Regista: Pascal Chaumeil
Titolo originale: L'arnacoeur
Durata: 105'
Genere: Commedia
Nazione: Francia, Monaco
Rapporto:
Anno: 2010
Uscita prevista: 06 Gennaio 2011 (anteprima),11 Febbraio 2011 (cinema)
Attori: Romain Duris, Vanessa Paradis, Julie Ferrier, François Damiens, Héléna Noguerra, Andrew Lincoln, Jacques Frantz, Amandine Dewasmes, Jean-Yves Lafesse, Jean-Marie Paris, Tarek Boudali
Sceneggiatura: Laurent Zeitoun, Jeremy Doner, Yohan Gromb
Trama, Giudizi ed Opinioni per Il Truffacuori (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Titolo originale: L'arnacoeur
Durata: 105'
Genere: Commedia
Nazione: Francia, Monaco
Rapporto:
Anno: 2010
Uscita prevista: 06 Gennaio 2011 (anteprima),11 Febbraio 2011 (cinema)
Attori: Romain Duris, Vanessa Paradis, Julie Ferrier, François Damiens, Héléna Noguerra, Andrew Lincoln, Jacques Frantz, Amandine Dewasmes, Jean-Yves Lafesse, Jean-Marie Paris, Tarek Boudali
Sceneggiatura: Laurent Zeitoun, Jeremy Doner, Yohan Gromb
Trama, Giudizi ed Opinioni per Il Truffacuori (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Fotografia: Thierry Arbogast
Montaggio: Dorian Rigal-Ansous
Musiche: Klaus Badelt
Scenografia: Hervé Gallet
Costumi: Charlotte Betaillole
Trucco: Céline Colinet
Produttore: Nicolas Duval-Adassovsky,Laurent Zeitoun,Yann Zenou
Produzione: Quad Productions, Script Associés, Focus Features, Chaocorp
Distribuzione: Lucky red
Montaggio: Dorian Rigal-Ansous
Musiche: Klaus Badelt
Scenografia: Hervé Gallet
Costumi: Charlotte Betaillole
Trucco: Céline Colinet
Produttore: Nicolas Duval-Adassovsky,Laurent Zeitoun,Yann Zenou
Produzione: Quad Productions, Script Associés, Focus Features, Chaocorp
Distribuzione: Lucky red
La recensione di Dr. Film. di Il Truffacuori
Non solo per i romanticoni ma anche molto divertente.
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Colonna sonora / Soundtrack di Il Truffacuori
Potrebbe essere disponibile sotto, nei dati aggiuntivi (clic qui).
Voci / Doppiatori italiani:
Alessandro Quarta: Alex Lippi
Domitilla D'amico: Juliette Van Der Becq
Franca D'amato: Melanie
Franco Mannella: Marc
Rossella Acerbo: Sophie
Claudio Fattoretto: Sig. Van Der Becq
Roberta Gasparetti: Florence
Pasquale Anselmo: Dutour
Simone Mori: Goran
Francesco Sechi: Compagno Di Florence
Informazioni e curiosità su Il Truffacuori
Note dalla produzione:INCONTRO CON Pascal Chaumeil, REGISTA
Come è stato coinvolto nel progetto di «Il Truffacuori»?
Nicolas Duval Adassovsky, un produttore con il quale avevo lavorato in pubblicità, mi aveva fatto leggere la sceneggiatura nell’estate del 2008. All’epoca non era stato ancora scelto un regista. L’idea di una squadra di sabotatori di coppie mi è piaciuta moltissimo. Ma avevo dei dubbi su alcuni passaggi della sceneggiatura. Ho incontrato allora l’autore, Laurent Zeitoun. Abbiamo rivisto tutta la sceneggiatura nell’ottobre del 2008. Un mese più tardi abbiamo presentato una nuova versione. Ed è partito il casting.
Per lei l’idea di dividere delle coppie è immorale o è politicamente corretta?
Il film non è del tutto politicamente corretto. C’è un certo sottotesto sociale. Alex proviene da un ambiente più popolare di quello di Juliette, la ragazza che deve sedurre. Tra le righe si legge uno scontro di classe. Il film dice che bisogna seguire i propri istinti, fregandosene delle convenzioni sociali. I mezzi utilizzati da Alex sono qualche volta equivoci, ma il suo lavoro consiste nell’aiutare le donne nella loro scelta di vita. In fondo, forse, questo è un comportamento morale!
Come ha scelto gli attori?
Il film è una storia d’amore che si sviluppa un po’ alla volta. Volevo proporre agli spettatori un cast che fosse al 100% nuovo e seducente. La scelta di Vanessa Paradis e di Romain Duris è stata fatta abbastanza velocemente. Stessa cosa per Julie Ferrier. Quello che mi ha attratto di lei non è il suo gusto per le trasformazioni, quanto la sua personalità. Ha un’energia pazzesca. E’ molto fisica. E’ sorprendente. Julie ha trasformato alcune scene del film in scene comiche, mentre non lo erano affatto nel copione.
In che senso la scelta di Romain Duris era scontata?
Sognavo un attore che avesse una grossa dose di fascino naturale. Non volevo creare un potere seduttivo attraverso gli artifici della sceneggiatura. Pochi attori della sua generazione hanno il suo carisma. I film di Cédric Klapisch nei quali ha lavorato dimostrano che Romain è bravo anche nelle commedie.
Il ruolo di Vanessa Paradis è stato costruito su di lei?
La lista di attrici in grado di interpretare Juliette era molto corta. Vanessa è stata la prima a leggere la sceneggiatura. L’ha amata immediatamente. Al di là delle sue qualità di attrice, della sua bellezza e della sua fotogenia, lei è anche un’icona. Questo suo status ha rafforzato la storia. Juliette è abbastanza inaccessibile. Vanessa le ha infuso il suo mistero, la sua forza e la sua fragilità. E che piacere vederla recitare in un ruolo un po’ più commerciale di quelli che ha fatto di recente!
Quali erano i suoi desideri in materia di ritmo, regia e montaggio?
Il mio principio è quello di non averne! Sono contrario a qualsiasi idea preconcetta. Ho sempre lavorato così per i film che ho realizzato per la televisione, per la pubblicità e anche per «Il Truffacuori». Mi piace trovare delle idee insieme agli attori. Lascio loro molto spazio, pur sapendo dove voglio arrivare. La loro creatività è importante.
INCONTRO CON LAURENT ZEITOUN, COSCENEGGIATORE e COPRODUTTORE
Come le è venuta l’idea del film?
Mia cugina era innamorata di un ragazzo spregevole che la rendeva infelice. Si era fatto tatuare il nome della sua ex sul braccio e andava in giro dicendo di amarla ancora! Mio zio non ci ha visto più. Mi ha detto: «Bisogna presentarle qualcuno che le faccia aprire gli occhi ».Scherzando gli ho risposto: «Paga un attore del gruppo degli improvvisatori e spiegagli cosa piace a tua figlia!». Non lo ha fatto. Lei lo ha comunque lasciato. Oggi è sposata e molto felice. Ma l’idea del mestiere di sabotatore di coppie viene da lì!
Al momento di scrivere, a quale coppia del cinema pensava per Alex e Juliette?
Mi piacciono da matti le vecchie commedie romantiche hollywoodiane! Sono cresciuto amando «ACCADDE UNA NOTTE» con Clark Gable e Claudette Colbert. Nel film un giornalista sfigato incontra una miliardaria che cerca di sfuggire alle grinfie del padre, che vuole impedirle a tutti i costi di sposarsi. I due sono diversissimi, ma finiscono con l’innamorarsi.
Che reazione hanno avuto Vanessa Paradis e Romain Duris dopo aver letto la sceneggiatura?
La reazione di Vanessa è stata istantanea: ci sto! Anche se lei desiderava un finale più forte. A Romain era piaciuto molto, ma aveva dei dubbi sul modo di fare di Alex. La sua decisione di è fatta attendere molto. Il film forse era un po’ fuori registro rispetto ai suoi ruoli abituali. Per tre mesi abbiamo rivisto il personaggio per renderlo più adatto alle sue corde. Poi ha accettato.
Che impressione le ha fatto la performance di Romain Duris?
Nel copione avevo suggerito qualche sorriso malizioso. Lui li ha fatti, ma ci ha aggiunto dell’emozione. E anche dei movimenti. Non sopportava di stare fermo in scena. Insomma, ha fatto esplodere il suo ruolo! E tuttavia Romain ha rispettato i dialoghi praticamente parola per parola. E’ un lavoratore instancabile. Non ha voluto controfigure per le scene più acrobatiche. Salta sulla barca, corre, va in bici, salta sul cofano di una macchina in movimento. E’ come Belmondo!
E’ rimasto sorpreso da Vanessa Paradis?
Juliette è un personaggio molto solido ma si sente che dietro la maschera è sensibile e fragile. Questa fragilità non c’era nella sceneggiatura. E’ stata Vanessa ad aggiungerla. Si è assunta dei rischi.
Che genere di regista è Pascal Chaumeil?
Come regista Pascal è il mio alter ego. Sul set rappresenta la forza della tranquillità. Il piano di lavorazione era molto serrato. Bisognava girare in fretta. La sua esperienza in televisione e in pubblicità gli hanno permesso di fare poche riprese e di andare subito al sodo. Ha saputo trarre il meglio dagli attori. Voleva realizzare un film sotto tensione, rispettando i ritmi. Ha seguito il suo istinto di sopravvivenza.
INCONTRO CON ROMAIN DURIS, ALEX
Come ha reagito la prima volta che ha letto la sceneggiatura?
Mi sono spaventato! (ride) No, su serio, all’inizio sono rimasto senz’altro affascinato dall’idea principale del film e dal personaggio di Alex. Ma siccome non avevo mai lavorato in una commedia romantica, non avevo punti di riferimento precisi. Mi sembrava solo evidente che il gusto del regista che avrebbe girato questa storia sarebbe stato fondamentale, dato che l’aspetto estetico gioca in questo genere di film un ruolo essenziale. Ho voluto quindi incontrare al più presto Pascal Chaumeil. E, man mano che parlavamo e discutevamo, mi sono reso conto che si trattava di una persona molto reattiva, sempre pronta a discutere, aperta. Quel tipo di persona che, pur non essendo inutilmente puntigliosa, sa molto bene cosa vuole realizzare.
Cosa gli ha proposto durante quegli incontri?
Volevo che l’aspetto romantico del film fosse spinto al massimo, rendendo ad esempio il più sentimentale possibile l’incontro tra il mio personaggio e quello di Vanessa. Come nelle commedie romantiche inglesi che ci piacciono tanto, stile Notting Hill, nelle quali vogliamo che i protagonisti si bacino, nelle quali sappiamo quello che succederà ma, ciononostante, quando succede ci emozioniamo lo stesso. Con Pascal abbiamo sempre cercato di far venire fuori la sincerità e di evitare di limitarci a mettere insieme un cumulo di gag.
Come ha lavorato Pascal con lei?
Abbiamo davvero lavorato insieme! Ci siamo trovati immediatamente d’accordo sul fatto che il mio personaggio dovesse avere una grande spigliatezza. Per cui, ogni volta che qualcosa mi faceva vacillare e me la faceva perdere, lui la recuperava facendola riemergere. La sua reattività è un grande pregio, che ci ha permesso di tenere il film nella sua linea originaria, senza perdere mai l’aspetto piroettante di Alex. E nell’ambito di una sceneggiatura molto scritta, Pascal riesce a lasciarci una libertà vera nel recitare le scene. Infine – e questa è una cosa fondamentale – quando arriva sul set ha già in mente le inquadrature. Voleva che ogni scena avesse un inizio e una conclusione per una questione di ritmo e di efficacia, nel senso migliore del termine. Non c’è stato alcun elemento superfluo in quello che è stato girato. Il suo senso dell’ellisse è incredibile.
Come definirebbe il personaggio di Alex?
E’ un tipo costretto a darsi molto da fare, ma è anche abbastanza furbo. Le sue storie d’amore sono state fallimentari e scopre l’amore incontrando il personaggio interpretato da Vanessa.
E’ stato facile entrare nei panni del personaggio?
Da qualche anno giro film decisamente complessi e oscuri come Tutti i battiti del mio cuore, Persécution o Parigi, per i quali ogni volta ho cercato di capire cosa potessi apportare di mio, riflettendo a lungo e profondamente. Ora, mi sono ritrovato a fare lo stesso lavoro per una commedia romantica. Non volevo che Alex apparisse come uno “OO7 del rimorchio”, sicuro di sé, in grado di incantare tutti troppo facilmente, con un sorrisetto ironico stampato sulla faccia. Bisognava renderlo toccante, mostrare che nella sua vita privata deve sgobbare davvero. Volevo che si capisse che lui fa questo mestiere di sabotatore di coppie per guadagnarsi il pane. E’ comunque il percorso che ho fatto per immedesimarmi in lui.
Senza questa riflessione preliminare non sarei riuscito a sentirmi tanto libero, leggero e spontaneo sul set. Perché davanti alla macchina da presa di Pascal, me la sono goduta, mi sono lasciato semplicemente trasportare seguendo il mio istinto. E questo tanto più perché abbiamo girato in fretta, senza fare molte riprese. La sola cosa sulla quale ho dovuto davvero lavorare molto sul set è stato il ballo per la scena con la canzone di Dirty Dancing - Balli Proibiti insieme a Vanessa… che è stato il modo ideale per imparare a conoscerci.
A proposito, come è stato lavorare con lei?
Non l’avevo mai incontrata prima, ma avevo molta voglia di lavorare con lei perché la adoro come attrice. E sul set mi è piaciuto molto il modo in cui ha caratterizzato il suo personaggio, molto freddo all’inizio, prima di lasciarsi andare un po’ alla volta. La sua interpretazione è estremamente raffinata eppure quando la si vede lavorare sul set non sembra fare niente di speciale. E poi è una persona che condivide tutto: dal primo all’ultimo giorno, abbiamo davvero recitato ascoltandoci, riconsiderando le cose sulla base di ciò che l’altro proponeva. Lei è una di quelle rare attrici che lo fanno.
Si resta anche colpiti dall’intesa che la lega fin dalle prime inquadrature ai suoi due complici, Julie Ferrier e François Damiens. Come l’avete creata?
Facilissimo! (ride) Con quei due energumeni basta andare in Marocco per 5 giorni, con 2 giorni di viaggio al ritmo di 8 ore di macchina al giorno nel deserto marocchino, e l’alchimia si trova. Per lo meno, visto che il casting ha funzionato. D’altra parte è nella sua capacità di far convivere personalità diverse che si vedono la forza e l’intelligenza di un regista. Il nostro incontro è stato un momento straordinario! Eppure non si trattava di vacanze. Eravamo tutti estremamente concentrati sul set perché eravamo all’inizio delle riprese. Eravamo tutti attenti a Pascal, al suo modo di lavorare, all’obbligo di essere sempre pronti visto che ci rendevamo conto che ogni volta avremmo avuto pochi ciak. Ma questa atmosfera tra noi tre ha permesso di guadagnare un mare di tempo. L’intesa basata sul divertimento è nata immediatamente.
E’ la stessa complicità che rende tanto esilarante la scena in cui si allena con François Damiens sulle coreografie di Dirty dancing. Come si sono svolte le riprese?
In parte abbiamo improvvisato. Ora, François, quando viene un po’ stimolato e dimentica la sua parte, e comincia a confondere le parole, raggiunge la genialità. Ma è stata una scena molto difficile da girare per me perché non riuscivo a fare a meno di ridere: non riuscivo più a guardarlo negli occhi. Pascal ha fatto un ottimo lavoro al montaggio riuscendo a trasmettere sullo schermo l’umore particolare di quel momento. D’altronde è quello che ha fatto durante tutto il film: privilegiare gli stati d’animo alle parole.
INCONTRO CON VANESSA PARADIS, JULIETTE
Cosa l’ha spinta a far parte del film?
La sceneggiatura mi ha fatto ridere. Ne ero affascinata. Normalmente sono più incline a soggetti più drammatici. Mi è piaciuta la visione del regista. Mi piaceva l’idea che Alex fosse interpretato da Romain Duris. E’ inusuale perché neanche lui è abituato a fare questo genere di film. All’inizio delle riprese avevo la tremarella perché dovevo interpretare il personaggio meno divertente.
Rappresenta una sfida lavorare in un film che mescola romanticismo, spionaggio e azione?
Ho affrontato le riprese con una certa apprensione. Interpretare un film drammatico o dover interiorizzare delle cose strazianti non mi fa paura. In «Il Truffacuori» c’è molta azione e i dialoghi devono arrivare al momento giusto. Se se ne mettono troppi, si rischia il ridicolo. L’ingrediente più importante sono le sottigliezze del linguaggio.
Temeva la scena del ballo con Romain Duris?
Sapevo che avrebbe comportato molto lavoro e molte prove ma, per quanto avessi la tremarella, ero contenta. Abbiamo lavorato molto, ma anche riso molto!
Che tipo di recitazione aveva in mente per il suo personaggio?
Con il regista avevamo pensato allo stile dei film hollywoodiani degli anni ‘40 o ‘50. Lui non voleva una Juliette tutta glamour e dall’aria felina. La voleva affascinante ma anche vivace. Io ci ho aggiunto un lato autoritario e dinamico. Anche i miei abiti sono molto alla moda. Ho spesso i tacchi alti che mi fanno avere un’andatura molto femminile. Non potevo fare altro che cercare dritta e dondolare le anche!
Che ne pensa della recitazione dei suoi colleghi ?
E’ impressionante vedere Romain interpretare tutte le sfaccettature del suo personaggio come se non avesse fatto altro per tutta la vita. Ha dovuto recitare un personaggio che fa una quindicina di mestieri diversi e assume altrettante identità. Spinge sempre a fondo ma senza mai esagerare, giocando sempre sulle sfumature. E’ bello fargli da spalla. Sono stata anche molto felice di trascorrere alcuni mesi con Julie Ferrier e François Damiens, due attori che mi colpiscono molto.
A cosa le fa pensare il mestiere di Alex: il sabotatore di coppie?
Alex fa separare le coppie quando le sue missioni lo esigono. Non si affeziona agli infelici che lo assumono. Interviene sono quando è la donna a soffrire. E’ abbastanza ideale come proposito!
INCONTRO CON JULIE FERRIER, MÉLANIE
Che posto occupa Mélanie nel trio dei sabotatori di coppie?
Se dovessi paragonare il trio Alex-Marc-Mélanie a dei clown, Romain Duris sarebbe il clown triste, François Damiens il clown colorato e io il clown bianco! Mélanie è una donna solida e con i piedi per terra. Organizza le missioni. Fa quadrare le cose. Ma questo non le impedisce di divertirsi e di andare in tilt qualche volta. Dietro il suo aspetto duro è una persona carina. Vuole sempre fare le cose per bene. E’ un po’ esasperata da suo marito, ma bisogna capirla!
Ha dei punti in comune con il suo personaggio?
Tutti gli attori del film hanno qualcosa in comune con i loro personaggi. Come Juliette, Vanessa Paradis è angelica e intoccabile. Come Sophie, Helena Noguerra fa tenerezza ma è priva di discrezione! Per quanto riguarda me, nella vita privata ho un lato autoritario e una disposizione a mettere ordine. Ma amo anche immedesimarmi in personaggi molto diversi. Mélanie è così: si maschera per le esigenze delle diverse missioni. Nel film interpreto oltre una decina di piccole parti.
Secondo lei, quali sono i punti di forza di questo film?
E’ comico e commovente allo stesso tempo. E’ raro al giorno d’oggi. Nel film ci sono momenti in cui si ride e allo stesso tempo ci si commuove. Nella sceneggiatura c’è anche qualcosa di anglo-sassone, in particolare nell’idea centrale di pagare qualcuno per sedurre e separare una coppia. Fa molto James Bond! E’ uno James Bond del cuore. Non credo che questo sia immorale. L’idea è buffa. Non mi stupirei affatto se gli americani decidessero di fare un remake di questo film!
«Il Truffacuori» è il primo lungometraggio di Pascal Chaumeil. Come è stato nel dirigerla?
Io le chiamo «RT»: le riprese tornado! Si giravano dieci scene al giorno. Il ritmo è stato altissimo. Ma Pascal ha mantenuto sempre il suo sangue freddo. Siamo riusciti a completarle sempre. Ha un controllo perfetto delle tecniche di ripresa. E’ un regista che ama destabilizzare gli attori. Alla fine questa cosa dà un tono di sorpresa e di improvvisazione al film che per gli spettatori sarà molto piacevole.
Cosa le ispira la recitazione di Romain Duris in questo film?
Mescola la perfezione dell’essere umano ad una perfetta conoscenza del mestiere: un vero principe, un comportamento impeccabile, riservato, di classe, un po’ folle, serio e qualche volta da morire dal ridere. Si impegna molto, è un grande lavoratore. Si dà completamente e ama fare pochi ciak. Si dice che sia famoso per la sua impazienza!
Lei ha lo stesso senso dell’umorismo e della professionalità di Romain Duris e di François Damiens?
Io e Romain abbiamo in comune la stessa energia. Questo ha creato dei problemi all’inizio delle riprese. François ha un modo di lavorare tutto suo. Ho una grande ammirazione per lui ma sono completamente diversa. Molti attori riescono a farmi ridere fino alle lacrime. In particolare Jacques Tati, Louis de Funès, François Morel e lui. Ha quel lato così buontempone dei belgi! Anche Romain ce l’ha, ma in modo diverso. Gli piace godersi la vita in modo bonario. E’ molto aperto. Abbiamo riso un sacco fuori dal set. E questa complicità ha fatto senz’altro bene al film.
INCONTRO CON FRANÇOIS DAMIENS, MARC
Quali sono le grandi qualità e i piccoli difetti del suo personaggio?
Marc è a volte un po’ maldestro. Non è molto discreto. Spesso è visto come un sempliciotto, anche se non lo è. Si occupa dell’aspetto tecnico delle missioni. E’ molto scrupoloso e vive all’ombra di Alex. Ha bisogno della sua riconoscenza. E’ un adulto rimasto un po’ adolescente persino nel suo modo ridicolo di vestirsi. E’ un po’ sfasato rispetto alla realtà!
Come pensava di impersonarlo?
Non volevo scivolare nel clownesco. Marc non è il buffone di turno. Ho calcato sulla sua sensibilità e sulla sua sincerità. Fa tenerezza. E’ un animo tenero!
A cosa le fa pensare il mestiere di «sabotatori di coppie» del trio Alex-Mélanie-Marc?
Non credo che questo genere di mestiere esista. Ma chi dice che la nostra associazione non possa far nascere delle vocazioni? Con un po’ di soldi, un vecchio furgone e tanta buona volontà può funzionare!
Quanto fa piacere condividere i titoli di testa con Vanessa Paradis e Romain Duris?
Vanessa Paradis ha un’aura straordinaria, lascia senza fiato! Romain Duris è un attore che nelle sue scelte professionali non ha mai cercato la strada più facile e questo è ammirevole.
L’interpretazione di Romain Duris l’ha colpita?
Romain ha alle spalle 15 anni di carriera e si vede. E’ straordinario da guardare. Sul set è molto concentrato. Non l’ho mai visto con un testo scritto in mano. Ha sempre il tono giusto. Per un regista è come avere una Rolls Royce! E’ sempre adorabile, tranquillo e ha un grande senso dell’umorismo. La simpatia è scattata immediatamente.
Come definirebbe il genere di questo film?
Da una parte si sguazza nel romanticismo. Vanessa Paradis e Romain Duris formano una coppia bellissima. Non si può fare a meno di identificarsi in loro. E, d’altra parte, è anche una commedia. Il film farà immergere gli spettatori in generi diversi, li sorprenderà e li farà emozionare.
INCONTRO CON HELENA NOGUERRA, SOPHIE
Cosa l’ha incuriosita in questo progetto?
Mi è piaciuta moltissimo la sceneggiatura. Ho trovato l’idea dei sabotatori di coppie sconveniente, originale e divertente. Mi è piaciuto il suo trattamento in forma di commedia. Ha qualcosa di italiano. Se il film fosse stato girato negli anni ‘60 avrebbe potuto essere interpretato da Marcello Mastroianni e Sofia Loren. La coppia Vanessa-Romain, penso che funzioni!
Quali sono a grandi tratti gli aspetti del carattere del suo personaggio?
Sophie non è un campione di eleganza. Non somiglia affatto a Audrey Hepburn! E’ una gaudente. E’ una buona bevitrice. E’ abbastanza venale. E’ una divoratrice di uomini. Nel passato deve averne combinate di tutti i colori. Non riflette troppo. E’ una mina vagante. In lei ci sono comicità e leggerezza. E la cosa mi sta a pennello: io adoro fare il clown!
E’ facile recitare la parte di un’ubriacona stravagante senza cadere nella caricatura?
La vera difficoltà del ruolo sta soprattutto nelle due scene maledettamente alcolizzate. Ho lavorato con un coach. Mi ha insegnato come simulare un’ubriacatura senza esagerare. Mi sono divertita a deformare il mio viso e ad accasciarmi contro una porta. Non bisogna avere pudori, ma autoironia. Dopo tutto, si tratta solo di una parte. Quello che è divertente di Sophie è che lei resta abbastanza glamourous anche con la sbornia!
Il suo ruolo è molto fisico. Come si è preparata?
Non sono una sportiva ma adoro azzuffarmi per gioco, rotolarmi per terra. Perciò ho spesso dei lividi e delle piccole ammaccature. Sono un vero maschiaccio mancato! Per il film mi sono preparata con uno stunt. Mi ha insegnato a sopportare la torsione di un braccio e ad essere sbattuta contro una macchina, a svenire in modo credibile dopo essere stata colpita e tramortita con un computer o una caffettiera.
Cosa ne pensa della recitazione dei suoi colleghi?
Mi è piaciuto moltissimo girare con Vanessa Paradis. E’ molto dolce. E’ una gattina! Sono una sua ammiratrice. Ogni volta che mi rendevo conto che mi stava dando una battuta ero pazza di gioia. Romain Duris è terribilmente sexy, selvaggio, elegante. Balla come un dio. E’ impressionante vederlo fare le acrobazie senza controfigura. E’ un «Bébel» in potenza! Julie Ferrier è molto divertente. Ha una capacità di trasformarsi fisicamente impressionante. François Damiens ha una naturalezza straordinaria. Recita la sua parte molto seriamente E’ divertente ma disorientante.
Com’è stato il rapporto tra i due belgi del film, François Damiens e lei?
Abbiamo fatto subito comunella! E’ molto pericoloso prendere due belgi su un set. Ci si diverte, si scherza, ci si distrae. Diventa una festa. Siamo dei buoni compagni di lavoro!
INCONTRO CON Andrew Lincoln, JONATHAN
Come mai ha dichiarato che «recitare in questo film è stato un onore»?
E’ stato un piacere e un onore per me recitare con Vanessa Paradis e Romain Duris. Se non avessero fatto parte del cast, forse non avrei detto di sì al progetto. Volevo far loro da spalla, vedere come lavorano.
Come definirebbe il suo personaggio?
Jonathan è un uomo d’affari inglese il cui business va a gonfie vele. Apparentemente ha tutto quello che gli serve per essere felice: una fidanzata perfetta, una vita ideale. Ma un granello di sabbia inceppa l’ingranaggio. Il suo matrimonio viene rimesso in discussione. Questa idea del film va controcorrente rispetto a tutti i ruoli che ho interpretato fino ad oggi. I miei personaggi alla fine riuscivano sempre a conquistare il cuore delle loro belle!
Che idea ha del lavoro di Alex, un sabotatore di coppie?
Credo che esistano dei «rubacuori» di professione un po’ ovunque nel mondo. Personalmente questo lavoro non mi mette di buon umore. Non è piacevole ritrovarsi tra le zampe un tipo così che si fa pagare per dividere le coppie. Ma l’idea mi è sembrata brillante!
Che differenza c’è tra la direzione degli attori in Francia e quella nei Paesi anglosassoni?
Sono diversi l’atmosfera e l’energia. In Francia non si sente il peso della gerarchia. Non ci si basa sull’autorità. Tutti possono esprimersi e fare delle proposte. Nei film americani c’è più organizzazione e maggiore disciplina. Mi piace lo spirito «bohèmien» alla francese!
Pensa che ci sia un tocco anglosassone in «Il Truffacuori»?
Ho osservato molto i movimenti di camera in questo film. Sono molto fluidi, molto sexy. C’è un termine inglese per descriverli: « swagger». Vuol dire ben bilanciati. Sono coraggiosi. Io non sono un grande conoscitore di riprese in Francia ma qui ho avvertito uno stile molto diverso da quello che ho visto in film francesi più vecchi. «Il Truffacuori» ha un look molto chic e un ritmo indiavolato!
INCONTRO CON THIERRY ARBOGAST, DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA
Quali sono i punti di forza di Pascal Chaumeil sul set?
Pascal sa gestire molto bene i tempi. E’ una cosa rara tra gli esordienti. E’ molto importante saper gestire l’equilibrio di una giornata di lavoro, non trovarsi a sforare per poi dover mettere insieme delle scene raffazzonate a fine giornata. Ha una buona padronanza della tecnica. Sa quello che vuole. Prepara le inquadrature del suo film in anticipo. Perfeziona il découpage quando arriva la mattina sul set.
Quali sono le sue esigenze in termini di luci e qual è stato il suo contributo?
L’idea era quella di ottenere una luce elegante, di classe, di non illuminare sempre frontalmente, di giocare sugli effetti di luce sprigionati dalla scenografia. Non volevamo delle luci piatte. Abbiamo utilizzato delle lenti anamorfiche del passato che somigliano a fondi di bottiglia. Danno un leggero tocco rétro al look generale del film.
Ha riscontrato una specie di savoir-faire anglo-sassone nella lavorazione di questo film?
Le camere d’albergo sono state ricostruite in studio. Abbiamo lavorato con il blu screen. Stessa cosa per quasi tutti gli interni delle auto. E’ una pratica molto attuale. Il digitale offre possibilità straordinarie. Danno al film una dimensione visiva che fa pensare di più al cinema americano. Da quelle parti le troupe sono abituate a questo genere di lavorazioni.
Come si fa a girare un film così ambizioso in 45 giorni?
Il ritmo è stato sempre molto sostenuto. Abbiamo girato minimo una quindicina di sequenze al giorno. Siamo arrivati anche a farne 20 o 25. Ma l’atmosfera era buona. Alcune scene sono state filmate con due macchine da presa ma non sistematicamente. D’altronde c’era un accordo di partenza con Pascal Chaumeil: bisognava preparare le inquadrature del film a partire da una sola macchina da presa. Quando utilizzavamo la seconda era solo per avere materiale in più per il montaggio.
E’ rimasto sorpreso dall’atmosfera del set?
E’ il regista che determina l’atmosfera. Siccome Pascal era tranquillo abbiamo lavorato in un ambiente familiare e sereno. E’ una cosa importante quando si gira una commedia. Come ha detto Emir Kusturica: «Non si può fare una commedia se si è arrabbiati»!
PRESENTAZIONE DEI PERSONAGGI
ROMAIN DURIS • ALEX
«Se mi preparo come si deve, nessuna donna può resistermi»
Alex è un trentenne, «un bel ragazzo, di bell’aspetto» dallo sguardo irresistibile. Fisicamente al massimo della forma. E’ uno scavezzacollo.
Il suo lavoro: sabotatore di coppie professionista.
Il suo scopo: rendere consapevoli le donne del fatto che la loro relazione sentimentale non può durare.
I suoi strumenti professionali: la seduzione, la menzogna, i giochi di ruolo, l’audacia, la parlantina.
Le donne che decide di sedurre cadono tutte nella sua rete. In dieci anni di carriera non ha mai fallito una missione. E’ pronto a tutto per raggiungere i suoi scopi : travestirsi, parlare diverse lingue, ballare da dio, cucinare come un vero chef, fare ogni sorta di acrobazie. Ma la società che ha fondato con sua sorella e suo cognato versa in gravi difficoltà finanziarie. «L’operazione Juliette» arriva proprio al momento giusto per rimpinguare le casse.
VANESSA PARADIS • JULIETTE
«Non ha mai desiderato avere un’avventura con una donna che sta per sposarsi? Possiamo farlo subito, nel camerino per la prova dell’abito. Non ho messo le mutandine oggi, dovrà solo sollevarmi il vestito»
Juliette ha 30 anni. E’ incantevole, distinta, sportiva. Sposerà Jonathan tra 10 giorni.
Il suo carattere a grandi linee: grande senso di superiorità, rapporto conflittuale con il padre, molto intelligente, finanziariamente indipendente, tenore di vita agiato, ama il lusso e odia le ingiustizie.
La sua professionale: esperta enologa.
Le sue passioni : le canzoni di George Michael, il film «COLAZIONE DA TIFFANY», i successi e le coreografie di «DIRTY DANCING».
Juliette nasconde un segreto. Dopo aver superato il concorso per entrare alla Scuola di Alta Economia è sparita senza dare notizie o spiegazioni. E’ riapparsa un anno dopo e ha cambiato vita.
JULIE FERRIER • MÉLANIE
«Alex non va mai a letto con i suoi obiettivi. Bisogna aprire loro gli occhi, non le gambe»
Mélanie è la sorella di Alex. E’ sposata a Marc da 15 anni. Pur amandolo come fosse il primo giorno, lo maltratta regolarmente. Tra loro è tutto fuso insieme!
Lavora da molti anni con il fratello. E’ la direttrice finanziaria della società di«sabotatori di coppie». Garantisce l’osservanza del codice di deontologia della «casa» : mai dividere una coppia per ragioni razziali o religiose, l’intervento può essere effettuato solo quando la donna è infelice, riservatezza assoluta, sparizione rapida a missione ultimata.
Il suo carattere a grandi linee: buon cuore, gran senso dell’umorismo, lucidità, è la saggezza fatta persona, astuta, molto abile con le mani, amore per il lavoro ben fatto, sempre caparbia, impulsiva, energica, è sempre pronta a partire, amore per l’avventura e le lingue straniere.
FRANÇOIS DAMIENS • MARC
«Hai urlato di piacere il mio nome per tutta la notte, e adesso mi chiedi chi sono? Facciamo di nuovo l’amore, così magari ti torna la memoria!»
Marc è la dolce metà di Mélanie. E’ il cognato di Alex. Sogna di somigliare a lui, di essere un vero rubacuori. Ma non ci siamo proprio! Il suo lavoro nella società di «sabotatori di coppie»: gestire gli aspetti tecnici delle missioni. E’ un esperto informatico.
Il suo carattere a grandi linee: gentile, servizievole, lunatico, ama parlare chiaro, ha un look improbabile, ama il lavoro ben fatto, è un fan dei giochi di ruolo. E’ un «poeta della quotidianità» di cui non è facile scorgere tutte le sfumature ad una prima occhiata!
HELENA NOGUERRA • SOPHIE
«Sono tre giorni che non scopo, sento un formicolio alla passera»
Sophie è l’amica d’infanzia di Juliette. Non si vedevano da dieci anni. E’ una bella donna sulla trentina, disinibita e ninfomane.
Il suo abbigliamento è davvero il massimo del buon gusto! Porta sempre stivali da cowboy di colori utrabrillanti. Ha un grosso debole per l’alcool. E’ molto diretta. Sa quello che vuole. Il suo linguaggio fiorito la rende una donna che merita di farci un pensierino!
ANDREW LINCOLN • JONATHAN
«Una settimana prima di impegnarsi con un uomo per tutta la vita, è normale avere dei dubbi »
Jonathan è il fidanzato di Juliette. Ha tutte le caratteristiche del principe azzurro. La ricopre di regali costosissimi. Si fida ciecamente di lei.
E’ inglese, affascinante e ha gran classe. Alex lo ha soprannominato «Mister Perfect»!
Appartenente ad una famiglia di finanzieri londinesi, ha creato una banca alimentare che nutre più di dieci milioni di bambini in tutto il mondo.
Jacques Frantz • VAN DER BECQ - Il padre di Juliette
«Non capisco cosa tu stia cercando di dimostrare sposando Jonathan. Non ho niente contro di lui. E’ un tipo fantastico, brillante, sicuramente molto gentile, ma con lui ti annoierai a morte ».
Uomo di saldi principi e dal carattere forte, è sempre elegantissimo. E’ un sessantenne in splendida forma.
Il suo lavoro: uomo d’affari, grossista di fiori a Rungis. Ma gestisce anche delle attività parallele che lo obbligano a trafficare con dei mafiosetti.
Il suo rapporto con la figlia è complicato e tempestoso. A dieci giorni dal matrimonio di Juliette ingaggia Alex per far fallire, a furia di bigliettoni, un’unione che lui giudica contro natura. Ovviamente ha le sue ragioni!
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