Regista: Stephen Frears
Titolo originale: Philomena
Durata: 94'
Genere: Drammatico
Nazione: Regno Unito
Rapporto:
Anno: 2013
Uscita prevista: Venezia 2013,19 Dicembre 2013 (cinema)
Attori: Judi Dench, Steve Coogan, Neve Gachev, Charlie Murphy, Simone Lahbib, Sophie Kennedy Clark, Charles Edwards, Xavier Atkins, Charlotte Rickard
Soggetto: Martin Sixsmith
Sceneggiatura: Steve Coogan, Jeff Pope
Trama, Giudizi ed Opinioni per Philomena (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Titolo originale: Philomena
Durata: 94'
Genere: Drammatico
Nazione: Regno Unito
Rapporto:
Anno: 2013
Uscita prevista: Venezia 2013,19 Dicembre 2013 (cinema)
Attori: Judi Dench, Steve Coogan, Neve Gachev, Charlie Murphy, Simone Lahbib, Sophie Kennedy Clark, Charles Edwards, Xavier Atkins, Charlotte Rickard
Soggetto: Martin Sixsmith
Sceneggiatura: Steve Coogan, Jeff Pope
Trama, Giudizi ed Opinioni per Philomena (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Fotografia: Robbie Ryan
Montaggio: Valerio Bonelli
Musiche: Alexandre Desplat
Scenografia: Barbara Herman-Skelding
Costumi: Consolata Boyle
Produttore: Steve Coogan,Tracey Seaward,Gabrielle Tana
Produttore esecutivo: Carolyn Marks Blackwood,François Ivernel,Christine Langan,Cameron McCracken,Henry Normal
Produzione: BBC Films, Baby Cow Productions, British Film Institute, Magnolia Mae Films, Pathé
Distribuzione: Lucky Red
Montaggio: Valerio Bonelli
Musiche: Alexandre Desplat
Scenografia: Barbara Herman-Skelding
Costumi: Consolata Boyle
Produttore: Steve Coogan,Tracey Seaward,Gabrielle Tana
Produttore esecutivo: Carolyn Marks Blackwood,François Ivernel,Christine Langan,Cameron McCracken,Henry Normal
Produzione: BBC Films, Baby Cow Productions, British Film Institute, Magnolia Mae Films, Pathé
Distribuzione: Lucky Red
La recensione di Dr. Film. di Philomena
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Informazioni e curiosità su Philomena
Tratto dal libro di Martin Sixsmith Philomena (The Lost Child of Philomena Lee) pubblicato in Italia da Edizioni Piemme; libro ispirato alla storia vera di Philomena Lee (vivente).Note dalla produzione:
NOTE DI PRODUZIONE
UN DUO IMPROBABILE: Steve Coogan E Judi Dench
Judi Dench: «Avevo lavorato con Billy Connolly per La mia regina, e Steve Coogan e Billy in un certo senso si somigliano molto. Entrambi sono grandi attori comici che si impegnano moltissimo quando devono interpretare dei ruoli drammatici, diversi da quelli a cui sono abituati. Ovviamente tra un ciak e l'altro ti fanno morire dalle risate. Più è tesa l'atmosfera, meglio è. Forse, se avessimo girato una commedia, tra un ciak e l'altro avremmo pianto! Steve è un fantastico imitatore; nell'auto che ci portava sul set si divertiva ad imitare delle persone famose».
Steve Coogan: «Ci siamo punzecchiati, ci siamo presi in giro. Questo ci ha permesso di rendere l'atmosfera più rilassata. Abbiamo riso molto per un film che tratta un argomento così grave. Dopo aver incontrato Judi e aver imparato a conoscerla, mi sono sentito più a mio agio. L'avevo vista in Iris, e quella era l'immagine che mi era rimasta di lei. Speravo apprezzasse il fatto che il ruolo di Philomena è così diverso. E' un ruolo magnifico e senza uguali. E' un personaggio a tutto tondo. Non appena Judi ha indossato la parrucca mi sono detto che avrei fatto meglio a rimboccarmi le maniche, ad alzare il livello della mia recitazione e a fare il possibile per non farmi eclissare dalla sua presenza.
Tuttavia durante le riprese ho visto raramente Judi Dench: quella che avevo di fronte era Philomena. In un certo senso ci siamo trasformati condizionati da un universo per noi diverso. Non eravamo là per animare un talk-show e per far divertire la gente, ma per girare delle scene che volevamo fossero misurate e perfette».
PHILOMENA: DAL LIBRO ALLO SCHERMO
Philomena Lee è rimasta sorpresa dal successo riscosso dal libro di Martin Sixsmith che ripercorre la lunga ricerca per ritrovare suo figlio: «Non riuscivo a capacitarmi del numero di lettere che Martin aveva ricevuto dopo l'uscita del libro». Ma la sua meraviglia è aumentata quando ha saputo che il libro di Martin sarebbe stato adattato per il grande schermo. Sua figlia Jane ricorda: «Ho ricevuto una telefonata da Martin che mi ha detto che Steve Coogan era interessato ad una trasposizione cinematografica del libro. Mi ricordo di essermi detta che non me lo immaginavo in un ruolo drammatico».
Philomena Lee: «Quando abbiamo incontrato Steve da Martin, mi hanno detto che avrebbero voluto adattare il libro per farlo diventare un film. Pensa un po': la mia storia! Non pensavo che sarebbe successo. Ma Steve sembrava davvero toccato dalla mia esperienza. Al nostro secondo incontro mi hanno detto che Judi Dench era interessata ad interpretare me. Ero al settimo cielo!»
Jeff Pope, che ha co-sceneggiato il film con Steve Coogan, ricorda: «In breve, si tratta della storia di un'irlandese che parte alla ricerca del figlio che le suore le hanno sottratto 50 anni prima. In nessun momento Steve Coogan ha avuto la tentazione di inserire una battuta. Il nostro scopo era quello di restare fedeli ai fatti, sottolineandone l'aspetto emotivo. Sapevamo che sarebbe stato interessante esplorare l'incontro di due diverse culture. Ma la cosa che mi è piaciuta di più è l'idea che ha avuto Steve di rendere Martin un personaggio. Martin non compare nel libro, e Steve ha avuto l'idea di raccontare la storia di quest'uomo della media borghesia, laureato in una prestigiosa università inglese ed un tempo addetto alla comunicazione per il governo britannico, assieme a quella di una modesta anziana signora irlandese. L'incontro tra i due ha rappresentato il nostro punto di partenza.
Martin ha accolto l'idea con entusiasmo. Ne abbiamo discusso anche con Philomena e le abbiamo detto che avremmo voluto raccontare la storia che aveva portato alla scrittura del libro. Per lei è stata un'avventura interessante. Il giorno in cui il figlio perduto compiva 50 anni, aveva confidato a sua figlia di aver avuto un bambino fuori dal matrimonio 50 anni prima, che lo aveva dovuto abbandonare e che, da allora, lo cercava. Non credo che abbia immaginato nemmeno per un attimo che la sua storia sarebbe arrivata sul grande schermo. E' stata cresciuta nel rispetto della religione cattolica e si sente ancora molto in colpa per quello che le è capitato. Si preoccupava di sapere quello che la gente avrebbe pensato di lei. Non voleva mettere in imbarazzo la sua famiglia. Ma credo che il film le abbia permesso di prendere coscienza del fatto che ancora oggi migliaia di persone vivono la sua stessa situazione. Se parlarne permette almeno ad una madre e ad un figlio di ritrovarsi, allora, non fosse altro che per questo, ne è valsa la pena».
Martin Sixsmith dice a proposito del suo libro: «Come molte storie interessanti, anche questa è nata da una coincidenza. Una sera ho incontrato una persona che, sapendo che sono un giornalista, mi ha raccontato la storia di Philomena e del figlio perduto. Era una storia talmente commovente che ho sentito il dovere di raccontarla. Parlava di amore, di separazione, di speranza e alla fine di riscatto. Nella mia vita ho fatto molte cose – ho lavorato per il governo, per la BBC, ho lavorato come storico – ma non avevo ancora mai raccontato una storia veramente vissuta. E più Philomena ed io lavoravamo insieme, più mi sembrava che ne valesse la pena. In un certo senso era come se conducessimo un'indagine di polizia. Sapevamo cos'era successo a suo figlio: lo avevano adottato ed era partito per gli Stati Uniti, ma non sapevamo niente della sua vita. Philomena provava sentimenti contrastanti all'idea che io scrivessi il libro. Per 50 anni ha avuto la sensazione di aver fatto uno sbaglio e di doversi tenere tutto questo per sé. Ma io sono un giornalista, è la mia natura. E non sono né irlandese né cattolico, ho quindi potuto scrivere la storia con maggiore distacco».
Il fatto che Judi Dench abbia subito acconsentito a fare il film ha rappresentato un vantaggio concreto. L'attrice ricorda: «Steve ha contattato Tor Belfrage, il mio agente, e gli ha raccontato a grandi linee la storia. Tor mi ha chiamato per raccontarmi il percorso di questa donna straordinaria, ancora in vita, che aveva incontrato Martin Sixsmith e aveva deciso di scoprire che ne era stato di suo figlio. Steve è venuto a trovarmi, ci siamo messi in giardino. Ha cominciato a leggermi la sceneggiatura e ne sono rimasta subito conquistata».
Restava comunque una scelta importante da fare: quella del regista. Gabrielle Tana ricorda: «Avevamo pensato a molti registi, ma Stephen Frears era in cima alla nostra lista. Christine Langan, che aveva collaborato con lui per The Queen, gli ha fatto avere la sceneggiatura, che lo ha incuriosito subito». Stephen ha lavorato alla sceneggiatura con Steve e Jeff per tre mesi prima di dirci che accettava. Ho poi contattato Cameron McCracken, a Pathé, per la distribuzione del film. Cameron mi ha ricontattata immediatamente: era affascinato dalla sceneggiatura e dall'idea di tornare a lavorare con Stephen e Judi, e perciò ha acconsentito subito».
Stephen Frears: «Sono molti gli elementi di questa storia che mi hanno incuriosito. Ho apprezzato in particolare il fatto che si trattasse di una storia drammatica frammista ad una specie di commedia romantica. E' piena di tristezza e di gioia allo stesso tempo, in un miscuglio particolarmente interessante».
Stephen Frears era anche particolarmente felice all'idea di tornare a lavorare con Judi Dench. Philomena è il quarto film girato insieme. La loro prima collaborazione, un telefilm per la BBC intitolato «Going Gently», risale al 1981; si erano ritrovati poi sul set di Lady Henderson presenta.
Stephen Frears ha incontrato anche Philomena Lee e si ricorda della sua presenza sul set durante le riprese delle scene che si svolgono nella lavanderia del convento. Racconta: «Le ho detto: 'Non dovrebbe essere qui. Immagino che abbia passato tutta la vita a cercare di dimenticare questo posto'. Ma Philomena è una persona incredibile. Impossibile immaginare che abbia affrontato delle prove così dificili. Non fa mai la vittima, non mostra i segni di ciò che ha dovuto subire. E' eccezionale, è una donna sincera, franca e diretta. E nel film il personaggio di Judi riesce a conservare la fede, come nel caso di Philomena».
Interpretare Philomena ha rappresentato una grande responsabilità per Judi Dench: «Quando si interpreta qualcuno ancora in vita, la responsabilità è maggiore. Bisogna stare ancora più attenti a restare fedeli alla storia». Stephen Frears concorda con Judi su questo punto: «Raccontare la vita di persone realmente vissute comporta sempre una grande responsabilità, ma questo vale a maggior ragione trattandosi di Philomena, una donna formidabile, un vero esempio per tutti. Comunque mi sembra che con Judi fosse in ottime mani».
Jeff Pope: «La cosa più interessante del film, è che la vita vi occupa una posizione centrale, e se questo permetterà alle madri e ai figli di quell'epoca di identificarsi con i protagonisti, allora sarà meraviglioso. Ma il tema principale è senz'altro il trionfo dell'animo umano. Malgrado le sofferenze patite, il cuore di Philomena resta pieno d'amore».
INCONTRO CON STEVE COOGAN
Lei è produttore, coautore della sceneggiatura e uno degli attori protagonisti di PHILOMENA. Qual è stata l'origine di questo progetto?
Nel 2010 avevo letto un articolo sul sito del “Guardian” mentre mi trovavo a New York. Era intitolato: «La chiesa cattolica ha venduto mio figlio». Si trattava di un'intervista a Martin Sixsmith sul suo libro “The Lost Child of Philomena Lee”. Raccontava la storia in generale e ne citava i dettagli. Quell'articolo mi aveva molto commosso.
Poco tempo dopo ho incontrato per caso la produttrice Gaby Tana e gliene ho parlato. Lei allora mi ha proposto di coprodurlo. Ho contattato Martin e ho saputo che i diritti di adattamento del libro erano ancora disponibili. Così li ho opzionati nella speranza di poter poi sviluppare il progetto.
Cosa l'ha interessata in particolare della storia di PHILOMENA?
Cercavo un film che potessi sviluppare parallelamente ai miei altri progetti, che sono in gran parte commedie. Questa storia mi ha commosso e ha toccato qualche corda nel mio profondo, probabilmente a causa delle mie origini cattoliche. Ma d'altra parte mi è sembrato che avesse una valenza universale. La storia ci porta sia in Irlanda che negli Stati Uniti: il Vecchio e il Nuovo Mondo. Ho pensato che avrebbe interessato un sacco di persone, soprattutto per il legame particolare che unisce i due Paesi.
Sono rimasto colpito da una foto di Martin e Philomena seduti uno accanto all'altra su una panchina: insieme formavano una coppia decisamente inedita. Martin è un giornalista, un intellettuale della classe media che si è laureato nelle più importanti università inglesi, e aveva conosciuto questa infermiera irlandese in pensione, di origini operaie. Il loro rapporto mi ha subito incuriosito.
Fin dall'inizio ha pensato di coprodurre il film?
Sì, ma non avevo intenzione di scriverlo.
Nonostante l'abbia trovato un libro interessante, non era una storia che volevo davvero raccontare. Mi sono perciò messo alla ricerca di un co-sceneggiatore. Gaby ha organizzato un incontro con Christine Langan di BBC Films, che ci ha consigliato Jeff Pope.
Jeff ed io abbiamo creato una storia che in un certo senso si è trasformata in un road-movie con due personaggi che hanno una visione opposta del mondo ma che finiscono coll'accettare l'idea di punti di vista diversi, e così facendo guardano in modo nuovo anche alla propria esistenza. E' una storia sulla tolleranza e sulla comprensione.
Il contrasto tra i due personaggi è interessante. Martin è sofisticato, intelligente e istruito, mentre Philomena ha origini più umili, è colpita dalla vita opulenta che lui conduce e dal fatto che lui dia tutto per scontato; nonostante ciò dimostra spesso maggiore perspicacia di lui sul piano sociale.
In effetti Jeff ed io volevamo anche che nel film emergesse il contrasto tra intuito e intelletto. Abbiamo incontrato diverse volte Philomena e Martin, e abbiamo discusso con loro perché ci aiutassero nella stesura della sceneggiatura. D'altra parte alcune delle loro conversazioni nel film sono ispirate a quelle avute durante quegli incontri...
Oltre a produrre e a scrivere il film, cosa l'ha spinta ad interpretare Martin?
Amo molto recitare nelle commedie, ma avevo voglia di qualcosa di diverso, di lanciarmi in progetti nuovi mettendomi alla prova. Ho voglia di esplorare i diversi aspetti della vita con tutti i loro problemi. Oggi aspiro ancora di più ad utilizzare la commedia come strumento al servizio di qualcos'altro. L’umorismo può aiutare a far passare messaggi più seri. Per esempio, si può rendere una storia come quella di Philomena piacevole e positiva? E' questo genere di sfide che mi interessa. In particolare si possono inserire degli elementi comici tra i due personaggi per provocare anche una risata.
E' stato difficile interpretare Martin?
Per certi versi sì. Nel personaggio c'è qualcosa di me e qualcosa di Martin. Quello che il personaggio del film vive è molto simile a quello che ha vissuto Martin. La cosa più difficile è stata resistere al mio istinto comico. Martin è venuto spesso a trovarci sul set mentre interpretavo lui, e gli ho chiesto di osservarmi e di darmi dei suggerimenti.
E' stata una fortuna enorme per voi il fatto che Judi Dench abbia accettato di interpretare Philomena…
Non c'è neanche bisogno di dirlo. Mentre scrivevamo la sceneggiatura ho detto a Jeff: «Sarebbe fantastico se Judi Dench accettasse di far parte del film. Non dobbiamo aver paura di mirare al massimo». E lei ha acconsentito.
Quanto a Stephen Frears, qual è stato il suo apporto specifico?
Stephen non lascia niente al caso. E' puntiglioso e rigoroso, ma molto costruttivo. Abbiamo parlato molto della sceneggiatura. Abbiamo discusso molto della storia e del fatto che presentasse contemporaneamente elementi tragici e comici. Stephen ha citato i film di Billy Wilder, a cui tiene particolarmente, e io gli ho parlato della mia ammirazione per Jack Lemmon, che ha lavorato in molti film di Wilder. Insieme hanno realizzato dei film difficili da etichettare, perché attingono da generi diversi. Sono riusciti a trovare l'equilibrio tra dramma e umorismo.
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