Regista: Jonathan Liebesman
Titolo originale: World Invasion: Battle Los Angeles
Durata: 112'
Genere: Azione, Fantascienza
Nazione: U.S.A.
Rapporto:
Anno: 2011
Uscita prevista: 22 Aprile 2011 (cinema)
Attori: Michelle Rodriguez, Bridget Moynahan, Aaron Eckhart, Joey King, Noel Fisher, Lucas Till, Michael Peña, Jim Parrack, Taylor Handley, Taryn Southern, Ramon Rodriguez
Sceneggiatura: Christopher Bertolini
Trama, Giudizi ed Opinioni per World Invasion (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Titolo originale: World Invasion: Battle Los Angeles
Durata: 112'
Genere: Azione, Fantascienza
Nazione: U.S.A.
Rapporto:
Anno: 2011
Uscita prevista: 22 Aprile 2011 (cinema)
Attori: Michelle Rodriguez, Bridget Moynahan, Aaron Eckhart, Joey King, Noel Fisher, Lucas Till, Michael Peña, Jim Parrack, Taylor Handley, Taryn Southern, Ramon Rodriguez
Sceneggiatura: Christopher Bertolini
Trama, Giudizi ed Opinioni per World Invasion (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Fotografia: Lukas Ettlin
Montaggio: Christian Wagner
Musiche: Brian Tyler
Effetti speciali: Everett Burrell
Scenografia: Peter Wenham,Bob Kensinger
Costumi: Sonja Milkovic Hays
Produttore: Neal H. Moritz,Ori Marmur
Produttore esecutivo: Jeffrey Chernov,David Greenblatt
Produzione: Columbia Pictures, Original Film
Distribuzione: Sony Pictures Releasing Italia
Montaggio: Christian Wagner
Musiche: Brian Tyler
Effetti speciali: Everett Burrell
Scenografia: Peter Wenham,Bob Kensinger
Costumi: Sonja Milkovic Hays
Produttore: Neal H. Moritz,Ori Marmur
Produttore esecutivo: Jeffrey Chernov,David Greenblatt
Produzione: Columbia Pictures, Original Film
Distribuzione: Sony Pictures Releasing Italia
La recensione di Dr. Film. di World Invasion
Discreto film di guerra, più per gli appassionati di film di guerra che di fantascienza. Si lascia guardare.
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Colonna sonora / Soundtrack di World Invasion
Potrebbe essere disponibile sotto, nei dati aggiuntivi (clic qui).
Voci / Doppiatori italiani:
Fabrizio Pucci: Serg. Michael Nantz
Stefano Crescentini: Ten. William Martinez
Rossella Acerbo: Elena Santos
Eleonora De Angelis: Michele
Simone Crisari: Jason Lockett
Fabrizio Manfredi: Kevin Harris
Fabrizio De Flaviis: Lee Imlay
Massimiliano Virgilii: Jibril Adukwu
Andrea Mete: Peter Kerns
Gianfranco Miranda: Nick Stavrou
Davide Perino: Shaun Lenihan
Emiliano Coltorti: Steven Mottola
David Chevalier: Richard Guerrero
Informazioni e curiosità su World Invasion
Note dalla produzione:In World Invasion, la terra viene attaccata da una forza sconosciuta. Mentre l’umanità vede ovunque le grandi città cadere, Los Angeles diviene l’ultimo fronte di una battaglia completamente inattesa.
Per anni si sono raccolti documenti su avvistamenti UFO, Buenos Aires nel 1965, Seoul nel 1983, in Francia, in Germania, in Cina, ma in tutti questi casi ci sono versioni ufficiali che hanno fatto da copertura ed hanno così liquidato questi eventi. Per esempio nel notte del 24-25 febbraio del 1942, con l’America in allarme dopo il bombardamento di Pearl Harbor, gli abitanti di Los Angeles furono svegliati dalla sirene che annunciavano un attacco aereo. La 37a Brigata dell’Artiglieria puntò e sparò contro gli oggetti volanti sopra i cieli di Santa Monica, alcuni si muovevano molto lentamente, altri volavano ad una velocità che superava i 300 km/h. I colpi dell’esercito non danngeggiarono minimamente gli oggetti in cielo, ma solo la città.
Sebbene ci siano state numerose indagini e risultati che spiegavano cosa fosse esattamente successo, in quella notte, sopra il cielo di Los Angeles – palloni meterologici ecc. – è anche aleggiato nell’aria l’idea che esistessero documenti governativi segreti che mostrano opinioni discordanti tra i militari coinvolti. Commenta il produttore Ori Marmur: “Mi piace moltissimo come gli eventi reali siano radicati così profondamente nel film. Ai fini della storia, abbiamo considerato tutti i precedenti avvistamenti UFO, tra cui anche quello di cui si parla sopra, come missioni esplorative, di preparazione ad un’invasione aliena”.
“World Invasion è l’esatta tipologia di film che mi piace vedere al cinema e che ho sempre sognato di girare”, afferma Jonathan Liebesman, che guida la vicenda di un piccolo gruppo di uomini impegnato a fronteggiare un nemico inimmaginabile”.
Lo sceneggiatore Chris Bertolini afferma che quando è entrato per la prima volta in contatto con l’idea che sarebbe poi diventata World Invasion, ha cercato di fondere le due tipologie di storia che preferisce: “Ho voluto raccontare la storia di creature extraterrestri qui sulla terra e la storia osservata dal punto di vista dei combattenti che sono sul campo di battaglia”, afferma Bertolini. “Avevo l’idea che la storia fosse quella di seguire un piccolo gruppo di ragazzi e che il pubblico potesse provare le stesse sensazioni di quei personaggi”.
All’inizio la sceneggiatura di Bertolini è stata presa in analisi dal produttore Neal H. Moritz, che data la sua grande esperienza in film d’azione, ha saputo carpirne la potenza. “Quello che realmente mi ha colpito di questa sceneggiatura è che la storia è analizzata dal punto di vista di un piccolo gruppo di persone durante un’invasione aliena. Mi piace molto questa particolarità”, racconta Moritz. “È uno sguardo attento all’interno di un gruppo di giovani ragazzi e giovani donne, che sono lì che cercano di proteggere il loro paese contro un’invasione aliena”.
Liebesman ha ottenuto la regia del film dopo aver presentato un filmato che mostrava la propria visione del film. Girando per le strade di L.A. con una videocamera, Liebesman ha acquisito materiale al quale ha poi aggiunto gli elementi alieni grazie all’utilizzo della computer grafica. Continua Moritz: “Jonathan ha diretto il prequel di Texas Chainsaw, che ho molto apprezzato, ma che non aveva per me determinato la scelta definitiva per la direzione di World Invasion. Ma quando ho visto il filmato ho pensato questo è quello che ogni regista dovrebbe fare. Ho mostrato il materiale agli Studios che ne sono rimasti stupiti proprio come me. Chi impegna il proprio tempo ad un lavoro del genere, senza neppure aver ancora ottenuto l’incarico, è sicuramente qualcuno con cui avremmo voluto lavorare”.
Aaron Eckhart è capo del cast nei panni del Sergente Nantz, un Marine che è, come si definisce lui stesso, un po’ tagliato fuori. Nel momento in cui è pronto per la pensione viene richiamato per rientrare in servizio. “È chiamato a guidare un gruppo di Marines in uno scontro contro gli alieni che hanno invaso L.A. Accetta anche se contro voglia, ma è proprio quel tipo di eroe che a me piace guardare”.
Michelle Rodriguez interpreta Elena Santos, che diviene un’importante alleata per Nantz e la sua squadra”. Racconta l’attrice: “Lei osserva tutto al radar. Una volta che la truppa si trova sotto attacco da una forza sconosciuta, lei è la sola nella scena ad esser in grado di guidarli e trovare una via di fuga e quindi permette a loro di poter continuare nella difesa”. Nel cast anche Bridget Moynahan, il premio Grammy Ne-Yo e Michael Peña.
Everett Burrell, il supervisore agli effetti visivi, afferma che la chiave della storia sta nel fatto che gli avversari dei Marines non solo sono forti quanto loro ma hanno anche il loro stesso approccio al combattimento. “Come i Marines indossano le loro tute mimetiche, anche gli alieni ne fanno uso”, afferma Burrell. Disegnate in grigio, marrone e giallo, “sono in grado di mimetizzarsi nell’ambiente urbano” e questo da l’idea che i Marines siano sotto attacco da una forza ignota.
Continua Burrel: “Sono cresciuto con i serial di fantascienza e i film horror e qesto è un sogno che diviene realtà. Dovevo riempire Los Angeles con tanti alieni originali. Il nostro obbiettivo con gli alieni era di creare qualcosa di nuovo. Jonathan non voleva replicare extraterresti già visti in altri film, ma era abbastanza ardua come scelta. Per questo abbiamo preso come riferimenti molti elementi naturali: il National Geographic, video cercati on-line, strani insetti, animali marini e strani robot. Tutto questo ha contribuito alla creazione del look degli alieni”.
I MARINES
L’ulitma linea di difesa della razza umana è del Secondo Battaglione dei Marines, basati a Camp Pendleton. Nella scelta del cast per i Marines, spiega Moritz, l’obbiettivo era quello di ottenere l’effetto per cui le persone che avrebbero visto il film in fututro avrebbero detto ma tutti questi ragazzi erano nel film insieme? Ma era molto più di questo, volevamo attori che avvertissero la realtà, ognuno avrebbe dovuto credere di essere in un vero scontro militare. Avrebbero dovuto saper interpretare al meglio l’emozioni sulla scena: il trauma e l’orrore della guerra moderna, così come la sensazione che la battaglia che stanno affrontando è qualcosa che va oltre la loro preparazione e le loro esercitazioni.
Il primo personaggio da ‘selezionare’ era il Sergente Nantz, interpretato da Aaron Eckhart, che Liebesman definisce, “uno degli attori più incredibili dei giorni nostri”.
“È stato un vero colpo di fortuna poter avere Aaron in questo film,” continua Liebesman. “Aaron apporta immediatamente un’incredibile profondità al personaggio. È facile credere che questi ragazzi l’avrebbero seguito ovunque”.
“Aaron è un attore fenomenale ed un collaboratore molto generoso, sa calarsi nella parte a fondo senza mai distrarsi”, specifica Liebesman. “l suo personaggio, Nantz, è feroce e impenetrabile. Immagino che non ci sia nessuno, come lui, in grado di interpretare questo ruolo e renderlo così ricco di sfumature e complesso”.
Prima dell’inizio delle riprese, Eckhart e Liebesman hanno collaborato per un un giorno intero per cercare di definire i toni che la storia avrebbe dovuto avere nel film: il risultato è stato un piccolo filmato che ha aiutato Liebesman a focalizzare la propria visione del film e a rendere il tutto sul grande schermo per il pubblico. “Mi ha chiesto di seguirlo per un intero giorno. Non avevo idea di cosa dovessimo ottenere. Sono sincero, ero agitato. Avevamo le uniformi, le armi, l’elicottero, gli humvee, tutto era polveroso. È stato molto eccitante, Jonathan ha avuto una visione del film implacabile”.
Eckhart ha lavorato duro nel suo primo film sci-fi d’azione. Ha da subito dedicato tempo ad allenarsi, a lavorare sul suo fisico per ottenere una forma fisica perfetta. È diventato esperto nelle armi da fuoco grazie all’addestramento che ha ricevuto da tecnici militari. Ha anche sviluppato quello che lui stesso definisce una relazione ‘amore/odio’ con il proprio elmetto e verso la fine delle riprese ha iniziato a rivolgersi ai suoi guanti da soldato come i suoi migliori amici”.
Nantz viene oscurato dal giovane Secondo Tenente William Martinez, interpretato da Ramon Rodriguez. “Martinez è una celebrità che sta accrescendo la sua popolarità tra i Maries”, spiega Liebesman. Comandati da Martinez, gli uomini della sua squadra hanno ricevuto l’ordine di superare la linea di difesa, cioè Lincoln Boulevard, che divide in due Santa Monica, per portare in salvo i civili intrappolati in una stazione di polizia”.
Martinez ha ricevuto la migliore istruzione e i migliori addestramenti che un ufficiale potrebbe desiderare ed è eccitato dall’idea di poter andare sul campo di battaglia. Ma, la sua prima missione con la squadra si rivela qualcosa di molto superiore, rispetto a quanto sia aspettasse. “Martinez è un novello capo che non vede l’ora di trovarsi sul campo e realizza i suoi desideri quando la sua squadra viene inviata a combattere, ma allora realizza quanto la situazione sia seria”, afferma Rodriguez. “È un Marine giovane, affamato, pronto a dare del suo meglio, ma questa è la sua prima esperienza di combattimento e avverte la tensione di essere tenente, che si aggiunge al pensiero che sta combattendo contro un nemico sconosciuto e tutti si rivolgono a lui in qualità di capo. Deve trovare il modo gisuto di gestire la situazione…..e in fretta”.
“Ramon è nel ruolo”, commenta il produttore Ori Marmur. “È una persona limpida ma senza essere debole e sa sempre, in ogni occasione, comportarsi con la giusta calma”.
“Ero molto su di giri dopo aver letto la sceneggiatura”, racconta Rodriguez. “Ho sempre avuto molto rispetto per i nostri soldati e mi ha colpito positivamente il modo con cui, nel copione, i Marines parlano e si comportano, sono autentici. Sono un fan della fantascienza e dei film d’azione. Ho subito creduto che fosse una giusta combinazione di entrambi i due mondi e che il film sarebbe stato di grande successo”.
Il cantante/compositore, premiato ai Grammy, Ne-Yo interpreta il Caporale Kevin Harris, meglio conosciuto come “Specs.” Nonostante abbia già preso parte ad altri film, Ne-Yo considera se stesso ancora un novello attore e ha fatto tutto quello che un giovane attore fa: ha osservato attentamente Eckhart e gli altri colleghi più esperti, imparando da loro quanto più poteva. Come afferma lui stesso è stato come essere ad una lezione di recitazione. “Il modo in cui Aaron riesce a parlare senza aprire bocca, solo con lo sguardo sai cosa ti sta dicendo, è incredibile. È Nantz, è lui fin quando non va a casa”, commenta Ne-Yo. Invece “Michelle Rodriguez ride e scherza con te e quando poi il regista grida azione, subito cambia e entra nei panni del suo personaggio. Sa controllare le proprie emozioni al 100%”.
Parlando del suo personaggio Ne-Yo afferma, “Non ha paura di nulla. Anche in questa situazione, dove nessuno ha mai avuto a che fare con una cosa del genere, per lui non è altro che una cosa in più, una cosa che è lì e va fatta perché non ci sono troppe alternative. Agisce nell’ottica di andare lì per vincere o per morire anche se ha buone ragioni per vivere. È sposato, ha una vita molto bella e non vuole certo che quella situazione gli possa portare via tutto”.
Parte della squadra dell’Aeronautica Militare è anche il Sergente Elena Santos (Michelle Rodriguez), tra le prime a rendersi conto della stranezza dei nuovi nemici. Essendo parte dell’Air Force, il personaggio della Rodriguez ne approfitta per prendere in giro i Marines e predersi qualche rivincita su di loro, che come lei stessa afferma “si considerano un gruppo elitario dell’esercito.
Anche la Rodriguez, naturalmente, ha preso parte all’addestramento del tecnico militare Jim Dever.
“Michelle Rodriguez è incredibile. È un’attrice molto brava e sa bene come muoversi quando si tratta di gestire armi. Si trova bene con il suo M4 e vuole sempre fare in modo che tutto sia a posto. Siamo arrivati al punto per cui neanche dovevo più dirle cosa fare, perché sapeva come comportarsi”.
“Il resto della truppa è composto da un gruppo di giovani attori”, continua Moritz. “Siamo stati in grado di trovare volti nuovi, freschi, giovani ricchi di talento Jim Parrack nei panni di Kerns (in True Blood è eccezionale) e un bravo attore di nome Will Rothhaar, che interpreta la parte di Imlay, il braccio destro di Nantz.
Cory Hardrict interpreta Lockett, un Marine il cui fratello è stato ucciso durante un’azione. Afferma Liebesman, “Hardrict apporta una inaspettata profondità al suo personaggio che non era nella sceneggiatura”.
Tra i giovani Marines ci sono anche Lucas Till nei panni di Grayston, Adetokumboh M’Cormack che interpreta Adukwu, il medico, Neil Brown Jr. nelle vesti di Guerrero, Noel Fisher interpreta PFC.
Shaun Lenihan, Taylor Handley è Simmons, James Hiroyuki Liao è LCpl. Steven Mottola e Gino Anthony Pesi nei panni di Stavrou.
Naturalmente, il battaglione di cui si parla, noto come 2/5, è realmente esistito ed è il più decorato della storia dei Marines. Il loro motto è Ritirata…al diavolo! Durante la Prima Guerra Mondiale, quando fu ordinato di ritirarsi la risposta fu: ritirata? Diavolo, siamo appena arrivati!”
I CIVILI
Quando si è trattato di scegliere il cast per il ruolo dei civili tenuti in ostaggio dagli alieni, Liebesman ha iniziato con il ruolo di Michele, una veterinaria, che prima dell’attaco sta trascorrendo un tranquillo pomeriggio con i suoi nipoti. Per questo personaggio voleva qualcuno di ‘vulnerabile’, era imperativo che al pubblico fosse credibile. Bridget Moynahan era la persona giusta. “Ciò che è eccezionale in Bridget è che non solo è una bellissima ragazza, ma anche una ragazza dalla porta accanto e non in quel senso che può ledere all’immagine del personaggio”, specifica Moritz. “C’è una reale profondità che Bridget porta nel ruolo che ti fa preoccupare per lei e per i bambini”.
Moynahan afferma che la chiave di lettura del suo personaggio è la sua motivazione: i bambini che deve proteggere non sono i suoi figli. “Si trova in una situazione unica, perché non si tratta dei suoi figli. Lei è la zia che non li vede spesso ed è questa una di quelle situazioni in cui deve prestare maggiore attenzione e portare in salo i ragazzi”.
Moynahan nota che la visione chiara del film di Liebesman è stata molto importante per la sua personale visione del personaggio. “Sapevo che si trattava di un attacco alieno al nostro mondo, ma avevo molte domande. Tra cui come sarebbe stato reso? E durante l’incontro di lettura della sceneggiatura, ci ha presentato il progetto in modo mozzafiato. Aveva ripreso Aaron in un breve filmato fatto apposta per gli Studios che ti catapulta immediatamente nella battaglia. Era realistico e autentico. Mi era chiaro che aveva filmato qualcosa che fosse realmente orignale”.
Michael Peña interpreta Rincon, un amorevole padre che è intrappolato con suo figlio, Hector, e fa tutto ciò che è in suo potere per proteggere la vita di suo figlio. “Michael Peña è fantastico”, dice Liebesman. “Interpreta il personaggio con tale passione e cuore, da renderlo molto più emozionante di quanto avevamo immaginato”.
Peña è stato attratto dal film per l’occasione di poter lavorare al fianco di Aaron Eckhart. “L’avevo visto in Thank you for smoking ed Erin Brockovich – Forte come la verita' e credo che in entrambi i film sia stato bravissimo”, afferma Peña. “Appena arrivava sul set era subito concentrato, pretendeva che la scena fosse sempre migliore, che funzionasse”.
Nel cuore della scena con i civili ci sono tre bambini. “Siamo stati molto fortunati nello scritturare tre giovani attori che sanno interpretare i tre ragazzi con grande emozione e cuore: Joey King, Jadin Gould, e Bryce Cass,” afferma Marmur. “Questi tre ragazzi hanno fatto un lavoro eccezionale. Le loro interpretazioni sono credibilissime”.
Sebbene la sicurezza di tutti gli attori, specialmente dei ragazzini, fosse sempre preminente, l’executive producer Jeffrey Chernov afferma che i filmaker sono stati molto abili nell’integrare i 3 bambini con il resto del cast. “Nella fase di preproduzione abbiamo incluso anche loro nel campo di addestramento con il plotone 2/5. Non hanno trascorso la notte alla base, ma sapevo che era fondamentale che i ragazzi fossero a contatto con i Marines e i Marines con i ragazzi”.
IL CAMPO DI ADDESTRAMENTO
Per aiutarli nella preparazione dei ruoili di Marines, i filmaker hanno immerso i membri del cast in un intenso campo di addestramento di tre settimane, con veri Marines in pensione. Non avevano telefoni cellulari, niente televisione, né internet né contatti con l’esterno. Il consulente tecnico militare più anziano Jim Dever spiega i vantaggi di un tale addestramento: “L’addestamento per gli attori è stato pensato in tre fasi. La prima settimana era un addestramento fisico. Con questo potevamo capire l’abilità fisica di ogni singolo attore. Inoltre questo tipo di addestramento instilla la disciplina, per questo potevo spiegare loro il concetto del comando, che è naturalmente una parte fondamentale del corpo dei Marines: ascoltare gli ordini ed eseguirli. Quella prima settimana includeva anche lezioni di storia dei Marines”.
La fase due e la fase tre sono state ancora più dure. “La seconda settimana ci siamo spostati a Camp Mindon. “Una volta lì, abbiamo vissuto sul campo per cinque giorni. Abbiamo fatto in modo che gli attori prendessero familiarità con le tende e i letti da campo, abbiamo distribuito l’equipaggiamento e abbiamo iniziato l’addestramento. Ogni mattina presto, verso le 5.30 am, facevamo esercizi fisici, la doccia, mangiavamo la colazione e imparavamo ad essere Marines, dall’indossare l’uniforme a come usare le armi. Nel pomeriggio, Jonathan avrebbe preparato le scene con gli attori, che sarebbero state nel film. La terza fase era la preparazione alla strada: come muoversi e come entrare in contatto gli uni con gli altri. Abbiamo anche continuato gli allenamenti con le armi”. Dopo la terza settimana sono iniziate le riprese.
“Il campo d’addestramento è stato molto interessante”, afferma Aaron Eckhart. “Sono felice di averlo fatto, perché fondamentalmente è stato un periodo di preparazione di tre settimane. C’erano tre marine che ci seguivano durante l’addestramento, abbiamo dormito tutti nella stessa tenda e mangiato insieme. Avevamo delle regole. Dopo aver mangiato la nostra razione ci dedicavamo agli esercizi durante il giorno. Agivamo come una vera squadra di Marines. Io ero il sergente, per questo li comandavo e loro mi odiavano. Era tutto incredibile, soprattutto quando ci hanno portato le armi, necessarie a capire come avremmo dovuto manovrarle a cosa mirare, come avanzare, come stare uniti e camminare per strada. Ci ha realmente aiutati perché quando è stato il momento di girare il Sergente Maggiore Dever avrebbe detto OK ragazzi voi dovete ispezionare quest’area e noi sapevamo come dovevamo agire”.
“Il campo di addestramento è stato tale,” racconta Ramon Rodriguez. “Ho un totale nuovo rispetto nei confronti dei soldati e in particolare dei Marines. Per esempio le nostre tute pesano quasi 20 chili e le nostre non sono neanche complete. Non hanno le placche di metallo, non hanno le granate vere, con tutti gli elementi inisieme le tute reali arrivano a quasi 40 chili o più. E in ultimo ci sono le armi, dipende da quale si ha ma può variare dai 12 ai 15 chili. Poi si indossano gli stivali e il casco….insomma, non è una cosa semplice”.
Sebbene tutto ciò, Rodriguez continua dicendo che l’addestramento ha aiutato anche nel determinare i rapporti con i suoi colleghi attori e immergersi al meglio nel proprio personaggio. “Onestamente, il campo è stato probabilmente il momento più bello di tutto, perché ha permesso a tutti di legare e diventare una squadra, una truppa”, continua. “Abbiamo trascorso parecchie settimane fuori, sotto una tenda con Marines esperti che ci guidavano, aiutavano, ci mostravano e insegnavano come diventare uno di loro. Ci esercitavamo tutto il giorno e in alcuni casi preparavamo le scene durante il periodo di allenamento. Tutti noi ci siamo legati e lentamente abbiamo trovato i nostri personaggi. Alla fine credo che questo film sia un omaggio ai Marines e spero siano orgogliosi”.
Conclude Ne-Yo: “In definitiva il campo di addestramento mi ha aiutato ad entrare nel personaggio.
Che ti piaccia o no, tu sei il tuo personaggio per tre settimane. Non hai scelta. Naturalmento non ha nulla a che vedere con quello che fanno realmente quei ragazzi, ma dopo tre giorni pensavamo ok ci siamo, iniziamo le riprese. Portateci in hotel sta piovendo. Tutto ciò mi ha aiutato a capire chi sono i Marines e perché ne dobbiamo essere orgogliosi”.
TRASPORTARE IL PUBBLICO NELLA BATTAGLIA
Il produttore Neal H. Moritz, per nulla estraneo a film adrenalinici e ricchi d’azione, parlando di World Invasion afferma che: “È il film più fisico nel quale io sia mai stato coinvolto. Gli stessi attori hanno fatto da soli molte delle scene acrobatiche. Era come se fossero in guerra sul set”.
Ne-Yo riprende la questione dicendo: “Di base sono un cantante di musica R&B e per questo non c’è molta acrobazia nella mia vita di tutti i gironi. Ma mi è stato richiesto di cadere da un’altezza di 15 metri sul tetto di una macchina, che è una cosa che non avevo mai fatto e che probabilmento non rifarei. Ma è stato divertente”.
“Volevamo relamente che il pubblico credesse gli attori dei veri Marines, sia nel battaglione e sia nell’esperienza di dover fronteggiare un nemico che non sanno come combattere”, afferma Liebesman. “Questa è l’unica zona di combattimento nella quale non sono stati addestrati e volevamo che il pubblico avesse apprensione per i nostri, i Marines e i civili, come se fosse in missione con loro”.
Era intenzione di Liebesman mantenere la tensione durante tutto il film. Spiega il produttore Ori Marmur: “World Invasion ha l’azione e l’adrenalina di un grande film, ma di un’elevata qualità molto realistica. Abbiamo uno straordinario direttore della fotografia, Lukas Ettlin, che ha messo in piedi una squadra incredibile. Bravissimo in ogni situazione, che fossero su un camion, sotto una macchina o attraverso una finestra rotta. Abbiamo elicotteri, riprese sott’acqua, sopra l’acqua, fuori e dentro masse di fuoco”.
Tutta questa qualità delle riprese è finalizzata all’emozione del film. Secondo Eckhart: “Se il pubblico non crederà che siamo relamente pronti per morire in ogni momento, allora significa che non abbiamo fatto un buon lavoro”.
GLI EFFETTI VISIVI
Per il supervisore agli effetti visivi Everett Burrell, lavorare a World Invasion lo ha portato a fronteggiare parecchie sfide, prima di tutte la particolare visione che Liebesman aveva della storia, di voler raccontarla dal punto di vista dei Marines. Questo implicava un largo utilizzo di camere da presa a braccio e sarebbe stato difficle poter incorporare gli effetti in riprese di quel tipo. Scherza Burrel: “Rivolto ai produttori ho detto non voglio sentire storie di nessun tipo”.
In World Invasion Los Angeles viene distrutta da un nemico sconosciuto e da…..Everett Burrell. Per preparare il suo lavoro, Burrel ha sorvolato in elicottero la zona da San Diego a Los Angeles, scattando foto digitali, che sarebbero diventati lo sfondo per il film. “Una volta che Jonathan aveva scelto gli scatti che preferiva avremmo potuto aggiungere fuoco, fumo e distruzione”, spiega Burrell.
Ma la distruzione era solo l’inizio, Burrell con la sua squadra erano anche responsabili per la creazione dei distruttori. Liebesman in collaborzione con una squadra di artisti ha creato gli alieni per World Invasion è ha realizzato così la propria idea. “Mentre a me era chiara l’idea di alieno che volevo creare, la collaborazione tra gli artisti e la squadra di post-produzione ha dato vita a qualcosa di realmente complesso e a creature molto più affascinanti di quelle che imaginavo”, spiega il regista.
“È sempre difficile questa fase perché ci sono infinite possibilità”, continua Burrell. Naturalmente quando si disegna un alieno neanche il cielo ha limiti: tutto è possibile. Ma da dove iniziare? E come sapere dove fermarsi? “Abbiamo analizzato diverse idee con Jonathan per cercare di raggiungere l’alieno corretto, cosa immaginava”. Ciò soprattutto per il fatto che erano tante le cose dovevamo affrontare. Volevamo che i nostri fossero molto diversi, rispetto a quanto già visto in passato. La computer-grafica ci ha permesso di fare varie prove fin quando non si è arrivati ad una versione soddisfacente”.
Riprende Moritz: “Lo sviluppo degli alieni è stato molto complesso. Durante la pre-produzioe abbiamo analizzato molti modelli differenti. Ovviamente non volevamo duplicare quello che era già stato visto nei film precedenti, ma allo stesso tempo volevamo che gli alieni fossero credibili, che avessero un senso in base alla nostra storia, perché sono venuti qui, che cosa cercano, come si difendono, cosa è meglio per loro. Jonathan ha avuto un’idea unica, un alineo orrendo che una volta definito abbiamo ricreato per mostrarlo agli studios. Tutti erano molto entusiasti”.
La computer grafica aiuta in molte occasioni, ma in alcuni casi è preferibile ottenere il risultato con un effetto fisico. In World Invasion questo è vero durante l’autopsia del corpo alieno, nella quale i Marines cercano di scoprire di cosa sono fatti gli alieni e di capire come poterli sconfiggere.
“Jonathan è stato coinvolto sugli effetti visivi riguardanti le creature, la forma aliena, come dovevano reagire, come dovevano sentirsi”, spiega Joel Harlow, il capo del dipartimento per gli effetti alieni.
Una volta definite le sembianze, Liebesman è stato chiamato in causa anche per quanto riguarda i materiali: silicone, pelle, ossa o metallo. Alla fine l’alieno adoperato per la scena dell’autopsia era ipressionante. “Alto quasi 2 metri e mezzo, con tentacoli di quasi 6 metri”.
“Per l’astronave aliena, tutto è iniziato per caso”, racconta Burrel. “Jonathan stava giocando con gli effetti visivi e per errore c’era una grande nave con un lato in frantumi. L’idea è piaciuta e per questo la nave aliena è una specie di pizza tagliata a fette, cioè una nave composta in più parti. Distruggeranno il mondo in soli trenta minuti”.
L’ATTACCO A LOS ANGELES DEL 1942
L’evento meglio conosciuto come La battaglia di Los Angeles è avvenuto tra la notte e la mattina del 24-25 febbraio del 1942. Senza aver mai trovato una vera spiegazione, questi eventi sono avvolti nel mistero e sono oggetto di numerose indagini.
Il 23 febbraio, di mattina presto, un sottomarino giapponese emerse in superficie e attaccò una stazione petrolifera nei pressi di Santa Barbara, in California. Nei rapporti è indicato che il sottomarino era diretto verso Los Angeles e che le tutti erano in agitazione e carichi di tensione Il 25 febbraio, dalle 2 del mattino per tutta la notte, ogetti non identificati furono avvistati nei cieli di Los Angeles ed era così strana come situazione che le sirene di allarme attacco aereo furono attivate e fu ordinato un black out generale. Alle 3.16, la 37a Brigata dell’Artiglieria Militare iniziò a sparare contro questi oggetti, più di 1400 missili furono sparati nei successivi 58 minuti, mentre gli oggetti si spostavano da Santa Monica a Long Beach.
“Ovviamente l’idea di tutti era che erano bombardieri giapponesi venuti per attaccare gli Stati Uniti”, racconta Bill Birnes, esperto di UFO ed editore di riviste specializzate. “Ma non era così. Volavano troppo alti. E la cosa più strana fu che nessun colpo sparato contro di loro era riuscito a colpire i loro scafi aerei, nonostante le numerose munizioni sparate”. Le persone che erano lì quella notte giurano che non si trattava né di aeroplani né di palloni, ma di UFO. Galleggiavano, ondeggiavano. E ad oggi nessuno è in grado di spiegare che tipo di scafo fosse e il perché i proiettili e i missili non riuscivano a colpirli. È un mistero che non è mai stato risolto”.
La descrizione di questi UFO varia da persona a persona. Il Generale George C. Marshall, nel suo rapporto preliminare sull’evento, inviato al Presidente Roosevelt scrive che questi “aerei non identificati viaggiavano da una velocità molto bassa fino ad oltre 300 km/h, ad un’altezza compresa tra i 3 e i 5 km”. Il numero di oggetti osservati variava tra i 9, i 15 e i 25.
All’inizio gli ufficiali avevano dato spiegazioni molto vaghe: il segretario della Marina, Frank Knox, aveva liquidato l’evento come un falso allarme dovuto alla tensione per la guerra. Ma quando questa spiegazione non soddisfò né l’opinione pubblica né la stampa, l’esercito rispose che sia gli oggetti sia la battaglia erano cose realmente accadute e il 26 febbraio il segretario Henry L. Stimson diede conferma di tutto. Leland Ford, sottosegretario di Santa Monica, fu chiamato a svolgere le indagini sull’accaduto ma non fu risolto nulla. Negli anni molte sono state le spiegazioni date, dagli aerei giapponiesi a velivoli tedeschi partiti da una base militare segreta in Messico, oppure si è parlato di palloni meterologici o di lanterne volanti.
Tuttavia, è anche emerso che il Generale Marshall riportò che l’esercito si era scontrato con velivoli non identificati che si trovavano sopra la costa della California e che di fatto quei misteriosi aeroplani non erano qualcosa di terrestre, ma probabilmente di origine interplanetaria.
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