Wall Street Il denaro non dorme mai di Oliver Stone

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locandina Wall Street  Il denaro non dorme mai
 
Regista: Oliver Stone
Titolo originale: Wall Street: Money Never Sleeps
Durata: 130'
Genere: Drammatico
Nazione: U.S.A.
Rapporto:

Anno: 2010
Uscita prevista: Cannes 2010,22 Ottobre 2010 (cinema)

Attori: Shia LaBeouf, Charlie Sheen, Carey Mulligan, Susan Sarandon, Michael Douglas, Josh Brolin, Frank Langella, Vanessa Ferlito, Natalie Morales, Julianne Michelle, John Bedford Lloyd, Keith Middlebrook, Madison Mason
Soggetto: Oliver Stone, Stanley Weiser
Sceneggiatura: Allan Loeb, Stephen schiff

Trama, Giudizi ed Opinioni per Wall Street Il denaro non dorme mai (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
 
Fotografia: Rodrigo Prieto
Montaggio: David Brenner, Julie Monroe
Musiche: Craig Armstrong
Scenografia: Kristi Zea, Diane Lederman
Costumi: Ellen Mirojnick

Produttore: Eric Kopeloff, Edward R. Pressman, Oliver Stone
Produttore esecutivo: Alessandro Camon, Celia D. Costas, Alex Young
Produzione: Edward R. Pressman Film
Distribuzione: 20th Century Fox

La recensione di Dr. Film. di Wall Street Il denaro non dorme mai
Passabile.

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Colonna sonora / Soundtrack di Wall Street Il denaro non dorme mai
Potrebbe essere disponibile sotto, nei dati aggiuntivi (clic qui).

Voci / Doppiatori italiani:
Giancarlo Giannini: Gordon Gekko
Daniele Giuliani: Jake Moore
Angelo Maggi: Bretton James
Valentina Mari: Winnie Gekko
Maria Pia Di Meo: Sylvia Moore
Bruno Alessandro: Louis Zabel
Massimo Rossi: Bud Fox

Informazioni e curiosità su Wall Street Il denaro non dorme mai

Seguito di Wall Street dello stesso regista.

Note dalla produzione:
Oliver Stone, tre volte vincitore di un Academy Award, è oggi uno dei registi più apprezzati e di successo. Per Stone l’opportunità di tornare al mondo che aveva catturato in modo così vivido nel film del 1987 “Wall Street” non solo è capitata al momento giusto, ma è anche stata un’occasione per esplorare qualcosa di nuovo. “Penso che il film narri una storia avvincente e che sia divertente”, dichiara il regista. “Non credo che mi sarebbe piaciuto lavorare a WALL STREET – IL DENARO NON DORME MAI se la vicenda non fosse stata del tutto originale. Ventidue anni fanno un’enorme differenza e per me il film è stato una boccata d’aria nuova”.

Michael Douglas torna al ruolo premiato con un Oscar di Gordon Gekko, lo speculatore che, con il motto “L’avidità è giusta” e le spericolate incursioni finanziarie, era diventato una star fra i titani della finanza. Il duplice ruolo di Douglas di attore e produttore è stato di recente riconosciuto dall’American Film Institute con un Life Achievement Award.
Shia LaBeouf, uno dei giovani attori più popolari del momento e protagonista del blockbuster della scorsa estate “Transformers – La vendetta del caduto” (Transformers: Revenge of the Fallen), interpreta l’intermediario finanziario Jake Moore. Josh Brolin, recentemente candidato a un Academy Award per il ruolo in “Milk”, è Bretton James, uno spietato speculatore di Wall Street che ha preso di mira il datore di lavoro e mentore di Jake Moore. Frank Langella, candidato all’Oscar per il ruolo di Richard Nixon in “Frost Nixon - Il duello”, è Louis Zabel, il datore di lavoro di Jake, il cui rovescio di fortuna spinge Jake a compiere un viaggio di scoperta. Carey Mulligan, molto apprezzata dalla critica e candidata all’Oscar per il ruolo nel drammatico film indipendente “An Education”, è Winnie Gekko, fidanzata di Jake e figlia di Gordon, che da anni ha tagliato i ponti con il padre. Infine, Susan Sarandon, vincitrice dell’Oscar con “Dead Man Walking – Condannato a morte” e candidata quattro volte al premio, è Sylvia, la madre di Jake, che cerca l’aiuto del figlio quando la sua società immobiliare si trova in difficoltà.

La sceneggiatura del film, ispirata ai personaggi creati da Stanley Weiser & Oliver Stone, è di Allan Loeb e Stephen Schiff. Edward R. Pressman e Eric Kopeloff sono i produttori. La filmografia di Pressman comprende il primo “Wall Street”, “La rabbia giovane” (Badlands), “American Psycho”, “Conan il barbaro” (Conan The Barbarian), “Il cattivo tenente” (Bad LT.), “Thank you for smoking”, “Il Corvo” (The Crow) e “Il mistero Von Bulow” (Reversal of Fortune). Kopeloff ha collaborato con Stone in “W.” ed è stato produttore esecutivo di “Vero come la finzione” (Stranger Than Fiction). Celia Costas, Alex Young e Alessandro Camon sono i produttori esecutivi.

Dopo il successo del film vincitore di un Academy Award “Platoon”, lacerante storia sulla guerra del Vietnam, Oliver Stone aveva scelto un progetto ambientato in un altro campo di battaglia, quello dell’economia americana. Distribuito nel 1987, “Wall Street” narrava la vicenda di Bud Fox, un giovane intermediario finanziario interpretato da Charlie Sheen, che, spinto dall’ambizione e dal desiderio di affermarsi nel mondo della finanza, veniva corrotto dal potente e brillante speculatore Gordon Gekko, interpretato da Michael Douglas.
“Realizzando ‘Wall Street’, volevo concretamente vedere la guerra in atto qui da noi, vale a dire la guerra nella giungla finanziaria di New York, che è la mia città”, dichiara Stone. Di fatto, il padre di Stone era un intermediario finanziario a New York, quindi il regista già conosceva bene il mondo della finanza quando ha diretto il film.

Considerando la forte caratterizzazione data da Michael Douglas al personaggio che Stone aveva creato insieme a Stanley Weiser, co-sceneggiatore di “Wall Street”, può forse sorprendere sapere che Douglas fu scelto in modo piuttosto inatteso. Come spiega Stone: “All’epoca, Michael non aveva mai interpretato un ruolo del genere. Per lo più, aveva recitato ruoli romantici o brillanti, mentre in ‘Wall Street’ il personaggio era un vero e proprio squalo”.
Nel film, parlando durante un Consiglio di amministrazione, Gekko loda l’avidità, considerandola una forza positiva del capitalismo americano. “L’avidità, non trovo una parola migliore, è valida”, proclamava Gekko. “L’avidità è giusta, l’avidità funziona, l’avidità chiarifica, penetra e cattura l’essenza dello spirito evolutivo. L’avidità in tutte le sue forme – l’avidità di vita, di amore, di sapere, di denaro - ha impostato lo slancio in avanti di tutta l’umanità”.

Il discorso è uno dei più memorabili nella storia del cinema e, ancora oggi, “L’avidità è giusta” è una delle frasi più citate dai media che seguono l’attuale crisi finanziaria.
L’interpretazione di Gordon Gekko valse a Douglas l’Academy Award come miglior attore, mentre il personaggio di Gekko è rimasto vivo nel tempo, diventando parte della cultura americana e uno dei peggiori cattivi nella storia del cinema. Dopo oltre due decenni, e dopo avere ripreso il ruolo di Gekko in WALL STREET – IL DENARO NON DORME MAI, Douglas si sorprende ancora dell’influenza che il personaggio continua ad esercitare. “Di tutti i ruoli che ho interpretato, Gekko è quello di cui le persone mi domandano più spesso”, dichiara l’attore. “Gekko piace moltissimo e questo mi ha sempre sorpreso, considerando che è una vera canaglia”.
E aggiunge, riflettendo: “Wall Street è una storia immaginaria. Alla gente piacciono le storie sul potere, il potere è seducente. Penso che questa sia una delle ragioni per le quali Gekko e il film ‘Wall Street’ hanno conservato la loro attrattiva negli anni”.

“Gordon Gekko, con tutte le citazioni e i riferimenti che ha avuto su quotidiani e riviste, è diventato un’icona”, afferma Edward Pressman, che ha prodotto “Wall Street” e numerosi altri film del regista Oliver Stone. “‘Wall Street’ ha creato un’idea della cultura dominante nel mondo finanziario e ha influenzato le persone che vi lavorano, spingendole a comportarsi e vestirsi in un certo modo”.
In effetti, il carisma di Gekko e l’approccio vincente e spietato agli affari e all’accumulo di ricchezza lo hanno inaspettatamente trasformato in un eroe agli occhi di molti. I giovani operatori di Wall Street hanno non solo adottato il look distintivo di Gekko, dai capelli pettinati all’indietro alle bretelle, ma hanno anche fatto proprio il suo motto “L’avidità è giusta”.
“La popolarità del film è aumentata negli anni”, aggiunge Stone, che inizialmente è rimasto sorpreso dal modo in cui le persone hanno accolto Gekko. “Ho realizzato ‘Wall Street’ come una storia sulla moralità e credo di essere stato frainteso da molti. È incredibile il numero di persone che, negli anni, mi hanno detto: ‘Ho iniziato a lavorare a Wall Street per via del Suo film’. Molte di queste persone hanno ora tra i trenta e i quarant’anni e se la cavano piuttosto bene… come intermediari onesti, voglio aggiungere”.

Ma Stone non poteva neanche immaginare gli eventi che avrebbero causato la peggiore crisi dai tempi della Grande Depressione, trasformando gli squali della finanza in piccoli pesci di poco conto. Dopo avere ultimato “Wall Street”, Stone ha diretto molti altri film incisivi, come “Nato il Quattro Luglio” (Born On The Fourth Of July), “Assassini nati - Natural Born Killers”, “JFK - Un caso ancora aperto” e, più di recente, “W.”, mentre gli operatori di Borsa sono nel frattempo diventati sempre più ricchi. “La cosa sconvolgente è che questo accumulo di ricchezza dalla crescita esponenziale è andato avanti durante gli anni ’90 e nel primo decennio degli anni 2000”, dichiara Stone. “Le cifre sono lievitate e i milioni di dollari sono diventati miliardi. E l’avidità di Gordon Gekko è stata sommersa dall’avidità delle banche”.

“Nel 2008 non era più plausibile che esistessero uomini come Gordon Gekko”, prosegue il regista. “Quel personaggio, quel tipo di pirata, non esisteva più, era stato soppiantato dalle istituzioni che, in precedenza, erano soggette a normative e regolamenti rigorosi. In passato, una banca era una banca e una compagnia di assicurazioni era una compagnia di assicurazioni. Nel 2008 tutto ciò è cambiato. Le barriere tra le diverse istituzioni sono state abbattute dalla deregolamentazione attuata durante gli anni ’80 e ‘90”.
Mentre accadevano questi eventi nel mondo reale, hanno iniziato a prendere forma una storia e una sceneggiatura che avrebbero seguito Gekko molti anni dopo gli eventi narrati in “Wall Street”. Stone non è stato coinvolto in questa fase dello sviluppo e solo all’inizio del 2009, quando ha letto la sceneggiatura di WALL STREET – IL DENARO NON DORME MAI scritta da Allan Loeb, ha preso in considerazione l’idea di dirigere un nuovo film sui personaggi e sul mondo a cui aveva dato vita in “Wall Street”.

“Allan Loeb è pratico del mondo finanziario e nella sua storia sono presenti gli eventi che hanno caratterizzato nell’ultimo anno Wall Street e l’economia mondiale”, spiega il produttore Ed Pressman. “Oliver ha accettato di prendere parte al progetto grazie alla sceneggiatura perché, dopo averla letta, ha capito quanto il film avrebbe potuto essere importante ed eccitante”.
“Il crollo dell’economia avvenuto nel 2008 ha all’improvviso reso la storia molto interessante, dal momento che mette in evidenza i difetti e le debolezze del sistema”, spiega Stone. “WALL STREET – IL DENARO NON DORME MAI è una rappresentazione di ciò che è accaduto nella realtà”.

Michael Douglas osserva: “Questo è un momento perfino più interessante per esplorare il mondo della finanza, rispetto all’epoca del film originario”, mentre il produttore di “W.” Eric Kopeloff, che ha accettato di produrre WALL STREET – IL DENARO NON DORME MAI insieme a Ed Pressman, dopo che Stone ha confermato la sua partecipazione, sottolinea che: “Se si fosse potuto scegliere quando girare il film, il momento giusto sarebbe stato ora”.
Allan Loeb, un intermediario finanziario accreditato, nonché sedicente “tossico della finanza”, è stato ingaggiato da Pressman per scrivere WALL STREET – IL DENARO NON DORME MAI verso la fine del 2008 (dopo che il premiato critico e sceneggiatore Stephen Schiff aveva realizzato varie bozze). Loeb si è quindi trovato a condurre gran parte delle sue ricerche nella fase di picco del tracollo economico di quell’anno. “All’apice della crisi ho incontrato vari personaggi importanti di Wall Street”, ricorda Loeb. “Alcuni erano in piena crisi spirituale, perciò è stato interessante parlare con loro in quel momento”.

Per le sue ricerche Loeb ha incontrato alcuni dirigenti di hedge fund e funzionari di banca, e ha trascorso molto tempo con un ex operatore di Borsa in una delle maggiori società del settore. Ma ciò che ha messo maggiormente in agitazione Loeb è stata la prospettiva di sottoporre la storia allo stesso Gordon Gekko, cioè a Michael Douglas. Douglas aveva manifestato il suo interesse a riprendere il premiato ruolo di Gekko, ma solo se la storia fosse stata giusta.
“C’è stato un momento in cui mi sono sentito come il giovane protagonista di ‘Wall Street’ Bud Fox, perché stavo per incontrare il grande Gordon Gekko e consegnargli la sua storia”, ricorda Loeb. “Non conoscevo personalmente Michael Douglas ed ero nervoso all’idea di trovarmi davanti a lui che è un personaggio affascinante e un attore straordinario”.

La sceneggiatura di Loeb e Schiff non solo illustra ciò che è accaduto all’economia americana sul finire del 2008, ma narra anche la storia drammatica e avvincente di Gekko, un uomo diverso dopo anni di prigione e un periodo di tempo anche più lungo lontano da Wall Street. Colpito dalla sceneggiatura, Douglas ha firmato il contratto.
La storia inizia con Gekko che esce di prigione nel 2001, dopo otto anni di reclusione.
Durante la detenzione, la moglie ha ottenuto il divorzio, suo figlio è morto e l’unico familiare rimasto, la figlia Winnie, non gli rivolge più la parola. La ragazza dà al padre la colpa di avere distrutto la famiglia. “Mentre nel primo film Gekko appare audace e dinamico, in questo nuovo episodio ha un approccio più moderato”, dichiara Michael Douglas.
“Gekko è un uomo umiliato”, spiega Loeb. “Ha perso la famiglia ed è stato in carcere.

Era uno dei maggiori protagonisti in un grande gioco ed era al vertice. Quando è andato in prigione, possedeva qualcosa come 50 milioni di dollari, ma quando ne è uscito all’inizio degli anni 2000 non ha più nulla e il mondo è cambiato. Gordon è stato escluso dalla partita e il suo ruolo è stato irrilevante. Questo è per lui motivo di rammarico”.
“Gli anni di carcere hanno insegnato molto a Gekko”, spiega Douglas. “Ha avuto tempo per pensare e ora vede le cose con obiettività. È pessimista riguardo all’andamento del mondo finanziario. È consapevole dei problemi e capisce quanto la situazione sia compromessa”.
Quando esce di prigione, Gekko è determinato a riconquistare la posizione di potente broker a Wall Street. Ma è in cerca di qualcosa di più del semplice accumulo di denaro.
“Vuole il riconoscimento altrui”, spiega Douglas. “Questa è una delle ragioni per le quali ha scritto un libro”.

Gekko è altrettanto deciso a riguadagnare l’amore della figlia Winnie e a rimettere insieme la famiglia che ha distrutto. Il contrasto tra le ambizioni di Gekko e la volontà di riconciliarsi con la figlia offre alcuni dei momenti più drammatici ed emozionanti del film.
Per raggiungere entrambi i suoi obiettivi, Gekko si allea con Jake Moore, il fidanzato di Winnie. Jake esemplifica i giovani brillanti e tecnologicamente all’avanguardia che nel 2008, prima ancora di avere compiuto trent’anni, già guadagnavano milioni su milioni.
Gekko usa Jake come punto di accesso a Winnie, mentre Jake ha bisogno dell’aiuto di Gekko per avere la meglio sullo spietato Bretton James che, con la sua banca d’investimenti, è secondo Jake il responsabile della morte del suo capo e mentore, nonché della distruzione della sua società.

Per interpretare il ruolo di Jake, Oliver Stone ha scelto Shia LaBeouf, stella dei film di grande successo della serie “Transformers”, oltre che del recente “Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo” (Indiana Jones and the Kingdom of the Crystal Skull) e del thriller “Disturbia”. “Mi ricorda Tom Cruise da giovane [con il quale Stone ha lavorato in ‘Nato il Quattro Luglio’ (Born On The Fourth Of July)]”, dichiara Stone a proposito di LaBeouf. “Ha la stessa grinta, la stessa etica professionale e la stessa energia”.
LaBeouf è stato attratto dal ruolo di Jake per varie ragioni, inclusa l’ammirazione per Stone e il suo lavoro. “Mi è piaciuto ‘Wall Street’ e quindi ho accettato”, afferma l’attore.
“Come cinefilo, trovo i film di Oliver particolarmente istruttivi. Sono una magnifica forma d’intrattenimento e in più impari moltissime cose”. Inoltre, lavorare in un film di Oliver Stone ha rappresentato un cambiamento nei ritmi di lavoro per il giovane attore. “Ultimamente, ho girato vari film di fantasia”, spiega LaBeouf. “Desideravo qualcosa di più realistico e concreto e i film di Oliver Stone sono esattamente questo”.

LaBeouf descrive Jake come un ragazzo di origini modeste, il cui ruolo di assistente di Louis Zabel, capo della stimata banca d’investimenti Keller Zabel, è il preludio di un brillante futuro professionale. “Jake è un ragazzo di Long Island che si è fatto dal nulla, con un padre inesistente”, spiega l’attore. “È stato assunto subito dopo la laurea dalla Keller Zabel, dove lavora come intermediario finanziario e inizia poi ad avere un suo portafoglio personale. Jake fa la gavetta, fino a diventare il braccio destro di Zabel, nonostante la giovane età”.
“Quando ho accettato il ruolo, conoscevo poco il mondo della finanza. Non sapevo cosa fossero i derivati, non conoscevo la differenza tra azioni e obbligazioni”, aggiunge. “Oliver mi ha detto: ‘Se vuoi girare il film, dovrai darti da fare e studiare’, così sono andato in una società di intermediazioni finanziarie e ho chiesto loro di aprirmi un conto”.

LaBeouf si è quindi immerso nello studio con zelo. Dopo avere frequentato varie società d’investimento e d’intermediazione finanziaria e avere così completato una sorta di corso intensivo di finanza, è riuscito a far crescere in misura esponenziale un suo piccolo investimento. Ha anche superato il Series 7 Test, l’esame per diventare operatore di Borsa certificato.
“Shia ha una grinta incredibile e ha voluto imparare il più possibile su questo mondo”, dichiara il produttore Eric Kopeloff. “Il suo impegno ha colpito molto Oliver”.

Di fatto, è risaputo che lo stesso Stone compia approfondite ricerche per realizzare i suoi film. “Riguardo al primo film, va detto che suonava reale perfino ai più sofisticati intermediari di Wall Street”, afferma il produttore Ed Pressman. “Stavolta Oliver ci teneva molto a ottenere un livello di autenticità tale che il film risultasse plausibile non solo a New York ma in un qualunque piccolo centro periferico”.
“La cosa che ho capito subito di Oliver è la vocazione alla credibilità”, aggiunge lo sceneggiatore Allan Loeb. “La sua ostinazione è stata molto utile e ha contribuito a portare la sceneggiatura e il progetto in generale a un livello superiore. Vedendo il film, si ha la netta sensazione di osservare Wall Street oggi”.

Nel quadro delle ricerche, Stone e il suo team hanno visitato banche d’investimento e hedge fund, oltre a incontrare un certo numero di personalità di spicco nel mondo della finanza. “Abbiamo parlato con tutti quelli che abbiamo potuto incontrare, inclusi alcuni dei maggiori politici e maghi della finanza”, dichiara il regista.
“Consultando il New York Times e il Wall Street Journal abbiamo preparato un elenco di persone che ci sarebbe piaciuto conoscere”, ricorda Kopeloff. “La cosa incredibile è che la maggior parte di queste persone è stata più che lieta di incontrarci e parlare, sia ufficialmente che non, sullo stato di Wall Street oggi. La loro disponibilità era strettamente legata all’apprezzamento del primo ‘Wall Street’ e del personaggio di Gordon Gekko”.
Il nuovo film offre una panoramica su Wall Street dominata dagli operatori delle banche d’investimento che, lavorando su scala globale, sono subentrati agli speculatori finanziari anni ’80, alla Gekko, e guadagnano non decine, ma centinaia di milioni di dollari.

Il personaggio di Bretton James, socio della potente banca d’investimenti Churchill Schwartz, è l’emblema di quel tipo di ricchezza fuori controllo. Stone ha scelto Josh Brolin, che ha recitato nel suo recente film “W.”. “James, così come interpretato da Josh, rappresenta la nuova generazione di banchieri quarantenni rampanti al vertice della carriera”, spiega Stone. “È molto ricco, molto arrogante, uno dei quattro o cinque soci di un’importante banca d’investimenti”.
Brolin, che nel suo passato professionale è stato anche operatore finanziario, ha colto l’opportunità di riunirsi al regista di “W.” Oliver Stone. “Abbiamo lavorato molto bene insieme”, dichiara l’attore. “Inoltre, per alcuni anni sono stato un intermediario finanziario e penso di avere la giusta conoscenza del settore. Sono affascinato dal mondo della finanza”.

La fiducia in sé e il talento di James si traducono nel suo successo personale e nei traguardi raggiunti dalla banca, uno dei quali è l’acquisizione della Keller Zabel. “James sfrutta abilmente una situazione di debolezza di un’altra banca d’investimenti per acquisirla”, spiega Brolin.
Quanto al rapporto con Gekko, mentre James si è già scontrato con lui. Jake vuole sfruttarne la capacità di capire e valutare i punti di debolezza di James per vendicare la morte del suo datore di lavoro e mentore, annientato insieme alla Keller Zabel Investments dalle macchinazioni dell’ambizioso banchiere. Ma le informazioni che Gekko può fornire hanno un prezzo: Jake deve farlo riavvicinare alla figlia Winnie, fidanzata con il giovane, che non vuole più sapere nulla di lui.

“Jake lavora con Gekko contro i desideri di Winnie”, spiega Shia LaBeouf. “Jake sa che l’uomo ha un grande cervello e gli chiede aiuto per compiere alcune manovre assai rischiose. In cambio, lo aiuta a ricucire i rapporti con Winnie”.
Per il ruolo di Winnie, Stone ha scelto un volto nuovo, Carey Mulligan, la cui acclamata interpretazione in “An Education” ha molto colpito il regista. “Ho chiamato Carey e le ho detto: ‘Vorrei che leggessi il copione, credo che saresti perfetta per il ruolo di Winnie’”, ricorda Stone. “Lei è rimasta spiazzata per non aver dovuto partecipare a un’audizione”.
“Per Winnie le cose non sono state facili”, afferma la giovane attrice parlando del suo personaggio. “Suo padre ha una cattiva fama, tutti sanno che cosa ha fatto e che cosa gli è accaduto. La sua adolescenza è stata quindi segnata da cause, tribunali e dalla disgregazione della famiglia”.

Come reazione a tutto ciò, Winnie ha tagliato i ponti con il padre ed è diventata giornalista in un sito web politicamente progressista. “Si è completamente allontanata da lui, ha scelto una vita più altruistica e ha sviluppato dei valori sani, caratteristiche che mancano al padre”, spiega la Mulligan. “Ma Winnie deve sempre combattere per affermare la sua personalità, così diversa da quella del padre, e il totale disinteresse per il mondo al quale apparteneva il padre”.
La Mulligan apprezza il livello di accuratezza del film non solo nel delineare i recenti eventi accaduti a Wall Street, ma anche nel presentare le vite private dei personaggi. “È equilibrato, per cui, dopo avere assistito a un Consiglio di amministrazione, osserviamo i personaggi quando tornano a casa”, spiega l’attrice. “È magnifico vedere quanto l’aspetto umano e quello emotivo siano rappresentati in modo altrettanto autentico e sincero”.

Nella vita di Jake vi è un’altra donna, la madre Sylvia Moore, che è rimasta invischiata nella corsa ai soldi facili. “Seguendo una tendenza frequente negli anni ’90, la donna è diventata agente immobiliare”, spiega Stone. “Alla fine, però, Sylvia fa il passo più lungo della gamba e deve rivolgersi al figlio per togliersi dai guai”. All’inizio Sylvia cerca di vendere una casa a Jake e Winnie, poi è costretta a chiedere un prestito a Jake, quando le sue proprietà iniziano a perdere valore.
Stone ha scelto la vincitrice di un Academy Award Susan Sarandon per interpretare Sylvia. “Ho sempre desiderato lavorare con Susan”, afferma il regista. “Negli anni l’ho ammirata a distanza ma non l’ho mai conosciuta veramente. Lei era assolutamente adatta e aveva anche il giusto spirito di divertimento”.

Per Jake la figura paterna coincide con il suo datore di lavoro e mentore Louis Zabel, il rispettato titolare della Keller Zabel Investments. “Credo che Jake aspiri a diventare ciò che Lou rappresenta”, dichiara Frank Langella, al quale è stato affidato il ruolo. “Jake è un ragazzo bisognoso di una guida e Louis entra nella sua vita proprio nel momento giusto. Il loro rapporto è molto tenero e garbato. Penso si percepisca che tra i due c’è un legame forte”.
Langella descrive la sceneggiatura come “straordinariamente ben scritta e molto arguta riguardo a ciò che sta accadendo nel mondo”. Di fatto, l’attore pensa che il film avrà un’eco molto più forte tra la gente rispetto a quanto accaduto con “Wall Street” negli anni ‘80. “Ora abbiamo le idee più chiare che mai su Wall Street, gli intermediari finanziari, le banche e le compagnie di assicurazioni. Credo quindi che il film avrà una maggiore risonanza ora, nel 2010, di quanto non sia accaduto vent’anni fa con ‘Wall Street’”.

Un altro veterano dell’alta finanza è Julie Steinhardt, senior partner della Churchill Schwartz e superiore gerarchico del potente Bretton James. Il veterano Eli Wallach, sulla scena da sette decenni, interpreta Julie. “Mi sono rivolto ad Eli perché me lo immaginavo come un duro della vecchia guardia, ma non necessariamente sincero”, spiega Stone. “Con Eli percepisci che dietro alla sua storia si cela qualcosa di poco chiaro”.
Eli Wallach vede il suo personaggio come un uomo che, ricordando il crollo del 1929, può offrire saggi consigli ai suoi colleghi. “Racconto loro come erano le cose prima”, afferma Wallach, “sperando di guidarli saggiamente verso il futuro. Ma a volte le cose non vanno così”.
“Ciò che trovo magnifico in questo film è che parla di Wall Street ora”, aggiunge l’attore, “e delle cose spaventose che stanno accadendo con le banche e il denaro”.


LA PRODUZIONE
Il 9 settembre 2009 sono iniziate le riprese di WALL STREET – IL DENARO NON DORME MAI in uno studio televisivo in centro a Manhattan, con le scene di alcuni giornalisti in onda su un canale di notizie finanziarie, e quello è stato l’unico giorno in cui le riprese non sono state effettuate in esterni nella città di New York. Il produttore esecutivo Celia Costas, che aveva lavorato come ispettore di produzione in “Wall Street”, nota una marcata differenza tra le riprese realizzate in pieno centro durante gli anni ’80 e quelle del 2009. “Alla metà degli anni ‘80 girare un film a New York era una cosa insolita”, ella spiega.
“Ogni aspetto equivaleva quasi a dover reinventare la ruota. Le riprese del pranzo al 21 Club sono state complesse e quelle nella sala del Consiglio di amministrazione di quello che allora era l’AT&T Building su Madison Avenue non avevano precedenti”.

Mentre gran parte del “Wall Street” originale è stato girato in esterni, il set della sala delle contrattazioni della società in cui lavorava Bud Fox ha dovuto essere costruito.
“Avevamo un’area di più di 2.000 metri quadrati allestita ad uffici e abbiamo creato la nostra società d’intermediazione finanziaria in quello spazio”, ricorda la Costas. “A quel tempo, nessuno ti avrebbe permesso di entrare in una vera società finanziaria”.

Quando hanno effettuato i sopralluoghi in alcune sale delle contrattazioni per WALL STREET – IL DENARO NON DORME MAI, Stone e il suo team sono stati accolti con maggiore calore rispetto a quanto accaduto due decenni prima. “Abbiamo iniziato a visitare alcune società d’intermediazione finanziaria e siamo rimasti sorpresi dall’accoglienza”, ricorda il produttore Eric Kopeloff. “Entravamo in alcune aree molto rumorose poi, quando le persone si rendevano conto che Oliver era lì, all’improvviso si faceva silenzio. Dopodiché, tutti si alzavano e iniziavano ad applaudire”.
WALL STREET – IL DENARO NON DORME MAI ha quindi potuto garantirsi la disponibilità di sale delle contrattazioni reali per le riprese in esterni. Avendo apprezzato il primo “Wall Street”, gli intermediatori finanziari veri erano desiderosi di apparire nel nuovo film. “Entravamo in qualunque open space ed effettuavamo le riprese durante i weekend, quando gli uffici non erano occupati”, ricorda la Costas. “Ma abbiamo usato molti professionisti dell’intermediazione. La sensazione di essere in una vera società di trading è stata fortissima”.

“Sono rimasta sorpresa, quando ho iniziato i sopralluoghi, di scoprire il numero di persone che lavorano nel settore e si trovano effettivamente sul posto quotidianamente”, aggiunge la scenografa candidata a un Academy Award Kristi Zea. “Quindi, la cosa che mi interessava era trovare le sale delle contrattazioni più imponenti, spaziose e straordinarie in assoluto”. Per le riprese di WALL STREET – IL DENARO NON DORME MAI sono state scelte, per citarne alcune, le sale delle contrattazioni della Royal Bank of Canada al World Financial Center di Manhattan, della Creditex sempre a Manhattan e della Knight Capital di Jersey City, nel New Jersey.
“Le sale delle contrattazioni sono cambiate molto dal primo ‘Wall Street’”, aggiunge la Zea. “I progressi tecnologici compiuti sono sorprendenti e l’uso del computer ha modificato sostanzialmente il mondo finanziario, in termini di velocità delle transazioni e di necessità di prendere decisioni immediate”.

LaBeouf ha scoperto durante le sue ricerche che non solo la tecnologia ha cambiato le modalità di investimento, ma ha anche reso il mondo della finanza più scaltro. “Gli speculatori hanno account privati su Twitter e inviano informazioni attraverso quel canale”, spiega l’attore. “Ad esempio, possono scrivere che quel giorno una certa istituzione salterà due punti base. Nessun quotidiano può fornire dati con la stessa immediatezza e, nel momento in cui leggi la notizia, l’informazione è diventata vecchia”.
Il flusso infinito di informazioni è esemplificato anche dagli schermi televisivi sparsi ovunque che seguono costantemente l’andamento dei mercati. Molti dei più famosi esperti finanziari appaiono nel film attraverso i ‘rapporti’ e le ‘cronache’ che vengono trasmessi.

Come LaBeouf, anche Josh Brolin ha visitato alcune sale delle contrattazioni, inclusa quella del New York Stock Exchange, che non appare in WALL STREET – IL DENARO NON DORME MAI poiché, per l’ambientazione della Borsa, è stata scelta la Federal Reserve.
“Sono entrato nella sala e ho parlato con gli intermediari finanziari. La cosa più incredibile è come si svolgono le contrattazioni ora”, dichiara Brolin. “Poiché tutte le comunicazioni sono digitali, gli operatori possono talvolta perfino annoiarsi. Così ho ascoltato le loro storie di come erano le cose in passato, quando, con i piedi affondati nella carta, scrivevano gli ordini a penna e, contemporaneamente, dovevano tenere d’occhio l’andamento delle opzioni call e put. In quei momenti si provava quasi un senso di capogiro”.

Tra i molti intermediari ed esperti finanziari di Wall Street che Oliver Stone ha fatto conoscere al cast per agevolare la conoscenza del settore, spiccano Nouriel Roubini, scrittore e professore della New York University, ribattezzato “Dr. Doom” (Dottor Destino amaro) per le sue previsioni riguardo al crollo dell’economia nel 2008; il celeberrimo investitore George Soros; Sam Waksal, fondatore della ImClone; James Chanos, l’hedge fund manager miliardario; Vincent Farrell, Jr., responsabile degli investimenti della Soleil Securities, che ha anche lavorato come consulente di scena nel film.

“Non ho mai letto una sceneggiatura in vita mia, ma penso che quella di WALL STREET – IL DENARO NON DORME MAI sia veramente buona”, afferma Farrell, al quale è stato chiesto di mettere a disposizione la sua esperienza dopo avere interpretato, il primo giorno delle riprese, il ruolo familiare di esperto finanziario. “L’ho trovata molto realistica”.
Farrell è quindi rimasto sul set per rispondere alle domande riguardanti le scene ambientate nelle sale delle contrattazioni. “Come appare una sala delle contrattazioni poco prima dell’apertura dei mercati, appena aprono e durante la giornata? Quali sono le attività prevalenti?”, sono alcune delle domande poste a Farrell. “Sono rimasto colpito dall’impegno profuso per rendere tutto molto realistico”.

Per disegnare i costumi, Stone si è rivolto nuovamente a Ellen Mirojnick, le cui creazioni per “Wall Street” e per il personaggio di Gordon Gekko in particolare sono diventate delle vere e proprie icone. La Mirojnick ha una lunga esperienza professionale con Michael Douglas, avendo disegnato i costumi per altri due film interpretati dall’attore: “Fatal Attraction” e “Black Rain – Pioggia sporca”. Osservando la vera Wall Street all’epoca del primo film, la Mirojnick ha trovato che avesse un aspetto discreto e tradizionale. “Le persone lavoravano a porte chiuse”, spiega la costumista. “Il look era molto sobrio e conservatore”.

Per Gekko, tuttavia, la Mirojnick voleva qualcosa di distintivo. “Lui era il cattivo e l’idea era di farlo apparire il più possibile seducente e potente. Avevo in mente un look alla Cary Grant: uno stile anni ’30 adattato agli anni ’80, con un tocco di eleganza e grazia. Nel contesto di Wall Street, il suo aspetto doveva risultare unico”.
I capelli pettinati all’indietro che caratterizzavano Gekko nel primo “Wall Street” erano stati un’idea di Michael Douglas, spiega la Mirojnick. “Era stato Michael a proporre l’acconciatura dell’allora allenatore dei Los Angeles Lakers, Pat Riley”, ricorda l’artista. “Gli piaceva quel look, quindi aveva chiesto di essere pettinato in quel modo. E all’improvviso tutti i pezzi sono andati al posto giusto”.

Nel 2008, tuttavia, Gekko non è più l’uomo di un tempo né lo è il suo aspetto. Uscito di prigione e non appartenendo più al mondo di Wall Street, Gekko è impegnato a promuovere il suo libro L’avidità è giusta?, in cui prospetta le terribili conseguenze per l’economia derivanti dalla speculazione dilagante a Wall Street. Il suo abbigliamento è ora molto costoso ma più informale che in passato. “È una versione meno solenne di Gordon Gekko”, spiega la Mirojnick. “L’aspetto è comodo e un po’ incurante. È un lupo travestito da agnello”.
Per Jake Moore e Bretton James, i personaggi di Shia LaBeouf e Josh Brolin, entrambi intermediari finanziari di successo e milionari, tutti i vestiti sono di sartoria. “Sono passati ventidue anni [dagli eventi di ‘Wall Street’] e quel mondo è perfino più ricco, molto più ricco”, spiega la Mirojnick. “Quindi tutti indossano abiti su misura”.

Carey Mulligan, nei panni di Winnie Gekko, d’altro canto, indossa vestiti meno pretenziosi e più adatti a una blogger progressista. “Il guardaroba di Carey è semplice e pratico”, spiega la Mirojnick. Ma Winnie possiede e sfoggia anche abiti costosi, come un Oscar de la Renta in occasione di un galà al Metropolitan Museum of Art, dove molti dei personaggi si ritrovano inaspettatamente insieme. Durante la serata, Gekko si scontra con un suo vecchio nemico, che apparentemente ha ottenuto tutto il successo e la ricchezza che a lui sono sfuggiti.
Il galà è ambientato nella Great Hall dell’ex edificio Cunard sulla Lower Broadway, uno spazio classico in cui spiccano imponenti arcate romane. Gli invitati appartengono all’alta società newyorkese e la serata è un’occasione per mettere in mostra le ricchezze esorbitanti che ruotano intorno a Wall Street. “Oliver voleva che il galà apparisse come la festa sul Titanic prima che la nave coli a picco”, spiega la scenografa Kristi Zea.
“Abbiamo creato bellissimi addobbi con alberi e luci scintillanti e il direttore della fotografia Rodrigo Prieto ha avuto la magnifica idea di illuminare tutti i tavoli da sotto, facendoli sembrare delle bolle luminose”, spiega la Zea.

Avendo lavorato con Prieto in “Alexander” e nei documentari “Comandante”, “Looking for Fidel” e “Persona non grata (2003)”, la collaborazione tra Stone e il direttore della fotografia è stata quanto mai fluida, afferma il produttore Ed Pressman. “Con il suo approccio tranquillo e pacato, Rodrigo ha escogitato alcune modalità di riprendere le scene molto elaborate. Penso che la collaborazione tra lui e Oliver sia come la mano che indossa il guanto”, è il commento di Pressman. “Nel lavoro di entrambi prevale l’improvvisazione, il che dà molta vita al film, conferendogli delle dinamiche difficili da realizzare”.

“Direi che in questo film Oliver ha la totale padronanza della situazione e anche che, con la maturità dell’esperienza, è diventato un vero maestro”, aggiunge Pressman.
“WALL STREET – IL DENARO NON DORME MAI parla non solo di avidità, ma anche di invidia e di eccessi”, dichiara Stone. “Invidia è una parola importante. Se hai cinquanta milioni di dollari, hai un sacco di soldi e questo dovrebbe soddisfare la tua avidità. Ma se non sei soddisfatto di cinquanta milioni perché un tuo amico ne guadagna cento, questa non è più avidità, ma invidia”.
“Credo che l’impulso all’avidità sia antico quanto la Bibbia”, conclude Stone. “È connaturato nell’uomo e l’unica cosa diversa è che ora è diventato legale. Fa parte della vita”.
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