Regista: Shane Meadows
Titolo originale: This is England
Durata: 98'
Genere: Drammatico
Nazione: Gran Bretagna
Rapporto:
Anno: 2006
Uscita prevista: Roma 2006, 26 Agosto 2011 (cinema)
Attori: Thomas Turgoose, Stephen Graham, Jo Hartley, Andrew Shim, Vicky McClure, Joe Gilgun
Sceneggiatura: Shane Meadows
Trama, Giudizi ed Opinioni per This is England (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Titolo originale: This is England
Durata: 98'
Genere: Drammatico
Nazione: Gran Bretagna
Rapporto:
Anno: 2006
Uscita prevista: Roma 2006, 26 Agosto 2011 (cinema)
Attori: Thomas Turgoose, Stephen Graham, Jo Hartley, Andrew Shim, Vicky McClure, Joe Gilgun
Sceneggiatura: Shane Meadows
Trama, Giudizi ed Opinioni per This is England (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Fotografia: Danny Cohen
Montaggio: Chris Wyatt
Musiche: Ludovico Einaudi
Scenografia: Mark Leese
Costumi: Jo Thompson
Produttore: Lizzie Francke
Produttore esecutivo: Peter Carlton, Will Clarke,Hugo Heppell
Produzione: Big Arty Productions, EM Media, FilmFour, Optimum Releasing, Screen Yorkshire, UK Film Council, Warp Films
Distribuzione:
Montaggio: Chris Wyatt
Musiche: Ludovico Einaudi
Scenografia: Mark Leese
Costumi: Jo Thompson
Produttore: Lizzie Francke
Produttore esecutivo: Peter Carlton, Will Clarke,Hugo Heppell
Produzione: Big Arty Productions, EM Media, FilmFour, Optimum Releasing, Screen Yorkshire, UK Film Council, Warp Films
Distribuzione:
La recensione di Dr. Film. di This is England
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Colonna sonora / Soundtrack di This is England
LA COLONNA SONORA
“54 46 WAS MY NUMBER (F. Hibbert)
Performed by Toots And The Maytals
Published by Universal Music Publishing Ltd
Courtesy of Island Records US
Licensed by kind permission from the Film & TV licensing division
Part of the Universal Music Group
COME ON EILEEN
Written by Kevin Rowland, James Paterson and Kevin Adams
Performed by Dexy’s Midnight Runners
Published by EMI Music Publishing Ltd
Courtesy of Mercury Records (London) Ltd
Licensed by kind permission from the Film & TV Licensing division
Part of the Universal Music Group
NICOLE
Written by Nicholas Talbot
Performed by Gravenhurst
Published by EMI Music Publishing
(P) 2005 Warp Records Limited
Courtesy of Warp Records
MORNING SUN
Written by Howard/Levin
Performed by Al Barry & The Cimarons
Published by Westbury Music Ltd/Copyright Control
(P) 1970 Sanctuary Records Group Ltd
Licensed Courtesy of Sanctuary Records Group Ltd
ISRC: GBAJE7000560
LOUIE LOUIE
Written by Richard Berry
Performed by Toots & The Maytals
Published by EMI Music Publishing Ltd
World Wide Music
(p) 1972 Sanctuary Records Group Ltd
Licensed Courtesy of Sanctuary Records Group Ltd
ISRC: GBAJE7200244
PRESSURE DROP (F.Hibbert)
Performed by Toots And The Maytals
Published by Universal Music Publishing Ltd
Courtesy of Island Records US
Licensed by kind permission from the Film & TV Licensing division
Part of the Universal Music Group
DO THE DOG (Thomas Jr)
Performed by The Specials
Published by Rondor Music London Ltd
On behalf of Birdees Music Corp
Licensed courtesy of EMI Records Ltd
RETURN OF DJANGO (Lee Perry)
Performed by The Upsetters
Published by B&C Music Publishing Limited
New Town Sound
(P) 1968 Sanctuary Records Group Ltd
Licensed courtesy of Sanctuary Records Group Ltd
ISRC: GBAJE6800195
POMP AND CIRCUMSTANCE MARCH NO.1 in D, Op.39/1” (E. Elgar)
Royal Philharmonic Orchestra, conducted by Ian Hughes
By kind permission of Boosey & Hawkes Music Publishers Ltd
LET’S DANCE (J. Cliff)
Published by Lilbert Music
SINCE YESTERDAY (R. McDowall/J.Bryson)
Performed by Strawberry Switchblade
Published by Zoo Music Ltd. /Warner / Chappell Music Ltd
Courtesy of Rhino UK
DARK END OF THE STREET
Written by Chips Moman and Dan Penn
Performed by Percy Sledge
Published by EMI Music Publishing Ltd
Courtesy of Rhino UK
PLEASE, PLEASE, PLEASE, LET ME GET WHAT I WANT
(S. Morrissey/J. Marr)
Performed by Clayhill
Published by Universal Music Publishing Ltd / Warner Chappell Music Ltd
Taken from the mini album ‘Clayhill’ out now on Eat Sleep Records
SKINHEAD MOONSTOMP
Written by Monty Naismith and AA Ellis
Performed by Symarip
Published by B&C Music Publishing Ltd / Sparta Florida Music Group Ltd
(P) 1969 Sanctuary Records Group Ltd
Licensed Courtesy of Sanctuary Records Group Ltd
ISRC: GBAJE6900284
WARHEAD
(Harper/Slack)
Performed by the UK Subs
Published by Sparta Florida Music Group Ltd
(P) 1980 Gem Records Ltd
Issued under exclusive license from Demon Music Group Ltd
Voci / Doppiatori italiani:
Cecilia Fanfani: Shaun Field
Gianluca Iacono: Andrew 'combo' Gascoigne
Luca Bottale: Richard 'woody' Woodford
Maurizio Merluzzo: Milky
Debora Magnaghi: Frances 'lol' Jenkins
Elena Gianni: Michelle 'smell'
Federico Zanandrea: Gary 'gadget'
Massimo Di Benedetto: 'pukey' Nicholls
Pietro Ubaldi: Meggy
Dario Oppido: Banjo
Mario Scarabelli: Mr. Sandhu
Alessandra Karpoff: Cynthia
Davide Albano: Harvey
Stefano Albertini: Lenny
Informazioni e curiosità su This is England
E' stato girato per intero a Nottingham e a Grimsby.Ha vinto numerosi premi: Festa del cinema di Roma - Gran premio della giuria; BAFTA - Miglior Film; British Independent Film Award - Best Independent Film - Miglior attore emergente; Gijón International Film Festiva - Young Audience Award; London Film Festival - UK Film Talent Award; Mons International Festival of Love Films - Miglior film Europeo; Newport International Film Festival - Miglior regia.
Note dalla produzione:
LA GENESI
This Is England è ambientato nell’Inghilterra dei primi anni ’80; ai tempi di Roland Rat [un personaggio della TV], dell’aerobica, dei Blockbusters [una famosa trasmissione televisiva], di Margaret Thatcher, della crisi delle Falklands, del disagio razziale e degli skinhead. Attingendo a piene mani dalle proprie esperienze adolescenziali, Shane Meadows ha tracciato il ritratto di un momento di storia culturale spesso trascurata. Sullo sfondo di una deprimente cittadina in riva al mare, siamo i testimoni di un traumatico rito di passaggio, tanto sul piano culturale quanto su quello personale, visto attraverso gli occhi di un ragazzino di dodici anni.
L’idea di girare This Is England risale ai tempi delle riprese del film Dead Man’s Shoes – Cinque giorni di vendetta, una storia di prepotenza, abuso e vendetta ambientata nell’Inghilterra rurale. Come ricorda il regista stesso: “Quando ero dodicenne sono diventato uno skinhead perché pensavo che la cosa più importante per un uomo fosse quella virilità violenta di certi personaggi alla Jimmy Boyle, o John McVicar, oppure Kray. I ragazzini di oggi vogliono essere Beckham e, allo stesso modo, io volevo essere Jimmy Boyle. Volevo vedere gli uomini combattere e, involontariamente, provocai un episodio di violenza dal quale poi presi le distanze.” Ironicamente, però, è stato questo tipo di esperienza, insieme all’esempio incarnato da Jimmy Boyle, un criminale poi diventato artista, che in definitiva a influenzato positivamente Shane. Ricordando la sua infanzia trascorsa negli anni ottanta a Uttoxeter, allora una piccola cittadina di circa 10.000 abitanti, segnata da una forte disoccupazione e dalla politica della Thatcher, il regista fa alcune riflessioni: “Se provieni da una cittadina come Uttoxeter, nessuno si aspetta che tu riesca a lasciarla e a diventare un regista. In un certo senso, la mia reazione a quell’episodio di violenza ha rappresentato il primo passo verso l’abbandono di quella vita.”
Per Shane, girare This Is England è diventato un modo per esorcizzare i demoni di quella notte di violenza, anche se l’impatto di quelle precoci esperienze lo si può ritrovare in tutta la sua produzione. In effetti, tutti i suoi film affrontano problemi di virilità: dalla palestra di pugilato giovanile di Ventiquattrosette, all’amicizia compromessa tra adolescenti di A Room for Romeo Brass, alla questione del potere e della vendetta maschile di Dead man's shoes – Cinque giorni di vendetta, fino a giungere alle bande di adolescenti e alla figura del padre assente in This Is England. “In termini cinematografici - scherza – è quasi come la saga di Guerre Stellari. Ora mi ritrovo al primo episodio. This Is England è basato su avvenimenti che sono avvenuti in anni più precoci della mia esistenza. I successivi film si ispirano alla mia gioventù, dai quindici anni in su, quando ero un teppistello da quattro soldi. Penso che con This Is England, mi sia spinto nel passato quanto probabilmente era possibile fare e abbia trovato la radice di ciò che mi ha fatto cominciare a girare film”.
LA RICERCA DI SHAUN
In ogni film di Shane Meadows, il casting costituisce una parte di fondamentale importanza. Lavorando essenzialmente con attori non professionisti, Shane dimostra uno straordinario intuito e lascia che la storia prenda vita attraverso il lavoro di gruppo. La struttura di un film si sviluppa in modo organico attorno alla personalità dei suoi attori, spesso persone giovani che sono giunte a recitare seguendo un percorso diverso da quello tradizionale. Per quanto riguarda This Is England, la riuscita del film dipendeva dall’individuazione del protagonista perfetto, un compito che non implicava soltanto un duro lavoro, ma era affidato anche alla fortuna e a qualcosa che è assai vicino alla magia.
Per cercare Shaun, Shane e la sua collaboratrice di lunga data, nonché partner, Louise Meadows, hanno fatto molti provini con ragazzini in workshop cittadini sparsi per tutto il paese. Si sono resi conto che quello che serviva era “un vero ragazzo di strada” e hanno deciso di avvalersi dell’aiuto di quel genio del casting che risponde al nome di Des Hamilton. Des utilizza un approccio speciale ed è un esperto riconosciuto nel casting di strada. Prima ha individuato le zone nelle quali era convinto che potesse esistere il vero Shaun e poi si è concentrato sulla cittadina di Grimsby. È stato allo Space Project, una struttura per ragazzi svantaggiati, molti dei quali esclusi dalla scuola, che Des ha trovato le qualità che cercava: un misto particolare di innocenza e di durezza.
THOMAS ‘TOMMO’ TURGOOSE
Così la troupe ha deciso di puntare su Thomas ‘Tommo’ Turgoose, un ragazzo tredicenne cresciuto in mezzo a enormi difficoltà. Piccolo di statura, sembrava molto più giovane dei suoi anni. Tutti i bambini che Shane e Louise hanno incontrato volevano recitare nel film, ma Tommo era diverso: si capiva che era smaliziato e dotato dell’arguzia di chi vive per strada, anche se era tristemente incapace di cogliere le opportunità che gli venivano offerte.
“Ebbi quella sensazione che probabilmente hanno i registi quando vedono qualcosa di magico, come a X Factor!”, dice Shane, sul quale l’impressione esercitata dal ragazzino è stata profonda. “In lui rivedevo me stesso. Ricordo che a scuola c’erano insegnanti che dicevano che sarei finito in prigione. Ciò nonostante qualcuno ha creduto in me e, alla fine, sono riuscito a cavare qualcosa dalla vita”. All’epoca del casting, nella rosa dei candidati figuravano altri due ragazzi, attori provenienti dal laboratorio di recitazione Carlton Television Junior Workshop, entrambi dotati dell’esperienza giusta per affrontare un ruolo impegnativo. Dall’altra parte c’era Tommo, che aveva combinato assai poco in vita sua: gli era stato diagnosticato un disordine da deficit di attenzione, andava a scuola per una sola ora alla settimana e, come ricorda Shane, era appena stato scartato come comparsa nella recita scolastica.
Tuttavia per Shane la scelta non era soltanto ovvia, ma rappresentava una questione di verità artistica. “Preferivo accollarmi l’incognita di un ragazzo come Tommo anche se rischiavo di fallire. Se si volta la schiena a una persona già designata a interpretare la parte, non si dovrebbe più girare il film. Si crea un corto circuito: ti metti in testa di fare un film su te stesso e finisci proprio per trovare te stesso. È una specie di pazzia allo specchio!” Coerentemente, This Is England è diventata la storia di Tommo, oltre alla storia di Shane. La figura del padre è stata accentuata e Tommo è stato in grado di conferire un aspetto completamente nuovo al personaggio di Shaun.
È quasi superfluo aggiungere che i rischi legati alla scelta di Tommo erano elevati, perché il personaggio appariva in ogni scena: un ruolo faticoso per qualsiasi attore. Alla fine della prima settimana di riprese, quando aveva finalmente capito quanto avrebbe dovuto lavorare sodo, Tommo ha pensato di non potercela fare. Preso il ragazzo da parte, Shane gli ha detto: “Se fai dietrofront adesso credo che lo rimpiangerai per il resto della tua vita perché, se non ti fai strada così, non riuscirai mai a farlo in nessun altro modo.”
La franchezza di queste parole ha colto nel segno, e come nel caso di Andrew Shim, la giovane star di A Room For Romeo Brass, non appena Tommo ha cambiato idea, la sua curiosità è diventata insaziabile. Voleva imparare ogni cosa, dalle riprese fino al montaggio. “Gli abbiamo persino cambiato le abitudini alimentari”, aggiunge ridendo Shane. “Ha smesso con le patatine e la Coca-Cola e verso la fine del film io e lui bevevamo solo bevande energetiche. Ci mancava solo un istruttore di fitness sul set!”
Andrew Shim, che interpreta il ruolo di Milky, era quello che più di tutti poteva capire quello che Tommo stava passando. Anche a lui, sette anni prima, il regista aveva dato la prima occasione di girare un film. “Mi faceva venire in mente me stesso,” aggiunge. “Non mi sono mai preparato per una scena: ero uno che continuava a parlare e a ridere fino a che non urlavano ‘azione’! Proprio come lui! Ogni volta che beveva Coca-Cola andava su di giri e faceva impazzire chiunque, ma non appena dicevano ‘azione’ la sua faccia diventava di sasso e si calava immediatamente nel ruolo.” Stephen Graham, che interpreta Combo e ha lavorato in film come Gangs Of New York e Snatch, è diventato grande amico del ragazzo. Tuttavia, lavorare con un ragazzo come Tommo implica una certa dose di responsabilità. Non si tratta semplicemente di diventare amiconi per le sei settimane delle riprese, come spesso avviene quando si gira un film, per poi non vedersi mai più.
“Sentivo che non avrei mai potuto voltargli le spalle,” spiega Shane. “Come adulto non puoi fare questo a un bambino, perché in definitiva alla fine del film si sentirebbe usato,”. Andrew, Shane e Stephen hanno dato la loro parola che sarebbero stati sempre presenti per Tommo. Ora, Tommo frequenta con regolarità la famiglia del regista e quella di Stephen. Con Shane ha girato il film Somerstown e sarà prossimamente sul piccolo schermo nella serie TV tratta dal film: This is England ‘86.
IL CASTING DELLA BANDA
Shane e Louise hanno un rapporto speciale e di vecchia data con il laboratorio di recitazione Carlton Television Junior Workshop di Nottingham. È da questa struttura che proviene il cast di Ventiquattrosette, gli attori Andrew Shim e Vicky McClure, interpreti di A Room For Romeo Brass, e Paddy Cosidine di Dead Man’s Shoes – Cinque giorni di vendetta. E in questo laboratorio che Shane ha trovato molti degli altri componenti della banda di skinhead.
Joe Gilgun è stato scelto per interpretare il ruolo di Woody, il capo non ufficiale della banda che prende in simpatia Shaun. Spiega Mark Herbert: “Joe è veramente divertente. Durante i provini ci ha fatti morire tutti dal ridere. Lo stesso si può dire di Rosamund Hanson che ha conferito un singolare taglio comico al personaggio di Smell. Il suo ritmo comico è impeccabile. Penso che Tommo fosse attratto veramente da lei e questo ha aiutato il personaggio”.
Per i ruoli chiave di Milky e Lol, Shane ha scelto i suoi vecchi amici Andrew Shim e Vicky McClure, con i quali aveva lavorato in A Room For Romeo Brass. “Grazie a Shane, ho avuto la possibilità di calarmi nella parte di un personaggio che non avrei potuto immaginare migliore,” commenta Vicky. Inizialmente dovevano essere personaggi di sfondo, ma il loro spessore nel film è invece decisivo. È Milky che si pone al centro dell'attenzione di Combo. Andrew descrive il personaggio come la prova più difficile cha abbia mai sostenuto come attore. “Ero preoccupato di non essere pronto e non volevo deludere Shane, ma al momento di entrare in scena mi sono genuinamente commosso: è stata la prima volta che ho pianto in una scena”.
Stephen Graham che interpreta il ruolo di Combo, il catalizzatore del passaggio di Shaun verso l’età adulta, è stato uno dei primi attori inseriti nel cast di This Is England. Shane aveva sempre desiderato incontrare l’attore da quando lo aveva visto in The Snatch e quando si sono incontrati non poteva credere che abitasse solo a quindici miglia da lui. Stephen è sembrato perfettamente a suo agio, tanto dal punto di vista fisico che dialettale, con il ruolo di Combo, al quale peraltro ha aggiunto un ulteriore livello di complessità. “Le mie origini sono meticce ed sono ricorso a questa mia ambiguità per dare maggior spessore alla storia passata di Combo,” spiega Stephen. Circa l’esperienza vissuta girando This Is England, Stephen dichiara: “Tutti quanti, l’intera troupe dal capo elettricista al tecnico delle luci sono stati travolti da questa esperienza. Questa sensazione ha attraversato l’intero set”.
RICREARE L’AMBIENTE
Una ricostruzione convincente degli anni ottanta può essere complessa quanto l’ambientazione di un film in epoca vittoriana. Benché molti quartieri di case popolari appaiano fondamentalmente uguali a più di vent’anni fa, vi sono sottili differenze, come le finestre in PVC o le antenne paraboliche che tradiscono immediatamente il loro passato troppo recente. Dopo un'accurata ricerca, il responsabile delle riprese esterne, Richard Knight, ha scoperto il quartiere St. Ann di Nottingham, nel quale sono state girate molte scene del film. Questo era uno di quei luoghi che per puro caso non erano stati toccati da modifiche. L’area era ancora pedonale, così come era stata costruita negli anni settanta, non c’erano automobili e non aveva mai subito interventi di ammodernamento.
Dovendo lavorare con un budget limitato, allo scenografo Mark Leese è stato indicato di creare un ambiente caratterizzato da semplicità, autenticità e che, a differenza di molte ricostruzioni ambientali, sembrasse veramente abitato. Piccoli dettagli come la tappezzeria sopra il letto di Shaun danno un tocco di credibilità.
Danny Cohen, l’operatore, ha dato risalto alle caratteristiche di questo ambiente urbano e ha girato in 16 millimetri per ricavarne un’impressione un pò più grezza, per creare l’effetto dei film che Shane aveva visto da ragazzo come Made In Britain di Clarke e alcuni film di Mike Leigh e Ken Loach.
Per ambientare correttamente il film, Shane ha studiamo molti aspetti della cultura skinhead. Riguardo all’eccezionale libro fotografico di Gavin Watson, Skins, dichiara: “Quel libro mi è particolarmente caro.
Anche se le immagini non sono entrate a fare parte del film vero e proprio, in ogni caso esse mi hanno ispirato ad andare alla ricerca di qualcuno come Tommo. C’è un’immagine di un ragazzino con un Cromby, in posa vicino a un ragazzo più grande; quella foto è diventata l’icona ideale di Woody e Shaun”.
E’ stato ricreato meticolosamente lo stile degli skinhead, dalle camicie Ben Sherman agli stivaletti Dr Martens e, ovviamente, al taglio dei capelli. Mark Herbert ricorda il suo nervosismo quando le attrici del film si sono sottoposte ai loro diversi tagli. Quello di Vicky McClure è stato il più drammatico. I suoi lunghi capelli le cadevano sulla schiena mentre venivano rasati nella particolare acconciatura di Lol, mentre Jo Hartley veniva sottoposta ad una permanente dallo stile rigorosamente anni ottanta.
LE FALKLANDS
Il personaggio di Shaun, un misto fra Shane e il giovane attore Tommo, cresce senza un padre perché questi è morto combattendo nella guerra delle Falklands, un momento quasi dimenticato della storia recente. Diversamente dai caduti delle due guerre mondiali, non vi sono grandi celebrazioni per commemorare quei morti. La crisi delle Falklands non viene più ricordata come una guerra eroica. Per Shane c’è un certo parallelismo con le due recenti guerre in Iraq. “Pensiamo alla guerra in Iraq come se fossimo arrivati lì, fatto esplodere una serie di edifici e fossimo tornati indietro. Nessuna guerra è mai così semplice. Adesso l’Iraq è l’emblema della complessità. Si ritrova in essa qualcosa delle Falklands, anche nel modo in cui viene ricordata. Dal mio punto di vista, se muore anche solo una persona, dovrebbe essere sicuramente tenuta in considerazione. Volevo osservare l’effetto a catena che si produce attraverso gli occhi di un bambino”. Intrecciate nel tessuto della storia di Shaun, nella vita di una piccola cittadina vi sono le notizie ricavate da un documentario che Shane ha ottenuto dagli archivi della ITN. Non vi è nulla di estremo né di schiacciante, piuttosto This Is England presenta un resoconto di gente comune che si occupa delle faccende di tutti i giorni. Gli spunti di riflessione sono tanti, secondo Shane: “I nostri militari non sono dei sanguinari che danzano attorno a un cadavere, ma quando vedi un soldato inglese con una sigaretta che gli penzola dalla bocca che getta a terra il corpo di un argentino, ti rendi conto di cosa si tratta”.
LA CULTURA SKINHEAD
Secondo Gavin Watson, il fotografo degli skinhead degli anni ottanta, che ha vissuto e immortalato il fenomeno, gli skinhead erano “soltanto un’altra setta giovanile”, senza implicazioni sociologiche. Oggi, razzismo, neonazismo, criminalità e tutte le altre forme di comportamento antisociale associate agli ‘skin’ influenzano il giudizio che in molti danno del fenomeno. Non è stato sempre così. Gli skinhead sono nati alla fine degli anni sessanta. È cominciato con i Mods che erano accettati di buon grado nei club reggae di Londra, come il Ruby’s di Carnaby Street. In quei club hanno scoperto non soltanto la musica Ska ma anche lo stile fondamentale che ha definito l’aspetto skinhead. La cultura skinhead è stata ripresa dai ragazzi della classe operaia, sia bianchi sia neri, occupati nei cantieri navali e nelle fabbriche, legati dall’amore per il reggae. Così si sono creati un tipo particolare d’identità inglese, con spille, vestiti, stivali e talvolta un cappello Cromby sopra la testa rasata, oppure lo stile militare. Per questi gruppi di ragazzi nella vita non c’erano né pace né amore, ma solo il combattimento..
La seconda ondata di skinhead, uscita negli anni ottanta, era in un certo senso simile: si trattava di ragazzi dei quartieri popolari che cercavano un modo per definire la loro identità, come gli adolescenti fanno ovunque. Era previsto un giuramento di fedeltà alla banda. Si riconosceva il retaggio della musica Ska, come quella dei Madness o degli Specials, ma allo stesso tempo irrompeva un nuovo genere musicale, l’Oi!, derivato dal punk. Con gli stivaletti Dr Martens e le teste rasate secondo lo stile militare, questi ragazzi facevano il segno della V con la mano a qualsiasi persona li guardasse di traverso. Erano adolescenti che provenivano da zone segnate da un alto tasso di disoccupazione e che cercavano solidarietà nell’individualismo thatcheriano di quegli anni. Abbandonati dalla società erano vulnerabili nei confronti alle avances del National Front.
Come skinhead della seconda generazione, sempre consapevole dell’eredità degli anni sessanta, Shane avvertiva la necessità di creare un’immagine equilibrata e realistica di quell’ambiente, così come lo aveva vissuto. “Gli skinhead, che per via del loro aspetto aggressivo erano quasi assimilati a militari e quindi sono stati avvicinati dal National Front in cerca di nuovi associati. Non si vedeva la contraddizione nell’essere indottrinati dal National Front e al tempo stesso ascoltare la black music. Quando sentii parlare per la prima volta del National Front, l’impressione che ne ricavai era quella di una visione churchilliana di famiglie asiatiche che in barca e a colpi di remo si dirigevano verso le scogliere di Dover, mentre gli skinhead combattevano sulle spiagge nel tentativo di impedire loro lo sbarco nel paese. Per un ragazzo di dodici anni era un’immagine romantica.”
“Quando si ha dodici anni in una cittadina dove nessuno trova lavoro, se viene qualcuno e ti dice: ‘La colpa è di questa gente’ è facile credergli”, spiega Shane riguardo al razzismo che ha visto tra gli skinhead. “Io ho creduto a queste cose più o meno per tre settimane, ma alcuni ci credono ancora adesso e questo fa paura”. Per cogliere le contraddizioni interne alla cultura skinhead, Shane presenta una galleria variopinta di personaggi credibili, il cui comportamento è minaccioso quanto farsesco. Combo, ad esempio, il capo della banda razzista, ha una bella L (la P di principiante in Inghilterra, n.d.r.) sul paraurti della macchina e non sa nemmeno scrivere ‘Vaffanculo’ senza fare errori d’ortografia. Sono dei perdenti, ma Shane non ci fa mai dimenticare che dietro il loro comportamento si celano sempre delle ragioni.
UN MODO UNICO DI FARE CINEMA
Shane Meadows è sempre stato promotore di un approccio davvero unico alla realizzazione di un film, perché lavora con attori non professionisti e con un gruppo storico di amici e familiari, pur mantenendosi sempre aperto a reclutare nuovi talenti. Insieme al produttore Mark Herbert, che ha lavorato per la prima volta con lui nel suo precedente film Dead Man’s Shoes – Cinque giorni di vendetta, Shane ha creato una Northern Cottage Industry, che Mark riconduce allo spirito DIY (Do it yourself - Fai da Te) di Shane. Con il cementarsi di relazioni, destinate a protrarsi per numerosi film, tra i suoi più stretti collaboratori figurano il responsabile delle riprese esterne, nonché cognato, Richard Knight, il fotografo Dean Rogers e la responsabile del casting, co-produttrice e compagna Louise Meadows. Molti tra i principali componenti della troupe di questo film avevano lavorato con Shane in Dead Man’s Shoes – Cinque giorni di vendetta, tra questi il direttore della Fotografia Danny Cohen e il montatore Chris Wyatt.
LA WARP FILMS
La Warp Films è la società gemella della Warp Records, il marchio di Sheffield che ha distribuito, tra gli altri, i dischi di Aphex Twin e di Squarepusher.
Nella produzione musicale sostiene gli artisti con visioni originali, fornendo loro una piattaforma per i loro progetti. La Warp ha assistito in questi ultimi anni alla rivoluzione tecnologica avvenuta nella musica e nel cinema e ha saputo adeguarsi. Il primo progetto prodotto dalla Warp è stato il cortometraggio My Wrongs di Chris Morris, vincitore di un premio BAFTA. Dead man's shoes – Cinque giorni di vendetta è stato il primo lungometraggio realizzato dalla società. La Warp ha proseguito su questa strada con This is England.
“Detesto le produzioni cinematografiche o musicali prefabbricate,” dice Mark Herbert. “Tutto ciò la cerca soltanto di venire incontro a certi canoni. Noi cerchiamo di non preoccuparci dei condizionamenti di tipo commerciale e delle convenzioni”.
Del suo rapporto con Shane, Mark dice: “Personalmente, ho con lui un’amicizia molto solida. Lui fa sì che la cose vengano realizzate e fa sentire la sua voce”.
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