Regista: Ken Kwapis
Titolo originale: Big Miracle
Durata: 107'
Genere: Commedia
Nazione: U.S.A.
Rapporto:
Anno: 2012
Uscita prevista: 24 Febbraio 2011 (cinema)
Attori: Dermot Mulroney, Drew Barrymore, Kristen Bell, John Krasinski, Ted Danson, Vinessa Shaw, Stephen Root, Tim Blake Nelson
Soggetto: Thomas Rose
Sceneggiatura: Jack Amiel, Michael Begler
Trama, Giudizi ed Opinioni per Qualcosa di straordinario (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Titolo originale: Big Miracle
Durata: 107'
Genere: Commedia
Nazione: U.S.A.
Rapporto:
Anno: 2012
Uscita prevista: 24 Febbraio 2011 (cinema)
Attori: Dermot Mulroney, Drew Barrymore, Kristen Bell, John Krasinski, Ted Danson, Vinessa Shaw, Stephen Root, Tim Blake Nelson
Soggetto: Thomas Rose
Sceneggiatura: Jack Amiel, Michael Begler
Trama, Giudizi ed Opinioni per Qualcosa di straordinario (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Fotografia: John Bailey
Montaggio: Cara Silverman
Musiche: Cliff Eidelman
Effetti speciali: Justin Buchingham, John P. Cazin
Scenografia: Nelson Coates
Costumi: Shay Cunliffe
Produttore: Tim Bevan,,Eric Fellner, Steve Golin, Michael Sugar
Produttore esecutivo: Liza Chasin,Debra Hayward,Stuart M. Besser,Paul Green
Produzione: Anonymous Content,Working Title Film
Distribuzione: Universal Pictures Italia
Montaggio: Cara Silverman
Musiche: Cliff Eidelman
Effetti speciali: Justin Buchingham, John P. Cazin
Scenografia: Nelson Coates
Costumi: Shay Cunliffe
Produttore: Tim Bevan,,Eric Fellner, Steve Golin, Michael Sugar
Produttore esecutivo: Liza Chasin,Debra Hayward,Stuart M. Besser,Paul Green
Produzione: Anonymous Content,Working Title Film
Distribuzione: Universal Pictures Italia
La recensione di Dr. Film. di Qualcosa di straordinario
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Colonna sonora / Soundtrack di Qualcosa di straordinario
Potrebbe essere disponibile sotto, nei dati aggiuntivi (clic qui).
Voci / Doppiatori italiani:
Francesca Manicone: Rachel Kramer
Simone D'andrea: Adam Carlson
Federica De Bortoli: Jill Jerard
Alex Polidori: Nathan
Luigi La Monica: J.w. Mcgraw
Pasquale Anselmo: Col. Scott Boyer
Personaggi:
Drew Barrymore: Rachel Kramer
John Krasinski: Adam Carlson
Kristen Bell: Jill Jerard
Ahmaogak Sweeney: Nathan
Ted Danson: J.w. Mcgraw
Dermot Mulroney: Col. Scott Boyer
Vinessa Shaw: Kelly Meyers
Stephen Root: Gov. Haskell
Rob Riggle: Dean Glowacki
Michael Gaston: Porter Beckford
Megan Angela Smith: Sheena
Tim Blake Nelson: Pat Lafayette
James Legros: Karl Hootkin
Mark Ivanir: Dimitri
Andrew Daly: Don Davis
Jonathan Slavin: Roger Notch
Gregory Jbara: Gen. Stanton
Tom Clark: Morton Heavey
Informazioni e curiosità su Qualcosa di straordinario
Narra fatti realmente accaduti nel 1988; romanzati nel libro “Freeing The Whales” di Thomas Rose.Note dalla produzione:
L’incontro con Fred, Wilma e Bamm-Bamm - Il viaggio sul Grande Schermo
Nel 1988 la mancanza di smart phone, social network e reti wireless non permetteva alle notizie di circolare così velocemente come succede oggi. Ma la televisione via cavo e satellitare avevano un eco mediatico enorme, le notizie non si trovavano soltanto sui quotidiani o sui notiziari serali dei tre maggiori network, ma si poteva essere aggiornati in tempo reale. Così, la notizia delle tre balene grigie della California rimaste intrappolate a largo della costa di Barrow, in Alaska, durante la loro migrazione annuale nel mese di Ottobre di quello stesso anno, si è immediatamente diffusa.
Il giornalista Thomas Rose ha assistito all’impresa di salvataggio dei cetacei, ed ha raccontato la vicenda in un libro “Freeing The Whales” pubblicato nel 1989. La storia, narrata da Rose, nasce originariamente come un articolo sull’ormai estinto Spy magazine, che successivamente si è arricchito di dettagli dando vita ad un libro che descrive cronologicamente tutti gli eventi che hanno caratterizzato l’enorme sforzo del salvataggio delle tre balene grigie intrappolate nel ghiaccio a largo delle coste di Barrow.
Il video girato da un fotografo di cronaca locale che documentava le immagini di una delle balene che difficoltosamente respirava tramite un foro praticato nel ghiaccio, è immediatamente passato dalla scrivania degli uffici di Anchorage fino al conduttore della NBC Tom Brokaw durante il telegiornale nazionale della sera.
Immediatamente il caso delle tre balene ha catturato l’interesse pubblico internazionale, ed i media sono accorsi in maniera frenetica nella piccola città dell’Alaska, in modo quasi incontenibile. Gli abitanti della più settentrionale – e forse della più fredda- città d’America hanno subìto l’invasione della stampa. Per una assonnata cittadina dedita alla caccia alle balene, questo improvviso cambiamento di routine potrebbe essere l’unica benedizione di tutti i tempi.
La vicenda dei cetacei ha catturato l’interesse non solo del ‘Quarto Potere’, ma anche della Casa Bianca del Presidente Reagan, che successivamente ha focalizzato il problema durante la campagna elettorale del Novembre per la Vice-Presidenza di George H.W. Bush. Al fine di sostenere la candidatura di Bush con una politica ambientalista, e volendo coinvolgere il governo federale in questo sforzo umanitario, il team di Reagan si è avvalso per la circostanza, dell’aiuto di Bonnie Mersinger, all’epoca Assistente Esecutivo per gli Affari di Gabinetto, e del suo gruppo di lavoro. “Il Presidente Reagan quella notte si è fermato nel mio Ufficio nell’Ala Ovest” ricorda Bonnie Mersinger Carroll, Consulente Tecnico in Qualcosa di Straordinario. “Visto il coinvolgimento della Guardia Nazionale, si chiedeva come anche la Casa Bianca potesse intervenire per sostenere la situazione. Essendo io stessa un Soldato della Guardia Nazionale, mi ha chiesto di inoltrare la sua offerta di aiuto alla Guardia Nazionale dell’Alaska. Ed è così che ho incontrato Tom Carroll”.
Il Colonnello Tom Carroll era in servizio come comandante di uno dei principali battaglioni della Guardia Nazionale dell’Alaska, quando ha ricevuto la raffica di telefonate della Mersinger. Inizialmente incaricato ad utilizzare per il salvataggio del branco delle balene, un’enorme chiatta tra i ghiacci, ben presto ha ritenuto che questa missione fosse impossibile se non con l’impiego di una rompighiaccio sovietica. “Tutto questo è avvenuto prima della caduta del muro di Berlino”, dice la Mersinger Carroll, “Quindi questo contatto tra America ed Unione Sovietica fu straordinario. Ed è stato un passo verso la pace nel mondo, all’epoca”.
C’è voluto poco alla Mersinger ed a Carroll per capire che dalle innumerevoli telefonate sarebbe nata una storia d’amore, ed un matrimonio in seguito. Secondo La Mersinger Carroll: “Tom considerò l’opportunità di riunire militari, nativi dell’Alaska, compagnie petrolifere, Greenpeace ed anche i Russi. Era esattamente al centro di quello che divenne un’operazione miracolosa di cooperazione”. Purtroppo, parecchi anni dopo il Generale di Brigata Carroll è rimasto coinvolto insieme ad altri sette soldati, in un incidente aereo con un mezzo della Guardia Nazionale, ed è deceduto tra la natura selvaggia della sua amata Alaska.
Di seguito a quest’esperienza, la Mersinger Carroll ha fondato un’organizzazione nazionale, la TAPS (Tragedy Assistance Program for Survivors), una partner sempre in prima linea del Dipartimento della Difesa che offre assistenza e sostegno ai familiari dei militari americani caduti in servizio.
Solo dopo il 1992 la storia di Rose basata sul sensazionalismo, il cameratismo e l’umanità ha catturato l’attenzione dei nascenti sceneggiatori televisivi Jack Amiel e Michael Begler. Sebbene questa vicenda nel 1988 li avesse incuriositi, i loro interessi si sono rivolti altrove. “Mia sorella Andrea lavorava per Dan Rather alla CBS News”, ricorda Amiel. “Pensava che la storia potesse ispirarci per un film, ma in quel momento Michael ed io eravamo concentrati sulla stesura di una script per la televisione”.
Gli sceneggiatori hanno tenuto la storia di Rose in un cassetto per poi rivisitarlo nel 2001, proprio mentre stavano affermandosi come scrittori di lungometraggi. Hanno acquistato i diritti del libro, e ci hanno lavorato per un decennio, scrivendo svariate bozze della sceneggiatura.
“Inizialmente ci siamo basati sul materiale che avevamo a disposizione: il libro di Rose e le notizie ed i filmati dell’epoca”; aggiunge Begler. “Ma anche tutto ciò che abbiamo scritto era reale. Abbiamo dovuto approfondire la storia e creare nuovi personaggi, pur rimanendo molto coerenti con ciò che era realmente accaduto durante quelle due lunghe settimane sul ghiaccio, nel 1988”.
Il fatto che almeno due delle balene siano state liberate e siano state restituite al mare aperto, ha dato alla storia un effetto mediatico travolgente. E come se non bastasse, ancor più straordinario è stato il fatto che l’evento ha creato un disgelo senza precedenti durante la Guerra Fredda proprio nel Circolo Polare Artico, in cui le due superpotenze hanno messo da parte le loro divergenze per lavorare congiuntamente al successo della missione. “Le navi rompighiaccio americane erano state tutte abbordate oppure piazzate in bacini di carenaggio dal mese di Ottobre”; spiega Begler, “così la nave sovietica era l’unica ad essere disponibile. L’utilizzo della nave sovietica è stato un gran gesto da parte dell’amministrazione di Reagan e del governo di Gorbaciov. Questa cooperazione ha dato ad entrambi un’ottima immagine verso l’intero mondo che osservava ed aspettava”.
Il regista Ken Kwapis, che ha diretto film di successo come La verita' e' che non gli piaci abbastanza e 4 amiche e un paio di jeans ha contribuito al progetto ed ha a tratti plasmato la trama. “Nelle prime bozze emergeva una statica concentrazione di notizie fornite dai media”; ricorda Amiel. “Ken ha apportato una sua visione della vicenda, che ha aggiunto una certa sensibilità ed umanità alla storia. Così abbiamo modificato alcuni personaggi e riveduto alcuni punti”.
I fatti realmente accaduti nel 1988 non erano poi così chiari e dettagliati nella mente di Kwapis, che ha quindi considerato la storia come l’opportunità di narrare il salvataggio da prospettive diverse. “Mi sono molto sorpreso quando ho scoperto quanto polverone avessero alzato queste tre balene”, dice. “La nostra storia copre il circo mediatico che si era formato intorno alle tre balene intrappolate, ed il suo obiettivo principale è quello di far emergere quell’ improbabile coalizione di soccorritori formatasi, in cui vengono messi da parte i vari programmi ed ordini del giorno per realizzare un compito che ha dell’impossibile”.
Gli scrittori hanno sottoposto la sceneggiatura all’attenzione dei dirigenti della società per la quale lavoravano, la Anonymous Content, Steve Golin e Michael Sugar, che a loro volta hanno contribuito a plasmare lo script. Alla fine loro stessi hanno partecipato alla realizzazione del film in veste di produttori, insieme a Tim Bevan ed Eric Fellner presidenti della società di Produzione Cinematografica Working Title Films.
“Michael ha sottoposto la sceneggiatura alla mia attenzione”, ricorda Golin. “Ho avuto l’impressione che questo film potesse mostrare come un gruppo di persone con ideologie diverse potessero comunque collaborare per un obiettivo comune. Ken ci ha tenuto a sottolineare questo nel film. Ha portato umorismo e semplicità, pur rimanendo una storia commovente, emozionante, a cui ci si può ispirare”.
Sebbene il libro di Rose risalga alla fine degli anni ’80, Sugar ha ritenuto che la sceneggiatura di Amiel e Begler fosse comunque molto attuale. “Abbiamo pensato che questa storia potesse essere tranquillamente inserita nella cronaca mondiale dei giorni d’oggi”; dice Sugar. “Sebbene appartenga a diversi anni fa, ha lo stesso rilievo di una storia attuale di umanità, e mostra la voglia di cambiamento. Nel 1988 l’informazione non circolava così liberamente; fatta eccezione per la CNN, non avevamo notiziari 24 ore su 24, come oggi. Questa storia è stata come una voce che si è sparsa in tutto il mondo, aiutata dall’uso delle emergenti trasmissioni satellitari.”
Volti Nuovi e Familiari
La Selezione per l’Avventura del Salvataggio - Interpreti Professionisti Come Bonnie Mersinger e Tom Carroll, anche molti altri personaggi reali sono stati inseriti nella sceneggiatura. I direttori del casting MARY GAIL ARTZ e SHANI GINSBERG hanno iniziato subito a cercare il gruppo di attori più adatto. Così come nella realtà, la direttrice della base di Greenpeace ad Anchorage, Cindy Lowry è stata il riferimento per l’attivista Rachel Kramer dello script. Drew Barrymore è stata tra i primi a ricevere la sceneggiatura da Kwapis, con il quale aveva già lavorato in La verita' e' che non gli piaci abbastanza.
Sebbene fosse molto impegnata nell’editing del suo debutto alla regia con Whip It, ha immediatamente letto il lavoro. La Barrymore è stata la prima scelta dei filmmakers per interpretare il ruolo di questa determinata attivista, per la quale l’impegno di proteggere l’ambiente ha messo in secondo piano la sua vita personale. Ciò che ha suscitato interesse nella Barrymore è stata l’idea dell’interazione di così tanta gente unita per una causa comune, in un ambiente molto inospitale. Ricorda l’attrice: “Ero a Palm Springs in pieno editing del mio film. Ero sfinita, ma dopo aver letto questa sceneggiatura ho trascorso tutto il fine settimana a chiamare tutti e raccontare quanto questa storia mi avesse appassionato. Tentavo di coinvolgere più persone in questo film. Era davvero speciale”.
Ammette di essere stata colpita dal materiale originale che ha visionato: “Tutti dovremmo tornare al 1988 per un momento. Hanno fatto qualcosa di bello, un gesto altruista, dimenticando la storia e le ideologie anche solo per un po’, in maniera serena ed al contempo pubblica”. Lavorare nuovamente con Kwapis è stato un altro traguardo per l’attrice. “E’ tra i migliori registi con i quali ho lavorato”, complimenta la Barrymore. “Non solo Ken è un narratore brillante, ma ti fornisce idee che vanno al di là della propria immaginazione. E’ molto abile nel mettere insieme i vari momenti del film e dar loro un senso, uno scopo ed un risultato finale. E’ incredibilmente responsabile, eppure incredibilmente libero, e gli attori si fidano di lui per dare il meglio”.
Il regista è rimasto colpito dalla protagonista del film. “Drew ha la migliore etica lavorativa di qualsiasi altra attrice o attore con cui io abbia mai lavorato”, loda Kwapis. “E’ instancabile quando si tratta di impegnarsi, e si dedica totalmente al mondo del film per tutta la durata delle riprese. Il ruolo di Rachel permette a Drew di essere una piantagrane, pericolosa come ‘un elefante in un negozio di cristalli’. Le idee di Rachel sono valide, ma a volte è lei stessa ad esser la sua peggior nemica. Il suo modo di fare aggressivo e presuntuoso il più delle volte le ha creato dei problemi nella vita sentimentale; tutto ciò al contempo ha dato l’opportunità a Drew di riconsiderare personalmente l’eterna sfida dell’equilibrio tra amore e lavoro. Inutile dire che nessuna circostanza sarebbe stata più adatta di questa”.
La Lowry che ha continuato a guidare l’opera di risanamento a seguito della fuoriuscita di petrolio della Exxon Valdez poco dopo il salvataggio delle balene dell’88, è tanto motivata quanto lei nel film. Quando la Barrymore ha firmato per ottenere la parte, si è messa subito alla ricerca. Ha quindi chiesto di potersi mettere in contatto con Lowry, che all’epoca stava sostenendo la costruzione di un parco eolico al largo della costa del Maine. Le due donne si sono conosciute, ed iniziato un’assidua frequentazione, trascorrendo molte ore insieme durante l’estate, prima dell’inizio delle riprese, in cui Lowry le ha raccontato la sua esperienza durante il salvataggio delle balene, ed il suo impegno di lunga data per l’ambiente. “Cindy Lowry è una vera attivista”, commenta la Barrymore anche lei coinvolta in molte organizzazioni benefiche e sostenitrice di molte cause. “E’ divertente, vera e tenace. Volevo conoscerla meglio, e così alla fine dell’estate sapevo praticamente tutto della sua vita”.
L’ attore seguente che è entrato a far parte della produzione è stato John Krasinski, meglio conosciuto come Jim Halpert del programma televisivo di grande successo The Office. Amiel e Begler non hanno voluto che il ruolo del reporter televisivo di Barrow, Adam Carlson fosse solo quello di una persona che viveva in quella città all’epoca dell’avvenimento, bensì di colui che rappresenta l’amalgama delle notizie degli abitanti della cittadina, che mostra il lato umano della storia. Anche se la firma per la parte avrebbe significato molti viaggi tra il set della sua serie televisiva ed Anchorage, Krasinski ha ritenuto che ne valesse la pena lavorare nuovamente con Kwapis.
Il regista lo ha già diretto in Licenza di matrimonio ed in molti episodi chiave di The Office. “Ken è una persona fenomenale”, commenta Krasinski. “Ha diretto la puntata pilota del nostro programma e di altri episodi importanti, tra cui la prima volta che ho detto “Ti amo” a Pam.
Mi è stato vicino in molte occasioni sia nella mia vita di attore che umanamente durante la mia crescita professionale. Ha il raro dono non solo di essere in sintonia con il singolo, ma con tutto il film nel suo insieme” .
I filmmaker sono stati contenti di coinvolgerlo nella produzione nella veste del personaggio che scopre la storia e che si trova al centro di un triangolo amoroso. Nota Golin: “John ha una chimica incredibile con Drew, come con Kristen, per non parlare dell’ottimo rapporto con Ken. Ha preso molti aerei per noi, ma tutto è andato per il meglio”. Quando la Barrymore ha sentito che Krasinski avrebbe potuto interpretare Adam, lo ha molto sostenuto per la parte. “Mi ricordo la telefonata con Ken all’aeroporto di San Francisco”, dice. “Urlavo dicendogli che avrei fatto qualsiasi cosa pur di fare questo film con lui. Era perfetto per il ruolo: completo, divertente ed un bravo ragazzo, proprio come Adam. Anche se il film gira intorno agli aspetti ambientali e politici del salvataggio delle balene, c’è anche la nascita di un triangolo amoroso tra me, John e l’attrice che dovrebbe interpretare Jill”.
Il personaggio di Jill Jerard, giornalista della TV di Los Angeles, è immaginario, e rappresenta la sorte dei vari cronisti che sono arrivati fino a Barrow nel 1988 per poi ritrovarsi senza vestiti adatti, denutriti quasi senza vitto ed alloggio. Dopo una breve ricerca, è stata scelta l’attrice con esperienze televisive e cinematografiche Kristen Bell, per interpretare la giovane ed ambiziosa reporter che non si ferma di fronte a nulla pur di non perdere la sua grande occasione nel mondo dell’informazione. “Kristen interpreta il ruolo di una reporter simile ad un ‘pesce fuor d’acqua’, piuttosto impreparata ai rigori climatici tipici dell’Artico”, dice Kwapis. “Ma non è l’unica. La maggior parte dei giornalisti inviati a documentare il dramma delle balene intrappolate non aveva mai vissuto un clima così rigido, non ha considerato che spesso la temperatura è scesa sotto i 40-50 gradi. A tutto ciò se si aggiunge la dimensione della cittadina che dispone di pochi comfort (un solo hotel!), si possono solo immaginare le condizioni di quei reporter”.
La Bell sapeva cosa ha motivato Jill ad andare a caccia di storie di animali che i giornalisti più esperti hanno disdegnato per pigrizia o disinteresse. “Penso che Jill abbia da sempre sognato di diventare una reporter, e si impegna con infinita determinazione per combattere un mondo con un alto tasso maschile”; dice l’attrice. “Percepisce questa storia come una svolta lavorativa, la propone ai suoi capi proprio quando nessun altro giornalista si propone per partire. Ma una volta arrivata a Barrow si trova davanti una cruda realtà, il freddo glaciale, ed è sprovvista di abiti invernali. L’ambizione è un elemento che ha in comune con Adam, ed anche per questo iniziano una relazione”.
Visto che Krasinski e Bell al di fuori delle telecamere sono realmente amici, il suo casting gli ha dato un ulteriore stimolo di cameratismo sul set. “L’aver lavorato insieme è stato un valore aggiunto nel film”, dice l’attore. “Sono fortunato di potermi considerare un suo amico, anche se lei ha un’energia perfetta sul set: è ironica, gentile e scrupolosa”.
Una volta individuati gli elementi del triangolo amoroso, sono stati velocemente selezionati gli altri ruoli. Vanessa Shaw si è aggiudicata il ruolo dell’Assistente Esecutivo della Casa Bianca Kelly Meyers, futura moglie di Boyer. Dermot Mulroney è entrato a far parte della produzione per il ruolo del Comandante della Guardia Nazionale dell’Alaska Colonnello Scott Boyer; mentre l’attore cabarettista Tim Blake Nelson è stato scelto per interpretare l’Ufficiale di Stato della Fauna Selvatica Pat Lafayette. Completa il cast la veterana star televisiva e cinematografica Ted Danson, scelto per interpretare il magnate del petrolio J.W. McGraw.
I personaggi di Mulroney e della Shaw incarnano Tom Carroll e Bonnie Mersinger, il comandante della Guardia Nazionale e l’Assistente Esecutivo presidenziale che sono finiti insieme dopo una serie di telefonate durante quelle strazianti due settimane del 1988. Bonnie Mersinger Carroll è rimasta ad Anchorage, ed ha collaborato al film in veste di consulente tecnico. “Non avevo idea del fatto che Bonnie si fosse trasferita in Alaska”, ricorda la Shaws. “i produttori mi hanno chiesto se volessi incontrarla per parlare del personaggio. Io e lei abbiamo trascorso molte ore insieme, analizzando soprattutto i dettagli del tempo trascorso con Tom. La sua storia è degna di un finale Hollywoodiano, si sono sposati a Washington, DC, dopo essersi conosciuti per telefono…..come riportato nel film. Noi due ci siamo talmente avvicinate che ho indossato il cappello ed il cappotto di Bonnie nelle scene finali del film”.
Secondo Mulroney uno degli aspetti più divertenti nell’interpretare un soldato della Guardia Nazionale è stato il tempo trascorso su un elicottero e quello trascorso a contatto con i militari durante le riprese. La maggior parte delle riprese sono infatti state girate in basi militari all’interno ed intorno ad Anchorage; il team di Kwapis ha inoltre ingaggiato decine di arruolati e piloti per le comparse. “Il mio lavoro nel film è agganciare due elicotteri con una gru a questo strano mezzo chiamato Hoverbarge, (un’enorme chiatta)”, spiega Mulroney. “Il nostro contributo doveva consistere nel praticare molti fori sul ghiaccio per permettere alle balene di respirare, ma il mezzo era troppo pesante per essere sollevato e trasportato sopra chilometri di ghiaccio e neve. Parte del compito di Boyer è stato quello di accertare che l’utilizzo della chiatta in questo caso non avrebbe mai funzionato, e che sarebbe stato meglio impegnare i nostri sforzi altrove. Naturalmente sarà proprio durante questo calvario che incontrerà l’amore della sua vita”.
Mentre i personaggi di Mulroney e della Shaw rispecchiano fedelmente le vite dei due soccorritori, quelli di Nelson e Danson sono stati tratti liberamente da persone che hanno partecipato all’operazione. Nelson incarna in realtà la vita di tre persone che si occupavano di salvaguardia della fauna selvatica a Barrow nel 1988. “Ken e gli sceneggiatori hanno riassunto le loro vite in un solo personaggio”, spiega l’attore.
“Solitamente è un dipartimento seguito da tre uomini a Barrow, e nel film tutte e tre le funzioni sono coperte da una sola persona. Il suo ruolo è esattamente tra il personaggio di Drew ed i balenieri nativi dell’Alaska di cui tutela gli interessi come parte integrante del suo lavoro. Tuttavia, da biologo, si occupa dell’ecosistema della zona, e simpatizza per Greenpeace”.
E’ stato particolarmente impegnativo per Danson ricoprire il ruolo di un imprenditore antiambientalista,
quando l’attore nella vita privata è un grande sostenitore della campagna di mari puliti, e diffusione di acqua potabile in tutto il mondo. “Sono assolutamente contrario alla trivellazione in mare aperto”, dice Danson che nel 1987 ha fondato l’American Oceans Campaign, un’organizzazione che ha collaborato con i cittadini di Los Angeles per la campagna contro gli scarichi di oli di motore usati nell’Oceano Pacifico. Recentemente l’American Oceans Campaign si è unita all’Organizzazione Oceana che si occupa della salvaguardia dei mari internazionali, del quale Danson è membro del Consiglio.
Già alcuni anni prima, l’attore aveva visitato il nord Alaska durante un viaggio a Prudhoe Bay per un incontro sui pro ed i contro della trivellazione petrolifera. “Speravano di persuaderci facendoci sentire in torto riguardo la salvaguardia della fauna selvatica in tema di trivellazioni”, ricorda Danson. “Non abbiamo ceduto. Ma ciò che ne è venuto fuori è che abbiamo trovato un accordo di collaborazione, esattamente come accade nel film. E’ stato liberatorio interpretare qualcuno che la pensa al mio opposto soprattutto riguardo un tema su cui mi batto da una vita. E’ divertente interpretare un ruolo da John Wayne”.
Altri attori di supporto in Qualcosa di Straordinario sono James Le Gros che interpreta Karl Hootkin, e Rob Rigale nel ruolo di Dean Glowacki. Entrambi i personaggi si ispirano a persone realmente esistite: Greg Ferrian e suo cognato Rick, due inventori del Minnesota che hanno messo a disposizione il loro prototipo di macchinario rompighiaccio. Inoltre, Stephen Root ritrae l’immaginario governatore dell’Alaska Haskell; mentre John Michael Higgins interpreta il reporter televisivo Wes Handrick. Bruce Altman è stato scelto per il ruolo di capo di Stato Maggiore di Reagan; e Michael Gaston è Porter Beckford, un reporter completamente spaesato a causa del ghiaccio. Dimitri e Yuri del team della nave rompighiaccio sovietica sono interpretati rispettivamente da Mark Ivanir e Stefan Kapicic, mentre Shea Whigham ritrae il SAR (search and rescue) pilota elicotterista Conrad.
Nativi d’Alaska e Cast di Supporto
Una volta formato il cast di professionisti, il regista Kwapis ed i direttori del casting locale SCHILDT DEBORAH e GRACE OLRUN avevano il compito di trovare degli attori nativi d’Alaska per svolgere i ruoli della tribù principale degli Iñupiat. Hanno pianificato audizioni in tutti gli angoli del vasto stato: dalle foreste meridionali di Juneau, al Circolo Polare Artico, ed oltre. Molti dei ruoli principali spettavano a nativi d’Alaska: il capitano baleniere Roy, l’anziano di Barrow: Malik ed il suo nipotino di 11 anni Nathan, che quindi dovevano ancora essere selezionati, così come l’assegnazione per le comparse, e piccole parti.
“Uno dei motivi principali per cui ho voluto fortemente girare Qualcosa di Straordinario in Alaska, è stato proprio quello di poter selezionare la popolazione indigena per il ruolo degli Iñupiat, residenti a Barrow. Abbiamo scelto balenieri veri per coprire i ruoli dei cacciatori di balene, ed inoltre abbiamo ingaggiato molte persone che all’epoca dell’evento vivevano a Barrow. Volevo a tutti i costi rappresentare la popolazione Iñupiat e la loro cultura per come realmente è, senza essere troppo indulgente nei loro confronti né tantomeno idealizzarli”.
La maggior parte degli attori avrebbe raffigurato la tribù Iñupiat di Barrow; ma anche altre persone appartenenti alle vicine tribù Cup'ik, Aleutine e Yupik avrebbero interpretato gli Iñupiats. “Abbiamo iniziato la nostra prima tappa del casting a Barrow”, dice Schildt. “In quei giorni si stava svolgendo il Festival della Caccia alle Balene, che aveva attirato molta gente. Poi ci siamo spostati al Sud, ad Anchorage, Juneau Sitka, Homer e Fairbanks, dove si sono tenute le Olimpiadi Eschimo-Indiane del mondo. In seguito siamo tornati verso Nord a Bethel, Kotzebue e Nome. Abbiamo praticamente coperto l'intero stato."
In effetti è stata una grande sfida far interpretare a molte persone provenienti da altre tribù differenti, un’unica popolazione, quella Iñupiat, a partire dal linguaggio: ogni tribù ha ne ha uno suo. "Gli uomini che abbiamo scelto che non provenivano dalla regione Inupiat erano orgogliosi di interpretare quella tribù", spiega Olrun. "Non hanno voluto portare la loro cultura nei loro personaggi. Ma erano molto entusiasti di vedere che gli abitanti dell'Alaska sarebbero finalmente stati interpretati da gente del posto, perciò hanno studiato volentieri la lingua e le canzoni Iñupiat".
La chiave per Kwapis era trovare un trio di attori sconosciuti per interpretare i ruoli chiave di Malik, Nathan e Roy. Fortunatamente, le sessioni di casting hanno prodotto rispettivamente, i nativi d'Alaska, John Pingayak, Ahmaogak Sweeney e John Chase per interpretare le parti. Anche se nessuno dei tre era mai apparso in un film, è stato facile prepararli. "La maggior parte dei nativi dell'Alaska che abbiamo selezionato non erano attori," dice Kwapis. “Ma ognuno di loro era naturalmente portato. La cosa eccezionale è stata che in alcuni casi dei veri balenieri hanno interpretato i capitani delle baleniere, e gli anziani hanno interpretato gli anziani stessi”.
Ci sono voluti diversi mesi per affidare la parte di Malik e di Nathan, durante i quali c’era da fare una scelta tra centinaia di nuovi interpreti per entrambi i ruoli. “Abbiamo fatto una cernita fino ad arrivare ad un numero di 60 attori per ruolo”; spiega Schildt. “Ed alla fine abbiamo trovato un attore magnifico, John Pingayak proveniente dall'Alaska occidentale per il ruolo di Malik”. Pingayak non aveva mai girato un film; le sue esperienze lavorative sono state legate ad un palcoscenico per la danza principalmente, ed all’insegnamento.
Attualmente insegna nel suo paese vicino a Bethel, ed ha visto, nell’aver ottenuto la parte nel film, l'opportunità di mostrare a tutto il mondo gli usi ed i costumi del suo popolo. "Noi siamo ancora qui, siamo ancora vivi e vegeti," dice Pingayak. "Abbiamo vissuto sulla nostra terra per 10.000 anni, con le stesse tradizioni e le stesse battaglie. Vogliamo mantenere alta la nostra cultura anche in un mondo moderno e vogliamo mostrare al mondo come siamo. Questo film è stato un modo per unire tutti noi."
John Chase è l’ostinato baleniere Roy, che porta avanti la battaglia con Rachel sulle antiche pratiche della sua gente riguardo la caccia alle balene nell’Artico. Originario di Kotzebue, una piccola città molto al di sopra del circolo polare artico, Chase aveva pochissima esperienza nella recitazione. Per molti anni ha fatto il cacciatore. "L'oceano è il nostro giardino," spiega Chase. "La tundra è il nostro supermercato. Non viviamo l’urbanizzazione, quindi gli alimenti che compriamo devono essere trasportati con temperature che sfiorano anche i 48 sotto zero. Questo rende la spesa molto, molto costosa. Dobbiamo andare a caccia per poter alimentare le nostre famiglie. Salvaguardiamo l'ambiente che ha sostenuto la nostra gente per migliaia di anni."
Tra i nuovi personaggi introdotti nella storia troviamo un ragazzo nativo dell’Alaska chiamato Nathan. Con grande dispiacere del severo nonno Iñupiat", che vorrebbe che il ragazzo rimanesse legato alle proprie radici, l’undicenne si lega molto alla figura di Adam e cresce ossessionato dalla cultura Occidentale. “Abbiamo pensato che Nathan avrebbe aiutato a rendere Adam più umano, ed allo stesso tempo avrebbe permesso alla nostra storia di accedere ad un pubblico più giovane”, spiega Golin. “La figura di Nathan dà un tono generoso ed umano alla sceneggiatura”. Trovare un ragazzo che incarnasse la parte di Nathan ha rappresentato una grande sfida per i direttori del casting. Dopo decine di finalisti, un candidato all’ultimo momento, Ahmaogak Sweeney, ha fatto il provino.
"Ero in vacanza con la mia famiglia in Spagna durante l'estate," spiega Sweeney, a cui scorre sangue dell’Alaska dalla parte della madre. "Dopo di che, sono andato in un campus in Colorado per un mese. Sono solo stato fortunato che non avevano ancora assegnato la parte quando sono tornato. Mia mamma ha ricevuto una e-mail dove ci veniva chiesto di fare un provino, e questo mi ha messo un po’ di agitazione per qualche giorno. Poi mio padre un giorno è venuto a prendermi a scuola e mi ha detto che avevo avuto la parte!".
La scelta di Sweeney, è stato l'ultimo pezzo del puzzle per i filmmaker. "Quando abbiamo visto il provino di Ahmaogak sul nastro, il modo in cui ha cantato ed ha scherzato, sapevamo di aver trovato il ragazzo giusto per la parte," dice Sugar. "Sa recitare come la storia, sulla quale ha fondato la sua performance. Ma è un vero ragazzo dell’Alaska tanto che, alla fine, era più entusiasta di andare a caccia di caribù piuttosto che girare il nostro film".
Poiché molte persone che hanno vissuto gli eventi del 1998 erano presenti, i filmmaker grazie ai loro ricordi hanno potuto perfezionare la loro sceneggiatura. Un extra è il ruolo della giornalista JULIE HASQUET, la prima ad aver fatto un collegamento dal campo ghiacciato di Barrow nel 1998. L’inventore della macchina decongelante Greg Ferrian ha fatto un sopralluogo sul set, come Bill Hess, uno dei primi fotografi che ha inviato le immagini delle balene in tutto il mondo. Lo stesso Tom Rose, autore del materiale di origine della sceneggiatura, è rimasto colpito di fronte alla riproduzione scenica di Barrow.
Mulroney ha incontrato i membri della Guardia Nazionale dell’Alaska che avevano conosciuto il suo omologo nella vita reale, mentre l’attuale sindaco di North Slope Borough, Edward Itta, che era presente durante gli avvenimenti del 1988, ha visitato il set.
I Cirripadi e gli altri: Immaginando le Balene
Forse la sfida più grande da affrontare per Qualcosa di Straordinario è stata affrontare migliaia di chilometri in Nuova Zelanda durante la pre-produzione. All’interno dei laboratori di Glasshammer Visual Effects ad Auckland, sono stati progettati e costruiti tre importanti protagonisti. La richiesta alla Glasshammer è stata quella di creare meticolosamente tre burattini di balene grigie della California che gli sceneggiatori hanno ribattezzato come Fred, Wilma e Bamm-Bamm. Ai maghi degli effetti speciali in Nuova Zelanda JUSTIN BUCKINGHAM e MIKE LATHAM fu assegnato il compito di realizzare l’illusione centrale del film: fare in modo che le balene grigie della California sembrassero il più reale possibile sullo schermo. La società di Buckingham, Glasshammer, aveva già creato le balene nel 2002 per il blockbuster La ragazza delle balene, lavoro che ha catturato l'attenzione dei cineasti.
“La mia società ha realizzato le balene grigie”; dice Buckingam, “E Mike si è occupato dell’animatronica, della robotica e dell’idraulica”. L’ordine per la realizzazione l’ho ricevuto telefonicamente, e la cosa mi ha da subito molto entusiasmato”. E’ stato soprattutto Kwapis ad avere bene in mente l’idea più realistica della balena. “Avevamo bisogno che le balene sembrassero più vere possibile” dice il regista, “ed ho voluto fornire agli attori qualcosa di tangibile con il quale interagire. Abbiamo studiato ed analizzato vari filmati di repertorio di balene intrappolate per capire come hanno reagito. Non abbiamo voluto peccare di antropomorfismo, ma le abbiamo volute caratterizzare ognuna, così durante il film lo spettatore può distinguerle come i personaggi stessi. Le balene grigie al tatto sono ruvide a tratti nodulose: caratteristica che le rende ancora più particolari”.
Un requisito fondamentale è stato l’allestimento di una piscina all’interno della quale le balene potessero muoversi liberamente, tutto in maniera credibile. “Abbiamo allestito un campo di ghiaccio sul set, completo di un serbatoio d’acqua sotterranea per le balene animate” aggiunge Kwapis. “Le balene animatroniche erano in grado si salire in superficie in ogni angolo della piscina, e in qualsiasi ordine. Sono frutto di vera prodezza ingengeristica, ed hanno funzionato alla perfezione”.
Le balene avevano un aspetto praticamente identico a quelle del 1988, complete di lepadi, cicatrici ed altro ancora. Buckingham conferma: “Abbiamo visionato tante notizie e filmati dell’evento, nonché analizzato l’aspetto ed i movimenti delle creature. Una volta approfondita la parte teorica, siamo passati alla pratica, la realizzazione delle balene”.
Per due delle balene, Buckingham e Latham hanno concepito una piattaforma mobile sottomarina che permetteva il movimento indipendente delle balene in modo intercambiabile. Le parti idrauliche sono state collegate ad una vicina piattaforma, non visibile nelle riprese. Burkingham ha realizzato l’estetica delle balene, mentre Latham si è occupato della creazione della parte elettrica interna. “La parte più difficile è stata la realizzazione di apparecchiature che non si congelassero, o che non si compromettessero per la lunga permanenza giornaliera in acqua”, dice Buckingham, “Per questo ho dovuto impiegare materiali che avrebbero resistito per l’intera durata delle riprese”.
L’assemblaggio di tutto il materiale è durato 4 mesi, ed è culminato con la navigazione nell’Oceano Pacifico, dalla Nuova Zelanda ad Anchorage. “Dopo averli testati in Nuova Zelanda, abbiamo imballato le tre balene in containers e le abbiamo spedite in Alaska” dice Latham. “Abbiamo solo sperato che arrivassero integre, e così è andata. una volta lì, abbiamo preparato il set facendo i buchi per le balene sul ghiaccio, e posizionato le nostre attrezzature in acqua per la prima volta. Devo dire che quando le balene hanno fatto la loro apparizione erano davvero splendide”.
John Pingayak, nativo d’Alaska nonché baleniere da una vita, ha subito preso confidenza con i pupazzi delle balene, agevolando la sua interpretazione. “Quando ho visto quelle balene” dice Pingayak, "mi sentivo a mio agio per la prima volta davanti alla macchina da ripresa. Fred, Wilma e Bamm-Bamm erano incredibilmente realistici".
Vedere per la prima volta le balene in azione ha emozionato anche il resto del cast e la troupe, molti dei quali non si aspettavano una tale somiglianza alla realtà. Conferma Krasinski: “La prima volta che ho visto le balene sono rimasto molto colpito. Sono state create davvero bene; sono come delle opere d’arte. Rappresentano il cuore e l’anima del film”.
“L’unica volta che ho avuto un’esperienza analoga, è stata per E.T. L'extraterrestre”, aggiunge la Barrymore. “Potevo lavorare con qualcosa di tangibile, qualcosa che sembrava reale, qualcosa con cui ho avuto chimica ed un’interazione insostituibile. Ti trovi sul ghiaccio, tocchi queste balene e non c’è nulla che ti possa far pensare che siano false, ero così emozionata perché erano veramente meravigliose”.
Giunto il momento di girare la scena in cui lei nuota con le balene, la Barrymore ha indossato una muta e si è immersa. Durante una giornata piovosa, ha girato una scena immersa in una vasca presso l’Alaska SeaLife Center, vicino Steward. “Non mi rendevo conto di quanto l’acqua sarebbe stata fredda”, ricorda l’attrice. “Quando ti immergi nell’acqua a -40°, malgrado indossassi una muta, ho avuto la sensazione che dei coltelli mi colpissero la testa, come se mi si congelasse il cervello. Ma volevo che Ken cogliesse comunque quel momento, era importante per il film. C’è un’energia diversa quando la scena è reale”.
Ricostruire il 1988: Luoghi e Design
Dopo aver posizionato le balene, con il tempo favorevole, ad Anchorage si decise di iniziare a costruire il set. La prima parte dei lavori si è svolta in luoghi piccoli, come appartamenti o uffici per dar modo alla produzione di completare la spianata di ghiaccio di Barrow che diventerà poi la location definitiva, ed in cui sarà ben accetto il clima freddo e nevoso.
Le Riprese in Alaska
Kwapis ha voluto fortemente che le riprese del film avvenissero in Alaska, uno stato poco scelto come location per film importanti. Con i suoi incentivi economici e le agevolazioni territoriali, poteva competere finanziariamente con i più importanti centri di produzione, come tutti i territori del Canada ed il Pacifico del nord ovest. “Qualcosa di Straordinario” è probabilmente la più grande produzione cinematografica girata interamente in Alaska” afferma Kwapis. “In vari fasi di realizzazione ci siamo tutti resi conto di varcare territori inesplorati. Un regista di solito sceglie un luogo per l’estetica. Ho insistito per girare in Alaska per un altro motivo: la gente. E’ stato insolito convincere la Universal riguardo la nostra richiesta di andare in Alaska e scegliere le comparse più idonee, ma d’altronde era un fattore determinante per la credibilità del film. I volti che appaiono sullo schermo devono essere quelli giusti. Non è possibile trovare la gente Inuit dell'Alaska da nessun’altra parte se non in Alaska, ed i loro volti sono tra le immagini più belle del film".
La visione del regista è stata condivisa dal team di produzione, che ha sostenuto la sua decisione di eseguire le riprese nella vivace città di Anchorage. Aggiunge Sugar: “Cosa ci si guadagna dalle riprese in Alaska piuttosto che all’interno di uno studio cinematografico, è la sensazione di essere in un altro mondo. Ken giustamente ha optato per l’Alaska, in particolare per la città di Anchorage, che si è rivelata essere una partner meravigliosa per noi”.
Qualsiasi produzione mira ad essere fedele alla realtà, ma girare a Barrow, cioè a un centinaio di miglia a nord di Anchorage, era impossibile. Anchorage, invece è una moderna città di 300.000 abitanti, situata sulla costa centro-meridionale dell'Alaska, si trova nella cosiddetta "banana belt" per le sue temperature relativamente miti. Spiega Kwapis: "La città di Barrow non poteva ospitare un gran numero di persone della troupe, perciò non è mai stata presa in considerazione. Ed inoltre è terribilmente fredda. Anchorage rappresentava la scelta migliore".
In primo luogo bisognava trovare un punto adatto per costruire il set di Barrow ad Anchorage, città circondata da catene montuose. Purtroppo non c'erano molte alternative, in quanto sono pochissimi i luoghi ove si può guardare verso l’orizzonte senza scorgere le montagne. Dopo un paio di sopralluoghi che si sono poi rivelati inaccessibili o inadatti per posizionare le attrezzature, la squadra si stabilì in una zona adiacente al centro di Anchorage vicino a delle zone fangose. Questa posizione ha dato loro un orizzonte piuttosto libero dove procedere. Quel terreno, vicino alla ferrovia ai piedi di un pendio nei pressi del porto di Anchorage, ha fornito non solo lo spazio per allestire il campo di ghiaccio di Barrow e porzioni della stessa città, ma anche una zona deposito per le attrezzature.
“Avevamo bisogno di una visuale aperta sull’acqua, un luogo che avesse una chiara linea dell’orizzonte”, dice lo scenografo Nelson Coates. “Avevamo anche bisogno di spazio sufficiente per scavare i buchi per far respirare le balene che, per motivi di sicurezza, dovevano essere più grandi della sagoma”.
Quando la troupe ha iniziato gli scavi, Coates e la sua squadra hanno trovato qualcosa di inaspettato: i detriti del terremoto che nel 1964 aveva devastato la città di Anchorage. “A quanto pare la città aveva utilizzato la zona per lo stoccaggio con i bulldozer dei resti del disastro del 1964”, dice lo scenografo. “Abbiamo rinvenuto cose come materassi, serbatoi di benzina, binari e legname; dovevamo fare molta attenzione a dove si scavava”.
Set supplementari e sostegno locale
Un’altra impresa per Kwapis, Coates e la sua squadra è stata quella di trovare le attrezzature per ricreare i set giornalistici – non solo l’attrezzatura degli inviati, ma anche per arredare i set che riproducevano le sedi di Los Angeles, New York, Anchorage e Barrow. “Abbiamo dovuto trovare vecchi registratori, audio mixer e macchine da scrivere IBM Selectric”, ricorda Coates. "Abbiamo occupato un piano vuoto in un’edificio di una banca di Anchorage ed allestito il set della NBC Nightly News del Rockefeller Center di New York, con tutti i suoi loghi d'epoca, console e telecamere. Anche gli ascensori sono stati ricreati."
Poiché Anchorage non aveva un sound stage, alcuni spazi del magazzino sono stati adibiti a piccoli set che riproducevano la sala conferenza della Casa Bianca, le sedi giornalistiche di Los Angeles, gli interni del rompighiaccio sovietico, l’appartamento di Adam ed altro ancora.
Fortunatamente, l’accesso alla base della Guardia Nazionale locale ha permesso alla produzione l’uso degli hangar e degli hardware, compreso dei rari elicotteri d'epoca.
"Avevamo bisogno di un elicottero insolito chiamato Skycrane," spiega Coates. "Lo Skycrane faceva parte dell'arsenale della Guardia Nazionale dell'Alaska che non utilizzavano più. Per fortuna, ne abbiamo trovato uno che è stato utilizzato nel 1988 per il salvataggio che era stato inviato alla rottamazione. Abbiamo ridipinto il telaio e girato in modo che sembrava che volasse ancora".
Durante le riprese è nato un profondo cameratismo tra la troupe, il cast e gli abitanti dell'Alaska che come comparse hanno passato molto tempo sul set. Parecchi abiti invernali che hanno indossato nel film sono stati portati da casa oppure realmente cuciti insieme ai nativi dell'Alaska, con grande sorpresa della costumista Shay Cunliffe.
“Dopo aver incontrato gli abitanti dell’Alaska, ne ho reclutato alcuni come sarti”, aggiunge la Cunliffe. “Hanno cucito i costumi dell’intera squadra di cacciatori di balene per me. Ho comprato molte pellicce e li ho osservati mentre confezionavano i costumi utilizzando ogni brandello di pelliccia e di pelle. Non sprecano nulla secondo la loro cultura. Mi hanno insegnato ad usare la pelliccia della volverina perché non trattiene l'umidità, ed inoltre che molti dei loro capi invernali sono tramandati di generazione in generazione. La gente continuava a portarci cose meravigliose da casa". Il cast e la troupe sono stati anche intrattenuti durante un pranzo organizzato dal direttore del casting delle comparse Grace Olun, con uno spettacolo di danza e musica di gente locale, in lingua originale.
Verso il Mare - Gli effetti speciali ed effetti visivi
Riprodurre la cittadina di Barrow ad Anchorage e ricostruire la scena delle balene intrappolate ha richiesto al team di Kwapis una grande quantità di magia visiva. Ci sono voluti un esercito di abili artisti per gli effetti speciali e gli effetti visivi per perfezionare l’aspetto del risultato finale.
Effetti speciali del Circolo Polare Artico
Il coordinatore per gli effetti speciali JOHN CAZIN ha contribuito a supervisionare la costruzione della cavità in cui sarebbero poi stati creati i fori di respirazione per le balene. Essendo vicine alla costa, bisognava creare una base solida, mentre l’acqua doveva essere pompata fuori dal terreno. “E’ stato un lavoro difficile per la squadra”, dice Cazin. “Abbiamo dovuto pompare fuori tutte le acque sotterranee, calare i serbatoi, cementare le pareti ed allestire un sistema di filtraggio per mantenere l’acqua pulita. Ciò che necessitava di mesi di preparazione l’abbiamo fatto in poche settimane. Era sostanzialmente una piscina di oltre 600000 litri”.
Intorno al foro per la respirazione c’era lo strato di ghiaccio stesso, coperto da uno strato sottile e permanente di ghiaccio che doveva essere spesso reintegrato a causa delle temperature più miti autunnali di Anchorage. “La temperatura media ad Anchorage nel mese di ottobre è di 37 gradi”, dice Coates. “Ciò significava che non potevamo mantenere il ghiaccio voluto. Perciò abbiamo usato vari materiali per creare un aspetto permanente ghiacciato. Abbiamo utilizzato come base una plastica bianca come quella che si usa per i campi di calcio, poi l’abbiamo ricoperta con sale marino, pezzi di carta e ghiaccio sminuzzato. Il fatto di aver girato le scene per alcuni mesi, ci ha dato la possibilità di mantenere un aspetto bianco che ha retto per tutta la durata della produzione”.
Il reparto degli effetti speciali di Cazin si è anche occupato della produzione continua del ghiaccio e della neve durante le riprese. Ogni giorno la squadra con un camion gigantesco per l’innevamento ha triturato grandi quantità di blocchi di ghiaccio e sparsi uniformemente sul set di ghiaccio con un tubo. “Abbiamo effettivamente avuto problemi a trovare un blocco di ghiaccio ad Anchorage”, dice ridendo il supervisore SFX. "Così ci siamo dovuti rivolgere a Fairbanks, fino a quando i nostri fornitori di Anchorage hanno riorganizzato i propri impianti di produzione di ghiaccio per ottenerne un blocco. E’ stato così strano dover fare la neve in Alaska!”
Siccome le balene durante il movimento necessitano di vari fori per la respirazione in superficie in mare aperto, un solo buco sarebbe stato necessario per tenerle in vita. La squadra ha optato per una soluzione: “Decidemmo di fare dei coperchi di diverse dimensioni per il foro” dice Coates. “In questo modo abbiamo usato lo stesso foro per tutte le scene della balena, utilizzando solo le piccole aperture. Poiché il campo di ghiaccio è rimasto lo stesso, ha avuto un senso e ci ha salvato da un sacco di ulteriori costruzioni e da angolazioni della telecamera da mal di testa”.
Effetti Visivi di Barrow, Alaska
Fare delle riprese su un campo ghiacciato necessita di un orizzonte privo di ostruzioni. Dal momento che solo circa il 50 per cento della superficie per le riprese ha avuto una chiara linea dell'orizzonte, sono stati posizionati dei teloni bianchi e degli schermi verdi durante tutta la produzione, per dar vita in un secondo momento alle immagini digitali. Questo ha dato l'aspetto della tundra infinita ed ha dato alle telecamere di John Bailey maggiore versatilità di movimento. Siccome Barrow ha una linea dell’orizzonte di 50 miglia, il supervisore degli effetti visivi John Heller ha avuto la necessità di usare degli sfondi girati altrove da inserire all’interno del film. "Abbiamo utilizzato la stessa videocamera e fatto delle riprese in posti simili a Barrow che potrebbero corrispondere", spiega Heller. "Abbiamo usato dei colori sbiaditi come base e poi ho delineato delle immagini che riproducono la tundra e l’oceano ghiacciato di Barrow." Questa tecnica è stata utile anche per riprodurre la città di Barrow. Coates ha costruito solo pochi edifici e facciate, tra cui un ristorante ed un hotel, che può essere ripreso in molte angolature al fine di creare l’illusione di una città molto più grande. "Abbiamo deciso di ricreare un blocco e mezzo di Agvik Street al centro di Barrow all’epoca del 1988”, dice Coates.
“C’è una facciata del World Hotel esattamente come appariva, con le sue 42 camere. Accanto abbiamo ricostruito il ristorante messicano Amigo’s, al posto dell’originale Pepe’s di Barrow. Le abbiamo riprodotte sia nei colori che nello stile. Molti degli edifici di Barrow erano dei prefabbricati, portati in città dalle chiatte, perché non esiste alcun legname lì. Inoltre non si costruisce bene nella tundra, perciò molte costruzioni di Barrow sono modulari. Abbiamo costruito l’intero set da un’angolazione che ci permetteva facilmente le riprese degli edifici e sullo sfondo una linea infinita dell’orizzonte. E tutto questo ai piedi di una collina a soli due minuti dal centro di Anchorage”.
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