Regista: Brad Anderson
Titolo originale: Vanishing on 7th Street
Durata: 90'
Genere: Thriller
Nazione: U.S.A.
Rapporto:
Anno: 2010
Uscita prevista: 29 Luglio 2011 (cinema)
Attori: Hayden Christensen, John Leguizamo, Thandie Newton, Jacob Latimore, Taylor Groothuis, Jordan Trovillion, Arthur Cartwright, Neal Huff, Larry Fessenden
Sceneggiatura: Anthony Jaswinski
Trama, Giudizi ed Opinioni per Vanishing on 7th Street (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Titolo originale: Vanishing on 7th Street
Durata: 90'
Genere: Thriller
Nazione: U.S.A.
Rapporto:
Anno: 2010
Uscita prevista: 29 Luglio 2011 (cinema)
Attori: Hayden Christensen, John Leguizamo, Thandie Newton, Jacob Latimore, Taylor Groothuis, Jordan Trovillion, Arthur Cartwright, Neal Huff, Larry Fessenden
Sceneggiatura: Anthony Jaswinski
Trama, Giudizi ed Opinioni per Vanishing on 7th Street (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Fotografia: Uta Briesewitz
Montaggio: Jeffrey Wolf
Musiche: Lucas Vidal
Scenografia: Stephen Beatrice,Selina van den Brink
Costumi: Danielle Hollowell
Produttore: Tove Christensen,Norton Herrick,Celine Rattray
Produttore esecutivo: Elayne Herrick,Michael Herrick,Pamela Hirsch,Ken Hirsh,Lawrence Mattis,Kelly McCormick,Nick Quested
Produzione: Herrick Entertainment, Mandalay Vision
Distribuzione: One Movie
Montaggio: Jeffrey Wolf
Musiche: Lucas Vidal
Scenografia: Stephen Beatrice,Selina van den Brink
Costumi: Danielle Hollowell
Produttore: Tove Christensen,Norton Herrick,Celine Rattray
Produttore esecutivo: Elayne Herrick,Michael Herrick,Pamela Hirsch,Ken Hirsh,Lawrence Mattis,Kelly McCormick,Nick Quested
Produzione: Herrick Entertainment, Mandalay Vision
Distribuzione: One Movie
La recensione di Dr. Film. di Vanishing on 7th Street
Originale e curioso. Ve lo consiglio.
LEGGI e SCRIVI opinioni e recensioni su Vanishing on 7th Street
Opinioni e recensioni su Vanishing on 7th Street, clic qui...
Colonna sonora / Soundtrack di Vanishing on 7th Street
Potrebbe essere disponibile sotto, nei dati aggiuntivi (clic qui).
Voci / Doppiatori italiani:
Marco Vivio: Luke Ryder
Sabrina Duranti: Rosemary
Riccardo Scarafoni: Paul
Leonardo Caneva: James Leary
Informazioni e curiosità su Vanishing on 7th Street
selezione ufficiale Torino Film Festival 2010Note dalla produzione:
Vanishing on 7th Street indaga una delle ansie primordiali dell'umanità: la paura del buio. Per i quattro sopravvissuti questa paura istintiva diventa qualcosa di molto più pericoloso, trasformandosi in un incubo che minaccia la stessa esistenza della specie umana.
Secondo il regista, Bard Anderson, “non è l'oscurità in sé a essere spaventosa, lo è quello che vi si nasconde. Quando qualcosa è avvolto nell'ombra, non possiamo descriverlo, non possiamo indicarlo, non possiamo comprenderlo. E ciò che non possiamo vedere diventa ciò che temiamo di più. È un qualcosa che risale ai tempi in cui orsi delle caverne e tigri dai denti a sciabola aspettavano nel buio per assalirci. Probabilmente è qualcosa che abbiamo inscritto nel dna”.
Nel creare la visione post-apocalittica di una città deserta, lo sceneggiatore Anthony Jaswinski ha immaginato delle presenze sinistre che si muovano nelle ombre: “Ho sempre voluto scrivere un horror ambientato in un luogo chiuso, come un bar, e cercavo di immaginare come farlo senza un mostro. Essenzialmente, proprio l'idea di questa assenza è diventata il mostro”.
La sceneggiatura di Jaswinski ha catturato l'attenzione della produttrice Celine Rattray, presidente di Mandalay Vision, la neonata divisione per produzioni indipendenti di Mandalay Entertainment Group: “Era intrigante e intelligente”, spiega. “La storia è un mix di elementi thriller molto commerciali, che possono appassionare un vasto pubblico, e di alcuni aspetti esistenziali più profondi”. La potenza e l'originalità della sceneggiatura hanno impressionato anche il produttore e finanziatore Norton Herrick, a capo di Herick Entertainment: “Era uno script favoloso”, dice. “E il film è ancora meglio. È raro che il mio team sia d'accordo all'unanimità su qualcosa, ma tutti hanno amato questa sceneggiatura”.
Celine Rattray ha contattato Brad Anderson perché le erano piaciuti i suoi precedenti thriller, inclusi L'uomo senza sonno, Session 9 e Transiberiana: “Brad era in cima nel nostro breve elenco di registi”, spiega. “Ha sempre fatto film incredibilmente coinvolgenti, che hanno anche a che fare con tematiche più ampie”. Per puro caso, Anderson e Jaswinski si conoscevano da diversi anni, e avevano spesso ipotizzato di lavorare insieme. “È stata una collaborazione meravigliosa fin dall'inizio”, dice il regista. “Sono subito riuscito a entrare in sintonia con i personaggi e la storia”. La comprensione innata delle intenzioni della sceneggiatura lo hanno reso il regista ideale agli occhi di Jaswinski: “Ha capito il tono del film immediatamente. È un film di tensione, non un horror sanguinario. La paura non viene da un pugno di salti sulla sedia. L'idea stessa alla base del film fa rizzare i capelli. Quando gli spettatori usciranno dalla sala, si sentiranno a disagio almeno per un po' di tempo”.
L'indubbia qualità della scrittura di Jaswinski è stata uno dei fattori determinanti nella scelta di Anderson: “Adoro il modo che Tony ha di scrivere”, dice. “È diretto, molto austero. Le sue descrizioni sono eccezionali, e i suoi dialoghi veramente buoni. C'era qualcosa di particolarmente intelligente in questa storia. Le premesse sono classiche: i personaggi sono imprigionati in un posto e fanno di tutto per contrastare le avversità. Ma mi è piaciuta l'idea di mettere i protagonisti in una situazione in cui loro stessi non sono sicuri di quanto gli sta succedendo intorno. Dà un reale senso di tensione, la paura sgorga dall'ignoto”. Anderson si considera un regista con un piede nel mondo dei film di genere e l'altro in quello più intellettuale dei film indipendenti. Questo script ha fatto presa sulla volontà di fondere i due universi. “Mi è sembrato che avesse enormi potenzialità commerciali, ma è anche molto intelligente e intrigante per il pubblico”, spiega. “È un thriller molto dark, ma è anche incentrato su come si comportano le persone in circostanze inaspettate, che siano sovrannaturali o quotidiane”.
L'attrice Thandie Newton ritiene che sia il background accademico di Anderson a dargli una prospettiva inusuale: “Io e Brad abbiamo entrambi studiato antropologia all'università. Si avvicina al lavoro come se stesse facendo ricerca sul campo, o come si tratti di etnografia. È affascinato dalle dinamiche relazionali tra i protagonisti”. In effetti, Anderson ha iniziato la sua carriera facendo film etnografici: “Le altre culture e rituali diversi dai nostri mi hanno sempre affascinato”, spiega. “Fare film che documentavano i comportamenti culturali si è in qualche modo evoluto in fare film narrativi. Credo che il mio passato mi abbia aiutato nell'imparare come parlare e ascoltare gli attori, per aiutarli a costruire le loro parti. Forse mi ha dato qualche suggerimento sui comportamenti umani”.
L'idea del soggetto ha continuato a evolversi per quasi un anno, mentre Anderson collaborava con Jaswinski per mettere a punto la sceneggiatura. “Abbiamo passato una serie di stadi”, dice il regista. “Alcuni nostri timori erano di tipo pratico, ad esempio come raggiungere l'effetto desiderato con il tempo e il budget limitati a disposizione. Altri di tipo creativo. Ci sono state molte discussioni su cosa effettivamente stesse succedendo all'interno del mondo raccontato nel film”. Prosegue: “Volevamo ricreare una descrizione realistica di come potrebbe essere la fine del mondo, ma volevamo anche che gli spettatori si ponessero delle domande. Si tratta dell'Estasi? È l'Apocalisse o c'è una spiegazione scientifica a quello che sta succedendo? Abbiamo sempre cercato di mantenere un'ambiguità di fondo per offrire allo spettatore un'esperienza cinematografica soddisfacente”.
Il film finito contiene sia balzi sulla sedia che idee in grado di scompaginare le certezze degli spettatori. “Per prima cosa spero si divertano”, dice Rattray. “Vorrei lo trovassero divertente e avvincente, ma spero anche che le riflessioni del film li accompagnino fin fuori dalla sala. È qualcosa di più profondo del film di genere medio. E non è solo fantasia. La storia riprende elementi da avvenimenti reali, come la scomparsa di tutti gli abitanti della colonia di Roanoke, in Virginia, nel 1590. Non esiste ancora una spiegazione di quanto è successo”. Il produttore Norton Herrick aggiunge: “È qualcosa di assolutamente inedito. È stato magnifico vederlo venire alla luce. Il film completo è eccitante, avvincente e spaventoso. Gli spettatori avranno di che pensare una volta lasciata la sala”.
Secondo Anderson ciascuno spettatore ricaverà un'esperienza diversa dalla visione: “La storia segue le esperienze dei quattro protagonisti. Gli spettatori si ritrovano a vivere nei panni di queste persone per la durata del film. Quando le luci si riaccenderanno, gli spettatori potranno discutere su quale sia la realtà, ma mentre stanno guardando il film, voglio che sperimentino le stesse sensazioni che proviamo tutti quando il buio si avvicina e la luce vacilla. È la stessa sensazione che si prova quando dobbiamo attraversare una stanza immersa nell'oscurità prima di poter accendere la luce, una sensazione di terrore primordiale”.
LA SCELTA DEI SOPRAVVISSUTI
Quando è venuto il momento di scegliere i quattro personaggi principali di Vanishing on 7th Street, Brad Anderson ha tenuto in mente tre fattori critici: “Il film è essenzialmente una storia corale. La scelta doveva bilanciare i quattro attori che avremmo selezionato. Cercare di prevedere l'alchimia delle relazioni è un po' come provare a far mettere insieme due persone. Non si può mai essere certi della reazione che le persone avranno quando si incontrano, davanti e oltre la macchina da presa. Inoltre”, prosegue il regista, “volevamo che il cast riflettesse la realtà di Detroit in tutta la sua diversità. Infine, è un piccolo film e sapevamo sarebbe stato un lavoro fatto per amore. Trovare attori coinvolti dalla sceneggiatura era fondamentale”.
Anderson aveva una lista di persone con cui gli sarebbe piaciuto lavorare, e Hayden Christensen era proprio in cima. “Mi piace come lavora e mi sembrava una buona scelta per il personaggio di Luke”, dice il regista. “Mi ha detto che voleva fare un film non interamente basato sui dialoghi, ma neanche di sola azione. Nel nostro film, interpreta un uomo che deve sfruttare la propria intelligenza per sopravvivere in una situazione terrificante”. Secondo la produttrice Rattray, l'attitudine da eroe-di-tutti-i-giorni di Christensen è perfetta per il ruolo: “Luke deve accettare tutto quello che gli succede intorno, quindi deve reagire e diventare il leader del gruppo”.
Per l'attore, salito alla ribalta mondiale per il ruolo di Anakin Skywalker nella nuova trilogia di Star Wars, lavorare con Anderson è stata una forte motivazione: “Sono un ammiratore delle opere di Brad”, dice. “Quando mi ha contattato, mandandomi la sceneggiatura, sono stato davvero contento di essere coinvolto. È un regista davvero meticoloso, super analitico. Brad ha il controllo di ogni elemento del film, e allo stesso tempo si dà la libertà di sperimentare quello che stanno affrontando i protagonisti”. Christensen ricorda di essere rimasto affascinato già dalla prima pagina della sceneggiatura: “Inizia con una citazione da 'Gli uomini vuoti' di T.S. Eliot: 'È questo il modo in cui finisce il mondo, non già con uno schianto ma con un lamento'. Ha avuto un forte impatto su di me. Un'altra delle cose che mi hanno convinto è il contegno della storia. Una volta che i protagonisti arrivano al bar, si crea un'intimità che mi è subito piaciuta”. La combinazione perfetta di emozioni e intelletto ha reso il progetto impossibile da rifiutare. “Sono rimasto colpito dal modo in cui il film funzionava su due livelli contemporaneamente. Uno è come thriller che intende suscitare una reazione viscerale. L'altro, più sottile, è come mezzo per esplorare alcune grandi idee filosofiche. È una sorta di disanima di ciò che significa esistere”.
Thandie Newton, che interpreta Rosemary, è stata la prima attrice a firmare. “Thandie”, dice Celine Rattray, “ha il mix di grande forza e vulnerabilità che Rosemary incarna”. Thandie dice di essere stata convinta dalla combinazione tra storia e regista: “Una delle cose che amo di Brad è che c'è una qualità misteriosa e imprevedibile nei soggetti che lo intrigano. Mi sono subito sentita coinvolta dal realismo di questa situazioni fuori-dall'-ordinario”. L'assenza di una minaccia tangibile in quello che è essenzialmente un film horror ha rappresentato una sfida aggiuntiva per gli attori e per il regista, un'opportunità di scavare a fondo creativamente: “Risiede tutto nelle performance degli attori e nell'atmosfera che Brad ha creato con le luci, nelle pause di suspance”, nota l'attrice. “I miei compagni, Hayden Christensen, John Leguizamo e Jacob Latimore, fanno tutti parte dell'alchimia che è stata creata. Hayden porta una reale spiritualità a Luke. Nella vita di tutti i giorni è molto riflessivo, proprio come il suo personaggio. John ha questa favolosa presenza cinetica, che trasferisce al suo personaggio. E Jacob è vita nella sua massima dolcezza”. “È stato una gioia lavorare con loro”, prosegue Thandie. “Ci siamo divertiti molto, che non è esattamente qualcosa che si potrebbe pensare rispetto all'intensità del film. Con la mano sul cuore posso affermare che è stato una delle mie migliori esperienze professionali. Erano tutti profondamente dedicati e realmente concentrati sul lavoro. Abbiamo amato tutti questo progetto. Abbiamo amato i personaggi e cercato di creare ciò che Brad aveva in mente”.
John Leguizamo interpreta Paul, un proiezionista di un multiplex, il cui più grande problema prima del blackout era chiedere alla ragazza di cui è innamorato di uscire con lui. “John appare nella prima scena”, dice Rattray, “perciò introduce gli spettatori al film. E, ovviamente, aggiunge il suo peculiare senso dell'umorismo”. L'energia e l'onestà della performance di Leguizamo sono un'aggiunta indispensabile al film, conferma Anderson: “Volevamo qualcuno che potesse infondere realmente vita al personaggio. John aggiunge un tocco di sensibilità comica, ma sempre ancorata a qualcosa di reale ed emotivamente fondato”. Leguizamo condivide con il suo personaggio alcune preoccupazioni sui strani fenomeni scientifici: “Questo film è come molti miei incubi. Potrebbe succedere.
Le cose che Paul dice nel corso del film, come anti-materia e particelle, sono reali. Le persone fanno i picchetti contro gli esperimenti a Geneva. C'è una legittima paura che si possa creare un piccolo buco nero, e se diventa troppo grande potrebbe inghiottire l'intero pianeta”. Leguizamo svela che il film gli ha dato un'intera nuova categoria di cose di cui preoccuparsi: “Sono sempre stato paranoico e neurotico”, ammette, “ma ora Brad e Tony hanno aggiunto uno strato aggiuntivo con fatti verificati”. Il vincitore di Emmy Award e nominato ai Golden Globe, conosciuto anche per il doppiaggio originale del simpatico Sid nella serie di L'era glaciale, dice che voleva lavorare con Brad fin da quando ha visto L'uomo senza sonno. “Brad è in grado di creare un senso di crepitazione e follia che è più che reale”, spiega. “Non si è mai in grado di capire dove voglia andare a parare. Come attori, eravamo in missione per fare qualcosa di speciale. Gli abbiamo dato tutto quello che potevamo. Talvolta capita di trovarsi per pura fortuna in queste situazioni”.
Per il ruolo di James, i filmmaker hanno iniziato una ricerca a tutto campo per trovare un attore dodicenne che fosse in grado di maneggiare le emozioni richieste dalla parte. Hanno tenuto audizioni a New York, Los Angeles, Chicago e Atlanta prima di trovare Jacob Latimore a Detroit. “È il suo primo film, ma ha un talento genuino”, dice Celine Rattray. “Si è confrontato ad armi pari con gli altri attori”. Anche se aveva assistito ai provini di attori con più esperienze, Anderson ha intuito che Latimore avrebbe sviluppato quel tipo di sensibilità necessaria per il ruolo. “Nessun altro attore era così irresistibile e forte. È anche molto sensibile. Il personaggio rappresenta una delle chiavi di volta della storia, perciò avevamo bisogno di qualcuno che sembrasse un sopravvissuto e in cui il pubblico potesse identificarsi”. Latimore è un'artista completo: attore, cantante e ballerino, a cui piaceva mostrare i suoi passi sul set: “Ho sempre sognato di essere in un film”, ha raccontato. “Ma non sono molto bravo con i nomi. All'inizio mi chiedevo 'Chi è Hayden Christensen? Chi sono John Leguizamo e Thandie Newton?'. Poi però li ho visti in volto e zac!, erano loro, li conoscevo! È stato molto eccitante”.
CALANO LE TENEBRE A DETROIT
Vanishing on 7th Street è girato interamente a Detroit, nel Michigan. La recente crisi economica che ha colpito la Città dei Motori ha creato una periferia degradata che ha fatto da sfondo perfetto per la rete urbana deserta del film, ma la vitalità della comunità locale è stata una felice sorpresa per la troupe.
“Detroit ha rappresentato la migliore soluzione per ricreare l'aspetto e lo stile del film che avevo in mente”, racconta il regista Brad Anderson. “Non ci siamo preoccupati di sottolineare che si tratta di Detroit, ma volevamo anche fosse sé stessa e non un sostituto. Sapevo che sarebbe stato un buon posto per girare un film post-apocalittico. Non è stato poi così complicato rendere la città desolata e priva di vita. Parte delle periferie sono già deserte. Ciò che non mi aspettavo è quanto mi sia piaciuta la città nonostante tutti i problemi che sta vivendo. È una città forte. Siamo stati in grado di ottenere una crew locale e sono stati tutti molto solerti”.
Detroit ha offerto ai filmmaker molto più di quanto sarebbero stati in grado di ricreare da qualsiasi altra parte, fosse in studio o in un altro luogo. La cooperazione della città e dei suoi abitanti è stata la chiave: “Brad si è innamorato di Detroit per una serie di ragioni”, spiega Celine Rattray. “Avevamo 23 giorni per le riprese del film e la città ha semplificato enormemente il lavoro che dovevamo fare. Ci sono molte architetture vittoriane e fine secolo, ma ci sono anche quartieri molto desolati e derelitti. E ci sono interi quartieri che abbiamo potuto sigillare per le riprese. Ci hanno dato l'autorizzazione per togliere la luce in quattro quartieri, per creare un mini-blackout. Ci hanno anche fatto chiudere l'autostrada, con una visuale di Detroit sullo sfondo. Ci ha permesso di pensare il film molto più in grande di quanto avrebbe consentito il budget”.
La città ha permesso al regista di far confluire visuali urbane stordenti con scene più intime. “Il giorno che abbiamo chiuso la I-75 è stato molto divertente per me”, ricorda Anderson. “È una delle principali arterie che portano alla città. Non riesco a esprimere quanto sia inquietante girare una scena su un'autostrada deserta. Abbiamo anche girato molti esterni notturni, per dare la sensazione di una città svuotata, contrastandoli con momenti più emotivi, come il flashback di James e sua madre, una scena dolce e lirica”.
E anche se i problemi della città sono attualmente sotto gli occhi di tutti, per Thandie Newton è lampante che la vibrante comunità cittadina si riprenderà. “La città ha lottato negli ultimi anni, ma qui ho incontrato alcune delle persone più vitali e agguerrite che abbia mai conosciuto”, spiega. “L'insieme di vita ed energia che si incontrano sono ancora più appaganti per via delle circostanze sfavorevoli”. Trovarsi lì ha ricordato a Thandie la vista delle colline di Los Angeles dopo una serie di incendi devastanti. “Il paesaggio era assolutamente nero. Ma due giorni dopo, guidando lungo lo stesso tratto di strada, ho visto punti di verde crescere ancora più freschi di prima. La natura vuole rinnovarsi, e questo è quello che si prova a Detroit per me. Quest'idea c'entra anche con il tema del film”, aggiunge l'attrice. “È la fine di qualcosa, ma può anche essere il ritorno all'innocenza e alla speranza. C'è più ottimismo in questo film di quanto sembri inizialmente”.
Quando Anderson ha letto per la prima volta la sceneggiatura, è rimasto colpito dalla descrizione che Jaswinski dà di Detroit avvolta nell'oscurità. “Leggere di come il buio muta e cresce mentre fa scomparire le persone è stato affascinante”, ricorda. “È un elemento essenziale, al punto da diventare un personaggio della storia. Come realizzarlo e farlo funzionare è stata completamente un'altra storia”.
Dare vita all'oscurità è stata una delle più grandi sfide del film. “Abbiamo guardato un sacco di immagini di come le muffe crescono intorno a una roccia, o del modo in cui una goccia di inchiostro si spande sulla carta”, spiega Anderson. “Abbiamo usato questo tipo di idee come canovaccio su cui basarci per rappresentare le ombre e le regole che le governano”. Paradossalmente, la troupe ha scoperto che il modo più efficace per creare una penetrante oscurità era di inondare il set di luce. “Il nostro direttore della fotografia, Uta Briesewitz, ha utilizzato tutte le sue conoscenze di illuminazione e la sua esperienza per creare un mondo di ombre”, dice Anderson. “La luce ha creato il confine di ombre e di aree oscure, poi abbiamo rimosso digitalmente la luce in post-produzione. Abbiamo lavorato ogni frame della pellicola per creare il senso di una notte illuminata solo dalla Luna, con l'assenza di qualsiasi altra luce. Nel film completo le uniche fonti di luce visibili sono quelle di torce e tubi fluorescenti. Diventano il punto focale dell'inquadratura, soffocato dall'oscurità circostante”.
Anderson ha anche manipolato i suoni per animare il buio, man mano che la sua presenza si fa più minacciosa. “Non è solo l'aspetto dell'oscurità a contare, ma la sensazione che ci sia qualcosa nascosto all'interno. Abbiamo fatto cose come rallentare il pianto di un bambino del 90 per cento, che è davvero inquietante. Volevo sembrasse come se le urla delle persone scomparse abitassero l'oscurità. Lungo il corso della storia questo aspetto si fa sempre più sinistro”. Secondo John Leguizamo l'effetto è straordinario: “Ciò che Brad e Tony hanno fatto con la sceneggiatura è incredibile. È proprio il genere di storia che mi spaventa. Non è come in altri film, in cui quando pensi a ciò che sta accadendo, sembra ridicolo. Qui ci si avvantaggia del fatto che sono le tue stesse paure a spaventarti maggiormente. Quando l'ho letto, ero così spaventato da non riuscire a rimanere nella mia stessa casa. Sono impaziente di gustare quanto sarà spaventoso vederlo nelle sale”.
[an error occurred while processing this directive]
[+] aggiungi informazioni e curiosità su Vanishing on 7th Street oppure [+] scrivi recensione e vota Vanishing on 7th Street
Vota, leggi trama e opinioni su Vanishing on 7th Street di Brad Anderson - Torrent, scaricare Vanishing on 7th Street di Brad Anderson, streming