abbandonando questa volta la poltrona di regista, il cineasta Andrei Adamson (regista di Shrek; Shrek 2, oltre che dei primi due capitoli di Narnia) è presente come uno dei tre produttori del film, in squadra con i colleghi dei primi due –il premio Oscar Mark Johnson (Rain man – L'uomo della pioggia) e il veterano Philip Steuer (Un sogno una vittoria; Alamo – Gli ultimi eroi). Tornano anche per questa terza avventura i produttori esecutivi Perry Moore e Douglas Gresham, figliastro di C. S. Lewis. Gli sceneggiatori sono Christopher Markus e Stephen McFeely (Le cronache di Narnia: Il leone, la strega e l'armadio, Le cronache di Narnia: Il principe Caspian) a cui si aggiunge Michael Petroni.
Il cast della storia è ancora una volta completato da una galleria di originali creature portate alla vita mediante la combinazione di tecnica mista ”live-action” e di animazioni CGI (immagini generate al computer), le seconde guidate dal supervisore agli effetti speciali Angus Bickerton (Il codice Da Vinci; Angeli e demoni). I premi Oscar Howard Berger e Tami Lane, anche loro al terzo “Narnia”, sovrintendono il trucco e gli effetti di molti dei nuovi personaggi, comprese le creature ultraterrene dette Dufflepuds.
Il lavoro fotografico essenziale per il film è iniziato il 27 luglio 2009 negli esterni del Queensland, in Australia, dove si è svolta l’intera produzione di 90 giorni. Le operazioni in studio hanno compreso numerose sedute negli impianti Warner Roadshow a Gold Coast, sesta maggior città del Paese in cui si trova il più grande serbatoio idrico fuori terra dell’emisfero australe, elemento cruciale per la produzione.
Oltre al lavoro in studio, una delle location chiave è stato Cleveland Point, dove il maestoso Veliero è stato posizionato per oltre tre settimane di riprese in esterno. Il veliero, realizzato in dimensioni reali, 125 tonnellate su 43 metri, è stato poi smontato in più di 50 sezioni e riportato negli Studi per diverse altre settimane di interni. Le riprese principali si sono concluse nel novembre 2009, a cui ha fatto seguito il programma annuale di post produzione, sino all’uscita mondiale a dicembre 2010.
LA STORIA
Pubblicato nel 1952, The Voyage of The Dawn Treader (Il viaggio del veliero) è il terzo dei sette episodi della serie di C. S. Lewis Le cronache di Narnia ed è ambientato in Inghilterra durante la guerra, intorno al 1943. Mentre i due fratelli maggiori Pevensie sono fuori (Peter studia per gli esami di ammissione all’Università, mentre Susan è in vacanza negli Stati Uniti), i due più piccoli, Lucy ed Edmund, fanno malvontieri visita a parenti vicino a Cambridge. La sfida più grande per Lucy ed Edmund è avere a che fare con l’antipatico cugino Eustace (Clarence Scrubb), fino a quando i tre vedono un dipinto che ritrae un maestoso veliero dal disegno ispirato ai draghi (a prua rappresenta una testa di drago, la poppa la coda e le ali ornano le fiancate) che inaspettatamente prende vita, allagando la stanza e sommergendo i ragazzi per trasportarli, poi, nel Mare Orientale di Narnia, dove vengono salvati sul Veliero dall’equipaggio del Re Caspian.
Edmund e Lucy sono emozionati per essere tornati nella terra di cui sono stati una volta Re e Regina; il piagnucoloso Eustace, nuovo in questi luoghi, invece, è di gran lunga meno entusiasta. I tre apprendono presto le ragioni del viaggio di Caspian. Quest’ultimo, infatti, sta adempiendo al giuramento di ritrovare i sette Lord di Telmar, i migliori amici di suo padre assassinato.
Il viaggio li fa approdare su cinque isole, ciascuna delle quali porta all’equipaggio pericoli e avventure, e nasconde il proprio affascinante segreto. Caspian e i suoi uomini scoprono l’esistenza di una diabolica nebbia verde che ha il potere di rapire i corpi e le menti delle persone.
Il vecchio saggio mago Coriakin spiega a Caspian e ai ragazzi Pevensie che, per rompere l’incantesimo mortale, devono trovare i sette Lord e recuperare ognuna delle spade donate loro da Aslan per proteggere Narnia. Una volta raccolte e posate sul tavolo dei banchetti di Aslan, le spade daranno loro il potere di sconfiggere la nebbia e la Strega. Senza l’unione delle sette spade loro e Narnia saranno distrutti.
Il compito dei viaggiatori è molto impegnativo, tra i tanti pericoli da affrontare c’è anche quello dei mari violenti e dei mostruosi serpenti marini, ma non solo, il loro coraggio e le loro certezze sono messi a dura prova, trasformando il viaggio anche in un percorso di trasformazione interiore.
Se il primo libro di Lewis ambientato a Narnia, Il leone, la strega e l’armadio, è forse il più famoso e popolare della serie, molti dei cultori delle storie classiche di Lewis puntano su Il viaggio del veliero come il migliore dei sette romanzi di Narnia. “È certo uno dei libri più amati della serie” dice il produttore Andrews Adamson, “Il viaggio del veliero torna al prodigio, al grandioso e all’avventura de Il leone, la strega e l’armadio”.
Lavorando all’adattamento del suo terzo “Narnia” (con Christopher Markus e Nichel Petroni), il soggettista Stephen McFeely nota che “l’aspetto più stimolante nello scrivere il soggetto è stato afferrare il sapore altamente caratteristico dell’avventura in ciascuna isola, senza far diventare troppo episodico il film. Il viaggio del veliero si dovrebbe percepire come tutt’uno con i due precedenti, un epos narniano unificato, pur introducendo luoghi e tematiche mai incontrati nelle prime due storie”.
“Il film parla di due viaggi, – sottolinea Michael Apted -. Uno rappresenta un’avventura per mari sconosciuti e perigliosi, l’altro è un viaggio all’interno dell’io di ciascuno mentre cresce verso l’età adulta. Così come superano le forze diaboliche che incontrano nel viaggio, i nostri personaggi imparano a analizzare le proprie tentazioni, e nel farlo scoprono il loro vero carattere. Questo apprendono a Narnia, e perciò alla fine della nostra storia sono pronti a partire e affrontare le loro vite. È questo il tema universale che Lewis ci presenta nel suo libro”.
Pur restando fedeli allo spirito, alle emozioni e ai personaggi del libro, gli autori hanno apportato alcune modifiche necessarie a portare sugli schermi la storia di Lewis.
Chiarisce Apted: “Nel libro, il filo narrativo si dipana intorno a Caspian e alla sua ricerca dei sette Lord, ma nel film la ricerca è delle sette spade. Il tema della nebbia verde, come trattato nel film, non è realmente toccato nel libro Il viaggio del veliero, anche se compare in un libro successivo”.
“Nel film, la ricerca delle sette spade rafforza lo scopo del viaggio di Caspian ai margini del mondo” aggiunge il produttore esecutivo Douglas Gresham.
Gresham, figliastro di C. S. Lewis, ha assunto come missione della propria vita quella di portare sullo schermo i libri dello scrittore. “Il motivo delle spade è nel film un arricchimento della trama sui sette Lord di Telmar, ed è stato aggiunto per coinvolgere maggiormente lo spettatore”. Grande attenzione è stata riservata anche nel preservare l’integrità tematica del libro. “Le cronache di Narnia. Il viaggio del veliero è largamente una storia sulla tentazione” aggiunge Gresham. “Nel corso del viaggio, Caspian, Eustace, Lucy ed Edmund, come l’intero equipaggio del Veliero, fronteggiano molte sfide e avventure e tengono testa alle tentazioni che le accompagnano. Ogni personaggio incontra le proprie tentazioni più profonde, che si erano già intraviste nei film precedenti.”
Paura e tentazione sono i principali temi affrontati dai personaggi, e questi concetti puntano al peso e alla sostanza dei libri di Narnia” aggiunge Apted. “Il film ci ricorda che per fronteggiare tentazione e paura devi conoscere te stesso: anche ciò è parte del divenire adulto.”
“Quando hai deciso di adattare un libro per lo schermo, la prima cosa che fai è chiederti di cosa tratti” suggerisce il produttore Mark Johnson. “Quali sono i temi? Cosa cerca di dirci l’autore, e in che modo colmiamo il film di questi stessi temi? Il leone, la strega e l’armadio era sulla fede; Il principe Caspian sul perdere e riconquistare la fede; il nuovo episodio è su come superare la tentazione, e, col raccontare una grande magica storia, abbiamo fatto del tema un elemento importante del nostro film.”
GLI ATTORI E IL LORO VIAGGIO
Georgie Henley è stata la prima degli attori selezionati , nel 2003, del casting per i ruoli dei fratelli Pevensie in Le cronache di Narnia. Il leone, la strega e l’armadio. Quando Georgie fu notata da un responsabile londinese del casting, la bambina aveva solo sette anni e nessuna esperienza professionale di recitazione. Otto anni dopo, Georgie è una splendida adolescente. Il viaggio personale di Georgie attraverso i tre film rispecchia le esperienze del suo personaggio, Lucy, particolarmente nell’ultimo film. Le avventure di Lucy si svolgono, naturalmente, nel meraviglioso mondo di Narnia, mentre quelle di Georgie in una diversa terra di fantasia, Hollywood.
“Tornando a Narnia per la terza volta mi sono sentita un po’ nervosa” ammette Georgie. Probabilmente la sua ansia derivava dal sapere di essere l’unico personaggio femminile importante, perché il viaggio attraverso Narnia della sorella maggiore Susan è finito con Le cronache di Narnia. Il principe Caspian. Lucy è per di più molto cambiata dopo la precedente visita a Narnia. “Sta attraversando quella fase in cui tutti si sentono insicuri,” dice Georgie, “Lucy vuole ancora essere come la sorella Susan ed essere bella come lei”.
“Il viaggio per ognuno dei personaggi riguarda la tentazione. Nei primi due film Lucy è ritratta come integra, fedele e sicura” prosegue Georgie, “ma ora è più complessa. Credo che il suo viaggio stia sconfiggendo le sfide e le fa rendere conto di essere umana, di stare crescendo, e che le sensazioni che prova sono normali.”
A proposito del suo viaggio attraverso Narnia negli ultimi sette anni, Georgie nota: “Skandar [Keynes, che interpreta Edmund] e io siamo cresciuti con questi personaggi. Mi sento realmente unita a Lucy, dato che è stata una grossa parte della mia vita.”
Skandar Keynes è stato selezionato all’età di 12 anni per il ruolo dell’infido Edmund nel primo film. Se Georgie potrebbe proseguire nella sua carriera (“Ciò che, tra molte altre cose, porterò via da Narnia è la passione per la recitazione” ammette), Skandar ha invece piani diversi. Nel corso delle riprese di Le cronache di Narnia. Il viaggio del veliero, Skandar ha ottenuto l’ammissione all’Università di Cambridge, dove si dedicherà agli studi arabici (sua madre è originaria del Libano). Avendo conquistato l’ingresso alla venerata istituzione di istruzione superiore (dove C. S. Lewis ha insegnato letteratura dal 1954 al 1963), pochi mesi dopo le riprese del film, Skandar ha iniziato una pausa dalla sua carriera di attore per seguire gli studi accademici.
Mentre scorrevano gli ultimi giorni e ore a Narnia, la sola tensione provata da Skandar era l’attesa di una notizia sulla sua ammissione a Cambridge. Non diversamente dal suo personaggio, al termine del lungo viaggio per mare, quando Aslan spiega a Edmund e Lucy che sono destinati a non tornare mai più a Narnia, Skandar stava vivendo la transizione dall’infanzia all’età adulta. “Sai, dopo sei anni di coinvolgimento nei film di Narnia devo essere grato per questa esperienza” dice Skandar, “che mi ha aiutato in così tanti modi, e ora sono molto più fiducioso di quanto credessi possibile; mi ha dato il coraggio di resistere; sono pronto a andare avanti, e anche se non so dove ciò mi condurrà sono felice e soddisfatto.”
Per l’Edmund di Skandar il viaggio sul Veliero significa fronteggiare una formidabile tentazione, che ha le sembianze della malvagia Strega Bianca, impersonata ancora una volta da Tilda Swinton. Vissuto all’ombra del fratello maggiore Peter, Edmund è risoluto a camminare con le proprie gambe. La Strega Bianca, formidabile antagonista nel primo film, appare in sogno a Edmund offrendogli potere e gloria di gran lunga superiori ai successi del fratello.
Le cronache di Narnia-Il viaggio del veliero segna un rito di passaggio anche per Ben Barnes e il Re Caspian, suo alter ego filmico. “Caspian ha guidato Narnia per tre anni” spiega Barnes, “e ha combattuto e vinto battaglie. Nel tornare al ruolo di Caspian avevo bisogno di fiducia e autorità. Ero felice per l’intervallo di due anni tra la produzione di Le cronache di Narnia.Il principe Caspian e questo film, perché ciò mi ha permesso di fare altre cose e guadagnare ulteriore fiducia, che sono stato in grado di far entrare nel mio personaggio.”
Barnes ha anche studiato più a fondo la storia personale di Caspian. “Caspian” nota, “si sente come se mai avesse avuto una famiglia o una forte figura paterna. Da una parte Caspian - pur guidando i suoi uomini – colma, per Lucy e Edmund, la distanza dal loro fratello maggiore. Quando arriva alla fine del mondo e incontra Aslan, Caspian si chiede se suo padre non sia dall’altro lato: il desiderio di incontrare il padre è la tentazione suprema di Caspian, anche se però capisce che le sue responsabilità sono verso Narnia, per il suo popolo e l’eredità di suo padre.”
Quando Barnes ha interpretato Le cronache di Narnia. Il principe Caspian, era uno sconosciuto attore di Hollywood. Il giovane attore Will Poulter, che interpreta Eustace, si trova in una situazione simile in Le cronache di Narnia. Il viaggio del veliero. Interpretando lo scostante Eustace, che definisce “perfetto bamboccio”, il giovane attore ha conquistato i cuori degli autori e dei suoi colleghi. “Will è uno dei ragazzi più gentili, cortesi e educati che mai potresti incontrare nella tua vita” dice Gresham. E Apted aggiunge: “Grazie allo sbalorditivo lavoro di Will, non credo che alcuno degli spettatori riuscirà a evitare, prima di tutto l’antipatia per Eustace, per poi innamorarsene.” “Per questo ruolo abbiamo visto moltissimi ragazzi, ma appena ho incontrato Will ho capito che avevamo il nostro Eustace. Era perfetto.”
Anche Eustace, come gli altri, incontra la tentazione, per lui sotto la forma della valle ingioiellata sull’isola di Goldwater, che porta alla sbalorditiva trasformazione di Eustace in drago, ma che lo aiuta allo stesso tempo a diventare una persona migliore. “Il drago è un personaggio interessante e importante, perché è realmente Eustace” dice il supervisore MPC degli effetti visivi Adam Valdez, che ha diretto gran parte del lavoro sulla creatura generata al computer. “Avendo visto quello che Will aveva portato al ruolo, era diventato essenziale che, una volta che avesse dovuto assumere la forma di drago, ci si rifacesse alla sua prestazione. Abbiamo perciò dato al drago alcune caratteristiche fisiche di Will/Eustace.”
Valdez ha diretto anche l’animazione di Reepicheep, il coraggioso soldato di Caspian che diventa amico e protettore di Eustace. Il topo animato era terreno familiare per Valdez, che era stato responsabile della sua creazione per Le cronache di Narnia.Il principe Caspian. Dice Valdez: “Per questo film abbiamo un po’invecchiato Repicheep con un leggero ammorbidimento intorno agli occhi per dargli un segno dell’età. Gli abbiamo dato un’aria leggermente più morbida perché Reepicheep ha un grande legame con Eustace: non solo i due sono uniti, ma lui è parte importante della crescita di Eustace nella storia e nelle sue azioni.”
“Gli aspetti umani dei personaggi animati fanno da chiave al favoleggiare di Lewis e da icone della serie”. aggiunge Apted, “Il team degli effetti visivi ha reso perfettamente Reepicheep, tutti i movimenti e gli atteggiamenti sono accurati. Era stato definito nel film precedente e ora lo vediamo più vecchio e saggio, un personaggio del destino.”
L’attore comico britannico Simon Pegg, amato in tutto il mondo per il suo lavoro nei film L’alba dei morti dementi (Shaun of the Dead - 2004) e Hot Fuzz (2007) dà la sua voce a Reepicheep. Fan dei libri di Narnia sin da bambino, Pegg ha afferrato l’opportunità di recitare uno dei personaggi più amati della saga. “Reepicheep” dice Pegg, “è un piccolo topo incredibilmente nobile, mille volte più grande internamente, in termini di audacia e onore, della sua statura fisica. È precisamente il tipo di personaggio che vorresti si prendesse cura di te.” Eustace è perciò molto fortunato a avere Reepicheep a guardargli le spalle, anche se tra i due non c’è un’amicizia a prima vista. Dice Pegg: “Reepicheep non riesce a capire perché Eustace sia così infastidito da tutto e sempre, e è un po’ scoraggiato dalla sua scortesia. Reepicheep fiuta però qualcosa nel ragazzo –forse il Reepicheep bambino non era diverso da Eustace. Tra i due cresce perciò una fresca amicizia.”
In Repicheep c’è molto più che spavalda avventura: ha, come i suoi amici a bordo della Dawn Treader, obiettivi importanti. “Ciò che Reepicheep vuole realmente fare dice Pegg, “è viaggiare sino ai limiti del mondo e ritirarsi da qualche parte nel Paese di Aslan. Non respinge mai un’avventura, ma in cuor suo desidera cambiare.”
La sequenza in cui i viaggiatori raggiungono il Paese di Aslan è nel film l’unico incontro tra i principali personaggi di animazione, Reepicheep e Aslan il Leone, una sequenza ricca di emozione perché ognuno dei cinque personaggi scopre il proprio destino (Reepicheep e Aslan si erano già incontrati nel precedente Le cronache di Narnia. Il principe Caspian, in una scena toccante e divertente in cui Aslan riattacca la coda che Reepicheep aveva perso in battaglia).
IL PERSONAGGIO DEL TITOLO: Il VELIERO
“La sua prua era dorata e modellata come la testa di un drago con le fauci spalancate. Aveva un solo albero e una grande vela quadrata porpora smagliante. Le fiancate della nave, per quello che si può vedere, dove le ali dorate finivano, erano verdi.” (dal romanzo Il viaggio del veliero, Cap. 1 – Il quadro nella stanza da letto)
“Il Veliero è più di un set, è un personaggio” dice il produttore Mark Johnson. “È il più imponente set che abbia mai visto.” E il produttore Andrei Adamson aggiunge: “Il Veliero è un’icona simbolo, in un certo senso è quasi come Aslan. Quando per la prima volta ho visto la nave interamente montata e ci ho camminato dentro, l’esperienza è stata come l’avevo immaginata da ragazzo leggendo il libro.”
Come il magnifico armadio, icona della prima storia, la Dawn Traeder è un grandioso personaggio da titolo. “Nella mia visione” dice Apted, “la Dawn Traeder è Narnia. In questo film non si va mai nella terra di Narnia, quindi io sottolineo sempre che la nave è Narnia. La nave incarna quello che Narnia è, quando sei sulla nave tu sei a Narnia.”
Il direttore artistico Barry Robison ha cominciato a lavorare a Le cronache di Narnia. Il viaggio del veliero nella primavera 2008 (il progetto ha impegnato due anni della sua vita), proprio quando la produzione stava cominciando a impostare il film e si è ispirato a una copia della nave Endeavor del capitano James Cook alla fonda nel porto di Sidney in Australia. “Abbiamo visitato il vascello per avere il senso di come ci si potesse sentire. Abbiamo utilizzato l’Endeavor come modello per le dimensioni della nave.” Mentre il Veliero diventava molto più grande dello storico vascello di Cook (con il quale fu il primo europeo a raggiungere nel 1770 la costa orientale dell’Australia), Robison e il suo collaboratore Ian Gracie (Le cronache di Narnia. Il leone, la strega e l’armadio) erano ancora incerti su quanto grande la nave dovesse essere, così dipinsero uno schizzo sulla parete di uno degli Studi sonori per mostrare a Apted cosa avessero in mente. Robison ricorda che “Michael disse che la nave del nostro bozzetto era corta e chiese di avere altri 40 metri di ponte.”
Robison assunse un gruppo di grafici di talento da Città del Messico e Baja. “Avevano una conoscenza incredibile della costruzione nautica”, racconta Robison, “e a questo punto il Veliero cominciò a prender forma come una nave reale, che respira. Il periodo di gestazione della nave fu di circa 18 mesi. È stata il set più grande che io abbia mai costruito.”
Robison cominciò quindi a realizzare bozzetti e modellini di argilla e, una volta approvati da regista e produttori, a marzo 2009 iniziò la costruzione del vascello, che durò 21 settimane. “La Dawn Treader“ sottolinea Apted, “era cruciale in quanto è la star del film. Quando Barry ne disegnava la forma e i particolari, potevi vedere il suo amore e la sua cura nei dettagli. La perizia artigiana era splendida, e quando la nave fu messa insieme fu per noi una visione stupefacente. Siamo sulla nave per quasi la metà del film, e bisognava perciò che fosse qualcosa da godere con lo sguardo. Fare l’esperienza di questo gioiello per il quale non si sono risparmiate spese e a cui è andata tanta attenzione, penso abbia veramente ispirato noi tutti.”
Prima di costruire il vascello, costato circa 2,7 milioni di dollari, si discusse a lungo se Robison, il suo dipartimento artistico e il personale di costruzione (forte di circa 400 persone nelle fasi di pianificazione e di produzione del film) dovessero o no costruire una nave in grado di navigare. Per vari motivi l’idea venne abbandonata.
Robison racconta che i materiali usati nella costruzione sono stati in primo luogo “acciaio e legno, quindi polistirolo e vetroresina. E anche elementi d’ottone, gesso e cordame. È stato costruito al 100%, dato che non esistono negozi narniani. Scherzavo sempre con lo scenografo dicendo che non si poteva andare a comprare qualcosa da mettere in questo set. Tutto doveva assolutamente essere costruito, dato che era un mondo di invenzione.”
Ian Gracie specifica ulteriormente in questo modo i materiali usati per il set della nave:
Carpenteria
2.000m. fasciame dell’Oregon
3 km. legname per armature 90x45
320 fogli da 18mm. truciolato per forme
500 fogli da 9mm. truciolato
300 litri adesivo strutturale
40m² vetri
Intonaci e stucchi
3 tonnellate vetroresina
1.500kg. modanature in silicone
10 rotoli tessuto di canapa
1 tavola da stuccatura
150kg. stucco rapido
200kg. lattice
Decorazioni (pittura)
250 litri vernici
25.000 fogli foglie d’oro
500 tubi calafatante nero
400 litri pittura
35kg. cera d’api
Sculture
100m³ polistirolo
2.500kg. rivestimento rigido
1.500kg. argilla da modelli
300m³ schiuma uretano spray
30 tonnellate acciaio
35 bobine filo metallico
30 litri raffreddante
Attrezzatura
4km. funi
Albero principale 13,7m., più 10m. albero superiore
120 giunti
60 serves
Il set è stato montato nel Teatro 8 degli Studi Warner Roadshow in “60 singole parti di dimensioni e pesi diversi” spiega Gracie. “Una volta completato, il puzzle dovette essere smontato e trasportato alla penisola esterna di Cleveland Point, distante circa 50km., su 35 articolati a pianale; alla fine delle riprese in esterni si dovette ripetere l’operazione.“
Robison, su istruzioni di Apted e degli eredi C. S. Lewis, aggiunse molti tocchi grafici unici al Veliero “Ognuno” dice l’artista, “voleva portare la magia di Narnia nel film.” I contributi più personali e ispirati sono stati posti sull’albero della nave, come egli spiega: “Sono andato dai produttori e Michael [Apted] e dissi che volevo fare qualcosa in onore dell’impegno di tutta la gente che aveva lavorato alla progettazione e alla costruzione della Dawn Traeder. La trovarono una bella idea.” Robison incise sulla base dell’albero superiore della imbarcazione una dedica: “Narniani tutti, lasciateci ringraziare con cuori grati l’equipaggio del possente Veliero per le forti menti e le mani artigiane”. Sotto la poetica scritta di Robison, i nomi di ognuno di quelli che avevano avuto parte nel portare alla vita il regale vascello.
Il set portato a termine era pronto per uscire alla luce del sole, trasportato prima ancora delle cineprese. La tempistica era stata concepita dalla squadra effetti speciali meccanici del film, diretta da Brian Cox. Diversamente da altre navi per film, il Veliero non è mai stato messo in acqua. Per simulare la navigazione in alto mare era stato progettato un meccanismo a sospensione cardanica per il controllo dei movimenti, gimbal. Un gimbal (per il film ne erano stati costruiti 6) imprime movimenti di rollio e beccheggio alla nave, e così l’intero set si muove come una nave in mare.
Si era all’inizio parlato di mettere la nave in acqua, per poi filmarla interamente in Teatro, in ambiente blue screen, ma alla fine gli autori hanno deciso di girare le scene del Veliero in esterni.
Il due volte candidato all’Oscar Dante Spinotti (L .A Confidential, 1997; Dietro la verità (The Insider, 1999), spiega: “Michael Apted e io avevamo la forte convinzione che ci servisse una location, in quanto la maggior parte delle scene sulla nave erano esterni in pieno giorno. Volevamo la visione di un ambiente reale, con vento, diverse condizioni meteorologiche, luce del sole, cielo nuvoloso, e l’oceano. La soluzione migliore era filmare le scene esterne della nave a Cleveland Point, posizionandola contro un vero orizzonte dell’oceano. Il gimbal, che ci permetteva di far girare la nave seguendo il sole, è risultato uno strumento prezioso che ci ha offerto la gamma completa della luce diurna, dall’alba al tramonto.”
Ben prima che iniziasse la costruzione dell’enorme Veliero, il supervisore agli effetti speciali, Brian Cox, ha avuto dal dipartimento propaganda un modello di 70cm della nave. Decise di fissare il modellino a una tavola, mettendovi sotto delle molle in modo da poter simulare come la nave avrebbe potuto rollare e beccheggiare una volta eretta sopra il sistema di acciaio e gimbal idraulici pesante diverse tonnellate. Una volta sicuro che avrebbe potuto procedere con il disegno e la costruzione dello scheletro di acciaio e idraulica, Cox realizzò che Apted e Spinotti avrebbero potuto usare il modellino per posizionare ogni giorno la nave come richiesto dalle specifiche scene del copione e dalla posizione del sole. Creò quindi una bussola improvvisata sul tavolo fissando il modello a una tavola girevole; disegnò poi sul tavolo i punti cardinali (N, E, S, W), e anche i numeri 1 – 8, in modo che gli autori avessero una guida prima di spostare le 125 tonnellate di nave e meccanismi nella posizione richiesta per una specifica scena.
Proprio come il modellino, il Veliero era fissato a due gruppi di ruote d’acciaio a 180 gradi, che consentivano alla squadra di Cox di far girare la nave in ogni posizione in ogni momento, come richiesto per una data scena da filmare.
LOCATION
Robison e i suoi artigiani hanno costruito in studio diversi set per rappresentare gli interni del Veliero, compresi il magnifico salone di Caspian, la sala delle mappe del capitano e una stiva (i set sono stati costruiti in diversi Studi del complesso Warner Roadshow nel Queensland).
Robison ha avuto una grande responsabilità: proseguire la visione del mondo fantastico di C. S. Lewis sia sulla base delle poche indicazioni del libro sia rispettando le sensazioni visive create nei primi due film. “Narnia è un mondo magico” dice Robison. “Michael Apted e io sentivamo che avremmo portato qualcosa di speciale alla produzione del film.” Douglas Gresham aggiunge: “I set che abbiamo costruito per questa nuova avventura, devo ammettere essere i migliori che abbiamo mai fatto. Per il primo e il secondo film sono stati realizzati alcuni set sorprendenti, ma credo che i set per Il viaggio del veliero superino qualsiasi altra cosa da noi ad oggi creata.”
Per il “Giardino del Mago”, casa dei Dufflepud, che sono giardinieri maniacali, Robison è ricorso ai suoi precedenti teatrali. “Per gonfiare i volumi del giardino” afferma, “in Nuova Zelanda abbiamo trovato una bella spiaggia con uno splendido panorama le cui colline tonde rispecchiano l’aspetto grassoccio dei Dufflepud, bizzarri nani con una sola gamba che all’inizio sono invisibili nel giardino del Mago Corakin, prima che un incantesimo li faccia tornare visibili”.
Sviluppare l’aspetto unico dei Dufflepud è stato compito del Premio Oscar Howard Berger, artista del trucco, che si è aggiudicato l’ambizioso riconoscimento (insieme alla collega Tami Lane) per le sue creazioni in Le cronache di Narnia. Il leone, la strega e l’armadio, compreso il memorabile Fauno Tummus dell’attore James McAvoy. “Poiché i Dufflepud camminano con una sola gamba” spiega Berger, “gli attori che li impersonano hanno indossato una veste blue-screen dalla cintola in giù, in modo che gli esperti di computer grafica potessero sovrapporre una appendice singola per il film finale.”
Dopo l’incontro con i Dufflepud nel giardino, a Lucy viene detto di trovare la Biblioteca del Mago –un’altra delle stupefacenti colonne del film- e individuare il suo libro degli incantesimi. Dice Apted: “Con la Biblioteca del Mago abbiamo voluto fuggire dalla natura fantastica dei Dufflepud, per aggiungere una certa gravità più colta e libresca.”
Dopo che Coriakin ha spiegato ai viaggiatori la natura della loro ricerca, la maestosa imbarcazione alza le vele verso l’isola di Goldwater, dove Caspian trova i resti di due dei Lord perduti: uno in uno stagno all’interno di una grotta, dove ogni cosa tocchi l’acqua si trasforma in oro; l’altro in una valle rocciosa coperta da un tesoro in gioielli. “Con l’isola di Goldwater“ sottolinea Robison “abbiamo deviato dal libro. Nel lromanzo passano attraverso uno stagno. Porlo all’interno di una grotta sotterranea è stata idea del produttore Philip Steuer.”
La tappa successiva del Veliero è l’isola di Ramandu, set colossale costruito all’interno del Teatro 5 e per il quale Robison ha riutilizzato motivi della Biblioteca del Mago, dando però loro un tocco spettrale. “Michael Apted” dichiara Robison, “voleva che il set dell’isola fosse aspro, spazzato dal vento e antico, e un po’ terrificante, ed è proprio qui che abbiamo deciso di mettere la tavola di Aslan.”Gli spazi dell’isola hanno comportato molte riprese sia sopra che sotto l’acqua.
Per dar vita all’effetto del quadro che dalla parete allaga la camera da letto di Eustace, la squadra degli effetti speciali ha duplicato il set della camera, grazie alla creazione di una piattaforma mobile che elevata o abbassata creava l’impressione che i ragazzi fossero sommersi dall’acqua. Il momento in cui si entra a Narnia è sempre un momento chiave” nota Apted. “I due film precedenti avevano un alto livello di effetti speciali e per questo motivo c’era bisogno di far vedere le nostre capacità soprattutto perché si trattava della prima sequenza di azione del film. C. S. Lewis aveva concepito il momento, ma noi dovevamo dargli vita, e non era solo difficile, ma un po’ pericoloso per gli attori. Dovevo essere completamente credibile, e ho girato la sequenza in una modo da spingere lo spettatore all’interno di quel momento: non devono semplicemente guardare la scena, ma essere dentro insieme ai personaggi.” 15
“L’effetto” dice Robison, “era come se l’acqua uscisse dal quadro e salisse verso il soffitto, ma quello che realmente stavamo facendo era spingere giù la stanza nell’acqua.”
L’acqua ha avuto un ruolo importante anche in sequenze che mostrano una forte tempesta che scuote violentemente la nave in mare aperto e durante l’attacco di un mostruoso serpente marino. Entrambe le scene si svolgono sul ponte del Veliero, circondato da un ambiente blue-screen nel Teatro 5, dove la nave è stata montata prima di essere smontata e trasportata a Cleveland Point.
Il team degli effetti visivi, solamente per il personaggio di Reepicheep, la creatura Eustace/drago e la sequenza del serpente marino, era composto da 380 artisti di computer grafica. Quando a fine novembre si sono concluse le riprese, è cominciato il lavoro sulle centinaia di immagini e di effetti che hanno poi dato alle creature inanimate vita propria.
Per Le cronache di Narnia. Il viaggio del veliero, è stato effettuato un imponente lavoro in 3D, che risulta essere di qualità superiore, creato nei due anni di riprese e durante la fase di post produzione. Gli autori hanno lavorato insieme alle società leader mondiali di stereoscopia e effetti visivi (VFX), in un lungo processo che ha superato anche il recente successo Alice in Wonderland.
L’ampio numero di sequenze generate al computer e i personaggi interamente CGI (compreso il simpatico Reepicheep) sono state rese sin dall’inizio in 3D e passate direttamente nel film come coppie “occhio sinistro – occhio destro”. Questo ha implicato non solo la geometria 3D da mondo reale del Veliero e di altri ambienti del film (e tutte le manipolazioni VFX connesse), ma la creazione di più di 10.000 pezzi unici di fotografie e immagini computerizzate. Non ci sono così “tagli” 2D di Narnia e la dimensionalità del film corrisponde a quella dei personaggi.
Interpellato alla fine del viaggio sia dal cast artistico che da quello dei tecnici, il produttore Adamson, ha sottolineato che : “dei tre film sinora realizzati, il primo, per me, era sulla nascita di Narnia. I bambini hanno portato speranza a questa terra devastata dal freddo e assediata dalla Strega Bianca. Il film era tutto su colore, magia e luce, e questo mondo interamente nuovo è sbocciato. Il secondo capitolo ha presentato, invece, un mondo più buio che i Pevensie hanno aiutato a riportare alla vita. Le cronache di Narnia. Il viaggio del veliero è molto più come il primo film, perché stiamo nuovamente aprendo un mondo nuovo. La magia è tornata.”
Valy scrive a proposito di Le cronache di Narnia - Il viaggio del veliero
Questo terzo capitolo è molto diverso dai primi due si pottrebbe anche dire che non'è il seguito dei primi due capitoli,e credo che anche coloro che hanno visto il film lo abbiano notato, ma tutto sommato non'è male. speriamo che il prossimo film sia al paragone dei primi due capitoli.
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