E' complicato di Nancy Meyers

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locandina E' complicato
 
Regista: Nancy Meyers
Titolo originale: It's Complicated
Durata: 120'
Genere: Commedia, Romantico
Nazione: U.S.A.
Lingua originale: inglese
Rapporto:

Anno: 2009
Uscita prevista: 19 Marzo 2010 (cinema)

Attori: Meryl Streep, Alec Baldwin, Steve Martin, John Krasinski, Rita Wilson, Daryl Sabara, Hunter Parrish, Lake Bell, Zoe Kazan, Mary Kay Place, James Patrick Stuart, Blanchard Ryan
Sceneggiatura: Nancy Meyers

Trama, Giudizi ed Opinioni per E' complicato (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
 
Fotografia: John Toll
Montaggio: Joe Hutshing, David Moritz
Musiche: Heitor Pereira, Hans Zimmer
Scenografia: Jon Hutman, Beth A. Rubino
Costumi: Sonia Grande

Produttore: Nancy Meyers, Scott Rudin
Produttore esecutivo: Suzanne McNeill Farwell,Ilona Herzberg
Produzione: Waverly Films, Scott Rudin Productions
Distribuzione: UIP

La recensione di Dr. Film. di E' complicato
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Colonna sonora / Soundtrack di E' complicato
Potrebbe essere disponibile sotto, nei dati aggiuntivi (clic qui).

Voci / Doppiatori italiani:
Rossella Izzo: Jane Adler
Luigi La Monica: Adam Schaffer
Massimo Rossi: Jake Adler
Stefano Crescentini: Harley
Federica De Bortoli: Agness Adler
Barbara Castracane: Joanne
Laura Boccanera: Trisha
Chiara Salerno: Diane
Flavio Aquilone: Luke Adler
Domitilla D'amico: Gabby Adler
Myriam Catania: Lauren Adler
Stefano Benassi: Dott. Moss
Andrea Di Maggio: Pedro
Antonio Sanna: Peter
Lucio Saccone: Dott. Alan
Franco Mannella: Dottore Dell'hotel

Personaggi:
Meryl Streep: Jane Adler
Steve Martin: Adam
Alec Baldwin: Jake Adler
John Krasinski: Harley
Hunter Parrish: Luke
Lake Bell: Agness
Daryl Sabara: Edward
Zoe Kazan: Gabby Adler
Rita Wilson:
Mary Kay Place:
James Patrick Stuart: Dr. Moss
Blanchard Ryan: Annalise
Michael Rivera: Eddie

Informazioni e curiosità su E' complicato

Ha vinto il premio "miglior cast" al National Board of Review Awards 2009

Note dalla produzione:
Note di produzione
La cineasta candidata all’Oscar® Nancy Meyers (Tutto puo' succedere, L'amore non va in
vacanza]) regala agli spettatori il suo ultimo film interpretato da un cast stellare. Con E’ complicato,
dirige una commedia che parla d’amore, divorzio, e di tutto quello che c’è in mezzo.
Insieme ai protagonisti Meryl Streep, Alec Baldwin e Lake Bell ci sono John Krasinski (Away We Go, The Office in
televisione) nei panni del futuro genero di Streep e Baldwin, Harley, e tre promettenti attori che interpretano i figli ormai grandi della ex coppia — CAITLIN FITZGERALD (Motel Woodstock, A Jersey Christmas) nel ruolo di Lauren, Zoe Kazan (Revolutionary Road, I Hate Valentine's Day) come Gabby e Hunter Parrish (17 Again – Ritorno al liceo, Weeds in televisione) nei panni di Luke.

I ruoli secondari in E’ complicato appartengono a una serie di veterani attori comici. A interpretare le migliori amiche di Streep (e consulenti sentimentali) ci sono: Rita Wilson (Old Dogs, Insonnia d'amore) nei panni di Trisha; Mary Kay Place (Julie & Julia, Big Love in televisione) come Joanne; ALEXANDRA WENTWORTH (Impiegati male, Head Case in TV ) nei panni di Diane; e NORA DUNN (Strafumati, Una settimana da Dio) nel ruolo di Sally.
A produrre insieme a Meyers c’è il vincitore dell’Oscar® Scott Rudin (Non e' un paese per vecchi, Il dubbio (2008), Julie & Julia), che ha già prodotto sei film con Meryl Streep. ILONA HERZBERG (The Manchurian Candidate, Rachel sta per sposarsi) e SUZANNE FARWELL (Tutto puo' succedere, L'amore non va in vacanza) sono i produttori esecutivi del film.

L’esperta squadra dietro le quinte di collaboratori di lunga data di Meyers comprende: lo scenografo JON HUTMAN (Tutto puo' succedere, What Women Want – Quello che le donne vogliono), il montatore due volte premio Oscar® JOE HUTSHING (JFK - Un caso ancora aperto, Nato il 4 luglio, Tutto puo' succedere) e il compositore premio Oscar® HANS ZIMMER (Il Re Leone, Tutto puo' succedere, L'amore non va in vacanza).
Si uniscono per la prima volta alla troupe di Meyers il direttore della fotografia, due volte vincitore dell’Oscar®, JOHN TOLL (Braveheart – Cuore impavido, Vento di passioni); il montatore DAVID MORITZ (Rushmore, Le avventure acquatiche di Steve Zissou); la costumista SONIA GRANDE (The Others, Vicky Cristina Barcelona); e il compositore HEITOR PEREIRA (The Canyon, Le donne vere hanno le curve).

LA PRODUZIONE
Un Work in Progress: E’ complicato comincia
Negli ultimi 30 anni, Nancy Meyers ha realizzato numerose commedie romantiche di grande successo che presentavano personaggi adulti costretti a trovarsi faccia a faccia con verità che avevano a lungo evitato. Nel corso degli anni, la cineasta ha incorporato la sua vita nella sua opera. In E’ complicato, si immerge nella realtà della vita dopo il divorzio.
Il copione di Meyers esamina una coppia divorziata da un decennio - Jane e Jake Adler - che si ritrova ad inciampare sul terreno minato, comico e pieno di emozioni, di una relazione clandestina, mentre l’affascinante ma riservato Adam lotta per voltare pagina dopo un doloroso divorzio.

“Alcune persone non imparano mai le semplici verità” dice Meyers. “Sono quelle fortunate che alla fine imparano qualcosa. Io tendo a esplorare situazioni con le quali in qualche modo io stessa lotto quotidianamente. Per me scrivere è sempre stato molto terapeutico. Molti miei film collimano con eventi della mia vita, ma non mi sono mai arruolata nell’esercito (Soldato Giulia agli ordini), e non ho mai avuto una storia con il mio ex marito. La trama non è mai la verità, ma quello che c’è sotto è sincero e di cuore.”

Esplorando il terreno di una ex-moglie che ha una storia con il suo ex-marito Meyers ha trovato degli enormi spunti comici. Per prendere ispirazione ha guardato ai classici di Paul Mazursky degli anni ’70 — come Una donna tutta sola e Bob & Carol & Ted & Alice — come esempi di film fortemente identificabili con il periodo nel quale sono stati realizzati. Mazursky ha davvero catturato lo Zeitgeist di quegli anni. Meyers dice: “Mi attirava il mondo post-divorzio nel quale si trovano gli ex e come la loro relazione, in molti modi, non finisca mai: l’imbattersi l’uno nell’altro, l’immaginare come continuare ad occuparsi dei figli insieme, come vivere entrambi nella stessa città. Mi sono resa conto di quanto la parola ‘insieme’ ancora esista quando si è divorziati.

“L’idea di due ex che si ritrovano insieme clandestinamente era intrigante,” riflette Meyers. “Gli spunti comici erano molti e le ripercussioni su questa coppia di ex che si ritrovano di nuovo uno nella vita dell’altro sembravano pericolose e liberatorie allo stesso tempo. Questa storia mi ha davvero trascinato. Il fattore ‘E se…?’ era complesso, aveva vari livelli e poi c’era un altro uomo da aggiungere al mix… tanto per complicare ancora di più il tutto.”

Pronta la storia, Meyers ha lavorato con il produttore Scott Rudin per riuscire a realizzare il film. “Conosco Scott da più di 25 anni, l’ho visto fare carriera; è una forza fenomenale in questo business” dice. “Ha un gusto impeccabile, fa film intelligenti e interessanti e lavora con grandi cineasti. Sono andata da lui con questo progetto e gli ho detto che avrei tanto desiderato il suo aiuto per realizzarlo. Scott è stato una risorsa preziosa per il film.”
“Nancy è una cineasta veramente meravigliosa” dice Rudin. “Sono sempre stato un suo grandissimo ammiratore. Per questo ero eccitato quando mi ha invitato a produrre con lei questo film.
Le ho di continuo offerto film da dirigere e lei ha sempre rifiutato dicendo che non era pronta. Certo che era pronta, e questo, secondo me, è il suo film migliore.”

Per tutto il corso del loro lavoro di sviluppo, Rudin è rimasto colpito dall’autenticità dei sentimenti che trovava nel progetto. Il produttore afferma: “Nancy non sacrifica mai la comicità e, nello stesso tempo, investe la storia di una grande verità emotiva. La dettagliata rappresentazione del matrimonio, l’intimità tra le persone – tutto questo è emozionante e vero, e ci mette in contatto con il film a un livello profondo e inaspettato.”
Il produttore è stato anche colpito dall’onestà della sceneggiatura. “Nancy mostra molto di sé in questo progetto… non tanto nelle caratteristiche di Jane, ma nei sentimenti che descrive in tutto il film” dice Rudin. “Il suo amore per la famiglia, per i suoi figli, la sua fiducia nell’amore e nella vita… questo è quello che conta per Nancy.”


Amici e Amanti: scegliere gli attori per il film
Mentre scriveva il copione, Nancy Meyers ha sempre avuto in mente Meryl Streep per il ruolo della poco più che 50enne Jane, una madre e imprenditrice di successo che sente di aver finalmente superato il divorzio e che si sta costruendo la vita che desidera. Meyers dice: “Ho immaginato Meryl in questa parte e l’ho immaginata fare cose che io non avrei mai il fegato di fare. Pensare a Meryl mi ha dato una spinta nella scrittura. Jane è sicuramente più coraggiosa di me; è stato divertente scrivere del suo coraggio, delle scelte che avrebbe fatto e delle opportunità che si sarebbe permessa. Come dice lei stessa nel film, Jane ‘ha sperimentato una parte di sé’. Io preferisco sperimentare con un personaggio in un film piuttosto che fare veramente le scelte che fa lei… ma questo è il motivo per cui Jane è stato un personaggio così divertente e insieme impegnativo per me da scrivere.”
Di avere Streep nella parte, Meyers dice: “E’ stata la prima persona da cui sono andata, ed ero indicibilmente emozionata che lei avesse accettato di fare il film. Lei è straordinaria; è l’attrice più preparata con la quale abbia mai lavorato. Meryl non sa solo le sue battute, lei vede il film nella sua interezza – proprio come un regista.”

Rudin era d’accordo con Meyers sul fatto che Meryl Streep sarebbe stata la Jane ideale. Lui e Streep hanno una lunga e ricca storia di lavoro insieme cominciata nel 1996 con La stanza di Marvin. “Non riesco a immaginare di poter mai avere una collaborazione continua più emozionante di quella che ho avuto con lei” riflette il produttore. “E’ semplicemente la migliore attrice del pianeta. Porta ogni giorno sul set ogni grammo del suo talento. Una delle cose più belle del mio mestiere è sedermi in una sala montaggio e guardare inquadratura dopo inquadratura quello che fa Meryl.”

“La varietà, il dettaglio, la naturalezza e l’autenticità, l’espressività – non c’è semplicemente nessuno come lei” continua Rudin. “L’interpretazione di Meryl in questo film è davvero naturale e ha fascino e ingegno, e la sua Jane è così accattivante e coraggiosa che io mi innamoro di lei ogni volta che vedo il film. Ho fatto così tanti film con Meryl — e l’ho vista interpretare tutto, da una suora a una volpe — che pensavo che niente di quello che lei fa potesse più sorprendermi; sono abituato alla sua genialità. Ma il modo in cui rende Jane così ardente, sincera e affettuosa è miracoloso. Tutto quello che fa in questa parte è profondamente sentito; Meryl è completamente presa nel ruolo.”

Quando ha letto il copione, la Streep è rimasta colpita dal fatto che la Meyers fosse riuscita a “toccare delle corde molto profonde delle famiglie che hanno vissuto un divorzio… o di chi è stato abbandonato dalla persona che amava.” Streep ha interpretato Jane come una donna che “ha raggiunto un punto in cui, dopo tutti gli sconvolgimenti della vita, sta finalmente bene e se la gode.” L’attrice dice: “La sua attività funziona e ha successo e lei si è riconciliata con il divorzio che ha messo fine al suo matrimonio dieci anni prima. Jane si sta imbarcando in questo ambizioso progetto di ristrutturazione e ha interesse per l’architetto che lo segue. Le cose sembrano andare a meraviglia… fino a che Jake rientra nella sua vita.”
L’attrice crede che il film mostri una certa sensibilità verso, come dice lei stessa, “le donne dimenticate: donne che non vedono mai le loro vite vissute descritte come si fa in questo film. Non ci sono film in cui una donna, felicemente divorziata da 10 anni, riaccende una relazione con il suo ex. Questa non è una cosa che succede spesso nei film… o nella vita.”

Per interpretare l’interesse sentimentale di Jane, in concorrenza con il suo ex marito, è stato scelto l’attore comico Steve Martin, che ha già lavorato con Meyers nei film Il padre della sposa. La regista era ansiosa di scrivere un altro ruolo per lui, e ha creato Adam, un architetto fresco di divorzio che lotta per liberarsi del suo passato. “Steve è assolutamente meraviglioso nella commedia leggera” dice Meyers. “Lo so da quando abbiamo lavorato insieme in Il padre della sposa. Lui porta a un film un grande calore e agio. E’ stato fantastico guardare il leggendario Steve Martin recitare alcuni dei momenti più intimi e piccoli di questo film. Il suo Adam è ferito, e Steve interpreta questa vulnerabilità con apertura e fascino, rendendo Adam un personaggio davvero accattivante. Anche il modo in cui il suo Adam si relaziona a Jane è completamente diverso dalla dinamica che c’è tra Jane e Jake. In ogni scena in cui c’è Steve il nostro film si fa più interessante. Credo che questo sia un ruolo un po’ diverso per Steve che, naturalmente, quando serve, rompe gli argini e ci regala momenti enormemente divertenti.”

Martin non vedeva l’ora di ri-lavorare con la sua vecchia amica. “Nancy mi ha chiamato e mi ha detto che aveva un ruolo che le sarebbe piaciuto io interpretassi” ricorda l’attore. “Dentro di me ho esultato. Ho letto il copione e ho trovato - come sempre se si tratta di film di Nancy – che fosse sofisticato e molto realistico nella descrizione dei comportamenti umani. Lei è in grado di scrivere cose strane e eccentriche senza che sembrino troppo esagerate. Scrive persone vere, e io sono stato lusingato della sua richiesta di recitare in questo film.”
Del rapporto che Adam ha con Jane, Martin dice: “Lui vede Jane come una donna d’affari di successo, molto determinata e che sa quello che vuole. La trova un po’ svanita, distratta; e talvolta diventa davvero nervosa. Ma gli piace. Lui vede la sua affidabilità e anche la sua eccentricità.”

Il pubblico è abituato a vedere Martin interpretare personaggi estremamente vivaci. Adam, all’inizio, è invece piuttosto timido e riservato, disabituato agli appuntamenti galanti e a corteggiare.
Parlando dei suoi pensieri su questa performance spesso sottile e delicata dell’attore, Rudin dice: “Ho sempre pensato che Steve avesse un cuore grande e tanta tenerezza. Ci sono tante interpretazioni classiche, indimenticabili — che ci colpiscono e sorprendono emotivamente— di persone che conosciamo e amiamo principalmemente per la loro capacità di essere divertenti e farci ridere e che, in occasioni come questa qui, ci fanno anche piangere. E’ quello che fa Steve in questo film.”

Per interpretare la parte dell’innamorato ex marito di Jane, i realizzatori hanno scelto l’attore, vincitore di due Emmy e due Golden Globe, Alec Baldwin. Baldwin è un fan della Meyers dal tempo in cui lei era principalmente una sceneggiatrice. Ha un ricordo molto vivido dei suoi primi film, come Soldato Giulia agli ordini e Genitori in trappola, e dei suoi successivi film da regista, come What Women Want – Quello che le donne vogliono e Tutto può succedere.

“Ho sempre amato i suoi film” dice Baldwin, “perché sono film per adulti che parlano di relazioni adulte e dei problemi che le persone vivono in questi rapporti. Ma un altro motivo per cui volevo fare questo film era Meryl. Come la maggor parte degli attori, adoro Meryl da tanto tempo, e sono grato di aver avuto l’opportunità di lavorare con lei. E poi, naturalmente, c’era Steve Martin. Lui è già un veterano di questi film di Nancy e io sono da sempre un fan dei film di Steve. Credo che funzioni perché è difficile trovare due persone più diverse tra loro del personaggio di Steve e il mio.”

“Alec è un’attore comico molto bravo,” dice la sceneggiatrice/regista. “Non c’è battuta che lui non sappia recitare; è capace di piegare le frasi del copione precisamente nella forma in cui dovrebbero essere e poi riesce sempre ad aggiungere qualcosa facendo esattamente il gesto giusto – uno sguardo, un movimento dell’occhio, un cenno del capo. Lui rende Jake irresistibile per il pubblico… e per Jane.”
“Alec è il nostro Spencer Tracy” dice Rudin. “Ha delle capacità incredibili, ma sono quasi completamente invisibili. Non è possibile decostruire quello che fa; è originale e unico.”

Si è divertito a guardare i due bravi attori interpretare Jane e Jake. Rudin continua: “E’ molto raro vedere in una coppia comica il tipo di destrezza e abilità che hanno Alec e Meryl. Loro danno e prendono, il modo in cui si passano la palla l’un l’altro è squisito. Una delle cose che preferisco di questo film è l’intimità che c’è tra loro e il fatto che mentre raccontano una storia che si muove in avanti nel presente, tutto quello che fanno serve anche a raccontare la storia dettagliata del loro matrimonio nel passato. Mi piace moltissimo il modo in cui raccontano entrambe le storie simultaneamente – una piena di speranza, l’altra meditativa — e questo è tutto merito di loro due e anche, ovviamente, del cinema di Nancy.”
Sistemati gli attori principali, Meyers ha riflettuto sull’evidente chimica che c’è tra Streep e Baldwin quando recitano insieme. “Recitano molto bene insieme; ognuno dei due è sensibile e reagisce a quello che l’altro fa” nota Meyers. “In Jane e Jake c’è un continuo e sottile desiderio di primeggiare e Alec e Meryl lo hanno giocato bene per tutto il corso del film.”

Streep annovera i suoi co-protagonisti come una delle ragioni principali per cui ha voluto interpretare E’ complicato. Di Martin e Baldwin, l’attrice dice: “Sono tutti e due così terribilmente e originalmente divertenti. Li amo entrambi. Tutti gli attori che sono stati scelti per questo film sono perfetti per i loro ruoli. Gli uomini non fuggono dai sentimenti, non vogliono solo essere divertenti.
Vogliono scoprirsi, cosa che non è sempre facile. Steve ha molta grazia. E’ quello che è, senza maschere. E’ più che un rivale per l’ex marito. Jake è più un toro, un carrarmato. Arriva nel film come una tempesta, capisce quello che vuole e lo insegue. Alec è irresistibile in questo ruolo. La sua spinta, la sua pulsione a fare sì che le cose siano giuste è davvero il motore di questo film.”

A interpretare il fidanzato della figlia maggiore di Jane e Jake, Harley, c’è l’attore John Krasinski. Harley scopre per caso la relazione tra Jane e Jake e per tutto il film non fa altro che imbattersi in loro. La Meyers dice: “John aveva una piccolissima parte in L’amore non va in vacanza, e io sono impazzita per lui. Mi è piaciuto moltissimo lavorare con lui, così quando ho scritto la parte di Harley, speravo di convincere John a farla. Dato che sa molto più di quello che vorrebbe sapere sulla relazione tra Jane e Jake, Harley sta in una posizione scomoda. La pressione di non spifferare tutto è quasi troppo grande per lui. L’interpretazione che John da’ di questa tensione è estremamente divertente.”

Krasinski, che era ansioso di ri-lavorare con la regista, dice: “Nancy trova il lato umoristico e tenero in molte situazioni e le rende comiche. C’è qualcosa di tenero nell’avere una relazione con il tuo ex-marito. C’è sempre quel senso di incertezza, ci si domanda continuamente se la fiamma si sia completamente spenta o se invece ci sia ancora dell’amore.”

Per la parte della moglie-trofeo di Jake, Agness—che vuole avere un figlio da lui—, la Meyers ha scelto l’attrice Lake Bell, che ha di recente esibito il suo talento comico in Notte brava a Las Vegas.
“E’ davvero brava,” dice Meyers. “Ho provinato molte giovani donne per questo ruolo, ma quando ho visto lei, ho smesso di cercare. E’ intelligente e sofisticata, e ha dei brillanti tempi comici. La Agness di Lake ti prende alla sprovvista e ti sorprende.”
Bell spiega la situazione tra Jake e Agness. “I loro rapporti sessuali stanno cominciando a non essere più così soddisfacenti, soprattutto perché Agness vorrebbe avere un bambino” dice l’attrice.
“Per essere più fertile prende degli ormoni che, però, la rendono ancora più instabile. La loro intesa sessuale, che era la principale ragione per cui i due stavano insieme, non c’è più. Sparita quella, Jake inizia a chiedersi perché stia con Agness e si domanda ‘Che cavolo mi sono lasciato alle spalle?’”

Meyers ha smesso di provinare attrici anche dopo aver visto Zoe Kazan nel ruolo di Gabby, la figlia mezzana di Jane e Jake. Kazan ha riscosso molto successo per la sua interpretazione nel ruolo della collega d’ufficio con la quale tresca Leonardo DiCaprio in Revolutionary Road e nel cast dell’acclamato revival di Broadway di Il Gabbiano di Cechov. “Zoe è stata la prima dei figli che ho scelto” dice Meyers. “Le ho fatto un provino molto presto nel corso del lavoro sul film e ho capito che non avevo più bisogno di cercare. Lei era il personaggio che avevo immaginato.”

Kazan ha fatto il primo provino per Meyers su video da New York. A Meyers è piaciuto quello che ha visto e l’ha invitata a L.A. per incontrarla. Kazan lo ricorda come uno dei migliori provini della sua giovane carriera. “Quando ho letto il copione ho subito pensato ‘so chi è questo personaggio’” spiega l’attrice. “Quando mi hanno portato a L.A. a incontrare Nancy, pensavo di essere andata bene. Mi hanno chiamata al cellulare solo uno o due minuti dopo che me ne ero andata per dirmi che la parte era mia.” Da allora Meyers ha usato Kazan per interpretare Gabby nelle letture e nei provini per gli attori in lizza per le parti dei suoi fratelli.

Hunter Parrish, della serie hit di Showtime Weeds, è stato scelto per il ruolo del fratello più piccolo di Gabby, il figlio di Jane e Jake, Luke. Parrish dice: “Adoro lavorare con registi che sono anche sceneggiatori. Invece di avere due persone che tentano di mettersi d’accordo, ce n’è solo una.
Nancy ha delle idee meravigliose e sa perfettamente e in dettaglio quello che vuole. Quando lo scrive, lo sente, e tu sai che ha già anche l’immagine in testa.”

“Ho continuato a chiedere a Hunter se potevo adottarlo,” ride la Meyers. “E’ un ragazzo davvero affascinante e il suo approccio alla recitazione è molto naturale. Questo mi piace molto perché in questo film i tre adulti protagonisti sono molto potenti, hanno una grande forza. Lui ha la sua maniera; gli fai un primo piano e rimani catturato da lui. Ha una simpatia innata.”
La terza e ultima figlia Adler ad essere scelta è stata Caitlin Fitzgerald nella parte della figlia maggiore di Jane e Jake, Lauren. Alta, bionda e aristocratica, Fitzgerald è un’ esordiente che, come Kazan e Parrish, è credibile come prodotto dell’unione di Streep e Baldwin. “In lei c’è purezza” dice Meyers. “In un secondo potrebbe ritrovarsi in un film di Jane Austen. Ha un aspetto senza tempo.

Avevo bisogno che le due ragazze fossero molto diverse, anche se sono sorelle. Lei è quella che ha trascorso più tempo con i suoi genitori prima del divorzio, ed è quella che ha sofferto di più perché li conosce da più tempo come coppia. Lauren è quella attenta, cauta e protettiva nei confronti di sua madre.”
A Fitzgerald questo scambio di ruoli è piaciuto. “Il mio personaggio è molto materno nel film,” dice l’attrice. “E lo è certamente nei confronti del personaggio di Meryl. Durante il divorzio Lauren si è presa cura dei suoi fratelli più piccoli e ha confortato sua madre. Mi sento molto matura in questo film.”


Da Brooklyn a Santa Barbara: in Location
Anche se la maggior parte di E’ complicato è ambientato a Santa Barbara, in California, tre quarti delle riprese degli interni sono stati fatti a New York City. Le riprese sono iniziate il 18 febbraio 2009 a Brooklyn nei teatri di Broadway, dove sono state girate le scene che si svolgono a casa di Jane.
L’opulento set riproduceva il caldo e invitante stile di Santa Barbara. Anche un’enorme distesa di erba, circondata da uno sfondo trompe l’oeil, realizzato artificialmente, che rappresentava la vegetazione del posto faceva parte del set. Le pause pranzo hanno spesso visto i membri della troupe, stravaccati sul finto prato, fare picnic sotto le luci artificiali del teatro di posa.
Durante i primi giorni di riprese è toccato al direttore della fotografia John Toll sviluppare il look che meglio si adattasse, e risaltasse, il lavoro dello scenografo Jon Hutman (alla sua quarta collaborazione con la Meyers) e della costumista Sonia Grande. La Meyers sapeva che Toll sarebbe stato in grado di creare lo stile che voleva.

La Meyers riflette sulle ragioni che l’hanno portata a scegliere il due volte vincitore dell’ Oscar® come suo direttore della fotografia: “Una volta ho letto un’intervista con un cineasta che diceva ‘I volti sono i miei paesaggi.’ Questa frase mi ricorda molto la filosofia di John. Quando hai qualcuno come Meryl nel tuo film, vedi la storia del suo personaggio attraverso i suoi occhi. Vivi con lei il suo viaggio, e la meticolosa attenzione di John ai dettagli porta il pubblico dentro a quel viaggio. Le sue luci sono così delicate e pittoriche. Sono stata molto fortunata ad avere il suo occhio in ogni inquadratura del nostro film. John ha anche una casa a Santa Barbara, per questo non c’è neanche stato bisogno di spiegargli il mondo di Jane; lui lo vive. Dato che il 70 percento del film si svolge all’interno e intorno alla casa di Jane, era importante trovare qualcuno che potesse tradurre l’atmosfera di Santa Barbara. E nel farlo, John ha superato tutte le mie aspettative.”

La Streep ha trovato il lavoro del suo direttore della fotografia: “assolutamente meraviglioso. Sono grata a John non solo per aver reso belle le inquadrature, ma anche per aver fatto risplendere le persone di calore. Ha catturato il senso e significato di ‘casa’— desiderare una casa, distruggere una casa e costruire una casa — che è al centro del film. Ha fatto uno splendido lavoro.”

Durante la prima parte delle riprese a New York sono state utilizzate molte altre location. Per il negozio di pasticceria di Jane, Hutman e la Meyers hanno creato il luogo dei loro sogni. E’ stato costruito interamente all’interno della Picnic House, una grande struttura nel Prospect Park di Brooklyn, e includeva un bancone, uno spazio per mangiare, gli uffici e anche un enorme magazzino pieno di cibi cotti al forno, frutta fresca e prodotti gourmet. Ogni buongustaio che fosse capitato in questo posto e avesse pensato di essere entrato/a in un negozio di gourmet pieno di tentazioni sarebbe stato perdonato.

“Dopo la fine delle riprese avremmo dovuto lasciare tutto così com’era per permettere all’intera Brooklyn di venire a fare acquisti qui” suggerisce la Meyers. Per le scene che si svolgevano nella cucina del negozio della pasticceria e nell’area frigo, sono state usate le strutture della Bakery di Sarabeth al Mercato di Chelsea. Per lo studio di architettura di Adam di Santa Barbara è stato utilizzato un edificio commerciale nel quartiere di Chelsea a New York. Hutman lo ha arredato in modo da creare un’estetica che fosse tipicamente della West Coast.

Tutte le scene di Martin dovevano essere completate durante i primi due mesi di riprese, perché l’attore doveva partire per un tour di concerti per promuovere “The Crow: New Songs for the Five-String Banjo”, il suo CD di recente pubblicazione di brani suonati con il banjo. Il banjo di Martin è stato il suo fedele amico sul set, e l’attore, durante i tempi morti, ha spesso intrattenuto il cast e la troupe con concerti improvvisati.

Ad aprile 2009, la compagnia ha messo radici a Los Angeles. La maggior parte del tempo qui è trascorsa filmando le scene che si svolgono all’esterno della casa di Jane: nel cortile anteriore, in quello posteriore, nel giardino e nella strada d’accesso. La casa che è stata usata come casa-base era un magnifico ranch adobe che si trovava a Thousand Oaks, circa 45 minuti a nord di L.A. Originariamente progettato e costruito alla fine degli anni’20, è stato abitato da un gran numero di celebrità, tra cui W.C. Fields.

“Ha una meravigliosa aria da vecchia California” dice Meyers. “Io ho vissuto in una casa quasi identica per molti anni. Se avessi cercato per sempre, non sarei riuscita a trovare una casa che somigliasse di più alla mia. Era proprio l’ambiente in cui immaginavo Jane avrebbe vissuto.” A rendere ancora più piacevole e comoda la scelta di questa casa c’era il fatto che era circondata da tanti acri di terra, che permettevano di sistemare le roulotte, i generatori e le strutture per il catering assolutamente fuori dalla portata delle cineprese.

A metà aprile, la compagnia ha trascorso tre giorni a filmare esterni a Santa Barbara e Montecito, poco prima del devastante incendio che ha causato gravi perdite alla zona. Oltre a scene filmate nelle aree residenziali di Montecito, ci sono state riprese fatte davanti a numerose pietre miliari del centro, tra cui la County Courthouse e lo storico El Paseo. Poi tutti sono tornati a Los Angeles a completare le scene a casa di Jane e quelle al Bay Club Pacific Palisades di Bel-Air. Il club è l’ambientazione di uno dei momenti più comici del film: la scena in cui John Krasinski, nei panni del fidanzato di Lauren, Harley, si rende conto che Jane e Jake hanno una storia.

All’inizio di maggio, sono finite le riprese in California e la compagnia è tornata ai teatri di posa a Brooklyn per girare il resto del film. Per la parte della storia che ha luogo a New York, quella in cui la famiglia Adler arriva in città per la cerimonia di diploma di Luke, le riprese si sono svolte alla St. John’s University a Queens e a Park Avenue al centro della città. Per l’hotel dove alloggiano gli Adler, il finto Park Regent, sono state aggregate diverse location. L’esterno era un edificio residenziale di proprietà di Trump tra Park Avenue e la 59ma Strada; la hall e la stanza di Jane erano nella Essex House; e il bar dell’ hotel dove scoppia la scintilla tra Jane e Jake era l’interno del ristorante Del Posto sulla 10ma Avenue.
Molti altri ambienti, inclusa la stanza di Jake, la camera da letto di Jake e Agness a Santa Barbara, e la clinica della fertilità, sono stati ricreati nei teatri di posa di Brooklyn.


Riflettere la luce: La scenografia
Lo scenografo Hutman e la sua squadra hanno trascorso mesi in un enorme teatro negli studios di Greenpoint, a Brooklyn, a costruire il set che sarebbe servito come interno della casa di Jane.
La Meyers è sempre meticolosamente coinvolta nella creazione del look dei suoi film, e questa è stata una delle sue parti preferite del periodo di pre-produzione. Il processo è iniziato presto perché la Meyers aveva raccolto delle foto rappresentative che l’avevano colpita e le erano sembrate appropriate. Le ha mostrate a Hutman e alla costumista Sonia Grande per solleticare la loro creatività e arrivare alla fine ad uno stile organico e integrato. Il lungo avanti e indietro tra la Meyers e il collaboratore di vecchia data Hutman è stato fruttuoso. “Ho spedito le foto a Jon” spiega Meyers, “e anche lui ha mandato a me delle immagini.

Credo che il modo in cui le persone vivono dica molto sul loro conto, per questo io sono molto attenta e dettagliata su cosa c’è su un tavolo. Di solito cammino intorno al set e dico ‘Secondo voi lei starà veramente leggendo questo libro?’ Jon è incredibilmente collaborativo. Abbiamo fatto e disfatto e lui ha tenuto le porte aperte a tutti gli altri reparti. Lui è instancabile e le mie idee sono continuamente in evoluzione, per questo Jon è per me la persona giusta con cui lavorare, perché lui non chiude mai.”
“Nancy, forse più di ogni altro regista con cui io abbia lavorato, arriva con una visione chiara e specifica del mondo in cui si svolge la storia” dice Hutman. “Questa chiara idea visiva diventa il fondamento sul quale cominciamo a trovare le location, progettare i set e creare il look del film. La cosa buona è che Nancy parla la lingua dei colori, delle forme e dei materiali. E’ molto chiara su quello che vuole e io amo la nostra collaborazione.”

Nel caso di E’ complicato, la Meyers ha capito molto presto che era importante che l’arancione giocasse un ruolo prominente nella combinazione dei colori, “perché è il colore dominante a Santa Barbara” spiega la Meyers. “Tutti quei tetti di tegole rosse che, sullo sfondo del cielo, creano un ricco e splendente arancione. Volevo che questo continuasse all’interno della casa di Jane. Volevo molti colori di terra per portare l’esterno all’interno, perché gran parte del film si svolge dentro la casa. Volevo che la California del Sud continuasse a vivere anche all’interno.”

Hutman ha aiutato Meyers a creare un’eleganza visiva che si allarga a tutti gli altri sensi; il pubblico può quasi sentire con il tatto le superfici della cucina di Jane, odorare le erbe nel suo giardino e gustare le favolose paste del suo negozio. “Volevamo far fare al pubblico l’esperienza di cosa significa vivere in questa parte di California” dice Hutman. “Santa Barbara è un posto meraviglioso… e noi abbiamo provato a catturare molte delle cose che lo rendono speciale. Far sentire al pubblico com’è stare a Santa Barbara vuol dire aiutarlo a identificarsi con questi personaggi.”

Il processo di creare questi ambienti scenici è stato lungo e intenso, ma alla fine gratificante sia per Hutman che per Meyers. “Potevo fare la casa come la volevo io e ci sono registi che sarebbero soltanto arrivati e avrebbero iniziato a girare” dice Hutman. “Ma per Nancy, la casa è un personaggio importante del film, e il mio lavoro non è finito fino a che non le ho dato quello che voleva. Se facciamo bene il nostro lavoro alla fine creiamo qualcosa che, per il pubblico, è molto più interessante da scoprire.”


La cucina californiana: il design del cibo
Il cibo gioca un ruolo fondamentale nel film e, in qualche forma, appare nella maggior parte delle sequenze più importanti. Per tutto il corso della lavorazione, la consulente culinaria SUSAN SPUNGEN è stata dietro le quinte in una cucina speciale a sfornare piatti dopo piatti. Spungen, fondatrice e direttrice editoriale di intrattenimento e cibo della Martha Stewart Living Omnimedia, ha lanciato il primo titolo tutto sul cibo della società “Everyday Food” e, più di recente, ha lavorato come consulente nell’ultimo blockbuster di Meryl Streep, Julie & Julia. Invece della classica haute cuisine francese vecchio stile che ha creato per quel film, per E’ complicato ha prodotto dei piatti più semplici ma ugualmente invitanti.

“Questa era California-style, una cucina più alla mano” dice Spungen. “Si può dire che è un incrocio tra il mio stile e quello di Jane. E’ stato un cambiamento gradito per me lavorare a una cucina molto più contemporanea. Ho dato molti suggerimenti a Nancy e lei mi ha dato un’idea blanda di quello che voleva. Talvolta si trattava di cose generiche come insalate ultra-colorate. Queste erano anche nei miei suggerimenti, così è stato chiaro fin dall’inizio che eravamo sulla stessa lunghezza d’onda.”

Autrice pluripremiata di libri di cucina, la Spungen ha trascorso quasi la sua intera vita da adulta in cucina e sono poche le cose che la spaventano. “Il mio primo giorno sul set è stato per la scena della cena di Meryl e le sue tre amiche. Era una scena che richiedeva molto cibo, quindi siamo partiti in quarta. Fatta questa mi sentivo sicura. Avevamo fatto centro, per questo da lì in avanti l’ho usata come punto di riferimento.”

Per una scena che doveva essere girata nell’arco di tre giorni, ha prodotto 57 polli perfettamente arrostiti e fotogenici. “I forni erano orribilmente unti dopo questi polli” ride Spungen.
“In quella scena ho aiutato Meryl facendole da coach, perché doveva tagliare, in maniera molto enfatica e simbolica, le cosce del pollo. Io avevo allestito il tutto in modo che la coscia venisse via facilmente… era un pollo pronto da tagliare.”
Per le scene nel negozio, Spungen era incaricata di procurare tutti i cibi al forno in mostra nelle vetrine, che sono stati acquistati da molte pasticcerie e panetterie artigiane della città. “Io stavo dietro, nello spazio cucina, a fare un sacco di toast francesi. Forse ero un po’ troppo qualificata per questa parte di lavoro” ride.


Influenze spagnole: I costumi del film
Mentre lavorava con Hutman sui progetti per i set, Meyers conferiva anche con la costumista Sonia Grande sugli abiti per i suoi attori. Aveva visto Vicky Cristina Barcelona di Woody Allen, per cui Grande aveva ideato i costumi, e aveva pensato che gli abiti fossero fantastici. Ha chiesto alla Grande di venire da Barcellona e, dato che la Grande parlava pochissimo inglese, si è portata dietro un interprete.

Malgrado il gap linguistico, Meyers sapeva che lei era assolutamente giusta per quel lavoro. Sonia Grande non è mai stata senza interprete durante tutta la parte di pre-produzione e durante le riprese, anche se il suo inglese è molto migliorato nel corso del suo soggiorno di sette mesi negli Stati Uniti. “Sonia ha molta inventiva” dice Meyers. “Ha un meraviglioso senso del colore. Da’ alle persone del sex appeal quando ne hanno bisogno; sa cosa deve nascondere e cosa mostrare e, nel suo lavoro, cerca di rimanere fedele alla realtà. Io ho due figlie che hanno la stessa età delle ragazze nel film, e Sonia ha catturato perfettamente il look improvvisato delle giovani donne di quell’età.”

Dato che i cineasti parlano un linguaggio internazionale, la coppia si è subito affiatata. “Sono rimasta molto colpita quando ho letto il copione di Nancy” dice Grande. “I personaggi erano tutti ben definiti, e io ero in grado di visualizzare all’istante il loro gusto e la loro estetica nell’abbigliamento.
Con la globalizzazione, l’influenza della cultura e della moda americana è ovunque. Non ho trovato difficile adattarmi ad un punto di vista americano per questa commedia… anche se è il mio primo film per un pubblico USA.”

Come Hutman, Grande ha lavorato a stretto contatto con Meyers nel pensare e ideare il look specifico di ogni singolo personaggio. “L’idea era di far sembrare Jane la donna contemporanea, molto energica che è” spiega Grande. “Non è demodé né una casalinga ordinaria, e Nancy era convinta che Jane dovesse essere una donna colta e ricettiva nei confronti del mondo che la circonda.”
“Naturalmente anche Meryl ha contribuito a tutto questo,” continua la costumista. “E’ stato fantastico lavorare con lei ai suoi costumi, perché mi ha detto che, prima di diventare attrice, aveva contemplato l’idea di diventare costumista. Lei capisce perché cerchi una mise specifica, un colore o uno stile, e si diverte a lavorarci sopra con te. Mi ha dato degli ottimi suggerimenti.”

Per i protagonisti maschili, Grande ha elaborato due stili diversi. Per l’avvocato Jake, ha vestito Alec Baldwin con blazer blu scuri che riflettono il suo background conservatore. “Jake è uno di quegli uomini a cui non piace stare senza una donna” dice Grande. “Richiede molta attenzione. Probabilmente non crescerà mai.” Per quanto riguarda l’architetto di Steve Martin, la costumista dice: “Adam ha un suo stile personale. La maggior parte degli architetti che ho conosciuto erano molto attenti al colore e alla forma nel loro modo di vestire. Ci pensano molto. Vogliono vestirsi come nessun altro. Lo stile di Adam è più delicato di quello di Jake. Niente nel suo look spicca, ma tutto è messo insieme dal buon gusto.”


DOMANDA E RISPOSTA CON LA SCENEGGIATRICE/REGISTA/PRODUTTRICE NANCY MEYERS
Che cosa ti ha spinto verso questo argomento?
A mia stessa insaputa, penso di essere stata attratta dal tema del divorzio. Non dalla parte triste e amara della separazione, ma dal mondo in cui gli ex si ritrovano dopo il divorzio e da come la loro relazione, sotto molti punti di vista, non finisca mai. Non mi sono resa conto che questo era l’argomento di cui stavo scrivendo fino a quando non ho quasi finito la sceneggiatura.

Che cosa ti ha fatto desiderare di fare questo film?
Ho pensato di conoscere bene l’argomento, è una cosa che tutta la mia famiglia ha vissuto… non la relazione clandestina, naturalmente, ma il quotidiano del post-divorzio. L’imbattersi l’uno nell’altro, il pensare a come continuare a occuparsi dei figli insieme, a come vivere nella stessa città insieme. Hai notato quanto la parola “insieme” esista ancora quando sei divorziato?

Quanto c’è di autobiografico nel film? Puoi parlare un po’ di come utilizzi la tua vita nel tuo lavoro?
Ho sempre usato elementi della mia vita nella scrittura. In fondo, che cos’altro conosco davvero? Il Soldato Giulia era una donna della mia età, che se ne andava da casa cercando di capire cosa volesse diventare. Mi sono mai arruolata? No. I suoi genitori somigliavano ai miei? Sì. E il suo viaggio, anche se diverso dal mio a Hollywood, le ha cambiato la vita, come a me.
Vertenza inconciliabile parlava di una coppia che cercava di mantenere la propria lucidità e i propri valori quando arriva il successo. Questo film era successivo a Soldato Giulia agli ordini, ed era la storia che noi non volevamo ci accadesse. Baby Boom era la storia di una donna che cerca di destreggiarsi tra il lavoro e la figlia e guardava in maniera onesta a come il mondo delle grandi società vedeva le madri lavoratrici. Era un po’ un ‘manuale di autoaiuto’, una storia su come sopravvivere lavorando e avendo figli. Gli anni di Il padre della sposa, erano anni in cui la nostra famiglia stava crescendo ed è stato facile capire come un genitore possa essere contrario a un matrimonio perché, dopo tutto, Il padre della sposa è un film su un genitore che non vuole perdere sua figlia. Questi sono stati film allegri da fare in anni molto allegri e felici della mia vita.
Ho fatto Genitori in Trappola per mia figlia di 11 anni. L’originale era un film amato dalle famiglie e io volevo renderlo più moderno. E’ un film sulla responsabilizzazione di una ragazza. E’ dedicato a mia figlia Hallie. Questo è stato seguito dal mio divorzio, e la prima cosa che ho scritto è stata una riscrittura di un film che io ho chiamato What Women Want – Quello che le donne vogliono. E’ stata un’idea fantastica e ho trascorso un periodo meraviglioso a scriverlo. Che fantasia! Se gli uomini sapessero come pensiamo noi donne, il mondo sarebbe un posto migliore. Mi sono ritrovata a scrivere cose molto personali per il personaggio di Helen Hunt. Poi c’è stato Tutto puo' succedere. Sì, c’è molto di me in quella storia. L'amore non va in vacanza è stato per me un’opportunità per uscire un po’ da me stessa, ma poi ho trovato di avere molto, moltissimo in comune con il personaggio di Kate Winslet.
E ora E' complicato... beh, questo è complicato da spiegare.

Che cosa c’è in Jane che ti somiglia?
Direi che io e Jane siamo simili sotto molti punti di vista, ma forse non tanto quanto ci si aspetterebbe. Lei è molto più coraggiosa di me. Come dice nel film, lei “ha sperimentato una parte di sé”. Io preferisco sperimentare con un personaggio di un film piuttosto che fare le scelte che fa lei, ma questo è il motivo per cui scrivere il personaggio di Jane mi ha divertito molto.

Hai mai preso in considerazione la possibilità che Jane finisca con Jake?
Mai. Volevo che Jane fosse felice senza Jake. Se lo era meritato.

Che cosa cerchi di dire attraverso la scelta dell’uomo con la quale lei finisce?
Jane era bloccata nell’ombra del suo matrimonio. Ci riscivola dentro momentaneamente e questo è, forse, tutto quello che le serve per venirne finalmente fuori. Non so se “finisce” con Adam, ma li immagino una coppia con un buon potenziale.

Puoi parlarci della scena in cui Jane spiega ai suoi figli perché l’ha fatto? Parlaci un po’ di più, se puoi, del ruolo dei figli in questo film – come influenzano le sue azioni nel film gli obblighi che Jane ha verso i suoi figli? Questo vale anche per Jake?
Ho immaginato il momento in cui Jane deve spiegare ai suoi figli quello che ha fatto come uno dei più difficili della sua vita. Anche i genitori hanno il diritto di fare delle scelte per loro stessi da soli, ma quando i figli scoprono la relazione, Jane è costretta ad affrontarli e ad aprirsi a loro come donna, non solo come madre. E’ una situazione molto difficile. Nel comunicare il suo dolore privato mantenendo comunque la sua dignità, Meryl ha fatto un lavoro meraviglioso.

Nel film Jake sostiene che i problemi che avevano portato alla separazione tra lui e Jane non esistono più. Ha ragione? Tu ci credi?
Sì, quelli sono problemi che le coppie con due lavori e tre figli devono affrontare. La vita è estenuante in quegli anni e il rapporto, la cosa su cui fai affidamento, sembra non ricevere mai abbastanza cure o attenzioni. Alcune coppie riescono a sopravvivere alla tempesta, altre non ce la fanno. Quindi, quello che sostiene Jake è giusto. I problemi di 10 anni prima non ci sono più ma, sfortunatamente, loro non sono più le stesse persone che erano 10 anni prima. La vita li ha cambiati. Il tempo ha continuato a scorrere e loro sono cambiati. Entrambi provano a tornare indietro a quello che erano, ma alla fine tutti e due sanno di non potere.

Jane parla di come lei sia ora in grado di ammettere di avere delle colpe nei confronti di Jake per come è finito il loro matrimonio. Perché adesso può dirlo e 10 anni prima no? Puoi parlarci di come questa cosa sia successa a te, di cosa significhi e di quanto sia importante nella storia?
Lo so, quando Jane ammette questo con Jake, non lo aveva mai detto prima, nemmeno a se stessa. E quando lo dice a Jake è perché la sua strizzacervelli le ha detto di “lasciar andare, mollare”. Lei lo prende alla lettera — si libera della ferita, della sua colpa, si libera del suo bisogno di raccontare la storia del suo divorzio nel modo in cui l’ha raccontata per tutti questi anni. Questo alla fine la rende libera di allontanarsi, ma, in questo momento della storia, Jane pensa che questo invece la renda libera di avvicinarsi a Jake. Io però ho scelto proprio questo momento per la telefonata di Adam che fa il primo passo e le chiede di uscire. E’ un segno, se vuoi.

Gran parte della storia racconta di una coppia che sta entrando in una nuova relazione mentre guarda indietro alla sua storia passata. Ti sembra una cosa sana?
Probabilmente no, ma da’ loro una chance che molte persone divorziate avrebbero desiderato avere. Le loro conversazioni sono sane; ma alla maggior parte di noi non viene mai data l’opportunità di raggiungere la vicinanza che permette di esprimere quelle cose ai propri ex.

Quando erano sposati Jane e Jake parlavano molto? Dove hanno fallito? Hanno fatto bene a
separarsi?
Oddio, immaginiamo lo scenario migliore: avrebbero potuto farcela con i giusti consigli? Non lo so. Sinceramente ne dubito. Non puoi prendere la saggezza che hai ora e applicarla ad allora, perché allora non eri così saggio, e io dubito che qualcuno avrebbe potuto dire loro quelle cose allora e che loro fossero in grado di ascoltarle. La rabbia e l’essere feriti sono una pericolosa combinazione di sentimenti.

Perché Jane va avanti nella loro relazione?
Questa è una buona domanda ed è la domanda che affligge Jane per la maggior parte del film. Credo che l’elenco che fa e legge ad alta voce nello studio del suo psichiatra sia corretto. E’ tutte quelle cose insieme. Non è una risposta semplice, ma una parte di lei sa che ne uscirà più consapevole… ed è così.

Perché una donna forte e lucida come Jane si preoccupa di quello che le sue amiche e il suo analista dicono su quello che fa?
Tutti ci preoccupiamo di quello che dicono gli altri, non è vero? Essere forti e lucidi non significa essere invincibili. E forse lei è stanca di essere così forte. Questa è una situazione insolita e improbabile, e Jane cerca una sorta di guida nei suoi migliori amici e nel suo dottore. Il fatto che tutti la incoraggino a esplorare aiuta a mandare avanti la relazione, ma Jane arriva alle sue proprie conclusioni su tutta la faccenda piuttosto velocemente.

C’è un vero futuro per Jane e Adam? Qual’è la loro direzione?
Come primo passo, li vedo fare un bel viaggio insieme. Forse a Parigi o Londra. Penso che sarebbero degli ottimi compagni di viaggio. Vedo Adam che prende per loro due stanze separate e, dopo un paio di notti, una sola. Da qui, tutto è possibile.

Questo film è ottimista sulle relazioni?
Sì, penso che alla fine lo sia. Credo che il film sia realistico riguardo alle relazioni. Ogni personaggio ha una relazione fallita che in qualche modo lo definisce. Tutti sono feriti e ognuno riconosce questo nell’altro. Questo è quello che li unisce ma, alla fine, ognuno si muove dal suo passato…e questo è ottimistico e pieno di speranza.
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