Innocenti bugie di James Mangold

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locandina Innocenti bugie
 
Regista: James Mangold
Titolo originale: Knight and Day
Durata: 109'
Genere: Azione, Commedia
Nazione: U.S.A.
Rapporto:

Anno: 2010
Uscita prevista: 08 Ottobre 2010 (cinema)

Attori: Tom Cruise, Cameron Diaz, Peter Sarsgaard, Maggie Grace, Paul Dano, Marc Blucas, Viola Davis, Jordi Mollà, Liam Ferguson, Stream, Nicole Signore

Trama, Giudizi ed Opinioni per Innocenti bugie (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
 
Fotografia:
Montaggio:

Produzione: New Regency Pictures, Tree Line Films, Twentieth Century-Fox Film Corporation
Distribuzione: 20th Century Fox

La recensione di Dr. Film. di Innocenti bugie
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Colonna sonora / Soundtrack di Innocenti bugie
Potrebbe essere disponibile sotto, nei dati aggiuntivi (clic qui).

Voci / Doppiatori italiani:
Roberto Chevalier: Roy Miller
Claudia Catani: June Havens
Alessandro Quarta: Fitzgerald
Flavio Aquilone: Simon Feck
Diego Suarez: Antonio
Alessandra Cassioli: Isabel George
Andrea Mete: Bernhard
Nanni Baldini: Rodney
Roberto Certoma': Braces
Maria Letizia Scifoni: April Havens
Lorenza Biella: Molly
Carlo Reali: Frank Jenkins
Giuppy Izzo: Naomi
Luis Moriones: Eduardo
Eugenio Marinelli: Wilmer

Informazioni e curiosità su Innocenti bugie

Note dalla produzione:
GLI INIZI
L’agente segreto Roy Miller (Tom Cruise) entra a rotta di collo nella vita tranquilla di June Havens (Cameron Diaz), sconvolgendola in modo brusco e improvviso... e venendo anche lui travolto. Partita in aereo da Wichita, in Kansas, June inizia a chiacchierare con l’attraente e misterioso vicino di posto, Roy. All’improvviso tutto cambia e, poco dopo, l’aeroplano atterra a tutta velocità in un campo di grano. A parte loro, nessun passeggero o membro dell’equipaggio è vivo.
Senza neanche avere il tempo di riprendere fiato, June si trova ad essere inseguita nelle situazioni e nei luoghi più disparati – schivando pallottole a Boston, correndo sui tetti in Austria e sfuggendo ai tori a Siviglia – in compagnia di un agente segreto potenzialmente doppiogiochista, probabilmente instabile, ma decisamente affascinante, protagonista di un’avventura la cui posta in gioco è la vita, che spingerà lei e Tom, persone appartenenti a due mondi opposti, a fare la sola cosa che da molto tempo hanno accuratamente evitato: fidarsi di qualcuno. Ora niente più sarà lo stesso per quest’uomo eccezionale, misterioso e refrattario all’amore, e questa donna comune che si scopre capace di azioni straordinarie, che non avrebbe neanche lontanamente immaginato di poter compiere.

“INNOCENTI BUGIE ha tutto ciò che mi piace in un film”, afferma Tom Cruise. “È un mix molto organico di azione e commedia, con personaggi freschi e una bella storia d’amore. La cosa che mi ha colpito nella vicenda di Roy e June è che tutto è filtrato attraverso il prisma dell’azione. La sfida per me e Cameron, e anche il divertimento, era di trovare il modo per rivelare i nostri personaggi nel mezzo di un episodio frenetico o una sequenza pericolosa, e mostrarli mentre iniziano a far emergere il meglio l’uno dall’altra, il che rappresenta la forma di romanticismo più assoluta”.

Cameron Diaz, che era già stata coinvolta nel progetto quando Cruise è entrato a far parte del cast, ha apprezzato il coinvolgimento di entrambi i personaggi nell’azione, la storia d’amore che nasce tra loro e il viaggio che intraprendono insieme. “Ciò che mi ha attratto in INNOCENTI BUGIE è non solo l’azione di alto livello che fa da filo conduttore alla vicenda, ma anche la storia d’amore appassionata tra due persone provenienti da mondi opposti, che si trovano e si scoprono”, dichiara la Diaz. “Sia Roy sia June hanno la capacità di far emergere nell’altro un lato attraente e imprevisto, e ho pensato che mi sarebbe piaciuto esplorare questo aspetto durante l’eccitante viaggio insieme a Tom”. Il regista James Mangold, noto per l’approccio creativo e all’avanguardia ai generi cinematografici classici, ha diretto il film di Johnny Cash vincitore di un Oscar® “Quando l'Amore Brucia l'Anima - Walk The Line” e ha dato un tocco di vivacità e arguzia al genere western nell’acclamato “Quel treno per Yuma” (3:10 To Yuma). INNOCENTI BUGIE rappresenta per Mangold un percorso innovativo, poiché mescola il genere d’azionespionaggio con la commedia romantica e brillante, tessendo un’intricata tela di inseguimenti, scontri e fughe nella struttura di una storia d’amore all’insegna del fascino e del divertimento.

A differenza dalla maggioranza dei film di questo genere, INNOCENTI BUGIE non ha alle spalle un romanzo, una serie televisiva o un soggetto tutelato da diritti di proprietà, ma si basa su una sceneggiatura che Patrick O’Neill ha scritto di propria iniziativa. Per Mangold è stata l’occasione per trasformare un prodotto classico in qualcosa di nuovo.
“Abbiamo visto INNOCENTI BUGIE come una nuova versione dei magnifici film hollywoodiani di un tempo – all’insegna dei viaggi e ricchi di fascino, umorismo, amore e avventura – ma con personaggi moderni e un contesto di azione dinamica e intensa”, afferma il regista. “Avendo in passato diretto film sia drammatici sia brillanti, la cosa per me importante era evitare di dare a INNOCENTI BUGIE un tradizionale stile alla James Bond.
Volevamo realizzare qualcosa di originale, simile a ‘Sciarada’ (Charade) o ‘Intrigo internazionale’ (North by Northwest), un film d’azione moderno con un’anima leggera.
Volevamo portare gli spettatori in un viaggio divertente intorno al mondo, all’insegna della commedia, con personaggi che appaiono del tutto reali interpretati da attori in grado di rappresentare questa visione”.

“Per fare tutto ciò, hai bisogno delle persone giuste”, aggiunge Mangold. “Con Tom e Cameron sapevo che saremmo riusciti a realizzare i nostri propositi. Una delle cose che mi sono mancate veramente nei film di Tom degli ultimi anni, e che volevo vedere nuovamente in INNOCENTI BUGIE, era Tom in un ruolo al tempo stesso umano e divertente. Ero veramente emozionato per l’opportunità di realizzare la mia visione affidandogli il ruolo di Roy Miller, un personaggio che all’improvviso mette in discussione tutto ciò che è e che vuole. Nella sua vita entra Cameron Diaz nel ruolo di June Havens, che gli fa compiere azioni inaspettate e gli suscita sentimenti mai provati fino a quel momento. Una delle cose che mi interessavano di più nel film era riuscire a calare i loro battibecchi romantici in un contesto movimentato e di azione a 360°”.
Un’altra persona che ha avuto un ruolo fondamentale nel progetto è la socia di vecchia data di Mangold, nonché consorte nella vita reale, la produttrice Cathy Konrad, con la quale il regista ha sviluppato un legame creativo molto stretto e quasi telepatico. La Konrad è stata attratta dall’originalità della trama di INNOCENTI BUGIE. “È difficile trovare idee o materiale nuovo, non incentrato sulla figura di un supereroe”, osserva la produttrice. “Ciò che ci ha colpiti è che la storia ruota attorno a due personaggi principali, più che essere basata sull’azione. Penso che ciò rifletta qualcosa che si trova in tutti i nostri lavori: l’idea che dietro a qualunque grande storia ci siano sempre dei grandi protagonisti”.

Mangold ha raccolto con piacere la sfida di dare un tocco innovativo a un genere molto amato. “Eravamo consapevoli della tradizione e dell’iconografia dei film di spionaggio – i film di James Bond, la trilogia di Bourne, quella di ‘Mission: Impossible’ – e abbiamo cercato di arricchirla in modi nuovi e diversi”, spiega il regista. “INNOCENTI BUGIE non è una parodia. Il nostro proposito era di creare un mondo che apparisse completamente reale al pubblico, pur essendo profondamente comico”.
Mangold ha arricchito la trama classica dei film di spionaggio con la commedia e il romanticismo, collocando i personaggi su un sentiero scivoloso, cosa che a lui piace molto.
Come spiega il regista: “Una delle domande divertenti che il film pone è: anche se sei una spia in grado di far atterrare un aereo o di salvare il mondo... sei capace di gestire una relazione? Abbiamo questi due personaggi straordinari e opposti – una donna che ha sempre desiderato andare in tanti posti ma non ha mai assecondato l’impulso e un uomo che è stato praticamente ovunque, ma non si è mai concesso all’amore. Gli opposti desideri entrano in collisione non appena i due si conoscono”.


TOM E CAMERON
Roy Miller è una spia la cui missione viene deviata dall’imprevisto scontro con l’Amore. Cruise, attore di rara versatilità, che alterna ruoli di uomo d’azione e d’icona eroica a ritratti maturi di personaggi incisivi, dà un particolare spessore al profilo di Roy Miller. La sua interpretazione suscita nel pubblico una domanda: chi è veramente quest’uomo? Roy doveva apparire alternativamente come un eroe e un anti-eroe, un agente sotto copertura e un seducente traditore, ma anche come un uomo talmente innamorato da essere pronto a una svolta radicale nella vita. “Quando lo conosciamo all’inizio del film, Roy è un enigma e non sappiamo se sia buono o cattivo, né che cosa abbia in mente o perché”, spiega Mangold. “Tom riesce a dare immediatamente credibilità al personaggio di un uomo d’azione, ma ha anche la capacità di illuminarsi e rivelare che Roy Miller sta cambiando”.
Aggiunge Cathy Konrad: “Tom fa trapelare in Roy un senso di ardente desiderio appena sotto la superficie. È accattivante e affascinante, ma tiene la gente sulle spine a domandarsi chi sia realmente fino all’ultimo minuto”.

Cruise ha delineato il personaggio dell’eroe brillante, coraggioso e dai modi garbati in numerosi film d’azione e in una varietà di ruoli che spaziano da “Top Gun” alla popolarissima serie “Mission: Impossible”. Nel tempo ha ottenuto tre candidature agli Academy Award® per i ruoli drammatici ed emotivamente complessi interpretati in “Magnolia”, “Jerry Maguire” e “Nato il Quattro Luglio” (Born on the Fourth of July). È stato molto contento di poter vestire nuovamente i panni dell’eroe affascinante e imperturbabile che il pubblico si aspetta da lui. Dal momento in cui è entrato nel team del progetto, il suo motto è stato: “Divertiamoci facendo un bel film”.
“Non vedevo l’ora d’iniziare le riprese”, riassume Cruise. “INNOCENTI BUGIE ti trascina in una grande avventura ed è una storia d’amore; abbiamo fatto il possibile per trasformarla in un divertimento imprevedibile e senza soluzione di continuità. Penso che Jim [Mangold] sia un bravissimo narratore e ho desiderato fortemente lavorare con lui e con Cameron”.
Una larga parte dell’attrattiva del film riguarda il modo in cui il consumato eroe interpretato da Cruise viene all’improvviso scosso non dai pericoli della missione né dal numero di persone che ha alle calcagna, ma dal suo stesso cuore nel momento in cui conosce June. A Cruise è piaciuto che la nascita della travolgente storia tra Roy e June non sia uguale a tante altre, ma che la loro relazione sia sostanzialmente simile a qualunque storia d’amore.

Cruise spiega: “In questa trama complicata, i due personaggi hanno ognuno un sogno riguardo a ciò che potrebbe accadere nella loro vita un ‘certo giorno’. Ma poi iniziano a capire che il sogno può realmente avverarsi. Penso che le persone si identificheranno in questo. Ogni coppia ha una propria storia iniziale, ma Roy e June hanno una vicenda realmente straordinaria dietro l’inizio del loro rapporto. I due hanno gli stessi dilemmi che affliggono tutte le persone innamorate: posso veramente fidarmi di lui/lei? Chi è realmente? Ma per Roy e June la posta in gioco è più alta. Il lato divertente della storia è vedere come cresce il rapporto man mano che aumenta la confusione attorno a loro. La tensione emotiva in ogni scena si traduce in alcune delle sequenze d’azione più coinvolgenti che abbia mai girato”.
Un elemento fondamentale nel delineare la tensione emotiva tra i personaggi è stato la scelta della protagonista: Cameron Diaz, con la quale Cruise ha in passato recitato nel thriller “Vanilla Sky”. “Appena assegnati i ruoli, non vedevo l’ora di sapere che cosa avrebbe fatto Cameron con il suo personaggio. Ho sempre desiderato girare un film del genere con lei”, afferma l’attore. “Ero veramente eccitato all’idea perché mi piace il suo modo di lavorare nei film d’azione. Cameron ha talento, è divertente, atletica ed è una grande attrice. Il suo è un personaggio vincente e sapevo che anche la sua interpretazione lo sarebbe stata”.

L’affiatamento tra i due si è manifestato fin dal primo giorno sul set. “Il botta e risposta tra noi ha avuto immediatamente un ritmo serrato”, dichiara Cruise. “L’umorismo di Cameron è unico; adoro il modo in cui riesce a abbinare la commedia fisica con un genuino senso di romanticismo”.
Per Cruise l’azione fa parte del personaggio e viceversa, e ciò, oltre al fatto di avere un fisico molto allenato, lo ha spinto a girare sempre in prima persona le sequenze acrobatiche previste per il ruolo, e a volte perfino a idearle, qualunque fosse il rischio associato. “Per me è una sfida”, osserva l’attore, “e credo sia più emozionante e avvincente per il pubblico. Avere la macchina da presa vicina tutto il tempo dà a Roy una marcia in più. E poi a me piace essere la controfigura di me stesso”.

Per il ruolo di Roy, Cruise ha dovuto non solo saltare tra i tetti, guidare una moto in mezzo a un branco di tori e far atterrare un 727 in un campo di grano, ma anche bilanciare l’intensità, la concentrazione e l’istinto di sopravvivenza con l’energia frenetica e incontrollata di un uomo che si sta perdutamente innamorando. “Roy è molto preso da June”, egli spiega. “Da subito vede il potenziale della ragazza e sente di doversi sempre assicurare che lei stia bene. Ma June inizia a rifiutare il suo mondo. Questo mi ricorda come funzionano i rapporti nella vita reale, come a volte scappiamo all’inizio, ma poi arriva il momento in cui dobbiamo decidere se vogliamo buttarci anima e corpo nell’avventura”.
Il ritmo serrato del film, prosegue Cruise, viene messo in moto da Mangold già alla prima ripresa. “Ho desiderato lavorare con Jim fin da quando ho visto ‘Quando l’amore brucia l’anima’ (Walk The Line)”, osserva Cruise. “Trovo che abbia un approccio incisivo alla suspense, una profonda comprensione delle dinamiche romantiche e che sia anche estremamente divertente. È tutto ciò che speri di trovare in un regista quando devi far atterrare un aereo, saltare tra i tetti e sfuggire ai tori”.

E proprio come Cruise non ha resistito a Roy Miller, anche Cameron Diaz è stata sedotta dal ruolo di June Havens, tipica donna lavoratrice single che si reca a Wichita per recuperare un carburatore e, inspiegabilmente, torna a casa a Boston... come una fuggiasca in pericolo, presa nel vortice di un incidente internazionale, attratta da una spia ricercata e consapevole all’improvviso di avere capacità nascoste...
La Diaz, che grazie alle doti brillanti e al fascino accattivante è diventata una delle attrici più richieste del momento, ha ottenuto numerosi riconoscimenti per una vasta gamma di ruoli, che spaziano dalla comicità demenziale di “Tutti Pazzi per Mary” (There’s Something About Mary) alla vivacità di “Charlie's Angels” fino al drammatico ruolo nel film di Martin Scorsese “Gangs of New York”. Il personaggio di June Havens in INNOCENTI BUGIE, tuttavia, è stato qualcosa di diverso per l’attrice: un turbine di suspense e umorismo sexy all’insegna dell’azione da cui emerge il ritratto di una donna che trova in sé la fiducia di lasciarsi finalmente andare e fidarsi del suo cuore.

Per Mangold la Diaz era tagliata su misura per le varie sfaccettature del personaggio di June. “Onestamente, non riesco a pensare a un’altra donna che avrebbe potuto interpretare il ruolo. Cameron è unica, affascinante e bellissima, è una grande attrice e, al tempo stesso, ha il dono della comicità e un fisico incredibilmente allenato. Chi altri avrebbe potuto catturare in modo così perfetto la tipica ragazza della porta accanto trascinata in una grande avventura, e, contemporaneamente, essere in grado di fare fronte alle sfide fisicamente impegnative del film?”, si domanda il regista.
La Konrad aggiunge: “Cameron ti fa vedere come June trasforma il suo approccio chiuso alla vita in un’avventura che la apre al mondo. Percepisci June che si espande come persona. E proprio come June e Roy, Cameron e Tom hanno tratto il meglio l’uno dall’altra”.

La Diaz si è identificata nella reazione turbata di June nel momento in cui conosce Roy Miller. “Quando i due si scontrano in aeroporto, è come se riconoscessero l’uno nell’altra qualcosa che hanno cercato per tutta la vita”, spiega l’attrice. “Sulle prime, quando flirta con Roy, June pensa di avere a che fare con il comune pericolo di innamorarsi di uno sconosciuto, ma poi il pericolo diventa una questione di vita o di morte e lei non sa se sarà in grado di affrontare la situazione”.
Mentre June inizia a rendersi conto di poter gestire praticamente qualunque cosa le capiti tra capo e collo, le si apre davanti tutto un mondo nuovo. “Da donna ignara delle sue capacità, per la quale l’avventura era solo un sogno, June diventa consapevole di poter guidare, sparare e stare al fianco di Roy”, dichiara la Diaz. “Ciò che mi piace nel viaggio di June è che nella vita lei non si è mai lasciata andare e, quando incontra Roy, ha l’occasione di cogliere finalmente l’attimo. È Roy a darle questa consapevolezza. Nel frattempo, Roy è l’avventuriero rinnegato che pensa di vivere cogliendo sempre l’attimo, ma che non ha mai colto l’unica cosa che voglia realmente e di cui ha bisogno: l’amore. Essi sono il perfetto contraltare l’uno dell’altra e imparano a fidarsi reciprocamente quando la fiducia sembra quasi un azzardo”.

Analogamente a June con Roy, la Diaz si è subito trovata in dinamica sintonia con Cruise. “Lavorare con Tom è straordinario perché riesce a fare qualunque cosa molto meglio di me”, afferma l’attrice. “Ha una forte presenza e un’energia incredibile. Per realizzare un film d’azione, non c’è scelta migliore di Tom Cruise. Ho preso spunto dalle sue idee e mi è piaciuto il modo in cui siamo passati da un atterraggio di fortuna all’amore, avendo la sensazione che tutto fosse reale ed eccitante”.
Analogamente a Cruise, la Diaz era pronta e desiderosa di realizzare in prima persona le sequenze acrobatiche, dalla carambola di auto alle scene di lotta. “Mi piace allenarmi per le scene di combattimento”, confessa l’attrice. “Sono giornate fatte di graffi, tagli e slogature, ma è molto divertente. Quando sono andata alla serata dei Golden Globe® quest’anno, durante le riprese di INNOCENTI BUGIE, avevo le braccia piene di lividi e le ginocchia graffiate. Quanto mi è piaciuto!”.

La Diaz ha anche apprezzato il buon umore che ha caratterizzato la produzione e le risate che hanno vivacizzato le riprese. “Quando giri un film che il pubblico dovrà trovare divertente e ridi molto mentre lavori, capisci che il divertimento sarà genuino”, riassume l’attrice. “Tom e io abbiamo condiviso tanti momenti di allegria e credo che ciò traspaia nell’azione, nella commedia e nel modo in cui i due personaggi interagiscono tra loro”.
In effetti, l’affiatamento immediato tra Cruise e la Diaz è stato un propellente per la produzione, poiché ha diffuso fra tutti uno spirito gioioso e intrepido. Come riassume Mangold: “Tra Tom e Cameron c’è un’incredibile vibrazione, forse perché hanno stili totalmente diversi. Per Tom è tutta una questione di precisione. È focalizzato, attento e molto intenso. Cameron è elastica, impetuosa ed emotiva. È un mix naturale di sale e pepe che li rende una coppia cinematografica incredibile”.


GLI ALTRI MEMBRI DEL CAST
Roy è un uomo con molte persone alle calcagna. Dagli agenti della CIA alle spie straniere, Roy è un uomo particolarmente ricercato, e ciò ha dato alla produzione l’opportunità di ingaggiare un cast stellare per gli altri ruoli principali e secondari. Uno dei segugi sulle tracce di Roy è Fitzgerald, agente della CIA, deciso a convincere June che Roy è un traditore. Per interpretare Fitzgerald, Mangold ha scelto uno degli attori più versatili del momento, Peter Sarsgaard, fresco di riconoscimenti della critica per il ritratto di un affascinante seduttore in “An Education”.
“I ruoli come quello di Fitzgerald possono risultare finti oppure avere spessore”, osserva Mangold. “Peter ha la capacità di dare consistenza a un personaggio che, in un certo senso, è lo specchio di Roy Miller – uno specchio trasparente o opaco, a seconda di come si vedono le cose”.
Sarsgaard è stato attratto dal carattere sofisticato e giocoso della storia. “INNOCENTI BUGIE racchiude in sé molti elementi: il giallo classico, l’azione e la commedia”, afferma l’attore. “Mi è piaciuto il modo in cui il film procede con leggerezza e a ruota libera”.

Sarsgaard ha trovato l’ispirazione per il personaggio di Fitzgerald in un luogo piuttosto improbabile, ovvero nel fumetto di Pepe la puzzola, che non abbandona mai la caccia, anche se inutile. “Pepe la puzzola ha questa qualità: va avanti sempre, senza cambiare mai il suo modo di essere e agire, e anche Fitzgerald è così”, spiega l’attore.
Il ruolo richiedeva non solo capacità drammatiche, ma anche coraggio, specialmente per stare al passo con l’entusiasmo, l’audacia e il coraggio di Cruise e della Diaz. “Le cose che negli altri film sembra che accadano erano invece reali nel nostro film”, dichiara Sarsgaard. “Non si è fatto molto uso di fondali verdi (necessari per le scene in CGI). I rischi che Tom Cruise ha corso durante la produzione sono stati a volte incredibili. Lui e Cameron hanno molta fiducia in sé stessi e riescono a capire in ogni momento qual è la cosa giusta da fare – anche se in quel momento devono saltare da un tetto all’altro”.

Questi episodi di pura adrenalina hanno rappresentato un’attrattiva anche per un’altra candidata agli Academy Award, Viola Davis, che ha ottenuto vari riconoscimenti per il ruolo secondario interpretato ne “Il dubbio” (Doubt) al fianco di Meryl Streep. In questo film ha dovuto mettere in mostra la potenza dei suoi muscoli nei panni di Isabel George, direttore della CIA e responsabile del controspionaggio degli Stati Uniti, decisa a vendicarsi di Roy Miller.
“Viola è un’attrice straordinaria; per noi era importante avere qualcuno con la gravità, lo spessore e l’autenticità che le sono propri in un ruolo complesso e delicato che si gioca interamente sulla credibilità del personaggio”, dichiara Cathy Konrad.

Analogamente agli altri attori, la Davis non ha resistito alla sceneggiatura. “Mi piacciono i film grandi e movimentati”, dichiara l’attrice. “Mi piace guardarli ma, soprattutto, mi piace farne parte. INNOCENTI BUGIE mi interessava anche perché è un ibrido, ha tutto ciò che vogliamo vedere in un film – commedia, romanticismo e azione – e questo dà a noi attori molto con cui confrontarci nella recitazione. Girare questo film è stato una volata”.
Nel ruolo del direttore George, la Davis ha anche avuto il piacere d’interpretare una donna al comando. “Mi è piaciuto che Isabel rappresenti una figura autorevole, perché non provo spesso questa sensazione nella vita reale, quindi mi sono divertita in questa nuova veste. Il direttore George è anche l’unica persona nella storia ad apparire degna di fiducia, ma non aggiungo altro sul ruolo!”.

La trama di INNOCENTI BUGIE si incentra su una battaglia che si dipana in giro per il mondo per il controllo di una nuova tecnologia energetica, destinata a cambiare le regole del gioco, sviluppata da un giovanotto che ha appena superato l’adolescenza. Il genio in questione è Simon Feck, un brillante super-esperto di computer, interpretato da Paul Dano, che ha recitato nei premiati film “Little Miss Sunshine” e “Il petroliere” (There Will Be Blood). Dano è stato immediatamente attratto dal divertimento insito nel progetto. “Non ho mai partecipato a un film del genere fino ad ora. È stato molto eccitante, specialmente nelle sequenze d’azione insieme a Tom Cruise”, afferma Dano, “Io interpreto un giovane e brillante scienziato che ha inventato qualcosa di cui tutte le agenzie di spionaggio e tutti i cattivi del mondo vogliono impadronirsi. Il personaggio di Simon Feck ha molti tratti allegri e mi sono divertito a interpretare un giovane genio”.

Nel cast troviamo anche una delle maggiori star spagnole, Jordi Mollá (“Blow”, “Bad Boys 2”), che recita il ruolo del malvagio trafficante d’armi Antonio Quintana. Anche lui si è innamorato della sceneggiatura. “È un insieme fantastico di idee e stili molto coinvolgenti, tutti in un unico film”, spiega l’attore.
Quanto al suo personaggio, Jordi Mollá riassume così i molteplici lati subdoli che lo caratterizzano: “È un tipo di classe, pericoloso, sexy, affascinante, intenso, divertente, con un lato oscuro, che vuole un’unica cosa: il potere”. La chiave al personaggio, tuttavia, è stata di non esagerare mai nel delineare il suo carattere. “Jim Mangold ha voluto mantenerlo reale e questa è la cosa più difficile da ottenere”, dichiara l’attore. “Jim cerca sempre di trarre il meglio dai suoi attori e dalla situazione contingente”.
A completare il cast di INNOCENTI BUGIE troviamo la star nascente Maggie Grace (“Lost”) nel ruolo di promessa sposa April (sorella di June) e Marc Blucas (“Buffy l'ammazzavampiri” - Buffy the Vampire Slayer) nei panni di Rodney, vigile del fuoco ed ex fidanzato di June, che si trova inaspettatamente in competizione con una super-spia.

LA PRODUZIONE
Dal momento in cui June e Roy s’incontrano, il ritmo di INNOCENTI BUGIE accelera, finché i due si trovano, in un vortice di eventi, a fronteggiare una sfida mortale in giro per il mondo, con soste a Boston, a New York, sulle Alpi, in Austria, in Spagna e ai Caraibi. Per i realizzatori ciò ha comportato una produzione ambiziosa sotto tutti i punti di vista. Girando il film in cinque paesi diversi e dovendo mettere a punto una gran varietà di sequenze acrobatiche originali e coreografie complesse, la produzione di INNOCENTI BUGIE, analogamente ai protagonisti del film, è dovuta letteralmente partire in quarta.

“All’inizio mi sembrava di trovarmi davanti a una gigantesca scacchiera e di dover mettere a punto una strategia per i diversi scenari”, ammette Cathy Konrad. “La cosa piacevole è stata di poter prendere decisioni man mano che la produzione andava avanti”.
Mentre il processo entrava nel vivo, Mangold ha dato rilievo alla realtà visiva del film, privilegiando le scene d’azione reali anziché la CGI, che è stata utilizzata per lo più per migliorare la qualità delle riprese. “Volevamo creare un look fluido che desse la sensazione di trovarsi sempre al centro dell’azione”, spiega Mangold. “Volevamo che il pubblico si sentisse al fianco di June, perché è lei quella che ci somiglia, che ha vissuto un’esistenza comune e si trova all’improvviso coinvolta in una folle corsa. Il film riguarda una fantasia che diventa realtà e quello è il tono che abbiamo dato alla narrazione”.

Al fine di procedere con la massima velocità e creatività, Mangold e la Konrad si sono circondati dei fidati esperti e operatori con i quali avevano girato il film western “Quel treno per Yuma!” (3:10 To Yuma). Il team include il direttore della fotografia Phedon Papamichael, che ha lavorato a stretto contatto con Mangold in INNOCENTI BUGIE, scegliendo uno stile di riprese immediato e realistico per coinvolgere sempre più il pubblico nel labirinto di umorismo, eccitazione e pericolo in cui si muovono i personaggi.
“Phedon e io volevamo per il film una semplicità classica”, commenta Mangold. “Volevamo che fosse pieno di bellezza e fascino, che desse la sensazione di un viaggio vorticoso da un luogo all’altro, che spiccassero i toni caldi della Giamaica, il sole intenso della Spagna, i paesaggi gelidi delle Alpi e dell’Austria e la sensazione di trovarsi a casa che si respira a Boston. Il film dà agli spettatori l’impressione di esaudire i desideri, portandoli in luoghi mai visti e facendo provare loro la sensazione di essere veramente sul posto. Questo è stato un elemento molto importante nel film”.

“Non ho mai girato un film come questo”, ammette Papamichael. “Non è un puro film d’azione e non è del tutto una commedia romantica; se dovessi dare un nome a questo genere, lo chiamerei ‘vivace/inventivo‘. Per me è stato irresistibile perché offre un enorme potenziale in termini di abbinamento di bellezza ed emozione visiva, specie per i frequenti spostamenti da un paese all’altro: un momento seguiamo qualcuno in Giamaica e un attimo dopo ci troviamo in una situazione pericolosa su un treno alpino. Come direttore della fotografia, il lavoro è stato particolarmente complesso, ma è anche stato molto divertente poter giocare con così tanti look e stili diversi, che dovevano tutti essere integrati tra loro”.
E aggiunge: “L’energia visiva è sostenuta, perché i personaggi non stanno mai fermi, anzi corrono alla massima velocità e questa è la sensazione che traspare dallo schermo”.

Sfidando lo stile di molti recenti thriller, dal look cupo e sgranato, Mangold e Papamichael hanno preferito la grazia alla ruvidezza come concetto visivo dominante. “Volevamo che tutto apparisse scintillante e saturo di colore, è un look che fa risaltare Tom, Cameron e le magnifiche location che abbiamo scelto”, afferma Papamichael.
Anche la relazione tra Cruise e la Diaz ha dato molto da fare a Papamichael dal punto di vista visivo. “L’affiatamento tra loro è semplicemente magico”, egli afferma. “Non è qualcosa che si possa creare, c’è già in partenza e abbiamo cercato di catturarlo il più possibile”.
Impegnato con le intricate sequenze acrobatiche che dovevano svolgersi in luoghi reali e spesso affollati, Papamichael ha dedicato mesi e mesi alla pianificazione di ogni ripresa, ma ha poi accantonato tutti i programmi così ben organizzati e si è lasciato andare alla totale spontaneità, man mano che Mangold e gli attori prendevano slancio e aumentavano il ritmo.

“Tutto è stato studiato e ideato in anticipo, ma non volevamo porci dei vincoli”, spiega il direttore della fotografia. “Volevamo riservarci lo spazio per trarre spunto dalle cose straordinarie che impreziosiscono ogni singolo momento, adattandoci ai sottili cambiamenti che caratterizzavano Tom e Cameron. Jim è molto flessibile in questo senso. Ha la grande capacità di focalizzarsi sugli attori pur continuando a occuparsi di tutti gli aspetti tecnici associati a un film così complesso”.
Sebbene abbia molte scene preferite, quella prediletta da Papamichael si è svolta sulle strade notoriamente intricate di Boston, quando June viene coinvolta in un inseguimento in auto ad alta velocità e con i capelli al vento, che culmina in un inseguimento a piedi tra le quattro corsie di un’affollata autostrada. “Boston è una città molto trafficata; abbiamo girato nei principali tunnel e sulle maggiori strade in un ambiente urbano reale, sul quale non avevamo il pieno controllo”, egli ricorda. “La chiave è stata di girare a pezzi e poi unire con attenzione le varie parti creando un insieme fluido. È stato molto eccitante”.

Per Andrew Menzies, il vortice che circonda INNOCENTI BUGIE è ciò di cui sono fatti i sogni di uno scenografo. “Quando ho letto la sceneggiatura, mi sono entusiasmato all’idea di mescolare le tante location spettacolari che incontriamo man mano che la storia progredisce”, egli afferma.
L’idea di Menzies era di adoperare una palette dei colori che s’intensifica gradualmente. “Iniziamo con un grigio monocromatico, tipico della Boston che lavora, per rappresentare la realtà di June, poi, man mano che la suspense aumenta e la storia d’amore cresce, anche i colori si accendono, finché raggiungiamo la fantastica e vibrante Europa. Qui ci spostiamo da un vecchio treno che risale i pendii alpini a un moderno hotel di Salisburgo, fino a una villa in una selvaggia isola della Spagna. Ho affrontato alcune sfide magnifiche”, aggiunge lo scenografo.

Menzies e Mangold hanno deciso fin dall’inizio che, diversamente da “Quel treno per Yuma!” (3:10 To Yuma), avrebbero usato estensivamente delle location reali per dare a INNOCENTI BUGIE uno spessore e un’immediatezza più accentuati. “Questo ha comportato un’infinità di sopralluoghi, in cerca di posti stupendi che offrissero varie opzioni per le riprese”, spiega Menzies. “Fortunatamente, in città come Salisburgo e Siviglia, ovunque punti la macchina da presa la texture, il tono e lo spessore sono infiniti”.
Lo scenografo ha lavorato a stretto contatto con la Konrad, che spesso si è soffermata ad analizzare gli elementi del design. “Jim è molto focalizzato sui personaggi e Cathy lo aiuta fungendo da occhio creativo quando si tratta di scegliere la fotografia e le scenografie, quindi abbiamo lavorato moltissimo insieme”, egli spiega.

L’ideatrice dei costumi Arianne Phillips, alla sua quinta collaborazione con Mangold, è stata altrettanto felice del suo compito: disegnare gli abiti per due delle star più carismatiche di Hollywood. “Ero così eccitata all’idea di lavorare con Tom e Cameron in una storia tanto ricca di costumi”, ella afferma. “Le loro personalità mi hanno ispirata nel delineare il look complessivo dei guardaroba”.
E aggiunge: “Tom Cruise è una vera icona del cinema e il fatto che esemplifichi il modello americano ha ispirato il tono del film, spingendoci a scegliere molti stilisti americani e il loro design. Mi sono anche rivolta al passato, analizzando il look di alcune star americane fortemente rappresentative, quali Steve McQueen e Paul Newman. Non volevamo replicare uno stile già adottato da Tom in passato ed eravamo in cerca di qualcosa di fresco e nuovo”.

Il suo primo incontro con Cruise è stato all’insegna del caos creativo. “Tom è arrivato con centinaia di idee su Roy, un tipo piuttosto caloroso e accogliente, non il classico agente segreto freddo e scostante”, ricorda la Phillips. “Abbiamo parlato della possibilità di rivolgerci ad alcuni famosi stilisti americani”. Per la June di Cameron Diaz, l’ideatrice dei costumi si è costantemente trovata a dover modificare gli abiti. “L’ispirazione per June era legata al fatto di andare sempre di fretta e di indossare abiti presi in prestito o trovati al momento, incluso l’abito da damigella d’onore che ha indosso quando la situazione prende una piega drammatica”, spiega la Phillips. “I suoi vestiti sono diventati un elemento della commedia e una caratteristica divertente del film”.
Il lavoro dell’ideatrice dei costumi è stato ispirato anche dalle diverse realtà geografiche. “Ogni città nel film contribuisce a delineare il colore e la linea degli abiti dei protagonisti”, ella osserva. “È stata una grande opportunità poter giocare con tanti stili di moda internazionali”.

La Konrad si esprime così riguardo alla Phillips: “Arianne racconta storie attraverso gli abiti. Ha un occhio molto attento ed è bravissima con il taglio e il movimento dei vestiti. Il suo lavoro accentua ulteriormente il carattere dei personaggi”.
Man mano che la produzione passava da una serie di abiti in una location a quella successiva, gli addetti al reparto costumi hanno raramente avuto tempo per sedersi, così come gli attori sono sempre stati super impegnati con i loro personaggi. “Lavoro nel cinema da quindici anni e non sono mai saltata da una location all’altra come in questo film”, riflette la Diaz. “L’opportunità di mostrare tanti luoghi straordinari sullo schermo e di dare alla storia un respiro così ampio sono stati una grande emozione”.


AZIONE! LE SEQUENZE ACROBATICHE E GLI EFFETTI SPECIALI
Fin dalle battute iniziali, INNOCENTI BUGIE presenta un flusso ininterrotto di sequenze d’azione piene d’immaginazione, che non solo alimentano la suspense, ma offrono anche uno scorcio nel cuore e nella mente di Roy e June. Dalle impennate in motocicletta a una mandria di tori spagnoli in corsa fino a un inseguimento in Smart nel centro di Siviglia, quasi ogni fotogramma del film ha richiesto la coreografia di ampie sequenze acrobatiche e la pianificazione degli effetti speciali.

Le scene mozzafiato del film sono state tutte realizzate con il supporto creativo del coordinatore delle sequenze acrobatiche Gregg Smrz e con il regista della seconda unità Brian Smrz. “Sono molto in gamba e sono stati di grande aiuto nella pianificazione e nella realizzazione delle sequenze”, afferma Mangold. “E poi, francamente, non c’era un altro modo per girare le scene”.
A Salisburgo, in Austria, una delle sequenze di fuga più complesse iniziava sul tetto di una casa, dove Roy era intrappolato, senza vie di fuga, tranne saltando al di là di un baratro durante la notte. “Avevamo solo trentasei ore per allestire e girare la scena al buio, in una notte piovosa, ma alla fine il risultato è stato perfetto e siamo stati molto soddisfatti”, dichiara Gregg Smrz.

La sequenza è stata ideata non solo per alimentare la suspense, ma anche per penetrare nel personaggio di Roy. Come spiega Mangold: “Percepisci chiaramente la solitudine di Roy là in alto sul tetto, con tutta una rete di agenti e organizzazioni di spionaggio che sciamano giù nelle strade. Hai la netta sensazione che non abbia né dove scappare né come sistemarsi – poi invece compie il balzo”.
Cruise ricorda vividamente l’esecuzione di questa sequenza senza imbracatura, che termina con una caduta spettacolare e controllata di oltre trenta metri. “Ricordo di avere guardato il punto in cui sarei dovuto saltare dal tetto e di avere visto una grande trave d’acciaio, su cui dovevo atterrare. Ma aveva un’imbottitura piccola e sottile. Mentre la guardavo, lo stunt man Casey O’Neil ha detto: ‘È imbottita, ma farà male’”.

Cruise è comunque saltato, riuscendo a portare a termine l’azione. “Il fatto d’interpretare le sequenze acrobatiche è un fatto normale per lui”, spiega Gregg Smrz. “Cruise si dedica anima e corpo al film, interpreta tutte le scene e non usa mai le controfigure, qualunque siano i rischi. Fisicamente è molto allenato, ma tutte le cose che ha fatto nel film mi hanno fatto venire la pelle d’oca”, conclude ridendo Smrz.
Mangold concorda che l’audacia dei due protagonisti del film sia stata assolutamente fondamentale per la produzione, per quanto anche un po’ sconcertante.
“Come regista ho dovuto abituarmi all’idea di vedere le stelle del mio film mentre saltavano fra i tetti degli edifici”, spiega divertito. “La cosa più triste è che, nell’era della CGI, molti non crederanno che Tom e Cameron abbiano fatto veramente quelle cose!”.

Tornando a Boston, la Diaz ha mostrato la sua vena temeraria quando si è messa al volante di una GTO del 1966 in uno dei più folli inseguimenti in auto del film. Smrz, che ne è rimasto molto colpito, afferma: “Cameron ha molto talento in auto. L’abbiamo messa alla prova e ha fatto un lavoro incredibile – accelerando a tavoletta e facendo poi capovolgere l’auto – così ha interpretato lei tutte le scene al volante. Avrebbe potuto girare un film intero a base di inseguimenti in auto”.
Quella prima sequenza a Boston, con la sua complessità, confusione ed energia cinetica, cui fanno da corollario una serie di botta e risposta ad alta precisione, ha ‘dato il la’ alle altre scene movimentate che si succedono nel film. “Abbiamo auto nei tunnel, gente che cade dalle auto, gente che salta sulle auto, ribaltamenti di auto, auto in testacoda, auto che atterrano su altre auto, collisioni con autoarticolati, salti da un’auto a un’altra – un delirio”, riassume Mangold. “E la cosa divertente è che nel mezzo di questa baraonda c’è un costante scambio di battute tra Roy e June, come una coppia sposata che non riesce a decidere se svoltare a destra o a sinistra!”.

In Spagna il film ha catturato quello che può essere definito l’inseguimento per eccellenza: il celebre evento noto come el encierro, cioè la corsa dei tori. Seguendo una tradizione che risale al XIV secolo, la corsa dei tori si svolge oggi in numerose città spagnole, tra cui Cadice, dove è stata girata la scena. Un gruppo di tori galoppa disordinatamente tra le strade, preceduto da una folla di persone che corrono cercando di evitare di essere travolte o incornate. Come se non fosse già abbastanza pericolosa, la scena ha introdotto una serie di elementi nuovi e caotici: Cruise e la Diaz a bordo di una Ducati Hypermotard S rossa super-veloce... inseguiti da alcune Smart in mezzo a tori, gente in fuga e tutto il resto.
Oltre alla corsa dei tori, Cruise e la Diaz hanno partecipato personalmente alla maggior parte delle sequenze acrobatiche. Dopo avere ultimato quella scena, il commento della Diaz è stato: “Non sarei salita in moto come passeggero con nessuno, a parte Tom. Penso che sia una delle migliori sequenze in motocicletta mai viste in un film. È sexy, rovente e divertente, e probabilmente è una delle scene d’azione più veloci che Cadice abbia mai visto”.

Cruise aggiunge: “Ricordo mentre passeggiavo per le strade di Cadice, con migliaia di persone intorno e l’adrenalina che iniziava a scorrere nelle vene perché sapevo che di lì a quindici minuti mi sarei trovato in sella... con Cameron dietro... circondato dai tori... con il selciato stradale scivoloso. Sapevo che la scena sarebbe stata complicata, ma sentivo di potercela fare. All’improvviso, ho sentito un ragazzo gridare ‘olé, olé, olé!’ e subito dopo la strada ha iniziato a tremare. I tori stavano arrivando, proprio davanti a noi, così ho dato gas e intanto guardavo la folla che correva disordinatamente precedendo i tori. Cameron mi stringeva talmente forte che quasi non riuscivo a respirare, e io continuavo a pensare: ‘Cameron, tieniti stretta, TIENITI BEN STRETTA!’ Finita la scena, ci siamo guardati, pensando entrambi: ‘Dov’è la CGI?!’”.

Un’altra sequenza avvincente è quella del 727, che dà il via a tutta la storia, in cui Cruise è impegnato in un corpo a corpo meticolosamente coreografato con dodici uomini armati, in uno spazio angusto. “Per prepararci alla scena, ci siamo allenati con Tom ogni giorno per trenta giorni”, ricorda Gregg Smrz. “Il combattimento era strutturato in settantacinque movimenti e Tom ha realizzato tutto personalmente”.
La sequenza ha stimolato la massima creatività negli attori e nel cast tecnico. Come spiega Mangold: “L’idea era di far usare a Roy qualsiasi oggetto presente su un aereo per disarmare gli uomini contro i quali combatte. Abbiamo preparato un elenco di oggetti: cinture di sicurezza, maschere per l’ossigeno, tendine, porte di bagni, portaoggetti e cuscini. Non abbiamo tralasciato nulla”.

L’atterraggio di emergenza in un campo di grano dell’Indiana (in realtà le riprese sono state effettuate a Bridgewater, nel Massachusetts) è stato un’altra sfida per la produzione. “Gli effetti più elaborati creati per il film sono stati quelli per l’atterraggio”, dichiara il coordinatore degli effetti speciali Michael Meinardus. “Abbiamo costruito una pedana mobile di trenta metri, sulla quale abbiamo fissato la fusoliera di un vero 727, che potevamo far oscillare di 45° da un lato all’altro per creare il senso di turbolenza”.
Da quel momento in poi, nel film viene coinvolta quasi ogni tipologia di veicolo: dalle minuscole Smart che danno un tocco irriverente a un inseguimento che ricorda quelli de “Il braccio violento della legge” allo storico e lussuoso treno Al-Andulus, da un elicottero Medevac A-Star 350 all’innovativo idrovolante Icon A5 dotato di uno scafo anfibio.

Cruise si è divertito a usare tutto il parco veicoli allestito dalla produzione, ma aveva una predilezione per le sequenze in motocicletta, per le quali è stato personalmente coinvolto nella pianificazione. “Gli inseguimenti in moto possono essere molto divertenti”, afferma l’attore. “’Top Gun’ è stato il mio primo film con una scena in moto, poi c’è stato ‘Giorni di tuono’ (Days of Thunder) e in seguito la serie ‘Mission: Impossible’. Avevo molte idee per le sequenze in moto che volevo includere nel film, sequenze che non ero riuscito a inserire in altri progetti precedenti, di cui Jim e io abbiamo parlato a lungo, inclusa la possibilità di far spostare Cameron dal sellino posteriore a quello anteriore. Lei era perfetta per il film perché ha la preparazione fisica per quel tipo di scene ed era pronta a mettersi alla prova”.

Le sequenze acrobatiche erano tuttavia solo un elemento del mix di intrighi, corteggiamenti e colpi di scena che, come Cruise si augura, si tradurranno sullo schermo nella storia di una coppia piena di possibilità, sia romantiche sia di altra natura. “Riuscire a divertire il pubblico su una scala così vasta è eccitante”, conclude l’attore. “Non vedo l’ora che gli spettatori si accomodino, guardino il film e, alla fine, provino la sensazione di essere stati investiti da una specie di esplosione”.
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