Mission Impossible - Protocollo Fantasma di Brad Bird

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locandina Mission  Impossible - Protocollo Fantasma
 
Regista: Brad Bird
Titolo originale: Mission: Impossible - Ghost Protocol
Durata: 132'
Genere: Azione, Thriller
Nazione: U.S.A.
Rapporto:

Anno: 2011
Uscita prevista: 27 gennaio 2012 (cinema)

Attori: Tom Cruise, Jeremy Renner, Simon Pegg, Paula Patton, Léa Seydoux, Josh Holloway, Ving Rhames, Tom Wilkinson, Michael Nyqvist, Anil Kapoor
Soggetto: J.J. Abrams,Tom Cruise
Sceneggiatura: Josh Appelbaum, André Nemec, Bruce Geller

Trama, Giudizi ed Opinioni per Mission Impossible - Protocollo Fantasma (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
 
Fotografia: Robert Elswit
Montaggio: Paul Hirsch
Musiche: Michael Giacchino
Effetti speciali: John Knoll
Scenografia: James D. Bissell
Costumi: Michael Kaplan
Trucco: Michele Burke,Michael White

Produttore: J.J. Abrams,Tom Cruise,Paula Wagner
Produttore esecutivo: Jeffrey Chernov,David Ellison,Paul Schwake,Dana Goldberg
Produzione: Bad Robot, FilmWorks, Paramount Pictures, Skydance Productions, Stillking Films
Distribuzione: Universal Pictures Italia

La recensione di Dr. Film. di Mission Impossible - Protocollo Fantasma
Ben fatto, onesto intrattenimento.

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Colonna sonora / Soundtrack di Mission Impossible - Protocollo Fantasma
Potrebbe essere disponibile sotto, nei dati aggiuntivi (clic qui).

Voci / Doppiatori italiani:
Alessandro Quarta: William Brandt
Laura Romano: Jane Carter
Massimiliano Manfredi: Benji Dunn
Luca Biagini: Kurt Hendricks
Roberto Draghetti: Anatoly Sidorov
Fabrizio Pucci: Wistrom
Stefano Benassi: Leonid Lisenker
Alessandro Budroni: Brij Nath
Domitilla D'amico: Sabine Moreau
Francesco Bulckaen: Trevor Hanaway
Stefano Pietrosanto: Marek Stefanski
Oreste Baldini: Bogdan
Dario Oppido: The Fog
Franco Zucca: Segretario Imf
Alessandro Rossi: Luther Stickell
Laura Cosenza: Interprete
Fabio Camillacci: Anchorman Bbc
Anna Sesia: Anna

Personaggi:
Jeremy Renner: William Brandt
Paula Patton: Jane Carter
Simon Pegg: Benji Dunn
Michael Nyqvist: Kurt Hendricks
Vladimir Mashkov: Anatoly Sidorov
Samuli Edelmann: Wistrom
Ivan Shvedoff: Leonid Lisenker
Anil Kapoor: Brij Nath
Léa Seydoux: Sabine Moreau
Josh Holloway: Trevor Hanaway
Pavel Kriz: Marek Stefanski
Miraj Grbic: Bogdan
Ilia Volok: The Fog
Tom Wilkinson: Segretario Imf
Ving Rhames: Luther Stickell
Michelle Monaghan: Julia Mead

Informazioni e curiosità su Mission Impossible - Protocollo Fantasma

La saga di Mission Impossible comprende:
- Mission: Impossible
- Mission Impossible 2
- Mission Impossible 3
- Mission: Impossible - Protocollo Fantasma
- Mission: Impossible - Rogue Nation

Note dalla produzione:
IL TEAM DI ‘PROTOCOLLO FANTASMA’
ETHAN HUNT (Tom Cruise) deve evolversi nel suo ruolo di agente segreto, passando da lupo solitario a vero team leader.
“Ethan ha sempre dovuto contare solo su sé stesso nei precedenti film, ma in questo deve affidarsi agli altri. E’ una grande sfida per lui, visti i molti tradimenti che ha dovuto subire da alcuni membri del team e dalla sua stessa organizzazione, ma ora non ha altra scelta se non dar fiducia a tre persone che conosce a malapena”.
Appelbaum e Nemec in questo film hanno inoltre condiviso l’idea di introdurre una forte figura femminile come agente. Come la descrive il regista Brad Bird, l’agente JANE CARTER, interpretata da Paula Patton, è “aggressiva, prepotente”. Pur non avendo molta esperienza come agente segreto, vuole completare la missione spinta da qualcosa che va oltre il proprio dovere: la vendetta. “E’ dotata di un enorme talento, molto carismatica, e si è totalmente calata nel ruolo richiesto”, nota Cruise. Jane, la Patton, dice: “E’ spietata come un uomo, se non ancor di più. E’ una persona con la quale bisogna fare i conti”.

Già presente in Mission Impossible 3, BENJI DUNN (Simon Pegg), il tecnico di laboratorio che procura informazioni ad Ethan, viene promosso ad agente segreto. Pegg descrive il personaggio come “uomo di ultima generazione. E’ un uomo che con la tecnologia sa tutto di tutti”. Josh Appelbaum ricorda “J.J. ha detto ‘Mi piacerebbe togliere Benji dalla scrivania e metterlo in azione’. L’idea di vederlo al fianco di Ethan ci divertiva dato che eravamo abituati a vedere quegli agenti segreti strettamente legati ai loro ruoli, missione dopo missione. Questo ruolo è completamente nuovo per lui”. Pegg porta inoltre molta arguzia ed umorismo al suo nuovo personaggio, una novità anche per questo genere di film d’azione.
Riguardo l’agente WILLIAM BRANDT, interpretato da Jeremy Renner, “Ci piaceva l’idea che questo personaggio andasse oltre la figura di un impiegato dietro una scrivania, o di una divisa”, spiega Appelbaum.

“Solo più tardi abbiamo capito che aveva grandi doti. Brandt rappresenta un altro agente fuori dagli schemi nella pellicola al fianco di Ethan, cosa mai avvenuta prima d’ora”.
Il personaggio ha da subito affascinato Renner. “Brandt è un analista apparentemente molto freddo e rigido sul lavoro, ma anche intuitivo, non molto emotivo. Pian piano comincia a rivelarsi per come realmente è, in particolar modo mostrando la sua abilità fisica che non si addice certo ad un analista in divisa. In realtà egli non vorrebbe far parte della squadra e scendere in campo, ma le circostanze lo costringeranno ad unirsi al gruppo”, dice Renner.

Renner è stato coinvolto nel progetto quasi in maniera fortuita, a seguito di un breve incontro con Abrams riguardo un altro lavoro, il giorno in cui aveva una riunione con Cruise sulla la produzione del film.
“Da quell’incontro, sono andato alla Paramount e mi sono seduto accanto a Brad Bird, Bryan Burk e Tom i quali mi hanno assegnato la parte, seppure in assenza ancora di una sceneggiatura definitiva. Mi hanno descritto il personaggio che ho trovato piuttosto interessante. Non ho potuto rifiutare”.
Bird non poteva che essere felice della sua squadra e del cast. “Sono delle presenze fantastiche, ed insieme sulla scena è come se rappresentassero la perfetta sincronizzazione di diversi generi musicali e voci”, dice. Cruise concorda. “Sono un gran sostenitore di questo lavoro, e si vede nei personaggi a cui hanno dato vita. Ogni membro ha una sua particolarità e questo apporta grande dinamicità al gruppo”.


MISSION:IMPOSSIBLE – RINNEGATO, DISCONNESSO
Gli agenti della IMPOSSIBLE MISSION FORCE (IMF) Jane CARTER (Paula Patton) e Trevor HANAWAY (Josh Holloway), insieme al brillante Benji DUNN (Simon Pegg) hanno il compito di trovare un corriere che trasporta dei codici per un lancio nucleare. Sfortunatamente la loro missione non ha esito positivo, ed i codici finiscono nelle mani di una seducente assassina, SABINE MOREAU (Léa Seydoux). Nel frattempo, il leader della squadra ETHAN HUNT (Tom Cruise) deve evadere da una prigione di Mosca, per cui al gruppo viene assegnato l’incarico di irrompere nel Cremino per recuperare le informazioni necessarie riguardo il destinatario dei codici; una persona il cui nome in codice è Cobalt.

In breve tempo però Cobalt li scopre, e prima ancora che Ethan e Benji possano scappare, un’esplosione terribile distrugge la Piazza Rossa. Ethan e l’intera IMF ne escono illesi al punto che il Presidente avvia il “Protocollo Fantasma” in cui l’intera Agenzia ed i suoi membri vengono sconfessati.
Con la presenza di un nuovo agente nel team WILLIAM BRANDT (Jeremy Runner), Hunt si trova a dover collaborare per la prima volta con un gruppo che non ha scelto. All’ apparenza Brandt è un analista che ha sempre lavorato dietro una scrivania, e dal passato complicato. Malvolentieri Ethan e la sua nuova squadra si trovano a lavorare insieme e compatti, senza un valido supporto o incentivo da parte dell’ IMF ormai evanescente, se vogliono perdere le loro identità, portare a termine la loro missione e prevenire un annientamento nucleare.

Nel dar vita a questo complotto Appelbaum ricorda: “J.J. ci ha convocato chiedendoci una storia che mostrasse Ethan in un’altra veste dalla solita dei film precedenti. Ethan Hunt rimane il cuore del franchise, ma ora gli si vuole affidare la guida di un gruppo, che fosse unito ed affiatato di fronte tutte le avversità”.
Nasce così il Protocollo Fantasma, dove l’intera Agenzia IMF è sconfessata. “Abbiamo ritenuto l’assenza di risorse un collante tra Ethan ed il suo team, ed inoltre un modo per farci coinvolgere maggiormente dai nuovi personaggi. Abbiamo voluto sfidare Ethan con un doppio ruolo di capo e membro del gruppo: quindi ne fa parte, ma allo stesso tempo è parte di un team non compatto. Quindi ha l’arduo compito di assemblare e tenere unita la squadra, lavorando in condizioni estreme, “volando”.

Un’altra particolarità di questo film è che sono privi di ogni mezzo: nessuna risorsa, nessuno strumento, nessun sostegno. “In un mondo fatto di tecnologia ed informatica nel quale viviamo, abbiamo voluto che gli agenti non facessero affidamento all’accesso alle reti mediali. Abbiamo fatto in modo che i loro strumenti non sempre funzionassero correttamente; che il team non avesse sempre una vita facile”, dice Nemec. I Guanti da Geko che Ethan utilizza per scalare la facciata di un palazzo e la maschera, indispensabili nelle missioni, falliscono proprio nel momento di bisogno. Aggiunge Appelbaum “Come nella vita di tutti i giorni non tutto va a finire come previsto, abbiamo voluto che anche ai nostri agenti non andasse sempre bene. Non potevano più contare sulla propria Agenzia, né sui mezzi, sugli strumenti ed i trucchi a disposizione. Dovevano realmente fare affidamento solo su loro stessi. La loro carta vincente non sta nell’uso illimitato delle armi, ma nella loro intelligenza, nel loro intuito ed il loro allenamento, in modo giusto e geniale”.

I produttori hanno inoltre incoraggiato Bird ad esprimere le sue idee su ciò che rende vincente uno spy film. “Quando sono stato coinvolto, mi hanno detto ‘Bene, questa è a grandi linee la storia, ma in aggiunta pensi ci siano altri elementi giusti che avresti voluto vedere in uno spy movie? E’ come se dovessi osservarlo con gli occhi di un appassionato di cinema: cosa ti aspetti da questo genere di film se fossi lì seduto tra il pubblico?”. E’ tutta opera di Bird, e di qualche piccolo intervento del Signor Hunt, l’utilizzo ad esempio, delle lenti a contatto di Brandt (in grado di registrare dei video mentre si portano), del far letteralmente saltare in aria un appuntamento con la Moreau, di un inseguimento durante la tempesta di sabbia, della comunicazione ad Ethan del suo incarico per la missione da una cabina telefonica che si autodistruggerà in cinque secondi”. “Egli ci ha trasmesso durante tutto il film quella sensazione che la missione non stava funzionando al 100%”, dice Nemec. “Brad è stato inoltre in grado di descrivere delle azioni in chiave ironica, ed è una cosa che abbiamo molto apprezzato”.

La reputazione di Ethan all’interno dell’agenzia è quella di chi si imbatte in situazioni complicate, come i membri del team ben sanno. “Facendolo esordire inizialmente all’interno di un carcere, voleva dire già iniziare ad interpretare un ruolo che non ne presupponeva un’ immagine eroica. La squadra è diffidente: il ‘Certamente combatterò a fianco di quella persona’ era più simile a ‘Bene, quella persona ha commesso un reato che deve scontare’. Perciò si chiedevano continuamente se quell’uomo durante il cammino prendesse le decisioni giuste”.

I Produttori hanno inoltre voluto che questo film, pur facendo parte di un franchise, fosse indipendente, in modo che tutto il pubblico, anche chi non ha avuto grande familiarità con le precedenti pellicole di MISSION: IMPOSSIBLE, possa apprezzare e seguire il GHOST PROTOCOL. “Abbiamo fatto consapevolmente uno sforzo per fare in modo che non sia necessario aver visto gli altri film”, spiega Burk. “si può guardare e seguire tranquillamente il film, ed intuirne tutti i retroscena e le azioni di Ethan, in quanto il film è completamente autonomo. Mentre invece, se si conoscono i film precedenti, si può valorizzare ancora meglio quest’ultimo”.


LA FORMAZIONE DEL TEAM
“Ho amato questo genere di spettacolo fin da bambino”, dice Cruise. “Avevo la sensazione, che nel film si possono raggiungere luoghi differenti, compiere azioni mozzafiato, e disporre di strumenti di altissima tecnologia. Sia come filmmaker che come attore, il mio pensiero è sempre rivolto al pubblico. Voglio intrattenerlo ed offrire tutte le volte una nuova avventura”.
L’ultimo film Mission Impossible 3 l’ha diretto J.J. Adams, e ritorna come produttore in MISSION: IMPOSSIBLE – Protocollo Fantasma. “Mi piace lavorare con persone che ammiro, come J.J. Adams, uomo intelligente e con talento. Ho davvero apprezzato i suoi lavori televisivi, in particolare ‘Alias’, ed ho voluto che facesse il suo primo film con me. Abbiamo lavorato molto bene insieme in M:I 3, e quindi collaborare nuovamente con lui voleva dire divertirsi e creare un altro sorprendente film”. Per la realizzazione del film, Abrams si è avvalso di due dei suoi collaboratori della famosa serie televisiva ‘Alias’, Josh Appelbaum e André Nemec, con i quali ha lavorato per quella serie TV per tre anni.

“Quando Tom ci ha contattato per il film, mi sono immediatamente venuti in mente”, dice Bryan Burk, che ha prodotto la pellicola con Adams. “Conosciamo la loro grande capacità ed il loro impegno in questo genere di film, il loro dar vita a storie uniche e coinvolgenti del mondo dello spionaggio, creare dei ‘pezzi forti’. Sanno come dar vita ai personaggi e come renderli affascinanti”.
“Questi sono i film più difficili da realizzare”, dice Cruise. “Bisogna sempre tirar fuori una storia nuova, e generare interesse e suspense”. I primi tre film hanno avuto un successo mondiale, con incassi che si aggiravano intorno ai 2 miliardi di dollari complessivamente; ognuno dei quali è stato capitanato da un regista diverso, che ha reso ogni Mission un film unico e particolare.

Il regista di animazione Brad Bird non è stata la scelta più ovvia per un film live action , anche se alla fine è risultata la più semplice. Avendo diretto tre film ad oggi, e tutti d’animazione, ha ricevuto l’Oscar® come Miglior Film d’Animazione per due di loro: “Gli Incredibili” e “Ratatouille”, e per questo vanta un’ottima carriera.
La sua provenienza dal mondo dell’animazione non ha assolutamente influito sulla scelta dei produttori, quanto invece la sua grande abilità di regista. “Saremmo stati ancora molto tempo dietro a Brad. E’ stata solo una questione di tempo il suo salto verso i film live action. E fortunatamente l’ha fatto con noi”, dice Bryan Burk.

Cruise ha sempre avuto ammirazione per i film di Bird fin dal suo primo lavoro. Ricorda Bird, “A Tom è talmente piaciuto “Gli Incredibili” che ha voluto incontrarmi. Perciò sono andato a trovarlo ed abbiamo parlato proprio di film. Eravamo assolutamente in grande sintonia riguardo la concezione che entrambi abbiamo sui film come strumento di comunicazione”.
Cruise aggiunge, “L’ho subito chiamato e gli ho detto ‘Ti va di venire? Vorrei incontrarti’. Ed è stata una conversazione tra vecchi amici, sui nostri film preferiti. Durante la conversazione gli ho anche chiesto ‘Semmai vorrai dirigere un film d’azione, per piacere contattami’. Anche nei suoi lavori d’animazione, gira come se fosse il regista di un film live action. Le sue sequenze sono straordinarie, così come i suoi personaggi. E’ molto intelligente ed ha un gran senso di composizione, sa bene come generare tensione e suspense nelle sue storie”.

Ricorda Bird, “Ho conosciuto J.J. anni fa, e stavamo tentando di trovare qualcosa in cui poter collaborare, ma i tempi non erano mai giusti. Perciò sono andato da J.J. e gli ho detto “Ho un progetto che avevo messo da parte – hai delle proposte?’. Mi ha risposto ‘Mission: Impossibile?’ L’idea mi ha subito incuriosito, ed ho iniziato a pensarci”. Facendo eco alla considerazione di Tom sul dare un’impronta differente al film per ogni cambio di regia, Bird afferma “Non si vuol far sì che ogni regista si conformi allo stile del franchise, il che vorrebbe solamente dire muoversi entro dei limiti e seguire delle regole come dei robot”, spiega. “In tutti i film c’è un elemento comune, problemi insormontabili rivolti ad Ethan Hunt, ma ognuno ha una propria particolarità ed uno stile differente”. E’ stata un’opportunità che Bird non poteva lasciarsi scappare. “La possibilità di lavorare con J.J. e Tom in un colpo solo”.


IN GIRO PER IL MONDO
MISSION: IMPOSSIBLE – Protocollo Fantasma è un thriller d’azione, pieno di acrobazie da capogiro, personaggi ricchi, mezzi ultramoderni, e luoghi suggestivi. Girato per cinque mesi da Ottobre 2010 a Marzo 2011, tra Los Angeles, Mosca, Praga, Dubai, Mumbai e Vancouver.
“Questi sono film che si girano intorno al mondo” dice Brad Bird riguardo la serie di MISSION: IMPOSSIBLE. “Ed è per questo che sono affascinanti”. Il Produttore Esecutivo Jeffrey Chernov aggiunge “La ricerca delle location per ‘Protocollo Fantasma’ si incentrava sempre su luoghi esotici. Tom lo riteneva fondamentale. Il nostro scopo era quello di offrire uno scenario esotico per intrattenere il pubblico”.

La produzione è iniziata ad Ottobre del 2010 a Praga. “Credo che Praga sia una delle più belle città al mondo”, dice Bird. La prigione dove hanno girato esiste realmente ed è il carcere Mladá Boleslav, ormai chiuso da molti anni, a nord est di Praga. “E’ stata raccapricciante la nostra prima esplorazione, al pensiero che fosse una vera prigione dove la gente, in prevalenza criminali, sono stati internati”, ricorda André Nemec. La struttura è stata completamente ripulita dallo scenografo Jim Bissel per tre giorni di riprese. “Era un edificio molto vecchio, ma avevamo bisogno di farlo sembrare HI-TECH, cosa che Jim ha fatto molto bene”, nota Bird.

L’esplosione spettacolare nella Piazza Rossa di Mosca e di parte del Cremlino è stata ricreata con l’utilizzo di un’immagine dell’attuale Piazza Rossa come sfondo, realizzata dal vincitore dell’Oscar® per gli effetti speciali John Knoll (‘Star Wars’ e ‘Avatar’). “Abbiamo pianificato nei dettagli la posizione e l’ora di dove si trovavano i personaggi, quindi girato queste panoramiche in alta risoluzione, ed immagini sequenziali della piazza”, spiega Knoll. Queste riprese, poi sono state foto-montate con i filmati di Cruise e degli altri membri del cast facendo in modo che sembrassero scagliati in aria dall’esplosione, e sono state girate a Vancouver al Canadian Motion Picture Park, dove la produzione ha girato in sei tappe, ed è servito come base per la produzione North American del film.
Una delle più belle location utilizzate nel film è la città di Dubai, situata negli Emirati Arabi, scelta non solo per la sua suggestiva bellezza, ma anche perchè fornisce lo sfondo per una delle acrobazie più memorabili ed impressionanti di MISSION:IMPOSSIBLE – Protocollo Fantasma.

“Arrivare a Dubai è sorprendente. E’ una città incredibile, del XXI secolo che sorge letteralmente nel deserto” dice il produttore Bryan Burk. “E’ comprensibile capire perché altri filmmaker hanno considerato Dubai un parco giochi visivo”.
Nel 2009 quando Burk e Abrams giravano il mondo per promuovere “Star Trek (2009)”, hanno dormito una notte a Dubai, durante il tragitto per il Kuwait, dove dovevano presentare il loro nuovo film alle truppe militari. “Abbiamo fatto un giro della città, e J.J. si è girato verso di me e mi ha detto ‘DOBBIAMO assolutamente tornare a girare un film qui”. Un anno dopo, mentre si lavorava su MISSION:IMPOSSIBLE, Burk dice “Abbiamo iniziato a chiederci ‘Bene, quale potrebbe essere un posto perfetto per girare il film?’ e J.J. ha semplicemente detto ‘Cosa ne pensate di Dubai? Potremmo girare una scena al Burj Khalifa”.


IL BURJ KHALIFA
Situata negli Emirati Arabi, Dubai è visivamente sorprendente. “E’ cinematografica fin dall’inizio”, nota Bird. “L’architettura è fantasiosa e futuristica. Il fatto di essere circondata dal deserto la rende surreale, si innalza tra le dune e la pianura, come Oz”. La città non è mai realmente stata inserita in un film d’azione, a raffigurare se’ stessa. I filmmakers non hanno mai tratto vantaggio della ‘scala verticale’ di Dubai prima di ‘Protocollo Fantasma’.
I produttori hanno suggerito agli sceneggiatori Appelbaum e Nemec di sfruttare in qualche modo il Burj Khalifa. “E’ una delle prime cose che noti”, dice Bird. “E’ un edificio splendente, meraviglioso che si eleva quasi fino a toccare il cielo”. Tom Cruise lo ha sempre osservato fin da quando era in costruzione. “Sono sempre alla ricerca di strutture nuove, pensando a come poterle scalare, e da cui avrei potuto lanciarmi”, dice.

Ricorda Nemec: “Stavamo decidendo come realizzare le riprese intorno all’edificio, ed abbiamo pensato “Qual è la cosa più spaventosa, quella più faticosa che possiamo immaginare?’ La risposta è stata ‘Facciamogli scalare la parete dell’edificio per portare a termine la missione’. A Tom è piaciuta l’idea”. Nel film Ethan deve scalare la facciata del Burj, l’edificio più alto al mondo, che arriva a superare i 2,716.5 piedi di altezza (828 metri) per raggiungere un’area di controllo di sicurezza al piano più alto, senza essere visto.
Nell’edificio, suddiviso in: hotel, suite ed un condominio, il coordinatore stunt Gregg Smrz ed il suo team hanno fatto più volte dei sopralluoghi, e con molto coraggio hanno testato la facciata esterna dell’edificio per garantire la sicurezza a Cruise durante le varie acrobazie previste dalla sceneggiatura. Il team della produzione ha iniziato a progettare le basi per l’ implementazione delle scene: la costruzione di un set che rappresentasse un pezzo dell’edificio, e lo hanno fatto scalare a Cruise, in sicurezza.

“Abbiamo costruito il set, l’abbiamo fatto scalare ad Ethan, e poi con tecniche digitali abbiamo allargato il campo ed inserito alcune riprese dell’edificio”, spiega il produttore degli Effetti Visivi Tom C. Peitzman “Ci siamo riuniti, abbiamo analizzato previz e storyboard, ed abbiamo passato molto tempo a pianificare gli scatti. Ma poi Tom, che ovviamente voleva realmente scalare il palazzo, ha rimesso tutto in discussione”.
Le prove e gli allenamenti sono durati mesi, e Cruise ha provato talmente tante volte che raggiungere realmente la cima del palazzo, sarà per lui una semplice routine. Sono stati posizionati sul set dei ponteggi con delle speciali lampade che riscaldavano la superficie fino a raggiungere la temperatura esterna che Cruise avrebbe realmente incontrato durante la scalata del Burj di Dubai. “Abbiamo dovuto misurare la temperatura dell’edificio”, dice Smrz. “Tom è stato irremovibile su questo. Abbiamo riscaldato il vetro fino a 100 gradi”.

La troupe ha avuto accesso al 123 esimo piano, che era ancora incompleto, per sistemare tutta l’attrezzatura, gli impianti di perforazione, gru ed il necessario per la scalata esterna di Cruise. Per avere l’accesso esterno sono state rimosse tra le 15 e le 20 finestre dalla facciata sui vari piani per poter piazzare alcune videocamere e gru. Si è appurato che durante il giorno le vetrate esterne diventavano incandescenti e quindi non si poteva lavorare con la luce diretta del sole. “Non si potevano nemmeno toccare le vetrate”, dice Smrz. Il team ha scoperto però un’area, casualmente proprio sopra un punto d’osservazione pubblico, lontano dalla luce diretta che ha permesso a Smrz di installare l’attrezzatura per le acrobazie, e dove il Direttore della Fotografia Robert Elswit ha potuto piazzare un’adeguata illuminazione per le riprese.
“Quando siamo arrivati sul posto, ci eravamo talmente allenati che era come se ci fossimo già stati cento volte”, spiega Smrz. “Siamo entrati, ed abbiamo scalato l’edificio. Sembrava fosse un’operazione militare”.

Lo stesso Cruise era equipaggiato di un’imbracatura alquanto pesante, collegata ad un sistema di cavi, attaccati a dei “punti di attracco”. Un cavo speciale, delle dimensioni della corda di un pianoforte, ricopriva tutta la lunghezza dell’esterno dell’edificio, sul quale Cruise era attaccato alla sua imbracatura tramite una puleggia in miniatura (chiamata ‘belly sheave –puleggia scanalata’) per tenerlo il più possibile vicino alla parete. Questo cavo, era attaccato all’edificio in vari punti su tutta la sua altezza proprio dove per l’occasione sono state rimosse delle piccole finestre. “Questo è ciò che lo ha tenuto attaccato alla parete” spiega Smrz.
“Ora non rimaneva altro che l’impresa di Tom. Abbiamo provato a sostituirlo con un pupazzo, ma la cosa migliore si è rivelata alla fine la combinazione tra la sua energia e la nostra assistenza”. Per rendere le cose più sicure, Smrz ha coinvolto il veterano scalatore Dave Schulz, già famoso per le sue performance in film di simil genere come “Cliffhanger” e “Vertical Limit”. “Dave ha lavorato con Tom per controllare che la scalata fosse perfetta, come un vero professionista”, spiega Brad Bird.

Il “drop shot” di Cruise, in cui dopo aver perso un attrezzo, ha perso la presa facendo una caduta di 30 piedi prima che potessimo fermarlo, ha colpito anche gli stessi veterani in materia. “Abbiamo cercato di persuaderlo molte volte, ma invece era sempre più disposto a farlo”, ricorda Bird. “E quando è sceso in caduta libera per quattro piani”, ricorda lo scenografo Jim Bissell “Siamo rimasti sorpresi nel vederlo”.
Un'altra impresa che Cruise ha compiuto con estrema finezza, è stata nell’Australian Rappel (o semplicemente Ausse Rappel – una tecnica di lancio a faccia in avanti da pareti ripide); nei panni di Ethan, impossibilitato a tornate a terra dove si trovavano i suoi compagni, è costretto a lanciarsi da una finestra aperta dall’edificio. “Sei costretto a lanciarti a faccia in giù verso terra”, spiega Smrz. “Ed è un’esperienza piuttosto unica e terrificante”.

Quelli che inizialmente erano stati programmati come due giorni di riprese sulla facciata dell’edificio, seguiti da altre otto giornate di riprese sul set simulativo, sono diventate invece quattro giornate piene di riprese esterne. Ricorda Jeffrey Chernov “Ci siamo trovati bene, ed abbiamo iniziato le riprese nell’edificio, tanto che Bob Elwsit, Gregg Smrz e Tom mi hanno detto ‘Jeffrey, possiamo fare di più stando qui, rimaniamo a girare per altri giorni”. “Abbiamo quindi effettuato ulteriori 13 riprese che erano destinate al set, direttamente al Burj. Perciò siamo stati in grado di realizzare la trama del film nonché tutti i primi piani realisticamente sull’edificio originale”.

Le riprese hanno inoltre molto impressionato la stessa Paula Patton. “Stavamo girando una scena in cui Brandt afferra Ethan per una gamba, e di conseguenza tengo Brandt che lo lascia cadere fuori dalla finestra.
Ho visto Tom appeso fuori dal Burj Khalifa, che molto tranquillamente guardandomi mi ha detto ‘Hey, Paula’ ed io devo aver risposto ‘Ciao’. Ho guardato in basso ed ho realizzato che non so come mi ero sporta totalmente in avanti, fuori dalla finestra. E’ stato incredibile ritrovarsi fuori da quell’edificio. Ad ogni modo, sei sopraffatto dalla bellezza della città. Non riuscivo a credere a quel che stavo facendo”.

Dimostrando ancora una volta la mancanza di paura per l’altitudine, a volte durante le riprese Cruise, Smrz ed un fotografo andavano a fare un servizio fotografico al piano più alto del Burj Khalifa. “Devi prendere svariati ascensori e fare molte scale per arrivare alla cima”, descrive Bryan Bird. “Tom ci ha messo 20 minuti a salire, che vuol dire che io ce ne avrei impiegati 45”.
La parte superiore ricorda il boccaporto di un sottomarino, per impedire al vento di entrare nell’edificio. Una volta raggiunta la cima, Cruise non ha resistito, ed ha chiesto a Smrz di calarlo con una corda per 15 piedi vicino al bordo, per apporre un autografo. “L’unica persona che lo vedrà, sarà colui che ridipingerà l’edificio”, dice Smrz.


STUNTING PER LE RIPRESE
In un’altra scena d’azione, Ethan scivola fuori da una finestra, e mentre gli agenti segreti russi si aspettavano una sua resa, afferra la sua cintura, fa un gran salto dallo spigolo dell’edificio, e scivola a terra da un cavo elettrico sul tetto di un furgone in movimento fino a rotolare sulla strada sano e salvo.
“Attualmente è una delle acrobazie più impegnative di tutto il film, per indice di difficoltà”, dice il coordinatore stunt Gregg Smrz. “Abbiamo fatto prove su prove sulla scena, fino alla nausea, quindi alla fine eravamo pronti per metterlo in atto. Tom, con poche riprese l’ha completato con successo.

La parola chiave qui è “Tom”. Queste prodezze, che rappresentano solo alcune di quelle che il pubblico vedrà nel film, le ha eseguite Cruise in persona, come in tutto il film. “Tom vuole fare tutto”, afferma Smrz “anche quando non è necessario. Ci sono state riprese in cui i produttori si stavano realmente innervosendo quando lui insisteva nel volerle ripetere. Gli dissi ‘Tom, nessuno si accorgerà che non sei realmente tu. Non c’è ragione che tu lo faccia. La tua controfigura può tranquillamente farlo mentre tu osservi’. Mi ha guardato e mi ha detto ‘Ma io mi sto divertendo”.
Bird concorda: “Sono d’accordo con Tom che quando è lui a girare la scena, dai qualcosa in più, ed il pubblico lo avverte. Non tanto perché puoi vedere il viso dell’attore, ma una persona come Tom aggiunge intensità alla performance proprio perché è un attore. Quando cade, mostra esattamente il viso sofferente di chi si è fatto male. E’ un’interpretazione, e penso che la gente noti la differenza”. Cruise è assolutamente coinvolto in ogni acrobazia. “Ama i film d’azione, li prende molto seriamente e fa il suo dovere”, dice Bird.

“E’ il sogno di ogni coordinatore stunt perché egli stesso si immedesima completamente. Vuole conoscere tutti gli aspetti di come si esegue un’acrobazia e di come si pianifica. E quando arriva il giorno della prova, egli è preparatissimo. E’ fatto per questo genere di film”. Aggiunge Paula Patton “Ecco perché è il perfetto Ethan Hunt. E’ impavido. Vive per il pericolo e l’esaltazione facendo l’impossibile, che ne ha fatto tutta la sua carriera”.
Il resto del cast ha seguito l’esempio di Cruise, sia per l’etica lavorativa che per il desiderio di trasmettere un’esperienza realistica al pubblico, quindi hanno eseguito loro stessi alcune scene, particolarmente durante le lotte.

I membri del cast quindi si sono allenati per quattro mesi, ogni giorno, con l’allenatore e coordinatore delle scene di combattimento Rob Alonzo. L’attenzione di Alonzo è stata principalmente nell’impartire alcune mosse di base agli attori, di conseguenza loro sapevano come comportarsi per far sembrare la lotta più possibile reale. “Ci ha insegnato tutte le mosse che ci sarebbero potute servire durante un combattimento, e non un combattimento coreografato”, spiega Paula Patton. “Poi, al momento di girare la scena del combattimento si crea qualche coreografia, così mentre giri, senza pensarci, la rendi il più possibile reale”.
L’allenamento è servito nella pratica sia alla Patton che all’attrice Léa Seydoux per la scena di un loro combattimento durante l’affronto tra Jane e la Moreau. “Abbiamo voluto uno scontro veloce in cui si perdesse leggermente il controllo” dice il regista Bird. “Léa originariamente doveva solo prestarsi per qualche primo piano, poi sarebbe entrata in azione una controfigura, ma proprio perché entrata nello spirito giusto, ha detto di voler interpretarlo personalmente”. Entrambe hanno lavorato con Smrz ed Alonzo alcuni mesi per perfezionare la scena.

Altra sequenza complicata del film si è svolta presso uno dei set più complessi mai costruiti nella storia dei film d’azione, che coinvolge Ethan durante la lotta con Kurt Hendricks (Michael Nyqvist) per recuperare lo cheget, ossia la ventiquattrore che avrebbe provocato lo scoppio nucleare russo. La lotta tra i due ricorda le scazzottate vecchio stile, che però avviene in un garage automatizzato in 3D, con macchinari ed automobili in costante movimento.
“Tutto ciò è andato di pari passo con la nostra intenzione di non voler utilizzare troppe sparatorie”, spiega André Nemec. “Josh ed io eravamo d’accordo nel girare una scazzottata che apparteneva alla vecchia scuola in un contesto un po’ pazzo. Ricordo una conversazione con un mio amico architetto, che mi accennava di questi parcheggi automatizzati: Così Josh ed io abbiamo trovato online una persona che aveva VW. Guardando le immagini abbiamo pensato ‘Questo è letteralmente l’ambiente più folle per una rissa’,

Il supervisiore degli Effetti Speciali Mike Meinardus ed il suo staff hanno impiegato sei mesi per costruire il set, per renderlo operativo. La struttura arriva a trattenere 35,000 libbre, con una colonna centrale alta 78 piedi, sostiene due pale da 23 piedi, ognuna delle quali pesa oltre le tre tonnellate.
Il set completo contiene 70 vetture, 18 per ogni livello ben posizionate usando i macchinari che ha utilizzato Meinardus per riprendere le scene, con le stesse pale.

Le riprese per le sequenze più complesse sono state elaborate da Brad Bird in animatic, ovvero degli storyboard montati in sequenza. “E’ un esercizio straordinario nel pensiero tridimensionale”, dice Bissell.
“E’ una tremenda dimostrazione della capacità di Brad di introdurre la configurazione del set”, aggiunge il co-produttore Tom Peitzman. Questa caratteristica senza alcun dubbio, deriva dall’abilità del regista appassionato, avendolo osservato sotto un profilo di animazione, producendo delle magnifiche scene e per le quali è molto famoso Bird. Ma per MISSION:IMPOSSIBLE, il regista ha avuto il giusto approccio anche per il live action. “Non voleva delle scene surreali” dice Burk. “Voleva che tutto sembrasse autentico e reale”.

Per questo Bird si è rivolto saggiamente al supervisore degli Effetti Visivi ed il coordinatore stunt per avere dei consigli, entrambi ansiosi di mettere in pratica ciò che Bird aveva immaginato, cercando di farlo rimanere con i piedi per terra. I due avrebbero aiutato Bird a centrare l’obiettivo. Le scene sono state testate con la controfigura di Cruise, per pianificare le riprese definitive nel parcheggio, ed il funzionamento delle pale, anche se poi ovviamente nel film le scene sono affidate a Cruise e Nyqvist. Un’infinità di precauzioni sono state prese per proteggere gli attori durante le manovre più pericolose con le pale in funzione, ed il calcolo della superficie sufficiente per poter stare in piedi sulle vetture. Ogni pala pesa 6700 libbre e c’è solo mezzo pollice di distanza tra le pale ed i ponti, quindi non si toccano per un soffio” dice Meinardus.

“Durante l’ esecuzione c’erano sirene ed allarmi ai margini di sicurezza per esser certi che nessuno si facesse male”. Aggiunge Bird “E’ stato un grande tributo per l’intero team l’aver dato vita a questo, perché ci vuole una coordinazione impeccabile”.
I due attori sono rimasti sospesi attaccati alle corde, appesi al soffitto del magazzino ed alle pale per prevenire eventuali cadute accidentali tra le piattaforme delle auto, e per guidare i salti controllati. Cruise ad un certo punto, fa un salto di tre piani dal ponte fin dentro un’auto che si trovava su una pala rotante, la cui caduta è stata rallentata da un deceleratore. “E’ stato un lavoro molto impegnativo coordinare le loro mosse e trovare luoghi sicuri per installare le telecamere, afferma il direttore della 2° unità Dan Bradley, che ha effettuato le riprese.

I GADGETS
“Questi film sono veri e propri sogni che diventano realtà” dice il trovarobe Kristopher E. Peck, che ha svolto lo stesso ruolo in Mission Impossible 2.
Uno dei più grandi gadget, il treno della IMF, è tra i set preferiti da Bird. Progettato da Jim Bissell e ricostruito sul set a Vancouver, è fatto a prova di bomba nel suo interno. “A forma ovale progettato in modo da poter incassare qualsiasi shock, rappresenta anche un perfetto centro di comando. Completo di ogni strumentazione necessaria”, dice Bird. “Era dotato di qualsiasi stratagemma”, spiega Bissels. “Vassoi scorrevoli per le armi, televisiori che escono dalle pareti e che un braccio idraulico permette di posizionarli ovunque si voglia”.

Tra i pezzi più importanti dell’equipaggiamento c’è l’indispensabile maschera ad ultrasuoni, realizzata in parte grazie anche al dipartimento make up. “E’ uno degli oggetti cardine della grande serie televisiva”, nota Peck. “Benji era quasi ossessionato da questa maschera” dice Simon Pegg. “Credo che possederne una, sia un suo grande desiderio. E’ molto divertente, perché quando sei al trucco, sai quanto tempo occorre per indossare una protesi, e quindi quanto tempo ci vuole per far in modo di sembrare un’altra persona. Mi piace l’idea che con questa macchina semplicemente premendo un bottone diventi qualcun altro”.

Peck si è inoltre inventato i guanti da Geko, con i quali Ethan si arrampica sul Burj Khalifa. “Kris ha unito tecnologia e tecnica in quei guanti” dice Tom Peitzman. “Sono un pezzo forte del film. Fin dal primo incontro Tom Cruise li aveva in mente. Ora ha potuto constatarne il risultato: non dovevano essere scivolosi o appiccicosi, dovevano essere indossati correttamente, così come le luci per una perfetta aderenza alla superficie”.
Peck ed il suo team hanno anche creato il dispositivo di comunicazione che Ethan indossa mentre si arrampica sul Burj. “Nato inizialmente con l’idea di poter comunicare col suo gruppo IMF, ci siamo resi conto che avevamo ugualmente bisogno di comunicare con lui mentre era sulla parete dell’edificio. Così con il dipartimento del suono l’abbiamo reso funzionante, e quindi mentre si arrampica è in contatto con il regista ed il coordinatore stunt”.

Un ulteriore elemento interessante era lo cheget , una ventiquattrore destinata a contenere una bomba nucleare. “Contiene tutta quella tecnologia analogica che si presenta come quelle self safe”, dice Peck. Il designer non ha potuto avere un’ampia scelta per riprodurla in quanto non se ne dispongono molti esemplari in giro. “La prima cosa che abbiamo potuto fare era contattare degli addetti ai lavori. Abbiamo contattato i Sandia Labs, che hanno un enorme museo con valigette nucleari risalenti agli anni sessanta. Su quel modello ne abbiamo riprodotta una simile rimodernizzata”.

La IMF Rolling Safe House è un rifugio segreto che si trova all’interno di un vagone malridotto appartenente ad un vecchio cantiere ferroviario russo, che proteggeva i gadget del team. “Esternamente somiglia alla dimora di un musicista blues”, ride Simon Pegg. All’interno, tuttavia è un ritrovo funzionale per gli agenti dell’IMF per fare i cambi di identità, ricaricare le armi o fare delle riparazioni.
MISSION:IMPOSSIBLE – Protocollo Fantasma offre quel genere di intrattenimento che i fan dell’azione bramano, come tutte le pellicole di MISSION:IMPOSSIBLE dal 1996. “E’ l’epitome di film da pop corn” dice Tom Cruise.

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