Regista: Michael Hoffman
Titolo originale: Gambit
Durata: 89'
Genere: Commedia
Nazione: U.S.A.
Rapporto:
Anno: 2012
Uscita prevista: 21 febbraio 2013 (cinema)
Attori: Cameron Diaz, Alan Rickman, Colin Firth, Stanley Tucci, Cloris Leachman, Anna Skellern, Tom Courtenay, Togo Igawa, Erica LaRose, Sarah Goldberg
Sceneggiatura: Ethan Coen, Joel Coen
Trama, Giudizi ed Opinioni per Gambit (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Titolo originale: Gambit
Durata: 89'
Genere: Commedia
Nazione: U.S.A.
Rapporto:
Anno: 2012
Uscita prevista: 21 febbraio 2013 (cinema)
Attori: Cameron Diaz, Alan Rickman, Colin Firth, Stanley Tucci, Cloris Leachman, Anna Skellern, Tom Courtenay, Togo Igawa, Erica LaRose, Sarah Goldberg
Sceneggiatura: Ethan Coen, Joel Coen
Trama, Giudizi ed Opinioni per Gambit (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Fotografia: Florian Ballhaus
Montaggio:
Scenografia: Stephanie McMillan
Costumi: Jenny Beavan
Produttore: Graham King,Mike Lobell,Rob Paris,Adam Ripp
Produttore esecutivo: Philip Elway,Rizal Risjad
Produzione: Crime Scene Pictures, Michael Lobell Productions
Distribuzione: Medusa
Montaggio:
Scenografia: Stephanie McMillan
Costumi: Jenny Beavan
Produttore: Graham King,Mike Lobell,Rob Paris,Adam Ripp
Produttore esecutivo: Philip Elway,Rizal Risjad
Produzione: Crime Scene Pictures, Michael Lobell Productions
Distribuzione: Medusa
La recensione di Dr. Film. di Gambit
Niente male. Buon intrattenimento.
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Note dalla produzione:
"GAMBIT: sorprendente e spiazzante mossa iniziale con la quale il giocatore sacrifica un punto a favore dell'avversario per assicurarsi un vantaggio strategico in una fase più avanzata del gioco."
"GAMBIT, scritto dai fratelli Coen è un'arguta commedia sullo scontro tra culture nella quale la rigidità di Harry Dean - risultato dell'educazione ricevuta in una severa scuola pubblica – viene messa a contrasto con la totale incoscienza e spontaneità di PJ. E' come se avessero messo insieme Cary Grant e Carole Lombard," commenta il regista Michael Hoffman. Parlando del film originale degli anni 60, interpretato da Michael Caine e Shirley MacLaine, il regista osserva: "Non conosco bene il film originale e a mio avviso l'unica cosa che i due film hanno in comune è la presenza di un uomo che ha un piano ben preciso in mente."
Hoffman e il produttore Mike Lobell erano entrambi interessati a lavorare con Colin Firth, ma temevano che non sarebbe stato facile. "Eravamo certi che avrebbe vinto l'Oscar (per Il discorso del Re)," ricorda Hoffman, "e sapevamo che subito dopo la vittoria avrebbe ricevuto una grande quantità di proposte; ciononostante, il giorno del mio compleanno ho ricevuto un messaggio da Colin nel quale diceva che aveva desiderio di incontrarmi. Una delle prime cose che mi ha detto in quell'occasione è stata: "Non credo di voler interpretare una commedia." E invece, mentre sorvolavo l'Oceano il suo agente mi ha chiamato dicendomi che Colin aveva accettato."
Dopodiché, tutto è avvenuto rapidamente con Cameron Diaz che ha accettato il ruolo di PJ Puznowski, l'incontenibile regina del rodeo e Alan Rickman che si è calato nei panni di Lord Lionel Shabandar, il datore di lavoro e nemesi di Harry Deane. Tom Courtenay è The Major, socio di Harry e asso della falsificazione di opere d.arte, mentre Stanley Tucci
interpreta il ruolo dell'esperto di arte tedesco, e Cloris Leachman è la nonna ignorante e rozza di PJ.
Colin Firth aveva sentito parlare del progetto e della sceneggiatura da qualche tempo. "La sceneggiatura ha un qualcosa di unico, che fa pensare ad un'altra epoca anche se non è necessariamente la stessa del film originale. L'idea di partenza è simile, ma il "sapore" e i personaggi della storia scritta dai Cohen sono totalmente diversi. Leggendola ho riso come un pazzo e sono poche le commedie che provocano questo effetto nella fase di lettura."
Avendo interpretato di recente il film diretto da Tom Ford A Single Man, che gli è valso una candidatura all'Oscar, seguito da Il discorso del Re, per il quale lo ha vinto, Firth aveva espresso il desiderio di fare qualcosa di diverso. Racconta l'attore: "Dopo aver interpretato delle storie così "seriose" avevo voglia di qualcosa di più leggero e sguaiato. Mi piace mettermi in ridicolo sul grande schermo." La convinzione di Firth che le sue gambe avrebbero potuto essere usate per scopi comici, nata e coltivata inizialmente sui campi di calcio della scuola, ha trovato conferma quando durate le riprese della scena nella quale attraversa la hall del Savoy Hotel senza pantaloni fingendo una certa nonchalance, la co-protagonista Cameron Diaz gli è passata accanto e ha detto semplicemente: "Avevi ragione, le tue gambe fanno proprio ridere."
Firth spiega che il "mestiere" ha un ruolo fondamentale sia nella commedia sia nei film drammatici. "Quando si interpreta una commedia bisogna essere sempre molto disciplinati perché se sbagli anche solo di un millimetro, puoi ottenere un effetto diametralmente opposto. E' una specie di scienza esatta nella quale devi concentrarti su tanti elementi e non solo su ciò che ti fa ridere." Firth elenca gli ingredienti necessari per una commedia di successo. "Una sceneggiatura precisa e ben scritta, attori in grado di interpretarla nel modo giusto, un regista che permetta agli attori di "crescere" nei rispettivi ruoli e un addetto al montaggio con una precisione quasi chirurgica."
Firth conosceva già il lavoro del regista Michael Hoffman. "Ero rimasto molto colpito da The Last Station. Venivamo entrambi da film che ruotavano intorno a personaggi molto tormentati e eravamo pronti ad affrontare qualcosa di totalmente diverso." Lavorare con Hoffman è stato un piacere. Racconta Firth, "Siamo due persone molto riflessive, e abbiamo l'abitudine di considerare opinioni contrapposte. Mike è intellettualmente agile e molto eloquente, il che ci ha permesso di avere delle vere e proprie discussioni. E' una persona molto persuasiva, una qualità che ha riscontrato anche in me e per questo a volte siamo riusciti a convincerci vicendevolmente trovandoci alla fine nella posizione opposta a quella nella quale eravamo all'inizio. Sono certo che per gli altri è stato uno sfinimento ma per me è stato molto divertente."
"Ha una lunga esperienza in generi molto diversi e ha ricordato a tutti noi che la commedia affonda le sue radici in qualcosa di vero e realistico, anche se non disdegna le battute di livello più basso" aggiunge Firth.
Il regista è prodigo di lodi per il suo protagonista. "Colin è un comico brillante; ci sono momenti nella sua interpretazione nei quali mi ha fatto pensare a Buster Keaton o a Peter Sellers nel corpo di Cary Grant. E' dotato di una grande inventiva e ha un totale controllo del suo corpo."
Parlando del suo personaggio, Firth dice: "Harry Deane sta attraversando una prova incredibile. Lo vediamo mentre tenta di realizzare i propri sogni e non c.è nulla di più intimo del vedere le fantasie di qualcuno. Poi però lo vediamo in azione nella vita reale, quando non gli eventi sfuggono al suo controllo e il destino cospira contro di lui. E' come se lottasse contro i mulini a vento. "
Parlando della scelta di Cameron Diaz per interpretare PJ, la ragazza texana che Harry sceglie come socia in "affari", commenta: "Quando ho letto la sceneggiatura mi è venuta in mente un'unica attrice con le qualità giuste per interpretare quel ruolo." Firth descrive la Diaz nel modo seguente: "Cameron è una vera bomba di energia; è esattamente ciò di cui Harry Deane ha bisogno ed era esattamente ciò di cui io avevo bisogno come attore. Durante la lavorazione l'ho vista sempre e soltanto felice e raggiante; la sua energia ha rivoluzionato e riorganizzato le dinamiche sul set. Inoltre è una grande professionista dotata di una pazienza straordinaria."
Alan Rickman interpreta Shabandar, capo di Harry e sua potenziale vittima. Sebbene Firth e Rickman avessero interpretato entrambi la commedia romantica di Richard Curtis "Love Actually" trattandosi di un film ad episodi, non avevano avuto l'opportunità di recitare insieme. Commenta Firth: "Rabbia e disprezzo in chiava comica: non c.è nessuno che sappia esprimerli meglio di Alan. Essere totalmente ignorati da Alan sullo schermo è stato mortificante ma fuori dallo schermo è una persona di grande compagnia."
La persona più vicina a Harry Deane è The Major, ex militare e maestro nell'arte della falsificazione, ruolo interpretato dal veterano dello schermo Tom Courtenay. Firth considera Courtenay uno dei grandi attori inglesi e dice che durante le riprese ha cercato di "far tesoro o abbuffarsi di tutta la sua esperienza e sapienza cinematografiche". Racconta Firth: "Il rapporto tra Harry e The Major è commovente e soddisfacente a differenza di qualunque altro rapporto ritratto nel film. L'interpretazione di Tom è piena di note eccentriche e aggraziate. The Major è gentile e rassicurante ma con un guizzo di malvagità."
Cameron Diaz è stata la prima "scelta" di tutti per il ruolo di PJ Puznowski, la ragazza texana che lavora in un allevamento di polli e che si diletta nel rodeo. Racconta Hoffman, "Cameron ha una sensualità molto naturale che serve a riscaldare il film. L'energia e la disponibilità di PJ sono in netto contrasto con il carattere di Harry Dean; il tipico caso degli opposti che si attraggono."
Per Cameron Diaz le due attrattive principali del film sono state la sceneggiatura dei fratelli Coen e la possibilità di lavorare con Colin Firth. "Sapevo che Colin era un grande attore e sono una fan dei Coen da sempre; non vedevo l'ora di avere l'occasione di poter dare voce alle loro battute. Il tono della sceneggiatura era unico e infatti mi ci sono volute un paio di letture complete per capirlo a fondo e farlo mio."
Questa è la descrizione che l'attrice fa di PJ. "Lavora in un allevamento di polli ma gareggia nel rodeo eccellendo nel tiro del lazo. Se avete mai visitato le zone rurali del Texas, non vi sarà difficile capire che per sopravvivere lì bisogna avere un hobby, visto che non c.è poi molto da fare." Nella parte iniziale del film, vediamo PJ durante un rodeo, mentre viene osservata da Harry e da Major. Racconta la Diaz: "Mi sono allenata con un professionista del tiro del lazo. Non ho provato su animali vivi, ma su un vitello di ferro battuto, trascinato da un trattore mentre io gli andavo dietro a cavallo. Mi sono divertita come una pazza e ho scattato un mucchio di fotografie da far vedere ai miei amici. Qualche colpo mi è anche riuscito bene."
Durante il film, PJ fa continuo sfoggio delle sue caserecce perle di saggezza, con grande e crescente disappunto di Harry. Spiega la Diaz: "Tutta la sua saggezza viene da sua madre che aveva una visione diciamo unica del mondo. PJ vive secondo i proverbi di sua madre che l'aiutano a fare la cosa giusta. E' innocente e vera. In Inghilterra, dove parla una lingua totalmente diversa da tutti quelli che incontra, snocciola i suoi proverbi a Harry e Shabandar che a dire il vero non li capiscono fino in fondo ma ne riconoscono la validità."
Il rapporto tra PJ e Harry è quello che si crea quando due persone diametralmente opposte s.incontrano. Racconta Diaz: "PJ viene da un luogo caldo e asciutto mentre ora si trova in un luogo freddo e umido. Lui è molto rigido, lei è molto "easy"; lei è sicura di se stessa e non deve dimostrare nulla a nessuno mentre lui sente di dover provare qualcosa a se stesso. Lei ha accettato per divertimento, lui sembra averlo fatto per i soldi."
Aggiunge l'attrice: "Mi è piaciuto molto interpretare PJ, una donna che vuole provare tutto e che cerca di prendere il meglio dalla strana avventura che le è stata offerta."
Alan Rickman si è unito al cast nei panni di Lord Lionel Shabandar essendo già un grande ammiratore di Michael Hoffman e sapendo già che avrebbe lavorato con Colin e Cameron. Parlando della sceneggiatura, osserva: "Si sente costantemente la presenza e la profondità della scrittura dei Coen. Le loro battute a volte somigliano a degli scioglilingua, come abbiamo avuto modo di scoprire tutti noi, soprattutto quelli delle scene notturne. La difficoltà maggiore è che scrivono dei dialoghi molto elaborati e la commedia scaturisce proprio da questo. E' una combinazione di commedia sofisticata e torte in faccia."
Rickman si trova ad interpretare le due versioni di Lord Shabandar: quella vera, vale a dire un "barone" dei media che gestisce potere e soldi, e quella che vive nelle fantasie di Harry, e cioè uno zoticone, villano e arrogante. Parlando di Michael Hoffman lo descrive "un regista di attori". "Essendo stato un attore a sua volta, conosce e capisce perfettamente l'intero processo. Rispetta i campi lunghi, attraverso i quali riesce a cogliere l'energia che spesso si perde quando le scene vengono interrotte. I grandi classici del passato con Hepburn/Stacey avevano tante scene a due, dove il pubblico poteva scegliere da che parte guardare. Questo genere di inquadrature sono utilissime ai fini della vivacità della commedia."
Rickman apprezza le qualità comiche dei suoi colleghi. "Harry non è consapevole del lato comico della sua vita; per lui è tutto così dannatamente serio e quindi Colin ha dovuto adattare la sua recitazione a questo lato del suo personaggio." Parlando di Cameron Diaz dice: "E' un'attrice molto disciplinata e al contempo totalmente libera, e questo contrasto appare chiaro in ogni singola scena del film. Quando è sul set è come se volasse e sa sempre dove vuole andare. Non tratta con sufficienza il suo personaggio e ha una comprensione magnifica e completa del linguaggio dei fratelli Coen."
Tom Courtenay, the Major, l'assistente di Harry, recita sempre e solo con Colin Firth. "Harry e the Major sono ottimi amici, e sono il cuore stesso del film. Non avevamo mai lavorato insieme in precedenza, ma sul set non smettevamo mai di parlare e praticamente ci dovevano trascinare quando era il nostro turno," racconta Courtenay.
Per quanto riguarda il regista Michael Hoffman, l'attore aggiunge: "Abbiamo cominciato avendo qualcosa in comune: il tifo per il Manchester United, la mia seconda squadra dopo l'Hull City, passione che risale alla mia lunga esperienza teatrale a Manchester. Michael ha studiato a Oxford e quindi conosce bene i costumi inglesi."
Lo sport viene fuori ancora quando parla del rapporto con Cameron Diaz. "The Major resta immediatamente colpito dalla vivacità e dalla diversità di PJ, mentre Harry all'inizio non è poi così sicuro di lei. Sul set ho tentato di spiegare il cricket a Cameron, mentre lei ha cercato di insegnarmi le regole del baseball'"
Tom Courtenay ha apprezzato molto il tempo trascorso a Albuquerque, in New Mexico, dove sono state girate le sequenze del rodeo e gli esterni. Racconta: "Generalmente odio lavorare lontano da casa ma girare nei dintorni di Albuquerque è stato molto divertente. Il set era piuttosto lontano dall'albergo e per raggiungerlo abbiamo attraversato delle bizzarre zone desertiche. La cosa più divertente è stata girare la scena del rodeo, quando ci siamo ritrovati seduti in mezzo alla gente del posto, due perfetti gentleman inglesi tra tanti cowboy: Colin indossava un completo su misura realizzato dai sarti di Saville Row ed io portavo una giacca di tweed e un berretto tipicamente inglese."
Michael Hoffman descrive l'interpretazione di Courtenay come un qualcosa di magicamente stravagante e etereo. "E' come se fosse un angelo, la sua è una magica presenza," sostiene il regista.
A guidare questa bella avventura che ha permesso di passare dalla carta al grande schermo, un veterano di Hollywood, il produttore Mike Lobell' Il suo interesse per questo progetto risale addirittura agli anni 60, quando vide la prima inglese del Gambit, originale con Michael Caine, Shirley McLaine e Herbert Lom. All'epoca viveva a Londra e non si occupava ancora di cinema.
Quaranta anni dopo Lobell era già un produttore di successo con un contratto con la Universal Studios. E mentre scartabellava tra i suoi archivi, si è imbattuto in GAMBIT. Racconta: "All'epoca il film non era andato troppo bene e quindi nessuno allo studio ne sapeva nulla. Io li ho convinti che valesse la pena valutare meglio questa idea e alla fine siamo riusciti a far partire la produzione."
Nel 2003, Lobell ha chiesto ai fratelli Coen di scrivere una nuova sceneggiatura e all'improvviso il progetto è diventato "visibile" a Hollywood. Ricorda Lobell, "Nel corso degli anni, si sono fatti avanti tanti registi e attori ma per un motivo o per l'altro fino ad ora non eravamo mai riusciti a realizzarlo. Alla fine, un agente che si occupa prevalentemente di film indipendenti mi ha messo in contatto con la Crime Scene, una nuova società di produzione e Adam Ripp e Rob Paris hanno riconosciuto immediatamente le potenzialità della storia e hanno trovato i soldi per realizzarla. Durante l'intero processo i fratelli Coen sono sempre stati di grande aiuto e non hanno mai dubitato del fatto che il film sarebbe stato realizzato."
Quando il produttore Lobell ha contattato Michael Hoffman, i due già si conoscevano perché il socio di produzione e scrittura di Lobell, Andrew Bergman aveva scritto la sceneggiatura della commedia di Hoffman Bolle di sapone. Hoffman ha molto apprezzato la tenacia di Lobell grazie alla quale il progetto è diventato realtà. "La gestazione di questo film è stata più "colorita" del normale e dobbiamo congratularci con Mike Lobell per aver resistito tutti questi anni."
Dopo che Michael Hoffman ha accettato di dirigere il film, Colin Firth ha firmato il contratto, seguito da Cameron Diaz, e all'improvviso, dopo 14 anni, ogni cosa è andata al suo posto. Ricorda Lobell, "Non mi sono mai arreso e a Hollywood sapevano tutti che stavo cercando di realizzare questo film. E all'improvviso ci siamo ritrovati con un cast stellare." E in effetti, all'annuncio dell'inizio delle riprese, Lobell ha ricevuto i complimenti di tutti gli amici e colleghi di Hollywood.
Lo scenografo premiato con l'Oscar Stuart Craig ha disegnato e realizzato le scenografie del film. "Non appena abbiamo saputo che Stuart era libero, dopo 10 anni e numerosi premi ottenuti per aver creato il magico mondo di Harry Potter, lo abbiamo voluto a tutti i costi," racconta Michael Hoffman. Gran parte della storia si svolge di notte, cosa che Hoffmann sottolinea sempre: "E' sempre difficile realizzare una commedia di notte perché è una cosa piuttosto insolita; abbiamo dovuto utilizzare molte superfici riflettenti, come la pioggia, il vetro e l'acciaio per le strade e negli edifici. Il look doveva essere classico, non una Londra da cartolina ma una Londra elegante come quella ricreata per i film girati nei teatri di posa negli anni 30s e 40s." Il direttore della fotografia è Florian Balhaus. Michael Hoffman aveva lavorato con lui come operatore di macchina, nel film da lui diretto Un giorno per caso.
Ricorda Hoffman: "Florian ha una dimestichezza con il set quasi genetica, che forse deriva dall'aver lavorato per suo padre, il leggendario Michael Balhaus per i film di Martin Scorsese e Mike Nicholls. Ha una straordinarie capacità tecniche ed è velocissimo quando si tratta di risolvere i problemi, ma al contempo è un grande narratore e sa relazionarsi benissimo con la gente." Balhaus ha accettato – e vinto – la sfida di girare una commedia prevalentemente di notte catturando le scintille e la luminosità dei set, ed era pienamente consapevole della visione del mondo dei fratelli Coen. Londra è stata rappresentata come appare agli occhi di PJ – un luogo molto diverso dal Texas.
Ma l'ultima parola spetta al produttore Mike Lobell: "E' una commedia classica eccentrica e sofisticata, con un cast eccellente: un sogno diventato realtà."
INTERVISTA A CAMERON DIAZ E COLIN FIRTH
Far ridere è una cosa seria: chiedetelo a Cameron Diaz e Colin Firth, gli interpreti dell'intelligente e divertente commedia Gambit. Con questo non vogliamo certo insinuare che non si siano divertiti a interpretare Gambit diretti da Michael Hoffman e affiancati da colleghi eccezionali quali Alan Rickman, Tom Courtenay e Stanley Tucci, perché a sentir loro è stato un vero spasso.
"E' stato molto divertente," commenta Cameron Diaz. "Sono stata molto fortunata a poter lavorare accanto ad attori straordinari quali Colin Firth, Alan Rickman, Tom Courtenay e Stanley Tucci. Oltre ad essere degli artisti di grande talento sono persone meravigliose e passare del tempo in loro compagnia è stato un vero privilegio."
Firth riconosce che un giorno mentre girava una scena con Alan Rickman non è riuscito a trattenersi dal ridere. "Sono letteralmente esploso," confessa l'attore. "Non è una cosa che mi capita spesso ma ridevo talmente da non riuscire a ricordare le battute."
Nonostante le risate, i due attori concordano nel dire che realizzare una commedia che funzioni è una questione delicata che richiede una miscela sapiente di tanti ingredienti diversi ed essenziali, tra cui una sceneggiatura spumeggiante (e su questo non c.erano dubbi visto che gli autori sono i vincitori dell'Oscar Joel e Ethan Coen), di un regista di talento, di attori dotati di un tempismo comico da spaccare il secondo e di un occhio molto esperto in sala montaggio.
"E' strabiliante scoprire come le commedie presentino dei problemi molto seri. Anzi direi che ce ne sono talmente tanti da causare vere nevrosi," commenta Firth. "Mi spingerei a dire che interpretare un film drammatico è molto più facile e credo che siano in tanti a pensarla come me. Sembra un'affermazione esagerata ma è la pura verità."
"C'è un vecchio detto che recita, "morire è facile, fare una commedia è difficile… .. Le commedie non vengono mai prese sul serio; raramente vincono l'Oscar come migliore film ma in realtà sono delle autentiche opera d'arte. E' come camminare sul filo ad una grande altezza; se fai il minimo passo falso sei finito."
Cameron Diaz, che aveva già ampiamente dato prova del suo talento comico, concorda su tutto e sottolinea l'importanza del gioco di squadra. "Esistono tanti tipi di commedie; Gambit per esempio è molto diversa da Tutti Pazzi per Mary".
"E anche se ogni commedia ha i suoi tempi e i suoi ritmi, ogni commedia che si rispetti è il risultato di una perfetta collaborazione tra una buona sceneggiatura, un regista che sa quello che vuole e degli attori affiatati. La fiducia è un altro ingrediente fondamentale e fortunatamente sono tutte cose che abbiamo avuto in abbondanza per Gambit. La commedia – qualunque commedia e scusatemi se vi sembro ripetitiva – è il risultato di un lavoro di squadra."
Firth è stato felicissimo di lavorare accanto a Cameron Diaz. Pensando alle attrici che avrebbero potuto interpretare il ruolo di PJ Puznowski, la deliziosa e semplice ragazza texana che viene coinvolta in un complotto che ruota intorno ad un falso Monet, Firth afferma: "Per me Cameron è sempre stata l'unica candidata per quel ruolo."
"Quando Cameron Diaz ha accettato il ruolo, io ero già coinvolto nel progetto," aggiunge l'attore inglese. "Come ho già detto prima, ero stato io a fare il suo nome visto che ha un talento comico straordinario. Il suo tempismo è impeccabile, è un vero dono. E credo che siano poche le persone che capiscano fino a che punto possa essere difficile interpretare una commedia e riuscire a far ridere il pubblico."
Aggiunge Cameron Diaz: "Ero elettrizzata all'idea di recitare accanto a Colin ancor prima che vincesse l'Oscar; anzi devo dire che pur essendo stata felicissima per lui, a quel punto mi sentivo un po. in soggezione. Infatti, una cosa è sapere di dover lavorare con un grandissimo attore un'altra è recitare accanto ad un grandissimo attore che ha appena vinto l'Oscar."
Gambit è una commedia "criminale" visto che la storia ruota intorno ad un colpo da mettere a segno nel mondo dell'arte, caratterizzata però anche dall'incontro/scontro tra culture diverse. Osserva Firth: "Parte della comicità deriva dai meravigliosi dialoghi tra questa bellissima ragazza texana e questo inglese tutto di un pezzo, due personaggi sicuramente sopra alle righe."
"Nella vita vera vi capiterà raramente di incontrare persone che parlano come parlo io nel film, perché il mio personaggio si esprime in un inglese molto corretto e ricercato. Potrei arrivare a dire che c.è un po. di Pigmalione in lui."
Harry Deane, interpretato da Colin Firth, è un curatore di mostre e lavora per il magnate dei media Lionel Shabandar (Rickman), avido collezionista di opere d.arte. Shabandar è egocentrico, brusco, vanaglorioso e molto avido e quindi - o almeno è questa l'opinione di Harry – è maturo per abboccare all'amo e cadere in un tranello che lo porterà ad acquistare un agognatissimo Monet che completerebbe la sua già inestimabile collezione privata.
L'ingegnoso complotto ideato da Harry coinvolge anche il suo amico The Major (Courtenay) artista di talento che sarà incaricato di realizzare il falso Monet – del quale Harry certificherà l'autenticità – e di inventare una storia credibile per spiegare come il quadro sia giunto a lui: il dipinto sarebbe scomparso durante la Seconda Guerra Mondiale ricomparendo all'improvviso in una specie di campeggio in Texas dove PJ lo avrebbe ereditato dal nonno, un soldato che ha combattuto in Europa. O almeno questa è la storia che racconteranno a Shabandar.
Quando Shabandar verrà a conoscenza delle rocambolesche vicende del quadro – grazie ad alcuni indizi piazzati ad arte da Harry – convocherà immediatamente PJ a Londra per intavolare una trattativa per l'acquisto del quadro. E' a questo punto che i piani di Harry cominceranno ad andare comicamente a rotoli.
Ispirato al film realizzato nel 1966 e interpretato da Michael Caine e Shirley McLaine, Gambit non è propriamente un remake. "Non credo che possiamo definirlo un remake," afferma Firth "perché questo film è molto diverso da quello dal quale prende ispirazione."
In realtà i fratelli Coen hanno preso l'idea solo come punto di partenza ma hanno scritto un film che è un tipico film dei fratelli Coen. "La sceneggiatura è stata scritta dai fratelli Coen che sapevano sin dall'inizio che non avrebbero diretto il film," spiega Cameron Diaz. "Ciononostante, il loro mondo e il loro cinema sono facilmente riconoscibili.
"Durante le prove, capita spesso ad attori e registi di immaginare come migliorare una scena o un dialogo. Si dicono cose tipo: e se cambiassi l'ordine delle parole in questa frase? Se dicessi questo prima di quest.altro?" Insomma si fanno "esperimenti".
"Questa volta però ci siamo resi conto che alla fine tornavamo sempre alla versione originale perché la scrittura dei Coen possiede un ritmo perfetto, quasi musicale."
"Non si può eliminare neanche una parola perché facendolo è come se si togliesse un numero da un'equazione: si otterrebbe un risultato diverso che sicuramente non funzionerebbe. Ogni volta che abbiamo provato a cambiare qualche cosa ci siamo ritrovati dove eravamo all'inizio."
Quando PJ arriva a Londra, Shabandar è conquistato dalla bella e affascinate ragazza texana molto sicura di sé, e insiste affinché lei alloggi nel suo hotel preferito – il costosissimo The Savoy. Dopo aver mangiato e bevuto in sua compagnia, Shabandar non nasconde le sue intenzioni "romantiche" nei confronti di PJ mentre Harry, dalle retrovie, teme che questo coinvolgimento possa mandare in fumo il suo piano.
Segue un'esilarante sequenza nella quale Harry entra ed esce da varie stanze dell'albero passando dalla finestra e finisce attraversando la hall del raffinato albergo in mutande. A detta di Firth, interpretare quella scena è stato divertente quanto vederla da spettatore.
Hoffman e i suoi collaboratori hanno decido di girare quella scena di sera ma nonostante l'ora tarda The Savoy era comunque affollato e non tutti i clienti erano a conoscenza del fatto che due grandi star di Hollywood - una delle quali senza pantaloni – erano nell'edificio.
"C'è un'inquadratura nella quale io esco dall'ascensore e attraverso la hall – senza i pantaloni, naturalmente," ricorda l'attore. "L'unico problema è che non avevano bloccato l'accesso alla hall e che non tutti i clienti erano stati avvertiti che stavamo girando un film."
"Io ero nell'ascensore in attesa di fare il mio ingresso trionfale nella hall e ogni tanto la porta si apriva, e chi era fuori ad aspettare l'ascensore non riusciva a trattenere la propria sorpresa trovando me in mutande…! I membri della troupe erano nascosti e nessuno riusciva a spiegarsi perché ci fosse un uomo in mutande dentro l'ascensore. La cosa si è ripetuta diverse volte. Mi sono anche imbattuto in una donna ubriaca nella porta girevole che mi ha detto. "ciao bello, dove hai lasciato i pantaloni!" Insomma ci siamo veramente divertiti."
"Si era parlato a lungo nei giorni precedenti del lato assolutamente comico delle mie gambe. Cameron ha addirittura deciso di assistere alle riprese quella sera portando portato un'amica."
"Ho visto una piccolo folla; sembrava di essere al Colosseo quando la gente si assiepava per vedere i Cristiani divorati dai leoni. Ho attraversato con una certa disinvoltura la hall in mutande e ho pensato che Cameron avrebbe detto: "Devo ammettere che le tue gambe sono molto sexy Colin, non capisco perché avevi tanta paura a mostrarle"…
"E invece non ha detto niente. E' venuta, ha guardato le mie gambe e ha detto: "sono veramente buffe…". Poi ha fatto una pausa e ha aggiunto: "ma servono a questo, vero?"
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