Regista: Fabrizio Ferraro
Titolo originale: Quattro notti di uno straniero
Durata: 90'
Genere: Drammatico
Nazione: Italia
Lingua originale: francese con sottotitoli in italiano o in inglese
Rapporto:
Anno: 2013
Uscita prevista: 14 Febbraio 2013 (cinema)
Attori: Marco Teti, Caterina Gueli Rojo
Trama, Giudizi ed Opinioni per Quattro notti di uno straniero (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Titolo originale: Quattro notti di uno straniero
Durata: 90'
Genere: Drammatico
Nazione: Italia
Lingua originale: francese con sottotitoli in italiano o in inglese
Rapporto:
Anno: 2013
Uscita prevista: 14 Febbraio 2013 (cinema)
Attori: Marco Teti, Caterina Gueli Rojo
Trama, Giudizi ed Opinioni per Quattro notti di uno straniero (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Fotografia: Fabrizio Ferraro
Montaggio: Fabrizio Ferraro
Produzione: Boudu, Passepartout,
Distribuzione: Boudu
Montaggio: Fabrizio Ferraro
Produzione: Boudu, Passepartout,
Distribuzione: Boudu
La recensione di Dr. Film. di Quattro notti di uno straniero
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Colonna sonora / Soundtrack di Quattro notti di uno straniero
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Informazioni e curiosità su Quattro notti di uno straniero
Dopo Penultimo paesaggio, questo film è il capitolo conclusivo del dittico sul contatto di Fabrizio Ferraro.Testo Ispirato da “Notti bianche” di F. Dostoevskij.
Cartelli tratti da alcuni versi di Georg Trakl.
LE NOTTI BIANCHE di Fëdor Dostoevskij
Nella Russia del nord, compresa la città di San Pietroburgo, accade che in un periodo specifico dell’anno, chiamato notti bianche, il sole tramonta dopo le 22. Le notti bianche è un romanzo d’amore e abbandono in cui Dostoevskij, facendo parlare in prima persona il protagonista, descrive le strade di San Pietroburgo, i suoi palazzi, i suoi ponti, e come la
città cambia a seconda delle stagioni.
Il protagonista, un impiegato, è un uomo solo, un sognatore che trascorre le sue notti insonni passeggiando sulle sponde del fiume di San Pietroburgo.
E’ proprio durante una di queste sue lunghe camminate che ha un incontro particolare, un incontro con una donna che cambierà le sue notti, ma anche tutta la sua vita….
Il romanzo fu pubblicato per la prima volta nel 1848.
AGLI AMMUTOLITI
Oh la follia della grande città, quando la sera
su nero muro irrigidiscono alberi contorti,
da argentea maschera lo spirito del Maligno guarda;
la luce con magnetica sferza discaccia la notte petrosa.
Oh, il sommesso rintocco delle campane serali. […]
Georg Trakl
AGLI AMMUTOLITI
Oh la follia della grande città, quando la sera
su nero muro irrigidiscono alberi contorti,
da argentea maschera lo spirito del Maligno guarda;
la luce con magnetica sferza discaccia la notte petrosa.
Oh, il sommesso rintocco delle campane serali. […]
Georg Trakl
NOTA DI REGIA
“Stessa spiaggia, stesso mare” suonava così una famosa canzone italiana degli anni ‘60 sull’orlo, più che urlo euforico, di un precipizio tenuto distante, ma mai così facile da raggiungere. Strade sempre più larghe, velocità abissali, carreggiate a più corsie. È come dire che la storia è sempre la stessa: un uomo, una donna, un mondo che si autolimita, autopunisce, che rinuncia alle sue potenziali ma anche insostenibili bellezze. Questo vale per la nostra vita consumata come anche per il cinema, con le sue immagini sempre più definite, ma in cui c’è sempre meno da guardare, tanto da non riuscire più a proiettare visioni fuori dallo schermo.
Dopo Penultimo paesaggio ecco il secondo film di quello che mi viene da definire come una sorta di dittico sul e nel contatto non ancora avvenuto, da avverarsi. Buona visione.
Fabrizio Ferraro
NOTA DEL PRODUTTORE
Quatre nuits d’un étranger è l’ultimo film realizzato da Fabrizio Ferraro, ancora una volta a Parigi, ancora una volta distribuito da Boudu che vuole rimanere al fianco di Ferraro e al fianco di due amanti, presi in una Parigi allucinante di bianchi e di neri. È la seconda parte di un dittico che gira, anzi, naviga intorno all’im-possibile bisogno di contatto. Con l’altro, l’altra, la città, il mondo. Quatre Nuits è “l’altro” di Penultimo Paesaggio, il precedente film del 2011. Il protagonista di Penultimo Paesaggio, spalle alla platea e in faccia al mondo, inveiva contro la condizione quasi irrimediabile di una società che, pigramente, muoveva verso il nulla. Ora, quello stesso protagonista sta guardando i due amanti che si rincorrono, accecati da luci abbaglianti e da una Senna senza fondo.
Un secondo film necessario da produrre, non solo perché già annunciato nella coda del primo, ma anche perché dovevamo vedere, sperare che quell’invettiva colpisse il segno.
Ora questi altri due, silenziosi, guardano guardati.
Impossibile la sottrazione.
Si fondono: monumenti nel monumentale napoleonico.
Si guardano finalmente e noi li guardiamo e la città li guarda e l’acqua li guarda e i turisti li guardano.
Guardano guardati.
Un dittico necessario che non dà sentenze anche quando sputa la rabbia di rabbia. Non c’è soluzione di continuità tra gli sguardi e la città e rimaniamo attoniti, rimangono attoniti.
Infiniti, in una città sfinita.
Scendiamo in piazza, non scendiamo in piazza, rise up Europe. Tu rise up e lei rise up.
Marcello Fagiani
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