Regista: Lynne Ramsay
Titolo originale: We Need to Talk About Kevin
Durata: 112'
Genere: Drammatico
Nazione: Gran Bretagna, USA
Rapporto:
Anno: 2011
Uscita prevista: Cannes 2011,17 Febbraio 2012 (cinema)
Attori: John C. Reilly, Tilda Swinton, Ezra Miller, Siobhan Fallon, Joseph Melendez, Ashley Gerasimovich, Suzette Gunn
Soggetto: Lionel Shriver
Sceneggiatura: Lynne Ramsay, Rory Kinnear
Trama, Giudizi ed Opinioni per ...E ora parliamo di Kevin (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Titolo originale: We Need to Talk About Kevin
Durata: 112'
Genere: Drammatico
Nazione: Gran Bretagna, USA
Rapporto:
Anno: 2011
Uscita prevista: Cannes 2011,17 Febbraio 2012 (cinema)
Attori: John C. Reilly, Tilda Swinton, Ezra Miller, Siobhan Fallon, Joseph Melendez, Ashley Gerasimovich, Suzette Gunn
Soggetto: Lionel Shriver
Sceneggiatura: Lynne Ramsay, Rory Kinnear
Trama, Giudizi ed Opinioni per ...E ora parliamo di Kevin (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Fotografia: Seamus McGarvey
Montaggio: Joe Bini
Musiche: Jonny Greenwood
Scenografia: Judy Becker
Costumi: Catherine George
Trucco: Kimberly Asa
Produttore: Jennifer Fox,Luc Roeg
Produttore esecutivo: Paula Jalfon,Christine Langan,Steven Soderbergh
Produzione: Independent, BBC Films, Atlantic Swiss Productions, Lipsync Productions
Distribuzione: Bolero Film
Montaggio: Joe Bini
Musiche: Jonny Greenwood
Scenografia: Judy Becker
Costumi: Catherine George
Trucco: Kimberly Asa
Produttore: Jennifer Fox,Luc Roeg
Produttore esecutivo: Paula Jalfon,Christine Langan,Steven Soderbergh
Produzione: Independent, BBC Films, Atlantic Swiss Productions, Lipsync Productions
Distribuzione: Bolero Film
La recensione di Dr. Film. di ...E ora parliamo di Kevin
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Tratto dal romanzo omonimo di Lionel Shriver.Note dalla produzione:
TRATTO DAL ROMANZO VINCITORE DEL PREMIO ORANGE PRIZE
I FILMMAKERS E IL CAST PARLANO DI “… E ORA PARLIAMO DI KEVIN” - DAL ROMANZO AL GRANDE SCHERMO
Lynne Ramsay (Regista / Sceneggiatrice / Produttrice Esecutiva): “E’ sempre faticoso fare qualcosa che abbia una propria voce individuale. Bisogna essere determinati e realistici”.
Tilda Swinton (Eva / Produttore Esecutivo): “Questo progetto mi è arrivato tramite la mia amica Lynne Ramsay. Lynne ed io abbiamo parlato di questo progetto per almeno quattro anni”.
Luc Roeg (Produttore): “La cosa che mi attraeva del progetto era il fatto che sono sia un fan del libro, che di Lynne e di Tilda”.
Jennifer Fox (Produttrice): “Sono una fan dei film di Lynne Ramsay sin da Ratcatcher- Acchiappatopi e Morvern Callar, e ho sempre voluto lavorare assieme a lei. Finalmente ho avuto l’opportunità di incontrare Lynne mentre giravo Michael Clayton, nel 2006. Tilda andò a cena assieme a lei e mi invitò ad unirmi a loro. Lynne aveva già acquistato i diritti del libro e aveva fatto un accordo con la BBC Films. Mi chiese di leggerlo e ho subito notato la combinazione di realismo crudo e di narrazione avvincente, e poi la poesia che caratterizza tutti i suoi film rappresentava un ottimo abbinamento con il libro di Lionel Shriver, che è psicologicamente molto complesso”.
Lynne Ramsay (Regista): “E’ un progetto meraviglioso secondo me, ed è totalmente diverso dai miei film precedenti”.
La Regista LYNNE RAMSAY…
Tilda Swinton (Eva / Produttore Esecutivo): “Lynne ha un occhio meraviglioso e questo è indiscutibile: è anche una delle registe più gentili, concentrate, rispettose, piene di risorse e piacevoli che ci siano”.
Luc Roeg (Produttore): “Lynne ha apportato un grande contributo al progetto, senza contare il suo straordinario talento con la macchina da presa”.
Seamus McGarvey (Direttore della Fotografia): “Sono un grande fan del lavoro di Lynne, sin dai suoi cortometraggi, e siamo amici da tanto tempo. Lynne ha una prospettiva molto visiva. E’ un grande piacere collaborare con una persona come lei. Ha un proprio linguaggio cinematografico e usa la macchina da presa in maniera molto elegante”.
John C. Reilly (Franklin): “Avevo una grande voglia di lavorare con Lynne. Ha l’occhio dell’artista e possiede la capacità di rendere l’interpretazione molto realistica. Ritengo che i suoi film posseggano una grande integrità e che siano girati magistralmente. Lascia spazio agli attori, dicendoti semplicemente quello che vorrebbe cercare di ottenere. Ti affida la responsabilità di fare le cose a modo tuo”.
TILDA SWINTON E’ EVA…
Jennifer Fox (Produttore): “Il ruolo di Eva richiede un mix incredibilmente complesso d’intelligenza ed empatia. Tilda è così convincente nel trasmettere le vibrazioni di un personaggio e i suoi desideri inconsci. E’ estremamente emozionante”.
Luc Roeg (Produttore): “E’ meraviglioso vedere le sottigliezze delle sue performance e non si può parlare del film senza menzionare Tilda: lei è davvero una forza”.
Ezra Miller (Kevin): “Lavorare con tutti in questo film è stata una vera benedizione. Mi sento talmente privilegiato. Tilda è il coraggio personificato. Riesce a dare vita alla lotta interiore di questa donna che cerca di capire dove abbia sbagliato; Tilda conferisce un calore eccezionale al personaggio di Eva. E’ così brava. Mi sento completamente perso nelle scene in cui c’è lei, è così reale e presente”.
Judy Becker (Scenografa): “Avevo già lavorato assieme a Tilda in Thumbsucker-Il Succhiapollice. Lei è presente in quasi ogni scena di questo film. E’ così coraggiosa e disposta a fare qualsiasi cosa per il suo personaggio. E’ stato meraviglioso lavorare assieme a lei in due diversi ruoli”.
JOHN C. REILLY E’ FRANKLIN…
Tilda Swinton (Eva / Produttore Esecutivo): “Sin dall’inizio, John era il Franklin perfetto, sia secondo Lynne, che secondo me. E’ arrivato portando con sé grande entusiasmo, energia e coraggio nell’esaminare questo materiale e nella sua interpretazione di questo padre così particolare”.
Luc Roeg (Produttore): “Per il ruolo di Franklin c’era una sola scelta, e cioè John”. Jennifer Fox (Produttore): “Quello che John C. Reilly ha fatto parla da sè. E’ uno degli attori americani più interessanti. Abbiamo saputo che era un fan di Lynne e abbiamo sfruttato questa grande opportunità per lavorare assieme a lui”.
EZRA MILLER E’ KEVIN…
Luc Roeg (Produttore): “La scelta dell’attore che interpreta il ruolo di Kevin è stata più impegnativa. E’ solo un ragazzo ma è già molto saggio. Abbiamo lavorato assieme al direttore del casting Billy Hopkins che ha fatto un ottimo lavoro nel trovare diversi attori adatti per il ruolo di Kevin, ma quando abbiamo visto Ezra abbiamo capito immediatamente che era lui la scelta migliore”.
Tilda Swinton (Eva / Produttore Esecutivo): “Ezra è stato un dono per noi. Non ci si aspetterebbe che un ragazzo della sua età riesca a dare così tanto. Non era necessario spiegargli tutto, ha capito questa storia in maniera innata. E’ molto intelligente e tranquillo. E’ stato fantastico lavorare assieme a lui”.
Ezra Miller (Kevin): “Lynne è una delle più grandi filmmakers, e per me questo è un sogno che si è avverato. Ha una prospettiva meravigliosa del mondo”.
LA STORIA DI “… E ORA PARLIAMO DI KEVIN”
Tilda Swinton (Eva / Produttore Esecutivo): “In questa storia si racconta di un massacro che avviene in un liceo, ma non è questo l’evento principale. Nel romanzo, al quale il nostro film si ispira, Lionel Shriver dirige, più che altro, la nostra attenzione sulle terribili conseguenze di un’educazione squilibrata dei figli. E’ stata questa la linea guida che abbiamo seguito nel corso dello sviluppo della sceneggiatura e nella creazione dell’atmosfera del film”.
John C. Reilly (Franklin): “La storia si concentra sull’idea secondo cui nelle famiglie tutti vanno d’accordo. L’idea per cui genitori e figli debbano per forza essere in sintonia. La gente s’identificherà molto in questo film. Crescere dei figli è molto complicato, e nonostante le nostre migliori intenzioni possono accadere cose orribili e fuori da ogni controllo”.
Ezra Miller (Kevin): “Kevin ha una madre con dei sentimenti ambivalenti nei suoi confronti, probabilmente si sente sminuita e limitata dal fatto di aver avuto un figlio. Non è crudele, non è un caso di cattivo genitore, ma Kevin è molto intelligente e riesce a vedere oltre. Inizia a provare del risentimento nei confronti della madre, ed assume un atteggiamento che ha l’intento di distruggere la sua farsa”.
John C. Reilly (Franklin): “Il film inizia ai giorni nostri; Eva ripensa al passato, alla storia della sua famiglia e a quello che è successo. E la realtà del passato è una realtà accentuata”.
Judy Becker (Scenografa): “A prima vista sembra la storia di un ragazzo confuso, ma nella realtà è la vicenda di una madre e del suo sentimento ambivalente nei confronti del figlio e di come questo sentimento abbia avuto un effetto negativo su di lui e su quello che è diventato”.
Ezra Miller (Kevin): “Kevin non è cattivo o sociopatico: è semplicemente un adolescente che ha un’idea pericolosa del modo in cui la sua famiglia si è formata. Si tratta di una situazione plausibile, relazioni come questa esistono veramente. In questo film raccontiamo in maniera bellissima e artistica come queste cose possano accadere per davvero”.
John C. Reilly (Franklin): “Non c’è un cattivo in questo film, semplicemente quando determinate persone si ritrovano assieme si verifica la tragedia. Tutto ciò accade perché non riescono a trovare una sintonia tra di loro”.
Ezra Miller (Kevin): “Franklin rappresenta l’idea secondo la quale dobbiamo essere tutti felici anche a costo di nascondere i lati oscuri. La mancanza di volontà di riconoscere il lato oscuro diviene il vero problema. Col nascere di quest’avversione tra madre e figlio, essi non hanno la possibilità di combattere nel modo in cui dovrebbero, perciò fanno prevalere la rabbia e la tensione. Molto spesso può capitare che madri e figli si scontrino, urlino, gridino e piangano: è una sorta di esperienza catartica grazie alla quale si arriva poi ad una maggiore comprensione delle ragioni altrui. Kevin ed Eva non hanno mai la possibilità di fare questa esperienza perché ogni volta che sta per succedere arriva Franklin e gli rifila una delle sue ideologie felici”.
John C. Reilly (Franklin): “Eva è una bohemien mondana, istruita, che ha viaggiato molto. Franklin è una persona più con i piedi per terra, che ama i piaceri semplici. Non si capisce per quale ragione sia stata attratta da lui e viceversa. Entrambi negano la realtà della loro vita quotidiana”.
Ezra Miller (Kevin): “E’ una storia dura, ma viene raccontata da una prospettiva di bellezza e di calore. Nasce tutto dall’idea che esista una bontà innata, anche se in questo film esploriamo il male che si nasconde dentro ad ogni cosa”.
LA PRODUZIONE
Lynne Ramsay (Regista): “La durata delle riprese era di trenta giorni e avevamo una sceneggiatura di 86 pagine. Dovevamo rimanere molto concentrati. La cosa importante era sapere cosa volevamo”.
Seamus McGarvey (Direttore della Fotografia): “E’ stato molto difficile girare così in fretta, avevamo solo trenta giorni. Tutti sapevamo cosa avremmo dovuto fare ogni singolo giorno. La troupe è stata meravigliosa, ed è stato fantastico lavorare con una regista determinata come Lynne. Conosce il potere del montaggio e della macchina da presa e le basta guardare una sequenza per capire se è quella giusta”.
Tilda Swinton (Eva / Produttore Esecutivo): “Conosco Seamus da oltre vent’anni. Abbiamo lavorato assieme a Derek Jarman, per la prima volta, diversi anni fa, in Inghilterra. Per noi è favoloso lavorare assieme – lui, Lynne ed io abitiamo in Scozia e siamo anche buoni amici. Lavorare assieme non potrebbe essere meglio di così”.
Lynne Ramsay (Regista): “Era un mondo completamente diverso per me. Ci muovevamo in un ambiente alieno. Ma la troupe era talmente organizzata; è stata la miglior troupe con la quale abbia mai lavorato. Facevamo al massimo tre ciak, e venticinque allestimenti al giorno. Hanno sostenuto molto questo progetto. Avevamo le persone migliori, ma hanno lavorato in cambio di poco denaro”.
Bob Salerno (Produttore); “Abbiamo avuto una troupe eccezionale, c’è stata grande collaborazione da parte tutti nell’aiutare Lynne a realizzare la sua visione. Dai costumi alle scenografie, hanno lavorato tutti per portare questa storia sullo schermo”.
Judy Becker (Scenografa): “L’intero film è stato girato in vere location, perciò abbiamo lavorato duramente per trovare le location e per trasformarle. Come ad esempio una scuola abbandonata che è stata trasformata in un ospedale, in un ufficio di un pediatra, in un centro di detenzione giovanile, in una scuola e in un malandato hotel in Ecuador. Siamo fortunati perché volevamo usarlo come mini studio, e fortunatamente lì c’era abbastanza spazio per fare tutto”.
Judy Becker (Scenografa): “Per il design delle scenografie, il problema era riuscire a distinguere i tre periodi principali della storia: i primi giorni, in cui la protagonista ha dei ricordi felici del suo bambino; la periferia dove tutto diviene più austero – quando la relazione tra Eva e Kevin inizia a peggiorare; e il tempo presente, che è la conseguenza di quello che accade quando Eva perde tutto”.
Seamus McGarvey (Direttore della Fotografia): “Abbiamo optato per un punto di vista molto lucido e chiaro rispetto al modo in cui i ricordi, in genere, vengono girati, come in un sogno ad occhi aperti. Il giorno presente è più psicologico e interiore, va più a fondo nella testa del personaggio di Eva”.
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