Regista: Andrés Muschietti
Titolo originale: Mama
Durata: 100'
Genere: Horror
Nazione: Canada, Spagna
Rapporto:
Anno: 2013
Uscita prevista: 28 Febbraio 2013 (cinema)
Attori: Jessica Chastain, Nikolaj Coster-Waldau, Megan Charpentier, Isabelle Nélisse, Daniel Kash, Javier Botet, Jane Moffat, Morgan McGarry, Julia Chantrey
Sceneggiatura: Neil Cross, Andres Muschietti, Barbara Muschietti
Trama, Giudizi ed Opinioni per La madre (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Titolo originale: Mama
Durata: 100'
Genere: Horror
Nazione: Canada, Spagna
Rapporto:
Anno: 2013
Uscita prevista: 28 Febbraio 2013 (cinema)
Attori: Jessica Chastain, Nikolaj Coster-Waldau, Megan Charpentier, Isabelle Nélisse, Daniel Kash, Javier Botet, Jane Moffat, Morgan McGarry, Julia Chantrey
Sceneggiatura: Neil Cross, Andres Muschietti, Barbara Muschietti
Trama, Giudizi ed Opinioni per La madre (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Fotografia: Antonio Riestra
Montaggio: Michele Conroy
Musiche: Fernando Velázquez
Costumi: Luis Sequeira
Produttore: J. Miles Dale,Barbara Muschietti
Produttore esecutivo: Guillermo Del Toro
Produzione: Toma 78, De Milo
Distribuzione: Universal Pictures Italia
Montaggio: Michele Conroy
Musiche: Fernando Velázquez
Costumi: Luis Sequeira
Produttore: J. Miles Dale,Barbara Muschietti
Produttore esecutivo: Guillermo Del Toro
Produzione: Toma 78, De Milo
Distribuzione: Universal Pictures Italia
La recensione di Dr. Film. di La madre
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Informazioni e curiosità su La madre
Note dalla produzione:L’AMORE DI UNA MADRE: L'INIZIO DELLA FAVOLA OSCURA
Basato sull’acclamato corto che ha catturato la comunità cinefila nel 2008, La Madre è il primo lungometraggio realizzato dal regista di spot internazionali Andy Muschietti e sua sorella, la produttrice Barbara Muschietti.
Girato nell'arco di un solo giorno nel 2006, il corto nasceva come semplice esercizio di stile, utile a Muschietti per dimostrare di essere in grado di creare non solo spot umoristici ma anche qualcosa di oscuro e tenebroso. In Mamà si raccontava la storia di due ragazzine, Victoria e Lilly intrappolate nella loro casa e terrorizzate da ‘qualcosa’ o ‘qualcuno’. Le abbiamo lasciate fuggire da una creatura spettrale conosciuta solo come "Mamma" che le insegue fino a quando le intrappola alla fine di un corridoio senza possibilità di nascondersi.
In post-produzione per ben due anni, completati il montaggio, gli effetti speciali, e distribuito, il corto ha attirato su di sé l’attenzione nei vari festival internazionali e coinvolto l’industria cinematografica. I fratelli Muschietti attribuiscono il successo del cortometraggio alla giusta combinazione tra la profonda paura nata dallo sfruttamento di un archetipo primordiale (la possessività materna), e la sua brevità.
Riguardo al progetto, Barbara Muschietti afferma: “Amiamo l’horror, ed abbiamo sempre sognato di realizzare film di questo genere”. Barbara è entusiasta dell’opportunità di aver lavorato con il fratello. “Penso che il fatto di non sentirci soli ci abbia dato molta forza nel nostro lavoro”.
Andy Muschietti, a conferma che è proprio il loro forte legame ad averli incoraggiati ad effettuare questa prima grande collaborazione: “Barbara è stata una grande alleata: per la comune intenzione di voler effettuare un bel film, e per il fatto che, in veste di sorella maggiore mi ha fatto sentire protetto”.
Il corto ha attirato l'attenzione di Guillermo del Toro, il prolifico scrittore/regista/produttore che ha prodotto circa 20 film, tra cui molte opere prime di grandi registi. Ogni anno osserva centinaia di cortometraggi, ed offre sempre parole di incoraggiamento ai giovani registi esordienti che transitano verso progetti più grandi. Ogni tanto trova qualcosa di realmente speciale: ed è quel che è successo a del Toro quando il suo assistente di allora gli ha mostrato l’opera dei Muschietti.
Del Toro riguardo l’ampliamento di Mamà in lungometraggio: “Già nei primi 10 secondi del corto si evince la bravura e la capacità di Andy Muschietti di impressionare. Andy è un vero talento”. Ma quello che ha particolarmente colpito del Toro è stata la decisione dei Muschietti di rendere due bambine protagoniste di un'intensa storia di paura. Il filmmaker di origini messicane, ha sempre ritenuto essenziali le presenze di bambini nei racconti di paura perché “le origini delle storie horror sono nelle fiabe –le fiabe dei fratelli Grimm, quelle dell’Europa orientale, Russia ed Appalachia sono tutte piene di violenza ed orrore”.
E cosa sarebbe una storia horror con protagonisti dei bambini senza la figura di una madre impazzita? Del Toro aggiunge: “Una madre possessiva ricorda lontanamente un mostro, tutti ne abbiamo un’idea: potrebbe essere la nostra, o quella di un amico o quella di una fiction”.
Il pubblico accoglie con entusiasmo lo stile di narrazione degli horror classici ricca di suspence: i Muschietti volevano quindi ricreare un thriller sovrannaturale che terrorizza gli spettatori in un ambiente familiare, che narri non solo la storia di un mostro, ma che colpisca profondamente l’emotività umana oltre ogni limite.
I Muschietti sono stati onorati dall’assistenza del loro mentore. Barbara afferma: “Guillermo è un maestro eccezionale che ama condividere la sua esperienza; abbiamo imparato moltissimo a livello tecnico, creativo ed in termini di business”. Del Toro è lusingato di questo ruolo, ed afferma che i Muschietti non potevano fare di meglio come primo film, e ha consigliato loro di seguire sempre i loro istinti. Barbara aggiunge: “I consigli che ci ha dato sono stati inestimabili: siamo stati molto fortunati ad averlo conosciuto”.
Con alle spalle una vasta esperienza maturata in campo cinematografico sulla produzione di una gamma di progetti che vanno dal film campione d’incassi La Memoria del Cuore all’esilarante Scott Pilgrim vs. the World, e generi più seri come Hollywoodland e Parla con Me, il produttore J. Miles Dale si è unito a Barbara Muschietti per la produzione di questa nuova sfida. Come per del Toro, anche Dale era attratto dall’idea di trasformare Mamà in un lungometraggio, perché il corto “Ti cattura e ti lascia in sospeso. Esplora gli impatti che i temi universali hanno sui bambini: cosa vuol dire essere genitori, ed i diversi modi di amare e proteggere”.
Dalle conversazioni col regista riguardo la sua intenzione di realizzare un lungometraggio, Dale ne esce totalmente entusiasta. Infatti, afferma: “La qualità più grande di Andy è quella di trasmettere la sua visione in modo geniale. Ha un gran senso dell’umorismo, è calmo ed umile: non esita a chiedere un parere o un consiglio”.
Del Toro si è incontrato con i fratelli Muschietti per riscrivere daccapo la sceneggiatura, facendo riferimento al cortometraggio, ed ampliando i personaggi coinvolti. I fratelli hanno scritto la prima bozza, ed in seguito del Toro “ha provato ad aggiungere …un paio di spaventi in più”, anche se alla fine erano tutti d’accordo sul fatto che lo script necessitava di un ulteriore aggiustamento.
Il tocco finale quindi l’ha dato Neil Cross, che del Toro considera “Uno sceneggiatore che ammiro e rispetto, il cui contributo ha dato forma al film che abbiamo prodotto”. Man mano che la sceneggiatura prendeva corpo, del Toro andava sempre più apprezzando l’attaccamento quasi morboso di questa creatura, la ‘Mamma’ nei confronti delle due ragazzine disperate – come istinto primordiale di una madre che protegge le proprie figlie. Ma di fatto vuole prendersi cura di loro nell’unico modo in cui può, uccidendole, pur di proteggerle.
Il produttore – che dichiara apertamente di credere nei fantasmi – divora le storie in cui il fantasma ha sembianze umane. Riflette: “Mi piaceva l’idea di due bambine perse nel bosco, adottate e sostenute per anni da un fantasma squilibrato, consumato da un amore materno possessivo ed asfissiante. E’ solo quando le bambine vengono trovate e portate in salvo in città che iniziano i veri problemi”.
Ovviamente la nuova versione di Mamà è un’estensione tecnica, visiva e narrativa del corto. L’ampliamento del progetto non ha quindi richiesto grandi prodezze. Del Toro, Dale ed i Muschietti hanno collaborato in ogni fase della produzione, del casting e delle riprese. Seppur famoso per i suoi film che inducono al terrore, del Toro afferma chiaramente che “La Madre è il film di Andy, e lo sta facendo a modo suo. Lo trovo un pezzo fantastico ed unico, che non assomiglia a nulla che io abbia fatto in precedenza”.
Muschietti, da regista veterano di spot pubblicitari che impiega l’arte della narrazione in appena 30 secondi, ha apprezzato fin dall’inizio la fiducia ed il sostegno del produttore esecutivo del suo film: “Guillermo per noi è stato come un padre, per questo film. Fin dall’inizio era chiaro che noi dessimo il massimo. E’ stato estremamente generoso e disponibile in termini di tempo, esperienza, gentilezza, entusiasmo, ma soprattutto ci ha insegnato a seguire sempre i nostri istinti”.
Il regista aggiunge: “Ci sono stati dei momenti durante la stesura della sceneggiatura, che avevamo idee contrastanti, ma ci ha tenuto sempre a ricordare che era il nostro film e che dovevamo seguire il nostro istinto. Non potevamo pretendere un mentore migliore di Guillermo”.
La replica di del Toro: “Penso che Andy farà una grande carriera. Ha una calma sovrannaturale, è sicuro di sé ed ammiro il suo modo di battersi per difendere le sue idee – lo ha fatto anche con me!”.
RAGAZZINE SCOMPARSE E NUOVI GENITORI: I CASTING DEL THRILLER
Nel selezionare gli attori per i ruoli chiave de La Madre, è stata cruciale la scelta degli interpreti, indipendentemente dal loro grado di notorietà. I produttori erano consapevoli del ruolo determinante giocato da coloro che avrebbero composto la famiglia di Victoria e Lilly dopo il ritrovamento nel bosco ed il ritorno alla civiltà. Gli improbabili salvatori delle due bambine sono lO zio Lucas e la sua sprovveduta fidanzata Annabel, decisamente non ancora pronta per la maternità.
Annabel, uno spirito libero e bassista di un gruppo rock, ha sempre sostenuto Lucas durante gli anni trascorsi a cercare le nipotine scomparse: seppur dapprima restia all'idea della loro custodia, alla fine diventa molto solidale con le bambine.
Quando si è presentata al casting per la parte, l’attrice Jessica Chastain sebbene avesse già lavorato con registi come Terrence Malick, John Madden ed Al Pacino, non era molto famosa. E’ stato nel 2011 che la sua carriera ha spiccato il volo.
Del Toro incarica il manager RUSSEL ACKERMAN (Development Executive di del Toro), di contattare la Chastain. Inutile dirlo, il produttore esecutivo è rimasto impressionato di come da lì a poco l’attrice si sia imposta sullo scenario internazionale grazie a film come The Help, per il quale si è guadagnata una nomina agli Oscar®. Del Toro commenta: “La nostra più grande vittoria ne La Madre è quella di aver avuto Jessica Chastain nel cast. Ha la capacità unica di mostrare grande forza e grande vulnerabilità al momento stesso, ed il dono intangibile di attrarre immediatamente l’interesse verso di lei".
Allo stesso modo, il regista elogia l’attrice per l’interpretazione di Annabel: “Jessica è una bellissima persona ed un'attrice incredibilmente talentuosa. Le sarò eternamente grato per come ha scavato dentro se stessa per conferire una dimensione reale, di passione e pena, al personaggio di Annabel: qualcosa che non avrei mai immaginato. Ci sono stati momenti di autentica intensità emotiva che il pubblico percepirà sicuramente al cinema. Siamo stati davvero fortunati ad avere un'attrice come lei”.
La Chastain ammette di essere alla ricerca di ruoli inediti, e quando ha letto la sceneggiatura de La Madre ne è rimasta incantata. L’attrice afferma: “Sono una grande fan dei film horror, e La Madre è terrificante e diverso da qualsiasi altra cosa io abbia mai fatto prima”. A proposito del suo personaggio afferma: “Ho ammirato molto il modo in cui Annabel, inizialmente custode riluttante delle bambine, sarebbe poi stata disposta a morire pur di proteggerle”.
L’attrice ha inoltre molto apprezzato che i Muschietti non puntavano ad un thriller a buon mercato per il loro debutto. Piuttosto, sapeva che stavano dando vita ad un thriller tanto psicologico quanto sovrannaturale. La Chastain spiega: “La Madre vuole uccidere Annabel in quanto rivale: l'affetto e la complicità reciproca tra lei e le bambine è la causa scatenante della rabbia e della sua furia, che non vuol perdere il suo status di "madre migliore", fino a provocare l’inferno dentro casa. In collaborazione con gli addetti ai costumi, trucco e parrucco, Andy Muschietti ha curato insieme alla Chastain il look di Annabel: un’eroina riluttante nonché teen ager trentenne dai capelli corvini. Del Toro ammette di esser rimasto molto sorpreso quando il personaggio ha preso vita.
Ridendo afferma: “Mi ha molto sorpreso l’aspetto di Annabel – tatuaggi, capelli corvini- io avrei optato per tutt’altro look. Ma appena l’ho vista ho capito che si addiceva perfettamente”.
L'attore che avrebbe interpretato il doppio ruolo dell'artista Lucas Desanges e del gemello Jeffrey, finanziere di Wall Street, doveva invece essere in grado di interpretare due personaggi estremamente differenti: un padre che, in un momento cruciale, abbandona le figlie nel bosco, e lo zio. Dale, riguardo al personaggio di Lucas aggiunge: “Lo zio delle bambine sente addosso una responsabilità enorme, perché nessuno sa veramente cosa sia successo il giorno in cui Victoria e Lilly sono scomparse. Vuole svelare il mistero, ma si sente impreparato a fare il padre: non ha esperienza e quando inizia questo percorso lo fa incoscientemente, solo per amore”.
Il regista ed i produttori hanno fatto molti provini ad aspiranti protagonisti ad Hollywood ed in giro per l’Europa per il ruolo di Lucas/Jeffrey, ma avevano tutti una concezione differente per questa parte. Del Toro spiega: “Andy voleva seguire una certa strada, lo studio andava in un’altra direzione, ed io stesso concepivo una terza via. Poi di fronte al provino di Nikolaj Coster-Waldau, ci siamo trovati tutti d’accordo. E’ stato l’unico in grado di far convergere le nostre idee”. I crediti della star della serie tv Il Trono Di Spade, secondo del Toro erano dettati dal fatto che: “Irradia un senso di determinazione e realismo” necessario per poter renderlo credibile di fronte alla follia ipotizzata da Annabel.
Coster Waldau ha apprezzato molto i risvolti non scontati della storia.: “Conosco questo genere di storie, ma non mi aspettato che evolvesse in questo modo. E’ come leggere quelle storie terribili sui giornali di un ragazzo che perde la testa ed uccide tutta la famiglia ed infine sé stesso: è così che inizia. Ma improvvisamente la cose cambiano e la storia prende un’altra forma. Quando ho visto il corto di Andy e Barbara ho capito che lui usa la telecamera in modo eccezionale. Mi è piaciuta la sensazione di sentirsi coinvolti anche se la storia è incentrata sulle bambine e la Madre”.
Come nota la Chastain: “Coster Waldau era destabilizzato dall’accecante gelosia della creatura della Madre. L’attore aggiunge: “Finché non c’erano legami affettivi tra le bambine e chiunque altro, la Madre era tranquilla. Ma di fronte alla minaccia emotiva di un legame palese d’affetto, si manifesta e diventa molto aggressiva. Chiaramente all’inizio Lucas è l’unico che comunica con le ragazzine, quindi diventa subito un pericolo che spinge la Madre ad intervenire, facendolo cadere dalle scale in un modo davvero singolare”.
Per i ruoli critici delle due bambine abbandonate nel bosco per cinque anni, sono state scelte Megan Charpentier, 10 anni nei panni di Victoria ed Isabelle Nélisse di 8 anni, nel ruolo della sorellina minore Lilly. Presenti sulle scene per gran parte del film, la scelta delle due attrici da parte dei produttori non è stata semplice.
Barbara Muschietti ammette che il casting dei bambini era la sua paura più grande: "Eravamo terrorizzati di trovare queste due ragazzine perché si trattava di far loro provare del materiale pesante, che richiedeva molto sia fisicamente che emotivamente, e che è presente in quasi ogni scena del film". Le sessioni dei casting svolte in tutto il Canada, hanno permesso di scoprire quello che la produttrice definisce “Le due ragazzine più preziose al mondo. Megan ed Isabelle sono sorprendenti. Incredibili! Sono completamente differenti ma ugualmente spettacolari, e sul set eravamo tutti innamorati di loro!".
Dale, riguardo il casting afferma: “La scelta dei bambini va molto ad intuito. Si spera che quel che si vede durante l’audizione possa perdurare per tutto il tempo delle riprese, delle dure giornate di lavoro, lontano da casa, e nello specifico in un luogo più tetro che mediamente frequenta un attore bambino. Megane ed Isabelle mi hanno sorpreso per come sono riuscite a mantenere concentrazione e divertimento durante tutto il periodo”. E sorridendo afferma ancora: “Hanno rappresentato una ventata di aria fresca per noi, popolo cinico del cinema”.
Andy Muschietti non poteva immaginare che i due personaggi che aveva creato sei anni fa insieme alla sorella, avrebbero un giorno preso vita con due giovani attrici al loro esordio. Al riguardo afferma: “Victoria e Lilly hanno due temperamenti differenti, ma entrambe dovevano esprimere una grande emotività ed essere credibili. Megane è un’attrice razionale, più adulta dei suoi 10 anni, mentre Isabelle è più viscerale e selvaggia. Entrambe si sono molto legate a Jessica, manifestando un’intesa perfetta”.
Per quanto riguarda la scelta del personaggio del titolo, come nel cortometraggio da cui ha origine il film, la Madre è interpreta in entrambe le produzioni dall'attore spagnolo ed esperto di movimenti Javier Botet, che Andy ha notato nel film horror spagnolo Rec, trovandolo perfettamente adatto al personaggio.
Alto sorprendentemente quasi due metri, con una corporatura ed un’abilità fisica fuori dal comune considerate le sue misure, Botet nei panni della Madre si muove in maniera delicata, ponderata e spaventosa. Barbara Muschietti preannuncia: “Javier è molto espressivo pur non dicendo una parola”.
Del Toro paragona Botet ad un suo solito collaboratore – l’inimitabile Doug Jones che ha interpretato molti personaggi particolari nei film di del Toro, come Abe Sapien, il Fauno, Pale Man e l’Angelo della Morte- e considera l’interpretazione di Botet come “pura arte corporea, danza, mimica spaventosa”.
Completa il cast principale l'attore Daniel Kash di Aliens - Scontro Finale, che riveste i patti del dottor Dreyfuss, lo psichiatra incaricato di prendersi cura del ritorno dal bosco alla normalità di Victoria e Lilly. Anche se inizialmente il suo atteggiamento sembra portare dei risultati, le motivazioni che spingono il medico ad analizzare più a fondo le bambine si riveleranno fatali.
Come si può immaginare , la Madre non sarà affatto soddisfatta con la terapia suggerita, né con i piani terapeutici seguiti….
L’ASPETTO DEL TERRORE - IL DESIGN DELLA MADRE
Andy Muschietti ha concepito l'aspetto visuale del personaggio della Madre “Come un quadro di Modigliani putrefatto”. Il regista, appassionato d'arte, si è ispirato allo stile "lowbrow", meglio conosciuto come surrealismo pop, reso celebre dall'artista visuale americano, esperto di effetti speciali ed animazione digitale Chet Zar.
Alle stesse premesse in ogni singolo fotogramma nella scelta dei colori, dello stile e dei dettagli de La Madre si sono attenuti anche il Direttore della Fotografia Antonio Riestra, la scenografa Anastasia Masaro, ed il costumista Luis Sequeira.
La produzione del film ha avuto inizio nell'autunno del 2011 presso i Pinewood Studios di Toronto e dintorni, che ha offerto ai realizzatori la possibilità di costruire i set, ed adattare i luoghi esistenti alla sceneggiatura.
L’allestimento del set de La Madre capace di infondere paura, è stato particolarmente complicato perchè gran parte dell'azione si svolge in un’ anonima casa di periferia. Anche la baracca abbandonata nel bosco è un esempio di architettura che risale agli anni 50, e non i soliti scenari del castello inquietante o del un palazzo diroccato comunemente usati per questo genere di film. I set non solo dovevano essere reali, ma dovevano riportare il pubblico in luoghi abituali dove avrebbero potuto proiettare le loro peggiori paure. La scenografa della produzione, Masaro insieme al suo team sono stati incaricati dai Muschietti di realizzare quello che Barbara definisce un aspetto “di poco effetto ma marcio”.
La Masaro quindi ha optato per tonalità scure: i marroni ed i neri per l'universo che circonda la Madre, con la muffa sulle pareti dove appare, e nel guardaroba delle bambine, e sui regali che fa alle figlie. Il mondo delle due bambine al di là della foresta, invece è ampliato da colori brillanti come giallo, blu e verde: la loro stanza in casa di Lucas ed Annabel, così come la camera da letto dell’istituto gestito dal dott. Dreyfus doveva essere invitante a misura di bambino, escludendo tuttavia le tonalità più intense che avrebbero contrastato con la scenografia del resto del film.
Per questi spazi, la Masaro ha usato colori brillanti con tonalità ‘sporche’, che il direttore della fotografia Riestra successivamente ha ulteriormente attenuato. Per il resto del film sono state usate tonalità fangose, per creare atmosfere cupe e tetre volute da Andy Muschietti, e che riportano continuamente alla mente che la Madre defunta è onnipresente.
Del Toro condivide le scelte volute da Andy Muschietti per accumulare tensione nel film, nel non mostrare totalmente, o meglio, lasciare intravedere il personaggio del titolo nelle prime apparizioni. Del Toro a tal proposito afferma: “E’ più spaventoso non vedere piuttosto che vedere totalmente, oppure immaginare ciò che è stato visto. La Madre è visibile quanto basta per essersi fatti un’idea, ma non così tanto da perdere il suo effetto intimidatorio”.
Il regista spiega le tecniche adottate insieme al direttore della fotografia Riestra per le riprese, che lo stesso Muschietti ammette di aver seguito e/o modificato in corso di produzione: “Un modo per generare tensione è nell’impedire al pubblico di vedere ciò che invece vorrebbe vedere, quindi andare contro un suo desiderio. Questo espediente, è frutto di cosiddetti movimenti ‘pigri della macchina da presa’, che strategicamente dà un’immagine soffusa dei personaggi, ed incute timore”.
Andy Muschietti è grato a Riestra per aver trovato le giuste inquadrature per il film, che hanno enfatizzato ed illuminato il personaggio in modo da attirare l’interesse visivo ed innalzare lo stato d’animo dello spettatore. La visione di Riestra per il film è cupa ma stilizzata; ha evidenziato i dettagli nei momenti salienti, come ad esempio mette in evidenza la pelle dei personaggi a dimostrazione delle loro reazioni di fronte a ciò che hanno – o non hanno- visto.
Barbara Muschietti afferma entusiasta che Riestra – che ha già collaborato con il team dei due fratelli durante le riprese di alcuni spot pubblicitari- “ha dipinto l’intero film con la giusta atmosfera: estetica e visiva”.
Per completare ulteriormente le scene, Andy Muschietti ha sottoposto Javier Botet ad una serie di prove fisiche, al fine di osservare i movimenti utili al personaggio. Insieme, hanno trovato il giusto compromesso tra effetti digitali, protesi ed i movimenti dell’attore. La paura è generata dalla fisicità della Madre, completata dagli effetti speciali e dalle protesi.
Il team del rinomato studio ‘Mr X’ che si occupa di effetti speciali, guidato da EDWARD TAYLOR si è occupato di dare un’immagine iper-realistica ai capelli della Madre, mentre il team spagnolo vincitore dell’Oscar® per il trucco di Monte Ribé e David Martí della DDT Effects, hanno confezionato le protesi che allungano il collo e le dita di Botet, nonché distorto il suo volto fino a renderlo mostruoso.
Del Toro, di consolidata esperienza nell’utilizzo degli effetti speciali, ha suggerito ai fratelli Muschietti la DDT. Commenta: “Mi fido ciecamente di loro: da La spina del diavolo, Il labirinto del fauno, Hellboy, The Orphanage… li reputo una delle migliori squadre di protesi per gli effetti speciali al mondo, e credo, di sempre. Sono una coppia di geni, e sapevo che avrebbero interpretato perfettamente l’ immagine che Andy aveva della Madre”.
Il costumista Luis Sequeira ha dato corpo alle idee di Andy, ed ha cucito il vestito fluente della Madre in modo che rispecchiasse i suoi capelli fluttuanti digitali – il che non è stato facile visto che i capelli ancora non erano stati creati e l’attore girava con una cuffia in testa.
Poiché la Madre cammina, vola, cresce e muta in tutto il film, Sequeira ha dovuto creare 15 versioni dell'abito. Ogni abito è stato cucito a mano e tinto per apparire perfettamente scena dopo scena come un vestito unico, con una lungo strascico.
La produzione si è conclusa, del Toro riassume, a nome della squadra di realizzatori con cui ha condiviso l’intero processo della trasformazione del corto Mamà di sei anni fa: “La forza più potente dell’universo è l’amore materno, ma se qualcosa va storto, genera una terribile sorta di orrore”.
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